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QUEST E' l'ora di bullarsi [Autogestita - Vick_Svarta_Blixten]
09-10-2014, 03:40 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 19-10-2014 03:12 PM da Vick_Svarta_Blixten.)
Messaggio: #1
E' l'ora di bullarsi [Autogestita - Vick_Svarta_Blixten]
È l'Ora di Bullarsi
Leggete Bene e Imparate Dalla Migliore.

Erano ormai passati svariati giorni da quando Gaia aveva avuto la sua più che soddisfacente esperienza con Duran e Peter, esperienza che le aveva lasciato stampato sul bel viso un sorriso sornione che l'avrebbe fatta sembrare un'idiota balbuziente agli occhi di chiunque l'avesse guardata per più di due secondi. Appunto giorni prima, aveva a malapena fatto in tempo a lavar via dal proprio corpo la fastidiosa sabbia, salvo poi essere spedita a presidiare la zona assegnatale; le inospitali Terre dell'Est, nelle vicinanze di Cezanne.

La guerriera piumata s'era dimostrata piuttosto contenta dell'apprendere di questa suddivisione delle Guerriere dell'Organizzazione su tutto il territorio, poiché non trovandosi più confinata all'interno di Staph, avrebbe potuto svolgere le sue ricerche riguardo Julius ed Eleanor; peccato per lei che il risultato fu ritrovarsi fin troppo vicino alla Sede dell'Organizzazione e fin troppo lontano dalle Terre dell'Ovest.

Per non morire di noia, decise di dedicare un giorno alla visita di Cezanne, un grosso borgo presente al lato più occidentale delle Terre dell'Est; non si curò particolarmente degli sguardi incuriositi e più spesso spaventati dei suoi abitanti, se anche non ci fosse stata abituata, quale senso avrebbe avuto dar peso ai loro sguardi? Le acque impetuose di un fiume avrebbero dato forse importanza ai ciuffi di erba presenti a fianco del proprio letto, onnipresenti e destinate a nascere, crescere e morire nello stesso posto?

Purtroppo per lei, nemmeno il latte del posto riuscì a soddisfarla granché, cosa che le lasciò una sensazione di profonda delusione; l'avevano spedita in un posto sperduto e senza nemmeno del buon latte locale. La guerriera piumata lasciò quindi Cezanne e si accampò sotto una grossa sporgenza rocciosa naturale; dopo aver acceso un fuocherello, si sdraiò e si addormentò profondamente, senza sognare.


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19-10-2014, 03:11 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 24-12-2015 11:52 PM da Kelsier.)
Messaggio: #2
RE: E' l'ora di bullarsi [Autogestita - Vick_Svarta_Blixten]
Non è né un sogno né un incubo...
È molto peggio.

Parlato L'altra Gaia


... I grandi occhi argentei di Gaia si aprirono all'improvviso, istintivamente; non c'era stato rumore, non c'era stato nessuna luce che l'aveva svegliata. Semplicemente, i suoi occhi si erano aperti in quello che pareva essere il momento giusto.

Si alzò lentamente e si guardò intorno. Si trovava nello stesso posto in cui si era accampata e addormentata, non aveva dubbi su ciò, quando infine notò che qualcosa non andava. Le fiamme del fuoco che aveva acceso non solo non facevano alcun suono, quel suono scoppiettante e vivo, ma erano perfettamente immobili. L'espressione di Gaia si fece tesa e sollevò verso l'alto il proprio sguardo, senza sapere il perché; aveva l'impressione che fosse la cosa giusta da fare. Ciò che vide la lasciò quasi senza fiato.

Niente Sole e niente Luna. Niente Stelle o Nuvole. Solo oscurità che non era oscurità; la guerriera piumata vedeva come se fosse sotto il Sole di Mezzodì, eppure non sarebbe dovuto essere così. Poi udì qualcosa, come dei passi leggeri alla sue spalle e capì, anche senza voltarsi.

Ancora tu?

Lo disse quasi con arrendevolezza e quando si voltò, si trovò davanti esattamente ciò che si aspettava. Sospirò, seccata.

Ma come, mia medesima? Non sei felice di vedermi?

La figura davanti a Gaia non poteva definirsi in altri modi se non come una Gaia non guerriera, completamente nuda. I capelli corvini e la pelle leggermente abbronzata sarebbero stati tratti distintivi della guerriera piumata, se non si fosse data all'Organizzazione. Guardandola, aveva l'impressione di guardare dentro uno specchio che dava su un presente alternativo, insieme alla sensazione che quello poteva anche essere il suo futuro.

Il fatto che quella figura troppo simile a lei sorridesse anche allo stesso modo e che usasse lo stesso tono smielato, velato di sarcasmo, proprio del Fulmine Rosso, la disturbò parecchio. Non ne avrebbe avuto bisogno, ma abbassò lo sguardo ed ebbe la conferma di ciò che temeva; era completamente nuda, nessun segno dell'orribile cicatrice lasciata dall'operazione atta a farla diventare una guerriera mezzo Yoma. Quasi come se fosse apparsa un istante prima, si rese conto di star stringendo la propria Claymore nella mano destra. Come se fosse davvero uno specchio, si accorse che anche la figura davanti a sé ora aveva una Claymore nella mano destra, identica alla sua.

L'altra Gaia sorrise crudelmente, avvicinandosi di un paio di passi. Gaia si mise in guardia, per nulla intimorita e parlò con sicurezza, sorridendo crudelmente anch'essa.

Attenta. L'ultima volta le hai prese e sono notevolmente migliorata da allora.

L'altra Gaia si fermò e rimase immobile per qualche istante, prima di cominciare a ridere di gusto, una risata allegra e contagiosa, fin troppo simile a quella di Gaia stessa.

E così sei notevolmente migliorata? Allora permettimi di ringraziarti, mia medesima.

Quasi nemmeno la vide. Quasi, per sua fortuna. La guerriera piumata frappose appena in tempo la propria lama alla sua destra; un colpo pesante la sbilanciò a la mandò a volare per qualche metro. Ebbe i riflessi abbastanza pronti da riuscire ad appoggiare la mano sinistra a terra per fare una capriola che la portò in posizione di guardia, nonostante un ginocchio a terra. Niente polvere venne alzata, nonostante si trovasse su quella che doveva essere sabbia; in quel mondo pareva che tutto fosse immobile, tranne loro due. Alzò il proprio sguardo dove si era trovata appena prima e vide che l'altra figura si era fermata con la lama sollevata nella sua direzione; sorrideva apertamente, come per schernirla.

Che ne pensi? Meglio dell'ultima volta, no?

Decisamente. Non c'era assolutamente confronto rispetto al loro primo combattimento, sia per quel che riguardava la velocità che la forza d'impatto. Gaia non sorrideva più, il suo sguardo era ora concentrato.

Si alzò con grazia e si appoggiò la lama sulla nuda spalla, cominciando a scrocchiarsi il collo.

Sì, niente male. E' il mio turno ora?

Entrambe sorrisero nello stesso momento, si abbassarono leggermente e partirono alla carica. Lo scontro era cominciato.



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25-12-2015, 03:23 AM
Messaggio: #3
RE: E' l'ora di bullarsi [Autogestita - Vick_Svarta_Blixten]
La battaglia è finalmente cominciata...
Finirà?...

Parlato L'altra Gaia


Uno spettatore sarebbe rimasto alquanto deluso da ciò che stava succedendo in quel momento, in quel posto. L'occhio umano non avrebbe di certo colto i movimenti delle due entità che si stavano confrontando ad incredibile velocità, ma qualsiasi orecchio avrebbe sofferto per quelle che sembravano piccole esplosioni, strindenti, come il suono di un martello contro un'incudine, solo molto maggiore.

Le due "guerriere" scattavano, paravano l'attacco o il contrattacco dell'altra, indietreggiavano e scattavano nuovamente, tutto a velocità altissima. L'immobilità dell'ambiente circostante rendeva il tutto ancora più strano, niente polvere, niente sassolini che vibravano per via dei potenti colpi, niente di niente, solo rumori improvvisi e assordanti.

Maledizione.

Gaia attaccava, si difendeva, contrattaccava e si difendeva freneticamente. Sapeva di non potersi permettere la minima disattenzione. Era conscia che lei e quell'altra erano dannatamente e fastidiosamente alla pari, quindi quel combattimento, seppur mentale, sarebbe mai finito? E se avesse perso, cosa sarebbe successo?

Nemmeno il tempo di pensare ad una risposta, che si ritrovò quel viso così simile al suo vicino alla faccia, seguito subito dopo da un colpo di spada che, seppur intercettato a malapena dalla sua spada, le squassò dolorosamente la spalla destra e la mandò a volare per qualche metro, anche se atterrò elegantemente in piedi. Fu subito pronta a difendersi nuovamente, ma non servì; l'altra era immobile, nello stesso punto dove l'aveva appena colpita. Stava sorridendo e alzò un sopracciglio come per schernirla, prima di cominciare a parlare.

Sei in difficoltà? Ma come, mia medesima, davi tanta aria alla bocca fino a poco fa e ora non dici nulla?

Fu quasi impercettibile il tic di rabbia che mosse l'occhio destro della guerriera piumata, ma eloquente fu il basso ringhio che provenne dalla sua gola. Era evidente che la sua copia abbronzata volesse provocarla e Gaia sapeva di non dover cedere a sciocche provocazioni; eppure, voleva farlo. E lo fece.

Scattò e attaccò frontalmente, apparentemente senza una strategia. Sicuramente l'avversaria sperava in ciò, quindi avrebbe parato il colpo per poi contrattaccare duramente; questo è ciò che avrebbe fatto anche Gaia in effetti. Per l'appunto, il fendente della guerriera piumata venne intercettato dalla lama dell'avversaria, che con abilità e destrezza, cominciò a far scivolare la lama di Gaia a lato, cosa che avrebbe favorito un contrattacco probabilmente fatale.

Fortuna che so come pensi.

Gaia aveva ovviamente immaginato che le cose si sarebbero sviluppate in quel modo, quindi lasciò andare la propria spada all'improvviso, cosa che per un istante sbilanciò leggermente l'avversaria e, dopo aver chiuso a pugno la mano destra, fece passare tra le braccia della sua copia un montante che la raggiunse in pieno mento.

Hah! Hai vis...!?

La guerriera piumata non riuscì a finire la frase. L'avversaria aveva sì accusato in pieno il duro colpo, ma mentre veniva sbalzata verso l'alto, aveva colpito Gaia in pieno stomaco col proprio ginocchio, cosa che le aveva svuotato completamente i polmoni di tutta l'aria, facendola poi volare a terra poco più indietro.

Puah!

Gaia si alzò immediatamente e cercò con lo sguardo la propria spada. Non la vide da nessuna parte, finché non si accorse di averla in mano. Non ricordava di averla afferrata nuovamente, com'era possibile ciò? Guardò verso la sua avversaria, che si stava rialzando a sua volta, disarmata, visibilmente dolorante e arrabbiata. In un istante, la spada riapparve nella sua mano destra, così velocemente che sembrava ci fosse sempre stata; che fosse successo così anche con lei?

Ooooh, che succede? Non sorridi più? I denti li hai ancora tutti?

Gaia era osservò con crudele divertimento l'espressione sempre più arrabbiata della sua avversaria e si rimise in guardia, pronta a ricominciare a danzare. La sua copia respirò profondamente, quindi si costrinse a sorridere e parlò con tono apparentemente tranquillo.

Bel colpo, lo ammetto. Non sarai nuovamente così fortunata, mia medesima. Continuiamo?

La guerriera piumata sorrise determinata e si preparò a scattare.

Non chiedo di meglio!

Entrambe le guerriere scomparvero. Avevano ricominciato a danzare ad altissima velocità, scambiandosi colpi, parate, contrattacchi, fendenti... Nessuna delle due riusciva ad andare in vantaggio sull'altra. Dopo svariati minuti, che a Gaia sembrarono un'eternità, le due guerriere si fermarono per qualche secondo, col respiro affannoso. Entrambe presentavano svariati piccoli tagli su tutto il corpo, ma non usciva sangue da nessuno di questi; niente di nuovo, anche se il dolore pare "reale".

Con un grugnito, la guerriera piumata attaccò nuovamente, con violenza. Non combatteva come le avrebbe insegnato qualsiasi maestro di scherma, non saggiava con cautela, non stimava il terreno, non valutava attentamente. Non poteva dare alla sua avversaria tempo per pensare e non aveva bisogno di saggiare la forza del suo nemico; era pari a lei in tutto, la peggior sfida che potesse avere.

Gaia quindi permise solo all'istinto di guidarla. Non l'istinto animale, quello che l'aveva guidata tante volte, ma l'istinto della combattente, quello che si crea dopo anni di scherma e battaglie, dopo allenamenti estenuanti e combattimenti contro svariati Yoma. Ruotò in una sequenza di attacchi che procedevano come torrenti che confluivano in un fiume più grande. Purtroppo per lei, la sua avversaria combatteva esattamente allo stesso modo.

Sei... brava... disse l'altra Gaia con un grugnito, indietreggiando davanti ad un fendente della guerriera piumata, che le lasciò un taglio sul mento. La spada di Gaia guizzò nell'aria, riflettendo la luce immobile delle fiamme di quel falò davanti al quale doveva essersi addormentata. L'altra Gaia schivò e rispose con un fendente verticale, che Gaia anticipò, costrastandola. Ricevette un graffio lungo il fianco, ma lo ignorò. Lo scambio però la fece indietreggiare di un passo e diede all'avversaria l'opportunità di vibrare un calcio all'indirizzo della gamba sinistra di Gaia, che riuscì a schivarlo a malapena.

Con questo scambio, le due entità si allontanarono con un saltello, andando a trovarsi ad una decina di metri l'una dall'altra. Gaia sosprirò, guardando in quegli occhi così simili ai suoi e trovandovi pensieri equivalenti; anche lei si stava stufando.

Finiamola disse la guerriera piumata, mettendosi in posizione.

Pensavo la stessa cosa replicò l'altra, mettendosi nella stessa posizione.

Avrebbero utilizzato entrambe La Tempesta del Fulmine Rosso. Come sarebbe finita?

Entrambe sorrisero, entrambe chiusero gli occhi. Entrambe li riaprirono allo stesso momento ed entrambe scomparverò con un sonoro boato.


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26-12-2015, 05:39 PM
Messaggio: #4
RE: E' l'ora di bullarsi [Autogestita - Vick_Svarta_Blixten]
Sacrificio
Lo è stato davvero?

Parlato Pensato L'altra Gaia


Durò tutto come un battito di ciglia, niente di più. Le due entità portarono a termine la loro tecnica, senza particolari effetti per nessuna delle due; si erano praticamente annullate a vicenda, lasciandole però esauste, per quel che potevano esserlo in quel "mondo".

Perderai.

L'altra Gaia non perse tempo e si apprestò ad attaccare nuovamente la guerriera piumata, che fu costretta ad indiettreggiare di qualche passo per non cedere alla violenta offensiva avversaria. Gaia però era arrivata ad un'unica strategia possibile per riuscire a concludere il combattimento. E ciò non le piaceva per niente.

La numero 5 quindi subì leggermente i colpi della sua controparte, dandole un vantaggio così piccolo, così leggero che sperava sarebbe stato colto come stanchezza o disattenzione, più che come una trappola. L'avversaria smise di parlare e rimase assorbita dal duello, concentrandosi solo sulla scherma. Nemmeno sogghignò quando ottenne quel piccolo vantaggio; aveva intuito la trappola, quindi sarebbe stata ben più cauta e avrebbe colpito solo a colpo sicuro. Esattamente ciò che voleva Gaia.

La guerriera piumata scivolò via dall'avversaria, ma venne incalzata e venne spinta fino ad un grosso masso, sotto quale c'era anche il fuoco, ora immobile, acceso da Gaia; la sua difesa venne colpita ripetutamente, cosa che le provocò un taglio sul braccio destro, poi sulla spalla sinistra e infine sulla coscia destra.

Sei mia ringhiò finalmente l'altra Gaia, il respiro affannoso Sei mia, mia! Non puoi vincere!

Ne sei sicura? fu meno che un sussurro quello di Gaia.

L'avversaria eseguì un affondo e la guerriera piumata vide la sua opportunità. Si scagliò in avanti, mettendo la punta della spada avversaria contro il proprio fianco e infilzandosi su di essa.

C'è una cosa più importante di vincere, sai? bisbigliò Gaia con un sorriso. L'annientamento del nemico.

L'altra Gaia sgranò gli occhi e cercò di tirarsi indietro. Troppo tardi. La spada della numero 5 le trapassò la gola.

Il mondo sembrò esplodere, come se fosse fatto di vetro. Tutto fu buio per meno che un istante, quindi Gaia riaprì gli occhi. Una grossa Luna e le stelle, quelle stelle così note e luminose, si presentarono alla sua vista; erano così benvenute. Il suono crepitante di quello che rimaneva del fuocherello acceso poc'anzi, il vento leggero che le accarezzava la pelle. Ce l'aveva fatta.

Si scoprì completamente sudata e stanca, sia mentalmente che fisicamente; a giudicare da quel che era rimasto del fuoco, dovevano essere passate almeno due ore. L'aveva vista qualcuno mentre era in quello stato? Ma un altro pensiero gravava sulla bella guerriera.

Ho una strana sensazione... C'è qualcosa che mi sfugge...

Gaia aveva avuto la sensazione che l'altra entità non avesse avuto intenzione di eliminarla, non in quel modo, almeno. Quello che aveva letto nei suoi occhi non era stata la paura di essere sconfitta nuovamente, no... Era stato timore che avesse esagerato con quel colpo al fianco. Che si stesse sbagliando? Sembrava completamente insensato. Avevano combattuto entrambe al meglio, con la chiara intenzione di prevalere sull'altra, ucciderla se era di questo che si parlava... Eppure la bellezza dai lunghi capelli non riusciva a togliersi di testa quel pensiero.

Ne uscirò mai?



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26-12-2015, 07:18 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 27-12-2015 03:31 AM da Vick_Svarta_Blixten.)
Messaggio: #5
RE: E' l'ora di bullarsi [Autogestita - Vick_Svarta_Blixten]
Lavoro concluso...
E ora?

Parlato Pensato Messaggio



Passarono i giorni, giorni noiosi e fin troppo soleggiati. La sabbia era ovunque, come anche le rocce e quelle stupide sterpaglie color paglia. Che fosse stato uno scherzo dell'Organizzazione, mandarla in quel posto sperduto? Sperduto e fastidiosamente vicino a Staph stessa.

Finalmente, un giorno qualunque arrivò un messaggero da Staph. Non disse nulla, consegnò un messaggio alla bella guerriera piumata e se ne andò, silenzioso come era arrivato.

Il messaggio era chiaro, nessuna firma ma portava lo stemma di Staph. Gaia lo lesse mentalmente.

"Numero 5, Gaia il Fulmine Rosso, ti viene ordinato di andare a circa 15 chilometri da Cezanne per indagare sulla sparizione di una carovana mercantile nei giorni scorsi. Parti immediatamente e risolvi la situazione. Appena fuori Cezanne troverai poi un nostro agente, a cui fornirai un rapporto completo."

Tutto qui? Non mi salutano nemmeno? Che maleducati. Gaia sorrise leggermente e gettò la lettera nel fuoco. La osservò crepitare per qualche secondo, quindi si preparò per partire.

Vogliono che faccia in fretta? Sarò un fulmine.

~

Gaia viaggiò per circa dodici ore, arrivando a destinazione verso l'alba. Trovò ciò che rimaneva della carovana attaccata, pezzi di legno distrutti, merce rovesciata malamente a terra, sangue ormai incrostato sparso in giro, seppur non ci fossero corpi. A giudicare dal numero di carri e merce, dovevano esserci stati almeno una decina, se non quindici uomini a condurre. E se non ne era sopravvissuto nessuno, i casi erano due; un alto numero di Yoma, oppure un Risvegliato.

Può essere? Così vicino a Staph...

La guerriera piumata non si preoccupò granché di nessuna delle due opzioni. Un alto numero di Yoma o un Risvegliato non le importavano granché, erano solo piccoli sassolini sulla sua strada. Sperava che le avrebbe riservato una sfida degna, ma ne dubitava. Medea era stata una sfida interessante, ma alla fine s'era dimostrata una codarda come lo era da Guerriera e lei ne era uscita praticamente indenne. Patetico.

Gaia sospirò, quindi si concentrò per riuscire a percepire qualsiasi traccia fosse stata lasciata; duro ammetterlo, ma se non era dotata in qualcosa, quella era la sua capacità di percepire lo Yoki. Per questo non riusciva bene a capire quale fosse stata la vera causa di quel massacro. Percepiva sì qualche rimasuglio di Yoki, ma non riusciva a capire più di così; perlomeno, capì quale fosse la direzione giusta da prendere.

Procedette con disinvoltura e grazia, per nulla preoccupata. Si sentiva completamente sicura di riuscire ad occuparsi di qualsiasi cosa avesse potuto attaccarla. Si trovò a camminare per uno stretto sentiero polveroso, tra grosse rocce su entrambi i lati. Sarebbe stato un posto perfetto per un agguato, ma per quanto fosse debole la sua percezione, si convinse che avrebbe avvertito qualcosa in tempo se fosse stato quello il caso; a meno che non si trattasse di briganti, ma lo aveva escluso subito. Quasi nessuna merce era stata portata via dalla carovana.

Infine percepì una discreta fonte di Yoki davanti a sé. Sorrise, ma né rallentò né accelerò la sua andatura; si limitò a camminare sicura di sé, con fare quasi sbruffone.

Arrivò in una radura rocciosa, in cui erano presenti alcuni umani; almeno, l'aspetto era quello. Tuttavia lo Yoki che sprigionavano non mentiva, erano Yoma. Non troppo lontano c'erano alcuni cadaveri ancora insanguinati ammassati uno sopra l'altro; i poveri mercanti e le loro guardie, suppose Gaia.

La guerriera piumata non fece nulla per non farsi vedere, anzi; quando il primo degli Yoma si accorse di lei e sgranò gli occhi con un misto di sorpressa e paura, la bella guerriera sorrise calorosamente e fece un gesto con la mano, come una bambina che saluta felice una persona cara.

Claym...!

Lo Yoma non riuscì a finire la frase, la sua testa volò verso l'alto, spiccata di netto con un taglio perfetto e troppo veloce perché avesse la minima possibilità di schivarlo. Gaia era in piedi dietro l'ormai cadavere del primo Yoma, spada in mano e sorriso ora crudele. Intinse un dito nel collo del mostro e si segnò il viso con una linea violacea trasversale. Guardò con interesse gli altri mostri, che ora stavano assumendo la loro forma mostruosa, quindi fece un leggero inchino.

Signori, la vostra morte si chiama Gaia. Vogliamo cominciare?

I mostri urlarono, forse più per umiliazione e rabbia che per paura, quindi attaccarono tutti insieme, simultaneamente, allungando i loro artigli verso la guerriera piumata. Purtroppo per loro, Gaia non era lì per giocare; più che altro, non ne aveva granché voglia, al momento. Nemmeno si accorsero che nel momento stesso in cui attaccarono, quella guerriera dai capelli così lunghi e con quella strana fascia piumata, non si trovava più lì. Nemmeno riuscirono a rendersi conto che i loro artigli colpirono, per la maggior parte, il cadavere del loro compagno. Il Fulmine Rosso aveva già colpito.

Gaia rinfoderò la spada, alla spalle dei mostri, dandosi una scrollata ai capelli. I restanti otto cadaveri caddero all'unisono, preceduti dalle loro braccia e dalle loro teste.

E anche questa è andata.

La guerriera piumata sospirò, si tolse il mantello e raccolse le nove teste mostruose da terra.

~

Arrivata nelle vicinanze di Cezanne, venne avvicinata dallo stesso messaggero che le aveva portato la missiva. Sorrise con calore, quindi con noncuranza gettò le teste dei nove Yoma ai piedi dello sgherro. Parlò con sufficienza.

La causa della scomparsa della carovana, eccotela. Nove Yoma, niente di ché. Non ho trovato superstiti. Gran parte della merce si trova ancora là.

Si voltò e fece per andarsene, ma si fermò dopo pochi passi.

Oh, un 'altra cosa. Avrò bisogno di un nuovo mantello. Vedi di riferire e provvedere.

Gli mandò un bacio, quindi rise e si allontanò con calma. Non era stata una così brutta giornata, in fondo.


~ Fine.
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