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QUEST Il Vecchio Eremita [Autogestita - Nardo]
10-03-2015, 11:15 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 10-03-2015 11:16 PM da Semirhage.)
Messaggio: #1
Il Vecchio Eremita [Autogestita - Nardo]
IL VECCHIO EREMITA
Può essere la svolta della tua vita!
[Immagine: yp10m.jpg]

[-Pensato-] [Parlato] [Parlato da altri]

Ubbidendo agli ordini dell’Organizzazione, Seayne lasciò la cupa fortezza di Staph e raggiunse dopo alcuni giorni di cammino la zona a lei assegnata: la regione di Guernica, nei boschi a meridione del deserto di Staph. Che fare a quel punto? La guerriera albina intendeva tenersi il più lontano possibile dagli insediamenti umani, tuttavia non poteva neanche vivere all’addiaccio nei giorni a venire, quindi iniziò a cercare un luogo dove insediarsi, ricorrendo anche alla sua abilità nel nascondersi per trovare un rifugio quanto più possibile defilato.
Nei primi giorni non ebbe fortuna: a parte qualche anfratto roccioso o qualche riparo occasionale, non le riuscì di trovare nulla che la soddisfacesse, finché, in un pomeriggio soleggiato, non si trovò a camminare in una piccola radura che si allargava all’interno del bosco, sovrastata da una bassa collinetta erbosa che era alta circa quanto gli alberi stessi; un torrentello non molto ampio attraversava la radura e l’erba che la ricopriva era corta, probabilmente era stata brucata da qualche erbivoro selvatico. La guerriera albina trovò il luogo, immerso nel mormorio della natura selvaggia, estremamente piacevole e decise di fermarsi per riposare un po’: piantò a terra la sua claymore e si levò l’armatura; quindi si stirò inarcando il più possibile al contrario la sua schiena, stendendo le braccia sopra la testa e poi si stiracchiò in tutta la sua altezza, fino ad appoggiarsi al terreno solo con le dita dei piedi.

-Ah! Così va meglio!-

Pensò, lieta di essersi sbarazzata per un po’ dal peso e dalle costrizioni dell’armatura. Rimase quindi immobile per alcuni momenti, godendosi la sensazione del sole sulla faccia e una leggera brezza che le faceva ondeggiare i lunghissimi capelli, poi si inginocchiò sulla riva del torrentello, chinandosi in avanti per bere un po’ d’acqua, mentre i suoi occhi individuarono alcune trote che nuotavano placidamente nella corrente…

Buongiorno, bianca guerriera!

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11-03-2015, 10:06 PM
Messaggio: #2
RE: Il Vecchio Eremita [Autogestita - Nardo]
[Immagine: yp10m.jpg]
[-Pensato-] [Parlato] [Parlato da altri]

Quel saluto colse Seayne completamente alla sprovvista: più per la sorpresa che per lo spavento: con un istintivo, fluido movimento la guerriera albina si raddrizzò sulla sua figura, voltandosi e tenendo le gambe piegate pronte a un eventuale scatto, con braccia e mani protese in avanti, pronte a ghermire chiunque le si fosse avvicinato ma, non appena vide chi le aveva rivolto il saluto e non percependo nessuno Yoki, la ragazza si rilassò e rispose.

Buongiorno a voi, signore! Perdonate la mia brusca reazione e scusatemi se sono entrata nella vostra proprietà! Me ne andrò subito!

Davanti a Seayne, poco lontano dalla base della collinetta, un omino era seduto a terra a gambe incrociate: alto poco più di un metro e mezzo, la sua pelle era molto scura, come se fosse stata esposta al sole per molti anni e i suoi capelli, lunghi oltre le spalle, incanutiti ma tuttora folti nonostante un’incipiente calvizie che lasciava scoperta tutta la parte superiore della suo cranio, spiccavano al confronto con la sua carnagione. Indossava una sorta di tunica o di veste logora e scolorita dagli anni, la quale sembrava eccessivamente ampia per il fisico asciutto dell’omino, che sembrava molto vecchio.
Quello che però maggiormente colpì Seayne furono gli occhi azzurri del vecchio: anche se oramai ridotti a due fessure, essi irradiavano come un’aura di pace e serenità e, uniti alla postura dell’uomo, conferivano alla sua figura un’aria placida e quieta.
Dopo alcuni istanti, l’omino rispose in tono gentile e allegro, anche se con la voce un po’ roca:

Oh! No, no bianca guerriera, non sono il padrone di questo posto e, che mi risulti, esso non appartiene a chichessia anzi, di qui non ci passa quasi mai nessuno! Se devo essere onesto sei la prima persona che vedo da molto tempo… Temevo che sarei morto senza vedere qualcuno un’ultima volta!

Mentre il vecchio parlava Seayne, forse incuriosita dallo strano omino che sembrava non ostentare né paura né disprezzo nei confronti della guerriera mezzo demone, iniziò ad avvicinarsi lentamente a lui: quando la guerriera albina si rese conto di cosa stava facendo, era accoccolata sui talloni a circa un paio di metri da lui, mentre lo strano ometto continuava…

Il mio nome è Tahzay, bianca guerriera, e dopo aver vissuto la maggior parte della mia vita sul mare, ho deciso di ritirarmi lontano da tutto e tutti per meditare e trovare pace!

Seayne reclinò il capo in segno di rispetto nei confronti del vecchio omino e poi, sorridendogli, gli rispose:

Piacere di conoscervi, Tahzay! Il mio nome è Seayne e, come avete intuito, sono una guerriera dell’Organizzazione! Se la mia presenza vi arreca conforto non posso che esserne lieta: è cosa rara di questi tempi!

Non devi temere, Seayne! – replicò Tahzay - Nella mia vita ho avuto modo di conoscere altre guerriere, so chi siete e cosa fate e, personalmente, lo apprezzo molto! Senza di voi questo mondo sarebbe molto più cupo e pericoloso!

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12-03-2015, 11:14 PM
Messaggio: #3
RE: Il Vecchio Eremita [Autogestita - Nardo]
[Immagine: yp10m.jpg]
[-Pensato-] [Parlato] [Parlato da altri]

Le parole dell’uomo, il quale sembrava lodare sinceramente l’operato suo e delle sue compagne lasciarono senza parole la guerriera albina la quale, viste le esperienze passate, mai si sarebbe aspettata un’accoglienza del genere da parte di un umano. Mentre la giovane cercava di trovare una frase adatta per rispondere al vegliardo, questi le chiese:

Seayne, se non ti è di troppo disturbo, potrei chiederti una cortesia?

Colta alla sprovvista, Seayne riuscì a malapena a rispondere:

Certo… Tahzay! Se è… nelle mie possibilità lo farò volentieri!

Il vecchio allora sciolse le mani che fino a quel momento aveva tenuto in grembo con le dita incrociate e, puntando l’indice di una tremolante mano destra in direzione del torrentello, sempre con voce roca le disse:

Avrei… avrei tanto desiderio di mangiare del pesce un’ultima volta! Siamo troppo lontani dal mare ma le trote del torrente sono squisite! Da mesi ormai mi nutro di bacche, radici e frutta selvatica perché le mie mani tremano troppo per pescare con la lenza e meno che meno a mani nude. Seayne, per favore, saresti così gentile da pescarne un paio per me?

Seayne, impietosita dalla richiesta del vecchio, annuì con la testa e si alzò, tornando alla sponda del torrentello dove si era fermata a bere, adocchiando nuovamente le trote che vi nuotavano tranquillamente, mentre si arrotolava le maniche dell’uniforme sopra i gomiti e i pantaloni sopra al ginocchio, per poi entrare in acqua…

-In fondo, questo esercizio si rivelerà utile anche per me, quando dovrò procurarmi quel poco cibo che mi serve!-

Tuttavia, nonostante la sua agilità, i primi tentativi di pescare con le mani si rivelarono abbastanza goffi e maldestri. Ma Seayne non si diede per vinta e, a poco a poco, aiutata anche da un paio di consigli del vecchio Tahzay, riuscì a mettere a punto una sua tecnica di pesca con le mani e così, circa mezz’ora dopo, tre grosse trote giacevano sull’erba del prato; Seayne si offrì gentilmente per pulirle: in fondo aveva avuto a che fare con schifezze ben peggiori delle interiora… dei pesci. Grazie a un coltellino che Tahzay possedeva e dei suoi ricordi di gioventù, anche quell’operazione fu questione di poco tempo…

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13-03-2015, 10:47 PM
Messaggio: #4
RE: Il Vecchio Eremita [Autogestita - Nardo]
[Immagine: yp10m.jpg]
[-Pensato-] [Parlato] [Parlato da altri]

Al tramonto, le trote erano state arrostite a puntino su un bel fuocherello acceso da Tahzay all’interno del suo rifugio: esso era costituito da una piccola spelonca circolare, di circa quattro metri di diametro e di profilo leggermente a cupola, che era situata all’interno della collinetta stessa. Il suo ingresso non era in vista in quanto rivolto a Sud, dalla parte opposta rispetto alla radura: la luce, non ostacolata dagli alberi circostanti, vi penetrava per buona parte del giorno e l’entrata stessa risultava facilmente occultabile in quanto non molto larga. Il fumo del focolare usciva attraverso un foro scavato dallo stesso Tahzay, all’epoca del suo arrivo, sulla cima rocciosa della spelonca stessa, evitando così di ristagnare all’interno.
L’eremita e la guerriera albina mangiarono in silenzio, assaporando quelle trote – due Tahzay e una Seayne – le quali, come aveva detto il vegliardo, erano squisite. Una volta finito di mangiare e di aver fatto bruciare nel fuoco morente gli ultimi resti dei pesci, entrambi rimasero seduti a fissare le braci le quali, lentamente, andavano spegnendosi… Ancora una volta fu Tahzay a rompere il silenzio:

Ti ringrazio, Seayne, per aver assecondato l’ultimo desiderio di un povero vecchio! Spero solo di non averti distolta da una caccia! Se così è stato, ti prego di perdonarmi!

Seayne notò che la voce del vegliardo si faceva sempre più roca e il respiro via via più affannoso, tuttavia fece finta di nulla quando gli rispose:

Non vi preoccupate Tahzay… Non sono in caccia. Di recente la nostra Organizzazione ha deciso di assegnare a ognuna di noi delle zone da presidiare, per essere più veloci a intervenire quando fosse richiesto il nostro aiuto! A me è toccato in sorte questo territorio e stavo cercando un posto dove potermi sistemare in attesa di ordini dai miei capi… Non posso certo insediarmi a casa di qualcuno o chiedere ospitalità a un paese o città! Voi mi avete accolta bene, siete stato gentile con me ma, onestamente, è difficile trovare persone come voi.

Seayne tacque per qualche istante, come se stesse meditando qualcosa, si strinse con le braccia le ginocchia al petto, poi si rivolse nuovamente al vegliardo:

Tahzay, se non vi arreco disturbo, potrei fermarmi qui per questa notte? Ho camminato per tutto il giorno e oramai sta facendo buio: non mi va di mettermi ora a cercare un altro posto. Certo, potrei sistemarmi in mezzo agli alberi, però…

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14-03-2015, 05:51 PM
Messaggio: #5
RE: Il Vecchio Eremita [Autogestita - Nardo]
[Immagine: yp10m.jpg]
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Tahzay aveva osservato attentamente Seayne fin dal primo momento che l’aveva vista e, nonostante la guerriera albina si comportasse in maniera gentile ed educata, al vegliardo non era sfuggito che l’espressione della guerriera era quasi sempre triste e malinconica e vedeva un grande dolore riflesso nei suoi occhi. A cosa era dovuto? Alla sua condizione di mezza demone? Ad aver perduto qualcuno a lei molto caro? Alla paura di perdersi per sempre? Tahzay non avrebbe saputo dirlo ma, da come si comportava la guerriera, lui ne intuiva una grande forza interiore: se solo fosse riuscita a trovare la giusta strada…
Prima che potesse risponderle però, all’improvviso, il suo corpo fu scosso da alcuni colpi di tosse e Seayne si protese istintivamente verso di lui per aiutarlo e, appoggiandosi a lei, Tahzay riuscì a rimettersi a sedere con le gambe incrociate. Respirando a fatica, il vecchio richiamò l’attenzione della guerriera albina e le disse:

Seayne, ascolta! Puoi fermarti qui quanto vorrai! Come ti ho detto, questo posto non è di nessuno, tantomeno mio e io non lo occuperò ancora per molto. Sono malato e la mia malattia si chiama vecchiaia! Ho vissuto a lungo e intensamente e i miei ultimi anni sono stati votati alla ricerca della pace per la mia anima. Non credo di averla raggiunta appieno, ma sono soddisfatto dei miei progressi…

Di fronte allo sguardo perplesso della guerriera albina, la quale evidentemente non capiva il significato delle parole del vecchio, Tahzay tirò fuori da sotto la sua veste un cilindro di bambù largo tre dita, sigillato a un’estremità e con un evidente tappo di chiusura sull’altra e glielo porse…

Cos’è? Chiese Seayne; Tahzay rispose:

Anni fa, durante i miei viaggi per mare, approdai a un istmo nell’estremo sud di questa terra dove, avevo saputo, viveva un vecchio saggio. Preso dalla curiosità, mi misi a cercarlo ma quello che trovai fu soltanto uno scheletro, seduto in questa mia stessa posizione, che stringeva ancora tra le ossa delle mani questo cilindro.
Preso dalla curiosità, credendo che dentro ci fosse qualcosa di estremamente prezioso per quell’uomo: lo aprii e scoprii che esso in realtà conteneva dei fogli sui quali vi erano scritti tutti i suoi insegnamenti, vergati come brevi e importanti frasi scritte, me ne sono reso conto poi, per essere facilmente memorizzate, meditate e, se uno vuole, messe in pratica. Esse descrivono un… diciamo… una sorta di cammino spirituale, uno stile di vita, una via che se percorsa con costanza e applicazione, mira a portare chi la segue alla pace dello spirito, liberandolo dai tormenti dell’esistenza!
Preso dalla delusione, quella volta pensai di gettarlo via ma poi non lo feci, non so perché: forse all’epoca ritenni che potesse essere prezioso per qualche altro eremita, ma non ne incontrai più nessuno e così esso finì tra le poche cose che mi portavo sempre dietro e per qualche tempo mi dimenticai quasi di lui.
Un giorno però, vissi un’esperienza che mi segnò profondamente e, forse cercando una risposta, iniziai quasi per caso a leggere quel che c’era scritto in quei fogli e… beh, all’inizio non ci credevo ma… quegli insegnamenti mi sono stati d’aiuto!

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15-03-2015, 06:14 PM
Messaggio: #6
RE: Il Vecchio Eremita [Autogestita - Nardo]
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[-Pensato-] [Parlato] [Parlato da altri]

Seayne fissò dubbiosa per qualche istante il cilindro:

Perché ora lo date a me? E perché volete lasciarmi questo posto se siete malato? Dove potreste mai andare ora?

Chiese incuriosita e un po’ preoccupata per il vecchio, che le rispose:

Perché, forse, con questi insegnamenti potrai trovare la pace che la tua anima cerca e che io non sono mai riuscito a raggiungere appieno! Come ti dissi, negli anni ho incontrato altre guerriere, tre per l’esattezza: una era superba, un’altra era timida e l’ultima secondo me stava impazzendo; ma tutte, senza eccezione alcuna, avevano nel loro sguardo lo stesso dolore che vedo riflesso nei tuoi occhi d’argento! Tu sei stata gentile con me, hai fatto una piccola cosa, ma che per me è stata importante! Hai esaudito l’ultimo desiderio di un vecchio e…

Altri colpi di tosse squassarono il fragile corpo di Tahzay, il quale si stese a terra, sorretto gentilmente da Seayne. Il vecchio non si accorse o fece finta di non accorgersi di un rivoletto di sangue che gli era colato dal lato destro della bocca…

E allora ti lascio questo per ricompensarti del tuo gesto generoso! Sono sicuro che ti sarà utile… leggi il suoi insegnamenti e mettili in pratica senza esitare mai, per quanto possano essere difficili. Vedrai che la ricompensa alla fine sarà grande…

Maestro Tahzay… Grazie! Io…

Disse Seayne la quale, vedendo quel rivoletto di sangue sentì che delle lacrime iniziarono a sgorgare dai suoi occhi d’argento: non era infatti difficile capire che il buon Tahzay stava morendo. Accortosi del pianto della guerriera, il vecchio cercò di incoraggiarla:

Non piangere per me, Seayne! Me ne vado serenamente, vegliato da un candido angelo: cosa potrei volere di più? E se tu leggerai e metterai in pratica quegli insegnamenti, una parte di me rimarrà con te…

Dopo un altro colpo di tosse, oramai con un filo di voce, Tahzay disse ancora:

Ascolta, Seayne… ti chiedo un ultimo favore: non scavare una fossa per me. Quando me ne sarò andato, brucia i miei resti su una pira e getta le mie ceneri nel ruscello. Avrei tanto voluto rivedere il mare un ultima volta, ma ero oramai troppo vecchio e stanco per mettermi in viaggio. Però tutti i fiumi arrivano al mare e, se farai come ti ho detto, prima o poi quel che rimarrà di me ci arriverà assieme alla corrente…

Ve lo prometto, Maestro Tahzay! Riposate ora!

Lo rassicurò una commossa Seayne.

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16-03-2015, 10:59 PM
Messaggio: #7
RE: Il Vecchio Eremita [Autogestita - Nardo]
[Immagine: yp10m.jpg]
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Il mattino dopo, Tahzay non c’era più. Se n’era andato serenamente durante la notte.
Seayne andò nel bosco vicino e raccolse della legna con la quale, assieme a paglia e sterpaglie trovate lì attorno, preparò la pira funebre per il vecchio e poi, depostovi sopra il corpo, bardata di tutto punto accese il fuoco, rimanendo a vegliare il falò finché le fiamme non si furono completamente estinte. Quindi raccolse le ceneri rimaste e le gettò nel torrentello, salutando il suo amico.

Addio Tahzay! Sei stato buono con me e per questo ti ringrazio! Addio amico mio!

In silenzio attese che l’ acqua ritornasse limpida e poi ritornò al rifugio nella collinetta, nel quale aveva deciso alla fine di fermarsi, si tolse l’armatura rimanendo solo con l’uniforme addosso, e si sedette a terra, riflettendo:

-Un riparo l’ho trovato. Quel poco di acqua e cibo che mi servono non saranno un problema. E adesso?-

Pensò, cercando di immaginare qualcosa da fare per ingannare l’attesa della prossima missione. Infatti per Seayne la ricerca di un posto dove stare serviva anche per mantenere la mente impegnata. Ora che il problema dell’alloggio e del vitto era stato risolto, cosa avrebbe potuto fare per evitare che i suoi ricordi – soprattutto quelli di Stephan - e quella sua sinistra voce interiore tornassero a tormentarla?
Fu a quel punto che il suo sguardo cadde sul cilindro di bambù contenente i fogli con gli insegnamenti di Tahzay, rimasto appoggiato a terra e le tornarono in mente le parole del vecchio eremita…

-E se Tahzay avesse avuto ragione?-

I dubbi e le perplessità della guerriera riguardo il contenuto dell’oggetto lasciarono il posto alla curiosità, così Seayne raccolse il cilindro, lo aprì e ne estrasse i fogli che conteneva, cominciando quindi a leggere quello che c’era scritto…

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17-03-2015, 11:02 PM
Messaggio: #8
RE: Il Vecchio Eremita [Autogestita - Nardo]
[Immagine: yp10m.jpg]
[-Pensato-] [Parlato] [Parlato da altri]

Dopo alcuni giorni dedicati alla lettura di quel manoscritto, Seayne prese l’unica cosa che aveva portato con se da Staph: i resti dell’uniforme che aveva indosso a Trem e a Rabona, macchiata indelebilmente dal sangue suo e del primo Yoma che aveva ucciso da guerriera graduata: uniforme che era per lei la rappresentazione fisica dei suoi più tristi ricordi dopo morte dei suoi genitori e del suo villaggio.
La guerriera albina rimase a osservarla in silenzio per alcuni minuti e poi, dopo aver tratto un lungo sospiro disse:

D’accordo Tahzay! Proverò a seguire gli insegnamenti che mi hai lasciato e ci metterò tutto il mio impegno! Quando riuscirò a guardare questa mia vecchia uniforme senza provare dolore o rabbia, saprò di aver raggiunto il mio scopo!

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