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[In Attesa] Scheda di Camillah (Clayfax)
29-10-2010, 11:44 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 01-08-2018 03:47 PM da Semirhage.)
Messaggio: #1
[In Attesa] Scheda di Camillah (Clayfax)
~Nome: Camillah.
~Anni: 17.
~Altezza: 1.73 m
~Peso: 62 Kg
~Arto dominante: Destro.
~Tipo: Attacco.

~Profilo Fisico: Corpo di dimensioni normali per la sua statura. Magra e alta. Spalle leggermente più larghe del bacino. Occhi d’argento e caratteristico colore biondo dei capelli delle guerriere Claymore. Sopracciglia fini e fronte spaziosa. Naso a punta. Di solito tiene i capelli lunghi e lisci ai lati e si tira indietro i capelli della frangia fin dietro la nuca. Gli arti sono proporzionati rispetto al corpo. Sia le braccia che le gambe sono agili e scattanti. Possiede inoltre una gran flessibilità nei movimenti dovuta alla sua snodabilità.

~Alterazioni Profilo Fisico:
Missione "Open Sea" - Post numero 76
Durante la missione Camillah, nel tentativo di salvare un umano, è stata aggredita dal mostro marino ed ha perso il braccio sinistro. L’omero è stato tranciato a metà.

~Uniforme:
L’uniforme della guerriera è quella data in dotazione dall’organizzazione, con un solo particolare richiesto a seguito della perdita del braccio sinistro.
[Spalle]: Modifica dell’armatura della guerriera in modo tale da nascondere l’amputazione: non si tratta di togliere ed eliminare lo spallaccio sinistro, che in ogni caso continuerà a servire di protezione alla spalla, ma di aggiungere un pezzo di metallo che dallo spallaccio scenda, seguendone il profilo, e che copra l’omero tranciato. Oltre alla sua protezione, questa modifica ha lo scopo di fornire ulteriore peso per bilanciare l’assetto della guerriera –come se avesse ancora un secondo braccio- oltre che servirle come corazza di sfondamento in caso di carica con spallata.

~Profilo Psicologico: Socievole. Testarda ed impulsiva. Di solito non è troppo cauta e preferisce lanciarsi avventatamente in battaglia senza troppi indugi, soprattutto quando si trova davanti degli Yoma che detesta con tutto il cuore. Leale e altruista. Le sta a cuore la propria squadra e la vita delle proprie compagne. Ha paura di rimaner da sola e abbandonata.

~Background: Camillah è nata e cresciuta in una remota cittadina delle terre del Sud. Fino all’età di 12 anni ha vissuto una vita felice e spensierata con la sua famiglia e soprattutto con il suo adorato fratello maggiore che si prendeva sempre cura di lei. I suoi genitori erano molto attenti ai loro figli, cercavano sempre di non fargli mancare niente, anche se questo costava loro molti sacrifici. Camillah e suo fratello erano molto legati e praticamente facevano tutto insieme dai giochi più svariati ai pasticci più grossi e sovente si cacciavano nei guai.

Un brutto giorno, uscita dalle mura della cittadina per raccogliere dei fiori, conobbe la paura: fu rapita da degli esseri che non aveva mai visto prima, dei mostri con sembianze umane. Per qualche settimana visse in prigionia di questi senza sapere che ne sarebbe stato di lei e dove potesse trovarsi. Passava il tempo a piangere: era terrorizzata. Avrebbe voluto poter tornare indietro, tornare dalla sua famiglia che tanto amava, ma questo non era possibile.
Proprio quando sembrava che per lei fosse giunta la fine venne salvata da una guerriera misteriosa dagli occhi d’argento. Fu allora che Camillah provò forte ammirazione per quella persona e voleva diventare forte e impavida come lei. Cercò di seguirla ma senza riuscirci perché presto ne perse le tracce: così com’era arrivata era anche sparita.

A seguito di questa brutta vicenda, Camillah, si arrangiò come poteva per vivere e per riuscire a trovare la strada per tornare a casa sua, dalla sua famiglia e da suo fratello.

Finalmente dopo 1 anno di solitudine, di stenti e di viaggi travagliati riuscì a tornare al suo paese ma scoprì che della cittadina non era rimasto più niente: completamente rasa al suolo. Della sua splendida famiglia e del suo adorato fratello non vi era più traccia. La felicità di ritornare a casa ben presto si tramutò da prima in disperazione, poi in furore, per poi sfociare in odio e violenza per quei dannati mostri che gli avevano portato via tutto: gli Yoma.

Senza più una casa, una famiglia, un fratello si sentì persa, sola ed abbandonata. Si ricordò allora di quella guerriera che l’anno prima le aveva salvato la vita. Era convinta che l’unico modo che aveva per poter affrontare e superare le sue paure e diventare più forte fosse quello di diventare una guerriera dagli occhi d’argento. Con questo sperava di poter essere in grado di proteggere se stessa e gli altri dagli Yoma perché non voleva che succedesse mai più quello che era capitato alla sua città. In più era mossa dalla speranza di poter ritrovare i suoi familiari e soprattutto suo fratello, sempre se erano ancora vivi.

Raccolse informazioni dagli abitanti di altre città e per lei non fu difficile scovare delle Claymore in azione aiutare una città. Aveva scoperto che al termine di un combattimento delle Claymore sarebbe passato un tizio della loro organizzazione a riscuotere il compenso dell’operazione. Individuatolo, grazie alla sua convinzione, alla sua determinazione e alla sua bramosia di potere, Camillah riuscì a entrare a far parte dell’organizzazione delle Claymore.

A seguito fece conoscenza di molte aspiranti guerriere ed ebbe la possibilità di confrontarsi ed esercitarsi con loro. Legò soprattutto con le ragazze del suo gruppo, ed in particolare con due di queste si consideravano come sorelle ( Martina e Giada ). Solo dopo anni di intesi allenamenti e sacrifici finalmente poteva considerare finito l’addestramento e poteva perseguire i suoi desideri.

~Abilità e Tecniche Apprese:
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31-10-2010, 05:26 PM
Messaggio: #2
Scheda di Camillah [Clayfax]
SCHEDA APPROVATA.

Guerriera esportata.
Assegnazione punti EXP

~ Energia Verde=> +400 PE


Consulta il tuo pannello personale per aggiornare il profilo della tua guerriera. Per accedervi, clicca in alto il bottone GDR CP.

Punti Carta Nera: 3.5.
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04-01-2011, 12:44 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 26-09-2017 09:28 PM da Semirhage.)
Messaggio: #3
Scheda di Camillah [Clayfax]
~ Capitolo 1, I cieli della vendetta

Il tanto atteso test era finalmente giunto. Con un po’ di tensione in corpo Camillah era eccitata all'idea di svolgere la sua prima missione, ma soprattutto era contenta perché poteva svolgerla con le sue due migliori ed uniche amiche: Giada e Martina.

Si trattava di dover scortare un gruppo di uomini e dei carri fino alla sede dell'organizzazione. Di per sé doveva essere una missione semplice ma in realtà non fu per niente così. Ben presto due uomini proposero di imboccare un altro percorso, diverso da quello stabilito, perché in questo modo avrebbero impiegato meno tempo a raggiungere la destinazione. Nonostante i sospetti che lei e le sue compagne nutrivano nei confronti dei due scelsero comunque questa soluzione. Per maggiore sicurezza Giada, Nadia e uno dei due uomini andarono in esplorazione del nuovo percorso, precedendo la carovana scortata invece da Camillah, Lune e Martina. I giochi erano fatti ed i due uomini rivelarono le loro reali sembianze, attaccando i due gruppi separati.

Entrambi gli scontri durarono poco.

Camillah era scocciata dalla presenza del gruppo di uomini da proteggere, perché le impediva di combattere liberamente. In più, dopo aver rischiato la sua vita per loro, rimanendone ferita alla schiena, risentiva quell'odio e quella rabbia che aveva provato per quelle creature che le avevano cambiato per sempre la vita. Seppur avesse paura, la sua determinazione era tale che la metteva in grado di combattere. Quando riuscì ad assestare il colpo di grazia al mostro si sentiva bene, era felice.

Il peggio sembrava passato, ma non era così. Quando raggiunsero il luogo dell'altro scontro lì c'era Giada che non riusciva più a contenere il suo Yoki e l'uomo in nero ordinò a Camillah di uccidere l'amica. Quella richiesta per lei era impossibile, non sarebbe mai riuscita a portarla a termine. Giada era la sua migliore amica. Faceva parte dell'unica famiglia che le rimaneva. L'unica cosa che riuscì a fare era piangere a dirotto ed abbracciarla, sperando in un miracolo. Vedendo che Camillah non era in grado di soddisfare il suo ultimo desiderio, Giada decise di farla finita da sola, buttandosi giù da un ponte.

Camillah era sconvolta, traumatizzata, distrutta, angosciata. Si rimproverava di non esser riuscita a far nulla per salvarla. Ancora una volta era rimasta sola e abbandonata.

Dopo tanta rabbia provata e tante lacrime versate, la guerriera riuscì a trovare la forza per accettare l'accaduto e per convincersi che morire da essere umano fosse l'ultimo desiderio di Giada. Decise di tornare alla sede dell'organizzazione, dove probabilmente sarebbe stata punita perché non aveva portato a termine il suo compito, ma questo non le importava. Anzi provava rancore verso quell'uomo in nero e verso tutta quell'organizzazione per quello che le avevano chiesto di fare. Erano forse soltanto dei giocattoli per loro? Iniziava a nutrire qualche dubbio.

Lungo la strada del ritorno la maggior parte dei suoi pensieri erano rivolti a Giada. Il ricordo di lei era tutto ciò che le rimaneva. Si sentiva in colpa e fu in questo momento che promise di continuare a combattere per perseguire non solo il suo volere ma anche quello di Giada. Voleva realizzare i desideri di entrambe.
Non l'avrebbe mai dimentica. Mai.
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28-03-2011, 06:45 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 27-09-2017 09:21 PM da Semirhage.)
Messaggio: #4
Scheda di Camillah [Clayfax]
~ Capitolo 2, Ballad Of The Sea

Non passò molto tempo da quando ricevette la sua nomina a guerriera a tutti gli effetti a quando le venne affidata la sua prima missione. La richiesta d'aiuto era giunta da Muriél, una ridente città portuale che si affaccia sul mare nelle fresche e verdi terre del Sud. Ad aiutarla in questa missione c'era ancora una volta Lune.

Era la prima volta che giravano in un città così grande e ne rimasero affascinate. Senza troppi indugi vennero accolte dal sindaco che le parlò di strani omicidi che c'erano stati dalle parti del porto e le aveva mandate a chiamare perché sospettava che dietro ci fosse lo zampino degli Yoma. Incominciarono così ad investigare.

Girando per il mercato presto s'imbatterono nell'urlo di una donna provenire da un vicolo e proprio così sorpresero due yoma mentre consumavano il loro pasto.. non riuscirono però ad ingaggiare il combattimento perché i due si diedero alla fuga. Camillah era accecata dall'odio per loro e ed era intenzionata a vendicare la povera ragazza a tutti costi, così senza perder tempo sfruttò una parte del suo potere demoniaco per darsi all'inseguimento tra la folla. Con difficoltà le due guerriere furono condotte al porto, da dove tutto era partito, e entrarono in una stiva di una nave su cui i fuggiaschi si erano rifugiati: quella era la loro casa più che un vero e proprio nascondiglio di fortuna. Era proprio quello che Camillah aveva intuito, ipotizzando lo stile di vita dei due mostri. Infatti, secondo la sua teoria, i mostri vivevano nascosti sulla nave e andavano a caccia di prede nei porti in cui questa attraccava. In questo modo riuscivano sempre a far perdere le loro tracce.

Fu proprio nel magazzino della stiva che avvenne lo scontro finale. Era facilmente intuibile che i due mostri tendessero un'imboscata alle due guerriere, ma la natura impulsiva di Camillah le fece fare una mossa avventata che pagò cara con una ferita alla testa e solo grazie all'aiuto di Lune evitò di finire schiacciata da un muro di casse che gli yoma avevano fatto cadere verso di lei.

Dopo una breve pausa, che permise a Camillah di rigenerare la ferita alla testa, le due guerriere rientrarono nel magazzino. Camillah era arrabbiata per quello che le avevano fatto e si sentiva abbastanza usata come pedina sacrificabile dalla compagna, poiché questa, dopo quello che le era capitato, voleva sempre mandarla avanti per prima in avanscoperta, perché se così ci fossero state altre imboscate chi è che le avrebbe subite sarebbe stata proprio lei, Camillah. Data la situazione preferì non sollevare la questione. Gli yoma provarono nuovamente la tattica del far cadere un muro di casse addosso alle due combattenti, ma questa volta commisero un grave errore urlando la loro rabbia verso di loro. Questo bastò affinché Camillah fosse in grado di individuare la loro posizione anche se erano nascosti e di scovarli. Anche Lune non stette a guardare ed intervenne con un attacco dall'alto. Da questa combinazione di attacchi uno Yoma fu trafitto a morte. L'altro iracondo si gettò su entrambe le guerriere in un'ultima mossa azzardata e disperata ferendole entrambe. Ma ormai era troppo tardi. Nonostante tutto le guerriere ebbero ancora la forza per reagire. Camillah gli tagliò un braccio mentre Lune gli mozzò la testa.

Dopo una breve rigenerazione rimase soltanto da riferire al sindaco che il lavoro era stato compiuto e che la minaccia era stata sventata una volta per tutte. I ringraziamenti del primo cittadino furono ben accetti mentre non potevano accettare nessuna ricompensa, infatti sarebbe poi passato un uomo in nero a riscuotere. Per la prima volta Camillah si era sentita utile a qualcuno. Con questo suo nuovo potere era riuscita a proteggere gli altri. Era riuscita ad esaudire il suo desiderio e questa la rendeva fiera ed orgogliosa. E per la prima volta, da quando aveva perso la sua famiglia, era stata gratificata da un ringraziamento sincero per l'aiuto che aveva dato. Una cosa che l'organizzazione non le avrebbe mai riservato forse.. Rimaneva solo una questione sgradevole che non era ancora stata chiarita, cioè il comportamento di Lune nei suoi confronti. Però per il momento non c'era bisogno di parlarle, ma se ce ne fosse stato bisogno, forse, lo avrebbe fatto in futuro. La loro prima missione era finita.
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14-04-2011, 04:07 PM
Messaggio: #5
Scheda di Camillah [Clayfax]
~ Capitolo <st1:metricconverter productid="3, L" wConfusedt="on">3, L</st1:metricconverter>'incontro nell'arena sotterranea

Mentre era in attesa di una nuova missione Camillah ebbe la possibilità di riflettere e pensare a come poteva migliorarsi. Avrebbe desiderato sviluppare una nuova tecnica offensiva tutta sua, che la potesse distinguere da tutte le altre guerriere. Un'idea le venne osservando per caso un fenomeno curioso, cioè la caduta della sua spada. Questa infatti, aveva mosso dell'aria che l'aveva investita. Si chiese dunque se potesse esistere la possibilità di imparare a menare dei fendenti con la sua arma che fossero in grado di colpire con il solo spostamento d'aria provocato dalla punta della lama. Ben presto divenne un desiderio riuscire ad ottenerla. Così l'unica cosa che poteva fare era quella di dirigersi nel luogo, messo a disposizione dall'organizzazione, in cui sapeva che avrebbe potuto avere delle risposte ed eventualmente ottenere anche un allenamento.

Dopo essere stata accompagnata lungo i corridoi dei sotterranei da uno strano omuncolo, fu condotta fino all'ingresso dell'arena. Rimasta sola in un ambiente abbastanza aspro ebbe l'occasione di conoscere di persona Serena, la numero uno dell'organizzazione, che forse avrebbe potuto aiutarla. All'inizio Camillah era spaventata da quella presenza e al tempo stesso preoccupata. Si sentiva esaminata, ma la cosa che più la spaventava era quella forza misteriosa che sembrava dialogare con il suo yoki. Lei era ferma in meditazione e nonostante avesse gli occhi chiusi era come se la stesse scrutando, sia esternamente che internamente. Non era a suo agio al cospetto di quella guerriera.

Purtroppo Serena non sapeva dirle se esisteva la possibilità di apprendere una tecnica simile, del resto lei non l’aveva mai vista e non aveva mai saputo di nessuno che l’avesse padroneggiata. Nonostante questo, le parole e le sue risposte sembravano essere rassicuranti e confortanti per Camillah. Le sembrava quasi che trasportassero una sorta di amore materno, quasi protettivo nei suo confronti. Piano piano Camillah era riuscita a superare quel senso di imbarazzo e paura che aveva inizialmente. Non si sentiva per niente derisa. In compenso, però, le venne lanciata una sorta di sfida per provarci..

Riflettendo bene sulle parole della numero uno, dopo un primo momento di delusione, Camillah capì che sviluppare una qualunque tecnica era una cosa che poteva richiedere la padronanza di un’abilità iniziale. Per questa ragione comprese che non era ancora il momento di intraprendere un allenamento con Serena, ma piuttosto quello che le poteva servire era provare a sviluppare un’abilità di potenziamento. Solo dopo avrebbe potuto sfruttarla provare a sviluppare quella tecnica o magari scoprirne un’altra.

Da questo confronto ritrovò una nuova determinazione per impegnarsi a creare qualcosa di suo, qualcosa che la contraddistinguesse. Si sentiva esortata da Serena a dare tutta se stessa per questo scopo, e, se mai ci fosse riuscita, anche solo dopo aver rischiato la sua vita, la numero uno l’avrebbe aspettata. Ora, anche se non aveva appreso la tecnica desiderata, Camillah sapeva cosa doveva fare. Sentiva che doveva provarci.
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16-07-2011, 07:50 PM
Messaggio: #6
Scheda di Camillah [Clayfax]
~ Capitolo 4, Prigione di ghiaccio


[INDENT] Presa una nuova missione, ancora una volta insieme a Lune, Camillah dovette dirigersi nelle terre del nord, e più precisamente alla città di Zubor, dove era stato rinvenuto uno yoma congelato. I racconti che era giunti per la richiesta d'aiuto all'organizzazione ingrandivano di molto la sua descrizione, ma doveva trattarsi di un normalissimo yoma. Era loro compito andare a verificare la cosa e cercare di riportare quel mostro indietro all'organizzazione.
[/INDENT]
[INDENT] Dopo essere accolte in città dal capo delle guardie, vennero portare al luogo del ritrovamento che si trovava in una caverna all'interno di un vulcano minaccioso, che annunciava il suo risveglio imminente. Lasciate sole, Camillah e Lune, ben presto si ritrovarono intrappolate all'interno di questa caverna di ghiaccio scoprendo una spada di una guerriera dell'organizzazione abbandonata in quel posto, ma soprattutto la scoperta più inquietante fu quella del mostro gigantesco che era intrappolato nel ghiaccio.
[/INDENT]
[INDENT] Presa la spada con l'intenzione di farla vedere all'organizzazione prima che le guerriere riuscissero a fuggire l'attività del vulcano si fece improvvisamente più intensa ed il crescendo del calore, oltre a far sciogliere la pavimentazione di ghiaccio facendo rischiare la vita a Camillah in una voragine, liberò quell'abominio dalla sua prigione. Intrappolate, per poco Lune non rischiò d'essere mangiata dal mostro ma grazie ad un intervento tempestivo della compagna si salvò. Aiutate dalla fortuna riuscirono a fuggire dal mostro sotterrato da un frana provocata dentro la grotta principale.
[/INDENT]
[INDENT] Sembrava che mancasse poco alla salvezza ma un imprevisto colse tutte e due le guerriere. Avendo abusato di troppo yoki tutto in una volta non riuscivano più a controllarlo andando molto vicino al risveglio. Anche qui, per fortuna, dimostrando una grande forza di volontà ed un grande attaccamento alla vita, dopo una battaglia estenuante contro il demone che viveva dentro di loro, riuscirono a bloccare il processo di risveglio ed a riprendere il controllo della loro forza demoniaca. Per Camillah la chiave del successo probabilmente risiedeva nei ricordi di sua mamma che la incoraggiava, tanto che questo suo pensiero si materializzò anche nella sua mente facendole vedere una figura di donna che cercava di cingerla con le braccia. Ma questo da solo forse non bastò. L'abbraccio di Lune, appena ristabilita, fu determinante. Il conforto, il calore e i sentimenti che passò a Camillah la rassicurarono e le diedero nuovo vigore. Solo a questo punto riuscì a riprendere il controllo sul suo potere. Ancora una volta Lune l’aveva salvata, dimostrandole di tenerci a lei. Questa cosa piaceva a Camillah.
[/INDENT]
[INDENT] Dopo quella terribile prova per uscire dal vulcano dovettero evitare un grosso precipizio e non potendo saltarlo, grazie ad un’idea brillante di Lune, utilizzarono due spade come rampini lungo una parete ghiacciata per fare la traversata. Il fatto di prestare la propria spada alla compagna per usarla per salvarsi si rivelò la mossa vincente oltre che un buon gioco di squadra. Nel giro di poco erano fuori dalla grotta e ben lontane dal vulcano che ormai era nel pieno della sua attività. Ben presto la città di Zubor, abbandonata dalla gente, sarebbe diventata solo un ricordo. Anche il mostro, a sorpresa, riuscì a liberarsi distruggendo una parete della montagna e a fuggire volando via. Ora era libero. Questo poteva essere un grosso problema.
[/INDENT]
[INDENT] Lungo la strada di casa molte furono le considerazioni che Camillah poté fare, ripercorrendo tutti gli eventi. Cercava di capire il nesso tra quella spada abbandonata e quel mostro enorme. Ma non riusciva. Probabilmente l’organizzazione avrebbe saputo rispondere. Doveva parlare con loro. In più c’era stato anche il pericolo del risveglio per questo doveva trovare un modo per evitare che questo succedesse ancora in futuro. In più cercava di capire quale fosse stato l’evento che le avesse dato la forza sufficiente per contrastare il mostro che era dentro di lei. Si convinse che dovesse essere stato il ricordo della madre unito all’abbraccio di Lune che le avevano fatto capire quanto ci tenesse alla vita. Ripensando poi a quello che Lune aveva fatto per lei era contenta e sapeva che poteva contare su di lei. Ora la considerava a tutti gli effetti una sua amica, una parte della sua famiglia. Si sentiva bene. Era felice.[/INDENT]
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30-12-2011, 10:03 PM
Messaggio: #7
Scheda di Camillah [Clayfax]
~ Capitolo 5, Agli Altari dei Santi


La nuova missione prevedeva di recarsi a Jouna nelle terre del sud per disinfestare una valle sacra dalla presunta presenza di yoma. Questa volta Camillah non era soltanto affiancata da Lune, ma c'era anche un'altra guerriera di nome Gaia, che non perse tempo ad esibire la sua grande agilità.

Dopo un lungo viaggio giunsero a Jouna e qui vennero accolte e portate dal Vescovo della città per essere informate sui fatti avvenuti nella valle degli Altari dei Santi, un luogo sacro poco distante dalla città. In quel posto alcuni pellegrini erano stati rinvenuti massacrati e divorati da entità sconosciute, che l'organizzazione riteneva essere degli yoma. L'unico modo che avevano per accedere alla valle sacra era quella di essere accompagnate da padre Abbone, che avrebbero dovuto proteggere a tutti i costi. Quest'ultimo si rivelò essere spaventato ed ostile nei confronti delle guerriere e non aveva nessuna intenzione di collaborare per facilitarle il compito.

Una volta entrate nella valle molti erano gli stretti cunicoli che avrebbero potuto intraprendere, ma per capricci di padre Abbone il gruppetto si spaccò in due: da una parte Camillah e Lune andarano in esplorazione di uno di questi, mentre dall'altra padre Abbone e le sue guardie del corpo sarebbero rimaste in attesa all'entrata del cunicolo, protette da Gaia.

Gaia, però, che non aveva nessuna intenzione di starsene in disparte, decise liberamente - contravvenendo agli ordini di Camillah - di esplorare un cunicolo abbandonando Abbone e la sua scorta. Questa scelta si rivelò fatale. Non appena la guerriera tornò doveva aveva lasciato il gruppo scoprì che cinque yoma lo avevano attaccato. Sebbene due di questi furono uccisi, gli yoma avevano avuto la meglio uccidendo tutti. Padre Abbone compreso. A questo punto Gaia ingaggiò battaglia contro i tre mostri rimasti.

Nel frattempo Camillah e Lune, arrivate al fondo del cunicolo che stavano esplorando, soprirono uno yoma e dopo aver avuto la meglio su di lui scoprirono da quest'ultimo aveva il compito di trattenerle. Seriamente preoccupate tornarono subito indietro e scoprirono quello che era successo.

Dopo un combattimento breve ma intenso, sfruttando il loro potere demoniaco, le guerriere ebbero la meglio sui mostri, e anche se la minaccia era stata sventata la missione poteva essere considerata un fallimento per la morte di padre Abbone. Camillah non riusciva a capacitarsi di come fosse potuto accadere tutto ciò. Riteneva di non essere stata all'altezza della situazione. Ne per lei e ne per le compagne. Per contro era la prima volta che usciva illesa da un combattimento e questo doveva essere una cosa positiva per lei.

Prima che sopraggiungesse l'uomo in nero, Lune cercò d'investigare per capire se Gaia avesse davvero svolto il compito di protezione assegnatale da Camillah: non si fidava di lei. Infine, Hayez le invitò a tornare a casa e a far rapporto a Nimuhil su quanto accaduto. Il consiglio avrebbe preso una decisione in merito ai fatti accaduti.


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14-01-2012, 06:43 PM
Messaggio: #8
Scheda di Camillah [Clayfax]
~ Capitolo 6, Camillah Vs. Lune [Allenamento]


Il fallimento della tattica adottata e la perdita delle persone che doveva proteggere nella missione appena
conclusa tormentava Camillah anche nei suoi alloggi. Per questo decise di andare a sgranchirsi le ossa nell'arena esterna. Aveva bisogno di sfogarsi e di distrarsi un pò..

In quel posto, nuovo agli occhi della guerriera, si presentò subito la sua amica Lune che accettò volentieri una sessione di allenamento con lei.

Sotto lo sguardo attento di Hayez, le due amiche iniziarono lo scontro con spade senza filo: non dovevano farsi del male. Lo scontro effettivo si ridusse a pochi scambi ma, quando Camillah riuscì, senza volerlo, a far cadere Lune per terra con un colpo di piatto della spada sulle sue gambe, avvenne una cosa inaspettata. A quel punto, istintivamente, cercò di bloccare a terra la sua avversaria con la spada ma quest'ultima reagì violentemente e, liberando una notevole quantità di yoki deformando il suo aspetto, colpì con furia e con violenza la spada di Camillah che le scappò di mano e volò via. La giovane guerriera non si sarebbe mai aspettata una mossa del genere in una sessione d'allenamento e rimase come scioccata. La quantità di yoki che lei aveva liberato in confronto a Lune era ridicola per cui non ebbe la possibilità di reagire, o anche solo di trattenere la lama.

Quello che però la impanicò era il pensiero di essere stata una sciocca a sottovalutare il proprio avversario e che un colpo del genere, non mirato alla spada, avrebbe potuto ucciderla all'istante per questa sua mancanza. Questa catena di pensieri in lei era stato frutto di quello sguardo omocida della compagna -non più in forma del tutto umana- mentre menava quel colpo decisivo. Era proprio quella creature che Camillah tanto detestava ed odiava. In quel frangente era proprio come se lei stesse combattendo con il suo peggior nemico e fu quello a risvegliare in lei la coscienza di quel terribile pensiero di una sconfitta irrimediabile che tanto l'angosciava.

Per volere di Hayez l'incontro terminò in quel frangente e dopo aver sgridato le due contendenti delineò un nuovo errore per Camillah e cioè il fatto di essere stata disarmata rimandendo così in balia del suo nemico. Avrebbe poi dovuto disarmarlo anziché bloccarlo a terra.

A scontro concluso Camillah si ritirò velocemente nei suoi alloggi meditando su quanto era accaduto durante l'allenamento. In futuro avrebbe dovuto evitare di sottovalutare il proprio avversario per rischiare di essere colta alla sprovvista. Se poi avesse dovuto sconfiggere qualcuno senza ucciderlo avrebbe dovuto provare a disarmarlo prima di fare qualunque altra cosa.
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26-01-2013, 07:30 PM
Messaggio: #9
Scheda di Camillah [Clayfax]
~ Capitolo 7, Le Parole Non Dette

[INDENT]Non passò molto tempo dal suo ultimo scontro in arena che Camillah e Lune vennero richiamate per una nuova missione. Questa volta non si trattava più di una semplice caccia ma di un lavoro che doveva essere svolto con estrema cautela sotto copertura. L'organizzazione desiderava che indagassero sulla ribellione di una loro compagna -Eleanor, la ex numero 35- e su strani avvenimenti che erano capitati a Nord, nelle segrete della città di Pieta, dov'erano stati uccisi degli uomini dell'organizzazione per opera di un ribellione in atto. Per permetterle di agire al meglio in tutta segretezza le erano state date le pillole per sopprireme il loro yoki e le loro caratteristiche di guerriere Claymore.

Quando arrivarono a Pieta assunsero la pillola, dagli effetti temporanei, ed entrarono in città cercando infomarzioni. Per caso incontrarono Jil, un personaggio disposto ad aiutare due ragazze indifese nel trovare il loro fratello smarrito. Da quel momento in poi, grazie alle idee bugie brillanti di Lune, avrebbero sempre raccontato menzogne per raggiungere i loro scopi e carpire informazioni prezione. E il fratello smarrito fu la prima di una lunga serie. Jil -che si scoprì essere il detentore di quasi tutto il gioco d'azzardo della città- decise di aiutarle in questa ricerca di un fratello che probabilmente era stato imprigionato, dato che era stato dipinto come una "testa calda". Le accompagnò dal capo della miliza, un certo Gerard, che svelò loro la posizione delle segrete della città nel Palazzo di Giustizia dicendole che difficilmente il loro fratello potesse essere stato catturato dalla guardia cittadina. Scoprirono anche che il vecchio capo della milizia, un tale di nome Jiulius, era stato destituito dal suo incarico per via di tensioni e l'odio che aveva nei confronti dell'Organizzazione e delle sue streghe. Questi suoi pensieri avevano creato delle tensioni in città e per questo era stato scelto un altro comandante della guardia e, a quanto pare, con i suoi ribelli, si era rifiugiato nelle fogne della città. Si vociferava, poi, che avesse tentato un'incursione di recente in città.

Camillah e Lune, soddisfatte, furono accompagnate da Jil in una locanda vicino al Palazzo di Giustizia e, una volta sole, decisero di entrare in azione separatamente. Camillah avrebbe provato a infiltrarsi nel Palazzo di Giustizia per andare ad indagare nelle segrete, mentre Lune sarebbe andata a cercare un contatto con i ribelli nelle fogne della città. Si sarebbero ritrovate successivamente.

Camilla riuscì ad infiltrarsi di notte nel Palazzo di Giustizia al primo piano entrando dalla finestra. Non le ci volle molto per trovare le scale che scendevano prima al pian terreno e poi al piano sotterraneo, dove trovò le segrete. Effettivamente erano state distrutte e vi trovò tanto sangue versato degli uomini dell'organizzazione. Probabilmente, chi aveva fatto quel disastro poteva essere stata proprio l'incursione di Jiulius che, avvalendosi di un tunnel, era entrato con un gruppo di suoi uomini e aveva compiuto quello scempio, ostruendo poi l'unica via di fuga. Camillah notò, ispezionando più a fondo che c'erano dei tagli di travi netti e sospettò anche si potesse trattare di Eleanor, che si era unita alla ribellione e li aveva aiutati. Quando capì di essere stata scoperta si diede alla macchia, tornando da dove era venuta.

Lune entrò nelle fogne, invece, e dopo una vicissitudine con dei banditi, riuscì abilmente a stabilire un contatto con una pedina della ribellione, che le disse di dirigersi a Gorgia dove lì avrebbe trovato quello che cercava.

Quando le guerriere si ritrovarono, scoprirono di aver ritrovato il "fratello perduto" che cercavano, avvisate dalle guardie. Dopo un pò di paura, scoprirono che si trattava di Mateus che, con abile cammuffamento, era lì per ottenere notizie da loro e proseguire nelle indagini.

Date le circostanze la cosa migliore da fare fu quella di dirigersi a Gorgia con Mateus e un'altra dose di pillole. Mateus resse ancora per poco il gioco di esere loro fratello e, non appena arrivarono in città svanì alla ricerca d'informazioni lasciando anche loro il compito di darsi da fare. Su suggerimento di Camillah, le guerriere andarono in una locanda a cercar nuove informazioni e qui, vi trovarno una Oste disposta a raccontarle degli avvenimenti recenti, oltre che a darle una stanza per la notte. Scoprirono che a Gorgia gli uomini in nero e le Streghe dagli occhi d'argento non erano le ben venute e per un attimo temerono che la loro copertura fosse saltata. Invece, per fortuna, furono scambiate per ribelli e la locandierà passò loro l'informazione che stava per esserci una riunione importante, con le relative indicazioni per raggiungerla!

Le due infiltrate non lasciarono passare molto tempo e si diressero al luogo dell'appuntamento e, dopo aver trovato un modo diplomatico per passare la guardia, si ritrovarono al terzo piano di un edificio ben sorvegliato come infiltrate alle riunione.

Qui furono accolte da Arnolf e presentate a vari ospiti in attesa del messaggero che avrebbe tenuto la riunione. C'era gente che proveniva da ogni città e tutti in comune avevano il desiderio di sbarazzarsi dell'organizzazione e delle sue streghe. Presto il messaggero sopraggiunse -Dreyfus- e svelò ai presenti che i tempi erano maturi per far insorgere in tutte le città la ribellione. Bisognava solamente aspettare il segnale. Svelò anche che Jiulius, insieme ad un esercito e a una guerriera ribelle di nome Eleanor, si stava dirigendo nel profondo Ovest per raggiungere i suoi contatti. Scoprirono anche che, oltre ad Eleanor, era coinvolta un'altra guerriera ribelle dell'Organizzazione di cui Eleanor si fidava.

Quando finì la riunione, le guerriere fecero ritorno alla loro stanza nella locanda per riposare e meditare. Nell'uscire dal palazzo della riunione segreta, incrociarono una ragazza che chiaccherava con le guardia ma non sembrò interessata alla loro presenza. Nella notte, proprio quella ragazza, sfondò la finestra della loro stanza irrompendo: era una guerriera ribelle. Si trattava di Fortune, la Ex numero 13, che tentò di ucciderle. Con prontezza di risposta e con un pò fortuna il combattimento non fu lungo e si risolse a favore delle guerriere fedeli all'Organizzazione. Fortune era stata trafitta e presto sarebbe morta. Camillah sperava di riuscire di scoprire qualcosa di più sulle motivazioni che potevano aver indotto le guerriere a ribellarsi -forse l'avrebbe valutata anche lei- ma non ottenne nulla.

Insospettiti dai rumori della battaglia le persone nella locanda cercarono di entrare della stanza e costrinsero Camillah e Lune a fuggire con la moribonda Fortune. In strada furono aiutate da un mercante che le invitò a salire sulla carrozza. Si trattava di Hayez, che Mateus aveva ingaggiato per aiutare le guerriere in caso di necessità. Nel giro di poco erano tutti fuori dalla città, sani e salvi. Purtroppo però, Fortune morì e Camillah non riuscì a sapere quel che sperava.
A quel punto Hayez le condusse in un luogo incantato dove lasciò a Camillah e Lune la possibiltà di dar degna sepoltura a Fortune. Camillah si lasciò colpire da emozioni umane e, sebbene avesse tentato di ucciderle, non le negò una sepoltura. Qualunque fossero stati i suoi moventi avrà avuto i suoi buoni motivi per ribellarsi. Prima o poi Camillah li avrebbe scoperti e.. in quel momento avrebbe capito se si potevano accetare o meno. Ma fino ad allora avrebbe sostenuto la causa dell'Organizzazione. A lavoro compiuto, senza dire una parola, salutò Fortune e risalì in carrozza, avvolta nei suoi pensieri.
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25-02-2013, 10:26 PM
Messaggio: #10
Scheda di Camillah [Clayfax]
~ Capitolo 8, Camillah Vs. Rudelia [Allenamento]


Camillah sentiva il bisogno di sfogarsi e per questo si recò nell'arena a cercar qualcuno con cui allenarsi. Qui vi trovò Rudelia che era l'attuale numero 10 e questo significava che evidentemente doveva avere delle qualità nascoste e per questo non andava sottovalutata. Non ci volle molto a Camillah per capire che la sua qualità fosse la forza, data la sua prestanza fisica, per cui decise di puntare sulla sua agilità come strategia.

Purtroppo per lei, sebbene Rudelia sembrasse una bambina, doveva essere ben preparata al combattimento. Il duello si consumò in poche azioni. Prima Rudelia si avventò su Camillah cercando di colpirla con un fendente mancandola. A quel punto Camillah cercò di sfruttare il vantaggio che si era creata e tentò di far breccia nella guardia abbassata della nemica. L'azione era bella, peccato che la contromossa della rivale lo fosse altrettanto. Non solo riuscì ad ostacolare Camillah, ma in più con la sua forza bruta la scaraventò un pò più in là facendola girare.

Data la circostanza Camillah, cercò di sfruttare quella rotazione a suo vantaggio proseguendola e caricando un nuovo colpo. Purtroppo la forza smisurata di Rudelia le sradicò l'arma di mano e il combattimento si concluse lì.

Cammilah si sentiva amareggiata perché non solo aveva perso quel combattimento, ma perché aveva perso la sua arma. Senza di quella, in un vero combattimento, avrebbe perso la vita quasi sicuramente: non poteva permetterselo. Doveva migliorare ancora ed ancora. E il modo migliore per farlo era quello di insistere sulla sua abilità principe: la velocità.
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15-09-2014, 11:27 PM
Messaggio: #11
RE: [In Missione] Scheda di Camillah (Clayfax)
~ Capitolo 9, Occhi di Gatto

Ufizu era stato chiaro nell’assegnare questa missione alle due inseparabili compagne ed anche ad un’altra guerriera che si chiamava Divina. Proprio quest’ultima era la più alta in grado e perciò anche la caposquadra.

La richiesta di aiuto arrivava da Nerkus, una città vicino a Rabona, nelle Terre del Centro. Si trattava di dover indagare su delle ladre che amavano uccidere le loro vittime, cibarsi delle loro interiora e poi le derubavano.

Dopo essere giunte sul posto, le tre guerriere vennero accolte dal Mastro Philip, un personaggio che aveva un modo di porsi e di fare molto fastidioso per Camillah: non lo poteva sopportare. Ben presto furono accompagnate su tutte le scene dei delitti e scoprirono che gli omicidi avvenivano quasi ogni due giorni e sempre nelle case dei Mastri –dove effettivamente c’era anche la refurtiva più preziosa-.

Parlando con il capitano della guardia scoprirono che in un caso, la famiglia di un Mastro era stata trucidata insieme a tutti gli ospiti, tranne alcuni di questi che in quel momento erano in giardino. Nessuna porta o finestra era stata rotta per entrare, questo significava che gli assassini dovevano essere già dentro. Dovevano essere degli ospiti.

Seguendo questa pista e i consigli del capitano, le guerriere tentarono di interrogare i nuovi sospettati ed effettivamente individuarono delle tracce di yoki nella casa di Mastro Geoffrey. Divina decise di intrufolarsi al primo piano della casa, seguendo le tracce demoniache, mentre Camillah e Lune, passarono direttamente dalla porta principale intrattenendo gli inquilini. Dopo una serie di fortunati eventi -e di azioni individuali delle tre guerriere-, scoprirono che il la stanza della figlia del Mastro era impregnata di yoki demoniaco e che la ragazzina sovente usciva di notte con le amiche, proprio nelle notti in cui avvenivano gli omicidi.

Dopo aver scoperto il luogo dell’appuntamento della figlia per quella sera, le guerriere si precipitarono lì ma arrivarono troppo tardi per salvare la nuova vittima. Iniziò un vero inseguimento nella città e sui tetti per acciuffare gli assassini e ben presto le tre Claymore si ritrovarono davanti i loro tre avversari con la refurtiva e ne iniziò un combattimento furioso.

La prova per Camillah questa volta fu dura, infatti non ne uscì indenne e fu ferita ben due volte ai fianchi. Avrebbe rischiato anche di più se non fosse stato per un madornale errore commesso dal suo avversario e dalla prontezza della guerriera ad adeguarsi alla situazione. Con un colpo improvvisato la guerriera riuscì a uccidere lo yoma. Il primo pensiero successivo fu quello di intervenire per aiutare Lune, ma per fortuna non ce ne fu bisogno e si sentì sollevata. Oramai le sue compagne avevano fatto il loro dovere e tutti i demoni erano morti. La battaglia era vinta e la missione conclusa.

In questa avventura Camillah rafforzò ancor di più quel rapporto che la legava a Lune e oramai poteva –inconsciamente- considerarla come una sorella, da difendere e a cui tenere. Avevano passato tante avventure insieme e il loro vero modo di essere stava finalmente affiorando, unendole sempre di più. Presto, forse, se ne sarebbero rese conto anche loro.

Durante il loro rientro a Staph, Camillah era nostalgica. Ripensò a quel povero Mastro Geoffrey che non avrebbe mai più rivisto la proprio figlia. La guerriera si ricordò della sua famiglia e si chiedeva se sarebbe riuscita e rivederla. Per lei, però, la speranza era ancora viva.
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14-06-2015, 10:41 PM
Messaggio: #12
RE: [In Missione] Scheda di Camillah (Clayfax)
~ Capitolo 10, Nella Tela del Ragno

La nuova missione avrebbe portato Camillah ai piedi dei monti Tolouse, in una vallata dove si ergeva la Città dei Morti. Lei –nominata ufficialmente capo squadra- insieme alle sue compagne Luna e Clade, avrebbero dovuto rintracciare la numero 4 dell’organizzazione per aiutarla ad epurare un Risvegliato che si era rintanato in quel luogo. Hayez era preoccupato perché non si avevano più notizie di Aracne da tre giorni e temeva il peggio.

Per Camillah era la prima missione dove avrebbe avuto a che fare con un Risvegliato, di cui solo qualche giorno prima aveva scoperto l’esistenza: si trattava di guerriere che avevano perso il controllo della loro forza demoniaca e anche ogni aspetto della loro umanità.

Nel giro di poco tempo riuscirono ad individuare due fonti di yoki: una forte più vicina ed una debole più lontana provenire da una tomba scavata nel tufo. All’interno, scoprirono che la prima fonte apparteneva proprio alla guerriera scomparsa, Aracne. Questa era indecisa sul da farsi e troppo presa dai suoi giochi ameni anziché cacciare davvero il risvegliato. Insieme scoprirono che da lì in poi tutti i tunnel erano tutti cosparsi di ragnatele intrise di yoki. Non ci volle molto per capire che avevano a che fare con un “ragno” e che toccandole lo avrebbero attirato a loro.

Aracne sembrava una bambina, intenta a trasformare qualunque cosa in un gioco competitivo. Sebbene inizialmente Camillah cercasse di darle corda per sfruttare la sua strana psicologia, presto non l’avrebbe più sopportata.

Dopo aver toccato le ragnatale si ritrovarono presto davanti al risvegliato e iniziò il vero combattimento. Le guerriere riuscirono a recidere alcune zampe della bestia, ma Camillah e Luna si resero conto di non essere abbastanza forti per ferire il nemico. Aracne, invece, non sembrò molto intenzionata a prendere sul serio il combattimento e si perdeva nei suoi giochi bizzarri. Più volte cercò di aizzare il mostro contro le sue compagne, con la scusa di farle giocare insieme.

Camillah non poteva sopportare quest’idea e più volte urlò contro la compagna affinché dimostrasse quello che realmente valeva –se era la numero 4 un motivo doveva esserci-. Arrivò addirittura a minacciarla, ma senza riscuotere successo. Se solo avesse usato un po’ del suo yoki, lo scontro sarebbe finito in un attimo.

Siccome Aracne non collaborava ma anzi, cercava di infastidirle, Camillah e le sue guerriere dovettero sforzarsi di far tutto da sole liberando gran parte dello loro yoki. Quando Luna non fu più in grado di combattere, Camillah dovette rivalutare la strategia. Lei era sufficientemente veloce per distrarre il mostro, mentre Clade era abbastanza forte da poterlo ferire. Dovevano puntare su questo, cercando di ignorare tutti i disturbi che Aracne escogitava.

Dopo un susseguirsi di combo di Camillah e Clade, il mostro si ritrovò con il collo perforato e l’osso spezzato. Questa mossa fu il completamento di un colpo che già Aracne aveva precedentemente inferto al mostro e che ne aveva aperto un varco nella corazza. Anche Luna era riuscita a fare la sua parte distraendo Aracne: infatti aveva evitato che potesse interferire negativamente nell’azione delle compagne.

Per questa ragione Aracne si infuriò. La sua preda era stata praticamente sconfitta e non grazie a lei. Immediatamente mise fuori combattimento le compagne. Spintonò via Luna e Clade, tagliò le gambe a Camillah. Infine recise la testa del mostro per avere la sua gloria.

Quando sopraggiunse Hayez, oramai le guerriere si erano rigenerate e Camillah espresse il suo disappunto per aver dovuto collaborare con Aracne. Non lo avrebbe più voluto fare con quella psicopatica. In compenso era riuscita a proteggere le sue compagne e questo, in qualche modo, la gratificava. Rimuginando sullo scontro si era resa conto di non essere stata sufficientemente forte, e se non poteva esserlo, sarebbe dovuta essere più veloce. Sia per contrastare i nemici e sia.. gli amici.
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28-11-2015, 12:02 PM
Messaggio: #13
RE: [In Missione] Scheda di Camillah (Clayfax)
~ Capitolo 11, I Sussurri del Mio Cuore

Una lettera di Duran –un’assistente di Ufizu- invitò Camillah a recarsi nella terre centrali dove si sarebbe unita alla sua compagna per un nuovo dovere. Quest’ultima era proprio la sua migliore amica: Lune. Camillah fu felice di ritrovarla poiché era passato molto tempo dall’ultima volta in cui erano state insieme.

Studiando insieme il contenuto di una seconda lettera di Duran, le guerriere scoprirono di doversi recare nella città di Vil dove da giorni venivano rinvenuti corpi di cadaveri ai limitare dei boschi intorno alla città. Duran era fortemente preoccupato e, sebbene l’organizzazione fosse combattuta sul da farsi, volle mandare le due ragazze a risolvere la questione di nascosto.

Quando arrivarono a Vil poterono constatare di persona quello che vi succedeva. Rinvenirono addirittura un cadavere fuori città e lo segnalarono alla guardia cittadina. Parlando col capitano delle guardie, oltre a scoprire che anche lui aveva perso la figlia per colpa di quell’assassino, vennero informate che normalmente le sparizioni avvenivano in città di notte quando le vittime erano da sole. I loro corpi venivano poi ritrovai fuori dalle mura il mattino seguente. Nonostante fosse stato indetto un coprifuoco cittadino, l’ultima vittima era stata addirittura prelevata dalla sua abitazione. Si trattava di un sarto di nome Evan. Camillah era convinta che il mostro vivesse dentro la città e che uscisse solo per banchettare, tesi che non convinceva il capitano.

Il mistero s’infittì quando Camillah e Lune scoprirono anche di un uomo che si era presentato qualche giorno prima al corpo di guardia sostenendo di poter risolvere la questione. Nessuno gli aveva dato ascolto, e quindi aveva lasciato detto che sarebbe stato trovato nella prossima città se avessero cambiato idea. Non si trattava di un uomo dell’organizzazione e questo turbò molto le ragazze.

Terminata la conversazione, Camillah e Lune vennero accompagnate dal soldato Hayao verso la casa di Evan per continuare le indagini, ma girando in città individuarono una forte traccia di yoki provenire da una casa in particolare. In poco tempo le guerriere si divisero ed irruppero nella casa: Lune dalla porta principale mentre Camillah dal tetto per tagliare eventuali vie di fuga. Qui dentro si scontrarono separatamente con due yoma diversi. Lune si trovò a fronteggiarne uno al piano terra che aveva preso in ostaggio Hayao e, pur di riuscire ad ucciderlo, fu costretta a trafiggere il giovane che era usato come scudo umano. Purtroppo questa mossa non funzionò e il povero Hayao ne pagò le conseguenze. Camillah, invece, si ritrovò a rincorrere il secondo yoma all’interno di un seminterrato buio con degli scaffali di bottiglie. Per via degli spazi ristretti e di azioni mal studiate, la guerriera si trovò in seria difficoltà e venne colpita più volte dagli artigli allungabili del mostro senza riuscire a ferirlo decentemente. In un certo momento si ritrovò addirittura il mostro addosso e, nonostante la posizione sfavorevole in cui si trovava, riuscì a respingerlo in maniera disperata costringendolo ad un ultimo attacco avventato. Finalmente trovandosi in una situazione favorevole la guerriera poté infilzarlo e poi finirlo con una decapitazione non netta.

Camillah era stravolta dopo quel difficile combattimento. Perdeva molto sangue e dovette procedere immediatamente a rigenerarsi le molteplici ferite, soprattutto quella profonda al centro del ventre. Solo in questo momento si rese conto che anche l’altro combattimento era terminato e che per fortuna Lune era riuscita a vincere. Però ignorava completamente ciò che era successo ad Hayao.

La bionda guerriera ripensò a questo combattimento e non ne fu per nulla soddisfatta. Molte volte era stata avventata e aveva messo a repentaglio la sua vita per aver usato colpi inadatti alla circostanza in cui si trovava –soprattutto per via degli spazi-. Doveva riflettere meglio su queste cose e, oramai, per il ruolo che ricopriva non poteva più permettersi questi errori da principianti. Non appena sarebbe tornata a Staph avrebbe intrapreso un serio allenamento per migliorarsi.

Durante la lunga rigenerazione venne informata dall’amica della morte di Hayao e, dal momento che Lune riferì che si era trattato di un incidente per colpa dello yoma –che lo aveva adoperato come scudo umano-, Camillah si convinse che quest’ultimo si fosse servito del povero soldato per salvarsi dal colpo di Lune. La quale lo aveva colpito a morte.

Lune era scossa e Camillah si sentì coinvolta emotivamente perché non era riuscita ad aiutarla per evitare che questo accadesse. Era preoccupata per le conseguenze che potevano scaturire nei confronti della ragazza, ma, per il momento, l’organizzazione si era rivelata soddisfatta per il successo del compito che Duran aveva assegnato loro apparentemente in segretezza. Soprattutto per il compenso incassato.

In questa missione Camillah capì che tra lei e la sua amica di sempre si fosse instaurato un forte legame di qualche entità. Non solo riusciva a intuire dove fosse e che cosa facesse, ma se erano insieme, riusciva a trarne anche ulteriore forza che la potenziava in qualche modo.

Camillah non lo sapeva ancora con certezza ma aveva sviluppato un’abilità innata con la compagna di molte avventure: Legame con Lune (Passiva).
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08-02-2016, 11:02 PM
Messaggio: #14
RE: [In Missione] Scheda di Camillah (Clayfax)
~ Capitolo 12, Il Processo

La missione precedente si era conclusa e finalmente Camillah, Lune e Peter poterono tornarsene verso Staph.

Ma, a poche ore di distanza dalla meta, Peter ordinò alle due guerriere di aspettarlo lì senza provare a scappare. Le ragazze capirono subito che qualcosa non andava ed sospettarono il motivo: visto che Lune aveva provocato la morte misteriosa di quell'umano era molto probabile che l'organizzazione volesse sincerarsi di come fossero realmente andati i fatti. Questo preoccupava fortemente Camillah, perché conoscendo le regole dell'organizzazione, sapeva bene che Lune poteva rischiare molto.

Durante l'attesa Lune prese la parola e rivelò all'amica come si erano svolti i fatti, anche se questi erano discordi da quelli raccontati la prima volta. Secondo quest'ultima versione Lune era stata costretta a cedere la sua arma allo yoma, il quale l'adoperò per uccidere l'ostaggio umano che aveva catturato. A quel punto, Lune riuscì a recuperare la sua arma per poi finire il mostro.

Questa storia non convinse Camillah, perché si ricordava bene che l'amica le avesse detto -subito dopo aver commesso il misfatto- che era stato un'incidente e che fosse stata lei ad aver ucciso il ragazzo per errore. Anche di fronte all'evidenza Lune provò a convincere l'amica della sua idea, ma non ci riuscì. Camillah era convinta che i fatti non fossero stati quelli, però capì il gesto di Lune nel cercare di esporla il meno possibile al giudizio degli uomini in nero: era meglio che non sapesse la verità.

Più tardi Peter ritornò insieme ad Hayez e a Niobe, la numero uno. Era palese che se le cose non avesso preso una bella piega qualcuno avrebbe finito per perdere la testa. Si trattava di un vero processo.

Lune si limitò a raccontare la nuova versione dei fatti la quale, confermata da Camillah per quel poco che poteva non essendo stata presente sula scena del delitto, venne accettata dagli uomini in nero nonostante qualche titubanza.

Dopo averci pensato bene, Hayez pronunciò la sentenza. Lune doveva essere punita per la sua incapacità nel salvare un umano e per tanto le venne attribuita una pena esemplare con effetto immediato: sarebbe partita per svolgere delle missioni particolarmente difficili e se non ci fosse riuscita, ne avrebbe pagato le conseguenze con la vita. A Camillah, invece, fu ordinato di non seguirla e di far ritorno alle sue terre.

Camillah fu sollevata nel sapere salva Lune, ma non accettò di buon grado che l'unica amica che le fosse rimasta dovesse partire per missioni remote suicide senza sapere se sarebbe riuscita a rivederla mai più. Ne soffrì.

Citazione:"<<LUNEEEEEEEEE...!!!>> Le sue guance si coprirono di lacrime e le si formò un nodo alla gola che le soffocò quell'inutile richiamo. Chissà quanto tempo sarebbe passato prima di riuscire a rivedere l'amica. Si lasciò cadere a terra sulle ginocchia, delusa, turbata e arrabbiata. Non poteva fare proprio nulla. Nulla."
Ctz. Camillah
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10-04-2016, 09:45 PM
Messaggio: #15
RE: [In Missione] Scheda di Camillah (Clayfax)
~ Capitolo 13, Il Velo di Lame [Arena Sotterranea]

Passò del tempo da quando Camillah e Lune furono costrette a separarsi e, da allora, la guerriera cercò di lavorare sulla sua idea di una possibile tecnica: sia per distrarsi e sia per migliorarsi. Appena ne ebbe la possibilità si recò nell’arena sotterranea, l’unico posto dove poteva essere aiutata dall’organizzazione.

Qui vi trovò Hughes, un uomo in nero che non aveva mai conosciuto prima, e dovette spiegargli le sue idee e la natura della sua tecnica: di base si trattava di potenziare -con un parte dedicata del suo yoki- l’arto destro per consentirgli di menare tanti fendenti, ruotando il polso e la lama della spada davanti a sé e formando tante traiettorie fitte e a forma di “8”; più veloce fosse stata quest’esecuzione e tanto più fitta sarebbe stata la rete di fendenti così creata. Se poi, la ragazza fosse riuscita anche a spostarsi con le gambe, allora sarebbe stata anche un attacco oltre ad una difesa.

Hughes sembrò molto interessato alla faccenda, ma prima di seguirla in questo allenamento volle essere sicuro che Camillah intendesse potenziarsi per aiutare l’organizzazione e le sue compagne piuttosto che perseguire strane idee. Voleva accertarsi che lasciasse stare l’idea di rivedere Lune.

Chiarito ciò, l’allenamento iniziò e sotto la supervisione dell’uomo in nero, Camillah riuscì, anche se a fatica e dopo tanti tentativi, a potenziare il braccio e eseguire la sua tecnica contro dei fantocci. Li ridusse a pezzetti.

A questo punto, Hughes, compiaciuto del risultato, volle testarlo contro Niobe –la numero uno- e la mandò a chiamare. Dopo qualche tentativo di attacco e di difesa, Camillah riuscì a dimostrare la validità della sua tecnica e Hughes ne fu soddisfatto, riconoscendone il rango di degna guerriera e della sua nuova abilità con la spada.

Dopo le essersi congedata, Camillah si sentì soddisfatta ed orgogliosa di ciò che aveva appreso. Avrebbe desiderato raccontarlo a Lune.. ma questo pensiero la portò nuovamente a piangere.

Camillah aveva acquisito così una nuova tecnica d’attacco: Velo di Lame.

Citazione:Dal momento che Majin (Lune) si è ritirato dal GdR, Camillah ha guadagnato una nuova abilità innata per sostituire quella precedente: Yoki Straordinario (Passiva - Abilità Innata).
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02-11-2016, 10:31 PM
Messaggio: #16
RE: [In Missione] Scheda di Camillah (Clayfax)
~ Capitolo 14, Open Sea

Una nuova missione portava la numero 9 e la sua nuova compagna Seayne alla cittadina portuale di Alessandro, nelle terre del sud, località famosa vicino alle misteriose Isole della Morte. Hughes era stato chiaro: sarebbero dovute star lontane da quelle isole maledette. Il loro compito consisteva nel capire e nel risolvere una situazione non chiara. In quel posto stavano accadendo strane sparizioni ed anche un uomo dell'organizzazione, mandato lì per indagare, era svanito nel nulla.

Una volta ad Alessandro, le guerriere poterono constatare la decadenza di un paese che una volta era stato rigoglioso, sia per l'economia che per la popolazione. Il sindaco della città non si rivelò molto d'aiuto, se non nel ricordare i bei tempi che furono e le leggende locali, mentre il capitano della guardia si rivelò essere scontroso e poco collaborativo. Ma data la situazione, poteva essere comprensibile.
Per fortuna, suo fratello Caesy, sembrò prendere seriamente l'intervento delle guerriere e riuscì a portarle con se in una spedizione in mare aperto, a bordo della nave Leone Marino, per capire meglio come mai le sparizioni (di persone ed imbarcazioni) avvenissero più frequentemente in mare.

In effetti il problema era proprio lì. Durante una tempesta, le guerriere e la ciurma della nave si ritrovarono attaccate da un serpentone marino enorme: un risvegliato. Camillah tentò in tutti i modi di salvaguardare le vite dei marinai, tentando mosse avventate e rischiose. Il primo salvataggio andò bene, grazie all'intervento di Seayne. Il secondo, invece, fu fallimentare. In quel frangente, Seayne era riuscita a recidere una zampa del mostro che aveva afferrato un marinaio, mentre Camillah era riuscita ad accecargli un occhio con un arpione e a ferirgli il muso. Tutto sembrò andare per il meglio, purtroppo però, l'uomo cadde in mare, insieme a ciò che rimaneva della zampa. Camillah tentò di salvarlo, ma in acqua venne attaccata dal risvegliato e perse il braccio sinistro, svenendo.

Provvidenziale fu l'intervento di Caesy che riuscì ad issare sulla nave Camillah fornendole un primo soccorso. Quando finalmente riprese conoscenza, la guerriera dovette dedicarsi subito alla sua rigenerazione per non morire dissanguata, e per un po fu costretta a stare lontana dal combattimento, che intanto continuava tra il mostro e Seayne. Anche Caesy intervenne ad un certo punto.
Quando Camillah si riprese, riuscì ad intervenire giusto in tempo per aiutare a difendere la nave da due codate del mostro che, ormai stanco e provato, stava tentando di tranciare il ponte della Leone Marino. Come ultima mossa, il mostro, assai rapidamente, tentò di uccidere Camillah, ma anche questa volta Seayne, con la sua abilità, accecò il mostro e riuscì a colpirgli l'ultimo occhio, salvando la compagna da morte certa. A questo punto, il risvegliato era esausto e fu sconfitto dalle due guerriere, insieme.

In questa missione Camillah aveva subito tanto e non era riuscita ad essere una buona caposquadra. Aveva imparato molto ed aveva capito che, per quanto si possa essere altruisti, una caposquadra non dovrebbe gettarsi nella mischia senza pensare alle conseguenze delle proprie gesta. Questo avrebbe dovuto darle tanto da meditare. Questa volta se l’era cavata perdendo un braccio, ma sarebbe potuta andarle anche peggio. Ciò nonostante pativa questa sua perdita ed avrebbe desiderato tanto recuperare il suo braccio; ed Hughes un barlume di speranza glielo diede.
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13-07-2017, 10:11 PM
Messaggio: #17
RE: [In Missione] Scheda di Camillah (Clayfax)
~ Capitolo 15, Il Velo di Lame (II) [Arena Sotterranea]

La necessità di sfogarsi e di non pensare più a quello che era successo nella missione precedente portò Camillah a tentare di allenarsi per migliorare la sua tecnica: per questo motivo si recò nuovamente nell’arena sotterranea, anche con la speranza di trovare Hughes. Ed in effetti, questo successe.

Il suo Maestro non perse tempo in convenevoli e la mise subito a provare il nuovo allenamento. Ora che aveva un solo braccio, Camillah poteva riuscire ad essere facilitata nel convogliare lo yoki nel suo braccio dominante.
Dietro i desideri della guerriera e gli incitamenti di Hughes, ben presto la giovane guerriera si ritrovò a spazzare via i manichini e le loro corazze agitando in maniera convulsa e rapida la sua spadona: il Velo di Lame ancora una volta si stava rivelando distruttivo.

Ma proprio sotto questo sforzo a cui si stava sottoponendo, il suo corpo –o mente- reagì in maniera imprevedibile trascinando Camillah in un sogno, attraverso uno svenimento..

******

In questo sogno la ragazza si ritrovò sul ponte della Leone Marino, senza il suo braccio, in preda al panico. Era tornata al centro della sua missione tanto sofferta. Sebbene stesse perdendo una copiosa quantità di sangue, non percepiva dolore. In lontananza poté sentirsi chiamare da Seayne, che l’accusava di “averli” abbandonati.
Ma proprio mentre Camillah cercò di farsi le sue ragioni, soffrendo per quello che era successo, la sua Compagna si tramutò in un yoma. Il mostro fu reciso in due dall’odio di Camillah e il suo sangue sembrava che le parlasse. Le ricordava le sue origini demoniache; di quello che portava dentro di lei e del fatto che non era fatto per chiedere “scusa”.

Mentre Camillah ragionava sulle parole che aveva appena udito e sui fatti che le erano successi, si sentì chiamare ancora una volta: era Lune ora! Incredula Camillah si lasciò andare all’abbraccio della amica. Ma presto si rese conto che non era la ragazza che credeva, ma bensì era un mostro che aveva trucidato degli uomini e Caesy. Seguì uno sfogo della ragazza nei confronti di quella creatura che non poteva più definire sua amica. Non poteva essere la vera Lune, per quello che aveva fatto.

In preda alla disperazione, quell’entità si rivelò essere la sua più grande paura, un risvegliato, un mostro che l’attanagliava e la stava distruggendo dall’interno della sua mente: giocava con le sue emozioni ed i suoi ricordi. Quando Camillah prese finalmente coscienza di quello che era diventata e che poteva fare, si sentì sollevata e riuscì ad affrontare quella “cosa” per liberarsene una volta per tutte.

Una voce fuori campo le suggerì cosa fare e la ragazza sprigionò tutta la sua forza e potenza servendosi proprio del Velo di Lame. In un batter d’occhio il mostro venne disintegrato e con lui tutte le paure ed i dubbi della guerriera: era finalmente riuscita a liberarsene! Gli ultimi istanti di quel sogno furono meravigliosi e le sensazioni che Camillah provò furono quasi indescrivibili. In quel momento era tornata ad essere felice.

*****

Quando la guerriera si risvegliò, si trovava su un letto in una sua cella con a fianco Hughes. Questi le raccontò dei distruzione che aveva portato nell’area sotterranea mentre era in trance e, nonostante ciò, era soddisfatto dei progressi che la ragazza era riuscita a fare. Le consegnò anche una lettera –facendo uno strappo alle regole dell’organizzazione- da parte di Caesy.

In questa lettera il ragazzo ringraziava le Claymore e raccontava di come la sua vita era profondamente cambiata dopo la perdita del suo amato. Avrebbe desiderato morire contro quella furia del mare, ma dopo aver visto la tenacia e la determinazione di Camillah –ed anche di Seayne- nel combattere e nel tentare di salvare gli esseri umani aveva ritrovato la voglia di vivere e di andare avanti: di combattere nuovamente!

Infine la lettera terminò con un suggerimento molto sentito dalla guerriera. Una verità che molto vicina alla ragazza e che le fece piacere sentire.


[…]
So che avete perso qualcuno, una vostra compagna, la vostra famiglia, un vostro amore; so che è difficile andare avanti senza ma i loro ricordi illumineranno le vostre notti più buie.
Ve lo garantisco, non sentitevi in colpa se li lasciate alle vostre spalle e se siete felici anche senza di loro; non li avete dimenticati, i vostri cari, fanno parte di ciò che siete diventate... È anche merito loro.
Con affetto,
Casey


Infine, con un senso di sollievo, Camillah si addormentò, ricordandosi che avrebbe dovuto seguire il suggerimenti di Hughes: doveva cercare la guerriera Andrea per capire cosa fare per il suo braccio, ormai perduto.
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05-09-2017, 10:37 PM
Messaggio: #18
RE: [In Attesa] Scheda di Camillah (Clayfax)
~ Capitolo 16, Camillah vs. Andrea [Allenamento]

Camillah era determinata a scoprire qualcosa di più da Andrea, ma come prima cosa doveva cercarla. Il primo posto che le venne in mente fu l’arena esterna e con un po’ di fortuna fu proprio qui che la trovò.

La bionda guerriera non riuscì subitissimo a sapere quello che desiderava, anzi, le ci volle un po’ visto il carattere brusco e manesco dell’altra ragazza. Finalmente dopo qualche scambio di battute e dopo aver incrociato le spade, Andrea rivelò che il braccio che aveva perso le era stato ridato da un pazzoide dell’organizzazione anche se non ricordava il nome. Questo era sufficiente per il momento, quindi, soddisfatta, Camillah decise di onorare la “gentilezza” dell’altra guerriera e di combattere sul serio.

Liberò una buona parte del suo yoki per essere veloce, ma nonostante questo, non riuscì a colpire l’avversaria. Nonostante azzardasse delle piroette aeree, Andrea risultava essere sempre imprevedibile.. aiutata anche dalla sua abilità di ridurre la forza ed aumentare la velocità.
Infine, Camillah riuscì a sfruttare una distrazione dell’avversaria, di farle lo sgambetto e di piombarle addosso dall’alto, colpendola sulla schiena, ma senza farle male.

Per l’uomo in nero, lo scontro fu dichiarato in pari, ma si sentì in dovere di riferire a Camillah dell’esperimento del Dottor Sicklet su di Andrea. Molto soddisfatta, Camillah chiese a Semirhage di organizzarle un incontro con questo dottore. Iniziò, quindi, ad attendere con impazienza..
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06-12-2018, 12:08 AM
Messaggio: #19
RE: [In Attesa] Scheda di Camillah (Clayfax)
~ Capitolo 17, Grosso Guaio a Bose!

Ben presto arrivò la chiamata per una missione. Un adepta di Sermihage si palesò alla cella di Camillah e la invitò a raggiungere le altre guerriere nel cortile dalla dama nera. Ben presto la ragazza, conobbe le sue nuove compagne di missione, Andrea, Crystal e Juliet e non ne fu molto contenta: soprattutto di Andrea. Purtroppo non poteva fare diversamente.

La missione era delicata perché i cittadini avevano richiesto una seconda volta l’intervento delle guerriere, ma di nascosto dal sindaco della città di Bose, il quale non avrebbe voluto richiamarle ancora. Infatti tempo prima, l’organizzazione era già stata ingaggiata per fronteggiare un divoratore. Poi erano intervenute nuovamente per fronteggiare un risvegliato di nome Semiramide che seminava il panico nella zona. Allora le loro compagne erano riuscite a sistemare quella guerriera risvegliata della generazione precedente, ma non avevano debellato il vero pericolo che continuava ad infestare ancora la città. Per questo motivo, ora toccava loro dover tornare lì per risolvere quella situazione, velocemente.

Durante i soliti convenevoli tra le ragazze, Crystal raccontò delle guerriera Dimenticate, ex guerriere riportante in vita dai cadaveri e comandate a distanza tramite un corno che ne impartiva gli ordini. Erano pericolose ed era necessario tagliargli la testa per far sì che smettessero di nuocere al prossimo. Si trattava di un nuovo pericolo a cui bisognava iniziare a fare attenzione.

L’arrivo a Bose fu tranquillo e, prima che le ragazze riuscissero ad accedere alla città, vennero portate da un ragazzotto – di nascosto – al Giudice William. Era stato lui a chiedere nuovamente aiuto all’organizzazione.

Parlando con il loro ospite, le ragazze scoprirono che poco prima del loro arrivo in città, si erano presentati un uomo in nero e delle guerriere. Il Giudice li aveva incontrati e gli aveva spiegato la situazione, accordandosi sui compensi. Poi quell’uomo era partito alla volta del bosco per svolgere la missione con corno e le guerriere lo avevano seguito docili. Camillah era allibita: possibile che si trattassero proprio delle Dimenticate? Eppure il giudice disse loro che non ritornarono più. Nemmeno a prendere il compenso.

A questo punto Andrea e Crystal andarono ad ispezionare il bosco dove avvenivano i ritrovamenti dei cadaveri, mentre Camillah e Juliet si diressero al porto dove anche qui erano avvenuti dei ritrovamenti.

Andrea e Crystal scoprirono i resti della devastazione di un combattimento nel bosco tra le guerriere Dimenticate ed un mostro che le aveva distrutte. Non avevano ritrovato, però, il corpo del finto uomo in nero.

Camillah e Juliet, invece, tentarono di scoprire informazioni a bordo di una nave ormeggiata al porto senza successo, ma poi vennero attirate da dei pescatori che avevano ritrovato in mare il teschio di un mostro. Forse era proprio il risvegliato che cercavano le guerriere. Tentarono di indagare ulteriormente, quando vennero raggiunte e ragguagliate da Andrea e Crystal sui loro ritrovamenti.

Nel giro di poco tempo le ragazze scoprirono da Rutger –il ragazzo che le accompagnava- che dei pescatori ubriaconi avevano assistito ad uno scontro tra due giganti nei pressi della baia dove c’era la villa del sindaco e Crystal scoprì che una prostituta del paese era stata a stretto contatto con uno yoma. Infatti le sue tracce erano evidenti sul corpo della donna ed il sindaco era il principale sospetto.

Le guerriere si diressero in quella villa e lì ritrovarono proprio il risvegliato ad accoglierle: il sindaco Achilles.

Lo scontro fu difficile e complesso, sia perché il mostro era gigantesco e sia perché le ragazze non riuscivano a trovare una buona coordinazione ed una buona tattica. Camillah s’inventò qualcosa, ma fu sufficiente per scalfire la dura armatura del mostro, procurando danni ingenti a tutte loro. Grazie all’ultimo attacco di Andrea, il mostro fu trucidato dalla sua stessa mazza e finalmente battuto.

Le parole dell’adepto di Sermihage furono dure, soprattutto nei confronti di Camillah, ma quello che più ferì la guerriera nel suo orgoglio furono le parole di Juliet. La ragazza incassò semplicemente, ma capì che avevano rischiato la vita e che quelle reazioni erano normali. In ogni caso era sicura di aver fatto del suo meglio per coordinare le ragazze e, la cosa che la rincuorava di più di tutte, era il fatto che fossero tutte sane e salve.
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