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[In Missione] Scheda di Gaia (Vick_Svarta_Blixten)
29-10-2010, 12:45 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 30-11-2016 12:44 PM da Vick_Svarta_Blixten.)
Messaggio: #1
[In Missione] Scheda di Gaia (Vick_Svarta_Blixten)
Modifiche al PF/PP

Nome » Gaia

Anni » 20

Altezza » 1.71 m

Peso » 60 Kg

Arto Dominante » Destro

Tipo » Attacco

Avatar » [Immagine: qn0gmx.jpg]


Simbolo » [Immagine: simbolo_Vick.png]


Uniforme » Veste: Veste bianca aderente formata da pantaloni e giacca, col colletto rosso su cui è ricamato il suo simbolo personale.

Schiena: Placca metallica per la protezione dell'area del muscolo trapezoidale della schiena, con una mantellina corta che sfiora i glutei e un'ulteriore protezione alla schiena atta a fare da fodero per le claymore, capace di portare due spade.

Spalle: Spalline singole, più corte rispetto alla norma, infatti si fermano appena alla fine della spalla.

Petto: Collana metallica di collegamento tra le due spalline, che funge anche da protezione per le clavicole.

Braccia: Protezione piccola a protezione del polso, ma dotata di guardamano metallico. Presente stoffa rossa che ricopre l'avambraccio, fino al gomito; puramente estetica, nessuna protezione.

Vita: Gonnellino metallico a lamine atto a proteggere il bacino, con lamine sovrapposte e dalle forme ricordanti fulmini stilizzati.

Gambe: Parastinco con protezione fino al ginocchio e con gambali a metà coscia.


Profilo Fisico » Capelli lunghi fino alle ginocchia, legati da un nastro rosso quasi alla punta (20 cm circa dalla punta), con due ciuffi più corti lasciati cadere davanti alle spalle. Fronte alta e spaziosa. Pelle morbida e liscia. Occhi grandi e sopracciglia sottili. Seno appena sopra la media, fisico allenato ma con un profilo delicato. Porta sempre la sua fascia con le tre piume attaccate per parte...
La sua muscolatura le permette di puntare sulla velocità piuttosto che sulla mera potenza fisica o sulla tecnica di scherma durante i combattimenti. Dopo essere stata operata alla gamba destra per una grave ferita, ora porta una grossa cicatrice nella stessa, a testimonianza di ciò che ha passato. Dopo il suo secondo scontro con Andrea, decide, in onore dell'alleata e della sua vittoria contro di lei, di portare una treccia che cade davanti alla spalla sinistra e legata da una delle sue fascette rosse.

Profilo Psicologico » Estremamente competitiva dal lato fisico (inteso come forza, velocità ecc...) fino al suo Test, dove cominciò progressivamente a non dare più grande importanza alle piccole "vittorie" e "gare", ma solo alla vittoria nella caccia, dove perdere vuole dire morire. Sarcastica la maggior parte delle volte. Calcolatrice e falsa con le altre persone, le usa e non le importa di ferirle eventualmente, se servono allo scopo; eccezione viene fatta per i personaggi che la incuriosiscono e che potrebbero esserle potenzialmente utili come alleati/e in futuro, vista la sua precaria posizione all'interno dell'Org.. Vanitosa. Usa qualunque mezzo per "vincere", anche metodi estremamente sleali. Tiene solo a se stessa. Si "eccita" (non sessualmente eh) quando caccia (qualunque cosa) e più la preda è sfuggente o dura da uccidere, più si esalta. Calma e calcolatrice quando parla con altri ma impulsiva quando combatte. Va in estasi quando uccide la sua preda. Tiene più di qualsiasi altra cosa ai suoi capelli (E' rimasta molto delusa quando ha scoperto che dal bel corvino che aveva come colore è passata ad un biondo sbiadito non diverso da molte guerriere). Dopo gli eventi con Eleanor e Julius sta diventando sempre più insolente con gli Uomini in Nero e i loro sgherri.


BackGround » I miei genitori sono morti per un incendio, quando avevo appena qualche mese. Ne sono uscita incolume grazie ad un coraggioso cacciatore che passava dal mio paese; chiedendo informazioni in giro e scoprendo che tutti i miei familiari erano i miei appena defunti genitori, decise di allevarmi lui stesso (non ho mai capito cosa lo spinse a farlo, ne gliel'ho mai chiesto, non che mi interessasse particolarmente).
Era un tipo molto freddo e riservato, le uniche occasioni in cui sorrideva era quando riusciva a catturare e uccidere una preda particolarmente pericolosa (si parla di animali).
Mi insegnò l'arte della caccia in modo distaccato ma tuttavia efficiente; mi piaceva quello che mi insegnava, mi dava un certo gusto che non riuscivo a comprendere; almeno fino a quando non uccisi la mia prima preda... un semplice coniglio. Tuttavia fu estremamente appagante per me quell'uccisione... volevo farlo ancora e ancora...vedere quell'essere che scappava per poi riuscire a carpirgli quella vita che lui tanto aveva provato a difendere.
Quando ne feci parola con Rejnark (era questo il suo nome), mi mise in guardia. Mi disse di non provare mai gioia per l'uccisione di qualcosa, altrimenti, giunta ad un certo punto non mi sarebbe più bastato e sarei caduta nell'oblio; mi disse di cercare di non diventare cosi... di non diventare come lui!

Passarono gli anni e divenni sempre più ferrata in quello che Rejnark mi insegnava sulla caccia, quando un giorno qualunque d'estate, arrivammo in un piccolo villaggio chiamato Porista.
Appena arrivati, gli abitanti, accortisi del nostro mestiere, ci misero in guardia sulla probabile presenza di uno "yoma" fuori dal villaggio, nella foresta.
"Yoma". Me ne aveva parlato Rejnark; i cacciatori perfetti, in cima alla catena alimentare, si cibano di esseri umani. Mi ero sempre chiesta come fosse fatto uno yoma e come agisse; presi dunque la mia decisione,avrei dimostrato che gli yoma erano sopravvalutati e che io da sola avrei potuto benissimo ucciderne uno!
Il padrone della locanda,ci disse comunque che il capo del villaggio aveva chiamato una "Claymore" (??) già da qualche settimana e che sarebbe potuta arrivare i qualsiasi momento. Non sapevo di cosa parlasse e non pensai a chiedere spiegazioni; il mio pensiero era tutto rivolto allo "yoma".
Essendo gli unici acquirenti della locanda e avendo dunque camere separate, quella notte sgattaiolai fuori dal letto e corsi verso la foresta poco distante. Furtivamente attesi qualsiasi cosa potesse farmi capire dove potesse trovarsi lo yoma... Aspettai qualche ora, ma nulla.
Stavo per tornarmene al villaggio delusa, quando sentii un lieve fruscio davanti a me... "qualcosa" uscì da dietro un albero. Aveva una forma umanoide, ma le somiglianze con qualunque essere umano finivano li. Alto e possente, con lunghe braccia che finivano in grosse mani artigliate... Occhi dorati che mi fissavano con bramosia... sentivo qualcosa gocciolare dalle sue mani e dalla sua bocca... poi, con voce gutturale mi disse:"ah eccoti qui dunque... non eri nella tua stanza, cosi mi sono "scaldato" con tuo "padre"... non ha opposto resistenza e non credo abbia sofferto molto... peccato, significa che mi rifarò con te... hahahaha".
Avanzò verso di me... sentivo i suoi passi che si avvicinavano sempre di più.
Superando lo shock iniziale per la perdita del mio tutore (come poteva essere morto senza opporre la minima resistenza? Che fosse più vecchio di quello che pensavo?), incoccai la freccia e tirai; la freccia sibilò verso il corpo dello yoma, che la afferrò al volo con facilità irrisoria. Poi spezzandola, mi disse: "oooh che strano... non sei paralizzata dalla paura? Eppure sei solo una stupida bambina! Be meglio, cosi è più divertente! Gihahahaha!"
Non era possibile, non potevo farcela. Era uno scontro perso in partenza.
Provai a scappare, sicura che la mia abilità, maturata negli anni mi permettesse di seminarlo; effettivamente lo persi di vista e mi nascosi in un cespuglio, regolando il mio respiro affannoso.
Pochi secondi e sentii il suo fetido alito caldo sulla testa: "ghehehe... non sei male, bambina, ma è ora di morire... e non sarà una morte veloce, credimi!".
A quel punto ero paralizzata dalla paura... "possibile...?!", non mi misi a piangere per paura, però... le lacrime cominciarono a sgorgare copiose, quando mi resi conto con disprezzo per me stessa che ero debole! Non riuscivo nemmeno a reagire in quella situazione! Però, in mezzo alla paura, al disprezzo e alla rabbia... c'era eccitazione. Non capivo... stavo per morire ed ero eccitata!
Mentre questi pensieri mi turbinavano in testa, lo yoma aveva alzato la mano per cominciare la sua "opera", quando qualcosa mi schizzò in faccia, un liquido denso e non particolarmente profumato... "Aaaaaaarrghh" gridò lo yoma con voce inumana.

Saltò oltre me e quello che vidi non lo dimenticherò mai.
Una donna, a giudicare dal fisico, con una grossa spada in mano e un'armatura, stava in piedi davanti a me senza nessuna paura apparente. La sua spada gocciolava quello che doveva essere il sangue dello yoma.
La donna spostò il suo sguardo su di me per appena un battito di ciglia, poi si concentrò sullo yoma... non capii quello che si dissero per qualche secondo, ero rapita dalla "bellezza" di quella donna!
Quando iniziarono la loro danza mortale, non riuscivo a pensare a null'altro che non fosse lei.
Il combattimento durò pochi secondi, ma a me sembrarono mesi; lei era cosi veloce, cosi forte, cosi... bella! Poi lo vidi...
Un bagliore dorato, quando voltò il suo sguardo verso di me. Aveva gli stessi occhi di quella creatura, che fino a pochi secondi fa stava per uccidermi... le mie parole uscirono automatiche: "chi...cosa sei?"
La guerriera si avvicinò, mi guardò ancora qualche secondo, poi si incamminò senza una parola verso il villaggio; la seguii.

Giunta li, trovai alcuni paesani che parlottavano tra loro e quando videro quella donna, si zittirono tutti. Lei disse con voce suadente e dolce qualcosa riguardo il pagamento ad un uomo vestito di nero; i paesani annuirono in silenzio e la donna se ne andò senza mai voltarsi.
Avrei potuto chiederle un sacco di cose, ma l'adrenalina mi bloccava la voce.
I paesani si sincerarono della mia situazione e quando chiesi spiegazioni, mi dissero che quella era la "Claymore" che avevano chiamato... Lo dissero quasi con disprezzo, sputando sul fatto che fossero delle mezze-demoni.
Chiesi più che potei su queste Claymore e presi la mia decisione. Chiesi anche del corpo del mio "maestro" e mi dissero che era meglio se non lo avessi visto. Insistetti comunque e mi portarono nella sua stanza.
Rejnark giaceva sul letto in un mare di sangue e budella... ma non piansi ne mi ritrassi. Un pò mi dispiaceva per quell'uomo, nonostante tutto mi aveva cresciuta e istruita, ma si era dimostrato debole, come lo ero io stessa!... e a me gli esseri deboli non piacevano.
Presi la fascia piumata di Rejnark (a quanto pare era stata la sua preda più bella).  

Attesi con pazienza a stento contenuta l'arrivo del fantomatico "uomo in nero". Quando arrivò (era impossibile non notarlo,almeno per un'acuta osservatrice come me), mi misi davanti a lui con arroganza e decisione e tutto d'un fiato gli dissi la frase che avrebbe deciso il mio destino: "dimmi come posso fare a diventare come lei!"
Dopo qualche secondo di silenzio "lui" mi chiese quanti anni avevo e dove fossero i miei genitori. Risposi con impazienza (ai tempi avevo compiuto da poco 10 anni)...e lui sorrise... "Come ti chiami, bambina?" "Il mio nome è Gaia"... Fu cosi che venni portata ad Est...

I mesi (anni) che seguirono furono terribili, la trasformazione richiedeva un dolore perpetuo e insopportabile, ma come avevo già imparato dall'infanzia, senza sacrificare qualcosa non si può ottenere tutto.
Le mie compagne non mi piacevano. Avevano tutte bisogno di supporto da parte delle altre e piangevano troppo spesso; tuttavia, sapevo che se mi fossi dimostrata troppo superiore o antipatica, sarei stata presa di mira o peggio, per cui decisi di adottare una diversa tattica; fui la "migliore amica" di qualcuna di loro e cercai di andare in un modo o nell'altro d'accordo con tutte.

Durante quel periodo non smisi mai di indossare la fascia di Rejnark, tranne per lavarla. Iniziai anche segnarmi le guance e la fronte con il mio stesso sangue, durante l'addestramento, quando rimanevo ferita per tagli e contusioni, cosi come faceva Rejnark le rare volte in cui si feriva.
Durante l'addestramento con la spada (Claymore, ecco da dove prendevano il nome quei paesani), mi resi conto che i miei sensi già di per sé sviluppati dal mio addestramento come cacciatrice nelle foreste, mi aiutavano molto. La consapevolezza che il mio fisico fosse molto più forte, veloce, elastico e possente mi inebriava, chissà cosa avrei potuto fare con quelle capacità; d'altra parte, ero rimasta molto delusa dal cambiamento subito dalla mia pelle e dai miei capelli. Gli occhi non mi dispiacevano invece, mi davano un'aria da predatrice che mi piaceva molto.
Da quella lunga notte sono passati 9 lunghi anni, in cui non ho mai potuto cacciare liberamente, rischiando seriamente di uscire fuori di testa qualche volta... mi mancavano le foreste, mi mancava uccidere... mi mancava quella sensazione inebriante, ma finalmente, giunse la fine del mio lungo addestramento. Mi mancava solo un "test" da superare, per poter finalmente essere riconosciuta come guerriera!


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06-01-2011, 09:36 PM
Messaggio: #2
Scheda di Gaia [Vick_Svarta_Blixten]
Capitolo 1: Mortui Non Mordent
Test


Gaia viene chiamata per essere finalmente sottoposta al test per diventare una guerriera dell'organizzazione. Viene portata in mezzo al deserto, davanti ad una grotta, insieme ad un'altra compagna, Euridice. Le viene spiegato da Domino, il loro esaminatore, che in quella grotta erano già state mandate altre novizie e guerriere e che le due avrebbero dovuto scoprire che fine avessero fatto, portando come prova una delle loro spade.
All'entrata, in presenza di un bivio, dopo essersi presentate Gaia propone di separarsi, spinta dalla sua solita competitività. Usando poi una torcia prelevata all'ingresso, si avventura nel buio cunicolo.
Avanza trovando altri bivi nel suo cammino, perciò lascia segni del proprio passaggio, per qualsiasi problema futuro. Ad un certo punto sente dei rumori strani, dopo aver trovato un pezzo di armatura sporco di sangue, per cui si prepara ad assalire di sorpresa qualsiasi cosa possa aver provocato quel rumore. Malauguratamente, la torcia cade per terra, spegnendosi per colpa dell'umidità del terreno.
I rumori si allontanano appena dopo e Gaia si ritrova ad avanzare al buio, senza punti di riferimento.
Dopo aver camminato a lungo al buio, finalmente arriva in uno spazio più largo, debolmente illuminato, con una montagna di cadaveri ed un fetore nauseante; nello stesso posto è giunta anche la sua compagna, che trova a parlare con quella che sembrerebbe essere una guerriera sopravvissuta, sprovvista di spada.
Poco dopo, preceduto dai rumori sentiti poco prima da Gaia, arriva uno Yoma, armato di Claymore, che deride le 3 guerriere. La sopravvissuta sembra impazzire dalla paura alla vista del mostro, ma Gaia e Euridice caricano velocemente lo Yoma.
La reazione del mostro è tuttavia efficace, lancia la spada contro Gaia, ferendola alla gamba destra e tira un calcio in viso a Euridice. Durante il combattimento, Gaia rischia ripetutamente di perdere il controllo dello Yoki, non riuscendo a rigenerare la gamba e rischiando di essere uccisa dallo Yoma. Nel mentre, la sopravvissuta risulta essere un altro Yoma trasformato. Alla fine, grazie ad un pizzico di fortuna e ad una tattica disperata risultata poi determinante, le due novizie riescono ad uccidere i due mostri, anche se la ferita alla gamba di Gaia si aggrava. La rigenerazione riesce a salvarle la vita, nonostante l'enorme quantità di sangue persa, ma non riesce a curarsi completamente. Nel frattempo, purtroppo la spada è stata persa nella colluttazione, per cui le due novizie decidono di prendere la testa di uno dei due Yoma come prova del loro successo.
Tornano indietro lentamente, seguendo i segni lasciati da Gaia, al buio. La gamba purtroppo non le permette di muoversi al meglio e la perdita di sangue l'ha indebolita molto, perciò si trova costretta ad essere aiutata da Euridice.
Dopo qualche ora di cammino arrivano finalmente all'esterno, dove trovano Domino ad attenderle. E' chiaro fin da subito che la mancanza della spada come prova rende estremamente nervoso l'esaminatore, che a quanto pare aveva più interesse verso quella spada rispetto a tutto il resto della prova. Dopo esser quasi giunto a picchiare le due novizie, si incamminano verso l'organizzazione.

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23-07-2011, 02:23 AM
Messaggio: #3
Scheda di Gaia [Vick_Svarta_Blixten]
Capitolo 2: Relazioni Pericolose
The Beginning


Gaia viene finalmente convocata alla sua prima missione ufficiale e, insieme ad una compagna, Eleanor, deve riuscire a recuperare degli importanti documenti rubati da dei banditi. Vengono mandate dunque in missione segreta, prendendo inibitori di Yoki per nascondere le loro fattezze di mezze demoni e con vestiti da viaggio normali, con le Claymore nascoste. Come previsto vengono catturate ben presto dai banditi, ma giunte al campo si rendono conto ben presto di essere state scoperte e vengono costrette dalle circostanze sfavorevoli e scendere a patti con il capo dei "banditi", Julius; in cambio della liberazione dei loro cari dalle prigioni di Pieta, le due guerriere avrebbero riottenuto le Claymore e i documenti richiesti dall'Organizzazione. Durante il viaggio verso Pieta, Gaia cerca di avere qualche risposta ai molti interrogativi che la perplimono, ma senza successo.
Arrivate  a Pieta e conosciuta la loro guida, si dirigono verso un'entrata nascosta per le prigioni, superando anche varie trappole, facendone scattare solo una. Arrivate davanti ad un portone di metallo, riescono ad aprirlo grazie alle abilità furtive della loro guida, ma una volta aperto, hanno una brutta rivelazione...
Nelle prigioni di Pieta ci lavorano degli uomini dell'Organizzazione, che fanno esperimenti su esseri umani. Gaia prova a cominciare un discorso, ma la sua compagna attacca gli uomini, costringendo la guerriera ad una veloce scelta; attaccare lei stessa quegli uomini. Sfortunatamente uno di essi riesce a dare l'allarme, ma con un pizzico di fortuna le due guerriere riescono comunque a liberare tutti i prigionieri, compresa la moglie di Julius.
Ponendole dunque qualche domanda, Gaia riesce a scoprire che Julius era il capo delle guardie di Pieta, che è stata completamente assoggettata dall'Organizzazione, facendo sì che Julius e altri si ribellassero. Arrivati all'aperto, trovano Julius ad attenderli, con le cose promesse, senza imbrogli. Eleanor decide quindi di seguire Julius e di vivere come ribelle, mentre Gaia sceglie di provare a tornare all'Organizzazione. Grazie ad uno stratagemma proposto dalla sua compagna, Gaia riesce a farla franca, riuscendo pure ad essere operata alla gamba menomata.

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17-01-2012, 06:31 PM
Messaggio: #4
Scheda di Gaia [Vick_Svarta_Blixten]
Capitolo 3: Agli Altari dei Santi
The Fall

Ho finalmente recuperato l'uso della gamba, sensazione bellissima... Dovrò solo testarla, il prima possibile.

Questa volta la missione consisteva nello scovare un probabile gruppo di yoma nella valle degli altari dei santi, nelle terre del sud, con il più di dover scortare e proteggere la vita di un prete, datoci in custodia come testimone. Durante il viaggio, appena prima di arrivare alla città, discuto con le mie due compagne, a quanto pare amiche quasi per la pelle, dandole pure una dimostrazione della mia velocità, non ottenendo però l'effetto sperato.

Arrivate a Jouna, incontriamo il vescovo della città, che nonostante l'aperto odio(o paura) dimostrato subito da Padre Abbone, il "testimone" scelto per accompagnarci, ci tratta con garbo, arrivando pure ad essere educato e rispettoso delle buone maniere per gli ospiti. Tuttavia, quando Abbone viene finalmente cacciato fuori dallo stanzone, scatena una specie di scenata pubblica, dove viene ascoltato da molte persone e chiede di farsi accompagnare da un esercito, non fidandosi di noi; il capitano delle guardie, comunque, riesce a convincerlo ad accontentarsi di quattro uomini, lui compreso.

Arrivate alla valle, Camillah e Lune vanno in avanscoperta, lasciandomi da sola in compagnia del prete, il capitano delle guardie e tre soldati. Poi però me ne vado da sola a cacciare, irritata per essere stata lasciata indietro; tutto ciò, non prima di aver detto ad Abbone le cose che pensavo su di lui e la sua stupida fede. Torno indietro poco dopo, trovando tutti morti e trovando tre yoma superstiti. Li attacco, quasi fregandomene dei morti e della missione fallita per metà. Avendo qualche piccola difficoltà tecnica iniziale, poco dopo tornano anche Lune e Camillah. In poco tempo abbiamo ragione sui mostri, nonostante il rischio corso da me.

Dopo aver rigenerato le ferite, arriva Hayez che ci rispedisce, arrabbiato, tutte e tre a Staph.

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30-04-2012, 03:47 PM
Messaggio: #5
Scheda di Gaia [Vick_Svarta_Blixten]
Capitolo 4: Sessione d'allenamento con Aphrodite
Finally, The Free

Partì come un normale giorno in cella, come lo erano stati tutti gli altri da qualche tempo... Eppure, questa volta cambiò qualcosa. Hayez si presentò alla mia cella insieme ad una guerriera, con l'intenzione di farmi uscire dalla prigionia e reintegrarmi. Avevo atteso, logorata dalla forzata immobilità, con la crescente voglia di cacciare, resa quasi insopportabile. Ma non volevo dare la soddisfazione di farmi vedere contenta, così risposi con esuberanza, perfino alla richiesta di duellare con la guerriera presente, con quelle labbra così volgari, sicura gioia di ogni assiduo frequentatore di scadenti bordelli; era comunque una splendida donna, perfino più alta di me. Non era certo una caccia quella, era giusto una piccola prova per me, per vedere se potevo tornare in attività o se "meritavo" ancora la prigione.

Sembrò lunghissima la strada per arrivare finalmente all'Arena. Fui quasi travolta dalla felicità nel sentire di nuovo i raggi del sole sulla mia morbida pelle e nel poter respirare di nuovo aria pulita, appena arrivati a destinazione. Quasi non ascoltai nemmeno quello che disse Hayez, la sensazione di "libertà" che stavo provando era molto vicina all'estasi...

Tuttavia, mi trovavo là per un motivo. Prendemmo entrambe le spade da allenamento, per evitare incidenti e ci preparammo a cominciare il duello.

Purtroppo, la mia forzata immobilità mi aveva messo parecchio fuori forma, cosa di cui mi accorsi davvero solo dopo il primo assalto da parte della mia avversaria. Riuscii a parare appena il suo colpo, nonostante lei non fosse quel granché. Pensai di cercare di recuperare un minimo della mia vecchia mobilità, eseguendo dei piccoli saltelli... Diedi in questo modo la possibilità ad Aphrodite di attaccarmi efficacemente, che nonostante il colpo parato, riuscì a farmi cadere. Ma la stupida poi, decise di non attaccarmi ancora, facendomi recuperare parte della mia forma.

A quel punto, be', potevo solo cominciare ad attaccare a mia volta. Certo non immaginavo che per un colpetto, Labbra d'Oro svenisse. Ero già pronta a colpirla di nuovo e lei era già fuori gioco, piuttosto gracilina eh...

Be', poco male, Hayez fu soddisfatto del risultato. Mi chiese giusto di portare Labbra d'Oro a farsi curare e che la prova era andata egregiamente. Per cui be', a quel punto veniva la cosa da fare più importante... Lavare il mio splendido corpo e i miei meravigliosi capelli.

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15-01-2013, 01:34 AM
Messaggio: #6
Scheda di Gaia [Vick_Svarta_Blixten]
Capitolo 5: Neve Nera
Who Wants to Take a Hot Bath?


Ancora una volta al Nord. Ancora una volta accompagnata. Il mandante, questa volta, era lo stesso del mio test, Domino... O faccia crepata, come mi piace chiamarlo; insomma, l'avete vista la sua faccia?! La mia compagna invece era Terra dell'Armonia, che sarebbe stata pure la caposquadra. Dopo che l'uomo in nero ebbe sfogato la sua rabbia repressa sulla mia illustre persona, ovviamente completamente ignorato, avvertì Terra che avrei potuto dare problemi, dandole anche il permesso di uccidermi, all'occorrenza... Problemi... Chi, io? Faccia crepata sì che ha il senso dell'umorismo... Anche no.

Partimmo dunque alla volta di Amsel, villaggio del Nord alle pendici di un vulcano che utilizzava le proprie sorgenti termali naturali come punto focale del commercio dello stesso. Mano a mano che ci avvicinammo alla meta, la neve candida venne progressivamente sostituita da cenere, proveniente dal vulcano, detta Neve Nera.

La mia compagna fu tutt'altro che di compagnia, mettendosi a cantare all'improvviso, nonostante la voce molto bella, ignorandomi quasi completamente, anche quando notai che si truccava il viso usando dei colori, un rituale molto simile al mio. Provai a chiederle qualcosa sul suo rituale, ricevendo nient altro che una rispostaccia. Quella non mi piaceva per niente.

Proseguimmo dunque il nostro viaggio, arrivando finalmente al Villaggio. Lo trovammo vuoto, tranne per una vecchia davanti ad un casa. Questa non ci vedeva bene, ma ci diede il benvenuto, spiegandoci la situazione. L'uomo che ci aveva assoldate, Kamu, era partito tempo prima alla ricerca di sua moglie, rapita probabilmente dallo Yoma di cui dovevamo liberarci. Improvvisamente però, delle campane cominciarono a risuonare... Erano le campane di un Tempio abbandonato da tempo, presente più in alto del Villaggio, sul Vulcano. Terra diede dunque l'ordine di partire subito, anche se si mosse con estrema e noiosa lentezza.

Le corsi dunque avanti, arrivando all'entrata del Tempio molto prima di lei, anche se a corto di fiato. Trovai poco, una finestra rotta in alto, anche se non erano presenti tracce. Scoprirà solo poi, affrontandolo pure, che era opera di uno Yoma alato. Entrai dunque all'interno del tempio, entrando della vetrata rotta, senza trovare nulla, per via del buio della stanza. Nemmeno il tempo di aprire dunque le porte che mi trovai davanti a Terra, che mi minacciò di uccidermi, senza preoccuparsi di essere troppo velata... Le risposi a tono, soprattutto perché c'è una cosa che non sopporto, sopra tutte le altre. Tutti e tutte gli stupidi e stupide che credono e sono convinti di essere più forti di me, solo per il mio grado, come se mi fosse mai interessato di aumentarlo...

Ad ogni modo, grazie alla luce che entrò dalle porte aperte, trovammo un cadavere appeso ad una corda, probabilmente quello di Kamu, non che mi importasse più di tanto. Il problema fu che avvertimmo la traccia di uno Yoki, che sparì subito dopo. Trovammo l'unica via di inseguimento bloccata da un masso enorme, per cui dovemmo pensare a come aprire quella dannata porta. Ci pensò Terra, che col mio aiuto fece suonare 13 volte le campane, aprendo così la via. Almeno aveva della testa.

Cominciammo subito l'inseguimento, anche se lentamente per via del percorso. Proseguimmo anche quasi completamente sott'acqua, acqua molto calda. Arrivammo infine in un'enorme caverna, uno spettacolo maestoso per gli occhi, tuttavia era pericoloso rimanere là a lungo... La temperatura infatti, aumentava sempre più.

Sopra di noi notammo una buca, da cui pendeva un lembo di corda tagliato... Probabilmente la via di fuga di quello Yoma codardo! Notai anche una leva sul muro, che con l'approvazione di Terra, mossi. La caverna cominciò improvvisamente a riempirsi di acqua caldissima, minacciando gravemente le nostre vite. Cominciammo a toglierci l'armatura, troppo pesante in caso di completo allagamento e ci prendemmo per mano. Nel momento in cui fummo completamente sommerse, Terra liberò buona parte del suo Yoki e mi lanciò verso l'alto, salvandomi la vita. Infatti si era formato un gorgo molto violento all'interno della caverna e la temperatura di certo non aiutava.

Arrivata fuori sentii subito la presenza del nemico. Se ne stava in un'apertura molto vicina al vulcano, tronfio della sua posizione. Mi provocò, riuscendoci bene anche. Mi lanciai con una risata verso di lui, senza pensare, come solito. Ad un certo punto però, mi fermai. Stranissimo da parte mia, normalmente non mi sarei mai fermata. Pensai a Terra, che era ancora dentro al gorgo e stava rischiando la sua vita. Provocai dunque a mia volta il mostro, tornando poi dal buco da cui ero uscita, per aiutare Terra a salvarsi a sua volta. Ci riuscii, ricevendo un inaspettato ringraziamento da lei. Finalmente aveva abbassato la cresta.

Ero ferita però, la temperatura dell'acqua mi aveva provocato ustioni in tutto il mio bellissimo corpo, per cui mi inginocchiai, cominciando a rigenerare la mia pelle. Nemmeno qualche secondo che sentii uno Yoki sopra di me. Mi attaccò uno Yoma alato, che schivai di poco. Il combattimento durò poco comunque, anche se mi ci volle troppo dannato tempo per uccidere quel pesce piccolo, mentre Terra si occupava di quello spietatamente più grosso. Quelli sì che erano i bei avversari, mica quello che mi era capitato.

Tuttavia lo scontro lasciò Terra duramente provata, ferita e stanca. Mi venne il pensiero di ucciderla, di fuggire da questo schifo di Organizzazione... Ma non lo feci. L'aiutai ad alzarsi, poiché dovevamo andarcene da quel posto. Ma cosa mi stava succedendo? Normalmente le avrei almeno amputato gli arti, lasciandole una speranza di salvezza e me ne sarei andata via, invece... Ma non importa, almeno la caccia era andata a buon fine.

Con difficoltà procedemmo dunque per uno stretto passaggio che ebbi la fortuna di individuare e che ci portò fuori pericolo, proprio dietro al Tempio da cui eravamo entrate. Terra cadde una volta, raccogliendo un ciondolo d'argento, ma non me ne importava granché. Approfittando del fatto che pareva che Terra si fosse ammorbidita, cominciai a parlarle, cercando di provocarla e vedere fino a che punto amasse gli esseri umani e fin dove arrivasse la sua fedeltà verso l'Organizzazione. Le raccontai, anche se tralasciai alcuni particolari, della mia avventura insieme ad Eleanor, al Nord, poco tempo prima, ma ottenni una risposta vaga e per niente interessante. Mi aspettavo una reazione più seria.

Le cantai dunque una canzone, che parlava di guerriere del Nord, mentre tornavamo ad Amsel. Là, trovammo ad attenderci ancora la vecchia signora, che ci consegnò due buste con sopra i nostri nomi, dicendoci che le erano state consegnate da un uomo, a giudicare dalla voce, e che non avremmo dovuto aprirle per nessun motivo, tranne in caso di sospetto di morte imminente. Ciò non fece altro che alimentare la mia curiosità, tanto che mi feci portare alle famose terme, per darmi una pulita e per rilassarmi. Mi accompagnò la nipote della vecchia, Kathrina, mentre Terra mi seguì, senza comunque usufruire del servizio. Dopo uno splendido tuffo, provai ad aprire dunque la busta, in fondo io non aveva MAI eseguito un ordine come mi era stato dato, ma fui fermata bruscamente da Terra, la quale mi minacciò ancora una volta. Ci rimasi male in realtà, pensavo che potesse diventare o che fosse già la mia unica vera amica, eppure mi rivolse ancora una minaccia del genere. Rinunciai dunque ad aprire il messaggio, mi rivestii e partimmo alla volta di Staph.

Stranamente, faccia crepata non si prodigò in classiche volgarità e si limitò a fare qualche segno. Pareva soddisfatto, probabilmente per la prima volta nella sua vita.

Chissà come stava Eleanor? E Julius? Erano ancora in attività?

Non era poi così importante. Ora, la cosa davvero importante, era lavarsi adeguatamente i capelli, dopo un viaggio di ritorno del genere e lavare adeguatamente anche la sua bella fascia piumata, unico ricordo di Rejnark.

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22-01-2013, 09:52 PM
Messaggio: #7
Scheda di Gaia [Vick_Svarta_Blixten]
Capitolo 6: Sessione d'allenamento con Andrea
The Lightning and The Mountain


Un giorno come un altro, direbbero la maggior parte delle guerriere con cui ho avuto a che fare, ragazze che sembrano fatte con lo stampino; asociali, fredde, incredibilmente noiose... Ma non io. Per me questa è stata una giornata davvero interessante. No no, niente caccia, niente Yoma... L'incontro con una guerriera, Andrea, questo è ciò che ha reso interessante questa giornata.

Avevo appena finito di lavarmi, quando, dopo essermi messa fascia piumata e fascette rosse ai miei incredibilmente e stupendamente meravigliosi capelli, mi diressi verso l'Arena per sfogarmi un pò; sentivo il bisogno di fare un pò di movimento. Speravo davvero in cuor mio di non trovarmi davanti una come Labbra d'Oro, insipida e soprattutto delicata. Non rimasi certo delusa.

Entrò all'improvviso, urlando il mio nome, vestita con una strana uniforme... Era senza un braccio, grossa e rozza. Sicuramente una sorpresa, almeno nell'aspetto esteriore; avrei scoperto entro breve che era capace di sorprendermi anche in duello.

Entrò dunque in scena un Uomo in Nero, che diede il via al duello. Dopo aver soppesato con lo sguardo la grossa roccia presente al centro dell'Arena, cominciai senza troppe cerimonie, attaccando la mia avversaria alla gamba sinistra. Riuscii a farcela piuttosto facilmente, anche se Andrea, questo è il suo nome, tentò di reagire con una spallata, senza successo. Non era granché veloce, ma pareva avere un buon intuito. Ma la cosa migliore era stata senza ombra di dubbio un lampo, in lontananza, che aveva deciso di fare la sua comparsa proprio nel momento esatto del mio scatto... La scena fu pressoché epica.

Rimasi comunque di stucco, poiché Andrea sembrava non aver accusato minimamente il colpo. Non che io avessi tutta quella gran fiducia nella mia forza fisica, ma nemmeno un accenno di dolore? Mi sentii quasi in obbligo di complimentarmi con lei, sorridendole naturalmente e senza malizia. Decisamente mi piaceva questa Andrea.

Continuammo ancora, io che attaccavo e Andrea che incassava fin troppo bene i miei veloci colpi, a volte riuscendo ad annullarli completamente. Riuscì perfino a farmi cadere a terra, anche se non ho ancora capito bene come sia successo. Dopo la caduta, comunque, decisi di finirla con i trucchetti e avvertii la mia avversaria come e dove avrei attaccato esattamente. Probabilmente lei stessa avrebbe apprezzato un attacco frontale da parte mia, perché non accontentarla? In fondo era la prima guerriera che riusciva a suscitare davvero il mio interesse e il mio rispetto.

Il mio attacco fu fulmineo, in tutti i sensi, visto l'ottimo tempismo di un vero fulmine, arrivato nel momento esatto in cui la mia lama si fermò a pochi millimetri dal collo di Andrea. Sì, si fermò, poiché avevo deciso fin da subito di non portare a termine il mio attacco. Pure la mia avversaria era stata della stessa idea, anche se non fu brava quanto me nel controllare la portata del suo attacco. La guancia mi fa ancora male, anche se avrebbe potuto essere molto peggio.

Comunque le sorrisi, dandole anche la soddisfazione di avermi battuta... Andrea mi aveva piacevolmente colpita, anche fisicamente in realtà, darle questa piccola vittoria non era che un piccolo gesto. In fondo, questa non era una caccia, in cui "Vincere" voleva dire sopravvivere alla propria preda, con la conseguente sua morte. Non mi è importato granché, quanto piuttosto mi sono sinceramente divertita e forse ho trovato un'amica e valida alleata per il futuro... Almeno così spero.

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02-02-2013, 03:01 AM
Messaggio: #8
Scheda di Gaia [Vick_Svarta_Blixten]
Capitolo 7: "Tempesta del Fulmine Rosso"
I Don't Try. I Do.

Eravamo rimasti che mi ero appena scontrata con Andrea, concedendole la vittoria, ma rimanendo comunque soddisfatta di come si erano svolte le cose. Già che c'ero, decisi di tentare di sviluppare una mia propria Tecnica che avevo in mente da un pò, ma che tra una missione, soggiorno in cella e altre missioni non avevo avuto modo di dedicarci il tempo voluto. Mi diressi dunque verso la parte sotterranea dell'Arena, dove venni fermata da un Uomo dell'Organizzazione, un certo Duran, che mi incitò a seguirlo.

Arrivammo ad un campo d'allenamento fuori dal quartier generale, dove erano piantati nel terreno sabbioso una mezza dozzina di manichini. Duran mi chiese cosa avessi in mente di sviluppare, ma dopo la mia risposta arrivò un altro Uomo in Nero, Peter, rinominato da me Comodino, essendo basso e tozzo, il quale disse che ero attesa da Ufizu per una nuova missione. Duran mi diede comunque la possibilità di scegliere, così rifiutai di andare immediatamente da Ufizu e mi lanciai contro uno dei manichini.

Il mio primo tentativo fu piuttosto deludente, non avvicinandosi nemmeno a ciò che avevo in mente. La voce di Duran comunque non si fece attendere, elargendo consigli.

Il secondo tentativo andò molto meglio, ma il ritmo non era continuo. E cominciavo ad essere stanca, era dannatamente faticoso... Ma non fu un grosso problema, Duran mi diede il tempo di riprendermi, fornendomi altri consigli. Cercai di metabolizzare tutto, quindi riprovai.

Il terzo tentativo mi lasciò con l'amaro in bocca, decisamente. Due buonissimi colpi, ma al terzo rischiai di essere colpita da quel dannato manichino, anche se riuscii a schivarlo appena, perdendo comunque la possibilità di continuare l'attacco. Sentii di essermi avvicinata ancora di più all'obiettivo, cosa che mi confermarono anche le successive parole di Duran. Non mi rimaneva che riprovare.

Questo ultimo tentativo andò quasi alla grande. Ultimo, perché nonostante fossi riuscita ad eseguire ciò che all'incirca avevo in mente, al quinto attacco non ressi ulteriormente e venni colpita dal manichino in rotazione... Quale umiliazione, aumentata da un malcelato ordine di Duran, che mi intimò di andare da Ufizu dopo essermi riposata; almeno sembrò reputare 'interessante' i miei progressi. Quasi, perché come detto poco fa, riuscii ad arrivare a soli cinque colpi, risultato gracilino. Mille volte maledizione, non so se essere soddisfatta o no di ciò che ho appreso.

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30-05-2013, 10:52 PM
Messaggio: #9
Scheda di Gaia [Vick_Svarta_Blixten]
Capitolo 8: WTF?!?
He Really Exploded Well!

Allora dove eravamo rimasti? Ah sì, avevo appena sviluppato la base della mia fortissima e bellissima abilità, la Tempesta del Fulmine Rosso, dopo la quale mi ero diretta a cercare Ufizu, che mi aveva convocata con urgenza. Ovviamente ci furono subito complicazioni, siccome non avevo nessunissima idea di dove si trovasse. Non m'era nemmeno passato per la mente di chiedere a Duran, per cui corsi a tutta velocità per i corridoi di Staph, sperando nella fortuna... Che effettivamente arrivò, sotto forma di Comodino, Peter e di quella che avrei conosciuto poc'anzi come mia compagna e caposquadra (strano eh?!), Laura. In realtà, mentre incrociavo la sguardo con lei, andai proprio addosso a Comodino; basso e tozzo com'è, come diavolo avrei fatto a vederlo?!

Comunque, saltiamo pure la parte in cui mi diede della gallina sputacchiando, sputo che schivai in maniera a dir poco sublime, la parte in cui ci diede delle deficienti e quella in cui ci presentò in modo velocissimo, quasi come me, portandoci poi verso le stanze di Ufizu. A pensarci bene, ho appena raccontato tutto.

Be', che dire... Nelle stanze di Ufizu, piuttosto tenebrose, trovammo Duran, ovviamente, che ci tradusse e ci spiegò i dettagli della missione che stavano affidandoci, siccome Ufizu, un vecchio barbuto e parecchio megalomane (cioè, un quadro di sé stesso alle proprie spalle, fate voi... Io l'avrei fatto molto più grosso.), si era limitato ad esporci una specie di filastrocca. Niente di ché, dovevamo andare a Dean, una cittadina cui era presente un tizio che faceva esplodere le case... Eh?! Cioè, ma siamo seri? Ah, ovviamente, cosa che ci avrebbe sicuramente aiutate nello svolgimento della caccia, i cittadini di Dean ci vennero descritti come piuttosto conservatori, avendo Rabona vicino... Ah, mi viene tuttora in mente Abbone, povero idiota.

Comunque, tralasciando il classico avvertimento che ormai gli Uomini in Nero danno sempre ai miei cani da guardia, io e Laura ci mettemmo in marcia. Fu comunque una sorpresa il fatto che lei si dimostrasse meno fastidiosa del previsto, anzi, fu quasi piacevole viaggiare con lei. Ebbi anche modo di elargire qualche perla di saggezza, cosa che non fa mai male! Ah, Laura era originaria di Rabona, per cui che se li beccasse lei i mongolini di Dean.

Arrivate a Dean, che era praticamente in rovina per la parte che potemmo vedere, eseguii il mio classico rituale di pre-caccia, ma sentimmo quasi immediatamente la presenza leggerissima di uno Yoki, dal tetto di un palazzo sul quale eravamo salite per avere un'idea più precisa della zona. Ovviamente, mi tuffai subito verso la fonte di quella flebile traccia, consigliando a Laura di andare a cercare qualcuno... Dovevo togliermela di torno in qualche modo, no? Be', niente da fare. Arrivai in questa stanza, con segni di bruciature e uno strano paletto infilato nel muro, quando poco dopo mi raggiunse anche lei. Poco male, dopo qualche minuto di ricerca, capii che quel paletto sprigionava Yoki; troppo strano, per cui lo toccai. Ecco, avete presente quando vi torna in mente un ricordo particolarmente doloroso, tipo una volta in cui vi rompeste qualcosa o roba del genere? Ecco, immaginate questo: al solo sentire "CLICK", capii di aver fatto una cavolata incredibile; era il classico "CLICK" da trappola attivata. Be', sicura della mia velocità cercai di allontanarmi... Inutilmente. Fiamme, detriti, un'onda d'urto pazzesca, poi solo dolore.  

Non so, credo di averci messo qualche ora a rigenerarmi quasi completamente. Un braccio quasi completamente carbonizzato, quella parte del mio corpo bruciata, ustioni e lividi dappertutto per via della caduta... Non so, era passata nemmeno un'ora e avevo già beccato su più che in tutte le altre mie missioni. Ah, scoprii poco dopo che Laura invece era morta. Non che non mi dispiaccia tuttora eh, ma andiamo... Era più lontana di me ed è riuscita a morire lo stesso. Ma non tutto il male viene per nuocere! Infatti, incuriositi per il botto, alcuni abitanti erano arrivati dove ci trovavamo. Mi feci portare del latte e chiesi qualche informazione, che mi portarono a dirigermi fuori dalla cittadina, verso la casa di un 'pazzo' che avevano esiliato tempo prima per la sua invenzione esplosiva, la polvere nera. Meraviglioso. Affidai a loro il corpo della mia compagna deceduta, quindi ripartii.

Ora vi assicuro che diventa tutto molto più veloce eh. Allora, prima di tutto quando arrivai alla casa, percepii subito che questa aveva tracce di Yoki ovunque. Cioè, non so se mi spiego. Il mio primo pensiero fu che ci fossero tipo duemila Yoma all'interno; mi sbagliavo, ce n'era solo uno, ma ci arriveremo dopo.

Facendo il giro esterno della casa, vidi che tutte le finestre del piano terra erano sbarrate, per cui optai per entrare da una finestra del primo piano. Stanza da letto vuota, a parte una bambola che, stranamente, stranamente eh, emanava Yoki. La tenni con me, poteva servire (?) a qualcosa, forse.

Uscii con infinita cautela da quella stanza, ritrovandomi in un corridoio senza scale, quadrato, con una porta per lato. Aprii la porta alla mia destra, trovando solo stracci sporchi di nero e poco d'altro, per cui mi diressi ad aprire la porta davanti a quella... che trovai chiusa. No eh. Finestre sbarrate, case che emettono Yoki, bambole, stupide bambole che emettono Yoki e ora, come se non bastasse, porte chiuse. Tuttavia optai per una soluzione direi quasi pacifica; uscii velocemente dalla finestra dal quale ero entrata, per poi rientrare dalla finestra che mi avrebbe fatta entrare all'interno della stanza chiusa. Fin qui tutto ok, peccato che entrando nella stanza, uno studio pieno di cartacce, appunti, ecc..., vidi una figura che usciva, chiudendosi la porta alle spalle. Ah, l'aveva richiusa a chiave. Era troppo. Voglio dire, voi non vi sareste incazzati come delle bestie? Ergo, liberai la mia forza diabolica e scardinai a forza quella stupida porta. Se non ricordo male ci misi pure troppa foga, finendo gambe all'ar... No, tutto nella norma. Feci tutto nel modo più aggraziato possibile.

Be', dove eravamo? In pratica, nel corridoio non trovai nessuno, ma di certo non mi sarei lasciata sfuggire quel tizio. Decisi di proseguire come una specie di bufalo, sfondando qualsiasi cosa ci fosse tra me e la mia preda. Cominciai dall'unica porta che ancora non avevo aperto, usando la Claymore come ariete. Naturalmente, cose del genere non vanno mai come si spera, poiché la porta era in realtà aperta; ci mancò poco che non venissi catapultata fuori dalla finestra. Comunque, sentivo i passi del bastardo, portavano al piano di sotto. Lo inseguii, arrivando infine in un altro studio, dove il rumore dei passi si arrestò.

Non voglio dilungarmi troppo, ma in pratica il bastardo s'era nascosto grazie ad un passaggio segreto. Vi dirò, ho provato anche a negoziare... Avendo tutto le intenzioni di andarmene dall'Organizzazione, un giorno, ho provato a portare dalla parte di Julius (ve lo ricordate?) il genio di quel pazzo, sperando fosse un essere umano speranzoso e bisognoso di aiuto. Invece no, era uno Yoma... Molto intelligente, ma pur sempre uno Yoma. Minacciai anche di bruciargli tutta la casa se non fosse uscito, ma nulla. Ah, in tutto questo, con tutto quel dannato Yoki che sentivo per tutta la casa, non avevo ancora capito se quello che avevo inseguito fosse effettivamente uno Yoma eh. Glielo chiesi e venni sfottuta. Brutta mossa, ma riuscii a trattenermi. Tuttavia lo convinsi a parlare faccia a faccia, mi disse infatti come aprire il passaggio segreto in cui si trovava.

Be', mi vergogno un pò a raccontare il seguito. In pratica, era tutto super buio e avevo solo una candela per illuminare il tutto... Il passaggio era stretto e a dirla tutta temevo pure che il bastardo, che s'era umilmente definito il 'Dottor Morte', avesse qualcosa di esplosivo in mano. Non sarei rimasta sorpresa che la casa fosse piena di esplosivo. Lo era. Ma era più piena di quel che immaginavo. Be', per questo mio timore e per troppa, stupida cautela, mi ritrovai con un buco nella pancia. Cioè, avete mai avuto un buco grosso quanto una mano nella pancia? Fa un male cane. Mi aspettavo di morire in effetti, visto che ero riuscita a farmi prendere in giro. Invece no, peggio; venni scostata con una mano e presa in giro. Cioè, io sono bellissima, ok? Su questo siamo tutti d'accordo. Uno che non mi conosce mi vede e il primo pensiero che gli sovviene, dopo "E' bellissima, è splendida, è meravigliosa, è perfetta, è stupenda, è un fulmine", è per forza di cose "dev'essere tanto dolce, gentile e paziente quanto è bella!". Be', sul 'paziente' si sbaglierebbero di grosso. Nel senso, non mi arrabbiavo così da non so quanto. Certo, lui mi aveva fregato, era intelligentissimo, fabbricava bombe, aveva un soprannome figo ma... Sottovalutarmi, scostarmi in quel modo mentre sono viva e soprattutto sfottermi?! Sì, un secondo dopo era morto, con i pezzi di quel pazzo ma geniale cervello sparsi in giro e sulla mia lama.

Ma il bello doveva ancora venire. Ricordate la candela che avevo in mano? Quando mi ritrovai con una mano nella pancia, mi cadde. Pensai si fosse spenta, invece no; aveva acceso molto altro, micce da quel che sembravano. Lo Yoma, appena prima mi aveva augurato una fine esplosiva, per cui fu facile fare 2+2. Casa esplosiva?! Chi lo avrebbe mai detto?!

Comunque, il fatto che io sia qui a dirvi queste cose vi fa capire che me la sono cavata, no? E in modo incredibilmente epico, aggiungerei. Cioè, con la mia compagna morta potevo prendermi tutto il merito della questione! Cosa che in effetti, feci. Non la cacca, nel senso che l'ho fatto. Comunque, dopo svariate ore a rigenerare la ferita alla pancia, decisi di occuparmi del corpo di Laura, seppellendola nei pressi di Rabona. Una deviazione che in effetti mi costò parecchie energie fisiche, ma ci stava. Le dedicai pure una canzone che mi insegno Rejnark, per rendere il nostro congedo più sentimentale. Ah, quanto mi piace essere trasgressiva! Tornai dunque a Staph, dopo aver rivolto un piccolo pensiero alla mia vecchia compagna Eleanor, dove presi ovviamente una carica da Comodino e ricevetti parole di commiato da Ufizu... Strane parole a dire il vero, chissà cosa avrà voluto dire.

Post Scriptum: Ho volutamente saltato la parte in cui provai ad uscire dal passaggio segreto usando la mia gloriosa e temibile tecnica, poiché, dimenticando che avrebbe potuto chiudersi, ci sono finita addosso senza nemmeno provarci a frenare. Bella figura eh. Maledizione.

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08-06-2013, 11:07 PM
Messaggio: #10
Scheda di Gaia [Vick_Svarta_Blixten]
Capitolo 9: Sessione d'allenamento con Medea
The Lightning and The Coward

Bruttissimo. Cioè, non ho altre parole per descrivere questa mia infausta esperienza. Era partito tutto piuttosto bene, questa qui, Medea, sembrava essere una a posto, con abbastanza coraggio...

Non fraintendete, era scarsissima eh. Cioè, probabilmente ci ha messo una buona dose di volontà, ma era molto scarsa come guerriera. Lasciate tuttavia che vi racconti dall'inizio.

Entrai in arena per duellare con qualcuna e quasi immediatamente rispose al mio appello questa qui, che si presentò come Medea. Nemmeno il tempo di dirle qualcosa che alle sue spalle apparve una misteriosa figura incappucciata che ci intimò di seguirlo; premetto che all'interno del cappuccio non si vedeva assolutamente nulla.

Arrivammo in fretta al luogo dove ci saremmo affrontate di là a poco... Normale arena, senza elementi particolari (ad esempio niente massi enormi al centro), con un particolare; un caldo devastante. Niente nuvole né vento, solo afa. Buono. Cominciai a sudare dopo mezzo secondo.

Tuttavia ci venne intimato di cominciare, mentre l'Uomo in Nero sembrava non risentire per niente della temperatura; avrei potuto abbassare la temperatura del mio corpo per stare meglio, ma ero troppo agitata e non c'ho pensato, non giudicatemi.

Giusto il tempo di ringraziare la mia avversaria per aver accettato la sfida che partii con la mia offensiva, un semplice fendente alle gambe, seguito da un colpo discendente al corpo in volo di Medea. In effetti lei subì il primo colpo, ma non andò a segno il secondo. Ancora adesso mi chiedo come mai non sia andato a segno, che abbia sbagliato io? Non ricordo ci siano state reazioni da parte sua. In ogni caso, avendo notato come la mia avversaria avesse subito facilmente il mio colpo, la intimai di attaccarmi, in modo da darle la possibilità di rifarsi e per testare le sue capacità. Ci provò effettivamente, anche se in modo un pò sporco; fece tipo finta di inciampare, per poi provare un colpo simile a quello che le avevo inferto io poco prima. Mi piace tutt'ora l'idea che ebbe, anche se, vista la mia immane velocità, non funzionò. Schivai il suo colpo e la colpii alla schiena. Non che questo la rallentò granché, siccome si rialzò in poco tempo.

Il vero orrore arriva ora. Premetto una cosa. Questo duello poteva essere una buona occasione per testare finalmente la mia illustre abilità, la Tempesta del Fulmine Rosso, ma non sarebbe stato possibile, data la scarsità della mia avversaria. Di conseguenza, avrei potuto fare centinaia di altre cose, come schivare una suo colpo con una piroetta spettacolare per poi alzare le mani in segno di autoglorificazione verso L'uomo in nero incappucciato... Ma no, sapete perché? Perché subito dopo, quell'infima creatura schifosa, Medea, si arrese. Si arrese, capite?! Aveva rovinato tutto, tutto! Ci mancò pure poco che infrangessi ogni regola presente e che rischiassi di essere epurata, poiché quasi partii per malmenare a sangue quella codarda. Tuttavia riuscii a controllarmi, dicendole qualche parola carica di disprezzo e lasciando quindi l'Arena... Spero che la mia prossima avversaria valga il tempo perso e il sole preso.

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24-06-2013, 02:53 PM
Messaggio: #11
Scheda di Gaia [Vick_Svarta_Blixten]
Capitolo 10: Sessione d'allenamento con Dorotea
She Really Makes Me Angry

Uhm. Ripensandoci a mente fredda, questo è stato un bel duello in realtà. Se me l'aveste chiesto un minuto dopo la mia uscita dall'arena, probabilmente vi avrei pestati, invece ora posso asserire di essere soddisfatta del risultato.

Dorotea, nonostante la bassa statura, s'è dimostrata un'avversaria di tutto rispetto, non spaventandosi davanti al mio numero superiore al suo e tentando di reagire al meglio delle sue possibilità. Ovviamente, mi sono dimostrata più veloce da subito, anche se i miei colpi, complice anche la spada senza filo, non hanno avuto particolare effetto sulla mia avversaria. Il vero problema di Dorotea infatti, non è tanto l'abilità con la spada o la sua velocità o forza, ma il fatto che è... come dire... strafottente. Cioè, dopo aver subito due colpi, senza averne messo a segno mezzo, mi ha praticamente implorato di usare tutta la mia forza. Be', non potevo chiedere di meglio; ho usato immediatamente la Tempesta del Fulmine Rosso, che non avevo ancora testato su un bersaglio vivente. Andò a segno perfettamente, anche se mi rendo conto di non averne assolutamente la piena padronanza, specie per due cose: Quasi non riesco più a muovermi dopo averla utilizzata e riesco ad arrivare a colpire il bersaglio solo cinque volte; non è abbastanza.

Dove eravamo rimasti? Sì, Dorotea aveva preso in pieno la mia meravigliosa e potentissima mossa ed era ancora viva, anche se probabilmente ne aveva risentito... Certo, cosa facile visto che come ho precisato prima, le spade che usiamo in duello non sono dotate di filo. Be', per non rischiare figure barbine, ho fatto sfoggio di tutta la mia nonchalance e, avvicinandomi e puntandole la spada davanti alla faccia, le ho intimato di arrendersi. Ovviamente, come avrei dovuto immaginare, non funzionò.

Dorotea pareva sul punto di piangere, ok? E se una sta per mettersi a piangere dopo aver preso delle mazzate del genere, ti aspetti che lo faccia e che tipo si raggomitoli su sé stessa! Ecco, a pensarci bene ringrazio che non l'abbia fatto, sarebbe stata patetica.

Be', quella bassa bastardina mi ha fatto un sgambetto invece! Cioè, nemmeno una spadata, uno sgambetto! Ok, ero distrutta per l'uso della mossa e diciamo che non mi aspettavo una reazione del genere, per cui... sono caduta. Ma non è finita qui, arriva ora il bello. Dorotea, dopo avermi fatta cadere a terra, trovandomi al suo fianco non si accontenta di aver messo a segno il suo primo colpo, noooo... No, prova a prendermi per il collo con un braccio mentre tenta di bloccarmi la mano destra con l'altra mano. Ma fin qui tutto a posto. Però no, non puoi prendermi anche in giro eh. Cioè, finora le hai solo prese. Le hai solo prese, sono stata anche piuttosto buona e cosa fai? Mi sfotti? Be', il cervello a quel punto si spegne. Ricordate quella volta, quando dovevo proteggere Abbone? Ecco, ebbi una colluttazione a stretto contatto fisico con uno dei tre Yoma. Vinsi io. E lui nemmeno mi aveva presa in giro.

Ora, quello che feci non fu propriamente elegante, ma risultò sicuramente efficace. La lasciai fare, quindi le morsi con forza il braccio che mi aveva messo al collo, dando poi una bella testata all'indietro, per liberarmi della sua presa. Oh, funzionò alla grande huhahaha. Stavo quindi per voltarmi, per darle una bella scarica di pugni in faccia, per insegnarle il proprio posto ma... Avete presente quel Uomo in Nero che aveva assistito al mio precedente duello? C'era anche questa volta ed era immobile sugli spalti... fino ad un secondo prima. Senza che nemmeno me ne accorgessi, mi è arrivato a fianco e ha bloccato la mia offensiva. Come diavolo ha fatto? Nessuna idea in merito, chissà cosa danno da mangiare a questi tizi. Be', dichiarò concluso il duello, andandosene poco dopo. Poco male, Dorotea se l'era probabilmente fatta addosso.

Ma la vera consolazione arrivò appena finii di "salutare" la mia bassa avversaria; un bel fulmine, seguito da un tuono e dopo qualche seconda dalla pioggia... Niente male come conclusione, sono sempre un sacco teatrale, volente o nolente.

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31-07-2013, 01:00 PM
Messaggio: #12
Scheda di Gaia [Vick_Svarta_Blixten]
Capitolo 11: Sessione d'allenamento con Dayna
Mud. Mud Everywhere

Un altro duello. Eh sì, non mi stufo mai di farne, anche se questo è stato... strano. Perché strano? Be', prima di tutto il terreno; un enorme pantano fangoso. Se avete mai visto qualcosa che mi riguarda, saprete bene che punto molto sulla velocità quando combatto... ma non questa volta, non avrei mai potuto farlo. Poi, la mia avversaria; debole e inesperta, ma a parere personale, con un gran potenziale. Perché? Be', combatte in modo molto simile all'illustre sottoscritta... più potenziale di così! Ma passiamo al duello.

Ancora una volta, colui che segue il nostro duello è Duncan. Chissene frega direste voi; e avreste ragione, scusate. Mi rendo conto subito che il terreno non mi permette scatti o finte particolari, per cui decido di caricare dritto per dritto la mia avversaria, soddisfatta del fatto che comunque posso mettermi alla prova anche in un terreno simile. Testo la preparazione di Dayna con una fendente orizzontale, ma questa riesce a pararlo, nonostante venga fatta scivolare indietro di un paio di metri. Be', fin qui nulla di speciale, sarebbe stato difficile essere colpiti da un attacco del genere; nemmeno c'ho provato ad andare veloce.

Tuttavia sorge un altro problema, forse il più grosso! I miei capelli. Non posso certo permettermi di sporcarli con dello stupido fango, per cui pianto a terra la spada, chiedo all'avversaria qualche secondo di tempo, che mi ha concesso e mi lego i capelli a palla dietro la nuca, utilizzando la fascia rossa alla punta. A quel punto sono a posto e invito Dayna all'attacco.

Da qui si capisce l'inesperienza della mia avversaria. Questa prova a caricarmi, piantando pesantemente i piedi a terra, in modo da avere più stabilità ma perdendo ancor più velocità, rendendo vano il suo attacco, schivato da me con estrema facilità. Provo quasi tenerezza per Dayna e mi vien quasi voglia di consigliarla su come combattere... Quasi, per l'appunto. Decido quindi di darle una lezione, qualcosa che le insegnerà come si combatte davvero. Eseguo quindi un magistrale (normalissimo, ma non badiamo ai particolari) fendente verticale, facile da parare ma comunque sia duro, aiutato anche dalla piccola quantità di Yoki che libero. Normalmente, una persona sana di mente tenterebbe di schivare il colpo o perlomeno di pararlo, specie se il terreno non consente veloci spostamenti improvvisi... Ma non Dayna.

Dayna si fa colpire in pieno, colpendomi a mia volta al fianco e facendomi volare a terra. Sacrificare completamente la propria difesa per infliggere danno? Non sarebbe stata affatto male come tattica, se effettivamente mi avesse inferto dei danni seri; probabilmente il punto dove l'avevo colpita io faceva molto più male ora. Però, nonostante l'errore, Dayna s'è dimostrata parecchio coraggiosa; ha fegato ed è istintiva, non sempre sinonimo di "bene", ma ci vuole anche quello.

Mi alzo immediatamente senza perdere tempo e mi ritrovo ad essere incalzata dalla mia avversaria. Ecco perché ho detto che Dayna è interessante, continuare ad attaccare l'avversario senza dargli tempo di riprendersi o pensare, tattica molto aggressiva e funzionale ma... funziona se sei veloce e agile almeno quanto il tuo bersaglio. Dayna è aiutata da una discreta quantità di Yoki, ma attacca in modo troppo istintivo. Va be', facile dire che anche io combatto così, ma dimenticate una cosa importantissima! Io sono teatrale, spettacolare e soprattutto ho così tanto stile che potrei distribuirne a tutta Staph e me ne rimarrebbe abbastanza per metà del Continente; per cui, io posso. Dicevamo, non potendo eseguire movimenti troppo ampi, decido di usare la mia velocità in modo preciso, schivando il colpo di Dayna all'ultimo momento e con un movimento minimo verso destra, per poi menare un fendente diretto alla sua testa, per stordirla.

Naturalmente, niente va mai come spero, almeno non completamente. Al momento del contrattacco, scivolo, seppur leggermente e ciò manda il mio fendente ad impattare contro la spalla sinistra di Dayna, probabilmente procurandole comunque dolore, essendo la parte ferita prima. Mi piace anche pensare che la fortuna abbia voluto premiarla per aver dimostrato di avere fegato. La incalzo io ora, provando a colpirla con un movimento circolare alle gambe, ma lei schiva agilmente il mio attacco, saltando all'indietro. Fine del duello. Fine, poiché Duncan ne decreta la conclusione.

Spendo qualche ultima parola con la mia ormai fu avversaria, quindi me ne vado, contenta di aver trovato un'altra guerriera interessante e soprattutto di aver protetto un minimo i miei splendidi capelli.  La sua risposta mi fa sorridere, ora che ci penso. Fare i buoni ci vuole sempre, anche se forse ha sbagliato persona con cui farlo. Spero sopravviva.

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23-08-2013, 12:53 AM
Messaggio: #13
Scheda di Gaia [Vick_Svarta_Blixten]
Capitolo 12: "Tempesta del Fulmine Rosso", Pt.II
As I Said, I Don't Try. I do.

Sole. Caldo afoso. Duran. Niente comodino. Manichini. Sabbia. Stupida sabbia. Fulmine Rosso. Manichino segato a metà, sono troppo una forte. Potrei riassumere così quello che è successo oggi, ma per deliziare la vostra fantasia e curiosità, cercherò di essere più esplicativa.

Se avete seguito le mie avventure, saprete della mia fantastica Abilità, la Tempesta del Fulmine Rosso (che è l'illustre sottoscritta in pratica, avrei potuto chiamarla Tempesta di me stessa), Abilità potenzialmente letale ma che mi lascia sempre quasi senza forze e comunque troppo indebolita per un eventuale contrattacco, dimostratomi dal mio duello contro Dorotea. Bene, appurato ciò, ho deciso di tornare in Biblioteca, per poter migliorare la mia mossa. Sono stata presa alla sprovvista da Duran, che mi ha accompagnato, come la volta prima, in quel campo d'allenamento fuori da Staph, con quei manichini girevoli di legno.

Ora, non starò qui a spiegarvi ogni singolo tentativo cui ho sottoposto il mio corpo, ma vi dirò quale era il mio scopo; l'utilizzo meno dispersivo e più corretto dello Yoki. Non sono mai stata una particolarmente resistente o forte, ma la stanchezza che mi colpiva dopo ogni utilizzo della mossa era data quasi totalmente dall'uso fluttuante dello Yoki. Per cui, ho impostato i miei tentativi sul suo corretto utilizzo, anche se più che corretto, dovrei dire in modo meno grezzo. Ho dovuto abbassare la mia velocità di molto, costretta anche ad un certo punto da un terreno molto più morbido e sabbioso del normale, mossa consigliatami da Duran. In questo modo, sono riuscita a dare quasi il doppio dei colpi soliti, stancandomi anche meno, anche se ci sono voluti un paio di tentativi.

Dopo aver ripreso fiato, quindi, ho voluto riprovare sul normale terreno sabbioso, più duro e quindi molto meno instabile. Non credereste mai a dove mi sono ritrovata della sabbia, quando mi sono concessa un lungo bagno. Il sole non era un grosso problema, tra l'altro, perché ho imbrogliato e ho abbassato la mia temperatura corporea; ma nessuno s'è lamentato di questo, quindi è come se nulla fosse successo.

Dicevo, sul terreno normale successe una cosa strana. Non sono riuscita a dare più di sette colpi. Perché prima ero riuscita ad arrivare a dieci? Voi direte "Be', perché prima andavi più piano perché affondavi nella sabbia!". No, cavolo, no. Ho abbassato a circa due terzi la mia velocità apposta per concentrarmi sul corretto utilizzo del mio Yoki. Ergo, non so spiegare questa cosa, forse mi ci vuole solo più tempo, non lo so. Be', era ora di provare nuovamente, ma questa volta con il Gran Finale! Ok, ok, vi ho già anticipato il risultato, prima. Ho dato sette colpi iniziali, per poi concludere con il colpo più forte. Manichino segato a metà. Se ci fosse stato un pubblico, ci sarebbero stati 92 minuti d'applausi... come minimo. Invece Duran, che questa volta era stato di poche parole, si limitò ad un leggero applauso, non troppo convinto in realtà e ad una frase che avrebbe potuto assomigliare ad un elogio. Be', sarebbe stato il primo, da uno degli uomini dell'Organizzazione. Ovviamente, non mi sono fatta sfuggire l'occasione di rendergli onore con un inchino volutamente esagerato.

Ah, Duran ha colto invece l'occasione piuttosto diretta e nemmeno troppo carina di dirmi che avevo bisogno di un bagno. Lui sì, che sa dove colpire per far colpo su una ragazza. Poco male, puzzavo, ero sudata e sporca, sabbia ovunque... Aveva detto la verità.

Per concludere, credo di aver fatto un importante passo avanti nella mia strabiliante mossa sfasciante, si vedrà nel primo combattimento a cui prenderò parte. Sapete, un giorno, probabilmente non troppo lontano, potrei essere costretta ad usarla contro una compagna... E questa volta niente spada smussata. Sono troppo una forte.

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08-09-2013, 01:58 PM
Messaggio: #14
Scheda di Gaia [Vick_Svarta_Blixten]
Capitolo 13: Sessione d'allenamento con Semiramide
What Kind of Fucking Name is That?!

"Un altro duello!?" direte voi. Sì, un altro duello. Sentite, a parte il fatto che a me non piace stare con le mani in mano, ho appena migliorato la mia fortissima Abilità, trovate così strano il fatto che abbia voluto testarla? Oh sì, l'ho fatto. Ma andiamo con ordine.

Questa volta, mi sono presentata in Arena come Fulmine Rosso, ricevendo la rapida risposta di una compagna con una pettinatura molto originale. Ah, lei mi ha effettivamente chiamata Fulmine Rosso, sensazione bellissima. Comunque, la mia nuova avversaria era Semiramide, numero 33, numero effettivamente bassino, ma non si poteva pretendere troppo dalla vita, sarebbe stato solo peggio per lei.

Il nostro "arbitro", questa volta sarebbe stato Comodino, che ho provato a salutare come al solito, senza reazioni. Dopo aver quindi preso la spada d'allenamento, invitai la mia avversaria ad attaccare per prima.

Lei non se lo fece ripetere e mi attaccò eseguendo un salto prima di vibrare il colpo, colpo che comunque schivai facilmente, facendo in modo che Semiramide si trovasse sbilanciata. Provai quindi a colpirla come feci con Medea, tempo prima, ma a parte farle fare una capriola in volo, non riuscii a portarlo a termine; si vede che non la posso proprio fare. A quel punto, però, mi venne un'idea, uno scherzo da fare alla mia avversaria!

Feci la faccia più pazza che potessi e le urlai che l'avrei schiacciata, mentre menavo un fendente verso il suo corpo a terra! Be', credo funzionò, perché la sua faccia la disse lunga hahaha. Ovviamente, frenai il colpo appena prima di colpirla, eseguendo poi un salto all'indietro per allontanarmi.

Semiramide, dopo aver saputo dall'illustre sottoscritta che era stato uno scherzo, attaccò nuovamente, questa volta con un doppio attacco. Come però sapete, io dovevo testare la mia Abilità migliorata, quindi schivai ancora gli attacchi, allontanandomi abbastanza e mi preparai.

Be', il resto potete immaginarlo. Semiramide riuscì incredibilmente a parare il primo colpo, ma subì in pieno tutti gli altri, cadendo pesantemente a terra, probabilmente con qualche osso rotto. Comodino, guardò verso di noi con quella che sembrava genuina sorpresa, raggiungendoci appena dopo sul campo. Volle mandarmi in stanza, ma rifiutai e mi offrii di portare Semiramide nella sua stanza, per farle rigenerare con calma le sue ferite.

Vi chiederete il perché... Be', avrà bisogno di informazioni su tutte le guerriere possibili, potrebbero tornarmi utili quando me ne andrà... E Semiramide potrebbe fornirmi informazioni su compagne che non ho ancora incontrato...

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25-09-2013, 08:39 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 20-05-2014 11:59 PM da Kelsier.)
Messaggio: #15
Scheda di Gaia [Vick_Svarta_Blixten]
Capitolo 14: Sessione d'allenamento con Syhlvia
One Sided Ownage, But I Want You

Prima di raccontarvi com'è andato questo duello (Sì, un altro, problemi? Vi spacco.), vorrei premettere una cosa; sto cominciando a stufarmi di duellare, specie con compagne che risultano essere molto più deboli dell'illustre sottoscritta, per cui spero questo sia stato l'ultimo, almeno prima una missione, mi manca cacciare. Be', perlomeno non sono rimasta affatto delusa, anzi. Ma procediamo per passi.

Syhlvia, è questo il nome di colei che affrontai, niente di meno che l'attuale numero 18. Potevo certo chiedere di meglio, ma era certamente la guerriera di rango migliore che si era presentata fino a quel punto. Poco male, venimmo portate in Arena da Comodino, quel dannato nano deforme che aveva assistito anche al mio precedente duello; infatti, non mancò di farmi la sorpresina.

Il campo dell'Arena era stato cosparso di ghiaia, sassi e massi, con delle X rosse segnate sui più grossi; a quanto pareva, Peter aveva voluto farmi intendere che non voleva io usassi la Tempesta del Fulmine Rosso o perlomeno voleva limitarne l'uso. Be', avrei dovuto farne a meno, anche se la necessità di provarla per migliorare era impellente.

Be', Syhlvia non perse tempo e caricò, eseguendo una serie di finte e tagli che le fecero perdere parecchio tempo. Ok, pareva essere parecchio rapida, ma sprecava troppo tempo con quelle azioni. Quindi, prendendo lo slancio da un masso vicino, le andai addosso dritto per dritto, nullificando il suo attacco e finendole sopra.

Be', già che c'ero perché non approfittare del fatto che ero in vantaggio per far capire alla mia avversaria che se si trattava di combattere a stretto contatto ero io il Boss? Mollai la presa sulla spada, inutile a quella distanza e le diedi qualche bel pugno in faccia. Niente di serio, giusto per mettere le cose in chiaro; infatti, appena colpita due volte rotolai di lato, raccogliendo nuovamente la mia spada e mi rimisi in piedi, attendendo che Syhlvia si rimettesse in guardia, sperando anche che non si spaventasse come Dorotea, o peggio ancora Medea, sia mai!

Per fortuna, Syhlvia non si arrese, anzi. Pareva arrabbiata e determinata a portare avanti il combattimento, cosa che mi esaltò e dissipò la mia preoccupazione. Se si fosse arresa, probabilmente l'avrei attaccata senza pietà, per poi essere punita.

L'azione successiva, fu quella che effettivamente mi fece... perdere la testa, diciamo. Be', corremmo entrambe verso un grosso masso, con l'intenzione di usarlo come trampolino, anche se io risultai essere più veloce. Be', credevo di poter mettere fine al duello con quell'attacco, invece no. Syhlvia, devo ancora capacitarmi di "come", schivò il mio bellissimo attacco con una capriola volante, portandosi alle mie spalle, seppur troppo lontana per un contrattacco; io, invece, dall'alto della mia magnificenza, finii contro il masso, di schiena.

Mettiamo le cose in chiaro eh. Se avete letto le mie avventure e se ormai avete imparato a conoscermi, potete immaginare quanto avrei voluto farla IO una cosa del genere. Invece, non soltanto è stata fatta da un'altra, ma è stata fatta contro ME MEDESIMA. Fu così che la luce si spense.

Syhlvia si lanciò nuovamente all'attacco, anche se questa volta optò per la cara, vecchia ed estremamente funzionale carica frontale a testa bassa; se non fossi stata piuttosto arrabbiata (gelosa), avrei potuto fermare il tutto solo per stringerle la mano. Sfortunatamente per lei, ero parecchio irritata. Nonostante gli ostacoli messi apposta dal tappo malefico, eseguii la Tempesta del Fulmine Rosso, arrivando addirittura a colpire la mia avversaria cinque volte, prima che uno stupido sassolino mi facesse inciampare, facendomi sbattere a terra, fermando la mia strisciata contro un masso; cioè, mi ero fatta più male da sola che non per la mia avversaria... Che in effetti non mi aveva nemmeno mai sfiorata.

Be', tempo di rialzarmi che vidi Comodino prendere la spada caduta di Syhlvia. Il nano cominciò a vomitare sentenze e parole umilianti nei confronti dell'altra guerriera, cosa che in effetti mi irritò un pò. Nessuno, nessuno poteva umiliare un'avversaria battuta da Gaia, se non Gaia stessa. Come se non bastasse, presa probabilmente da un forte bisogno di sfogare la propria frustrazione, Syhlvia cominciò ad inveirmi contro. L'ascoltai tranquillamente, quindi le risposi a dovere, anche se avrei potuto essere anche più cattiva.

Non è finita. Passai a rispondere anche a Comodino; non mi erano sfuggiti i suoi commenti dagli spalti, commenti che potrebbe permettersi di fare solamente qualcuno di superiore.  Lo offesi, anche se non reagì come speravo. Poco male, quello che volevo dire l'avevo detto.

Ora sono qui, che ho rigenerato quegli stupidi lividi che mi sono praticamente auto inflitta e che mi sto godendo un gran bagno caldo. Speriamo che la prossima missione arrivi in fretta, ormai la suola dei miei stivali è piena di insetti schiacciati.

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01-05-2014, 06:48 PM
Messaggio: #16
RE: [In Missione] Scheda di Gaia (Vick_Svarta_Blixten)
Capitolo 15: Il Calice di Sangue
This Time I Win... But Then...

E' da tempo che non scrivo qui, giusto? Be', rieccomi. Da dove posso cominciare? Dunque, mi è giunta all'orecchio la notizia che Ufizu aveva bisogno di almeno una guerriera per questa missione, quindi perché non candidarmi? Ovviamente l'ho fatto e mi è stata affidata la mansione.

Sono partita insieme A Syhlvia, che affrontai non molto tempo prima, ricordate? Dunque siamo partite e mi sembrava il momento giusto per proporle una valida alternativa al tornare semplicemente a Staph e continuare a lavorare per questi Uomini spregevoli. Cioè, le ho fatto un discorso che avrebbe convinto praticamente CHIUNQUE; ma non lei, non una lunatica sclerotica. Siccome non avevo nessuna voglia di ucciderla, avendole praticamente detto di voler disertare, le ho lasciato tempo fino alla fine della missione, per pensare alle mie parole.

Oh, scusatemi, non vi ho nemmeno detto quale fosse effettivamente la missione! Mah, praticamente c'era questo tizio, Bryn, che andava in giro per i villaggi minacciati da Yoma, arrivati molto convenientemente poco tempo prima... Praticamente, questo qui arrivava al villaggio, chiedeva da mangiare e una ragazza vergine, come ricompensa per l'eliminazione dello Yoma di turno. Ovviamente, nonostante fosse un semplice umano, puntualmente questo mercenario trovava lo Yoma e lo uccideva; sempre ovviamente e sempre convenientemente, il corpo dello Yoma non veniva trovato e nessuno assisteva all'eventuale combattimento tra i due. Un vero eroe. Questo poteva dare fastidio agli affari dell'Organizzazione, per cui, naturale conseguenza, eccoci in viaggio verso Caloma, la mandante.

Arrivate lì, siamo state accolte senza troppe cerimonie, quasi tutti gli abitanti parevano d'accordo nella decisione di chiamare noi Streghe dagli Occhi d'Argento. Lì abbiamo fatto la conoscenza della moglie del Sindaco e di Stan, padre della ragazza data via come "ricompensa".

Ora velocizzo un attimo il racconto. Praticamente ho umiliato e torturato psicologicamente Stan, divertendomi parecchio nel farlo, però ho promesso che, in caso di possibilità, gli avrei riportato la figlia; quello che non sapevo era che fosse già morta, peccato. Be', dopo aver chiesto informazioni e rifiutato una guida, ci siamo dirette verso Festus, villaggio verso cui Bryn si sarebbe diretto dopo Caloma.

Indovinate un pò? Bryn era già passato di lì e anche lì era successa la stessissima cosa che a Caloma e i villaggi precedenti. E delle altre ragazze? Nessuna traccia. Cominciavo ad essere un pochino frustrata, sapete, questo mercenario aveva chissà quanti giorni di vantaggio su di noi.

Infine lo raggiungemmo. Allora, vorrei evitare di raccontare la parte in cui un semplice essere umano ha schivato in modo quasi disinteressato un mio colpo, ma ciò poi non vi spiegherebbe perché ho poi usato la mia fantastica tecnica per asfaltarlo. L'ho usata, sì. Troppo per un essere umano? Certo, ma questo mi aveva prima insultata, poi insultata nuovamente e soprattutto, aveva alzato la cresta. Be', almeno ho salvato la ragazza di Festus, nonostante quel porco le avesse già messo le mani addosso già ripetutamente, probabilmente. Poco male, ora è salva, a Festus.

Oh, c'era anche uno Yoma, ovviamente. Ucciso in poco tempo. Poi be', ho... perso il controllo del mio Yoki, ancora, come nel Test... Anche se in modo molto peggiore. Credo di aver fatto una specie di battaglia mentale contro il mio stesso Yoki, che ha assunto delle sembianze simili a questa perfezione fatta guerriera e ha provato a convincermi a lasciarmi andare. Le ho rotto il culo. Non è morta però, anzi... Pare si sia solo momentaneamente ritirata, almeno ho questa impressione.

Mah, il resto è facile da intuire. Siamo tornate a Festus, abbiamo lasciato lì Rosmunda, la ragazzina, poi siamo andate a Caloma. Dopo aver umiliato a parole Stan, gli ho lasciato in dono il carnefice e stupratore di sua figlia; perdere lei e non poter nemmeno vendicarsi sarebbe stato troppo. Immagino che si stia ancora divertendo.

Poi va be', ho detto le ultime cose che avevo da dire alla mia compagna, che però non ha risposto. La cosa è semplice, ho scelto di non ucciderla ma di darle altro tempo; se ho sbagliato, semplicemente verranno nella mia stanza e tenteranno di uccidermi, niente di più, niente di meno. Ma confido che non mi tradirà.

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09-05-2014, 01:06 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 20-05-2014 11:59 PM da Kelsier.)
Messaggio: #17
RE: [In Attesa] Scheda di Gaia (Vick_Svarta_Blixten)
Capitolo 16: Sessione d'allenamento con Morgana
The Lightning and The Brave... Or The Fool? Two Sides of The Same Coin

Sei mesi sono passati dalla mia avventura con Syhlvia, alla caccia dell'uccisore di Yoma, Bryn. Sei mesi, cui si sono succedute la morte di Serena e della numero 10, l'entrata in gioco di nuove potenti guerriere che l'Organizzazione teneva probabilmente già pronte... E io, Gaia, sono ancora qui. A quanto pare la mia ex compagna ha mantenuto il segreto e nel frattempo io sono diventata la numero 11.

Un giorno m'è venuta voglia di sgranchirmi un pò, per cui sono tornata in un ambiente a me familiare, l'arena per i duelli. Ho cercato una sfida e Morgana, la numero 33 ha risposto. Ha pensato Duran a controllare l'andamento del nostro scambio, ponendo addirittura certe condizioni: non avrei dovuto usare la mia Tempesta del Fulmine Rosso in primis. Purtroppo Morgana era molto inferiore a me, per cui Duran ha pensato bene di vietarmi anche qualsiasi contrattacco, nonostante avessi già gettato via la spada e mi fossi prodigata in un paio di schivate degne degli applausi di chiunque.

Alla fine Duran mi ha stufato con le sue provocazioni, per cui ho deciso di imbrogliare e ho contrattaccato la mia avversaria, dapprima stordendola per qualche istante con un colpo al mento, poi ho tipo fatto un triplo avvitamento orizzontale con super calcio finale! Morgana è andata giù come un sacco di patate, ma Duran s'è arrabbiato. Molto.

Be', la mia avversaria invece, nonostante le botte ricevute e mai restituite, ha sempre attaccato senza mai timore e anche dopo il mio colpo finale, è venuta a stringermi la mano. In realtà non credo di aver davvero colto cosa avrebbe voluto dirmi con quel gesto, ma almeno pareva non se la fosse granché presa. Coraggiosa o folle?

Duran invece, a quanto pare non me l'ha perdonata. Stava ancora pensando a come punirmi, quando hanno fatto la loro comparsa Comodino e Duncan, l'enigmatico Uomo in Nero che già in passato aveva fatto da controllore per qualcuno dei miei duelli. Dopo un breve scambio tra i tre, si è deciso che la mia punizione sarebbe stata... Un altro duello. Contro Andrea.

Mi viene da ridere ancora adesso se ci penso. Punizione incontrare finalmente Andrea, dopo mesi?! Spero di essere riuscita a mantenere un'espressione quanto meno neutrale quando ho sentito questa cosa.

Ah, dimenticavo. Siccome le mie splendide piume cremisi avevano incontrato i gusti di Morgana, Duran aveva deciso di metterle in palio. Se lei fosse riuscita a sconfiggermi, le avrebbe avute; dopo c'è stata pure la modifica, bastava solo che riuscisse a colpirmi.

Ah, no, non c'è riuscita.

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20-05-2014, 10:31 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 20-05-2014 11:59 PM da Kelsier.)
Messaggio: #18
RE: [In Attesa] Scheda di Gaia (Vick_Svarta_Blixten)
Capitolo 17: Sessione d'allenamento con Andrea II
The Lightning and The Mountain, Again

Eravamo rimasti alla "punizione" di Duran e Duncan, giusto? Be', allora ripartiamo da lì!

Come detto in precedenza, ero ovviamente felice di poter rincontrare colei che più di ogni altra vorrei come alleata e non resistetti ad andare da lei a dirle qualcosa. Ovviamente, fu d'accordo col dirci poco e cominciare subito a batterci; mente semplice e concisa, ecco quello che ci vuole.

Però, gli oltre 6 mesi passati avevano certamente portato al miglioramento della gigantessa, che vanificò completamente il mio attacco. Che si aspettasse che l'attaccassi da sinistra? In effetti è una cosa che probabilmente provano a fare tutti e tutte, vista la mancanza del braccio sinistro... Quindi magari ha semplicemente agito d'istinto. Errore mio che ho attaccato in modo sgamabile.

Comunque, ovviamente non mi sono data per vinto e attaccai nuovamente, sicura che con la mia velocità avrei avuto sempre e comunque la meglio su un'avversaria sì potente, ma lenta... Eppure, nuovamente, il mio attacco venne nullificato, anche se non completamente. Ma ancora non riuscì a farle quasi nulla, nonostante un colpo andato pienamente a segno.

A quel punto, Andrea si rese conto o volle semplicemente ammettere che non sarebbe mai riuscita a colpirmi (e io non sarei riuscita a farle davvero male), quindi volle farmi vedere ciò che aveva imparato negli ultimi 6 mesi.

Vidi chiaramente il suo braccio gonfiarsi, come succede ai nostri corpi quando liberiamo molto Yoki ma... Il resto del suo corpo rimase come sempre... Poi colpì il terreno, con la punta della spada e... La conficcò completamente a terra. Incredibile, no?

Poi ok, sapete che non sono propriamente una brava ragazza, giusto? Anzi, qualcuno potrebbe dire che, oltre ad essere bellissima, sono anche piuttosto stronza. Avrebbero ragione in entrambi i casi. Infatti non mi persi in complimenti, ma attaccai Andrea a sorpresa, utilizzando la mia mossa più forte, la mia Tempesta... E con l'ultimo colpo, la colpì alla testa.

Per qualche minuto mi preoccupai seriamente di averle fatto troppo male, ma fortunatamente non fu quello il caso. Duncan ovviamente mi richiamò, ma la cosa importante fu che Andrea ammise la sua sconfitta. Mi rifiutai però di disfarle una delle sue trecce e preferii farmene una a mia volta; in questo modo, spero di aver stabilito un legame tra noi, un legame che potrebbe essermi utile, molto utile.

E comunque, quella treccia mi sta da dio.

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08-09-2014, 02:18 PM
Messaggio: #19
RE: [In Attesa] Scheda di Gaia (Vick_Svarta_Blixten)
Capitolo 18: La Bulla & la Bestia
The Lightning and the Coward... The Epilogue

Ricordate di quando Syhlvia mi raccontò delle guerriere Risvegliate? Nel senso, quello che davvero diventano, il fatto che si trasformano in esseri così potenti che solitamente l'Organizzazione manda quattro guerriere per riuscire ad eliminarle e che perdono completamente coscienza di sé... Ecco, sull'ultima parte posso smentire categoricamente. Ma andiamo con ordine.

Duncan, quella mummia incappucciata che fece da arbitro a qualcuno dei miei duelli, chiamò me e altre tre guerriere, tra cui Andrea, per affidarci una nuova missione, una caccia ad una Risvegliata. Cioè, era ora! E che tempismo, proprio dopo aver scoperto della loro esistenza, mi venne affidata una caccia... Ed ero pure insieme ad Andrea, non poteva andare meglio. Oh, invece sì che poteva, poiché Duncan, dopo aver spiegato cosa fossero le Risvegliate (io feci finta di non saperlo), ci indicò anche il nome della ex compagna in questione, Medea. Medea, avete presente? Quella guerriera scarsissima che mi affrontò in duello e che si arrese dopo averne prese davvero poche. Duncan avrebbe potuto regalarmi anche un Peluche, già che c'era.

Be', partimmo e decisi di farmi un'idea della preparazione delle altre due compagne, Alicia e Lykos. Nonostante Alicia fosse piuttosto veloce e agile, entrambe dimostrarono di avere grossi limiti, forse dettati dalla poca esperienza; consigliai quindi loro di prepararsi per combattere insieme, per cercare di sopperire ognuna ai difetti dell'altra. Durante il resto del viaggio, conobbi meglio Andrea e mi convinsi sempre più di volerla al mio fianco, in futuro.

Saltiamo a piedi pari la parte in cui arrivammo al villaggio che aveva richiesto i nostri servizi (in cui bevvi del buon latte, comunque) e passiamo subito alla parte in cui, mentre camminavamo su per un vulcano inattivo, in un sentierino stretto e potenzialmente mortale, ci vennero lanciate dall'alto delle grosse pietre, dei massi a dirla tutta. Io e Alicia non avemmo grossi problemi a saltare avanti, mettendoci al riparo sotto una conca, mentre Lykos si riparò sotto un riparo ancora migliore, Andrea; la mia grossa collega parò letteralmente un grosso masso con il suo unico braccio e, con ben poche conseguenze, fece in modo di lanciarlo giù, senza esserne schiacciata. Vorrei tanto vedere l'effetto di un suo pugno sulla faccia di uno Yoma. Be', sospettando che non fosse una casualità, guardai verso l'alto e vidi che qualcuno ci aveva preparato quella sorpresa; e a me non piacciono le sorprese.

Finalmente arrivammo in cima e indovinate? Ne trovammo ben due di Risvegliate. Prugna, un botolo inguardabile, sorella perduta di Comodino e Medea, con un sorrisetto sicuro sulle labbra. Allora, premettiamo una cosa: Io ho un gran senso del drammatico e per l'occasione mi ero preparata un sacco di frasi da dire; ma no, no, quella stronza di Medea non mi lasciò dire una sola parola. Si trasformarono e la stronza non perse tempo, attaccandomi con una velocità sorprendente; il Risveglio l'aveva davvero resa più potente. Ma la reale sorpresa doveva ancora arrivare.

Dopo aver passato almeno venti secondi ad offendere la mia illustre persona, Medea chiamò a gran voce un fiore, Petunia. Credetemi, se non fossi stata un pò impegnata, avrei riso; Prugna e Petunia, che nomi sono?! Il problema è che Petunia, oltre ad essere il nome di un fiore, era anche il nome di una TERZA Risvegliata. Sì, TRE Risvegliate. Duncan ci aveva detto che Medea avrebbe potuto non essere sola. Certo Dunky, grazie mille per la precisione delle tue informazioni. Essere accompagnata è un conto, ma avere altre DUE Risvegliate come alleate è un altro! Cane.

Andò a finire che io, troppo occupata a difendermi dall'assalto di Medea, non potei dare ordini, quindi Andrea andò contro Prugna e Alicia e Lykos si trovarono ad occuparsi di Petunia.

Direi che ora posso essere breve. Ho rotto il culo a Medea, uscendone solamente con qualche abrasione sui gomiti; sì insomma, quello scarafaggio, probabilmente non contenta che le avevo appena staccato le gambe e due dei suoi otto artigli uncinati, aveva deciso di rovinare la spettacolarità di un mio salto, prendendomi per le caviglie. La caduta a terra mi ha procurato quelle abrasioni. Non contenta, per la seconda volta quell'inutile codarda, che aveva passato i primi secondi di combattimento ad offendermi, provò a scappare. Pochi secondi dopo era morta, ma prima di fare un favore a tutti, lasciando questo mondo, chiamò in suo aiuto Petunia.

Alicia e Lykos pareva fossero in grossa difficoltà contro di lei, per cui Medea in realtà fece loro un favore. Be', con la spada di Lykos, Petunia mi attaccò, forse anche per una mia piiiiiccola provocazione. Schivai il primo colpo e dopo essermi accertata che Andrea stesse bene, uccisi anche Petunia, utilizzando la mia Tempesta del Fulmine Rosso, dopo averla sbattuta a terra con decisamente poca grazia, ma tanta, tanta ignoranza.

Andrea riuscì ad abbattere Prugna, che però le aveva regalato una gamba in meno. Fortuna che possiamo rigenerarci, eh. Alicia e Lykos invece s'erano godute tranquillamente lo spettacolo, ma non si possono biasimare. Una aveva tenuta occupata Petunia il tempo sufficiente a permettermi di disintegrare Medea, mentre Lykos aveva perso un braccio praticamente subito.

Che dire, direi che ho concluso con una buona media. Per una Risvegliata di solito servono quattro guerriere, mentre io ne ho uccise due a pochi minuti l'una dall'altra. Poi, mi rendo conto anche io che fossero ben scarse eh, specie sapendo quanto lo fosse Medea quando ci affrontammo... Ma che dire, il risultato è quello che conta.

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03-10-2014, 12:41 AM
Messaggio: #20
RE: [In Attesa] Scheda di Gaia (Vick_Svarta_Blixten)
Capitolo 19: "Tempesta del Fulmine Rosso", Pt.III
Finally, I did.

Ho pestato a sangue Comodino. Potrei limitarmi a dire questo, che vale più di qualsiasi altra parola o frase; andiamo, chi non avrebbe voluto avere la stessa possibilità?

Insomma, mi sono nuovamente rivolta a Duran per perfezionare la mia Tempesta, quindi, dopo aver perso tempo a farmi domande stupide, siamo tornati nel solito campo con i manichini. Ne ho subito dovuto distruggere uno, per ricordare a Duran cosa sapessi fare. Giusto il tempo di riprendermi, che il disgraziato, ma accettabile Duran mi ordina di eseguire due volte di fila la Tempesta; non avevo mai provato nulla del genere, ma servendo allo scopo... Mi ha quasi ucciso.

Be', insomma, subito dopo ho dovuto colpire con semplici fendenti un dannato manichino di acciaio, che ho scalfito a malapena, nonostante abbia usato quasi tutta la mia forza. Ciò mi ha parecchio irritata, ma Duran, ovviamente incurante dei miei sentimenti feriti, mi ha semplicemente consigliato come colpire il manichino; così ho fatto, riuscendo a staccargli quella testaccia arrogante... al manichino eh.

Ma la cosa migliore, la meraviglia delle meraviglie, un regalo così bello che avrebbe potuto eclissare pure il Sole di Mezzodì, doveva ancora arrivare; prima arrivò Comodino, che non perse tempo ad offendermi (a provarci quantomeno, essere offesi da lui vorrebbe dire prendersela con aborto). Poi la rivelazione. Duran mi ordina esplicitamente di usare la mia Tempesta su Comodino, senza ucciderlo. Non sono nemmeno riuscita a contenermi. C'ho messo tipo almeno cinque secondi a capire cosa mi aveva detto Duran e non sono nemmeno riuscita a non abbracciarlo; poco mancava che gli mettessi la lingua in bocca.

Ho pestato a sangue Comodino. E non ci saranno ripercussioni per ciò, poiché è stato un ordine diretto di Duran. Sono troppo fortunata. Una cosa è certa; se un giorno dovessi avere la possibilità di uccidere qualcuno di loro, risparmierei certamente Duran.


P.s. Ho lanciato la testa di quel manichino in acciaio così lontano che secondo me la rivedono tra qualche mese.

[Immagine: Lightening11.gif]
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