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[In Missione] Scheda di Luna (WolfSoul)
29-09-2013, 04:51 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 08-12-2016 01:18 PM da Semirhage.)
Messaggio: #1
[In Missione] Scheda di Luna (WolfSoul)
[Immagine: s618.png]

[Immagine: x4a6.png]




Nome: Luna
Eta: 21
Altezza: 1.78 m
Peso: 63 Kg
Arto dominante: Destro
Tipo: Attacco

Profilo Fisico: Luna è una ragazza formosa, capelli mossi e lunghi color argento con una frangia che copre l'occhio destro, l'occhio sinistro è attraversato diagonalmente da una cicatrice che termina poco prima dello zigomo.
I lineamenti del viso sono morbidi ma nonostante tutto lo sguardo di Luna sembra mostrare un volto privo di emozione, quasi spento.
Le spalle sono leggermente più larghe del solito corpo di una donna, un pò per il costante allenamento del corpo sin da piccola e per l'innesto del sangue demoniaco, una terza di seno e un fianco formoso. Le gambe sono lunghe e slanciate.

Descrizione Psicologica: Luna è una ragazza molto introversa, la sua natura l'ha resa molto diffidente nei confronti delle altre persone e quindi è molto distaccata da chi non conosce a fondo o che meriti il suo rispetto. E' spesso rude con chi si mostra superficiale come la maggior parte della gente comune che fa  solo il proprio interesse, per questo molte volte preferisce stare da sola. 
E' ossessionata dalla luna e dai lupi, quasi da lei venerati. Ha un carattere molto competitivo e ama le sfide, ha una grande forza di volontà  e autocontrollo che deriva da un proprio io interiore simboleggiato da uno spirito guida di un lupo, immagine che è sempre presente nei suoi pensieri quasi come un'altra se stessa con cui spesso si consulta.

Background: Luna nacque in un piccolo villaggio a nord del continente di nome Rakuen. 
Quest'ultimo era un villaggio situato proprio nel mezzo delle catene montuose innevate del continente, un luogo freddo e isolato con temperature rigide, abitato da molti animali feroci come orsi e lupi.
Particolarità  di questo piccolo villaggio, che contava non molto più di una dozzina di case, era il grande rispetto che gli abitanti provavano per i lupi, secondo loro erano portatori degli spiriti dei loro cari e dei loro antenati, creature tanto nobili quanto selvagge.
Probabilmente fu' proprio per questa lunga tradizione che Luna ereditò il suo nome, la musa che i lupi cantano nei cieli stellati con tanta devozione, fatto sta' che la giovane ragazza passava le ore a fissare quei animali per lei tanto incantevoli, anche la notte adorava starsene tutta sola in camera affacciata alla finestra per guardare la luna.
Un giorno, l'ossessione per i lupi, costò quasi la vita alla giovane Luna che vedendo un gruppo di cuccioli, volle a tutti i costi avvicinarsi per toccarli, per vederli da vicino, errore che pagò rischiando di perdere l'occhio sinistro, la madre dei cuccioli, i quali non perdeva mai d'occhio, al solo avvicinarsi di Luna non esitò un secondo, gli saltò addosso e con un artiglio gli lacerò la pelle sopra l'occhio. 
Luna, spaventata a morte, cercò di scansare la lupa e si rannicchiò spaventata sotto un albero, la lupa stranamente la lasciò e se andò con i suoi cuccioli, risparmiando la vita alla giovane ragazza.
I genitori di Luna le parlavano spesso dei lupi, le ripetevano sempre che l'uomo è una creatura infida e maligna, bisognava seguire l'esempio dei lupi, di cui evidenziavano spesso i vari pregi, la fedeltà , la nobiltà , la lealtà  e tanti altri valori.
Luna condivideva pienamente ciò che i suoi genitori le raccontavano, ed era proprio per quel motivo che spesso si sentiva emarginata, diversa dagli altri bambini. 
Loro erano viziati, piagnucoloni, bugiardi, falsi, facevano ognuno il proprio interesse, raramente riusciva a non litigare con qualche altro bambino.
Fu' proprio questo lento emarginamento ad accentuare il suo disprezzo nei confronti della gente comune, superficiale, dal quale scaturì un carattere freddo e distaccato, diffidente nei confronti delle altre persone, poteva quasi dire di odiare tutto il villaggio a parte i suoi genitori.

Fù proprio durante l'ultimo dei suoi litigi, quando Luna aveva 11 anni, che i genitori, preoccupati per le lamentele delle altre famiglie del villaggio riguardo il comportamento di Luna, ebbero una leggera discussione con Luna che su tutte le furie si andò a chiudere in soffitta.
Passò una notte intera chiusa là, si sentiva sola. Si chiedeva perché nonostante lei applicasse giorno dopo giorno gli insegnamenti che aveva ricevuto, nulla andava per il verso giusto.
E fu' li, che nella solitudine della soffitta, lei trovò se stessa, senti una voce dentro di se, chiuse gli occhi e non seppe il perché, forse il miracolo di un qualche dio, forse il suo sub-conscio, o forse solo la sua immaginazione lo vide, un lupo che le parlava con voce femminile.
Luna rimase incantata da tale apparizione, era convinta che quello fosse uno spirito guida che era venuto a tirarla fuori dal profondo e oscuro oblio nel quale si era ritrovata.
Parlò tutta la notte al chiaro di luna con lo spirito o forse solo con se stessa, le diede persino un nome, Raaka.

La notte passò più veloce del previsto, ma quando Luna decise finalmente di uscire dalla soffitta qualcosa in lei si manifestò, una strana curiosità. 
Nonostante non era la prima volta che andava in soffitta stranamente ebbe la voglia di dare un'occhiata in giro, c'erano alcune casse, i soliti attrezzi e roba posata dai genitori. 
Levò qualche telo qui e li quando qualcosa attirò la sua attenzione.

Una lettera macchiata di sangue con sopra scritto: Diario di Sophia

Presa dalla curiosità  lesse la lettera, ma ciò che vi era scritto all'interno cambio per sempre la sua vita.
Korth e Iria non erano i veri genitori di Luna, Luna era figlia di Devon e Sophia, due giovani sposi di un villaggio vicino a Rakuen, la lettera era stata scritta 10 anni prima, nel periodo invernale e riportava ciò:

"Ormai non c'è più nulla da fare, quella bestia, quello yoma, sta uccidendo ognuno di noi pian piano, il villaggio è nel panico, la gente si accusa l'un l'altra, non ho mai visto tanta cattiveria nelle persone. L'uomo, se vuole, sa  essere la più brutta delle bestie, a volte non so chi temere di più, se gli yoma, o gli uomini.

Siamo rimasti in pochi, una dozzina, ci siamo chiusi nella casa del capo villaggio per difenderci a vicenda, ma cosa possiamo contro quel mostro?! Stanotte sarà  forse l'ultima notte in cui potrò abbracciare la mia amata Luna... se il mostro è abitudinario questa notte verrà  per il suo prossimo pasto. 

Li fuori c'è un silenzio di tomba, sembra che persino la montagna d'innanzi a tanta malvagità  se ne stia in silenzio. C'è paura in casa, lo vedo nei loro volti. Devon non teme per la sua vita, e nemmeno io sarò sincera. Temo per la vita di mia figlia, ha solo un anno... non merita una fine così macabra... ECCOLO! ARRIVA!"


La lettera finì li, Luna aveva il cuore in gola, possibile che per 11 anni gli era stata nascosta la verità ?

Scese sconvolta in cucina, Korth e Iria stavano facendo colazione. Luna appoggiò la lettera sul tavolo e i due genitori, o meglio quelli che lei credeva fossero i suoi veri genitori si guardarono rassegnati negli occhi.

Iria con voce preoccupata disse subito: "Te l'avremmo detto quando sarebbe stato il momento giusto... ultimamente hai già avuto molti probl-"
Luna replicò furiosa: "Problemi con cosa?! la mia vita è stata un'immensa bugia per 11 anni! Proprio voi che tanto mi parlavate dei valori che gli uomini tanto dimenticano, la lealtà , la sincerità , la fedeltà !"

Il volto di Luna si fece lentamente triste, la voce gli cominciò a tremare in un pianto trattenuto: "Cosa ne è stato dei miei genitori? Dove sono? Cosa gli hanno fatto questi yoma?"

Korth ormai rassegnato girò la sedia verso Luna e le disse: "Siediti... ti racconterò tutto..."

"Devi sapere che in questo mondo esistono delle creature malvage e mostruose, noi li chiamiamo yoma, sono dei... demoni diciamo.
Sono delle creature spregevoli, si cibano di... ecco... si cibano di noi... delle nostre interiora principalmente... Ma non finisce la... quelle maledette bestie possono camuffarsi nelle loro vittime, acquisirne sembianze e ricordi, un camuffamento perfetto con cui ingannano le persone per poi divorarle al momento adatto.

Bene cara Luna... 10 anni fa ... c'era un villaggio non molto lontano da qui, il villaggio di Raska, era un villaggio poco più grande del nostro. 
E' da li che vieni... ed era li che vivevi con i tuoi veri genitori... si chiamavano Devon e Sophia.

Una tragedia volle che una di quelle bestie, uno yoma, prese di mira quel villaggio, era famelico, nel giro di pochi mesi divorò tutto il villaggio che cadde nel panico totale, alcune persone si uccisero a vicenda incolpandosi di essere quel mostro. 
Bene... non sa per quale miracolo tua madre si salvò da quell'inferno, la notte in cui il villaggio fu' raso al suolo da quel mostro... il giorno dopo precisamente... una donna si presentò qui... era Sophia... tua madre... portava con se una bimba di appena un anno e una lettera... era ferita... gravemente... non superò la notte... ma prima di morire chiese al capovillaggio di trovare qualcuno che si sarebbe preso cura di quella bambina e... noi accettammo... "


Korth si avvicinò a Luna e la abbracciò

"Mi dispiace se ti abbiamo nascosto tutto ciò così a lungo, volevamo solo proteggerti..."

Luna rimase immobile per qualche istante, evidentemente sconvolta dalla notizia e poi chiese:

"E mio padre? che fine ha fatto mio padre?"

Korth rispose:

"Mi dispiace piccola... ma credo non sia sopravvissuto quella notte..."

Luna, al sentire della sua triste storia, rimase da sola tutto il giorno nella sua camera confortata da Raaka che era sempre con lei, passò una notte insonne e piena di pensieri.

Il giorno dopo fu' svegliata da un gran chiasso nella piazza del villaggio. 
Incuriosita usci di casa e andò a dare un occhiata. 
Al suo arrivo un raccapricciante spettacolo accolse i suoi occhi, Ven, uno dei ragazzi del villaggio era steso per terra senza vita, la pancia era sventrata e le interiora erano completamente assenti.

Luna non collegò immediatamente il fatto finché non udì qualche bisbiglio dei più grandi, una parola invase la sua mente come in quell'incubo di 10 anni prima, YOMA.

Non volle crederci, possibile che quell'incubo che gli era stato raccontato era divenuto realtà ? Proprio li a Rakuen? 

Non ci volle molto affinché cominciarono a volare le prime accuse, parole del tipo...

"E se fosse tra di noi ora?!"

"Come faremo ora? E' la fine!"

"Non ci si può fidare più di nessuno!"

Fu' proprio in quel momento in cui il caos diventava sovrano che la madre della vittima, in preda al dolore, urlò tali parole:

"Devi essere stata tu! Piccolo diavolo! Chi mi dice che lo yoma non è lei e si sia vendicata su Ven per il litigio dell'altro giorno!"

Luna si guardò intorno evidentemente in preda al panico farfugliando delle parole:

"Ma io... io... io non ho fatto niente! Cose volete da me!"

Fu' così che tutto cadde nel dubbio:

"Ma no dai non è possibile, la figlia di Korth!"

"E se fosse vero? Io credo che sia lei!"

La situazione andò per il peggio velocemente giacché si incominciarono a udire parole del tipo:

"Banditela dal villaggio!"

"Rinchiudiamola in qualche gabbia!"

"Uccidete il mostro!"

Al sentir tali parole Korth si fece vivo tra la folla mettendosi dietro Luna abbracciandola e dicendo:

"Nessuno torcerà  un capello a Luna, vi assicuro che lei non centra niente."

Korth era un uomo rispettato all'interno del villaggio e con il suo intervento le urla calarono a semplici bisbiglii tra la gente.

"Confido nel fatto che questa faccenda verrà  chiarita al più presto con una riunione del consiglio del villaggio."

"Torna a casa Luna, presto."  le sussurrò all'orecchio Korth

Luna fece come detto da Korth, fu' un pomeriggio molto turbolento per la giovane ragazza che, spaventata, non si mosse da casa.

La giornata sembrava non passare mai e fu' proprio per quello che Luna, per terminare li la giornata, andò a dormire presto. Ci mise molto per prendere sonno con tutto ciò che le passava per la testa, ma dopo un po' ci riuscì.
Il sonno della giovane ragazza fù interrotto improvvisamente da una serie di rumori in casa. Era notte fonda, possibile che Korth e Iria fossero ancora svegli?

Incuriosita Luna si alzò per andare a controllare, scese giù in cucina dove assistì a una terribile scena. Il pavimento era pieno di sangue, Luna non capì cosa era successo finché non accese una lanterna per illuminare la stanza. La scena la terrorizzò. i corpi senza vita di Korth e Iria giacevano lì a terra in un bagno di sangue, i loro corpi erano sventrati, lo yoma aveva colpito di nuovo.

Luna cadde nel panico e nel dolore più totale, cominciò ad urlare a squarcia gola, svegliò i vicini e presto tutto il villaggio. In non molto la gente giunse per testimoniare ciò che tutti sospettavano, il mostro aveva colpito di nuovo, e questa volta era stato colto sul fatto.

La ragazza venne immediatamente picchiata e rinchiusa in gabbia, ma non si oppose, non disse nulla per discolparsi, rimase in un silenzio di tomba come se la perdita delle uniche due persone che le volevano ancora bene si fosse portata con se la sua stessa vita.

Passarono giorni, chiusa in quella gabbia appesa a un palo nella piazza del villaggio, senza cibo, senza acqua, al freddo, coperta di soli stracci, come se la povera ragazza potesse campare degli insulti che la gente passando gli diceva.

Il terzo giorno Luna era in condizioni pietose, rischiava l'ipotermia, era disidratata e si stava ammalando. La vista cominciava ad affievolirsi, ma improvvisamente qualcosa all'orizzonte attirò l'attenzione dei suoi occhi stanchi. Un bagliore metallico che a mano a mano si avvicinava. Una persona o meglio, una donna dalla lunga chioma dorata e gli occhi d'argento si presento nel villaggio.

Al suo arrivo si riunirono tutti gli abitanti, alcuni sembravano spaventati, tra il mormorare alcune parole: Claymore, strega dagli occhi d'argento.

Quel poco di lucidità che gli era rimasta era tutta concentrata sulla quella misteriosa figura.

Alla fine fu' il capo villaggio a farsi avanti:
"Bene, finalmente sei arrivata, come saprai abbiamo chiesto il vostro aiuto per la faccenda yoma. Dicono che voi sapete come riconoscerli, persino nei panni di un umano!"

Alcune voci si levarono dalla folla:

"Ah si allora dai un'occhiata a quel mostro nella gabbia!"

"Si fagliela pagare strega!"

La guerriera rivolse il suo sguardo freddo a Luna, si avvicinò un po' e la guardò dritta negli occhi. Luna si sentì penetrata nell'animo e non poté fare altro che distogliere lo sguardo.

La claymore esordì così dicendo:

"Voi parlate di mostri... i veri mostri qui siete voi che avete rinchiuso per chissà  quanto tempo una bambina innocente in gabbia."

La folla rispose contestando:

"Ma cosa dice!? E' lei!"

"Bugiarda!"

La claymore con tono autoritario rispose:

"Non è lei quella che state cercando!"

Non appena finì di pronunciare quelle parole con una velocità  impressionante sguainò la spada, si mosse ad una velocità quasi impercettibile dietro a una donna e con un solo fendente le mozzò la testa in due. La folla cominciò ad urlare d'innanzi a tale gesto. Del sangue violaceo cominciò a schizzare con violenza dal quel corpo che a mano a mano prese una forma mostruosa mostrandosi per quello che era, lo yoma.

Tra la gente si levò un mormorio frastornante, ma la guerriera si liquidò in modo veloce:

"Non c'è nessun'altro yoma qui, ho finito il mio lavoro. Un uomo in nero passerà  per riscuotere il denaro."

Detto questo si girò incamminandosi verso l'uscita, ma si fermo dicendo:

"Vi conviene liberare quella povera ragazza, non ha fatto niente di male per meritarsi tutto questo."

La gente, evidentemente spaventata dalla claymore, esaudì subito la richiesta. Luna venne liberata e lasciata li per terra come uno straccio.

La giovane ragazza strisciando si avvicinò alla guerriera pregandola col poco di voce che gli rimaneva:

"T-ti prego.... portami con te... n-non c'è nulla per m-me qui.... q-questa g-gente non mi vuole..."

La guerriera rispose freddamente:

"Non posso, non è il mio dovere badare a una ragazzina, abbi cura di te."
Detto questo se ne andò allontanandosi all'orizzonte.

Non passò molto tempo che Luna, date le sue condizioni, perse i sensi li dove era stata lasciata dalla claymore.

I suoi occhi erano pesanti, le forze stavano per andare via, un suono particolare però le assillava le orecchie, uno scrocchio, degli stivali nella neve, qualcuno si stava avvicinando.

Col poco di forza che gli era rimasta, mentre tremava dal freddo con la pelle viola e le labbra quasi nere riuscì a denotare una sagoma nera. Si avvicinava, sempre più, e si fermò accanto a lei, aveva un paio di occhiali tondi e un cappello nero.

"Cosa ci fai li per terra? Santo cielo che brutto aspetto che hai!"

"T-ti prego a-aiutami..." Le disse Luna mentre tremava dal freddo

"Ti aiuterò... se tu mi dirai dove posso trovare il capovillaggio" Rispose l'uomo misterioso.

"T-ti ha mandato q-quella g-guerriera non è vero?" 

"Ahahahah, sciocchezze! Semmai siamo noi che mandiamo loro!"  disse l'uomo con tono ironico.

Luna con grande difficoltà  riuscì ad alzare il braccio destro indicando una casa vicino alla piazza all'uomo.

"E' l-li l'uomo c-che c-cerchi, o-ora m-mantieni la la p-promessa, s-sii l-leale, a-aiutami."

"E cosa posso fare per te signorina?"  Disse incuriosito l'uomo.

"P-portami c-con t-te, v-voglio diventare f-forte come q-quella guerriera."  Disse tendendogli la mano.

"Ah è questo che vuoi?Beh, certo, posso far avverare il tuo desiderio, ma ti avverto, non sarà  facile."  Rispose l'uomo con un ghigno sinistro.

Fu' così che dopo aver riscosso il pagamento, l'uomo si allontano da Rakuen portando con se la malconcia ragazza.


ABILITA’ INNATA

Citazione:Olfatto Straordinario [Abilità Innata]: Le Guerriere, si sa, hanno tutti i sensi superiori a quelli di normali esseri umani. Esistono però Guerriere dotate di sensi più sviluppati delle altre. Luna è capace di percepire odori di qualsiasi natura anche quando incredibilmente distanti, quasi un'eco nel vento. La distanza entro cui può sentire odori corrisponde al suo valore di Spirito calcolato secondo i parametri della Percezione. Vale a dire che la distanza entro cui Luna può riuscire a estendere le sue capacità olfattive è pari a quella corrispondente a quella in cui Percepirebbe se Percezione avesse il suo valore di Spirito (ad esempio, con Spirito E avrebbe un raggio di capacità olfattive pari alla distanza entro cui Percepirebbe Yoki con Percezione E).
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30-09-2013, 01:20 PM
Messaggio: #2
Scheda di Luna [WolfSoul]
Scheda Approvata
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08-05-2014, 08:32 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 17-05-2014 04:39 AM da WolfSoul.)
Messaggio: #3
RE: [In Missione] Scheda di Luna (WolfSoul)
Capitolo I: Twilight


Anche per Luna il giorno del test era arrivato, doveva dimostrare quanto valeva dopo duri anni di allenamento. Ad informarla di quale giorno si trattasse fù proprio Peter, che giungendo con la sua voce raschiante canticchiando tirò giù dal letto Luna con non molta cortesia.

Insieme a Luna furono svegliate anche altre due novizie, avrebbero anche loro fatto il test insieme a lei per sua sfortuna, Luna non amava stare in compagnia di sconosciuti.

Una volta vestitesi, le tre novizie, seguirono Peter attraverso gli identici e contorti vicoli dell'organizzazione sino a giungere d'innanzi ad una porta nera dove Peter con la sua solita cortesia spinse una ad una le ragazze in un corridoio semibuio che le condusse alla stanza precedente.

All'interno, scaffali con libri e dipinti, ma ad attenderle questa volta vi era un'anziana figura che senza presentarsi disse alle tre giovani:


"In tre siete venute
per dar la caccia a un mostro
or il compito vostro
non è stare sedute
ma andare e anche di corsa
dove abita quell'uomo
che voi richiede como
latrici della morsa
che stringer deve colui
ch'il cor ruba alle donne
e nella notte insonne
rubò la figlia di lui."

Le parole del vecchio giunsero vaghe alle orecchie delle ragazze, ma per loro fortuna un'accolito si prese la briga di spiegargli meglio ciò che avrebbero dovuto fare.



Avrebbero dovuto raggiungere un villaggio a due giorni di distanza verso Nord-Ovest con una certa urgenza, il resto delle informazioni le avrebbero avute all'arrivo.



Una volta congedate tornarono indietro da Peter che una volta consegnate le spade alle guerriere se ne andò senza dire nient'altro.



Luna prese così in silenzio una spada ad attese altrettanto in silenzio che le compagne furono pronte per partire.

Luna si godette appieno il viaggio, in particolare la notte in cui poté rivedere la sua compagna, la luna, dopo tanti anni all'organizzazione finalmente si trovava di nuovo a camminare in mezzo alla natura, per quanto aride potevano essere le terre dell'est, ma comunque natura era. 

Finalmente, dopo due giorni di marcia, giunsero al villaggio dove ad attenderle vi era una piccola folla, nonostante le tre novizie fossero giunte per aiutare quelle persone, ciò che udirono furono commenti negativi nei loro confronti raramente accompagnati da parole di sollievo.

Ad avvicinarsi per primo al gruppo fu' un uomo anziano che le implorò di salvare sua figlia rapita secondo lui da uno yoma camuffatosi nei panni di un ragazzo del villaggio.

Le tre cominciarono così a fare le prime domande che fecero si che un'altra figura, un uomo più giovane, si facesse avanti per dire la sua. L'uomo sembrava essere contrario ai sospetti dell'anziano invitando le tre novizie a seguire quella che era la sua pista.

Dopo aver pensato al da farsi, le tre novizie scelsero così di fare entrambe le cose, seguendo i due uomini per le mete da loro consigliate.

La prima meta, consigliata dall'uomo più giovane, non portò a nulla, e la cosa infastidì Cecilia che agli occhi di Luna si presentò come una tipa un po' troppo vivace. Riven invece sembrava essere più collaborativa ed educata.

Finalmente però le indagini presero una svolta quando le tre ragazze, seguendo l'uomo anziano, giunsero nei pressi di una casa che emanava una lieve traccia di yoki. 

Si avvicinarono alla casa che l'uomo anziano affermava di essere del ragazzo sospettato, infatti, più le tre si avvicinavano, più lo yoki si distingueva maggiormente.

Giunte alla casa, Cecilia decise di entrare in modo rude buttando giù la porta, contrariamente a quello che era il piano di Luna che voleva entrare in modo più cauto e silenzioso, le due non sembravano andare molto d'accordo in quanto Cecilia continuava a stuzzicare Luna con i suoi modi un po' troppo colorati.

All'interno, dopo un'accurata ispezione, Cecilia e Luna giunsero in quello che sembrava essere uno studio, mentre Riven controllava un'altra stanza, e proprio mentre Luna stava per aprire con cautela una porta ove dietro scaturiva una forte presenza di yoki tre artigli bucarono la porta colpendo il nulla grazie alla furbizia di Luna che optò per aprirla di lato invece che di fronte.

Una volta aperta la porta, Luna si affacciò in una stanza in cui una ragazza che sembrava essere proprio la figlia dell'anziano era legata con delle catene al muro, accanto a lei, un ragazzo chinato in atteggiamento protettivo e un'altro uomo nella stanza, tutti sembravano ignorare lo yoma al centro della stanza che ringhiante si lanciò addosso a Luna. 

Iniziava così il combattimento, Luna, presa dalla foga non si accorse di stare sotto l'uscio della porta e così, cercando di contrattaccare il mostro, urtò l'uscio con la spada facendosi placcare ed atterrare dallo yoma.

Cecilia cercò di aiutare Luna che si difendeva dalla bestia che aveva sopra, ma l'attacco della compagna non causò nessuna ferita alla bestia che tuttavia si ritrovò confusa permettendo a Luna di liberarsi. 

Una volta alzatasi, Luna ripassò di nuovo all'attacco, questa volta con più concentrazione, portando a segno l'attacco insieme a Riven che per prima trafisse il mostro all'addome, poco dopo, Luna giunse decapitando il mostro ponendo fine alla sua miserevole vita.

Ma sfortunatamente, per colpa di una distrazione di Cecilia, le tre novizie passarono da una situazione di vantaggio ad una di svantaggio, l'uomo che era nell'altra stanza, anche lui uno yoma, colse Cecilia alle spalle prendendola per il collo in ostaggio, Luna cercò così un modo di distrarre il mostro iniziando un dialogo poco convincente e girandogli intorno in modo da permettere a Riven di attaccare il mostro alle spalle.

Infastidito dalle parole di Luna, il mostro la attaccò con la mano che gli era rimasta libera, Luna schivò così il colpo e gli si portò sotto dove il mostro subì un calcio da Cecilia, che si salvò così dal fendente di Luna, un fendente di quest'ultima che gli mozzò una gamba ed in fine l'affondo di Riven nella schiena che lo impalò uccidendolo. 

Quando tutto sembrava finito un'ultimo nemico si presentò alle tre novizie, era il ragazzo chinato sulla prigioniera che mostratosi per quello che era prese in ostaggio la giovane minacciando di ucciderla se le tre non lo avrebbero lasciato stare.

Luna capì che se avrebbero dato modo allo yoma di patteggiare la situazione non sarebbe di certo migliorata, così, continuò la carica sul mostro superando il suo limite di aura demoniaca che gli donò abbastanza velocità per mozzare il braccio che minacciava la prigioniera al mostro. Tutto ciò ad un costo però, Luna con quell'attacco si lasciò scoperta ad un'attacco dello yoma che senza pensarci due volte trafisse la giovane sull'addome.

Nonostante la ferita però Luna decise di dare il tutto per tutto, infatti, sfruttò il fatto che il mostro tramite l'ultimo attacco fosse ancora legato a lei e così decise di prenderlo per la mano per tenerlo fermo tentando un'ultimo attacco per tagliargli l'ultimo arto rimasto insieme alla testa. 
Sfortunatamente la decapitazione fallì, ma Cecilia con il suo attacco terminò il mostro che ormai primo di arti per difendersi venne tranciato in due all'altezza del petto.
L'ultimo nemico era stato così sconfitto e Riven poté così liberare la prigioniera portandola in salvo dal padre.

Luna rimase per qualche minuto li per terra affannata, la ferita era grave e lei come guerriera d'attacco non era pratica nella rigenerazione. Nonostante tutto però grazie alla sua concentrazione Luna riuscì a curare la ferita e a raggiungere le compagne dove con un breve saluto a Riven si congedò tornando a Staph in attesa della sua prossima missione.

[Immagine: Signature_Wolfsoul_3_0.jpg]

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29-05-2014, 11:42 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 29-05-2014 11:43 AM da WolfSoul.)
Messaggio: #4
RE: [In Attesa] Scheda di Luna (WolfSoul)
1° Duello a Staph: Luna vs Elanya
Arena esterna




Tornata a Staph dopo la missione e riposatasi, Luna decise di dare un'occhiata all'arena esterna dell'organizzazione.
Una volta giunta in prossimità la giovane poté scorgere al centro della suddetta arena un'altra guerriera, alta all'incirca come lei, anche lei aveva delle cicatrici in volto, tre per la precisione.

Il suo nome era Elanya, numero 38 dell'organizzazione, tipa abbastanza taciturna, cosa che Luna apprezzava.

Così Luna si fece avanti e presentandosi in modo veloce accettò la sfida che Elanya aveva lanciato.

A supervisionare il duello c'era Kelsier, un'uomo dell'organizzazione col volto semi-celato da un cappuccio e un lungo abito ricoperto da un mantello grigio con delle lunghe strisce.

Kelsier spiegò velocemente le regole del duello per poi dare alle guerriere delle spade smussate in modo che le due non si potessero ferire a morte.
Il duello ebbe quindi inizio, la prima ad attaccare fu' Luna caricando l'avversaria che rimase in guardia, uno stronzo frontale che terminò senza nessun colpo inferto.
Elanya rimase di nuovo sulla difensiva, provocando Luna a fare di meglio, così, Luna si scagliò contro l'avversaria in salto liberando un fendente verticale in volo con il 20% dello yoki colpendo in pieno la lama di Elanya che cercò di parare il colpo senza successo, infatti, la potenza che il fendente aveva acquisito non venne totalmente assorbita dalla spada di Elanya che venne ferita con una frattura alla scapola sinistra.

Alla vista di un tale gioco passivo di Elanya, Kelsier si sentì in dovere di riprendere la numero 38 che, subito dopo la ramanzina dell'uomo in nero, passò al contrattacco con un fendente orizzontale, fendente che Luna riuscì in tempo a parare parzialmente cavandosela con giusto una contusione al fianco sinistro.

Luna decise così di attendere l'attacco dell'avversaria per poi contrattaccare al momento adatto, ma Elanya non fece nulla, evidentemente in preda al dolore della clavicola sinistra, così, decise di passare lei all'attacco, tentanto una finta di affondo e poi una spazzata in senso antiorario diagonale.

Le due guerriere avevano all'incirca stessa forza e velocità, forse Luna era di poco superiore in entrambe le cose, ma non così tanto da rendergli le cose facili, infatti, Elanya riuscì per un soffio a schivare il colpo di Luna per poi contrattaccare con un'affondo che anche la numero 41 schivò per poco.

Le due stavano per attaccare di nuovo quando improvvisamente Kelsier le fermò ponendo fine al duello, sembrava poco divertito, evidentemente aveva visto duello più esaltanti.
Poco prima di congedare le guerriere mandandole ai dormitori le informò che il giorno dopo sarebbero partite insieme per una missione accompagnate da una caposquadra; Luna consegnò la spada a Kelsier e se ne tornò ai dormitori dove avrebbe rigenerato quella lieve contusione e si sarebbe riposata per il giorno dopo.

[Immagine: Signature_Wolfsoul_3_0.jpg]

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06-09-2014, 04:07 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 06-09-2014 04:10 AM da WolfSoul.)
Messaggio: #5
RE: [In Missione] Scheda di Luna (WolfSoul)
Capitolo II: Lost Forever


Una nuova missione per Luna, questa volta insieme a Elanya, con cui aveva duellato in precedenza e Cerezya, una nuova guerriera. Ad attenderle nella notte dopo esser state svegliate vi era Kelsier, un uomo in nero che non aveva mai visto prima, un uomo avvenente dai biondi capelli ed occhi verdi.
L'obiettivo era un villaggio di montagna nelle terre dell'ovest, Myr, dove un probabile gruppo di yoma aveva fatto molte vittime tra gli abitanti della zona.

Il viaggio sarebbe stato abbastanza lungo e la compagnia non sembrava essere delle migliori, specialmente Cerezya, che non ando' da subito a genio alla giovane Luna che non condivideva il modo di fare autoritario della caposquadra. 

Nonostante il chiacchiericcio delle compagne a cui diede poca importanza Luna poté godersi comunque un rilassante viaggio in mezzo ad una natura che diventava sempre più verde e rigogliosa, paesaggi che, neve esclusa, le ricordavano un po' casa, tutt'altro che l'arida e monotona Staph.

Giunte finalmente in vista della meta, le tre guerriere furono stranamente accolte da due uomini di cui uno le scortò fino al villaggio, sembravano attese ed infatti era così, giunte al villaggio la solita folla le accolse insieme al capo del villaggio, un certo Scott.

Scott e le tre guerriere conversarono qualche minuto per orientarsi sul da fare e dopo le classiche domande per fare un quadro generale Scott informò le tre guerriere che i sospetti ricadevano su una miniera a nord, così, fiduciose della parola del capo villaggio, le tre decisero di iniziare da li.

Seguendo le indicazioni di Scott, che si era rifiutato di accompagnarle, dopo un paio di ore raggiunsero la suddetta miniera dove Cerezya grazie alla sua percezione superiore riuscì a percepire della presenza di yoki, era il posto giusto.
Dopo le solite raccomandazioni le guerriere entrarono finalmente nella miniera, ma il benvenuto non fu' dei migliori. Il pavimento sotto di loro si aprì e le tre caddero nel buio divise dalla caduta.

Luna si svegliò stranamente illesa in un tunnel buio, non si sentiva la spada e non sapeva cosa aveva intorno, ci mise un po' prima di liberarsi dalla morsa di macerie che la bloccava, così, una volta liberatasi dovette strisciare in quello che sembrava essere uno stretto tunnel buio che la portò infine ad una caverna semi illuminata dove fortunatamente ritrovò la sua spada inspiegabilmente finita sotto un cumulo di macerie.

In cerca delle compagna in un ambiente ostile che non conosceva, Luna imboccò diverse strade camminando per svariate ore incominciando poco dopo a segnare le svolte che prendeva, speranzosa che sarebbero state utili a lei o alle compagne per ritrovarsi e finalmente dopo aver avvertito un'altra piccola fonte di yoki vicino a sé che poco dopo sparì si ritrovò con Cerezya, che aveva appena ucciso uno yoma in quella che sembrava essere una zona di raccolta della miniera con diverse mappe, tutte imbrattate dal sangue dello yoma appena mutilato.

Poco dopo, ironia della sorte, giunse anche Elanya, proprio dalla via di Luna, finalmente il gruppo si era ora riunito, ma sfortunatamente per Luna, il trio cadde nuovamente nel dubbio del cosa fare, dubbio infine dissolto dalla proposta di Luna di esplorare una parte di miniera che lei stessa aveva evitato a causa di una traccia di yoki.

Guidate così da Luna intrapresero la via decisa che le portò in una caverna molto più grande dove l'illuminazione era quasi assente se non altro che per delle torce che illuminavano il corridoio di ingresso.

Fu' così che Cerezya, la capo squadra, ordinò alle compagne di prendere una torcia. Non c'è bisogno di dire che i modi autoritari e vanitosi di Cerezya davano molto fastidio a Luna che infastidita tirava qualche frecciatina alla capo squadra.

Ironia della sorte però quella caverna era molto grande e le voci delle tre guerriere riecheggiavano a lungo, motivo per il quale improvvisamente una mostruosa risata interruppe il discutere delle tre, seguita da numerosi campanelli che suonarono uno dietro l'altro, erano state scovate.

Si erano giocate l'elemento sorpresa e stavano per essere circondate, Luna propose così di gettare le torce e fuggire sfruttando il buio ma il gruppo non sembrava d'accordo, volevano combattere.

Passarono interminabili secondi nell'attesa di scoprire cosa le attendeva quando improvvisamente Cerezya, spaventata per qualcosa chiamò la ritirata liberando una notevole quantità di yoki e anticipando le compagne nella fuga uccidendo velocemente uno yoma che tentò di bloccarla.

Tanto fu' lo sforzo per Cerezya che il suo yoki andò fuori controllo, costringendola a terra.

Inutile dire che la fuga fu' un vero fallimento, in parte per le voci delle tre guerriere e in parte grazie alle torce che le illuminavano come dei fari nella notte. Luna fu' perforata a gamba, fianco e braccio destro, Elanya nonostante immobile illefa e Cerezya mentre combatteva contro il suo stesso yoki fu' ferita ad entrambe le gambe.

La situazione si stava facendo veramente drammatica, proprio per quello Luna, che non voleva morire per una decisione che le compagne le avevano bocciato con tanta spavalderia, decise di salvare almeno la sua di pelle.

Si sforzò alzandosi e lasciando la torcia a terra scappo' indietro sfruttando le zone buie della miniera mentre le sue compagne andavano incontro alla loro sorte.

Ferita e sanguinante Luna aveva bisogno di trovare un riparo dove rigenerarsi prima che la ferita peggiorasse portandola a morte per dissanguamento.

Si ricordò così della zona della miniera piena di carri da trasporto carbone, una zona più buia dove fortunatamente trovò un nascondiglio per rigenerarsi intervenendo giusto in tempo.

Ci volle un po' prima che Luna andasse fuori pericolo, poco curante per la sorte delle compagne che fino a quel momento aveva disprezzato ma preoccupata per la sua di sorte Luna riuscì fortunatamente a curare la ferita tornando stabile.

A disturbare però quel piccolo momento di tranquillità dopo quell'inferno fu' una strana ma potente emanazione di yoki che sembrava appartenere a Cerezya, seguita da un potente botto nella miniera.

Incosapevole di cosa stesse succedendo Luna decise così di uscire da quel buco buio e finalmente dopo qualche ora ritornando sui propri passi ci riuscì, assaporò di nuovo l'aria fresca di montagna di si concesse un momento di riposo mentre rigenerava del tutto le ferite prima di tornare a Staph come unica sopravvissuta a quel disastro per far rapporto a Kelsier.

Il viaggio fu' lungo proprio come per l'andata, giunse a Staph in serata inoltrata dove Kelsier la attendeva già.

Luna fece così rapporto cercando di essere più dettagliata possibile, un po' tesa per un'eventuale ramanzina dell'uomo in nero ma stranamente Kelsier fu' tutt'altro che severo e congedò velocemente la giovane che avrebbe atteso il prossimo incarico a Staph. 

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22-09-2014, 01:23 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 22-09-2014 01:25 PM da WolfSoul.)
Messaggio: #6
RE: [In Attesa] Scheda di Luna (WolfSoul)
2° Duello a Staph: Luna vs Alicia
Arena esterna


Dopo il fallimento della missione nelle terre dell'ovest, Luna decise di provare un'altro duello nell'arena esterna mentre attendeva un nuovo incarico.

Si piazzò al centro dell'arena e lanciò la sfida a chiunque voleva combattere.

Poco dopo dalle sue spalle comparve un uomo in nero che le annunciò che da li a poco avrebbe trovato un'avversaria a Luna per poi sedersi sugli spalti.

Attese così qualche minuto e come detto dall'uomo in nero giunse una guerriera alta e slanciata con i capelli raccolti in una coda di cavallo, Alicia.

Le due guerriere presero le due lame da allenamento ed attesero così il consenso del loro supervisore per iniziare il duello.


Fu' Luna ad iniziare per prima caricando Alicia frontalmente per mettere alla prova l'avversaria in una prova di forza contrapposta con la spada, ma sfortunatamente per la giovane numero 34 Alicia non stette al gioco, infatti, con non troppa difficoltà scartò Luna alla sua sinistra per poi colpirla con un fendente al ginocchio sinistro, costringendola in ginocchio. Alicia era più veloce di Luna, ma la sua forza fisica non sembrava nulla di straordinario.

Dopo essersi rialzata Luna pensò ad un modo per colpire Alicia, programmò così di caricarla di nuovo, costringendola ad una schivata con un fendente esca, per poi attaccarla mentre avrebbe sferrato il suo attacco.

Sfortunatamente per Luna però anche questa volta Alicia agì in modo inaspettato, invece di scartare e contrattaccare fece un balzo indietro, per poi attaccare Luna frontalmente con un fendente verticale con la parte piatta della lama mentre era scoperta.

Poteva essere un duro colpo per Luna quello, ma fortunatamente la numero 34 riuscì a pararlo all'ultimo difendendosi con la sua spada per poi contrattaccare Alicia con una spazzata sul suo piede d'appoggio facendola cadere rovinosamente a terra.

Ora erano pare, un colpo incassato a testa, le due guerriere decisero così di lanciarsi in un ultimo attacco dove avrebbero dato il massimo, entrambe le guerriere raggiunsero circa il 50% di yoki e questa volta fu Alicia a caricare Luna, che attese l'ultimo istante per rispondere alla carica di Alicia con un fendente orizzontale che fortunatamente per la numero 34, cozzò direttamente con il fendente di Alicia dopo una sua finta, a quel punto la forza superiore di Luna fece il resto, Alicia cercò di tenere duro nella prova di forza, ma inesorabilmente la sua spada fu' sbalzata via ed Alicia si ritrovo col sedere per terra dove si arrese a Luna che nonostante la sua poca abilità nel socializzare fece i complimenti ad Alicia per il duello, a modo suo.

L'uomo in nero annunciò quindi la vittoria di Luna rispedendo le guerriere ai loro dormitori.

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27-07-2015, 11:58 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 27-07-2015 11:59 PM da WolfSoul.)
Messaggio: #7
RE: [In Missione] Scheda di Luna (WolfSoul)
Capitolo III: Nella tela del ragno


Spedita nelle terre del nord nei pressi del lago di Moses per risiedervi nell'attesa di un incarico, Luna si era accampata in una grotta per ripararsi dalla fitta pioggia che era giunta.

Improvvisamente una sagoma nera e celata da mantello e cappuccio entrò nella grotta, non conosceva quell'uomo ne l'aveva mai visto, ma sapeva bene chi fosse.

L'uomo in nero era giunto per un incarico nelle terre del Sud  in una zona chiamata Valle delle Necropoli  insieme a due compagne.

Non potendo fare altro che rispettare gli ordini, Luna partì e dopo svariati giorni di cammino giunse a destinazione dove trovò le due compagne senza la presenza di uomini dell'organizzazione.

Fatte le presentazioni Luna conobbe Camillah, la caposquadra e Clade, entrambe di rango più alto.
Le compagne cominciarono subito a parlare della missione facendo subito tendere i nervi a Luna che venne a conoscenza di qualcosa di sconcertante senza nemmeno esserne preparata, il bersaglio era un risvegliato, una guerriera che aveva perso il controllo ed era divenuta un mostro e la numero 4 che era venuta per sbarazzarsene non aveva fatto ritorno.

Una volta capito quale era la vera sorte delle guerriere che perdevano il controllo del loro yoki Luna riuscì pian piano a riprendersi dallo shock della notizia tornando a concentrarsi su quello che c'era da fare.

Una volta messe d'accordo, le tre compagne cominciarono così a muoversi sfruttando la percezione delle due più forti Camillah e Clade insieme all'olfatto di Luna in modo da non ricevere brutte sorprese.

Trovata una traccia olfattiva che sembrava riferirsi alla numero 4 le tre decisero dunque di avanzare nella speranza di trovare la compagna ancora viva prima di fronteggiare il mostro.

Più si avvicinavano e più gli odori erano forti finché Luna non riuscì ad odorare l'indistinguibile odore di guerriera, con l'unica particolarità che sembrava ferita.
Il gruppo, sempre più convinto e fiducioso che fosse la numero 4 perduta, decise di entrare nelle catacombe pronte ad ogni eventualità.

Dopo qualche metro in cui l'oscurità sembrava avanzare sempre di più, le tre giunsero infine in un antro da cui arrivava una flebile luce, la luce di una torcia e una figura umana seduta sotto di essa, sembrava a tutti gli effetti la numero quattro e lo yoki che emanava era lo stesso percepito dall'inizio, eppure, le tre guerriere nella loro estrema cautela volevano essere certe che quella fosse effettivamente la numero quattro.

La guerriera sembrava molto strana e infantile nel parlare, cosa che mise ancora più in guardia Clade, Luna e Camillah che lasciarono così la situazione in mano della caposquadra che parlò per prima con la strana guerriera.

Dopo strani dialoghi in terza persona e notato un certo disturbo nella mente della guerriera le tre furono certe che quella era proprio la numero quattro, inoltre, le guerriere dopo vari accorgimenti poterono ipotizzare che il bersaglio, il mostro, poteva aver assunto la forma di un ragno.

La caposquadra cercava di convincere Aracne a collaborare con strani giri di parole che non sembravano avere molto effetto, infatti, Aracne sembrava ragionare per conto suo cercando di combinare guai invece di procedere in modo cauto.
La sua idea era quella di separarsi nei due corridoi e fare rumore per attirare la risvegliata fuori dalla tana ma Camillah cercò in tutti i modi di fargli cambiare idea finché non si ritrovò costretta a seguirla.

Non contenta della baraonda, ad Aracne venne la splendida idea di arrampicarsi sulle ragnatele del corridoio scoprendo che erano fragili, appiccicose e pulsavano yoki.
Questo spiacevole spettacolo tuttavia non fu' l'unica cosa che fece tendere i nervi alle tre compagne, infatti, subito dopo poterono percepire l'eco di yoki che risiedeva nella cripta esplodere, il risvegliato si era accorto delle quattro guerriere e le stava andando a prendere.

Accortesi dell'accaduto le tre furono subito d'accordo sul tornare indietro per non farsi cogliere alla sprovvista nel corridoio.

Tornate nell'atrio le guerriere ebbero tutto il tempo e l'ansia di attendere il loro nemico che piano piano si rivelò nella sua forma, una donna ragno di modeste dimensioni che bruciò di colpo gli ultimi metri del corridoio con uno scatto fiondandosi addosso a Camillah e Aracne.

Camillah cercava di gestire le strategie ma Aracne sembrava più voler giocare con la risvegliata prendendo tutto per un gioco mentre Luna e Clade tentarono il primo attacco che solo Clade riuscì a portare a termine possedendo più forza di Luna e riuscendo a superare la corazza della risvegliata mozzandole una delle otto zampe.

Da quel momento tutte e quattro le guerriere cercarono a modo loro di mettere in difficoltà la risvegliata, Camillah, Clade e Luna per gioco di squadra, Aracne per gioco come al solito finché Luna in una mossa avventata non superò il suo limite rischiando di perdere il controllo e cavandosela con un semplice shock psico-fisico per l'abuso di yoki che la mise fuori combattimento per qualche minuto.

Un po' per invidia del colpo di Clade o forse solo per gioco, anche Aracne volle fare la sua parte mozzando con facilità disarmante due zampe alla risvegliata nonostante i comandi di Camillah fossero diversi.

A pagare la mancanza di serietà di Aracne furono però Camillah, Clade e Luna che in uno scatto di ira di Maexxna subirono dei colpi pericolosi che rischiarono di compromettere la missione.

Mentre le tre si riprendevano Aracne ingaggiò un duello con la risvegliata nel quale sembrava avere la meglio, nonostante per lei continuasse ad essere tutto un gioco, un gioco da condividere con le compagne in difficoltà, così suggerì a Maexxna di prendersela con loro.

Fortunatamente per le tre compagne però, Maexxna sembrava interessata solo ad Aracne, cosa che alla numero quattro scombussolò i piani, e ad Aracne non piaceva quando i suoi giochi venivano rovinati, infatti, presa dalla rabbia decise di cambiare bersaglio e di prendersela con Camillah cercando di metterla in difficoltà. 

La fortuna girò di nuovo per le tre compagne però, infatti, Maexxna riuscì a colpire con la sua ragnatela Aracne bloccandola per qualche secondo e permettendo così a Camillah e Clade di intervenire e ferirla nuovamente, anche se la pellaccia della risvegliata era dura.

La situazione sembrava volgere a vantaggio delle guerriere finché quella pazza di Aracne non si riuscì a liberare di nuovo per prendersela ancora con Camillah, Luna doveva fare qualcosa, era stata in disparte fino a quel momento ed aveva il vantaggio della sorpresa, avrebbe provato a bloccare Aracne mentre si muoveva nel suo stupido modo per far guadagnare tempo alle compagne in modo che potessero dare il colpo di grazia a Maexxna.

Fu' la goccia che fece traboccare il vaso, rovinatogli l'ultimo gioco Aracne andò su tutte le furie scatenando tutto il suo yoki e liberandosi delle tre guerriere in un istante per poi andare a finire Maexxna iniziando a giocare con la sua carcassa.

Poco dopo giunse con invidiabile puntualità l'uomo in nero che dovette assistere all'orrendo spettacolo delle tre guerriere malconce e Aracne che faceva a pezzi la risvegliata, si assicurò che erano tutte vive e congedò le tre velocemente.

Una volta uscite Camillah si complimentò per il lavoro di squadra, anche se Luna sentiva di aver fatto troppo poco salutò con cortesia le compagne e se ne andò.

[Immagine: Signature_Wolfsoul_3_0.jpg]

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