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[In Missione] Scheda di Rebecca (Nemas)
05-09-2014, 06:54 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 01-08-2018 03:48 PM da Semirhage.)
Messaggio: #1
[In Missione] Scheda di Rebecca (Nemas)
Nome: Rebecca
Età: 17 anni
Peso: 67 Kg
Altezza: 1,76 m
Tipo: Guerriera di Difesa
Arto dominante: Sinistro
Abilità innata: Velocista.
Punti Limite: 30


La Guerriera ha un naturale talento nella corsa, tale da permetterle scatti superiori alla sua naturale velocità. Ciò si traduce in un +3 ad Agilità in caso di corsa atta per avvicinarsi e fuggire su lunghe distanze (quindi esclusi gli scatti di pochi metri in battaglia ravvicinata). Tale Abilità è utilizzabile tante volte quanto l'ammontare di ogni due propri livelli pieni (E = 1 voltaC = 2 volteA = 3 volte, più straordinariamente S = 4 volte) durante una quest; in caso di duello in Arena il valore è dimezzato per eccesso (E = 1 voltaB = 2 volteS = 3 volte).




Profilo fisico:
Ha un seno prosperoso e morbido e un corpo che farebbe fremere qualsiasi uomo. I suoi capelli sono di un colore argento diafano che tiene legati in un nodo dietro la testa. Nonostante l'altezza e il fisico un pò snello, possiede un'incredibile velocità e una notevole forza.  Ha uno sguardo ammaliatore, una traccia rimasta di quando era umana. Si tiene come vecchio ricordo degli occhiali, unico oggetto rimastole che una volta indossava, quando era umana, ma che ormai non le servono più, dato che la trasformazione le ha migliorato la vista. Nonostante ciò alcune volte se li rimette senza più le lenti, per ricordare come le stavano una volta.
A Cezanne, Rebecca si è fatta fare un ciondolo delle dee gemmelle Teresa e Claire che tiene al collo in bella vista.

Profilo psicologico: Nella sua ultima missione svolta alla fiera dell'Est, Rebecca, prova per la prima volta, in compagnia di Angelica e di Elenwen, un senso di amicizia e rispetto reciproco verso delle sue compagne. La conoscenza di Semirhage; attualmente la sola donna conosciuta a essere uno dei capi alti dell'organizzazione, le ha fatto ricredere di un po', sulle leggi che gli uomini in nero hanno imposto per proteggere gli umani. Avere visitato Cezanne per alcuni giorni, osservando molte persone che non badavano al fatto che fosse per metà demone, hanno permesso a Rebecca di sopportare meglio la presenza degli umani intorno a lei.
Accetta di essere diventata una mezzo demone pensando di avere avuto una seconda chance  per sopravvivere e continuare a vivere. Nonostante sia una guerriera, teme di poter morire, e se ci fosse il rischio in battaglia, non ci penserebbe due volte a scappare o se necessario a disertare dall'Organizzazione.
Non ama i combattimenti impegnativi perché si sente una guerriera troppo debole e teme per la sua vita.
Preferisce così rimanere nascosta a osservare da lontano l’avversario aspettando il momento giusto per colpire quando esso è più vulnerabile.
Anche se una compagna fosse in pericolo, se la situazione potrebbe compromettere la sua stessa vita, non la aiuterebbe.
Il terrore provato nel suo primo scontro ravvicinato contro uno Yoma, nel quale solo la fortuna le ha permesso di uscirne viva, ha accentuato questo aspetto della sua personalità portandola persino a considerare l'opzione di sviluppare dei metodi per attaccare i nemici mantenendosi il più possibile a distanza da essi, in modo tale da ridurre i rischi per se stessa nelle battaglie a venire.
Rebecca tuttavia dentro di sé, in parte, ambisce a rimanere nell'Organizzazione solo per ottenere una forza più grande, per potere così disertare e sopravvivere.
Prova particolare interesse per i ragazzini umani perché le ricordano il suo amico Mako, e desidererebbe più di tutto scappare dall'organizzazione per tornare nel suo villaggio natale per vederlo.


Background:
Rebecca era nata nelle terra del sud in un piccolo villaggio: il villaggio Mayak, situato in riva al mare. Era figlia di un ricco e prestigioso sindaco. Orfana di Madre dopo la sua nascita. Era stata cresciuta dal padre che non smise di amarla.
Essendo la famiglia più ricca del villaggio, il padre non ha badato a spese per renderla una figlia bene istruita. Rebecca studiava profondamente sui libri, ma mostrava un particolare interesse per i miti e le leggende.
Nel villaggio Rebecca aveva fatto particolare amicizia con un ragazzino più piccolo di lei di nome Mako. 

Dato che i genitori di Mako non erano ricchi, non potevano permettersi i libri costosi di Rebecca.
Ogni volta che si vedevano, Mako voleva sapere qualcosa e Rebecca lo accontentava con gioia.
Si poteva dire che Rebecca, in un certo senso era diventata la sua insegnante.
Nel tempo libero, Rebecca accompagnava Mako nel boschetto vicino al villaggio istruendolo nella conoscenza delle piante. Rebecca sentiva la sua vita come un fiume limpido inondato dal sole della primavera. 
Sentiva una grande speranza per il futuro. Purtroppo qualcosa di oscuro e nebuloso era imminente. E questo lei non lo sapeva.
Alcune settimane dopo, improvvisamente nel villaggio avvenne un omicidio. Una donna venne ritrovata nella piazza centrale; il ventre completamente squarciato, svuotato dalle interiora. Per quanto Rebecca avesse letto i suoi libri, nessun animale selvatico sarebbe stato capace di una cosa simile. Tre giorni dopo vi fu un'altra vittima.
La vittima era una bambina, un'amica di Mako. Per quanto gli abitanti avessero indagato non era stato trovata nessuna prova che portasse ad un colpevole.
Tra gli abitanti cominciò a circolare voce che forse uno "Yoma" si era nascosto fra di loro.
Per quanto Rebecca avesse letto nei libri, il termine Yoma non era citato da nessuna parte. Desiderosa di scoprire la verità, Rebecca, in compagnia di Mako, girò per il villaggio a chiedere informazioni su cosa fossero gli Yoma. Le risposte le vennero date dal vecchio Golm, l'uomo più anziano del villaggio.
Egli raccontò che in quella terra esistevano dei demoni che si cibavano di umani: ovvero gli Yoma. Essi avevano la capacità di assumere sembianze umane per nascondersi. Accennò al fatto che essi potevano essere sconfitti solo da delle donne guerriere particolari. Donne con degli occhi d'argento, chiamate dalla gente comune anche "Streghe dagli occhi d'argento.

Esse cacciavano gli Yoma su commissione per poi farsi pagare profumatamente.  Nella settimana che seguì ci furono altre quattro vittime.  Gli abitanti, in preda al panico riuscirono infine a convincere il sindaco a chiamare una Claymore. Quando infine la strega dagli occhi d'argento giunse al villaggio, si diresse subito alla casa del sindaco.
Il padre di Rebecca mise sul tavolo il pagamento in anticipo per la missione, la guerriera invece, estrasse con estrema rapidità la sua spada tranciando via un pezzo delle testa del sindaco. Rebecca a quello spettacolo rimase paralizzata. Il corpo del sindaco fremette improvvisamente. Le mani divennero artigli, la pelle di un colore marrone scuro. L'occhio rimastogli, diventò di un colore oro innaturale. Dalla bocca spuntarono una fila di denti aguzzi.

"Non sono riuscito a fregarti maledetta" La voce del padre di Rebecca, non aveva più niente di familiare. Era come il rantolo di un mostro.
"Mi trovavo bene qui in riva al mare, pensavo che le Claymore non guardassero molto le coste. Invece mi sono sbagliato!" 
Dette quelle ultime parole, la creatura che era stato il padre di Rebecca, cadde rumorosamente sulla scrivania privo di vita. "Il lavoro è concluso." disse la Claymore. "Date il compenso all'uomo in nero che verrà." Detto questo, la guerriera se ne andò com'era arrivata. 
Da quel giorno la vita di Rebecca non fu più la stessa. La sua famiglia, la sua vita, era stata completamente distrutta da un mostro. Gli abitanti dopo l'accaduto cominciarono a guardarla con distacco e sospetto. Dopo alcuni giorni, la comunità decise lasciarla fuori dal villaggio. Mako non si presentò al momento della partenza e di questo Rebecca ne fu sollevata; non avrebbe mai voluto vedere una sua possibile espressione di disgusto o di paura nei suoi confronti.

Per giorni Rebecca aveva camminato in quelle terre fermandosi a fare la carità nei villaggi in cui si fermava. Durante una delle sue peregrinazioni, uno di quegli uomini in nero già visti in precedenza le comparì davanti. Camminava come una donna afflitta di stracci per le strade dei quartieri bassi. Ormai esausta e priva di forze crollò infine a terra, in mezzo alla strada. Mentre la vista le si offuscava le sembrò di vedere un'ombra nera avvicinarsi a lei.

"Bene bene" sghignazzò una voce.

E quello fu tutto. Al suo risveglio Rebecca si trovò in un posto buio che puzzava di umidità.
Si sentiva... diversa... cosa era successo?
Me il vero pericolo ancora doveva arrivare.

[Immagine: 33ubrbq.jpg]

Tenendola nella sua mano, lei lo guarda con occhi rossi pieni di comprensione.
I loro occhi si trasmettono qualcosa di silenzioso, che solo loro sanno.

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06-09-2014, 01:56 AM
Messaggio: #2
RE: [In Attesa] Scheda di Rebecca (Nemas)
Scheda approvata

Ora verrà  creata la tua Guerriera in Sistema: accedici dal pannello GDR Cp (in alto, tra quelli grigi) per distribuire i primi punti Parametro. Nei prossimi giorni apriremo il Test.
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18-11-2014, 10:50 PM
Messaggio: #3
RE: [In Missione] Scheda di Rebecca (Nemas)
Capitolo 1 TEST



Die Hard II



Rebecca venne svegliata prima ancora che sorgesse il sole da un accolito.
Le venne ordinato di recarsi alle porte di Staph. Ad attenderla vi era maestro Duncan.
Non appena sentì quel nome, Rebecca intuì non avrebbe portato niente di buono.
Ma erano gli ordini del suo superiore e purtroppo non poteva disobbedire (almeno per ora)
Dopo essersi preparata, Rebecca raggiunse il luogo prestabilito:
Ad attenderla come sospettava c'era il maestro Duncan.
Senza tante formalità, Duncan le riferì la sua prima missione:

Due ore di marcia dall'organizzazione, verso sud-ovest, Rebecca doveva indagare sulla scomparsa di due novizie.
La novizia percepì subito di un imminente pericolo, già come sua prima missione.
Ma questi erano gli ordini e come inizio non poteva che obbedire.
Dopo circa due ore, Rebecca si trova di fronte alla città abbandonata.
Un luogo abbandonato e fatiscente senza nessuna traccia di vita, la polvere e la sabbia se l'erano ripresa.
Rebecca è guardinga dal volersi recare al suo interno, sentendo che si stava avvicinando al pericolo.
Ma non vi era scelta, doveva indagare sulle novizie scomparse.
Nel tempo che scorreva, Rebecca si tormentava sul fatto di non riuscire a completare la missione perché troppo debole per combattere.
Dopo varie peripezie, Rebecca trovò infine il cadavere di una delle novizie:
il corpo era ridotto malissimo, ma il motivo del decesso, fu che qualcuno l'aveva colpita da dietro la schiena con un arma da taglio. Per di più la spada della novizia non era presente vicino al corpo.
la mezzo demone perseguì nelle su indagini.
Dopo poco, la sua percezione avvertì qualcosa: un aura demoniaca.
Svoltando la strada, Rebecca scorse di nascosto un demone con in mano una spada. Vicino ad esso c'era il cadavere dell'altra novizia ridotto mai ad un grosso pezzo di carne martoriato, infilzata dalla sua stessa spada.
Lo yoma si doveva essere divertito a farla a pezzi.
Rebecca pensò subito ad una strategia per farlo uscire dal vicolo in cui stava, scartando subito l'idea di affrontarlo direttamente.
Lanciando un sasso nel vicolo, attirò lo yoma fuori. La novizia decise di coglierlo di sorpresa nascondendosi dietro le mura di un magazzino abbandonato.
Il piano riesce quasi perfettamente.
Lo yoma non mori sul colpo, perché con la coda dell'occhio era riuscito a scansarsi appena in tempo dall'assalto di Rebecca.
Ma l'attacco della novizia riuscì comunque a mozzargli il braccio che teneva la spada.
Il demone per vendicarsi attaccò con la mano rimasta, colpendola tra l'anca e la gamba destra.
Rebecca cercò di evitare l'attacco schivandolo ma fini trafitta. Le sue attuali capacità non erano state sufficienti.
In quel momento, Rebecca non aveva mai provato così tanta paura di morire in vita sua.
Per salvarsi fu costretta a ricorrere a una dose di yome enorme mai usato prima.
Le nuove energie ricevute le permisero di difendersi dall'attacco dello yoma riuscendo a mazzargli, infine, gli ultimi artigli rimasi.
Vista come si era capovolta la situazione, decise di battere il ritirata. Rebecca utilizzo infine, le sue ultime forze per ucciderlo.
Prendendo la mira, la novizia lanciò la spada con tutte le sue forze riuscendo infine a decapitarlo.
Rebecca crollò infine a terra esausta per la battaglia lasciandosi prendere dalla stanchezza, scoppiando infine a piangere. il primo pianto che avesse mai fatto da quando non era più la stessa.
Risanate le ferite, Rebecca recuperò le spade delle novizie per riportarle al maestro Duncan, segno che purtroppo, le due novizie, non c'è l'avevano fatta.
Per contromisura decise di portarsi dietro la testa dello yoma, per convincere completamente il maestro che la missione era stata svolta con successo.
A ritorno, Rebecca mostrò la testa del mostro e le spade delle novizie al maestro Duncan.
Lui ne uscì semplicemente con un "ben fatto" lasciando Rebecca da sola, e lei poté ritirarsi infine nei suoi alloggi.

   

[Immagine: 33ubrbq.jpg]

Tenendola nella sua mano, lei lo guarda con occhi rossi pieni di comprensione.
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02-08-2015, 02:11 AM
Messaggio: #4
RE: [In Missione] Scheda di Rebecca (Nemas)
Capitolo 2: Warrior
 
Poco dopo avere ucciso il suo primo yoma, Rebecca fu inviata verso il nord.
In queste terre gelate coperte sempre di bianco, Rebecca incontra in un bosco il suo superiore Hughes
Verso ovest c'era un covo di briganti, Roy uno di loro inviò una richiesta di soccorso.
C'erano possibilità che lo yoma fosse la campionesse in carica.
Ad eccezione di Roy, nessuno dei briganti sapeva che una Calymore sarebbe arrivata.
Sarebbe stata una missione di incognito. La prima che Rebecca avrebbe fatto.
Prendendo il farmaco inibitore Rebecca iniziò il viaggio.
A metà strada la guerriera incontra Roy a bordo di un carretto.
Cambiatasi d'abito, l'uomo la informò che avrebbe fatto la parte della schiava condannata a combattere.
Prima che chiunque la vedesse Rebecca assunse il farmaco allo scopo prima di provare a percepire lo yoma, ma senza risultato.
Roy la rinchiuse infine in una gabbia in attesa del primo scontro.

La gabbia tutta via non era vuota c'era la presenza di un ragazzino.
Rebecca non ebbe nemmeno il tempo per conoscerlo, poiché era stata subito chiamata a combattere.
Il suo avversario non era la campionessa, ma un grosso uomo biondo e corpulento.
Non avendo mai combattuto contr un umano, Rebecca non sa che approccio prendere con lui.
Dato che il loro regolamento implicava che era vietato uccidere umani.
Rebecca inizia così a contrattaccare l'avversario con ferite superficiali.
Tutta via nessuna di queste sembrava farlo risentire.
L'uomo contrattacca violentemente  Rebecca deturpandogli il viso.
La guerriera reagisce trafiggendogli le gambe con la daga, facendolo crollare a terra.
Rebecca tutta via si rifiuta di ucciderlo, intimando qualcun altro ad occuparsi di lui.
L'uomo biondo, viene infine ucciso sotto i suoi occhi.
Rebecca considerò in quel momento, che la sua legge le vietava si, di uccidere un essere umano, ma non di menomarlo.
Dopo essere stata medicata da Roy, Rebecca fa ritorno alla gabbia per riposare. Ma ad attenderla non c'era più il ragazzo.
Concedendosi un'ora di riposo, Rebecca viene ricondotta nell'arena, da Roy che l'avverte che sta volta, dovrà affrontare Tina la campionessa.
A causa del farmaco inibitore, Rebecca non può essere certa che quella che ha davanti sia davvero uno yoma.
Poi improvvisamente la guerriera ricorda un particolare: per quanto uno yoma può mimetizzarsi come umano, il suo sangue non cambia colore. Ferendo Tina avrebbe capito la sua natura.
Tutta vai nel ferirla, Tina mostra grande forza e agilità ferendola gravemente al rene sinistro.
Riuscendo infine a ferirla, Rebecca inscena la parte avvertendo tutti che si tratta di uno yoma.
Tutti i presenti scappano terrorizzati ad eccezione di Roy e il capo dei briganti.
Nonostante tutto Tina benché messa in pessime condizioni riesca farla finire a terra.
Sovrastandola Rebecca rimasta solo con lo scudo inizia a colpirla.
Tina ferma infine l'attacco. Ammettendo infine che il capo era in accordi con lei, per potersi arricchire. 
proponendogli infine di cooperare per fuggire.
Rebecca tutta via, non viene nemmeno lontanamente tentata.
Il suo unico obiettivo e uccidere quelli come lei.
Tutta via sta volta la guerriera rimane impressionata di avere incontrato uno yoma così intelligentone, con tanto carisma. Fino a quel momento li aveva sempre ritenuti mostri senza cervello.
 Questa scoperta le fa capire di aumentare la guardia nei loro confronti.
Tina tenta infine un ultimo attacco disperato ferendo con i suoi artigli l'occhio sinistro di Tina, accecandola.
Rebecca furibonda, sfracella la testa di Tina con colpi brutali. 
Ucciso il mostro, Rebecca si può tranquillizzare a rigenerare le proprie ferite.
Recuperata la testa di Tina, per poi informare i briganti della verità.
Tornata nei boschi del nord, Rebecca ritrova il capo Hughes ad attenderla.
Mostrando infine la testa di Tina, Rebecca racconta il resoconto della missione.
Hughes in un primo momento sembra essere preoccupato ma poi ritorna al suo solito comportamento spavaldo e idiota.
Rebecca rimane infine sola, pronta per il prossimo incarico.


 

[Immagine: 33ubrbq.jpg]

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17-08-2015, 10:02 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 18-08-2015 08:37 PM da Nemas.)
Messaggio: #5
RE: [In Attesa] Scheda di Rebecca (Nemas)
Capitolo 3: arena esterna.

Aracne la numero 4




Di ritorno dalla sua missione al Nord, Rebecca giunse a Staph con lo scopo di valutare le sue capacità di combattimento ravvicinato.
Inviando una richiesta, la numero 38 rimase in attesa.
Dopo un tempo indefinito, giunse l'uomo in nero Duncan in compagnia di Aracne la numero 4.
Annunciando che sarebbe stata lei la sua avversaria.
Rebecca consapevole fin dall'inizio di non avere nessuna possibilità, decise di farlo per scoprire il divario che c'era tra una guerriera normale e una delle prime 5.
La numero 38 provò inizialmente un attacco frontale, ma Aracne senza scomporsi la anticipò subito colpendola violentemente alla pancia.
Non volendo demordere, la guerriera da a fondo a tutte le sue forze e prova quindi scappare vedendo quanto la sua velocità poteva aiutarla.
Anche questa volta, Rebecca si ritrovò con le spalle al muro.
Aracne dimostrò di essere troppo veloce in tutti i sensi. Inutile dare il massimo, per Aracne non era abbastanza.
La numero 4 la fini con due colpi sbattendola a terra.
Rimasta sola, Rebecca comprende infine la potenza schiacciante di una delle prime 5.
Augurandosi infine di non incontrare mai una di loro sul campo di battaglia. Soprattutto per Aracne, che scoprì che era completamente svitata.

[Immagine: 33ubrbq.jpg]

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21-06-2016, 11:32 PM
Messaggio: #6
RE: [In Missione] Scheda di Rebecca (Nemas)
capitolo:4
Alla fiera dell'Est

Nel primo pomeriggio estivo a Staph, un accolito svegliò come il suo solito modo rude Rebecca, informandola che la
signora Semirhage la stava aspettando. Rebecca rimase sorpresa dalla notizia. Prima d'ora non aveva mai sentito di una donna di alto grado fosse a Staph. Seguendo l'accolito, Rebecca giunse davanti ad una porta da cui proveniva una bellissima melodia. Un'altra novità di Staph. Aprendo la porta, la guerriera si trovò all'interno di una stanza ordinata simile ad un salotto. In un angolo c'era una maestosa arpa e a suonarla, una donna molto bella,  che doveva trattarsi senza dubbio di Semirhage. Rebecca constatò che lei mostra più di tutti gli altri membri dell'organizzazione, un'autorità di potere più che visibile. In seguito fece la conoscenza di altre sue compagne: Angelica ed Elenwen. Semirhage mostrò subito un comportamento educato e gentile. Questo mise disagio a Rebecca. Era stata sempre trattata in modo rude dagli altri uomini in nero. Offrendo persino dei biscotti. Per non mostrarsi maleducata Rebecca ne prese uno. Finiti i convenevoli, Semirhage, spiegò che era giunta una richiesta di soccorso da una città di nome Cezanne: Essa confinava col deserto dell'organizzazione e le terre centrali. In quei giorni in cui sarebbero stata là, si sarebbe tenuta la Festa dell'estate.
Una grande festa in cui mercanti di ogni parte e dove avrebbero esposto la propria merce.
La missione consisteva nel pattugliare Cezanne mentre la festa era in corso, per evitare che qualche yoma vi si potesse infiltrare.Tutta via Semirhage spiegò, che delle morti c’erano già state. Stranamente però i corpi delle vittime erano stati ritrovati fuori dalle murra della città. Dopo avere fatto le appurate domande il gruppo, tenendo un passo ponderato parti per la città per giungervi il mattino seguente.
Nel tempo che intercorse in quel viaggio, Rebecca iniziò a conoscere le sue altre compagne: Elenwen ed Angelica.
Angelica era la più alta di grado, quindi avrebbe diretto lei la squadra.
Rebecca fin dai primi momenti che la vide, manifestò già delle capacità per essere una leader.
Non sapeva come spiegarselo, ma percepiva che Angelica avrebbe sicuramente scalato in fratta la vetta, diventando una delle punte dell’organizzazione.
In quanto sua sottoposta, Rebecca avrebbe fatto tutto il possibile per eseguire i suoi ordini, avvertendola fin da subito di non aspettarsi troppo da lei in quanto guerriera di basso rango.
Elenwen era una tipa energica e sembrava particolarmente amichevole.
Il paesaggio iniziò a cambiare lentamente: da deserto, roccioso infine tracce di terra fertile ed erba.
Nel tardo pomeriggio, le tre guerriere giunsero infine alle porte ci Cezanne. Come volevasi dimostrare erano migliaia le persone che premevano all’entrate: Salti in banchi, mercanti, venditori ambulanti. Benche alcune persone notarono le tre guerriere non vi diedero granchè peso, erano tutti troppo occupati a pensare hai propri affari che vedere tre guerriere mezze demoni giunte alle porte della città.Alcuni persino si fermarono a salutarle.

Le cose cambiarono quando superarono l’ingresso. Nel vederle, la gente andò nel panico credendo che in città ci fossero degli yoma, ma la situazione si calmò subito con l’intervento di due guardie:
Hantz e Fritz che insieme ad altre calmarono gli animi impauriti della gente.
Le due guardie portarono le guerriere dal borgomastro, spiegando di seguito la struttura delle mura della città e di come era strutturato l’interno.
Hans e Fritz le portarono infine al borgomastro: Gareth Murn: Era un uomo massiccio e alto con una folta barba e la testa rasata. Gareth non mostrò minimamente timore nei loro confronti, forse era dovuto perché non era la prima volta a trattare con delle guerriere. Il terzetto fu portato al primo piano del municipio, Gareth offrì loro del tè per aspettare, infine furono raggiunte da altre persone: Hassan Jared, la vedova Hamyn e Gustàv Jocelin, tutti rappresentanti della Corporazione dei Mercanti. I mercanti spiegarono di non avere rivelato nulla alla gente della città che c’erano senza ombra di dubbio degli yoma nella città altrimenti si sarebbe scatenato il panico totale. I capi mercanti, sostennero che gli yoma fossero entrati in accordi con degli umani per ottenere copertura e potersi cibare senza il rischio di essere scoperti. L’individuo su cui c’era più sospetto era il mercante: Lei Kung.

Da un po’ di tempo stranamente, il suo mercato aveva avuto un’improvvisa impennata, poiché esso si era procurato merce diversa da quella che vendeva lui di solito. Ad aumentarne la certezza era il fatto che alcuni uomini mandati a spiarlo, scomparvero misteriosamente. Gareth, Hamyn, Gustàv, Jocelin Hassan e Jared ipotizzarono che le persone morta erano probabilmente dei mercanti che avrebbero avuto una competizione con Lei-Kung e che lui si poteva essere servito degli yoma per eliminare la concorrenza. Poiché nessuna delle vittime era identificata come una che viveva all’interno delle mura.  La conversazione durò ancora allungo, ma infine la sola cosa che c’era da fare era di osservare Lei Kung per capire se davvero poteva essere lui lo yoma oppure colui che li nascondeva.

Poiché era troppo pericoloso che tutte e tre le guerriere girassero vicino a casa sua, Angelica decise di suddividere il gruppo a ispionare ciascuna due dei quartieri che componevano la città. A Rebecca toccò quelli delle locande e dell’amministrazione cittadina. Iniziando il pattugliamento Rebecca provò ad affidarsi alla sua percezione per vedere di individuare una qualsiasi aura demoniaca. Tutta via non percepì nulla.

Non percependo niente, Rebecca decise di provare a fare delle domande in giro. L’attenzione della guerriera venne attirata da un basso ometto con un grosso turbante in testa che fermo sul ciglio della strada occupato a dare da bere al suo asin. Dopo alcune vicissitudini l’uomo le si presentò col nome di: Karim. Esso non sapeva nulla riguardo a ciò che stava accadendo a Cezanne ne chi fosse Lei-Kung. Rebecca in un primo momento pensò di lasciarlo perdere, però Karim si propose di raccogliere informazioni per lei in una locanda: il Caravanserraglio. Una delle locande più interessanti della città dove individui di ogni tipo andavano per divertirsi, in cambio il desiderio del mercante era quello di potere toccare il corpo di Rebecca se le avesse dato ciò che cercava. Rebecca accettò non preoccupandosi di ciò che Karim chiedeva, perché poi per quell’uomo sgradevole non lo avrebbe mai permesso. Stipulati gli accordi, Rebecca si diresse a ispezionare il quartiere dell' Amministrazione cittadina.  Qui Rebecca, fece la conoscenza di due donne dalla pelle molto scura,  vestiti con abiti di chi abita nelle terra calde del sud: Renaille e Chanelle. Chanelle spiegò che si trovavano lì perché la sua capocaln e il marito erano scomparsi senza lasciare traccia. Reebcca decise infine di riferirgli quanto stava accadendo a Cezanne. In risposta Chenelle spiegò di avere sentito che si sarebbe tenuta un’asta importante. Finiti i giri di pattugliamento Rebecca fece ritorno alla casa che gli era stata concessa come alloggio insieme alle altre.  Spiegato infine il resoconto del pattugliamento ad Angelica, la comandante spiegò di avere percepito un’aura demoniaca provenire dall’interno della sua casa spiegando infine che l’asta che si sarebbe tenuta sarebbe stata propria nella sua abitazione.

Fattasi ormai sera, il gruppo di guerriere, su insistenza di Rebecca ed Elenwen decise di andare a mangiare qualcosa. La scelta cade sull’Oca Ubriaca. Rebecca ordinò piccole porzioni di tutto quello che c’era. Dopo tanto tempo la guerriera assopporò cosa voleva dire mangiare come un umana. Finita la cena, le guerriere fecero ritorno hai propri alloggi preparandosi l’indomani per l’asta. Rebecca coricandosi sognò la sua città natale in riva al mare, e Mako ad aspettarla. Sentendo una fitta al cuore per la sua assenza, e che forse si era innamorata di lui.
A causa della grande folla che ci sarebbe stata per la festa dell’estate, Angelica consigliò di muoversi sui tetti, questo avrebbe permesso pi agevolazione per il pattugliamento.
Trovato un luogo isolato le guerriere balzando con agilità raggiunsero i tetti. Il terzetto potè osservare in tutta tranquillità la festa che stava per iniziare. In quel momento un porta voce annunciò che l’asta che tutti stavano aspettando si sarebbe tenuta fra non molto all’abitazione di Lei-Kung. Rebecca si affrettò a fare rapporto ad Angelica. Raggiunta la comandante insieme ad Elenwen, si misero d’accordo sul da farsi. Angelica, decise di passate per l’ingresso principale e rimanere in attesa. Non appena si trovarono davanti all’ingresso, le guerriere percepirono distintamente un’aura demoniaca provenire dalla casa, ed essa si intensificò mano a mano che si avvicinavano. Entrate infine nell’abitazione, una serva si presentò al terzetto, annunciando che l’asta si sarebbe tenuta al terzo piano. L’intera abitazione permeava di yoki. Era improbabile che potesse essere di un solo yoma, arrivando a conclusione che i mostri erano di certo più di uno. Angelica, ordinò a Rebecca di pattugliare i primi due paini mentre Elenwen si sarebbe occupata del giardino.  Rebecca intenta a pattugliare il secondo piano avvertì che l’aura divenne più intensa nella stanza della servitù. La guerriera venne raggiunta poco dopo da Elenwen, che si sentiva agitata e impaurita. Tutte quella permeanza di yoki confondeva la loro percezione e la sua compagna aveva il presentimento che uno yoma avrebbe potuto tenderle un agguato. Rebecca le intimò di calmarsi rammentandogli di rimanere fedele e credere nel piano di Angelica. Ma poiché nel pattugliamento non era stato riscontrato nulla, ad eccezione dello yoki particolarmente intenso, nelle stanze della servitù, Rebecca decise di riferirlo ad Angelica.

Nonostante l’allontanarsi delle sue compagne dalle zone da pattugliare Angelica le fece entrare con sé nella sala d’aste. Trovando infine un posto, si accomodarono aspettando che l’asta inziasse. Poco dopo le porte della sala si aprirono e Lei-Kung vi fece il suo ingresso dando inizio all’asta. Tre servi di Lei-Kung portatono dentro le prime merci da esporre. Rebecca si accorse subito che erano degli yoma. Angelica fece solo pochi passi verso di loro che i demoni reagirono tempestivamente lanciando contro di loro uno degli oggetti dell’asta. In quel momento gli yoma mostrarono il loro vero aspetto mandando nel panico la gente della sala. Nonostante il caos, Rebecca riesce tempestivamente ad appiccicarsi al muro, evitando di essere investita dalla folla che si fiondò verso l’uscita.

Mentre lo yoma barbuto era impegnato a scontrarsi con Angelica quello con i capelli biondi si fiondò verso l’uscita.

Angelica ordinò ad Elenwen di inseguirlo mentre lei l’avrebbe seguita subito dopo, ma non prima di scagliare una sedia contro lo yoma che Angelica stava affrontando poiché sembrava in difficoltà.

Dopo avere fatto pochi passi dalla scala a spirale da cui prima si era scomparsa Elenwen, Rebecca se la ritrovò davanti, che le dava la schiena intenta a contrattaccare gli artigli dello yoma.

Elenwen sembrò in serie difficoltà. Rebecca ordinò di abbassarsi all’istante.  La sua compagna obbedì subito dandole la visuale libera, permettendo di lanciare la sua spada  centrando il demone in pieno petto. Rebecca contrattaccò poi con un calcio al volto dello yoma, estraendo di seguito la sua spada. In quel mentre la guerriera percepì un’altra aura yoki allontanarsi. Poiché lo yoma di fronte a lei non era stato sistemato definitivamente, ordinò ad Elwnen a dargli il colpo di grazia mentre lei si precipitò verso la terza presenza.

Raggiunto infine lo yoma esso l’attaccò con tutti i suoi artigli delle mani. Rebecca rilasciò la maggior parte del suo yoki pensando di aumentare in questo modo le sue difese aumentando la massa muscolare.

Tutta via l’azione ha effetto contrario. In questo modo diventò un bersaglio più facile per gli artigli del demone che la trafissero costringendola a inginocchiarsi. Nello stesso momento, avvertì l’aura di Angelica che si avvicinava. Nonostante tutto Rebecca non si diede per vinta e mentre la comandante sbucava dalla curva delle scale per portarla in salvo, lei riuscì a scagliare la Claymore che riuscì a trafiggere lo yoma al ventre.

Angelica dopo averla messa al sicuro, si tolse i bracciali e li consegnò a Rebecca per  poterli lanciare contro lo yoma per distrarlo dando così a lai l’occasione di finirlo.

La strategia ebbe successo. Rebecca con le poche forze che le restavano, riuscì a colpire lo yoma con i bracciali permettendo così ad Angelica di finirlo. In questo modo si poteva dire che debito con lei era infine saldato.

Ora che il pericolo era passato, Rebecca si concentrò a rigenerare le proprie ferite con tutta tranquillità. Finita di rigenerarsi, Rebecca chiese ad Angelica se le poteva dare i soldi che le restavano intenta a fare alcune compere prima di rientrare a Staph. Raggiunta la sala d’aste trovarono Elenwen si stava facendo curare da una sacerdotessa di nome: Mèlian, che apparteneva al culto delle dee gemelle.

I capi mercanti si presentarono alla sala congratulandosi col terzetto per avere trovato e sconfitto gli yoma. Angelica fu convocata dal consiglio per decidere il da farsi su una certa questione.

Rebecca si occupò intanto di recuperare le teste degli yoma per mostrarli hai capi di Staph come prova che la missione aveva avuto successo. Il gruppo seguito da Mèlian fece infine ritorno alla propria abitazione per riposarsi dalle estenuo scontro contro i demoni. Il mattino seguente, Angelica si diresse all’abitazione dei capi dei mercanti per discutere sulla misteriosa faccenda. Rebecca seguita da Elenwen venne portata da Mèlian nella sua piccola chiesetta dove le consegnò un libro riguardo la religione delle dee gemelle. Poiché il suo desiderio era anche quello di avere un ciondolo che le raffigurava, Mèlian condusse la guerriera dalla mercante Mary. Spiegando come voleva il ciondolo Rebecca, la mercante affermò di ripassare fra due giorni per ritirarlo. Prima di fare ritorno alla casetta, Rebecca si diresse in un negozio di armi per comprare una cintura di pugnali. Forse si sarebbero rivelati fondamentali in una prossima missione di gruppo. Di ritorno dal pattugliamento le tre guerriere trovarono Semirhage ad attenderle nella loro casetta.Il loro capo si complimentò per avere svolto in modo egregio la missione, e che si era ritrovata lì per godersi lo spettacolo dei fuochi d’artificio che ci sarebbe stata quella notte.

Giunta tarda notte la città fu illuminata dai fuochi d’artificio che brillarono come piogge di diamanti in cielo.

Come ultimo regalo della missione era stato il più bello che Rebecca avessi mai assistito. Le tre guerriere si fecero giuramento di sopravvivere a qualunque costo e di ritrovarsi in futuro.

[Immagine: 33ubrbq.jpg]

Tenendola nella sua mano, lei lo guarda con occhi rossi pieni di comprensione.
I loro occhi si trasmettono qualcosa di silenzioso, che solo loro sanno.

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01-08-2016, 02:32 PM
Messaggio: #7
RE: [In Missione] Scheda di Rebecca (Nemas)
capitolo 5: Rebecca vs Olivia - arena esterna



Poco dopo la conclusione della fiera dell'Est, Rebecca, fece ritorno all'organizzazione per riscaldarsi un po'.
Aveva percepito di avere fatto un piccolo miglioramento nell'ultima missione, anche se non sapeva di quanto.
Decise quindi di testare le sua forza nell'arena esterna.
Inviò così la sua richiesta di sfida, aspettando pazientemente che qualcuno l'accettasse. Sperando che non fosse Aracne a ripresentarsi. Ne aveva già avuto abbastanza di lei, e non intendeva ritrovarsela più di fronte.
Alla fine, ad avere accettato la sua richiesta fu una guerriera che si chiamava: Olivia. Era la numero 27.
Sta volta però, Rebecca non voleva perdersi in chiacchere e ragionamenti, decidendo di partire subito all'azione.
Poiché Rebecca non sapeva delle reali potenzialità di Olivia decise di prendere le distanze da lei.
Oliva manifestò subito una grande velocità vanificando la distanza di sicurezza di Rebecca. 
La guerriera contrattaccò in quel momento lanciando la spada. Questo colse per un attimo di sorpresa Olivia, che tutta via riuscì ad evitare con la sua agilità. Avendo preso in seguito l'arma di Rebecca, invece di concludere subito lo scontro gliela restituì per continuare. Per Rebecca era la prima volta di incontrare una compagna che avesse così tanto senso di lealtà e onore nell'organizzazione. Rebecca per questo le diede il suo rispetto.
Al secondo contrattacco sta volta fu lei ad avere la meglio. benché Rebecca, avesse ora lei, l'opportunità, di darle il colpo decisivo, decise di ricambiarle il favore senza infierire, poiché quella mossa sarebbe stata troppo disonesta e meschina.
Le due guerriere contrattaccarono infine tempestivamente colpendosi infine a vicenda. Rebecca ricevette un colpo alla clavicola destra mentre lei, riuscì a colpire il lato destro delle costole a Olivai. In quel momento  Semirhage, annunciò la fine dello scontro.
Apprezzò il senso di rispetto delle guerriere, ma non tollerò la loro poca serietà nello scontro, spiegando che l'allenamento serve per capire i propri sbagli e correggerli, così come individuare le proprie debolezze.
Rebecca assorbi in silenzio il suo discorso, per poi salutare Olivia, promettendole che se avessero dovuto fare squadra per una missione di aiutarla quanto più poteva. 

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30-05-2017, 10:30 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 30-05-2017 10:30 PM da Nemas.)
Messaggio: #8
RE: [In Missione] Scheda di Rebecca (Nemas)
Capitolo 6: il ritorno di Samara





Dopo l'allenamento con Olivia, Rebecca tornò nei suoi alloggi per dedicarsi a un pò di riposo. Ma non passò molto che un accolito la venne a chiamare. Era la seconda volta che Semirhage la veniva a chiamare per una missione, ma a Rebecca andava più che bene, era l'unica dell'organizzazzione con cui sentiva una sorta di affinità.
Ripercorrendo il corridoio che conduceva elle sue stanze, Rebecca incrociò di nuovoa Angelica, un'altra missione che avrebbero svolto insieme e di questo ne era felice. Sta volta il loro capo annunciò che la loro missione era di andare a Torlilo, una città collinare situata vicino a Rabona. Secondo i rapporti, di quanto avvenuto la responsabile di tutto questo era Samara: una guerriera di grado 28 della precedente generazione. Samara nel tempo sviluppò dei disturbi mentali ed alla fine impazzì. Ciò fu dovuto al poco rapporto che gli uomini avevano nei loro confronti e seguito di questo esplose in una follia omicida che uccise chiunque le capitasse a tiro. Riuscono infine a catturarla e portarla a Staph ma con l'astuzia Samara riuscì a scappare e a darsi infine alla macchia.  Prima di congedare le guerriere, Semirhage le avverte che giunte a Torlilo avrebbero trovato alla locanda del grifone Layla una delle sue sottoposte una delle sue principali sottoposte che le avrebbe dato le ultime informazioni. Semirhage afferma ancora di tenere a Samara e preferirebbe che la disertrice venisse cattuarata viva. Ma temendo per l'incolumità di Rebecce e Angelica gli dice infine di non correre rischi inutili e che se la situazione fosse peggiorata potevano apurare Samara. Iniziato il viaggio Angelica ammise infine che tutto questo la metteva a disagio, poichè nessuna di loro aveva mai dovuto affrontare una ex compagna. Rebecca afferma che è il loro dovere di proteggere gli umani e che ormai Samara priva di ogni controllo massacrava a vista chiunque e per tanto doveva essere fermata. Prima di giungere a destinazione, Rebecca informa Angelica di avere conosciuto durante l'allenamento la numero 4 Aracne e di ritenerla molto più pericolosa di Samara avvertendola se in futuro l'avesse incontrata di avitarla.

Dopo tre giorni di marcia il gruppo giunge infine a destinazione. Dove avere superato con poca difficoltà le guardie della città Angelica e Reebcca trovano senza problemi la porta del grifone. Entrando chiedono a una cameriera di Layla e lei afferma che è già arrivata giorni fà e che ora è di sopra nella sua camera ad aspettarle. Giunte infine davanti a Layla questa spiega che c'è un'altra guerriera oltre a loro e che è stata mandata a cercare il nascondiglio di Samara e che entro breve si sarebbe dovuta fare viva. In caso contrario, Rebecca e Angelica sarebbero partite domani mattina. Ma non passo che pochi minuti che qualcuno bussò alla porta. Layla hiese a Rebecca di aprire e lei eseguì. Davanti a Rebecca si presentò una guerriera che oltre alla pettinatura strana, la cosa che la lascio più sorpresa erano i suoi capelli di colore castano. Il suo nome era Mara e dopo le brevi presentazioni di Layla vennero subito sbattute fuori col preciso compito di incamminarsi verso la destinazione. Mara spiega infine a Rebecca e Angelica, di essere una guerriera che si poteva dire "incompleta" e oltre al colore dei capelli che era rimasto naturale, anche le capacità delle comuni mezze demoni erano altrettanto inferiori su di lei. Tutta via grazie al suo yoki flebile Mara riuscì a trovare il nascondiglio di Samara senza che questa si accorgesse di lei, potendo così fare ritorno per riferire quanto scoperto. Il trio delle guerriere, decide infine di andare a mangiare qualcosa, sopratutto perchè Mara provava ancora gli stimoli della fame. Sedutesi a tavola le guerriere decidono il dafarsi quando saranno giunte da Samara che in base a quello che ha detto Mara si trova in un monastare a quattro giorni di distanza da Torlilo. La mattina seguente il gruppo partì di buona lena non appena spuntarono i primi raggi del sole. Durante i giorni di tragitto le guerriere proferirono poche parole preparandosi mentalmente per il futuro scontro e si fermavano solo per concedere a Mara di riposarsi in quanto diversa da loro si stancava prima. verso la fine del quarto giorni il trio si trovò infine davanti al monastero dove scondo Mara vi dimorava Samara. Da una canna fumaria si annalzava nel cielo del fumo, segno che era abitato. Angelica come strategia fece assumere a tutte dei farmaci inibitori  cosicche vi si potessero avvicinare senza problemi. Entrate nel luogo abbandonato furtivamente si avvicinarono alla stanza dove dimorava Samara. Le guerriere potevano sentire i vaneggiamenti di delirio di Samara, parlando da sola riguardo a qualcosa del passato. Rebecca e Angelica erano pronte all'azione: loreo sarebbero andate per prime mentre Mara sarebbe rimasta nascosta per colpire alle spalle Samara. Le due guerriere irruppero nella sua abitazione, ma a causa dei frammenti dei mobili frantumati il rumore attirò la guerriera disertrice facendogli così perdere l'effetto a sorpresa. Perso questa possibilità Angelica tentò di parlare a Samara cercando di nascondere che erano venute li per lei. Samara nel suo delirio sostiene
non le crede e perepisce distintamente Mara fuori dalla stanza. Vedendo la colorita Samara sostiene delirante che si tratti di uno yoma e le ordina di tagliarsi un braccio. In quanto Mara è una colorita se perdesse il braccio non potrebbe riattacarselo. Rebecca concince Samara che basta un taglio per vedere il colore del sangue per capire se è uno yoma.
Nel suo delirio Samata la prende in parole e con uno scatto taglia di netto il braccio di Angelica per poi dirle di riattaccarselo con tutta calma. Samara non sembra sul punto di infierire mentre Angelica è intenta a curarsi. Rebcca rimase ferma dov'era per permettere alla comandante di curare le ferite, in quanto Samara è più forte di tutte loro. Cogliendo il momento Rebecca provò a lanciargli dei pugnali, ma Samara schiva facilmente l'attacco, per poi mettere fuori combattimento Mara che perde conoscenza. Ma i suoi piedi nudi scivolarono nella pozza di sangue facendola cadere lunga e distesa. Angelica cogliendo l'occassione riesce ad afferrarli la caviglia per fare in modo che Rebecca potesse tagliargli la gamba. Rebecca si avventa su Samara ma questa riesce a parare il suo colpo. Rebecca tentò di nuovo alzado la spada ma aprendo così una breccia nella sua difesa, permise a Samara di trafiggerla al ventre. Rebecca cadde in ginocchio comprendendo che la sua ferita e grave e che se non si sbrighera peggiorerà rapidamente. Angelica non si lascia perdere l'occassione e riesce infine a tranciare la gamba a Samara. La folla guerriera non demorde afferrando Rebecca sbattenola a terra intima che Angelica gli restituisca la gamba perse e in cambio le avrebbe lasciate andare, in caso contrario avrebbe ucciso Rebcca. Questa dal canto suo cogliendo che Samara era totalmente concentrata su Angelica le da l'opportunità di usare uno dei suoi pugnali, dilaniando così il braccio della nemica facendogli perdere la presa sulla spada. Angelica coglie l'occassione e con un affondo trafigge la spada di Samara. La folel guerriera è stata infine sconfitta. Mara ripresasi dal colpo arriva in soccorso delle compagne. Samara implora nel suo delirio di essere uccisa, ma nessuna delle presenti glielo vuole concedere preferendo portarla all'organizzazzione. Samara rifiuta fermamente tale cosa, e piuttosto che tornare si strappa la cucitura nel petto lasciandosi morire dissanguata pronunciando per ultimo i nomi delle sue compagne. Benchè fosse tutto finito in un modo inaspettato la missione si era conclusa. Rebecca finito di curare le sue ferite aiutò Mara e Angelica a seppellire Samara lì nel monastero. Come prova della missione compiuta avrebbe portato il pomello della spada di Samara all'organizzazzione. Non volendo perdere altro tempo lì in quel posto. Angelica decise di intraprendere la strada che le avrebbe condotte subito a Staph. Giunte alle porte dell'organizzazzione trovano ad attenderle Semirhage. Il rapporto fù breve ed esauriente, ed entrambe ringraziarono infine Mara per il suo aiuto che si era rilevato fondamentale. Il tiro infine si scoglie facendo una breve sosta negli alloggi preparandosi per la prossima missione.


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20-03-2018, 02:40 AM
Messaggio: #9
RE: [In Attesa] Scheda di Rebecca (Nemas)
Capitolo 7: Serpenti nella Jungla.







Finita da poco la missione riguardo alla disertrice Samara, Rebecca si sentì in qualche modo strana. A ritorno percepiva lo yoki delle sua compagne in maniera più distinta. Avvicinandosi a Staph le cose si complicarono. La guerriera riusciva a percepire qualsiasi yoki che si travava dentro a Staph, nonostante la distanza che la saperava dal luogo era enorme. Tutte queste improvvise nuove sensazioni, alterarono Rebecca. Non riuscendo a trovare sollievo per il fastidio nel percepire così tanti yoki, la guerriera stava alle porte dell'organizzazione cercando di calmarsi. Fù in quel momento che comparve Semirhage. La donna di Staph riflettendo sul suo problema, gli disse infine che la sua percezione dello yoki aveva avuto una impennata vertiginosa. Poichè Rebecca non era abituata a convivere con una simile percezione, Semirhage decise di assegnarle una nuova missione per testare la sua nuova capacità e anche perchè si allenasse così a raffinarla. Rebecca si sarebbe dovuta dirigere alle terre del Sud, nelle terre di Mucha, nella cittadina portuale Stand. Un gruppo di fanatici di una setta oscura chiamati Shara, stava mietendo vittime di ogni tipo per onorare la loro dea, tra le vittime che sacrificavano ne erano state ritrovate alcune con le viscere asportate. Questo poteva indicare che potevano esserci uno yoma oh anche di più. Costoro erano nascosti in una fitta jungla in quelle terre. Semirhage avverti Rebecca stavolta di osservare distintamente ciò che aveva di fronte. Nel caso la situazione fosse peggiore di quanto poteva sembrare, Rebecca si sarebbe potuta ritirare evitando lo scontro diretto.
Semirhage guida Rebecca in una zona sotterranea di Staph mai visitata, scoprendo un fiume sotterraneo dove ad attenderla c'era una barca con a bordo la donna del Sud Chanelle incontrata a Cezanne. Prima di congedarsi Semirhage informa Rebecca di trovare il mercante Ram Narayan. Lui era stato uno degli ultimi della caccia agli Shara.
Salita a bordo, Rebecca trova nostalgico ritrovare alcune persone conosciute a Cezanne: Chanelle, Renaile. Rebecca per la prima volta prova l'ebrezza della navigazione riportandola con i ricordi a quando si trovava nelle rive del mare. Qui a bordo comprende che il popolo di Chanelle e Renaile non vive nella terra ferma ma sono un popolo che vive su delle navi in costante movimento. A dirigere tale popolo erano le Maestre delle Navi, che sembravano detenere una sorta di grande consiglio. Invitata dalla maestra delle vele Harina, Rebecca partecipa volentieri al banchetto, aspettando in assoluto relax l'arriva alla città portuale Stand. Tutti gli alti ufficiali della nave alzarono il calice brindando a lei. Qui la guerriera riceve altrettante informazioni sugli Shara e riguardo alla prima spedizione. Non sopportando le continue vittime causate degli Shara il popolo del mare e dalla città portuale organizzarono una caccia per trovare il loro rifugio e distruggerli. Ma la missione finì in tragedia. Quindi ora toccava ad una Claymore a risolvere il problema. Giunta infine alla città portuale, Rebecca viene guidata da un'uomo di nome Arjun, non che assistente di Ram Narayan. Entrata nella sua casa, Ram informa la guerriera che la missione sarebbe stata quelle di seguire alcune tracce dentro la jungla trovando l'ultimo feudo nascosto degli Shara. Non volendo restare con le mani in mano, Rebecca chiese a Chanelle di istruirla nelle arti della navigazione. Benchè vi furono a disposizione solo quattro giorni, Chanelle insegnò a Rebecca a leggere le mappe di navigazione più complesse e di potersi orientare nelle peggiori delle situazioni. Il gruppo di escursione sarebbe stato composto da Rebeca in compagnia di Arjun con al suo fianco una tigre, Shaka, e i due fratelli Aghur e Bhanu che volevano vendetta per avere perso i genitori a causa degli Shara. Per mimetizzarsi meglio Ram diede a Rebecca una uniforme del colore del fogliame boscoso permettendole di mimettizzarsi con maggior effeto nella vegetazione. Rebcca tutta via ricorda al gruppo che la missione che stavano per compiere sarebbe stato di osservare  e trovare. Non ci sarebbe stata nessun attacco diretto. Esauriti i convenevoli il gruppo si mise in marcia. Il primo giorno nella folta vegetazione una buona parte di strada era già stata fatta. Rebecca stessa quando giunse il tramonto si sentì un pò stanca. Ciò era dovuto per non avere mai percorso una Jungla. La situazione rimaneva tranquilla, Rebecca non avvertiva pericoli. Probabilmente il tempio degli Shara doveva essere ancora lontano. Giunta la notte Rebcca percepisce improvvisamente in lontananza una flebile traccia di yoki per poi infine sparire. Il mattino dopo il gruppo proseguì il tragitto. Trovando il passaggio di un rinoceronte, Rebecca e gli altri deciso di seguirlo per potere tagliare una buona parte di strada, giungendo così in una distesa erbosa. Ad attenderli tutta via c'era il rinoceronte che percependo il pericolo si era preparato ad affrontarli. Con uno stratagemma di Arjun Rebecca riesce infine ad abbatterlo. Nonostante le dimensioni il gigante non era pari alla forza di uno yoma. In quel momento un grido di una ragazza ruppe il silenzio. Questi era una ragazza di quattordici anni di nome: Romi. Dopo alcune titubanze Romi racconta al gruppo di Rebeca di provenire dal tempio Shara e di essere riuscita infine a fuggire. Rebecca propose infine che forse si poteva tornare già indietro. Romi poteva dare le informazioni che volevano, ma Arjun insistette che non sarebbero state sufficenti e che bisognava proseguire.
Decidendo di passare lì la notte, Darma dopo un pò diede l'allarme. Rebecca percpì in quel momento un'aura in avvicinamento. Avvertendo tutti il gruppo si nascose rimanendo in attesa. Un gruppo di Shara guidato da uno yoma con un cane fece la propria comparsa. Attuando uno stratagemma Rebecca riuscì infine a coglierlo in trappola uccidendolo senza troppe difficoltà. Arjun e gli altri si occuparono degli Shara. Romi nel osservare il demone decapitato urla spaventata che era un eletto della dea oscura e che la sua furia sarebbe stata enorme. Tutto ciò confuse Rebecca e Arjun, non riuscendo a comprendere il suo discorso. Rebecca percepi in quel momento una fonte di yoki in lontananza, ma non comprendeva se era debole perchè fosse troppo lontana da dove lei si trovava. Indicando da dove la percepiva Arjun ammise infine che quello era il posto dove poteva esserci il tempio degli Shara. Durante il tragitto, prima di arrivare al tempio, Rebecca chiese a Romi deli yoma e della dea. La bamiba rispose che la dea oscura c'era davvero e si trovava al tempio, descrivendola che si trovava insieme ai demoni. Una donna di grande bellezza, ma improvvisamente il suo aspetto mutò in qualcosa che non era uno yoma. Romi la descrisse che assunse forme enormi e mostruose diventando una gigantesca donna serpente che si nutrì infine di decine di persone in una volta sola. Prossimi ormai al tempio uno yoma alato uscì dalla fonte di yoki più grande -che si intensificava mano a mano che avanzavano- e si diresse verso di loro. Rebecca e il suo gruppo riuscieono a eluderlo immergendosi nelle acqua fangose della palude. Il gruppo giunse infine a destinazione, che si rivelò essere una pagoda in un'isolotto in mezzo al lago. Rebecca era rimasta pietrificata dal terrore, nel percepire quanto la massa di yoki fosse aumentata. Era già diventata più forte e intensa della sua già da metà strada. La guerriera ebbe un tuffo al cuore quando sentì l'enorme yoki risalire il tempio. Al suo interno pote sentire tutta via altre sette fonti di yoki più piccole. Quando Rebecca annunciò che era arrivato il momento di ritirarsi, nessuno obiettò trovandosi tutti d'accordo e sollevati. Giurando i tacchi il gruppo fece infine dietro front. Rebeca notò per un singolo istante che una ragazza era uscita dalla pagoda, ed era proprio lei a emanare una tale forza diabolica. Cosa fosse in realtà lei non lo sapeva. Dopo aver ripercorso il traggito iniziale, il gruppo decisi di ripercorrere il corse del fiume. Trovando infine una torre dei naufraghi il gruppo decise di rimanere per riposarsi. Quella stessa notte lo yoma alato ricomparve, intento a esaminare il territorio. Rebecca riuscì a coglierlo di sorpresa. Dopo una lotta accanita riportando alcune ferite leivi riuscì ad abbatterlo. Con l'aiuto di Arjun e gli altri, nascosero il cadavere buttandolo nel fiume riprendendo infine il viaggio. A metà giornata Rebecca percepì un'altro yoki volante in avvicinamento, allo stesso tempo Shaka trovò una barca cuddendo tre Shara. Con quella avrebbero potuto tornare indietro più rapidamente. nascostisi, Rebecca attese che lo yoma si avvicinasse, che atratto dal sangue fresco decise di fare uno spuntino. Questo permise infine a Rebecca di coglierlo di sorpresa finendolo all'istante. Senza perdere tempo tutti salirono in barca. Si sentirono in lontananza i corni di allarme degli Shara ma ormai loro erano più che lontani. Erano scampati al pericolo definitivamente. Dopo alcuni giorni il gruppo ritornò infine in città. Tornati a casa di Ram Narayan Rebecca vi trovò ad attenderla Semirhage, il quale le chiese di farle rapporto. La guerriera raccontò tutto ciò che aveva visto e sentito. Dopo avere spiegato tutto il discorso, la donna in nero spiegò infine che quella misteriosa ragazza dallo yoki diabolico era una "Rsvegliata": creature che una volta erano state guerriera, ma che avendo superato il limite si trasformarono in mostri differenti di grande potenza e ferocia. L'organizzazione aveva mentito riguardo a tale cosa per non spaventare le guerrier più inesperte. Rebecca apprende infine che mostri risvegliati erano sparsi per il territorio di quelle terre. Semirhage afferma che ci sono anchce risvegliate a una cifra singola ma rassicura subito che ogni risvegliato vien affrontato in gruppo dalle guerriere più forti. Semirhage ordina a Rebecac che tale cosa deve rimanere nascosta agli umani, oh sarebbe stata severamente punita, congedando infine Rebecca.

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09-04-2018, 11:32 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 11-04-2018 03:57 PM da Nemas.)
Messaggio: #10
RE: [In Attesa] Scheda di Rebecca (Nemas)
Capitolo 8


Rebecca vs Sayane.




Fatto da poco ritorno dalla sua ultima missione, Rebecca sentiva che era da molto tempo che non sentiva quella sensazione di affrontare qualcuno di più forte di lei. Sopratutto ora che era a conoscenza dei risvegliati. Decise quindi di addestrarsi nell'arena esterna aspettando che qualcuno rispondesse. Ed ecco infine comparire Sayane la numer 11.
Poichè tutti gli uomini in nero erano occupati ci avrebbe pensato un'altra guerriera misteriosa a controllare il duello. Entrate in arena dopo essersi presentate, Rebecca decise subito di fare sul serio contro Sayane per capire dove arrivavano le sue capacità. Nonostante l'enorme forza sprigionata, Sayane dimostrò subito di essere tremendamente veloce, e non le ci volle molto ad attraversare la difise di rebecca ferendola. la numero 27 dal canto suo sfruttò la sua rigenerazione, scoprendo così di poter guerire ferite abbastanza serie nell'arco di pochi secondi.  Nonostante Rebecca cercasse di superarla, provando a sfruttare anche una strategia, Sayane si era dimostrata troppo forte per lei. Ritenendosi comunque soddisfatta, Rebecca lasciò la spada facendosi colpire volontariamente, riversandosi a terra con la maggior parte delle ossa del corpo fratturate. Tutta via la numero 27 non emise alcun suono nè si lamentò. Era quello la cosa che voleva riprovare: un potere sovverchiante che ti immobilizza. La guerriera degli spalnti non apprezzò come Rebecca si comportò alla fine ma alla 27 questo non importava. Aveva raggiunto il suo obiettivo.

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25-08-2019, 07:15 PM
Messaggio: #11
RE: [In Missione] Scheda di Rebecca (Nemas)
CAPITOLO 9

ALBA DI SANGUE.




Dopo la missione nella giungla, Rebecca è rimasta per un po’ di tempo nella sua zona in tutta tranquillità. Un giorno, un abitante della zona che lei pattugliava, venne a farle visita accompagnato da un accolito dell'organizzazione.
L'uomo si chiamava Jon ed era un contadino proveniente da una città di nome Perd ai piedi di un monte. Rebecca accetta in modo più positivo, poiché quella era la zona dove le culture delle quattro terre, s’incrociavano.
E poiché il caso riguardava la sua zona, si sentiva sicura che avrebbe avuto a che fare solo con yoma comuni e non poteva trattarsi di certo di una risvegliata. Jon sosteneva che molte persone avevano perso la vita negli ultimi giorni. Il solito caso di yoma probabilmente.  Rebecca nutriva comunque il timore che poteva esserci una risvegliata, ma si sentiva sicura di poterla percepire perché era diventata molto abile nel percepire gli yoki a lunga distanza. Stranamente, dal discorso di Perd, le vittime erano state ritrovate fuori dalla città e non dentro. A ogni passo che si avvicinava alla città Rebecca, si accorse di non percepire nulla. Nessuna traccia di yoki. Una cosa insolita. Si fece così portare dal sindaco per avere un quadro più chiaro sulla situazione.
Entrata nella città, come accadeva spesso, la gente, non appena la videro si rintanarono nella propria casa. Giunta infine a casa del sindaco, Rebecca scopre che Jon era suo nipote. Dalla spiegazione del sindaco, il dubbio cominciò a instillarsi dentro Rebecca. La criminalità era alta lì nella città. Ed era cominciato sorgere il dubbio che forse le morti di quelle persone erano dipese da degli esseri umani. Però ai cadaveri mancavano le interiora. Volente o nolente, Rebecca accettò di aiutare la città. Andò a rivolgersi alle guardie del sindaco per indagare sui cadaveri. Le guardie la portarono all'obitorio sorvegliato da Sean che protegge i cadaveri perché essi non siano rovinati. Nonostante l'indagine dai corpi delle vittime non c'era alcuna traccia di yoki. Una delle vittime era una ragazza di nome Clara e la guerriera ritenne che il loro aiuto le avrebbe permesso di trovare la pista giusta. Nonostante la titubanza, essi infine accolgono Rebecca in casa loro, cercando di dirle quel poco che sapeva: anche loro erano convinti che la loro figlia fosse stata uccisa da degli umani. Per meglio dire degli assassini. Dalle informazioni ricevute, la guerriera andò a fare visita alle sue amiche, scoprendo così che l'ultimo luogo visitato da Clara era un certo negozio di Tom.
Egli ammise che l'ultima volta che vide Clara uscire dal suo negozio c'era lì il vicino a Sam mezza mano, un capo di una combriccola di taglia gole che gestiva i mal affari della città. Con le indicazioni dategli da Tom, Rebecca giunse nel logo di malavita, dove stava Sam. Dopo averlo incontrato, Rebecca gli propose una bella ricompensa di Bera se l'avesse aiutata a trovare l'assassino di Clara. La cosa che convinse Sam era che il sindaco avrebbe preso molti provvedimenti per le zone malfamate e gli avrebbero dato non pochi problemi. Sam dichiarò che forse il colpevole erano due uomini chiamati Stupido Jo e Gab il Nero. Tramite un piano di Sam, Rebecca riesce infine a catturarli, scoprendo però solo dopo che essi sono in realtà sicari di Sam Mezza mano e che è stato lui a ordinare i due uomini che aveva davanti di uccidere Clara. La guerriera scopre così di essere stata raggirata. Come con Sam, Rebecca offrì una bella somma di Bera se l'avesse aiutata a ritrovare Sam e catturarlo. La cosa funzionò. Il trio trovò infine Sam nascostosi in un vecchio capanno. Dalle informazioni di Gab c'era un passaggio segreto dall'altro lato che lo usarono come effetto a sorpresa. Jo per la sua mancata intelligenza, sfondò la parete di legno cominciando a battere pugni a destra e a manca. In tal modo Rebecca poté entrare in scena, mentre Gab si sarebbe occupato dell’entrata pronta a tagliare la gola a Sam non appena fosse uscito fuori. Nel vedersi di fronte una claymore, i taglia gole, presi dal panico, scapparono via. Anche Sam cercò di darsi alla fuga ma Rebecca con un’acrobazia gli si parò di fronte e con un colpo lo mise al tappeto. Con un raggiro Rebecca riuscì a prendere alle spalle anche Jo e Gab riuscendo a catturare tutta la combriccola. Almeno quelli importanti per lei. Portandoli a casa dei genitori di Clara essi andarono subito ad avvertire il sindaco. Rebecca spiegò che erano loro i responsabili della morte di Clara e forse anche delle altre vittime. Il modus operandi nel uccidere le loro vittime, faceva credere che fosse stata opera degli yoma. Il sindaco ordina infine di portarli in prigione per il giusto processo. Nonostante non vi sarebbe stato nessun pagamento, il sindaco insiste a volersi sdebitare in qualche modo, alche Rebecca chiede che essi in futuro diano aiuto all'organizzazione. Conclusa la missione Rebecca abbandonò la città facendo rapporto all'accolito. La guerriera tornò alla sua postazione per godersi un breve riposo, in attesa della prossima missione.

[Immagine: 33ubrbq.jpg]

Tenendola nella sua mano, lei lo guarda con occhi rossi pieni di comprensione.
I loro occhi si trasmettono qualcosa di silenzioso, che solo loro sanno.

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