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[In Missione] Scheda di Triela (GioRix)
30-12-2016, 05:45 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 21-06-2017 10:29 PM da Semirhage.)
Messaggio: #1
[In Missione] Scheda di Triela (GioRix)
Nome: Triela

Anni: 16

Altezza: 1,62 m

Peso: 45 Kg

Arto Dominante: Destro

Tipologia: Attacco

Avatar:
[Immagine: KUUL4i]

Simbolo:
   
Uniforme:

Veste: Triela indossa la veste bianca classica dell’organizzazione, con la particolarità di un lungo guanto bianco sulla mano sinistra, alto fino sotto al gomito, indossato sopra la tuta e atto a non lasciare scoperto nemmeno un brandello di pelle. Un piccolo laccio di cuoio lo tiene stretto attorno al polso, un altro lo blocca  sotto al gomito (fa quindi tecnicamente parte della sezione braccia, ma non lo toglie mai in presenza di altri, a differenza della vera e propria armatura, perciò è più corretto considerarlo vestiario). Simile trattamento è riservato alla gamba destra, con una calza (stavolta sotto la tuta) che arriva fin sotto al ginocchio, la quale ha analoghi lacci in cuoio alla caviglia e sotto il ginocchio.

Schiena: Dotazione totalmente standard dell’Organizzazione.

Spalle: Indossa una spallina singola sul braccio sinistro. Ha chiesto la spallina singola poiché non voleva che più parti si scontrassero provocando continui ed inutili rumori ad ogni movimento. Non indossa spalline sul braccio destro perché vuole tenere il braccio il più libero possibile da eventuali impedimenti.

Petto: Una fascia metallica unica, con una forma a U molto aperta protegge le clavicole. Ad ogni estremità è unita tramite delle fasce di cuoio ad un anello metallico, che è a sua volta connesso ad un’altra fascia di cuoio che la collega alla spallina sul braccio sinistro. L’anello vicino al braccio destro è invece connesso ad altre due fasce di cuoio che passano una sopra e una sotto il braccio, e si collegano direttamente all’armatura sulla schiena. Anche qui, l’attenzione è posta sul non far mai scontrare parti in metallo fra loro.

Braccia: Il braccio sinistro porta un bracciale che parte dal polso e arriva poco sotto il gomito. Scollegato da esso c’è un guardamano. La distanza fra i due è calcolata in modo che non vengano mai a contatto. Il guanto menzionato prima arriva fino in cima al bracciale, ed è quindi tenuto ben saldo da quest’ultimo, in modo che non si cali mai per errore. L’intero bracciale quindi ha fra sé ed il braccio due strati di tessuto anziché uno, il che dovrebbe anche aiutare ad assorbire eventuali botte (per quanto, contro la forza di uno yoma, tale spessore sia pressoché ininfluente. È più che altro un supporto mentale per Triela). Il braccio destro ha unicamente un guardamano. Entrambi i guardamano consistono in un’unica placca di metallo, tenuta in saldo da lacci di cuoio.

Vita: Il gonnellino è composto da due lamine singole, una a destra e una a sinistra. Sono una fascia di metallo di forma simile alla giuntura della spallina e di dimensioni tali da proteggere i fianchi nell’area  di altezza precisa dei glutei. Sono unite sul davanti da una struttura simile a quella che unisce la spallina, solo simmetrica e di dimensioni adatte. Sulla parte posteriore sono unite da due cinghie di cuoio che si uniscono in una x. Nel punto di giuntura c’è una clip in metallo (che si posiziona quindi sopra l’osso sacro). La giuntura anteriore passa appena sotto l’ombelico, quelle posteriori sono una in cima e l’altra a metà delle fasce metalliche laterali.

Gambe: Gli stivali sono standard, per quanto possibile un pezzo unico. I parastinchi sono scollegati dagli stivali, e sono un pezzo unico che parte da sopra la caviglia (in modo che non si scontrino con gli stivali) e arrivano sotto il ginocchio. La coscia esterna è protetta da dei gambali che partono da sopra il ginocchio e arrivano sotto alle fasce sulla vita. Sulla coscia interna ci sono fasce di cuoio che tengono saldi i gambali. Le distanze sono calcolate in modo che le parti metalliche non collidano nemmeno durante azioni come l’accovacciarsi.

Schizzi esplicativi:
Nota: L’apparente “silenziosità” dell’armatura è dovuta al carattere, non ad un uso effettivo in combattimento, in quanto gli stivali in metallo fanno comunque rumore durante la camminata, e durante una corsa o un combattimento i parastinchi potrebbero scontrarsi tra loro. Per essere effettivamente più silenziosa dovrebbe togliersi  quantomeno scarpe e parastinchi, o coprirli con del tessuto. Lo scopo principale non è comunque avere bonus stealth (per quanto potrebbe averne) quanto non arrecare disturbo e passare inosservata a chi non sta specificatamente all’erta (più spiegazioni nella sezione profilo psicologico).


Profilo Fisico: Triela ha capelli biondi, leggermente più scuri della media delle altre claymore (seppur non tanto da essere una colorata), legati in due codini che le arrivano fino a sopra l’ombelico. Raramente ha una coda di cavallo, con la parte frontale sciolta, che si divide quindi in due ciocche davanti alle orecchie. Non ha però mai usato tale acconciatura apertamente, tale dettaglio è quasi più una diceria che circola tra le sue compagne di addestramento, in cui si dice che sia stata vista con tale capigliatura, aggirarsi silenziosamente in solitudine e con aria malinconica per le zone più nascoste e meno frequentate di staph (tale era infatti l’acconciatura che era solita portare la sorella). Se non fossero legati, i capelli sarebbero mossi. Ha una carnagione leggermente più scura delle sue compagne, reminiscenza del precedente colore. Cerca sempre di mantenere coperti il braccio sinistro e la gamba destra, poiché sono ustionati, marchiati e pieni di ciatrici risalenti a prima della suo innesto. Anche il resto del corpo ha qualche sporadico segno di tortura, ma nulla di così evidente e orribile come gli arti sopracitati, che sono, a detta delle poche compagne novizie che l'hanno vista nuda durante l’operazione di innesto, più orribili della cicatrice sul petto di ogni claymore. La quantità di armatura che indossa sul braccio sinistro, palesemente in contrasto con la leggerezza dell’altro lato, sembra essere lì quasi a protezione del braccio da ulteriori traumi. Ha una corporatura piuttosto snella, poco muscolosa, sebbene le spalle siano leggermente più larghe rispetto a chi ha una corporatura simile. Non ha molti muscoli, e la sua leggerezza le permette di essere piuttosto agile. Ha lineamenti facciali più definiti rispetto alle altre ragazze. Lo sguardo sembra sempre un po’ malinconico e perso. Ha un seno modesto (tra prima e seconda) e le orecchie leggermente a punta (tratto molto leggero, solo chi si ferma ad osservarla a lungo lo nota).


Profilo Psicologico: Triela è a prima vista una guerriera molto silenziosa. Preferisce stare in zone di Staph poco frequentate, e ama la solitudine. Passa il tempo libero nella biblioteca o ad allenarsi da sola. Raramente è in compagnia di altre ragazze, anche se ciò non vuol dire che le rifiuti totalmente o che sia una tipa totalmente silenziosa: sa essere molto diretta nei discorsi e parla anche più del dovuto se la situazione lo richiede, semplicemente preferisce la tranquillità di un bosco al cla(y)more di una taverna. È inoltre molto schiva nei confronti degli sconosciuti, soprattutto se sono umani e non guerriere o mib (verso i quali prova una profonda gratitudine). A causa di un tradimento subìto, non si fida mai fino in fondo delle altre persone, nemmeno quelle con cui stringe amicizia; per tale motivo ogni volta che ne ha l’occasione si sofferma ad osservare chi la circonda, cercando di carpire dettagli fuori posto o movimenti sospetti, tentando di mascherare il tutto come azioni naturali. Dato il suo carattere, cerca sempre di non arrecare inutile disturbo agli altri ed indossa perciò pezzi di armatura da lei scelti appositamente perché facessero il meno rumore possibile. Nonostante di primo acchito possa sembrare una guerriera da difesa, il suo odio verso i suoi vecchi aguzzini l’ha resa una guerriera d’attacco, che per scelta punta tutto sull’essere veloce. Per questo motivo il braccio che brandisce la claymore è quasi del tutto libero da armatura che potrebbe rallentarne il movimento. A seguito delle torture ha sviluppato non tanto una paura, quanto un vero e proprio odio verso il dolore, motivo per cui cerca di schivare i danni piuttosto che assorbirli e poi curarli. Inoltre, per una pura questione mentale dovuta ai traumi, tenta il più possibile di sovraffaticare i due arti di cui prima, tant’è che un acuto osservatore può notare una camminata in cui il baricentro è spostato leggermente verso sinistra (che potrebbe però venir imputato all’asimmetria dell’armatura). Il suo essere un po’ fredda e distaccata la porta ad utilizzare poco lo yoki, e anche quando è  costretta a ricorrervi ne impiega piccole quantità, controllate e dosate con precisione. Possiede anche un lato estremamente dolce, gentile e altruista, che però mostra solo alle poche persone con cui riesce ad aprirsi. Durante il periodo delle operazioni, continuava a ripetersi che l’innesto non era nulla rispetto a quello che aveva subito prima, e perciò la frase “x non è nulla” le è rimasta impressa, e la ripete spesso nelle più svariate situazioni. L’unica cosa che le piace fare è leggere, passione conseguente al suo amare la solitudine e nata per forza di cose a Staph, dove è stata alfabetizzata. Odia invece la schiavitù, le torture e il tradimento. Vede l’organizzazione con profonda ammirazione ed in una luce totalmente positiva, e per questo motivo non sopporterebbe eventuali ribelli o disertrici. Nonostante ciò, se dovesse scoprire la realtà che vi si cela dietro, sarebbe la prima a sentirsi tradita e a giurare vendetta. A differenza di molte altre, non prova particolare odio verso gli yoma, considerandoli una semplice minaccia che va sterminata, senza alcun motivo sentimentale dietro. Per questo riesce generalmente a mantenere la calma in combattimento (a meno ovviamente di circostanze speciali, comuni ad ogni guerriera quali subire ferite, soprattutto se al braccio e alla gamba sfigurati, e vedere le compagne e/o membri dell’Organizzazione subire dei danni evidenti).

Storia Personale: Triela nacque in un piccolo villaggio portuale, di cui non ricorda il nome, sito nella parte più a sud dell’isola (come testimoniava il colore arabico della sua pelle). Visse pacificamente fino a cinque anni, quando i suoi genitori vendettero lei e la sorella maggiore a dei mercanti di schiavi per poter condurre una vita più agiata. Gli schiavisti viaggiarono per un lungo periodo di due anni, cercando invano un acquirente e usandole nel frattempo come divertimento (per Triela si trattò per lo più di torture leggere, ben poche delle sue cicatrici risalgono a tale periodo. La sorella maggiore, essendo in età più appetibile, subì un destino diverso). All’età di sette anni si presentò la possibilità di fuggire, tuttavia la sorella quindicenne, che aveva sviluppato un morboso attaccamento ai suoi padroni, la tradì e la fece catturare, forse nella speranza di avere riservato un trattamento migliore (cosa che peraltro ottenne, scavando un segno ancora più profondo nella psiche della futura guerriera). Triela venne quindi pesantemente punita, dapprima con marchiature a fuoco e frustate su tutto il corpo. Saputo di una particolare richiesta di schiave con la pelle scura nel nord, gli schiavisti decisero di accanirsi solo sulle parti del corpo messe peggio (che per un semplice caso erano i due arti di cui si è parlato finora) in modo da preservare il più possibile la qualità della merce restante. Tra le torture si annoverano marchiature a fuoco, strappamento delle unghie, scuoiamenti parziali, tagli, abrasioni e immersione in olio bollente. Durante il viaggio, il convoglio venne attaccato da uno yoma impazzito dalla fame, che uccise buona parte delle persone, compresa la sorella di Triela (fatto che creò sentimenti contrastanti nella ragazza, che ancora oggi ricorda l’accaduto con un malinconico misto di gioia e dolore). Gli schiavisti, ormai decimati, vendettero la ragazza ad un mib incontrati sulla strada (tentando probabilmente di liberarsi di quella merce difficile da piazzare, vista la perdita dei mezzi necessari a raggiungere il nord), sfruttando però l’occasione per derubarlo. Triela, in cerca di vendetta, fece notare la cosa al mib non appena si furono allontanati, ottenendo un semplice ringraziamento in risposta. Pochi giorni dopo, quando il viaggio verso Staph era quasi concluso, il mib, forse come gesto di pietà, le fece sapere che i suoi precedenti padroni erano incautamente passati per una zona densa di yoma, ed erano pertanto stati tutti divorati (essendo una bambina al tempo non ci prestò caso, e anche oggi la sua fiducia nell’organizzazione la rende cieca all’evidenza. Potrebbe notare la cosa solo nel caso in cui sia già sulla strada della ribellione, o comunque venga a conoscenza di altri oscuri segreti di Staph). Da quel momento Triela, ormai con 8 anni di vita alle spalle, iniziò a provare un profondo senso di gratitudine ed adulazione nei confronti dell’Organizzazione che l'aveva salvata, seppur per un caso, da morte certa. Questo le permise di superare abilmente l’operazione, il cui dolore fu per lei minore rispetto alle torture cui era abituata. Quello che per le altre guerriere era un momento di puro terrore, per Triela non fu altro che un piccolo prezzo, per quanto spiacevole e odioso fosse per lei il dolore, da pagare per poter servire l’organizzazione. Il suo allenamento durerà quindi nel complesso 8 anni.

Abilità e Tecniche apprese:

Coordinazione Straordinaria [Abilità Innata]:
La Guerriera ha un talento naturale per il combattimento e una capacità di riflessi unica. Questa straordinaria capacità si traduce con un +3 al Comando per azioni legate al combattimento in singolo della Guerriera (anche nei combattimenti di gruppo, ma tale Bonus non si applica al Comando inteso come ordini di qualsiasi tipo).

[Immagine: yuE0yP]
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30-12-2016, 11:17 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 01-01-2017 03:52 PM da Ufizu.)
Messaggio: #2
RE: [Nuova] Scheda di Triela (GioRix)
SCHEDA APPROVATA


Provvedi ad assegnare i punti parametro dal pannello GdR Cp che trovi in alto vicino alla Classifica. Il tuo test inizierà quanto prima.

NOTA: benché la scheda sia approvata, il simbolo va cambiato: è obbligatorio averne uno con una linea verticale in mezzo, e preferibilmente simmetrico rispetto ad essa. Siccome le novizie non lo portano hai tempo fino all'eventuale superamento del test per provvedere. 

Se hai domande o bisogno di chiarimenti scrivi pure un MP a me. Grazie.
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25-03-2017, 01:39 AM
Messaggio: #3
RE: [In Attesa] Scheda di Triela (GioRix)
Questioni di famiglia

Le più complicate



Capitolo 1_____________________

Era una mattina come come tutte le altre. MI svegliai, mi diedi una sistemata, ed uscii dalla mia stanza. Tutto nella norma, finché il buon Peter ordinò a me e ad un'altra novizia di nome Miras di seguirlo, spezzando così la mia collaudata routine. Ci condusse alle porte di Staph, dove un informatore dell'Organizzazione ci stava aspettando per il nostro test. Nostro compito sarebbe stato scortarlo fino a casa, poiché era convinto vi fosse uno yoma sulla via. Balle, secondo Peter... Non che avesse tutti i torti, ma in fondo le novizie passano tutto il tempo ad allenarsi, non è poi tutto questo spreco farle uscire in missione ogni tanto. Fatto sta che, prese le nostre spade (finalmente un'arma affilata! Le claymore da allenamento mi han sempre dato l'idea di star brandendo un bastone inutilmente pesante...) ci incamminammo di buona lena, osservando con occhi e Percezione i dintorni. Ci accampammo verso sul tardo pomeriggio, dietro mio suggerimento, per evitare di attraversare al buio una zona con alcune grotte ed anfratti che mi parevano parecchio pericolosi. Sì, sì, sono un po' paranoica, e allora? Dicevamo... durante la pausa parlai un po' con Miras, accennando qualcosa del mio passato, e pare che anche lei non se la fosse passata troppo bene, poveraccia. Sta di fatto che mi sembrò una a posto, mi parve pure abbastanza fedele all'Organizzazione. Passammo la notte facendo dei turni di guardia, la nostra autocommiserazione interrotta soltanto dalle ore di sonno.
La mattina seguente camminammo fino a trovarci ai piedi di una... montagna? Collina? Non ricordo bene, ma la cosa importante è che andai a controllare una grotta su un suo versante. Sorpresa sorpresa, una traccia di yoki... vecchia di settimane. Grand'uomo Peter, ha sempre ragione. Continuammo così il nostro viaggio, e arrivammo infine senza problemi alla nostra meta. Giuseppe si fermò a prendermi un piccolo regalo (Miras, per qualche oscuro motivo, lo rifiutò). Non fece in tempo ad uscire dall'emporio, però, che dei ragazzi praticamente lo assalirono, quasi rompendo uno dei due orsacchiotti che aveva comprato. Io e la mia compagna provammo a spaventarli, ma quegli stronzi riuscirono comunque a dare un pugno a Giuseppe. Oh, scusate il termine, ogni tanto tendo a parlare come... Beh, gentaglia che conoscevo. Fortuna che leggo tanto, altrimenti non azzeccherei un congiuntivo. In ogni caso, ero parecchio preoccupata così, preso il mio regalo (scelsi l'orsetto danneggiato, prima o poi lo userò per nasconderci un pugnale o qualcosa del genere...) insistetti per accompagnarlo a casa nonostante le sue rimostranze. Ed è qui che inizia la parte strana. Percepii uno yoki. Vi lascio indovinare di chi fosse la casa da cui proveniva. Ora, so che non dovrei farmi domande sulle persone dell'Organizzazione, ma lui mi sembrò un filino sospetto. Ci supplicò di andarcene e di non dire nulla ai nostri superiori... Beh, sull'andarcene mi trovò d'accordo, per lo meno.
Miras non obbiettò, quindi tornammo abbastanza in fretta a Staph, dove feci rapporto a Peter che ci attendeva alla porta. Ancora ho il dubbio che ci aspettò tutto quel tempo sull'uscio, e non posso fare a meno di sentirmi in colpa. Non mi disse nulla nemmeno sulla faccenda di Giuseppe e il suo yoma, comunque, perciò temo mi resterà sempre questo sassolino nello stivale... L'uomo non sembrava troppo contento comunque, spero davvero di non averlo deluso... Avrei dovuto dare per scontato il tradimento dell'informatore e uccidere lo yoma? Oppure avevo ficcato il naso in affari che non erano di mia competenza? Il dubbio mi tormentava, e tingeva di amaro la mia vittoria, altrimenti candida quanto i miei vestiti.

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25-03-2018, 03:03 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 25-03-2018 03:05 PM da GioRix.)
Messaggio: #4
RE: [In Missione] Scheda di Triela (GioRix)
Sparizioni

Chi l'ha visto?



Capitolo 2______________________

Dunque, da dove cominciare stavolta...
Stavo leggendo tranquilla nella mia stanza, quando venni interrotta dalla chiamata del Maestro Huges. Mi presentai rapidamente al suo cospetto e, quando arrivò la mia incatenata compagna di squadra Rael, ci venero illustrati i dettagli. A quanto pareva, il nostro compito era quello ritrovare Morgana, una guerriera scomparsa, o quantomeno scoprire cosa le fosse successo. Pareva che fosse stata avvistata nelle terre del centro in compagnia di un bambino. Senza perdere ulteriore tempo ci fiondammo a Torilo, uno dei due villaggi presenti nella zona di ricerca.
Beh, lo ammetto, forse non ci siamo proprio fiondate... Abbiamo camminato di buona lena, certo, ma ci siamo concesse diverse pause per riposarci durante la notte. Per inciso, visto che la mia compagna sembrava essere analfabeta, ho sfruttato le pause per insegnarle un po' a scrivere, potrebbe tornarle utile in diverse occasioni.
Ma dicevo, Torilo. Un paesino di falegnami, pareva, costruito praticamente tutto in legno intagliato. Abbiamo fatto delle domande a quello che sembrava essere una specie di sindaco, e pare che diversi giorni prima una guerriera ed un bambino fossero effettivamente stati avvistati da quelle parti, sulla strada che portava a Godal. Va da se che ci recammo celermente... in un letto. Un corpo ben riposato funziona molto meglio di uno che dorme da giorni sulla nuda terra.
La mattina seguente partimmo quindi alla volta di Godal, città fortemente legata al culto del dio di Rabona. Che fortuna eh? Ad ogni modo, cercammo tracce di Morgana lungo il sentiero e nelle zone limitrofe fino a sera, senza successo. Quando ci accampammo, però, trovammo un bambino muto che sembrava essere stato abbandonato. Stando con lui per un po' riuscimmo a capire che quello era l'accompagnatore di Morgana, e che si era separato da lei in direzione di Godal. Quindi riposammo, partimmo, e arrivammo senza troppi problemi in città. Ci avvicinammo alla chiesa con la scusa di portare un orfano ai preti e, guarda un po', Rael sentì dello yoki sotto la cattedrale. Provai a convincere i preti a lasciarci entrare per uccidere lo yoma, e indovinate un po'? Esatto, ci facciamo strada con la forza.
Scendemmo al volo nella cripta, ci avvicinammo lungo un corridoio e scoprimmo nostro malgrado che le fonti di yoki erano ben tre, di cui una era una Morgana inchiodata a un muro. Combattemmo gli yoma, liberammo la nostra compagna e ci rigenerammo come potevamo, visto che Morgana ci mise parecchia fretta. Non senza un motivo.
Mentre stavamo scappando ci sbarrò la strada una donna, santa Sofia la chiamavano i preti, che ci lanciò ai piedi il cadavere del bambino di prima. Provammo quindi a scappare, ma Sofia si trasformò in un mostro enorme e ci attaccò con le sue ali. Probabilmente sapete molto meglio di me di che razza di mostro si trattasse, perciò non vi sarà difficile credere che l'intera cattedrale iniziò a crollare.
Io e Rael riuscimmo in qualche modo a fuggire, a rigenerarci e ad arrivare a Torilo, svenendo subito dopo. Quando ci risvegliammo ci trovammo in un letto, con Maestro Huges accanto. Facemmo immediatamente rapporto e, a quanto riuscii a capire, il tutto era probabilmente una sorta di trappola atta a spezzare il patto di non belligeranza tra l'Organizzazione e la chiesa di Rabona. Il maestro se ne andò subito dopo, asserendo di avere altri compiti da sbrigare. Quanto a noi, riposammo ancora un po' e facemmo infine ritorno.
L'unico problema ora è che la mia veste è praticamente a brandelli, e lascia scoperta ben più pelle di quanto vorrei. Dovrò rimediare alla svelta.

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06-04-2018, 06:31 PM
Messaggio: #5
RE: [In Missione] Scheda di Triela (GioRix)
Pre-Parade

Bisogna pur allenarsi, prima di esibirsi



Capitolo 3______________________

Il problema era, come rimediare? Era la prima volta che mi recavo nella mia area di competenza, perciò il luogo mi era tutt'altro che familiare. Decisi di tenermi a debita distanza da Lido, girando un po' per i boschi in cerca di un riparo. In effetti, con una sfortuna sfacciata, trovai un posto più che perfetto con un lago, un tetto, tanto spazio e ben nascosto alla vista degli umani.
Parlando di karma, me lo meritavo.
Nei giorni seguenti sistemai un po' il posto e mi procurai il necessario per vivere. Riguardo ai vestiti, optai per sistemarli cucendo foglie ed erbe adatte. Probabilmente non farò un figurone, ma in fondo l'immagine che gli umani hanno di noi non potrà certo peggiorare per due toppe sul vestito no?
In ogni caso, riuscii a vendere un cinghiale che avevo cacciato per un bel mucchietto di bera, con cui mi sono fatta un paio di stivali nuovi e una vecchia balestra per allenarmi. Ah sì, mi sono anche presa un paio di calze nuove e, a dirla tutta, ho la vaga sensazione che a queste ultime sia stato dedicato ben più tempo del necessario. Mah, sarà una mia impressione. Dopo aver fatto le dovute compere, ingaggiai anche un taverniere, Rolf mi pare, come messaggero per l'Organizzazione.
Una volta a casa, con la balestra preparai un attrezzo per allenarmi a schivare e parare dardi. Facendola breve, passai almeno due settimane a fare da puntaspilli. Nuda, per inciso, ma dopo la faccenda delle calze non mi stupisco più di nulla.
Oh beh, fatto sta che riuscii a migliorare almeno un po', sia nei movimenti e nella velocità di reazione, sia nel controllo del mio yoki.
Per provare sul campo la mia presunta nuova forza cercai qualche yoma da cacciare. Dopo diverse ricerche, ne trovai due... non vale la pena menzionare il combattimento, li feci fuori senza un graffio. Ho ancora il dubbio che fossero estremamente scarsi, e quindi pessimi metri di paragone ma... Beh, non trovai di meglio.
E questo è quanto. Emozionante, non è vero? No? Beh, non sono stata io a chiedervi di interessarvi alla mia vita privata ma... lasciate pure le vostre lamentele alla taverna di Rolf, le leggerò sicuramente.

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08-11-2018, 02:16 PM
Messaggio: #6
RE: [In Missione] Scheda di Triela (GioRix)
Il mercante di Lido

Ha i prezzi migliori



Capitolo 4                                     

E così, dopo ormai diverso tempo, ricevetti la mia prima lettera nella taverna. Non erano lamentele, per inciso, ma notizie dai miei superiori. Secondo quanto scritto da Duran, pare che delle mie compagne avessero trovato tracce di yoki in alcune merci trafficate nel deserto.
Il buon Rolf fu così gentile da indicarmi i tre commercianti di riferimento per la tratta con i nomadi, perciò non fu difficile raccogliere le informazioni che mi servivano, solo molto tedioso. Sul serio, ho dovuto firmare una pila di documenti alta così e sopportare gli insulti di un vecchio dalla parlantina ben poco elegante per avere qualche indizio. L’unico che non mi diede problemi fu Oliver in effetti, ma in fondo già ci conoscevamo.
Beh, alla fine non posso lamentarmi visto che sono riuscita a recuperare anche uno splendido mantello. E per recuperare intendo che ci ho speso quasi tutti i miei averi, ma sembra ne sia valsa la pena.
Comunque, tornando a noi, a parte uno straziante addio al mio piccolo rifugio (durante il quale ero come al solito senza vestiti, manco a dirlo) non è successo molto altro degno di nota. Alla fine, quello che riuscii a scoprire era che un uomo dallo strano comportamento, probabilmente uno yoma a quanto capii, aveva comprato un’armatura e un mantello come il mio per poi unirsi ad un gruppo di nomadi.
E qui abbiamo il mio ultimo colpo di fortuna, visto che a quanto pare la carovana presente in quel momento in città era la stessa che aveva accompagnato la mia preda circa un mese addietro. Sembrava quasi che i dadi del destino fossero stati truccati. Ad ogni modo, a quanto mi disse il capo di quel convoglio lo yoma in questione era interessato ad un particolare fiore con sedicenti proprietà magiche, che cresceva unicamente in una particolare oasi.
Ora, a  quanto ne so uno yoma non si dovrebbe interessare in nulla di simile, tuttavia un collegamento sembrava esserci. Il fiore, secondo Rashir (ovvero il capo della carovana), annoverava tra le sue molteplici proprietà quella di poter ritrasformare gli yoma in umani. Per quanto ne sappiamo sugli yoma, loro sono semplicemente mostri che possono imitare gli umani che divorano. Non ha molto senso che uno di loro voglia attivamente diventare un umano, ma quello sembrava essere l’unico possibile collegamento.
Ma troncando la mia digressione, stando a quanto riuscii a scoprire l’Organizzazione aveva già mandato un gruppo di novizie alla ricerca dell’oasi. Non ebbero successo, e vista la tempesta di sabbia che la attorniava la cosa non mi sorprende poi molto. Se non fosse stato per il mio mantello non so se ne sarei uscita incolume. Una volta raggiunta l’oasi al centro, ebbi modo di riposarmi e trovare tracce di yoki su dei petali sparsi sulla riva del laghetto centrale. Dopo aver dormito su un albero, esperienza tutto sommato pittoresca, recuperai una claymore senza simbolo che rinvenni nella sabbia e mi avviai verso Staph. Dopo un paio di tentativi, in effetti, visto che non avevo molta voglia di combattere il branco di iene che presidiava l’unico corridoio sicuro nella tempesta.
Una volta uscita, e ritenuto inutile continuare a cercare lo yoma vista la scarsità di tracce, tornai finalmente a Staph. Duran non sembrò troppo preoccupato del mio apparente fallimento, visto che ero comunque riuscita a riportare diverse informazioni.
Nemmeno lui seppe dirmi nulla riguardo alla volontà dello yoma, perciò ancora non sono riuscita a fare luce su questo mistero.
Chissà, forse i dadi del destino mi permetteranno di andare a fondo alla questione ma, come si suol dire, lo scopriremo solo sopravvivendo.

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