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In Vino Veritas [The Evil One]
29-12-2018, 05:00 PM
Messaggio: #41
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
Shyla ascolta con attenzione le tue parole e replica:
 
Si… Sissignora!
 
E sembra che un accenno di sorriso sia comparso sulle labbra della giovane cameriera, mentre si piazza in un punto dell’uscio dal quale tu puoi vedere lei e Shyla può tener d’occhio le scale.
Aperta un po' la finestra e rannicchiatati sotto di essa, per alcuni lunghi ed estenuanti minuti non accade nulla: la tua percezione non capta nulla e le tue orecchie odono solo un confuso borbottio provenire dal basso
Poi, ti sembra di sentire un aumento della confusione in giardino: il borbottio aumenta come se il numero di persone fosse cresciuto e, all’improvviso, una voce sovrasta le altre:
 
Uomini e donne di Rootwine! La scorsa notte una sedicente Claymore ha tentato di introdursi con la forza nella villa dei signori Soma, causando il lieve ferimento del Capomastro Garrison che tutti voi conoscete! Io e i miei uomini la stiamo cercando e qualunque aiuto per trovarla sarà gradito e tenuto nel giusto conto. Sappiate che la famiglia Soma offre una ricompensa per coloro che forniranno informazioni utili alla cattura di quel mostro ma sappiate anche che chiunque verrà sorpreso ad aiutarla, verrà considerato suo complice e giudicato secondo la legge!
 
Poi quella voce, probabilmente quella dello Sceriffo Guy tace e puoi sentire nettamente il mormorio della folla che commenta quella dichiarazione, però nessuno tradisce la tua presenza. Alcuni istanti dopo senti uno scalpiccio di cavalli, almeno tre, allontanarsi lungo il selciato:
 
Il Padrone sta per tornare! Meglio se ce ne andiamo!
 
Ti sussurra a quel punto Shyla dalla porta, preparandosi a correre via sollevando leggermente la sua gonna per non inciampare in essa: la seguirai per cercare di raggiungere la tua stanza o rimarrai nello studio ad attendere Jorge Cortez?
 
 
Citazione:Considera che, se scappi subito con Shyla, riuscirete a raggiungere la tua stanza senza fare incontri. Altrimenti, se rimani nel suo studio, non appena ti vedrà Jorge Cortez assumerà un’espressione contrariata, ma non oserà dire nulla. Ovviamente, se hai un’altra idea, descrivila pure e vedremo cosa succederà.
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29-12-2018, 07:02 PM
Messaggio: #42
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
Quando la voce dello sceriffo risuonò dal cortile, il volto della guerriera si contrasse in una smorfia simile a quella di un infermo al quale viene disinfettata una ferita infetta.

"Che bastardo ingrato… sto cercando di aiutare questa gente! Forse dovrei lasciare che lo Yoma li stermini tutti!"

Bianca si aspettava una reazione simile ma al tempo stesso riteneva che fosse decisamente eccessiva. Non si sentiva di escludere che Guy potesse essere in combutta con i Soma, ma forse la verità era molto più semplice e dura. Aveva commesso tanti errori ma perlomeno aveva appreso una lezione importante: il pregiudizio degli umani nei confronti delle guerriere dell'Organizzazione poteva essere un nemico temibile quanto gli Yoma. Non importava che lei stesse cercando di aiutarli, ai loro occhi lei non era altro che un mostro. Tesa come una corda di violino, non aspettava altro che qualche bracciante dei Cortez si facesse avanti e la tradisse. Incredibilmente, ciò non avvenne e la folla nel cortile iniziò a dissolversi. Shyla richiamò la sua attenzione.

Sì, andiamo!

La guerriera ripose lo spadone nel fodero dietro la schiena e seguì di fretta la giovane cameriera. In breve, riuscirono a tornare nella sua stanza senza incontrare nessun altro.

Noi siamo sempre state qui, ok? Le sorrise, facendole un'occhiolino e ponendo l'indice destro sulle labbra in segno del silenzio. Ho già fatto molti danni, non voglio mettere nei guai anche te per avermi aiutata. Da quando sono qui, mi hai trattato molto bene nonostante il mio caratteraccio... Grazie.

Questa volta Bianca distolse lo sguardo con aria imbarazzata e triste. Rifletté sul da farsi mentre attendeva in piedi che Cortez ritornasse. Lo avrebbe accolto dicendo: Allora... che notizie porta lo sceriffo? Immagino che non veda l'ora di vedere la mia testa su una picca...

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30-12-2018, 05:16 PM
Messaggio: #43
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
Shyla non aspettava altro che il tuo ordine per mettersi a correre a rotta di collo attraverso le scale e i corridoi della grande casa. In breve, ritornate alla tua stanza e vi chiudete dentro.
Il volto della giovane cameriera si illumina di gratitudine quando le rivolgi quelle parole gentili e, annuendo, Shyla risponde semplicemente:
 
Grazie, signorina Bianca…
 
Prima che la giovane cameriera possa dire altro, qualcuno bussa alla porta della stanza. Shyla la socchiude per poi spalancarla e cedere il passo al suo padrone, Jorge Cortez il quale, come ti aveva preannunciato, finito l’incontro con lo Sceriffo, è subito tornato da te, probabilmente per ragguagliarti sulla situazione.
Mentre lo saluti, Shyla esce dalla stanza, richiudendosi la porta alle spalle. Solo dopo il mastro vignaiolo risponde:
 
La vostra testa su una picca no, in fondo non avete ucciso nessuno. Però penso che se riuscisse a chiudervi in gattabuia finché non arrivasse un vostro superiore, uno di quei sinistri uomini in nero che girano per il paese, ne sarebbe felice. Meglio ancora se fosse qualcun altro e non lui a sbattervi in cella!
 
Jorge ride sommessamente per alcuni istanti, prima di tornare serio e proseguire:
 
In realtà le cose non si stanno mettendo bene: lo Sceriffo Guy ha promesso una ricompensa a chi fornirà informazioni utili alla vostra cattura e minacciato chi venisse sorpreso a darvi una mano. Mi aspettavo una mossa del genere e sono riuscito a istruire per tempo i miei uomini e i miei operai. Ma non so per quanto tempo l’omertà potrà durare: la ricompensa potrebbe fare gola a molte persone, soprattutto le più povere e non posso garantire la fedeltà di coloro che lavorano per gli altri mastri vignaioli, anche se ho già provveduto ad avvisarli.
 
L’uomo si acquieta per alcuni istanti, prima che il suo sguardo si illumini nuovamente e lui riprenda a parlare:
 
Quindi, per prima cosa, dobbiamo pensare a come impedire che vi trovino. Mi sono appena ricordato che, al limite della mia proprietà c’è una casupola, poco più grande di un capanno da caccia ma comunque ben attrezzata. Il bello è che pochi la conoscono ed è seminascosta da un boschetto di pioppi. Facendo un minimo di attenzione, da lì potreste andare e venire a vostro piacimento senza che nessuno vi noti. Se poi fosse necessario, potrei mandarvi Shyla se avessi bisogno di comunicare con voi e voi sareste libera di muovervi come più vi aggrada.
Che ne dite?
 
Indubbiamente Jorge Cortez sta proteggendo sé stesso e i suoi interessi: se venisse trovato con una guerriera in casa potrebbe avere dei problemi con lo Sceriffo e la tua missione rischierebbe di sfumare proprio adesso che hai la certezza che a Villa Soma si nasconde uno yoma.
Tuttavia, le parole dell’uomo ti sembrano sincere. Un posto tranquillo e fuori mano potrebbe essere quello che ci vuole per riorganizzare le idee e formulare nuovi piani.
Sempre che tu non abbia altre idee...
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31-12-2018, 07:19 PM
Messaggio: #44
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
"Quella che temo infatti non è la picca dello sceriffo, ma quella della signora Semirhage…"

Bianca ascoltò con aria corrucciata le parole del mastro vignaiolo. Portò il pollice e l'indice sotto il labbro inferiore mentre gli occhi fissavano un punto imprecisato del pavimento.

Sta bene. E' già tanto che qualcuno non mi abbia tradito seduta stante… me ne sarei andata comunque, per non rischiare. La ringrazio per avermi concesso l'uso del capanno. E sì, sarebbe gradita una visita di Shyla, nel caso avessi bisogno di qualcosa.

Non poteva chiedere di più dalla brutta situazione in cui si trovava. Era pronta ad andar via, non avendo nulla di ché con sé.

Se non c'è altro, mi muoverei subito. C'è un'uscita che posso utilizzare per andar via senza dare troppo nell'occhio?

A seconda della risposta, avrebbe deciso come avvicinarsi al casino di caccia. In caso negativo, avrebbe potuto depistare eventuali osservatori dirigendosi in una direzione diversa e poi virare, una volta fuori dalla vista, verso la casupola.

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02-01-2019, 07:43 PM
Messaggio: #45
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
Jorge Cortez annuisce soddisfatto alle tue parole poi, dopo averle ponderate per alcuni istanti, risponde:
 
Hm… meglio essere prudenti. Attenderemo il calare del buio, poi Shyla vi accompagnerà al capanno…
 
L’uomo sogghigna e si china verso di te, dicendoti a bassa voce:
 
Come cameriera sta ancora imparando, ma fin da piccola era molto brava a muoversi in territori selvaggi e a far perdere le tracce: se giocavate a nascondino con lei in un bosco, sarebbe stata un’impresa trovarla. Se c’è qualcuno che può farvi arrivare non vista al capanno, quella è proprio lei!
 
Poi, ritornando al consueto tono, Jorge conclude:
 
Devo chiedervi di portare pazienza e attendere qui la sera poi, dopo il tramonto, partirete. Poi potrete mettervi d’accordo con Shyla come riterrete opportuno.
 
Non ti rimane che rimanere rintanata nella tua stanza finché non fa buio. Shyla rimane a tua disposizione e ti chiede un paio di volte se desideri mangiare qualcosa prima di partire o se vuoi portarti dietro qualcosa, dal momento che al capanno non c’è cibo, almeno per ora.
Poco dopo il tramonto Shyla, indossando una veste verde scuro con un gonnellino corto che le arriva a metà delle cosce, degli stivaletti da viaggio e un mantello colore marrone stinto dai tanti lavaggi, bussa alla tua porta, portando con sé un mantello molto simile al suo:
 
Scusate, signorina Bianca ma… il vostro… vestito è troppo chiaro e potrebbe essere visto a distanza se qualcuno sorvegliasse la casa! Non abbiamo trovato nulla di adatto a voi ma vi prego almeno di indossare questo. Sarà sempre meglio di niente.
 
In ogni caso, quando sei pronta, Shyla si muove velocemente, attraversando la casa per un percorso che non avevi mai fatto finora e che appare stranamente deserto, finché arrivate a una porta secondaria che la tua compagna apre senza difficoltà. Davanti a voi, a una certa distanza, un campo occupato da lunghissimi filari di piante di vite:
 
Andiamo, signorina Bianca?
 
Ti dice Shyla e, senza attendere risposta, la tua guida si lancia di corsa verso il vigneto. La sua espressione è strana, sembrerebbe quasi… felice? E tu, ti lascerai guidare da lei oppure preferisci prendere in mano la situazione?
 
Citazione:Ho spinto ancora un po' sull’acceleratore ma, comunque, nel tuo prossimo post specifica i punti che ho lasciato in sospeso, ovvero la faccenda del cibo e del mantello. Poi considera che sei libera, se lo vuoi, di fare domande a Shyla, soprattutto alla fine della prima corsa che vi porterà dalla parte opposta del vitigno rispetto alla casa di Jorge Cortez.
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05-01-2019, 03:18 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 05-01-2019 03:21 AM da The Evil One.)
Messaggio: #46
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
La guerriera dai capelli biondo cenere annuì, sorpresa, a quello che gli aveva sussurrato il sig. Cortez e si rassegnò ad attendere che il sole calasse.

"Chissà... se è davvero così in gamba, potrebbe anche aiutarmi…"

L'attesa fu considerevole ma la compagnia di Shyla aiutò a mitigare la noia. Bianca passò tutto il tempo seduta sulla sedia, pensando a quale fosse la strategia giusta da adottare. Quando la cameriera le chiese riguardo il cibo, rispose: Si, è meglio portare qualche scorta al capanno. Potrei dover restare più a lungo del dovuto. Evidentemente, quello che aveva in mente avrebbe potuto comportare un po' di tempo. In un modo o nell'altro, il buio calò e Shyla fece la sua comparsa con delle scorte di cibo e vestita con abiti decisamente più adatti ad una fuga notturna rispetto che al suo completo da lavoro. Bianca accettò di buon grado il mantello quando la ragazza glielo porse.

Senz'altro… l'altra notte mi hanno scoperta esattamente perché ho dovuto toglierlo…

Disse con aria rammaricata, mentre indossava il mantello consunto. Per fortuna, riusciva a nascondere per buona parte il vestito chiaro e la spada riposta nel fodero alle sue spalle. Poi seguì in fretta Shyla lungo dei corridoi a lei ignoti fino ad arrivare ad una porta, oltre la quale si estendevano delle piantagioni di vite non troppo dissimili da quelle che aveva visto la scorsa notte nella proprietà dei Soma. Prima che Shyla scattasse a gran velocità verso i filari di vite, a Bianca non sfuggì l'espressione della cameriera, che pareva solleticata da quell'avventura aldilà delle sue classiche mansioni. La guerriera si abbandonò ad un sorriso beffardo e si apprestò a seguire la ragazza.

"Però... ha un bel passo."

Bianca le concesse un po' di vantaggio. Seguiva i cambi di direzione di Shyla, gli alberi di vite che sfrecciavano lateralmente. Ad un certo punto però la raggiunse, il rumore degli stivali metallici si fece incalzante ma decise di restare alle sue spalle. Non le voleva togliere il gusto di arrivare per prima. Giunte dalla parte opposta del vigneto, Shyla rallentò e così fece Bianca. La guerriera n.40 colse l'occasione per rivolgerle la parola.

Hai vinto tu! Sembri più a tuo agio sotto le stelle piuttosto che sotto il tetto dei Cortez… o mi sbaglio?

Bianca scherzò con lei sondando un po' il suo carattere benché, grazie al pettegolezzo di Jorge Cortez, sapesse già la risposta. Non era troppo diversa da lei, a ben vedere. Anche Bianca odiava stare rinchiusa nella fortezza dell'Organizzazione e preferiva di gran lunga stare all'aria aperta.

Ti muovi bene per essere al buio… sei cresciuta qui?

Le chiese poi con fare gentile, per ottenere più informazioni prima di ripartire.

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06-01-2019, 05:30 PM
Messaggio: #47
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
Shyla sorride alle tue domande, mentre ansima per riprendere fiato: la giovane potrà anche cavarsela bene ma di sicuro la sua resistenza alla fatica non può reggere il confronto col tuo corpo ibrido:
 
Sì, io… amo stare all’aria aperta…
 
Inizia a rispondere col fiato ancora mozzo per la corsa poi, dopo aver recuperato un po', Shyla continua:
 
Mio padre era un cacciatore, sono stata cresciuta da lui perché la mamma è morta quando sono nata. Quando sono diventata grande a sufficienza, per non lasciarmi sola quando lavorava papà mi ha insegnato il suo mestiere, così potevo accompagnarlo nelle sue battute.
 
L’espressione della giovane si fa un po' triste:
 
Ma due anni fa papà è morto in un incidente di caccia… un cinghiale ferito che era sfuggito all’accerchiamento si è avventato su di lui… i cinghiali feriti sono ferocissimi e il mio papà non ha avuto scampo. Prima che i suoi compagni riuscissero ad abbatterlo, lui era già morto…
 
Shyla si asciuga una lacrima, per poi continuare:
 
Rimasta sola, ho cercato di prendere il posto di mio padre ma nessuno mi dava fiducia perché sono troppo… giovane. Per fortuna Padron Cortez mi prese con sé, affidandomi alle cure di Julia, la capo cameriera, affinché imparassi il mestiere, con la promessa che, quando sarei stata più grande, mi avrebbe affidato il ruolo di capo caccia della sua tenuta.
 
L’espressione di Shyla torna ad essere sorridente:
 
Nel tempo libero, ho esplorato in lungo e in largo prima la tenuta del Padrone e poi il territorio circostante e penso di conoscerlo molto bene. Credo sia per questo che mi è stato chiesto di accompagnarvi al capanno da caccia del padrone e di mettermi a vostra disposizione se pensate di aver bisogno di me.
 
Le ultime parole di Shyla, contengono una evidente nota di speranza: speranza di poter dimostrare agli scettici quanto vale? Oppure la speranza di partecipare a un’impresa? Di certo la ragazza sembra metterci tutto il suo entusiasmo infatti, non appena ha recuperato fiato, dopo averti fatto un cenno, la cameriera cacciatrice riparte di corsa.
Nell’oscurità, a malapena squarciata da una piccola falce di luna e dal brillare fioco delle stelle, tenendo gli occhi sulla tua guida per non perderti, sei a malapena cosciente di aver attraversato di corsa un’ampia radura per poi infilarti in un fitto boschetto di alberi dal tronco alto e sottile, i cui primi rami sono troppo alti per crearvi problemi, permettendovi di concentrarvi sul compito di non inciampare in eventuali radici sporgenti, radici che, comunque, Shyla ti segnala non appena le nota, rallentando a malapena la sua corsa.
Dopo alcuni minuti, la tua guida ti porta in una piccola radura dove sorge una piccola ma curata costruzione in legno, dall’aspetto di una piccola baita.
 
Siamo arrivate!
 
Esclama Shyla, finendo la sua corsa davanti all’uscio della casetta, estraendo una chiave che utilizza per aprire la porta, lasciandoti entrare per poi richiudersela alle spalle, lasciandosi poi cadere a terra, ansimando come un mantice.
 
L’interno della casetta è uno spazio unico, con una piccola finestra vetrata su ogni lato, un caminetto in pietra per scaldare l’ambiente con una catasta di legna vicino, un tavolo con quattro sedie in mezzo, un paio di letti a castello e un tavolo da lavoro con alcuni attrezzi agli angoli:
 
Bene…signorina… Bianca! Da qui… in avanti… il capo… siete voi!
 
Ti dice Shyla ancora col fiato mozzo ma felice di averti portata a destinazione senza problemi.
Ora tocca a te: è tempo di riflettere sul da farsi e metterlo in pratica…
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07-01-2019, 03:29 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 07-01-2019 03:35 AM da The Evil One.)
Messaggio: #48
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
Bianca rimase colpita dal racconto di Shyla e di quante somiglianze ci fossero fra i loro due vissuti. Entrambe cresciute con una figura maschile, sole al mondo e messe in un posto che non faceva al caso loro. Il volto non tradì i suoi pensieri, se non fosse per un piccolo sorriso malinconico che non riuscì a nascondere. Per fortuna la giovane cameriera le servì una battuta per continuare la conversazione in maniera più felice e proficua. Credo anche io che il nostro incontro non sia un caso. Le disse, sperando di aver solleticato la sua voglia di avventure. Dopo quello scambio di parole le due ragazze ripartirono di gran carriera, attraversando quella che a Bianca parve una radura scoperta e poi un bosco dagli alberi ad alto fusto quando, ad un tratto, avvistarono il casino di caccia.

"Cortez aveva ragione, è un posto ben riparato…"

Bianca esplorò brevemente il capanno mentre Shyla si accasciava a terra per recuperare le energie. Non si aspettava nulla di più: era fortunata ad avere perlomeno un tetto sulla testa. Si avvicinò al camino e prese della legna dalla catasta, sistemando i pezzi più piccoli alla base ed un paio più grossi in cima. Poi cercò qualcosa per fare da miccia e per dare l'innesco. Vieni qui a scaldarti, fra poco calerà la notte. La guerriera non sentiva il freddo o il caldo grazie al suo corpo ibrido ma non dimenticò di preoccuparsi di Shyla. Le avrebbe rivolto la parola, sia se si fosse avvicinata che no. Allora… vuoi davvero aiutarmi? Hai la capacità e la conoscenza per farlo ed, in più, potrai andare dove io non posso, giacché non sono più una persona gradita in questa zona…

La guardò negli occhi per poi tornare ad armeggiare per accendere il fuoco. Sperava di aver fatto definitivamente breccia nel suo spirito da cacciatrice. Rimanendo in posizione rannicchiata, Bianca avrebbe ripreso a parlare come se stesse pensando a voce alta.

Lo Yoma è come un animale... il predatore per eccellenza. Più temibile di un orso, più veloce di una faina. Come forse saprai, gli Yoma sono maestri nel prendere le sembianze altrui. Tu non puoi riconoscerlo, ma io sì. Sono certa che sia a conoscenza della mia presenza quindi si farà ancora più cauto. Ad essere sincera, la situazione non è delle migliori... ma dovremo cavare qualcosa di buono.

Cercò di portare la conversazione su un aspetto in cui anche Shyla avrebbe potuto dire la sua, equiparando lo yoma ad un animale. Si concentrò sulle informazioni che aveva raccolto e non sugli errori che aveva commesso.

Ho percepito la sua presenza all'interno della villa dei Soma quindi è lì che si nasconde… ed è davvero un bel nascondiglio. Possiamo dire però, con relativa certezza, che è da più di una settimana che non…. mangia. Non ci sono state sparizioni da quando mi sono messa in viaggio.

Indugiò sulla parola che in quel contesto assumeva un significato macabro. Ma era giusto che Shyla capisse a cosa andavano incontro, nel caso avesse accettato di aiutare Bianca. La guerriera continuò.

Un animale affamato potrebbe commettere qualche passo falso. Abbiamo due possibilità, per come la vedo io. La prima è quella di utilizzare una tattica attendista. Prima o poi sentirà il bisogno di cacciare ma se lo facesse all'interno della villa dovrebbe farlo in maniera più aperta delle altre volte… a quel punto, anche un cretino come lo sceriffo Guy capirebbe che uno Yoma si nasconde fra i Soma. E potrebbero cambiare idea su come trattarmi. Altrimenti, dovrà comunque rischiare di incontrarmi uscendo dalla villa. Sono pronta ad aspettare quanto necessario.

Bianca fece una breve pausa. Se fosse riuscita a far sviluppare una fiamma, avrebbe soffiato delicatamente su di essa per alimentarla.

Oppure potrei… attirarlo con un'esca. Mi sembra che sia un esemplare sveglio a dire la verità e, a meno che non impazzisca letteralmente della fame, credo che sia difficile che ci caschi. Ma con le poche informazioni che abbiamo, sono solo ipotesi.

"Potrebbero bastare delle interiora di animale? Del sangue umano sarebbe perfetto per attirarlo…"

La guerriera guardò per un'istante Shyla e pensò ad una cosa della quale si vergognò. Usare la ragazza come esca. Effettivamente, la cameriera-cacciatrice sarebbe potuta essere un eccellente tranello per un'imboscata. Perlomeno era sveglia ed esperta con pratiche di caccia come quella, sebbene in questo caso non si trattasse di certo di volpi o cinghiali. Andò avanti con i suoi ragionamenti, scacciando il pensiero.

C'è anche dell'altro tuttavia… il comportamento di mastro Garrison è stato sospetto, così come la politica che Julian Soma e Zanis Luskan stanno attuando nei confronti della vicenda. Per non parlare dello sceriffo. Sembra che nessuno sia interessato alla presenza di uno Yoma nella loro villa. Potrebbero essere tutti degli insensibili bastardi oppure c'è qualcosa sotto… me ne devo accertare. Devo escludere che lo Yoma sia uno dei due.

Non era abituata a parlare così tanto ma con Shyla si trovava a suo agio e, stranamente, sentiva che la conversazione la stava aiutando a fare chiarezza nella sua mente. Riprese fiato.

Per caso tu sai se Soma e Luska si allontanano mai dalla loro villa? Magari per andare a Rootwine o in altri villaggi vicini, per faccende di lavoro... potrei tagliare loro la strada ed incontrarli. In caso contrario, dovrò pensare a qualcosa per stanare anche loro.

"Potrei scrivere loro una lettera, fingendomi un ricco compratore? Shyla potrebbe consegnarla ad un messo..."

Non avrebbe avuto timore di trovarsi con loro faccia a faccia, ora che ormai la sua presenza era sulla bocca di tutti. Stancatosi di stare piegata sulle ginocchia, si sedette a terra.

Un'altra cosa.. sai indicarmi un percorso che posso prendere da qui per sorvegliare la villa dei Soma, Rootwine e le strade nei dintorni? Un altura o un bosco sarebbero perfetti… mi serve un posto da dover poter osservare gli spostamenti dei carri da e verso la tenuta dei Soma.

Finalmente Bianca avrebbe lasciato modo a Shyla di elaborare tutte quelle informazioni e rispondere. Se il fuoco avesse preso, in quel momento le fiamme avrebbero illuminato il volto candido della guerriera, creando giochi di luce sullo sfondo argenteo dei suoi occhi.

Ad ogni modo, non posso sprecare l'oscurità. E' l'unico momento in cui posso muovermi più liberamente ed inoltre, alcune sparizioni sono avvenute al rientro dei lavoratori alle loro dimore… chissà, potrei avere fortuna…

Con aria scettica si alzò in piedi, spazzolando la polvere dalla tuta nel punto in cui era venuta a contatto con il pavimento.

Credo che tu abbia fatto abbastanza per questa sera. Riposati, te lo sei meritato. Vuoi rimanere qui per la notte o devi tornare alla villa? Puoi fare quello che desideri, ma fai attenzione… qualcuno potrebbe notare che manchiamo entrambe. Dovresti farti vedere di tanto in tanto, per non destare sospetti.

Bianca avrebbe aspettato di ascoltare le risposte di Shyla prima di uscire per la perlustrazione notturna, a seconda delle informazioni raccolte.

Citazione:Yoki utilizzato: 0% - Punti Limite: 1/15
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Stato psicologico: Concentrata nell'elaborare una strategia.
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Citazione://OFF ho preso la libertà di ruolare l'accensione del fuoco perché ho dato per scontato che, data la presenza della legna, ci fosse anche qualcos'altro per accenderlo. Così per fare un po' di role durante il dialogo. Se sono andato "oltre" facendo meta chiedo scusa. //OFF
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07-01-2019, 10:58 PM
Messaggio: #49
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
Shyla ascolta in religioso silenzio tutto quello che hai da dirle e poi, una volta che ha recuperato completamente fiato, ti risponde:
 
A parte il Padrone e la signorina Julia credo che nessuno noterà la mancanza di un’insignificante cameriera come me…
 
La ragazza ti sorride, un sorriso sincero:
 
Perciò se mi volete con voi, sarò felice di aiutarvi e, visto il pericolo, vi prometto che obbedirò a ogni vostro ordine. In fondo, voi sapete cosa vuol dire avere a che fare con questo “yoma”, io no.
 
Dopo aver riflettuto per alcuni istanti, Shyla prosegue:
 
Signorina Bianca, visto che siete convinta che quello yoma si sia nascosto a Villa Soma, mi chiedo e vi chiedo: secondo voi è possibile che quella creatura stia in qualche modo ricattando i signori Julan e Zanis? O forse ha preso le sembianze di qualcuno a loro caro e sta sfruttando la situazione per fare i suoi comodi? Inoltre, non mi fiderei comunque dello Sceriffo Guy… corre voce che da molto tempo si sia venduto alla famiglia Soma.
 
La giovane cameriera si avvicina al fuoco che scoppietta nel camino e prosegue:
 
E’raro che il signor Julian si faccia vedere fuori dalla tenuta. Ama talmente il suo mestiere che, almeno finora, non pensa ad altro, con grande disappunto di quasi tutte le ragazze del paese, dal momento che si dice sia molto bello, oltre che ricco. Per questo, prima di morire, suo padre nominò l’amico fraterno di Julian, Zanis Luskan come contabile delle loro proprietà e, almeno finora la cosa sembra funzionare: il primo produce vino, il secondo amministra le finanze. Però in questi ultimi mesi anche il signor Zanis si è fatto vedere in giro sempre di meno ed è da un po’ che non scende a Rootwine. Credo abbiano dei servi fidati che si occupano delle faccende in paese.
Per quanto poi riguarda i punti dove stare di vedetta…
 
Shyla riflette un po’ ma poi scuote la testa:
 
Non c’è un posto che consenta di tenere d’occhio contemporaneamente Villa Soma e Rootwine, sono troppo distanti e le colline tutt’attorno sono troppo boscose per permettere una visuale su entrambi i punti. Ma siamo in due e potremmo spartirci i compiti! Quando ho saputo del piano di padron Cortez ho dormito per tutto il pomeriggio perciò non sono stanca. Se volete muovervi subito posso accompagnarvi senza problemi.
 
Shyla sembra piena di entusiasmo all’idea di potersi rendere utile, poi però pianta le mani sui fianchi e con aria di finto rimprovero ti dice:
 
Ma dovete imparare a essere prudente, signorina Bianca! Non ho detto nulla perché fuori la notte è buia a sufficienza. Però se ci fosse più luce lunare si vedrebbe benissimo il fumo che esce dal camino, svelando che qui c’è qualcuno a quest’ora della notte! E’anche per evitare problemi di questo tipo che ci siamo portate dietro da mangiare, no?
 
Uno a zero per Shyla! La prossima mossa tocca a te…
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08-01-2019, 01:17 PM
Messaggio: #50
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
La conversazione continuò con un bel piglio.

Non avevo pensato a queste due ipotesi… ma penso che avrebbero avuto modo di avvisare l'Organizzazione per vie traverse, senza aspettare che fosse Cortez a farlo. Terremo a mente anche queste eventualità comunque, per non escludere nulla. Perlomeno mi hai dato conferma del mio sospetto fin dall'inizio, ossia che Guy fosse in combutta con i Soma.

Fu contenta di aver avuto ragione almeno su una cosa, dato che quella missione stava andando decisamente nel verso sbagliato. Bianca ascoltò quello che Shyla aveva da dire riguardo Julian e Zanis. Era singolare il fatto che stessero uscendo sempre meno nonostante la presenza di uno Yoma nella loro villa. Che Shyla avesse ragione? La situazione pareva più complicata di quanto sembrasse e Bianca era stanca di brancolare nel buio. Quando la cameriera-cacciatrice le diede la sua disponibilità, colse la balla al balzo.

D'accordo. Io terrò d'occhio Villa Soma e tu Rootwine. Forse non è troppo tardi per sorvegliare i braccianti al ritorno da lavoro, anche se potrebbero aver già rincasato.

Prima che Bianca potesse muoversi tuttavia, venne rimproverata in maniera bonaria da Shyla. Si sentì un po' ferita nell'orgoglio poiché aveva acceso il fuoco per lei, per renderle più confortevole il soggiorno. Anche da quel commento però Bianca capì che doveva migliorare sotto tanti aspetti. Rispose sdrammatizzando.

Eh va bene… uff… bisogna stare attenti proprio a tutto...

"Bah...Lo avevo acceso per lei! Ma penso che abbia ragione… devo stare più attenta a sciocchezze come questa."

Si chinò davanti al camino e scompose la legna che aveva cominciato da poco a bruciare. Sparpagliandoli, i ceppi si sarebbero spenti da lì a poco. Restò lì qualche istante per assicurarsene.

Possiamo andare. Vedi se su quel tavolo c'è un coltello o qualcosa che ti possa tornare utile. Da ora in avanti dobbiamo essere quanto più furtive possibile quindi occhio a dove mettiamo i piedi. Ti seguirò fino al punto di vedetta che sceglierai, poi proseguirò per il mio. Se succede qualcosa, raggiungimi. Fra un paio d'ore però, vorrei che mi raggiungessi comunque per fare rapporto. Quando ti avvicinerai alla mia postazione, rivela la tua presenza con questo segnale… su un tronco o su una roccia...

Si avvicinò al tavolo e con la mano chiusa a pugno, colpì il legno con le nocche: tre colpi in rapida successione ed uno più distaccato.

Così saprò che sei tu. Io farò lo stesso. Nel caso io non dovessi esserci, non cercarmi! Potrebbe essere pericoloso… in tal caso torna di vedetta a Rootwine e rincasa quando lo vorrai. Se non c'è altro... vai avanti tu.

Bianca si assicurò che il mantello fosse ben legato e tastò l'elsa della spada sulla sua schiena. Era pronta ad andare. Avrebbe aspettato che Shyla chiudesse la porta del capanno e poi si sarebbe incamminata con lei. Se avessero raggiunto il punto di vedetta per sorvegliare Rootwine, Bianca avrebbe lasciato lì Shyla e proseguito per cercare un punto di osservazione per Villa Soma, secondo le indicazioni della giovane cacciatrice.

La guerriera n.40 era solleticata dal ritornare in azione, dopo tutte quelle elucubrazioni ed ipotesi. Sperava che il piano da lei ponderato potesse portare qualche frutto o perlomeno qualche informazione, sebbene fosse conscia del fatto che le probabilità che lo Yoma si rivelasse quella notte fossero scarse.

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09-01-2019, 10:46 PM
Messaggio: #51
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
Shyla asseconda il tuo proposito e così, dopo aver spento il fuoco e procuratasi un coltello da usare come arma, la giovane esce con te e chiude l’uscio della piccola casetta, affidandoti una delle due chiavi che ha con se:
 
Nel caso una sia costretta a tornare prima dell’altra…
 
Fatto questo, vi avviate nuovamente nella notte. Camminate per circa un’oretta seguendo un percorso tra boschetti e radure che solo Shyla sembra conoscere, finché la strada comincia a salire verso la sommità di una collinetta e, una volta raggiunta la cima coperta dagli alberi, la tua compagna d’avventura si infila tra essi finché non le riesce di trovare un punto riparato dal quale si domina Rootwine dall’alto:
 
Bene, signorina Bianca, io sono arrivata.
 
Shyla indica poi una collina simile a quella ove vi trovate che sorge sulla sinistra rispetto alla vostra posizione:
 
Ora voi dovete scendere e salire su quella collina laggiù. Dalla sua sommità dovreste essere in grado di vedere la tenuta dei Soma. Non potete sbagliare, non vi sono altri edifici nella zona.
In bocca al lupo! Se non succede nulla ci vediamo tra un paio d’ore e se non vi trovo tornerò qui e poi, domattina vi aspetterò al capanno fino a mezzogiorno. Se non arriverete entro quell’ora tornerò a casa.
 
Non c’è altro da dire e così vi separate. Grazie alle indicazioni di Shyla non ci metti molto a raggiungere un buon posto d’osservazione ed eccola lì, Villa Soma, tranquilla e immersa nel buio della notte.
 
Per una buona oretta non accade nulla ma poi la tua attenzione viene attirata da una nuvoletta di polvere sulla strada proveniente da oltre la villa, dalla direzione opposta a Rootwine. Quella nuvoletta è causata da cinque persone a cavallo che, arrivate al bivio, prendono decisamente la strada che porta al cancello principale della villa e, anche se la tua visuale è disturbata dagli alberi che costeggiano il viale, riesci a vedere che i cinque misteriosi cavalieri si sono fermati in prossimità dell’ingresso di Villa Soma, che rimane immersa nell’oscurità, anche se hai avuto l’impressione di vedere qualcosa spostarsi dall’edificio in direzione del cancello.
 
Ma sei troppo lontana per esserne sicura, potrebbe essere stata una tua impressione…
 
 
Citazione:Sei libero di descrivere il luogo dove Bianca si è appostata come desideri, tenendo però conto della natura collinare e boscosa della zona.
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10-01-2019, 04:34 PM
Messaggio: #52
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
La notte calò sulla guerriera e sulla cacciatrice, mentre si avventuravano fra i sentieri nei boschi. Ci volle un'ora di cammino per giungere ad una piccola altura che potesse permettere di sorvegliare Rootwine e lì Bianca si congedò con la sua inedita - ed umana - compagna di missione. Da lì, la n.40 dell'Organizzazione non impiegò molto a raggiungere il punto di vedetta suggerito da Shyla. Si trattava di una collinetta sulla quale cresceva un boschetto di alberi leccio, dalla chioma alta e larga. Bianca trovò riparo fra qualche cespuglio basso e da quella posizione dominava la piccola valle davanti a sé, dove si ergeva solitaria Villa Soma. Riconobbe la strada che aveva fatto la scorsa notte ed il bivio che portava all'ingresso principale.

"Ora non mi resta che aspettare… almeno il panorama è gradevole."

Bianca attese nel silenzio della notte, rotto solo dalle foglie mosse dal vento. Le piacque starsene da sola in mezzo alla natura, senza nessuno intorno. I vigneti erano deserti ed i suoi occhi si posavano sulle strade e sulla villa. Di tanto in tanto levava lo sguardo al cielo, illuminato dalla luna e da alcune stelle che facevano capolino dietro qualche nuvola.


Ad un tratto però qualcosa attirò la sua attenzione: una piccola nube di polvere si levava dalla strada oltre la villa. Un gruppo di cinque uomini a cavallo, proveniente dalla direzione opposta a Rootwine, si stava avvicinando. Arrivati al bivio virarono, imboccando il viale alberato della villa e fermandosi di fronte all'ingresso principale.

"Che siano lo sceriffo ed i suoi uomini? Stamattina non ho visto quanti fossero, ma dal rumore degli zoccoli credo che fossero almeno un paio se non di più… avranno diffuso la notizia della ricompensa per la mia cattura anche nelle proprietà in quella direzione?"

Aguzzò la vista cercando di scorgere qualche dettaglio in più, ma la distanza era eccessiva per una visuale nitida. Le sembrò tuttavia di percepire un movimento dalla tenuta. Probabilmente qualcuno era uscito per ricevere gli uomini a cavallo appena giunti.

"Se è Guy, si dirigerà verso Rootwine. Se invece ritornano da dove sono venuti, proverò a seguirli… indagare non può che fare bene vista la scarsità di informazioni… a dire il vero, vorrei attendere qui per seguire meglio i loro spostamenti, ma ho paura di perdere troppo terreno nel caso dovessero ritornare al galoppo..."

Bianca era indecisa se avvicinarsi o restare in attesa di sviluppi. Titubò per qualche istante ma decise abbandonare la posizione. I lavoratori ormai erano tutti rincasati ed aspettare lì le avrebbe portato più dubbi sull'identità dei cinque uomini piuttosto che risposte alle sue mille domande. Perlomeno avrebbe accorciato le distanze ed avrebbe potuto seguire più da vicino gli uomini a cavallo.

"Coraggio..."

Prima di muoversi, si ricordò dei mastini da guardia presenti nei vigneti, da cui aveva imparato a tenersi a distanza. Si sfilò velocemente il mantello e strofinò la parte esterna con il terreno. Sporco di terra ed impolverato, avrebbe potuto coprire meglio il suo odore. Poi valutò la direzione del vento ed iniziò a scendere dalla collina. Se avesse sentito qualche latrato, si sarebbe tenuta sottovento, senza mai perdere di vista il suo riferimento, Villa Soma. Voleva avvicinarsi quanto più possibile alla biforcazione: aveva già sperimentato che gli alberi sul viale erano sufficientemente grossi da poter fungere da nascondiglio. Da lì, avrebbe sbirciato lungo il viale per osservare i cinque uomini e chiunque li avesse accolti. Se il viale alberato si fosse rivelato troppo lontano da raggiungere, si sarebbe accontentata di avvicinarsi quanto possibile ma mantenendosi sempre celata alla vista.

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Stato psicologico: Contenta di passare un po' di tempo all'aria aperta; indecisa sul da farsi, poi trova coraggio e si concentra per avvicinarsi.
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11-01-2019, 10:56 PM
Messaggio: #53
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
Questa volta, almeno per il momento, la fortuna sembra arriderti: il vento anche questa volta allontana il tuo odore dalla villa e, di conseguenza dal naso dei mastini, gli alberi del viale ti offrono una protezione ottimale e così riesci ad arrivare nuovamente fino ad un centinaio di metri dall’ingresso di Villa Soma, laddove una delle cinque figure a cavallo sta parlando con qualcuno che sta al di là del cancello che comunque è chiuso.
E quel qualcuno emana yoki!
 
D’accordo, signor Luskan! Alle prime luci dell’alba faremo un’incursione a Rootwine. Ma cosa dobbiamo fare se troviamo la Claymore? Quei mostri sono pericolosi!
 
Dice il cavaliere più vicino al cancello, rivolgendosi direttamente alla figura che si trova oltre ad esso:
 
In quel caso, ignorerete la Claymore, prenderete chi le ha dato aiuto o chi riterrete che lo abbia fatto e lo consegnerete allo Sceriffo, dichiarando chiaramente che quella sarà la fine che faranno tutti coloro che aiuteranno quella mezza demone! Voglio proprio vedere cosa farà quella bastarda quando si troverà terra bruciata tutt’attorno a se.
 
Risponde la figura che emana yoki oltre il cancello. Evidentemente quegli uomini, tutti avvolti nei loro mantelli, si sentono sicuri e non badano ad abbassare la voce.
A quel punto, la figura oltre il cancello passa un sacchetto tintinnante oltre le sbarre al cavaliere che aveva parlato con lui, dicendogli:
 
Come pattuito, questi come anticipo e il doppio se riuscirete a togliere di torno quella peste. Se poi riusciste a dimostrarvi migliori di quel che sembrate e mi portaste il cadavere di quel mostro… Beh, posso solo dirvi che non avreste problemi di denaro per un bel po’ di tempo!
 
A quelle parole, i cinque cavalieri ridacchiano tra di loro ma sembra che stiano per muoversi.
Da quando sei qui, non sei mai stata così vicina allo yoma… Spetta a te decidere cosa fare!
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14-01-2019, 02:36 AM
Messaggio: #54
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
Grazie alle precauzioni prese e alla conoscenza della zona, Bianca riuscì senza particolari problemi a raggiungere il viale. Nascosta dietro uno degli alberi, la sua Percezione avvertì qualcosa. Fu una sensazione più netta rispetto a quella della scorsa notte ed improvvisamente il suo cuore perse un battito. La persona che aveva accolto i cavalieri era lo Yoma. La guerriera, sorpresa per la scoperta, tese le orecchie. Per sua fortuna, non ci fu bisogno di un udito finissimo poiché gli uomini stavano parlando a gran voce.

"Che tu sia maledetto! Ha preso le sembianze di Luskan!"

Bianca fu elettrizzata dall'aver finalmente scoperto l'identità dello Yoma. Sul suo volto comparve un ghigno soddisfatto, ma che da lì a poco si sarebbe affievolito. Le parole che udì non furono per niente rassicuranti.

"Però... ho trovato uno Yoma testa fina… è disposto a tutto pur di mettermi i bastoni fra le ruote…"

Il demone stava pagando profumatamente quegli uomini affinché le dessero la caccia ed avrebbero imprigionato chiunque fosse sospettato di averla aiutata. Istintivamente pensò a Shyla, di guardia sulla collina. Lì non avrebbe rischiato, ma non era del tutto esente da pericoli.

"Dovrei tornare ad avvisarla… però sono davvero molto vicina a quel bastardo…"

Bianca restò nascosta per qualche istante, in attesa che i cavalieri girassero i loro destrieri per andar via. Avrebbe dovuto comunque aspettare che sfilassero via prima di potersi muovere, in una direzione o nell'altra. Una parte di lei, conscia delle difficoltà avute la scorsa notte, le suggeriva prudenza. Lo Yoma era all'oscuro che la sua identità fosse stata svelata ed una mossa falsa avrebbe potuto vanificare questo piccolo vantaggio ottenuto con grande fatica. Il suo nemico, senza ricorrere alla sua forza e alle sue fauci, era riuscito a metterla sotto scacco senza neanche esporsi troppo. Questo l'aveva fatta infuriare fin dal primo istante e il suo lato più competitivo e sanguigno bramava di agire e di tagliare la testa del demone una volta per tutte. Aveva pochi secondi per decidere e, per quanto fosse difficile, cercò di farlo senza farsi condizionare dalla paura e dall'insicurezza così come dalla voglia di rivalsa.

"Al diavolo… non devo prendermi in giro! Se me ne vado, non ho realmente in mente un buon piano che possa funzionare! Devo sfruttare al massimo questo colpo di fortuna… posso mettere fine a tutta questa faccenda con un colpo di spada!

Maturata la scelta in cuor suo, non le restava che metterla in pratica. Rimase il più possibile nascosta dietro il tronco d'albero ad aspettare che i cinque uomini a cavallo sfilassero via. In quegli ultimi istanti di relativa calma, mantenne i suoi sensi percettivi rivolti verso la fonte di Yoki, per valutarne la posizione. Lo Yoma doveva allontanarsi un po' dal cancello affinché Bianca potesse coglierlo alle spalle. Una volta che l'ultimo degli uomini a cavallo avesse sorpassato la sua posizione, sarebbe scattata alla massima velocità verso la tenuta. Il rumore degli zoccoli avrebbe coperto il suo scatto.

"Vediamo se sono migliorata…"

Rilasciò buona parte del suo potere demoniaco. Attingere a tutta la sua rapidità sarebbe stato cruciale e non c'era tempo per risparmiarsi. Si sforzò per controllare quella grande quantità di Yoki, ma sentiva di poterla gestire. Doveva farcela. Sentì la forza dello Yoki alimentare i suoi muscoli e ne conseguì un aumento considerevole del suo passo. Gli occhi, dalla pupilla verticale e brillante di una luce intensa, percepivano gli alberi del viale sfrecciare sempre più velocemente. Il volto era contornato da molte vene pulsanti mentre i denti si erano ormai tramutati in zanne. Il muro di cinta della villa era sempre più vicino e Bianca manteneva puntata la sua Percezione sullo Yoma. Era essenziale valutare la sua posizione prima del salto.

"Salterò le mura di netto… estrarrò la spada e lo taglierò in due prima che se ne accorga!"

Bianca si concentrò per compiere il balzo. Stimò in pochi istanti il terreno di fronte a sé, la sua velocità, la distanza dal muro e la sua altezza, sulla base di quello che aveva visto l'altra sera. Voleva effettuare un salto teso per non perdere velocità nell'atterraggio, ma doveva far attenzione a non toccare la sommità delle mura, piena di pericolosi vetri acuminati. Cercò tuttavia di non rischiare troppo, valutando il punto di stacco in modo da passare sopra il muro con un certo margine, anche considerando il mantello che aveva addosso. Arrivata al punto da lei scelto, avrebbe caricato la gamba buona, la destra, per scattare come una molla e cercare di scavalcare il muro. Il dado ormai era tratto.

In aria, provò a ritrarre le gambe quanto bastava per diminuire le probabilità di incespicare nel muro. Se fosse andato tutto liscio, in un baleno sarebbe stata in parabola discendente e si preparò per l'atterraggio. L'ideale sarebbe stato atterrare in maniera morbida, per continuare la corsa senza soluzione di continuità. Cercò di ammortizzare con la gamba di arrivo l'urto con il suolo, nella speranza di non cadere. Se ci fosse riuscita, solo una quantità non precisata di metri l'avrebbero separata dallo Yoma con le sembianze di Luskan. Fino a quel momento si era affidata alla sua Percezione per individuarlo: se fosse riuscita nel balzo invece, probabilmente sarebbe stato in vista. Continuando a correre verso di lui, avrebbe sfoderato la grossa claymore con la sola mano destra, bilanciando il movimento con il braccio sinistro dall'altro lato. Avrebbe cercato di schivare eventuali guardie sul suo cammino, con l'obiettivo di non farsi rallentare. Se fosse riuscita nel suo intento, le guardie e tutti coloro che ora la volevano catturare avrebbero cambiato idea. Ma l'unico modo per convincerli era, appunto, mostrare loro il cadavere dello Yoma. Non avrebbe perso tempo a parlarci poiché a nulla sarebbe servito. Avrebbe corso rapida ed impavida, cercando di non farsi saettare fra filari di vite, a seconda della posizione del suo nemico. Lo scopo era arrivare dritta allo Yoma, per poi sferrare un potente e rapido colpo mezzano orizzontale a due mani. Avrebbe mirato al busto, il bersaglio più grande, per non rischiare di mancare il colpo.


Citazione:Yoki utilizzato: 30% - Punti Limite: 2.5/15
Stato fisico: Ottimale. Iridi brillanti, vene pulsanti intorno agli occhi, denti tramutati in zanne.
Stato psicologico: Contenta di aver scoperto l'identità dello Yoma; indecisa sul da farsi, ma poi prende coraggio e con grande determinazione si lancia all'attacco. Concentrata sullo Yoma e nell'effettuare il salto, così come a tenere sotto contro il suo potere demoniaco.
Abilità in Uso: Percezione dello Yoki (Attiva) - sulla fonte di Yoki (Luskan/Yoma)
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14-01-2019, 08:21 PM
Messaggio: #55
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
La rincorsa che prendi è più che sufficiente, la quantità di yoki che hai liberato supporta ottimamente il tuo gesto atletico, il risultato non può quindi essere altro che uno spettacolare salto oltre il muro di cinta, evitando con eleganza i vetri aguzzi cementati sulla sommità della barriera.
Una gamba sola però non ti basta per ammortizzare l’urto dell’atterraggio e così, per smorzare l’impeto, sei costretta ad assecondare col corpo l’impatto, eseguendo una capriola in avanti per scaricare completamente la forza assorbita. Ma questo non ti distoglie dal tuo obiettivo: la figura avvolta in un lungo mantello che emana yoki ovvero lo yoma che ha preso il posto di Zanis Luskan si trova a circa sei metri davanti a te:
 
Eh? Ma chi…?
 
Lo yoma appare confuso dalla tua entrata in scena e perciò provi ad approfittarne proseguendo con il tuo piano e avventandoti su di lui per tentare di sferrargli il tuo fendente al busto
 
TU!
 
Nel momento in cui sfoderi la tua claymore, il demone realizza chi sei e, nel momento che gli piombi addosso, lo yoma non può fare altro che cercare di disimpegnarsi eseguendo un salto all’indietro nell’istante in cui la tua lama si abbatte su di lui…
 
Un istante dopo, il mantello nel quale lo Yoma/Luskan si era avvolto giace strappato sul terreno ma il tuo avversario è riuscito a sottrarsi alla morte: il suo salto disperato ha avuto successo tuttavia lo yoma, che è arretrato di circa tre metri rispetto al punto del tuo attacco, presenta una ferita superficiale lungo tutto il torace, dal quale esce sangue viola che inzuppa quel che rimane dei vestiti eleganti che indossava!
 
Che tu sia maledetta, Claymore! Mi ero preparato questa copertura con pazienza e dedizione, rinunciando anche a mangiare per poter raggiungere il mio scopo! E ora tu hai rovinato tutto! Me la pagherai!
 
Detto questo, lo yoma getta la maschera e i bei lineamenti del giovane Luskan vengono sostituiti dall’aspetto grottesco del demone, il quale si mette in guardia girandosi sul fianco destro per offrirti un bersaglio più piccolo e sollevando il braccio medesimo verso di te, con le dita della mano puntate nella tua direzione, mentre muove anche la mano sinistra fino a portarla a circa una spanna sopra la sua testa, con le dita sempre puntate contro di te.
 
Il suo contrattacco è questione di pochi istanti…
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15-01-2019, 02:51 AM
Messaggio: #56
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
La spada sibilò nell'aria, andando meno a fondo di quello che Bianca sperasse. Nell'istante in cui aveva sferrato il fendente, lo Yoma era riuscito a balzare all'indietro e a scamparla per un soffio. Una parte del mantello che indossava svolazzò per poi adagiarsi a terra, sporco di sangue viola. La guerriera emise un flebile suono di disappunto. Tsk.

"L'ho solo graffiato…"

Il demone urlò tutta la sua rabbia verso Bianca, che non poté fare a meno di sghignazzare al pensiero di aver guastato i piani al suo nemico. Dopotutto, lo Yoma l'aveva fatta dannare un bel po'. La guerriera tuttavia non rispose, concentrandosi sulla battaglia. Preferiva rispondere a suon di spada. Lo Yoma abbandonò le sembianze umane per assumere il suo mostruoso aspetto da predatore di uomini. Bianca lo osservò mentre si metteva in guardia, alzando entrambe le braccia e puntando le sue dita, dotate di pericolosi artigli, verso di lei.

"Arriva!"

La guerriera intuì l'imminente attacco, caratteristico degli Yoma: l'estensione repentina delle estremità consentiva alle dita di diventare una sorta di lancia estensibile, letale. La distanza era poca e l'attacco sarebbe stato fulmineo. Anziché tentare una schivata, Bianca seguì il suo istinto combattivo e, stranamente, ciò comportò un'imitazione della mossa del suo nemico: portò il piede sinistro dietro dando allo yoma il fianco destro, in modo da esporre all'attacco la minore superficie possibile. Nel mentre, impugnando la claymore con entrambe le mani, la portava davanti a sé, perpendicolarmente al terreno e con la punta rivolta verso il basso. La guardia della spada era all'incirca all'altezza del capo e la lama, girata di piatto e nella sua parte più larga, era a protezione della testa e del busto. Flesse un pò le ginocchia per abbassarsi, in modo che la spada coprisse parzialmente anche le gambe. Lo Yoki scorreva potente nel suo corpo e tenne ben salda la presa sull'elsa, in modo da opporre molta resistenza al colpo. Le dita sarebbero arrivate da due direzioni diverse, ma con quella posa difensiva sperò di poterne deviare il maggior numero possibile o, perlomeno, di limitare i danni a zone non vitali.

Se fosse riuscita nella parata - o se le eventuali ferite riportate glielo avessero consentito - avrebbe immediatamente effettuato una spazzata con la lama indirizzata alle dita allungate, in modo da provare a reciderle mentre si ritraevano. Questo forse le avrebbe consentito di incalzare più da vicino il demone.

Citazione:Yoki utilizzato: 30% - Punti Limite: 4/15
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Stato psicologico: Focalizzata sul combattimento.
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15-01-2019, 10:20 PM
Messaggio: #57
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
Lo yoma, come previsto, ti attacca con una bordata di artigli: i cinque della sua mano destra saettano verso di te ma, grazie alla posizione che hai assunto e alla disposizione a scudo della tua claymore, un paio di essi rimbalzano sulla lama, mentre altri due artigli saettano sulla tua destra e un altro alla tua sinistra, vicini ma non abbastanza da creare danni. Seguendo la tua idea, ruoti rapidamente la tua lama per recidere quanti più artigli ti riesce e, mentre lo fai, ti rendi conto di aver avuto molta fortuna…
Riesci infatti a recidere un paio di artigli prima che lo yoma li ritragga:
 
Aaarrghh! Maledetta!
 
E il conseguente sussulto di dolore del mostro fa in modo che gli artigli della seconda mano, che erano stati lanciati con alcuni istanti di ritardo, forse per tentare di colpirti se ti fossi scoperta, vadano completamente fuori misura, mancando il  bersaglio, cioè tu!
Sarà bene far tesoro dello scampato pericolo, mentre lo yoma balza nuovamente all’indietro per sottrarsi a un tuo possibile attacco ravvicinato, recuperando gli artigli e rimettendo una distanza di circa quattro metri tra lui e te, accovacciandosi poi sulle gambe, mentre protende la mano sinistra e quel che rimane della destra avanti a sé, pronto per tentare d’intercettarti quando e se proverai ad avvicinarti a lui…
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16-01-2019, 03:29 AM
Messaggio: #58
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
Il durissimo metallo della claymore vibrò al contatto con i pericolosi artigli, liberando un sibilo tremolante nell'aria. Bianca assorbì l'impatto con le braccia e percepì alcune dite sfiorarla lateralmente, ma nessuna di esse la ferì. La sua contromossa, invece, andò a segno. Il movimento repentino della spada fu sufficientemente veloce per tagliare di netto alcuni artigli dello Yoma e a mandare del tutto a vuoto l'attacco portato con le dite dell'altra mano.

"Si!"

La guerriera n.40 era in vantaggio e sul suo volto, sempre più somigliante a quello di uno Yoma, si poteva distinguere un sorriso soddisfatto. Nonostante il brio del combattimento e la frenesia procurata dallo Yoki che scorreva nel suo corpo però, Bianca si mantenne lucida ed analizzò la situazione.

"E' pronto a scattare… se lo attaccassi ora, mi prenderebbe in contro-tempo..."

I suoi occhi, dorati come quelli del demone, studiarono la ritirata del nemico e la posa che assunse. Le venne in mente un'idea.

Devo dire che… SEI PROPRIO UNA DELUSIONE! Sei stato così intelligente a ritagliarti questo angolino di mondo… e pensavo che saresti stato altrettanto forte! Invece non vali un bel niente… è tutto qui quello che sai fare?!

Bianca ruppe il silenzio, gridando aggressivamente con lo scopo di provocare lo Yoma. Schernendolo, sperava di poter causare un passo falso. Probabilmente avrebbe attaccato con più foga di prima, ma questo avrebbe potuto creare un varco nella sua difesa. Bianca si mise in posizione difensiva, impugnando lo spadone a due mani con una guardia bassa ed attendendo la mossa dell'avversario.


Se avesse usato ancora gli artigli, Bianca era pronta a deviarli lateralmente. A quel punto, ne avrebbe approfittato per balzare rapidamente in avanti e smanacciare lo spadone in avanti con tutta la sua lunghezza in direzione delle mani dello Yoma, la parte del corpo più protesa e vicina a lei. Se invece lo Yoma si fosse lanciato all'attacco, Bianca avrebbe provato a difendersi con la sua spada, intercettando i colpi del demone e opponendo molta resistenza ad ogni impatto. Mediante la sua forza, sperava di poter respingere anche solo momentaneamente gli arti dello Yoma, in modo da poter sferrare un rapido fendente all'addome durante l'apertura così creatosi.

Citazione:Yoki utilizzato: 30% - Punti Limite: 5.5/15
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Stato psicologico: Schernisce l'avversario ma non si distrae dal combattimento.
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16-01-2019, 10:59 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 16-01-2019 11:00 PM da Narratore.)
Messaggio: #59
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
Lo yoma non sembra cadere nelle tue provocazioni e rimane fermo sulla sua posizione:
 
Se è come dici, perché non vieni a prendermi? Non avrai mica paura di me, vero?
 
Replica alle tue parole con voce melliflua, seguendo ogni tuo movimento e tenendo sempre le dita delle mani puntate verso di te: ben otto artigli con i quali fare i conti se decidessi di lanciarti all’attacco. Lo yoma è scaltro, sa di avere molto da perdere se si lanciasse in un attacco sconsiderato, perciò sembra che voglia adottare una tattica attendista:
 
Vedi mia cara, a me basta aspettare. Tra poco arriveranno i guardiani con i cani e a me basterà assumere nuovamente la mia forma umana e accusarti di avermi attaccato e ferito.
E quando tutti si accorgeranno che il mio sangue non è rosso, io sarò già lontano!
 
Furbo e previdente questo yoma! Ragiona velocemente e sembra tener conto di tutte le possibilità. Ma ha ragione, più il tempo passa più le possibilità volgono a suo favore…
Ovviamente, se tu glielo permetterai!
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21-01-2019, 10:19 PM
Messaggio: #60
RE: In Vino Veritas [The Evil One]
Il sorriso di Bianca, ornato da denti mostruosi, si fece ancora più largo e minaccioso al sentire le parole dello Yoma. Il fatto che il suo nemico fosse molto scaltro l'aveva fatta imbestialire ma ora che ce lo aveva di fronte era quasi felice di potersi misurare con lui. Il combattimento metteva in risalto la sua indole competitiva ed il suo sangue ribolliva al pensiero di poter sconfiggere una volta per tutte lo Yoma.

"Mi serve più velocità...più forza!"

La guerriera n.40 fece appello alla forza demoniaca che albergava dentro di sé, sprigionando ancora più Yoki. Sentì il potere fluire nel suo corpo, dirompente come una fiamma divampa sulla sterpaglia secca. I muscoli delle braccia e delle gambe crebbero di dimensioni e divennero duri come l'acciaio. Bianca percepì una grande pressione in tutte le sue membra e provò dolore… ma anche eccitazione. Il limite era vicino, lo sapeva. Aveva già provato altre volte quella sensazione, ma questa volta fu più forte. Un tiro alla fune la cui linea che demarca la vittoria o la sconfitta era invisibile. Da un lato vi era la sua metà demoniaca, dall'altro una semplice e scontrosa ragazza di 16 anni. Piccola sì, ma molto forte. Per non perdere la sua umanità, pensò alle persone che sarebbero state in balia del demone se lei non l'avesse sconfitto. Pensò che era stanca di essere presa in giro da uno schifoso demone. Non avrebbe perso il controllo per un nemico così debole. E poi, chissà cosa avrebbe detto la sua smorfiosa compagna Viviana se lei si fosse lasciata sconfiggere. Espirò, allentando quell'enorme pressione interna e calmando la sua mente. Con una voce bestiale, carica di voglia di uccidere, rispose.

Quando saranno arrivati i guardiani… tu sarai già morto.

Bianca si lanciò all'attacco. Sfruttando il potere demoniaco, cercò di zigzagare più velocemente possibile a destra e a sinistra, per confondere il nemico. Non sperava di evitare tutti gli artigli, ma con quei movimenti lo Yoma avrebbe dovuto allargare la rosa dei suoi artigli per avere più chance di colpirla, anziché concentrarli in un unico punto, diminuendo le probabilità di un danno fatale. Teneva saldamente la spada, posta di piatto di fronte a sé come scudo. La sua intenzione era di bloccare quelli diretti verso il suo corpo e di scansare gli altri. Ma lei, in realtà, mirava ad un contrattacco e non ad una semplice difesa. Sapeva di essere a rischio di subire delle brutte ferite, ma non poteva sconfiggere quel nemico senza rischiare. Bianca avrebbe cercato di afferrare le dita allungate più vicine a lei nel momento dell'attacco. Con una mano avrebbe tenuto la spada, mentre con l'altra avrebbe cercato di afferrare le dita allungate e tirare con tutta la forza che aveva. Lo Yoma non lasciava che lei si avvicinasse… forse, così facendo, sarebbe stato lui ad avvicinarsi a lei. Se l'azione fosse riuscita, lo Yoma sarebbe stato perlomeno sbilanciato in avanti e Bianca ne avrebbe approfittato per infilzarlo con una precisa stoccata con la punta della claymore. Se qualche artiglio l'avesse centrata, doveva stringere i denti e resistere al dolore. Perlomeno, le dita sarebbero state ancora più vicine da afferrare...

Citazione:Yoki utilizzato: 40% - Punti Limite: 7/15
Stato fisico: Ottimale. Iridi dorate brillanti, vene pulsanti intorno agli occhi, denti tramutati in zanne, muscoli ingrossati.
Stato psicologico: Inebriata dal combattimento, si concentra per non superare il limite.
Abilità in Uso: Percezione dello Yoki (Attiva) - sullo Yoma.
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