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QUEST La Belva [Nemas]
07-11-2019, 09:48 PM
Messaggio: #1
La Belva [Nemas]
LA BELVA
Non svegliare il cane che dorme!

Con la scusa di consegnare il rapporto della tua ultima missione, ne hai approfittato per trattenerti presso il Quartier Generale un po' più a lungo…
Rebecca, Numero 22 dell’Organizzazione, ti sei ritrovata a riflettere sul tuo futuro proprio nel luogo ove tutto è incominciato. Ma cosa cerchi in realtà? Ispirazione? Risposte? Tentare qualcosa che faccia di te una guerriera degna di un soprannome c che acceleri la tua corsa verso le cifre singole?
Prima che tu possa giungere a una conclusione, dei passi pesanti e un vocione a te ben noto ti distolgono dai tuoi pensieri. E’Gaul, il grosso accolito al servizio della signora Semirhage il quale, quando ti vede, ti apostrofa con i suoi consueti modi rozzi:

Tu! Proprio te cercavo! Basta battere la fiacca! La Signora Semirhage ha bisogno di te per un incarico urgente. Non chiedermi di cosa si tratta perché non lo so!

Mentre prendi la strada che ti condurrà agli alloggi della Dama Nera, ti chiedi come mai una signora così raffinata tenga al suo servizio un bifolco del genere. Prima trovare una risposta plausibile, ti trovi davanti alla porta delle sue stanze private e la trovi in piedi davanti alla sua scrivania, intenta a leggere alcuni fogli. Nonostante ti sembri sempre uguale: stessa veste, stessi gioielli, la sua espressione sembra preoccupata per qualche motivo. Infatti, dopo averti dato il permesso di entrare quando hai bussato alla sua porta, sembra metterci qualche istante per realizzare la tua presenza:

Oh! Rebecca! Finalmente sei qui! Perdona la brusca convocazione ma ho bisogno di te per una questione della massima urgenza. Accomodati, devo prima raccontarti alcune cose.

Detto questo, Semirhage si siede alla sua scrivania e, dopo averti fatto cenno di sistemarti su una sedia di fronte a lei e averti avvicinato un vassoio sul quale vi sono ancora alcuni pasticcini da the, si sistema meglio sulla sua sedia, infila le mani nelle ampie maniche della sua tunica e comincia a parlare:

Da qualche mese, tra le nostre novizie ce n’è una “speciale”. Essa è frutto di un esperimento iniziato anni fa da un nostro scienziato, ora deceduto. Egli aveva concesso il permesso a uno dei suoi accoliti, di congedarsi, a patto che l’uomo e la sua futura sposa “allevassero” per suo conto una bambina mezza-demone da poco trasformata a un’età molto inferiore a quella in cui di solito, le bambine vengono sottoposte al processo. Lo studioso voleva scoprire infatti cosa sarebbe successo se una piccola mezza-demone fosse stata cresciuta in un ambiente diverso da quello di Staph.

Semirhage fa una pausa, forse per prendere fiato, forse perché teme di aver toccato un punto dolente, o forse per entrambi i motivi. Poi riprende il discorso:

Tuttavia, senza le strutture di Staph, l’esperimento si rivelò un sostanziale insuccesso, a causa soprattutto dell’inadeguatezza della coppia nel gestire la piccola, alla quale però, va detto, entrambi volevano bene. Rael, questo il nome della bambina, divenne una ragazza selvatica e per lo più incontrollabile a causa del fatto che il mondo degli umani era troppo debole per Rael. E lei l’aveva capito molto bene!
Come se non bastasse, forse a causa della sua natura ibrida, mano a mano che cresceva Rael mostrava di avere tendenze sempre più violente. Solo i due riuscivano a farsi ubbidire, forse perché in qualche modo a Rael ricordavano i suoi veri genitori ma non sempre il trucco funzionava. A peggiorare la situazione, tempo dopo lo scienziato morì e la madre adottiva di Rael si ammalò e morì poco tempo dopo. Il nostro accolito rimase solo con la terribile ragazza. Non ho capito mai perché, dopo la morte dello scienziato, l’accolito non riportò la bambina a Staph.


A questo punto, Semirhage fa un’altra pausa, prima di continuare:

Venimmo a sapere in seguito che, quando Rael aveva oramai quattordici anni, il suo patrigno ebbe un brutto incidente e rimase zoppo. Fu allora che Rael decise di “prendersi cura” di lui a suo modo: iniziando a rubare in un villaggio relativamente vicino al loro rifugio, approfittando del fatto che nessuno poteva competere con lei in quanto a forza e velocità, senza preoccuparsi di mantenere la sua presenza segreta. L’esasperazione della gente portò i villici a progettare una trappola nella quale la ragazza cadde, perdendo i sensi.
Quando si risvegliò, Rael si ritrovò in una cella, con delle lunghe catene fissate ai polsi e alle caviglie che la tenevano vincolata a una parete... in preda alla rabbia e preoccupata per il suo patrigno, lei liberò per la prima volta il suo yoki e questo le fu sufficiente per staccare le catene dal muro, abbattere la porta della sua cella e fuggire, lasciando nella sua scia alcune guardie e paesani feriti più o meno gravemente a causa delle catene che Rael impiegò come armi nonostante le stesse fossero ancora agganciate ai suoi polsi e alle sue caviglie.
Ma gli abitanti del villaggio non la dimenticarono e, ricordando i suoi occhi d’argento e temendo che potesse ritornare, decisero di informarci dell’esistenza di quella che credevano fosse una delle nostre guerriere.


Semirhage si scioglie dalla sua posizione, passandosi le mani nei capelli:

Nessuno all’inizio prestò attenzione a quella segnalazione, ritenendola inverosimile. Tuttavia essa attirò la mia attenzione e, controllando attentamente i nostri archivi, riuscii a trovare le conferme a quella storia e, vista la situazione, mandai tre guerriere a recuperare Rael e ricondurla da noi. La missione andò a buon fine ma ci furono dei tafferugli con gli abitanti del villaggio i quali, nella confusione, uccisero il padre adottivo di Rael, che le aveva fatto da scudo per evitare che una lancia colpisse quella che, evidentemente, dopo tanti anni, considerava una figlia.

La Dama Nera, a questo punto, riprende la sua posizione a braccia conserte.

Va ora detto che, da quando è con noi, Rael si è abituata alla vita qui a Staph, forse perché sente di avere un’affinità con le altre sue simili e così siamo riusciti in qualche modo a donarle una parvenza di civiltà e a farle apprendere le regole dell’Organizzazione.
Tuttavia, Rael è una ragazza taciturna, aggressiva e violenta, nonché poco propensa a fidarsi degli altri. Pur potendolo fare, Rael non ama parlare con nessuno, preferendo esprimersi a gesti o con frasi molto semplici e, di solito, non inizia mai una conversazione per prima. Peraltro, un gesto gentile, una cortesia da parte di qualcuno nei suoi confronti riesce, a volte, a fare breccia nella sua corazza. Detto ciò, Rael non ha mai dimostrato particolari interessi personali che vadano oltre una momentanea curiosità, né sembra che le importi interagire con le persone, tendendo a isolarsi e a stare da sola.
Quando combatte, Rael si dimostra del tutto irrazionale: si fa trascinare dalla furia, si scaglia contro il nemico dimenticando tutto il resto e continua a combattere, anche a mani nude, finché il suo bersaglio non è morto oppure finché non la si convince in qualche modo a desistere. Questa sua furia può scatenarsi anche se la ragazza viene ferita e, di solito, viene rivolta contro il colpevole, come ha scoperto a sue spese una novizia imprudente la quale, volendo forse farsi vedere importante agli occhi delle altre, ha iniziato a infastidire Rael, la quale all’inizio l’ha ignorata ma poi, quando la prima l’ha colpita lanciandole un sasso e ferendola alla testa, le si è scagliata addosso, massacrandola di botte prima che qualcuno la potesse fermare.
Da allora, tutte le novizie l’hanno ribattezzata “Rael la Incatenata”, anche perché le lunghe catene che le sono state imposte a forza quando venne catturata dai villici, hanno finito poco a poco per essere considerate da lei parti di sé stessa che possono essere usate anche come armi o per legare chi volesse farle del male o a chi Rael voglia fare del male. Col tempo la ragazza ne ha sviluppato una sorta di attaccamento morboso e per questo, pur potendolo fare, non se le toglie mai e ha mostrato di sentirsi a disagio quando gliele abbiamo tolte al suo arrivo qui a Staph.


A questo punto, l’espressione di Semirhage sembra farsi un po' più… rilassata, come se si fosse tolta di dosso un peso:

Comunque, bene o male qualche tempo dopo, non avendo riferimenti per gestire novizie di base così forti, per capire il suo grado di preparazione decidemmo di affiancare Rael a un’altra nostra guerriera per quella che pensavamo fosse una missione tutto sommato abbastanza semplice. Non scenderò in particolari ma ti basti sapere che l’incarico si rivelò molto più arduo del previsto ed entrambe rischiarono seriamente la vita ma non per loro errori. Tuttavia entrambe sopravvissero e, oltretutto, riuscirono a sviluppare una… affinità che si rivelò fondamentale per la loro sopravvivenza.
Lasciato passare un altro po' di tempo, organizzammo il test finale per Rael. Ci era stata infatti segnalata la presenza di uno yoma un po' più forte di quelli contro cui mandiamo le nostre novizie nella zona di Guernica, qui nelle Terre dell’Est e così gli sguinzagliammo contro Rael, che veniva tenuta sotto controllo da Jaska, uno dei nostri accoliti…
Ma qualcosa dev’essere andato storto: dopo giorni di silenzio da parte di entrambi, altri accoliti spediti alla ricerca della coppia hanno ritrovato nei boschi vicino a Guernica il corpo di Jaska morto e sviscerato, il cadavere di uno yoma, non quello obiettivo del test, decapitato, la claymore senza simbolo affidata a Rael e segni di una violentissima collutazione, con vegetazione danneggiata e schizzi di sangue sia rosso che viola a una certa distanza dal luogo del ritrovamento di Jaska e dello yoma.
Di Rael, nessuna traccia…


Semirhage a questo punto si raddrizza sulla sedia, scioglie le mani poggiandole sulla scrivania e fissa i suoi occhi neri in quelli tuoi d’argento:

Ed è per questo che ho voluto te, Rebecca! Il tuo compito è di recarti nella zona di Guernica, cercare di capire cosa sia accaduto ma, soprattutto, ritrovare Rael e, se è ancora viva, riportarla qui!
Se Rael fosse in difficoltà, aiutala ma se lei dovesse ribellarsi all’ordine di rientro… beh, allora uccidila.
E se dovessi scoprire che ha superato il suo limite… lascia perdere tutto e torna immediatamente qui a riferire!


Hai l’impressione che alla Dama Nera non sia stata serena nel darti quegli ordini. Che ci sia qualcos’altro dietro la misteriosa figura di Rael? A parte una latente vena di follia, cos’ha quella ragazzina che la rende tanto speciale? La voce di Semirhage interrompe quel flusso di pensieri:

E questo è tutto, Rebecca… ma se hai delle domande da fare, questo è il momento.


Citazione:Nel tuo primo post descrivi anche le reazioni di Rebecca riguardo alla storia di Rael e agli ordini ricevuti.
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08-11-2019, 02:10 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 08-11-2019 11:53 AM da Nemas.)
Messaggio: #2
RE: La Belva [Nemas]
-Parlato-

Parlato altri

Pensato

Rebecca era rimasta in attesa nelle ambigue e buie stanze di Staph. Ancora una vota, al rientro della missione, aveva percepito che qualcosa in lei era cambiato. Sentiva che un'altra parte di lei si era raffinata. Forse adesso poteva essere in grado di fare qualcosa che prima non poteva?

Ma Rebecca prese subito in considerazione di andare alla biblioteca. Da qualche tempo ci voleva andare, sopratutto perché forse avrebbe potuto fare qualcosa per affinare le sue capacità. Purtroppo però sentiva che il suo corpo non si era ancora sviluppato al punto da farle capire in cosa lei avrebbe potuto eccellere. Ciò voleva dire che non era ancora pronta.

Maledicendosi per non essere ancora in grado di capirlo, Rebecca rimase in silenzio nella sua stanza in attesa di ricevere una nuova missione. Quanta ancora doveva attendere prima di ricevere il potere per sopravvivere?

Stringendo il ciondolo di Teresa e Claire le pregò di proteggerla e vegliare su di lei. Fece anche una preghiera per Mako sperando con tutto il cuore che stesse bene. Ma non poté evitare di pensare che forse sarebbe rimasto terrorizzato nel vederla così diversa.

-Mako....- il sussurrò del suo nome riechieggiò in quelle quatro mura di pietra battuta.

Dei passi pesanti e un vocione enorme ruppero il silenzio. Rebecca riconobbe da chi provenivano, ormai lo aveva capito. Gaul, l'accolito di Semirhage. La Signora aveva una nuova missione dunque?

Tu! Proprio te cercavo! Basta battere la fiacca! La Signora Semirhage ha bisogno di te per un incarico urgente. Non chiedermi di cosa si tratta perché non lo so!

Rebecca si limitò ad annuire, infine lo seguì.

Insopportabile omuncolo.

Mentre si stavano dirigendo nelle stanze della Dama Nera, Rebecca si domandò dentro di sé, perché Semirhage, tanto era raffinata, si doveva portare dietro una simile nullità. Gaul gli faceva ricordare Stupido Jo, e per poco Rebecca non si mise a ridere. Giunta davanti alla porta, Rebecca bussò entrando infine nelle stanze di Semirhage.

Oh! Rebecca! Finalmente sei qui! Perdona la brusca convocazione ma ho bisogno di te per una questione della massima urgenza. Accomodati, devo prima raccontarti alcune cose.

-Capo Semirhage- Rebecca chinò il capo di segno di saluto. -Massima urgenza?- Rebecca la guardò sorpresa. Accomodatasi resto in attesa che Semirhage parlasse. Accettò il te e i biscotti che gli aveva offerto mangiandoli lentamente.

Da qualche mese, tra le nostre novizie ce n’è una “speciale”. Essa è frutto di un esperimento iniziato anni fa da un nostro scienziato, ora deceduto. Egli aveva concesso il permesso a uno dei suoi accoliti, di congedarsi, a patto che l’uomo e la sua futura sposa “allevassero” per suo conto una bambina mezza-demone da poco trasformata a un’età molto inferiore a quella in cui di solito, le bambine vengono sottoposte al processo. Lo studioso voleva scoprire infatti cosa sarebbe successo se una piccola mezza-demone fosse stata cresciuta in un ambiente diverso da quello di Staph.

Rebecca continuava a fissare Semirhage, senza dire nulla, sorseggiando lentamente il tè. Era totalmente concentrata su di lei e su quello che stava raccontando. Era la prima volta che Rebecca sentiva la storia di un mezzo demone trasformata prima del tempo attuale.

-Allevata e cresciuta da un accolito? Fuori dall'organizzazione?- la sua voce era stupita e incredula. Quanto avrebbe voluto Rebecca avere l'opportunità di vivere fuori da Staph. Ma trovava assurdo che un'accolito avesse una sposa e avesse scelto persino di allevare una mezzo demone come figlia. -Un esperimento davvero interessante- era la sola cosa che era riuscita a dire. ma dentro di sè Rebecca sentiva un vortice emotivo che non poteva chiarire.

Tuttavia, senza le strutture di Staph, l’esperimento si rivelò un sostanziale insuccesso, a causa soprattutto dell’inadeguatezza della coppia nel gestire la piccola, alla quale però, va detto, entrambi volevano bene. Rael, questo il nome della bambina, divenne una ragazza selvatica e per lo più incontrollabile a causa del fatto che il mondo degli umani era troppo debole per Rael. E lei l’aveva capito molto bene!
Come se non bastasse, forse a causa della sua natura ibrida, mano a mano che cresceva Rael mostrava di avere tendenze sempre più violente. Solo i due riuscivano a farsi ubbidire, forse perché in qualche modo a Rael ricordavano i suoi veri genitori ma non sempre il trucco funzionava. A peggiorare la situazione, tempo dopo lo scienziato morì e la madre adottiva di Rael si ammalò e morì poco tempo dopo. Il nostro accolito rimase solo con la terribile ragazza. Non ho capito mai perché, dopo la morte dello scienziato, l’accolito non riportò la bambina a Staph.


-Si chiama Rael?- domandò Rebeca -Stento quasi a credere al resto! Cresciuta nel mondo umano, è diventata instabile perché troppo fragile per la sua natura di mezzo demone... davvero... questo è... triste!-.

Eppure Rebecca sentiva che mancava qualcosa. Rael è cresciuta con l'affetto dei genitori adottivi, almeno così diceva Semirhage. Eppure mancava qualcosa. Solo per non essere cresciuta a Staph si era trasformata in una bestia. Era ridicolo! Servivano proprio i disprezzi dei loro superiori per impartire la disciplina? No! Rebecca stava dimenticando che i suoi genitori erano al servizio dell'organizzazione. Semirhage però aveva anche detto che l'accolito che si doveva occupare di lei non la riportò mai a Staph. Nemmeno dopo che era morto lo scienziato. Aveva continuato a tenerla con sé ignorando gli ordini. -Strano che quell'accolito non abbia eseguito gli ordini alla fine? Un comportamento davvero. Inconsueto- Ovvio che Rebecca dicesse così, mai aveva sentito che uno dei servi di Staph disobbedisse e tenesse con sé un mezzo demone. Ma la verità più grande era che Rebecca non poteva credere che un accolito, uno di quegli odiosi vermi e topi di fogna, si era affezionato a un mezzo demone. Era impensabile ma eppure, era successo.

Scuotento la testa, Rebecca si bevve una lunga sorsata di tè, cacciandosi due biscotti interi in bocca. Di tutti gli incarichi che aveva ricevuto, questo per come si stava ampliando, era il più assurdo.

Venimmo a sapere in seguito che, quando Rael aveva oramai quattordici anni, il suo patrigno ebbe un brutto incidente e rimase zoppo. Fu allora che Rael decise di “prendersi cura” di lui a suo modo: iniziando a rubare in un villaggio relativamente vicino al loro rifugio, approfittando del fatto che nessuno poteva competere con lei in quanto a forza e velocità, senza preoccuparsi di mantenere la sua presenza segreta. L’esasperazione della gente portò i villici a progettare una trappola nella quale la ragazza cadde, perdendo i sensi.
Quando si risvegliò, Rael si ritrovò in una cella, con delle lunghe catene fissate ai polsi e alle caviglie che la tenevano vincolata a una parete... in preda alla rabbia e preoccupata per il suo patrigno, lei liberò per la prima volta il suo yoki e questo le fu sufficiente per staccare le catene dal muro, abbattere la porta della sua cella e fuggire, lasciando nella sua scia alcune guardie e paesani feriti più o meno gravemente a causa delle catene che Rael impiegò come armi nonostante le stesse fossero ancora agganciate ai suoi polsi e alle sue caviglie.
Ma gli abitanti del villaggio non la dimenticarono e, ricordando i suoi occhi d’argento e temendo che potesse ritornare, decisero di informarci dell’esistenza di quella che credevano fosse una delle nostre guerriere.


Era sempre più assurdo. Il padre adottivo rimane invalidato per un'incidente e Rael se ne prende cura.

-Almeno Rael non ha ucciso nessuno, ma è rimasta scapestrata e indisciplinata...e anche dotata di molta forza-

Nessuno all’inizio prestò attenzione a quella segnalazione, ritenendola inverosimile. Tuttavia essa attirò la mia attenzione e, controllando attentamente i nostri archivi, riuscii a trovare le conferme a quella storia e, vista la situazione, mandai tre guerriere a recuperare Rael e ricondurla da noi. La missione andò a buon fine ma ci furono dei tafferugli con gli abitanti del villaggio i quali, nella confusione, uccisero il padre adottivo di Rael, che le aveva fatto da scudo per evitare che una lancia colpisse quella che, evidentemente, dopo tanti anni, considerava una figlia.

Rebecca rimase impietrita. L'accolito si era sacrificato per proteggere Rael dalla furia dei cittadini. Allora davvero era arrivato a considerarla una figlia cui volere bene. Doveva essere un miracolo di Teresa e Claire senza dubbio. Solo le dee dell'amore potevano compiere tale miracolo. Un accolito che arriva al punto di sacrificarsi per salvare un mezzo demone che era arrivato al punto di considerarla sua figlia.

-Non mi piace come sta prendendo la piega la storia- più la Dama Nera continuava più la cosa si stava facendo preoccupante.

Va ora detto che, da quando è con noi, Rael si è abituata alla vita qui a Staph, forse perché sente di avere un’affinità con le altre sue simili e così siamo riusciti in qualche modo a donarle una parvenza di civiltà e a farle apprendere le regole dell’Organizzazione.
Tuttavia, Rael è una ragazza taciturna, aggressiva e violenta, nonché poco propensa a fidarsi degli altri. Pur potendolo fare, Rael non ama parlare con nessuno, preferendo esprimersi a gesti o con frasi molto semplici e, di solito, non inizia mai una conversazione per prima. Peraltro, un gesto gentile, una cortesia da parte di qualcuno nei suoi confronti riesce, a volte, a fare breccia nella sua corazza. Detto ciò, Rael non ha mai dimostrato particolari interessi personali che vadano oltre una momentanea curiosità, né sembra che le importi interagire con le persone, tendendo a isolarsi e a stare da sola.
Quando combatte, Rael si dimostra del tutto irrazionale: si fa trascinare dalla furia, si scaglia contro il nemico dimenticando tutto il resto e continua a combattere, anche a mani nude, finché il suo bersaglio non è morto oppure finché non la si convince in qualche modo a desistere. Questa sua furia può scatenarsi anche se la ragazza viene ferita e, di solito, viene rivolta contro il colpevole, come ha scoperto a sue spese una novizia imprudente la quale, volendo forse farsi vedere importante agli occhi delle altre, ha iniziato a infastidire Rael, la quale all’inizio l’ha ignorata ma poi, quando la prima l’ha colpita lanciandole un sasso e ferendola alla testa, le si è scagliata addosso, massacrandola di botte prima che qualcuno la potesse fermare.
Da allora, tutte le novizie l’hanno ribattezzata “Rael la Incatenata”, anche perché le lunghe catene che le sono state imposte a forza quando venne catturata dai villici, hanno finito poco a poco per essere considerate da lei parti di sé stessa che possono essere usate anche come armi o per legare chi volesse farle del male o a chi Rael voglia fare del male. Col tempo la ragazza ne ha sviluppato una sorta di attaccamento morboso e per questo, pur potendolo fare, non se le toglie mai e ha mostrato di sentirsi a disagio quando gliele abbiamo tolte al suo arrivo qui a Staph.


Ecco! Questa era la stoccata finale.

-Rael...l'incatenata, io preferirei chiamarla così capo?- La verità è che in poche parole, Rael era una bestia feroce in tutto e per tutto. Un gomitolo di pensieri e di emozioni totalmente fuori posto. Mentalmente ed emotivamente instabile. In pratica non si poteva starle vicino. Forse non era pazza come la numero quattro, ma ci andava vicino. Ma come aveva fatto a diventare così? Rebecca non riusciva a capacitarsi che vivere fuori da Staph l'avrebbe resa così. Doveva esserci qualcosa che mancava. Ma Semirhage aveva detto esplicitamente che Rael era speciale. Questo voleva dire che doveva essere anche tremendamente forte.

Comunque, bene o male qualche tempo dopo, non avendo riferimenti per gestire novizie di base così forti, per capire il suo grado di preparazione decidemmo di affiancare Rael a un’altra nostra guerriera per quella che pensavamo fosse una missione tutto sommato abbastanza semplice. Non scenderò in particolari ma ti basti sapere che l’incarico si rivelò molto più arduo del previsto ed entrambe rischiarono seriamente la vita ma non per loro errori. Tuttavia entrambe sopravvissero e, oltretutto, riuscirono a sviluppare una… affinità che si rivelò fondamentale per la loro sopravvivenza.
Lasciato passare un altro po' di tempo, organizzammo il test finale per Rael. Ci era stata infatti segnalata la presenza di uno yoma un po' più forte di quelli contro cui mandiamo le nostre novizie nella zona di Guernica, qui nelle Terre dell’Est e così gli sguinzagliammo contro Rael, che veniva tenuta sotto controllo da Jaska, uno dei nostri accoliti…
Ma qualcosa dev’essere andato storto: dopo giorni di silenzio da parte di entrambi, altri accoliti spediti alla ricerca della coppia hanno ritrovato nei boschi vicino a Guernica il corpo di Jaska morto e sviscerato, il cadavere di uno yoma, non quello obiettivo del test, decapitato, la claymore senza simbolo affidata a Rael e segni di una violentissima collutazione, con vegetazione danneggiata e schizzi di sangue sia rosso che viola a una certa distanza dal luogo del ritrovamento di Jaska e dello yoma.
Di Rael, nessuna traccia…


La mente di Rebecca iniziò subito a lavorare sulla possibile soluzione.
Rael aveva sviluppato affinità con l'altra guerriera e questo aveva cambiato le cose. Ma forse Semirhage si sbagliava. Non era solo affinità. Forse avevano sviluppato un legame...e profondo. L'accolito Jaska che aveva il compito di osservarla era stato trovato morto e sviscerato. Il cadavere di uno yoma era presente ma non era quello della missione. La scena diceva che c'era stata una violenta colluttazione. E Rael era sparita senza lasciare traccia.

Rebecca pensò subito che tutto ciò potesse essere stata una messa in scena. Forse Rael aveva sviluppato un legame profondo con questa guerriera e che forse entrambe avevano scelto di scappare? Rebecca aveva svolto molte indagini che persino quella che sembrava la più folle poteva invece essere vera.

Ed è per questo che ho voluto te, Rebecca! Il tuo compito è di recarti nella zona di Guernica, cercare di capire cosa sia accaduto ma, soprattutto, ritrovare Rael e, se è ancora viva, riportarla qui!
Se Rael fosse in difficoltà, aiutala ma se lei dovesse ribellarsi all’ordine di rientro… beh, allora uccidila.
E se dovessi scoprire che ha superato il suo limite… lascia perdere tutto e torna immediatamente qui a riferire!


Rebecca aveva avuto il presentimento che fin dall'inizio Semirhage non fosse contenta di quella storia. Be nel suo insieme Rebecca era rimasto spiazzata. Di tutte le storie che aveva sentito mai una cosi prima d'ora. E Adesso iniziava la parte difficile: indagare su questa storia piena di mistero. Il pericolo c'era, però ed era alto: cercare di capire cosa era accaduto a Rael. Riportarla se possibile all'organizzazione. In caso di ribellione, Rebecca avrebbe dovuto ucciderla. Ma almeno anche stavolta se c'era il rischio che Rael avesse superato il limite di scappare subito e fare rapporto.

-Tutto chiaro capo Semirhage, almeno in gran parte! Questa storia ha dell'incredibile, e faccio fatica ancora ad assimilarla tutta. Ma a grandi linee mi è tutto chiaro: trovare Rael, capire cosa è successo, riportare Rael qui, ma se si ribella ucciderla, altirmenti se percepisco che sta per superare il limite scappare e fare subito rapporto- 

E questo è tutto, Rebecca… ma se hai delle domande da fare, questo è il momento.

Rebecca annui alcune volte.

-Ne ho capo Semirhage, molte!- prese fiato infine fece le sue domande -La guerriera che ha sviluppato affinità con Rael come si chiama? Dobbiamo parlarle assolutamente, se no perchè non mandate lei a cercare Rael? Forse lei ha più possibilità nel trovarla? A occhio e croce quanto tempo è passato dai fatti avvenuti a Guernica?- Rebecca riprese fiato poi continuò -Rael è speciale ha datto capo, ma in che senso è speciale? Che doti possiede? Cosa è in grado di fare? E quindi lo yoma ritrovato non è quello indicato nella missione?-



Yoki: 0%

Punti limite: 0/31

Fisico: ottimo

Psiche: Rebecca sta ancora assimilando tutto quello che gli ha appena detto la Dama Nera, comprendendo che questa si tratterà fin da subito di una missione molto difficile. Il comportamento di Rael la preoccupa, considerandola un guerriera instabile e problematica.

Abilità: percezione yoki passiva

[Immagine: 6s3o44u1imrz.jpg]



Un' adolescente diventerà il nuovo dio del pianeta terra!
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09-11-2019, 05:01 PM
Messaggio: #3
RE: La Belva [Nemas]
Lo sguardo della Dama Nera si fa più attento quando cominci a sciorinare le tue domande. Dopo averti ascoltato e averci riflettuto su per alcuni istanti, ti risponde:

La guerriera che aveva stabilito un legame con Rael è la nostra Numero 33, Triela ma non posso mandare lei né parlarci perché si trova in missione nelle Terre del Sud.
E siccome sono passate circa un paio di settimane da quando abbiamo mandato Rael in caccia, capirai che non posso attendere oltre prima di cercare di scoprire cosa le è successo.


Semirhage si concede una piccola pausa di riflessione, prima di continuare:

Rael è considerata speciale perché è molto più forte e agile rispetto alla media delle novizie. Inoltre ha sviluppato la capacità di combattere utilizzando le catene che ha ai polsi e alle caviglie: anche se non ha una claymore in mano, sarebbe un errore sottovalutarla. Infine, abbiamo potuto capire che su di lei la pillola per inibire lo yoki non ha effetto. I nostri dottori pensano che il farmaco le sia stato somministrato per molto tempo e questo, unito al fatto che Rael è una guerriera di difesa, alla fine ha fatto in modo che il suo corpo sviluppasse una specie di immunità.
Il suo test doveva servire anche per vedere se Rael avesse evidenziato altre peculiarità. Per adesso sappiamo solo che ha dimostrato una notevole capacità di sopravvivere in situazioni proibitive.


Mentre parla, Semirhage inizia a cercare qualcosa tra i fogli che stava esaminando poco prima:

E, per quanto riguarda lo yoma… quello che abbiamo trovato decapitato non corrispondeva all’idea che ci eravamo fatti del demone che infestava la zona. Questo era grande quanto un umano medio: Rael avrebbe potuto ucciderlo anche senza usare la claymore. E poi c’erano tracce di sangue viola in un punto distante da dove abbiamo rinvenuto lo yoma decapitato e i resti di Jaska. Il che ci fa pensare che lì c’era almeno un altro yoma, il quale potrebbe aver colto di sorpresa Rael.

Mentre parla, la Dama Nera sembra aver trovato quello che cercava e te lo porge: si tratta di una piccola, semplice mappa dei territori posti ancora più a Est del Quartier Generale, laddove il deserto finisce e i boschi si sono ripresi il territorio. Noti subito che sulla mappa sono segnati tre punti: uno a Ovest, uno a Sud-Est e uno a Nord. I tre punti formano i vertici di un triangolo i cui lati sono più o meno uguali.
Semirhage a quel punto ti spiega che:

Il punto a Sud-Est è la città di Guernica. Alcuni nostri uomini ci sono già stati ma laggiù non ci sono notizie né di Rael né tantomeno di yoma.
Il punto a Ovest è quello dove abbiamo trovato i resti di Jaska e dello yoma decapitato, nonché le tracce del combattimento.
Infine, il punto a Nord segna la posizione di una collina, dentro la quale c’è una piccola grotta dove, tempo fa, aveva trovato rifugio una delle nostre guerriere che pattugliavano quel territorio.


A questo punto, Semirhage si alza in piedi, si dirige alla porta e, aprendola, chiama a gran voce:

Gaul!

E l’omone arriva un’istante dopo, portando con sé una claymore senza simbolo, che ti porge, mentre la Dama Nera ti spiega:

Rebecca, questa era la claymore che avevamo dato a Rael per il suo test. Portala con te, non sia mai che ne abbia bisogno. Comunque, ora sai tutto quello che ti potevo dire. Parti subito! Forse mi sto preoccupando per nulla ma vorrei essere sicura che Rael non costituisca un pericolo per gli altri… o per sé stessa!

La Dama Nera è stata abbastanza chiara. Non ti resta che sistemare la claymore immacolata nel gancio secondario che hai sulla schiena e metterti in viaggio.
Quale direzione sceglierai? Da dove inizierai la tua ricerca?
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14-11-2019, 04:58 PM
Messaggio: #4
RE: La Belva [Nemas]
-Parlato-


Parlato altri





Si chiamava Triela ed era la numero 33, lei aveva stretto un legame con Rael. Tutta via ora si trovava nelle terre del Sud in missione, quindi non era possibile trovarla a Staph per parlarci. Questo, secondo Rebecca, era già un punto a suo sfavore!

Rael era una selvaggia incontrollabile, e Triela poteva essere la sua unica possibilità per calmarla. Ora tutto dipendeva da lei quindi? Rebecca non se ne sentiva per niente rincuorata. La sensazione che provava era la stessa di quando si trovò di fronte Aracne, la numero 4. Perché doveva occuparsi di guerriere come lei, che soffrivano d’instabilità? Ma gli ordini non si potevano discutere purtroppo.



Rael è considerata speciale perché è molto più forte e agile rispetto alla media delle novizie. Inoltre ha sviluppato la capacità di combattere utilizzando le catene che ha ai polsi e alle caviglie: anche se non ha una claymore in mano, sarebbe un errore sottovalutarla. Infine, abbiamo potuto capire che su di lei la pillola per inibire lo yoki non ha effetto. I nostri dottori pensano che il farmaco le sia stato somministrato per molto tempo e questo, unito al fatto che Rael è una guerriera di difesa, alla fine ha fatto in modo che il suo corpo sviluppasse una specie di immunità.

Il suo test doveva servire anche per vedere se Rael avesse evidenziato altre peculiarità. Per adesso sappiamo solo che ha dimostrato una notevole capacità di sopravvivere in situazioni proibitive.


Rebecca indietreggiò.



-Quindi mi sta dicendo..che Rael è totalmente invisibile alla percezione dello yoki? Perchè se è immune al farmaco questo vuol dire anche che può reprimerlo al punto di rendersi invisibile?-
L'affermazione della dama nera poteva significare due cose: Rebecca non avrebbe potuto usare il farmaco inibitore per bloccare i poteri di Rael e secondo, era diventata capace di rendersi invisibile alla percezione. Questo voleva dire che nemmeno la potente percezione di Rebecca avrebbe potuto trovarla. A complicare le cose Rael, si era dimostrato un livello superiore alle altre novizie. Rebecca non voleva pensarci me probabilmente, ma Rael poteva essere una nuova leva potente della nuova generazione. Un’ipotetica fuoriclasse. Se era davvero così nemmeno, lei avrebbe potuto farcela!



E, per quanto riguarda lo yoma… quello che abbiamo trovato decapitato non corrispondeva all’idea che ci eravamo fatti del demone che infestava la zona. Questo era grande quanto un umano medio: Rael avrebbe potuto ucciderlo anche senza usare la claymore. E poi c’erano tracce di sangue viola in un punto distante da dove abbiamo rinvenuto lo yoma decapitato e i resti di Jaska. Il che ci fa pensare che lì c’era almeno un altro yoma, il quale potrebbe aver colto di sorpresa Rael.


-Sembra tutto così semplice mia signora? Forse troppo? Una semplice coincidenza oppure c'è dell'altro?-



La dama nera in tanto, rovistò nella sua scrivania per poi consegnare a Rebecca una mappa. Più precisamente una mappa dei territori più a est di Staph, dove il deserto finisce e i boschi si sono ripresi il territorio. Sulla mappa sono segnati tre punti: uno a Ovest, uno a Sud-Est e uno a Nord. I tre punti formano i vertici di un triangolo i cui lati sono circa uguali.



Il punto a Sud-Est è la città di Guernica. Alcuni nostri uomini ci sono già stati ma laggiù non ci sono notizie né di Rael né tantomeno di yoma.
Il punto a Ovest è quello dove abbiamo trovato i resti di Jaska e dello yoma decapitato, nonché le tracce del combattimento.
Infine, il punto a Nord segna la posizione di una collina, dentro la quale c’è una piccola grotta dove, tempo fa, aveva trovato rifugio una delle nostre guerriere che pattugliavano quel territorio.



-Mia signora? Dove viveva di preciso l'accolito? Dove si era sistemato per crescere Rael? E' segnato in questa mappa?-



E mentre domandava questo Semirhage, chiamò Gaul che si presentò poco tempo dopo portandosi dietro una spada senza simbolo.



Rebecca, questa era la claymore che avevamo dato a Rael per il suo test. Portala con te, non sia mai che ne abbia bisogno. Comunque, ora sai tutto quello che ti potevo dire. Parti subito! Forse mi sto preoccupando per nulla ma vorrei essere sicura che Rael non costituisca un pericolo per gli altri… o per sé stessa!



Rebecca volto la testa verso la spada. Senza dire nulla la prese e la mise nella fodera libera dietro alla sua schiena. Ora poteva contare su due spade almeno. Questo le diede maggior sicurezza. Contare su due spade poteva essere fondamentale per questa missione. Restava solo di scegliere la prima destinazione. Il racconto della dama nera non l’aveva per niente convinta. Era evidente che c'erano numerosi punti oscuri. Ora, basandosi sull'ipotetico comportamento di Rael, doveva essere molto probabilmente qualcosa di vicino all'animalesco. Questo poteva indicare che Rael si comportava come un leone. E questo voleva dire che come aveva letto nei libri tempo addietro, un leone tiene d'occhio le prede. Ci girà sempre in torno aspettando l'occasione giusta per attaccare. Il primo posto quindi era Guernica.



-Andrò a Guernica per prima cosa mia signora. Rael si comporta come un predatore, e come tale pattuglia le prede. E poi...voglio vedere se gli abitanti sanno qualcosa in più sù Rael visto che ci hanno avuto a che fare da vicino?-





Yoki: 0%


Punti limite: 0/31



Fisico: ottimo


Psiche: Rebecca è convinta che la storia abbia molti punti oscuti ancora da scoprire. Convinta che Rael si comporti come un predatore selvatico, decide di andare al villaggio per cercare di avere un quadro più ampio della situazione.
Avere due spade da usare le da una maggiore sicurezza. Prova ansie per la ricerca di Rael, convintasi che possa essere una bestia incontrollabile.



Abilità: Percezione yoki passiva.

[Immagine: 6s3o44u1imrz.jpg]



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16-11-2019, 05:20 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 19-11-2019 10:40 PM da Semirhage.)
Messaggio: #5
RE: La Belva [Nemas]
La Dama Nera osservò attentamente Rebecca e ripensò alle ultime frasi profferite dalla guerriera…
Aveva forse sbagliato a scegliere la Numero 22 per quella missione? Certo, Rebecca aveva avuto esperienze negative con un paio di guerriere non propriamente stabili, da ultimo la caccia alla folle ribelle Samara.
D’altro canto, le peculiarità di Rebecca erano quelle che le servivano per rintracciare Rael: quella missione era per la Numero 22, le piacesse o meno:

Tu non ascolti quello che dico, Rebecca!

Semirhage ti apostrofa con una punta di severità nella voce -non troppa comunque- e incrocia nuovamente le braccia dentro le maniche della sua veste, prima di continuare:

Conosco il tuo passato e posso comprendere i tuoi timori ma rifletti! Io ho detto che Rael ha sviluppato una resistenza al farmaco che inibisce lo yoki. Questo vuol dire che la pillola su di lei non funziona e NON che può mascherare il suo yoki come vuole! Anzi, è proprio il contrario! Non abbiamo per ora modo di farle nascondere il suo yoki! Quindi lei non potrà nascondersi da te!

La Dama Nera sembra assumere quindi un atteggiamento più rilassato e quella nota di severità sembra scomparire dalla sua voce, anche se il suo sguardo rimane accigliato:

Su quella mappa non c’è il posto dove viveva Rael perché, quando è stata ritrovata, lei e il suo patrigno si erano sistemati in una piccola casetta poco distante dal villaggio di Egon, nelle Terre dell’Ovest, quindi a molte miglia di distanza da dove la dovrai cercare.

Semirhage emette un sospiro, per poi continuare:

Ovviamente sei libera di condurre la tua indagine come meglio ti aggrada, ricordati però che se Rael si fosse palesata a Guernica l’avremmo saputo. Tuttavia ammetto che le informazioni che ho io sono vecchie di giorni e lei potrebbe effettivamente essersi diretta laggiù nel frattempo.
Ricordati anche che, come ti ho già detto, Rael sembra aver sviluppato una certa affinità con le ragazze come te. Certo, ha ucciso quella novizia ma solo dopo che questa le aveva fisicamente fatto del male. Se un serpente morde chi lo prende a calci, di chi è la colpa?
Se ti può rassicurare, per quanto ne sappiamo, Rael non è una seconda Samara!


Semirhage sembra aver finito di arringarti e il suo sguardo perde la nota di severità che vi avevi scorto. Tuttavia è palese che la Dama Nera ti ha congedato.
Sarà meglio che tu non la faccia attendere oltre prima di metterti in strada!


Citazione:Acceleriamo un po' le cose! Nel tuo prossimo post indicami quale sarà la destinazione di Rebecca, che potrebbe, se vuoi, anche non essere uno dei punti che sono segnati sulla mappa. Poi ci penserà il Narratore a farti arrivare a destinazione. Se hai ancora delle domande mandami pure un MP.


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17-11-2019, 03:54 AM
Messaggio: #6
RE: La Belva [Nemas]
-Parlato-


Parlato altri

Rebecca era saltata a conclusioni affrettate! I timori che Rael poteva essere invisibile alla sua percezione erano stati dissipati da Semirhage. Almeno non c'era il rischio che potesse prenderla alle spalle in qualunque momento.
A quanto pare, senza rendersene conto, Rebecca aveva sviluppato una paura segreta per le guerriere che soffrivano di instabilità.
Il guaio era proprio questo: come si poteva far ragionare tipe così? Semirhage aveva dato ordine di riportarla a Staph possibilmente, in caso contrario ucciderla. Alla prospettiva di poter uccidere una propria comapgna, Rebecca scoprì di provare ben poco. Comprese che non apprezzava che nell'organizzazione ci potessero essere delle pazze sanguinarie. E si domandò come potevano i suoi superiori correre il rischio di avere elementi così pericolosi a piede libero! Anche loro rishciavano di essere uccisi senza preavviso. Amenoche che non fossero state indottrinate.

Ovviamente sei libera di condurre la tua indagine come meglio ti aggrada, ricordati però che se Rael si fosse palesata a Guernica l’avremmo saputo. Tuttavia ammetto che le informazioni che ho io sono vecchie di giorni e lei potrebbe effettivamente essersi diretta laggiù nel frattempo.
Ricordati anche che, come ti ho già detto, Rael sembra aver sviluppato una certa affinità con le ragazze come te. Certo, ha ucciso quella novizia ma solo dopo che questa le aveva fisicamente fatto del male. Se un serpente morde chi lo prende a calci, di chi è la colpa?
Se ti può rassicurare, per quanto ne sappiamo, Rael non è una seconda Samara!


Non era una seconda Samara, questo era una buona notizia. La dama nera non soppesava troppo la scelta di andare a Guernica, almeno per quanto riguardava gli affari della missione. Rebecca insisteva ad andarci perchè voleva cercare indizi che potessero aiutarla a comprensere meglio Rael. Una guerriera trasformata quando era ancora un'infante. Cresciuta da un accolito di Staph insieme alla moglie, e quando era giunto il momento di portarla all'organizzazione, l'accolito si era rifiutato. Era arrivato al punto di amarla come una figlia e di tenerla con sè. Una storia davvero ridicola eppure era successo, per quanto Rebecca si sforzasse di ritenerlo assudo.


-Ho frainteso il tutto chiedo scusa dama nera. Ok è il momento di partire-


Dato che ormai i convenevoli erano finiti, Rebecca decise di uscire dalla porta e controllare la cartina per vedere quale destinazione scegliere. Però...non era obbligata a raggiungere per forza una delle tre destinazioni, poteva scegliere anche qualcosa che non era segnato. A Ovest c'era il luogo dove erano stati ritrovati i resti dello yoma e dell'accolito, però invece di indagare lì, Rebecca decise di dirigersi verso Sud-Ovest. Era la curiosità a spingerla a comportarsi così. Forse provare a fare qualcosa lontano dagli schemi avrebbe potuto agevolarla nella missione. Ovviamente al primo segno nel percepire qualcosa di pericoloso sarebbe scappata all'istante.


Yoki: 0%


Fisico: ottimo


Punti limite: 0/31


Psiche: chiariti i malintesi, Rebecca inizia a fare i preparativi per mettersi in viaggio. Sceglie infine di andare in un luogo non segnato sulla mappa dirigendosi verso sud-ovest.


Abilità: percezione yoki passiva

[Immagine: 6s3o44u1imrz.jpg]



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19-11-2019, 10:43 PM
Messaggio: #7
RE: La Belva [Nemas]
Parti dunque senza indugiare oltre. Per una volta il clima è benevolo e raggiungi il limitare orientale del deserto senza che nemmeno un diavolo di vento e sabbia venga a disturbare il tuo cammino solitario.
Il confine col deserto ti appare davanti in maniera netta. E’sorprendente come la vegetazione si infittisca rapidamente una volta giunta al limitare del deserto… Chissà, forse delle falde d’acqua sottoterra aiutano la crescita di tutte quelle piante.
Così ti inoltri in quell’ambiente via via sempre più lussureggiante e, fedele alla tua idea, ti sposti in una zona a Sud-Ovest rispetto al punto dell’agguato a Rael e Jaska, ritornando di fatto verso il confine con il deserto.
 
Trascorri così un giorno a esplorare la zona ma, a parte osservare come la natura stia lottando al confine col deserto stesso, non ne ricavi nessuna traccia utile, nessuna sensazione, niente insomma che possa metterti sulla buona strada…
 
Cambierai approccio al problema o insisterai con la tua idea iniziale?
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23-11-2019, 04:37 PM
Messaggio: #8
RE: La Belva [Nemas]
Rebecca finalmente era tornata all'aria aperta. Questa volta ad accoglierla vi era un clima mite, soleggiato. Come inizio della missione, non era andata tanto male. Decidendo di godersi appieno quel tempo, la guerriera proseguì nella sua direzione mantenendo un passo moderato, né troppo veloce né troppo piano, in modo da non avere le gambe indolenzite una volta giunta a destinazione. Sola, in mezzo a quell'ambiente, Rebecca era immersa nei propri pensieri. La sua mente era occupata da pensieri discordanti. Da tempo si era abituata alla solitudine, in fondo le streghe dagli occhi d'argento come lei erano sempre state così. Dall'altra invece, era rimasta coinvolta nelle faccende dirette delle persone più volte e ciò gli aveva involontariamente creato dei legami. Ora Rebecca si trovava a pensare che forse vivere in una cittadina nei limiti possibili, era fattibile per le streghe come lei. Forse non proprio in tutte le città, ma in alcune. Rebecca avrebbe voluto vedere tanto Rabona, la famosa città santa. Quello però era proprio l'ultimo posto che un mezzo demone poteva visitare. In quel luogo non erano permesse quelle come lei. Se fosse rimasta umana..avrebbe voluto visitarla con Mako...Insieme..
A quel pensiero, Rebecca si strinse le braccia con ansia. Da un po’ di tempo stava pensando a lui. Nonostante tutto il tempo passato. Nonostante non fosse più umana...continuava a ricordarlo. Voleva rivederlo questa era la verità. Cercando di concentrarsi sulla missione, Rebecca pensò a Rael, la descrizione della Dama nera l'aveva lasciata confusa e al momento non aveva alcuna voglia di riflettere su quanto gli era stato detto. Quindi si sarebbe limitata a cercarla e capire cosa poteva servirle per calmarla. Passato del tempo, Rebecca osservò sorpresa il confine netto col deserto e la foresta. Una linea detta che delimitava dettagliatamente i due ambienti diversi. La natura poteva sorprenderti in più di un modo. Davvero un bello spettacolo.
La guerriera infine s’inoltrò nella vegetazione lussureggiante, proseguendo nel suo tragitto. Incredibilmente, la percezione di Rebecca non l'aveva messa in allarme. Quelle zone erano proprio vuote, non vi era presenza né di yoma e oh di risvegliati. Per un giorno intero, Rebecca setacciò quella zona. Quando giunse, la notte decise di accendere un piccolo fuoco. Seduta intenta ad ascoltare il rumore degli animali notturni, controllava attentamente le due spade che aveva con sé. Tornato il giorno, Rebecca riprese il cammino. Per quanto avesse setaccio quella zona, non aveva trovato nulla, nessun indizio. Persino la sua percezione non aveva avvertito nulla. Tirando fuori la cartina, scelse la prossima destinazione: In base al punto su dove si trovava, lei, a occhio e croce, doveva essere abbastanza vicina alla zona, dove c'è stato l'agguato dello yoma. Decise infine di andare verso quella direzione.



Yoki: 0%


Punti limite: 0/31


Fisico: ottimo


Psiche: persa nei prorpi pensieri, Rebecca sente dentro di sè la mancanza di Mako e vorrebbe tanto rivederlo. Pensando alla missione, la guerriera non vuole pensare alla situazione di Rael in quanto la reputa strana e difficile da interpretare.


Abilità: percezione yoki passiva

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25-11-2019, 07:56 PM
Messaggio: #9
RE: La Belva [Nemas]
Ti rimetti dunque in marcia il mattino dopo e, nel primo pomeriggio, raggiungi il luogo segnato sulla mappa dove, secondo le note sulla stessa e le parole della signora Semirhage, è avvenuto lo scontro di Rael con gli yoma e la morte di Jaska.
La tua notevole Percezione ti guida fino al punto nel quale ci dev’essere stato lo scontro vero e proprio. Una volta là, puoi facilmente notare le tracce di danni sugli alberi, quasi completamente sanate ma ancora evidenti, assieme a delle macchie scure che sembrano essere fatte di sangue rappreso che emanano ancora tenui residui di yoki. Uno di questi sembra molto diverso dal resto e, seguendone la traccia, raggiungi in breve la sponda di un torrentello largo un paio di metri e dalla corrente molto rapida.
La traccia che hai seguito sembra interrompersi qui: infatti, prendendo la rincorsa e saltando oltre la vena d’acqua, non ritrovi la traccia di yoki dall’altra parte. L’unica conclusione alla quale puoi giungere è che chiunque a cui appartenga quello yoki, volontariamente o meno sia finito in acqua e sia stato trasportato via dalla corrente.
Tornando sui tuoi passi, provi a seguire la seconda traccia meno evidente e peculiare della prima: questa punta direttamente verso Nord ma si dissolve a poche centinaia di metri dal punto dello scontro…
 
Citazione:Nemas, ho voluto farti risparmiare tempo e post fornendoti subito le informazioni che Rebecca poteva scoprire sul posto.
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03-12-2019, 03:36 PM
Messaggio: #10
RE: La Belva [Nemas]
Pensato

Il mattino seguente, Rebecca si rimise in marcia. Una notte tranquilla vicino a un fuoco nel bosco era quello che le ci voleva dopo essere stata in disparte a Staph.
Decise di mantenere un passo nella media e non troppo lento oh lungo per arrivare nel luogo prestabilito senza avere crampi ai piedi.
Nel primo pomeriggio, la guerriera giunse nel luogo indicato sulla cartina: per la precisione, il posto dove stando alle parole della dama Semirhage, avvenne lo scontro di Rael con gli yoma e la morte di Jaska.
La percezione di Rebecca iniziò subito a mandare dei segnali, seguendo quelle flebili tracce giunse nel punto, dove era avvenuto lo scontro. Si potevano notare facilmente tracce di danni sugli alberi e del sangue scuro ormai represso sparso in giro. Nonostante il tempo passato, le tracce di yoki si potevano sentire chiaramente. Almeno era appurato che lì in quel posto uno scontro c'era stato per davvero. E dalle tracce lasciate, doveva essere stato davvero brutale. Rebecca sentì improvvisamente una traccia differente dalle altre.
 
Sento qualcosa di diverso...
 
Seguendo la traccia, Rebecca giunse vicino alla sponda di un torrentello largo alcuni metri attraversato da ripide acque.
 
Sembra che dopo lo scontro, si sia diretto qui.
 
Alzando lo sguardo, la guerriera compì un balzo atterrando dall'altra sponda. Niente. Non c'erano tracce di altri yoki.
 
Chiunque fosse quello cui apparteneva questo yoki...si è allontanato dallo scontro. Giunto qui di questo piccolo torrente, deve essere caduto in acqua, oh forse in realtà l’ha fatto apposta per cancellare le proprie tracce?
 
Rebecca pensò subito che doveva essere stata Rael. Quello yoki poteva essere il suo.
 
Semirhage ha detto che Rael ha vissuto come una selvaggia. Non è una semplice guerriera no! E' come un leone! Ma è dotata d’intelligenza. Forse ha voluto camminare nelle acque del fiume per nascondere le proprie tracce.
 
Ma poteva essere davvero Rael? Purtroppo non poteva saperlo! Non aveva prove che fosse lei!
 
Tornando sui suoi passi Rebecca esaminò l'altra traccia di yoki, più flebile e diversa della prima. La traccia puntava verso nord ma si era dissolta subito a poche centinaia di metri dal punto dello scontro.
Tirando fuori la cartina, Rebecca, esaminandola attentamente, vide che il punto più a nord era quello del rifugio dove stava Rael, poco prima c'era invece Guernica.
Gli yoki che aveva sentito erano due di tipo diverso. Uno apparteneva a Rael, l'altro di sicuro a uno yoma che era ancora vivo. Quindi oltre a Rael c'era un problema in più da risolvere.
Provando a immaginarsi il comportamento di Rael, Rebecca pensò che forse non apprezzasse molto la compagnia e che forse gli piaceva stare da sola. Quindi in tal caso, lo yoki che portava verso il torrente, era suo. L'altro che puntava a nord forse era dello yoma superstite, e che probabilmente doveva curare delle ferite serie. Per rigenerarsi aveva bisogno di tanto cibo, e Guernica poteva essere una dispensa eccellente.
Tutto ovviamente era puramente teorico, ma date le circostanze, Rebecca ritenne più sicuro ora andare a Guernica.

Yoki: 0%


Fisico: ottimo


Punti limite: 0/31



Psiche: esaminando il luogo dello scontro, Rebecca percepisce due tracce di yoki differenti. Una porta verso un torrente, l'altra verso nord.
Non è chiaro di chi siano. Rebecca ipotizza che uno degli yoma presenti sia sopravvissuto e che forse si è diretto a Guernica per nutrirsi e guarire le sue ferite. Decide quindi di andare verso il villaggio.


Abilità: percezione yoki passiva. Rebecca percepisce due yoki distinti.

[Immagine: 6s3o44u1imrz.jpg]



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07-12-2019, 05:10 PM
Messaggio: #11
RE: La Belva [Nemas]
Giungi alle porte di Guernica, nota anche come “La città dei cavalli” al calar della sera.
L’abitato ti appare circondato da una muratura in pietra alta un paio di metri, fatta più per segnalarne i confini che come opera di difesa. Dall’ampio portone parte una larga strada lastricata, la quale sbuca su una grande piazza divisa in due parti unite da un massiccio ponte che scavalca il letto di un fiume che taglia in due la città. Nonostante l’ora, c’è molta attività in giro e puoi notare che, tutt’attorno, ci sono molti cavalli anzi, a dirla tutta, mentre cammini devi fare attenzione per evitare i loro… prodotti naturali.
Alcuni di questi sono utilizzati come cavalcature, alcuni altri sembrano venir guidati da uomini esperti, come fossero dei semplici capi di bestiame.
Tra tutte le persone che vedi in giro, alcune sbalordite dalla tua presenza, altre indifferenti, altre troppo impegnate per badare a te, i tuoi occhi vengono attirati da una figura che spicca sulle altre: si tratta di un uomo molto alto e con un fisico massiccio, con i folti capelli lunghi fino alle spalle e una barbetta ispida entrambi color ferro. Porta una vistosa benda di cuoio che gli copre l’occhio sinistro e indossa un cappello a tesa larga, mentre un giaccone chiaro lungo fino alle sue ginocchia ma che sembra essere di tessuto leggero, avvolge la sua massiccia figura. L’uomo è in groppa a un grosso cavallo sauro e, appena ti nota, con un vocione possente ti chiama:
 
Ehi tu! Signorina! Poi venire qui?
 
Mentre si rivolge a te, l’omone con la mano destra ti fa ampi gesti, invitandoti ad avvicinarti però…
“Signorina” anziché "Claymore”? Inoltre, almeno in apparenza, quell’uomo non sembra turbato nel vederti.
Chissà come mai…
 
 
Citazione:Suggerimento: Io non ho mai detto che il rifugio a Nord sia quello di Rael, bensì quello di una delle guerriere destinate a pattugliare la zona, che si era sistemata lì!
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