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La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
07-08-2012, 09:25 PM
Messaggio: #1
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
[SIZE="5"]La giustizia è uguale per tutti[/SIZE]
[SIZE="4"]...anche per gli Yoma.[/SIZE]

Una mattina di caldo veramente bestiale, perfino per le aride terre di Staph, si presenta agli occhi di Olivia, appena svegliata da un violento scossone di un uomo basso: Peter.
Signorina, ci muoviamo? Forza, su quelle gambette e niente storie!
Si volta e si avvia, a passo rapido, infilando un corridoio dopo l'altro, fino a un muro. Un muro con una sola decorazione, se tale può definirsi la lugubre porta nera che spicca al centro della pietra spoglia.
Dal vecchio. Ora.
Peter apre la porta e infila dentro violentemente la novizia. All'interno, una Galleria, lunghissima, o almeno ciò è quello che sembra. In realtà, non si può ben capire, data la semioscurità e i macabri quadri sempre simili tra loro, tanto da parere identici, separati da torce. In fondo, un'altra porta, nera, facilmente confondibile con la precedente, non fosse per una voce dall'altro lato:
Entra.
Così entra, e trova una sala arredata con librerie stracolme e altri quadri cupi. Uno, enorme, di fronte a lei, non può passare inosservato: un uomo vestito con eleganza, la barba folta e i capelli lunghi, una benda che gli copre entrambi gli occhi, siede su una poltrona. Un ritratto qualsiasi... tranne per il fatto che l'uomo ritratto, nella sua versione anziana, le sta di fronte sulla stessa poltrona.
In un angolo, intento a consultare un libro, sta un altro uomo in nero, ma la giovane ha a malapena il tempo di notarlo che il vecchio comincia a parlare:

Una sola parola
può decidere il fato
d'un uomo sventurato
ne basta una sola.
Ma quand'è prigioniera
una vile creatura
può la stessa sventura
colpir tanto severa?

Vile creatura. L'uomo forse non è già tale? Ma di certo il riferimento va a tutt'altra cosa. Duran si avvicina a Olivia per dare più informazioni di quelle deducibili dalla criptica poesia di Ufizu.
C'è una piccola città, a Sud di qui, a due giorni di cammino. I suoi magistrati sono noti per il pugno di ferro con cui amministrano la giustizia. Tuttavia, ora hanno un certo problema con uno Yoma... ma non hanno voluto essere precisi. Mi auguro che spiegheranno le cose almeno a te.
Con queste parole la congeda, e lei può iniziare il suo viaggio.

Citazione:Descrivi l'incontro con gli uomini in nero, le tue sensazioni e il viaggio fino alle porte della città.
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09-08-2012, 05:45 PM
Messaggio: #2
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
Citazione:Narrazione | pensiero | "parlato"

Era un mattino come tanti altri lì nel quartier generale di Staph, o forse no? C'era qualcosa di diverso, stavolta. Uno degli uomini dell'Organizzazione entrò nella sua stanza e la svegliò bruscamente dandole un violento scossone, ordinandole poi in tono sbrigativo di alzarsi e di seguirlo senza fare tante storie. Olivia non ne fece, sapeva bene come doveva comportarsi di fronte a quei bastardi, e in ogni caso i modi sgarbati dell'uomo non erano nulla a cui non fosse già più che abituata. Perciò, si alzò dalla branda senza fiatare e si affrettò a seguire il membro dell'Organizzazione, che nel frattempo era già uscito dalla stanza.

Dio..., quanto odio questo posto! rimuginò tra sé, mentre seguiva la scia dell’uomo attraversando un corridoio dopo l'altro. Non era la prima volta che lo pensava, e di sicuro non sarebbe nemmeno stata l'ultima. Praticamente, le veniva spontaneo. Ci si potrebbe aspettare che dopo tanti anni passati a Staph si fosse ormai abituata da un pezzo a quell'ambiente lugubre e inospitale, invece Olivia detestava ancora quel luogo con tutta se stessa a dispetto del tempo trascorso, principalmente per via delle sensazioni che esso le trasmetteva. La nuda pietra delle sale e dei corridoi, l'oscurità, l'atmosfera opprimente... erano tutte cose che le ricordavano la sua infanzia di schiava nel nord, al punto che a volte le sembrava quasi di non essersene mai andata. E questo non le piaceva per niente. Non che i suoi attuali padroni fossero tanto meglio degli schiavisti comunque, anzi, per certi versi erano persino peggiori. Concentrati! Ordinò a se stessa, imponendosi di scacciare quei pensieri dalla sua mente. L'avrebbero soltanto messa di cattivo umore, e al momento aveva cose più importanti su cui riflettere: ad esempio, il motivo per il quale era stata mandata a chiamare. Mi chiedo dove mi stia portando...

La risposta alla sua domanda arrivò presto, quando l'uomo dell'Organizzazione la condusse di fronte ad una porta nera, oltre la quale si estendeva una lunga galleria tappezzata di quadri apparentemente identici (o almeno questa fu la sua impressione) appesi lungo le pareti su entrambi i lati. Al termine della galleria, un'altra porta nera identica alla prima, oltrepassata la quale Olivia si trovò infine in una sala. All'interno della sala, la prima cosa che catturò il suo sguardo fu un enorme dipinto nel quale un uomo dai lunghi capelli e dalla folta barba, e con entrambi gli occhi coperti da una benda, era stato ritratto mentre sedeva su una poltrona vestito con abiti eleganti. Impossibile non notare il quadro, considerate le sue dimensioni ed il fatto che fosse posizionato proprio di fronte all'ingresso. La cosa singolare, era che sotto al dipinto c'era lo stesso identico uomo in carne ed ossa, anche se molto invecchiato rispetto all'immagine sul suo ritratto, seduto sulla stessa identica poltrona. Olivia pensò che doveva trattarsi di uno degli uomini in nero, probabilmente un membro anziano data l'età, e che la stanza in cui si trovava doveva essere il suo studio, almeno a giudicare dalle librerie stracolme di libri che l'arredavano. 


Che cos'è questa? Una poesia? Non sono sicura di comprenderne il significato però... pensò Olivia, perplessa, quando l'uomo in nero si rivolse a lei parlandole in versi. La "Vile Creatura" menzionata nella poesia era probabilmente uno Yoma, ma a parte questo era ben difficile comprendere ciò che l'uomo in nero intendesse dirle basandosi solo su quelle poche, criptiche parole. Fortunatamente nella stanza c'era un altro membro dell'Organizzazione, e fu proprio lui ad avvicinarsi a lei per spiegarle in termini comprensibili il significato della poesia del vecchio. L'Uomo le disse che c'era una piccola città, due giorni di marcia a sud dell'Organizzazione, i cui magistrati avevano un non meglio specificato problema con uno Yoma. Problema che lei, Olivia, avrebbe dovuto risolvere. Detto questo, la congedò.


A quel punto fu tutto chiaro: Olivia era stata convocata perché l'Organizzazione aveva deciso di affidarle un incarico. La sua prima missione. Finalmente! A lungo ho atteso questo giorno, ed infine è arrivato! Pensò Olivia, che mentre si preparava a partire non stava più nella pelle per l'eccitazione. Non per la missione in sé, quanto piuttosto per il fatto che finalmente, per la prima volta, poteva lasciare la fortezza! Per anni si era impegnata molto per dimostrarsi utile: era stata ubbidiente, non si era mai lamentata di nulla (non di fronte agli uomini dell’Organizzazione almeno), aveva fatto tutto ciò che quei bastardi le avevano chiesto di fare, nella speranza che le venisse concessa una simile occasione. A quanto pareva i suoi sforzi erano stati ripagati. Olivia si diresse ai cancelli di Staph quasi correndo, tanta era la voglia che aveva di uscire da lì, e ben presto i suoi piedi scalzi iniziarono a calcare il terreno arido e sabbioso delle terre dell’est.  Addosso non aveva altro che la sua solita divisa di tutti i giorni, tuttavia questa volta la sua mano sinistra stringeva l’impugnatura di una Claymore. Non una delle solite spade da allenamento che era abituata ad usare quando si esercitava con le altre novizie, una vera Claymore, identica a quella che portavano le guerriere graduate, con la sola differenza che questa non aveva alcun simbolo impresso sulla lama.
 

Olivia puntò decisa in direzione sud  e si incamminò a passo spedito, desiderosa di allontanarsi da Staph il più velocemente possibile. Tuttavia, una volta allontanatasi abbastanza dalla fortezza rallentò il passo, perché in fondo  era la prima volta dopo tanti anni che poteva vedere un po’ di mondo , e dunque voleva godersi il viaggio. Non aveva alcuna fretta di arrivare a destinazione.  La giornata era soleggiata e faceva molto caldo, persino per gli standard già di per sé elevati delle terre dell’est, ma per fortuna le mezze yoma come Olivia erano in grado di regolare la propria temperatura corporea per resistere ai picchi di gelo e di calore, in modo da essere in grado di combattere senza problemi  in pieno deserto così come in mezzo alla neve, perciò la ragazza fu in grado di ridurre la sensazione del caldo torrido ad un livello per lei accettabile. He he he… essere per metà un mostro ha i suoi vantaggi, dopotutto.  Pensò divertita. Olivia era di ottimo umore, tanto che più volte si mise a fischiettare una canzoncina mentre camminava. Ovviamente, oltre a fare quello stava anche ammirando estasiata il panorama delle terre dell’est: non che ci fosse molto da vedere in realtà, giacché per lo più si trattava di sabbia, dune, e formazioni rocciose, eppure anche quello spoglio paesaggio era per lei una meraviglia. Del resto era comprensibile: per una persona come lei, cresciuta praticamente rinchiusa in una gabbia, il solo fatto di poter camminare liberamente in uno spazio aperto era di per sé motivo di piacere.
 

Il viaggio si rivelò tranquillo e privo di pericoli, e dopo due giorni di cammino Olivia arrivò in perfetto orario (anche perché accelerò il passo nel tratto finale del tragitto per recuperare il tempo perduto all'inizio. Doveva mantenere l’apparenza di guerriera modello dopotutto) in vista della sua destinazione. A quel punto, non le restava che raggiungere la cittadina e farsi indicare da qualcuno del posto come mettersi in contatto coi magistrati di cui le avevano parlato…



Citazione:
Stato Fisico: Illesa
Stato Psicologico: Felice di essersene potuta andare da Staph, tranquilla.
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09-08-2012, 08:10 PM
Messaggio: #3
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
Olivia giunse dunque in perfetto orario a destinazione. Lo spettacolo che le si presentò era a dir poco singolare: un castello, robusto e imponente, di pietra grigia, dominava una città di casette senza pretese, piccole, costruite in mattoni di fango. Nessun muro teneva fuori gli ospiti indesiderati, ma vi era una palizzata... una palizzata di tronchi appuntiti, ma la cosa davvero strana era che le estremità aguzze erano puntate non all'esterno, ma all'interno! Avvicinandosi, si potevano notare due fossati, uno fuori e l'altro dentro la palizzata, un cancello metallico semi arrugginito sostenuto da due colonne lignee... no, quello non era un cancello. O meglio, era un cancello, ma non solo. Le sue sbarre verticali terminavano con punte di lancia... e alcune di esse portavano impalati macabri trofei. E le colonne erano intagliate con fitte scritture e immagini di torture. Facile immaginare che fossero le leggi e le punizioni previste per la disubbidienza ad esse. La popolazione sembrava composta esclusivamente da guarnigione: uomini in armature leggere con lance e manganelli in mano facevano la ronda quasi in ogni strada visibile, e quattro sorvegliavano il cancello, due dentro e due fuori. Uno di essi notò la novizia e le chiese:
Sei tu quella che deve occuparsi dello Yoma?
Nessun segno di timore. Solo sospetto. Davvero un bel posticino....
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10-08-2012, 05:05 PM
Messaggio: #4
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
Citazione:Narrazione | pensiero | "parlato"
Che... posto è, questo? Si chiese Olivia. Una volta giunta a destinazione, si accorse che il posto era molto diverso da come se lo era immaginato. Anche se lei personalmente non ricordava di essere mai stata in una città prima di allora, ciò non le aveva impedito di farsi comunque una sua idea di come un centro abitato dovesse essere (le storie che aveva udito da varie fonti le erano state d'aiuto in questo), e quel posto non rispecchiava per nulla la rappresentazione che aveva in testa.

Perchè la palizzata è stata costruita in quel modo? Sembra quasi che più che a tenere al di fuori gli ospiti indesiderati, il suo vero scopo sia quello di impedire a chiunque si trovi all'interno di andarsene... Pensò Olivia, a cui non sfuggì di certo quanto fosse strano quel particolare. Ma c'era dell'altro. Si vedevano guardie armate aggirarsi ovunque per le strade, ma di civili non c'era neppure l'ombra. Dov'erano gli abitanti? Dov'erano le donne, gli anziani, i bambini? Che lo Yoma avesse seminato il terrore a tal punto che gli abitanti si erano barricati nelle case per timore di essere aggrediti, e le uniche persone autorizzate a circolare per le vie fossero le guardie? Era possibile, ma quella spiegazione, per quanto logica, non bastò a scacciare dalla mente di Olivia la sensazione che ci fosse qualcosa di sbagliato, in quel luogo. Sensazione ulteriormente rafforzata dai macabri trofei impalati senza alcun ritegno alle punte di ferro del cancello d'ingresso della cittadina. A giudicare dalle iscrizioni e dai disegni intagliati sulle colonne lignee che sostenevano il cancello, si trattava della punizione, o di una delle punizioni, per coloro che si rendevano colpevoli di aver violato le leggi del posto, ma ciò non li rendeva di certo meno orribili a vedersi.

Non mi piace questo posto... più che a una città, somiglia ad una prigione. Pensò Olivia. Il buonumore che l'aveva accompagnata per tutto il viaggio scomparve, per lasciare il posto ad una sensazione sgradevole. Poteva darsi che la sua fosse solamente una brutta impressione, ma a così a prima vista quel luogo le ricordava sul serio una prigione, ovvero il genere di posto che Olivia odiava più d'ogni altro.

Nel frattempo, una delle guardie che sorvegliavano il cancello la notò avvicinarsi, e subito le chiese se fosse lei quella che era venuta ad occuparsi dello Yoma. "Sì, sono io..." rispose Olivia, rivolgendosi all'uomo in tono cordiale, badando quindi di non far trapelare il fatto che in quel momento fosse di cattivo umore "...mi è stato detto di parlare con un magistrato in merito al problema che affligge la vostra città." Non badò al fatto che la guardia non dimostrava di avere alcun timore nei suoi confronti. Del resto, in tutta la sua vita non c'era mai stata una sola occasione nella quale qualcuno avesse avuto paura di lei...


Citazione:Stato Fisico: Illesa
Stato Psicologico: Cerca di non far vedere quando quel posto la metta di cattivo umore. Tranquilla.
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10-08-2012, 10:12 PM
Messaggio: #5
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
La guardia fece un cenno col capo a uno dei suoi compari all'interno e quello scattò. Poi addolcì lievemente il tono e tornò a rivolgersi alla novizia:
Scusatemi la bruschezza del benvenuto. Non siamo soliti incontrare Claymore quaggiù, e con gli umani ci è stato ordinato di agire in tal senso. Ma voi fate eccezione. Sarete trattata con tutto rispetto. Tuttavia, ho bisogno delle vostre credenziali. Dovete darmi il vostro nome, innanzi tutto.
Fece una pausa per ascoltare l'eventuale risposta, dunque continuò come se niente fosse.
Il mio commilitone è andato a dare notizia del vostro arrivo. Vi condurrò personalmente dai Cinque. Badate bene queste due semplici regole: non potete brandire armi all'interno del Palazzo di Giustizia e dovete sempre essere accompagnata da una guardia nei vostri spostamenti. Così hanno stabilito i Cinque. Appena tornerà il mio commilitone, ci avvieremo.
Detto questo, tacque. Olivia non aveva molte possibilità: se non aveva ancora rivelato alla guardia il suo nome, avrebbe fatto bene a dirlo. A parte quello, sembrava che l'unica cosa da fare fosse aspettare....
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11-08-2012, 01:52 PM
Messaggio: #6
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
Citazione:Narrazione | pensiero | "parlato"
"Mi chiamo Olivia." rispose prontamente la novizia, quando la guardia le chiese di fornirgli le sue "credenziali". Che cosa buffa da chiedere, come se lei avesse avuto altro da offrirgli a parte il suo nome! Poi, l'uomo le spiegò che per poter incontrare i cinque magistrati (la guardia si era riferita a loro chiamandoli "I Cinque", al che Olivia aveva tratto l'ovvia conclusione che si trattasse di un collegio giudicante composto da cinque membri) avrebbe dovuto attenersi a due regole: ovvero il divieto di portare armi all'interno del Palazzo di Giustizia (che la ragazza immaginava essere l'imponente castello di pietra grigia che dominava la cittadina), e l'obbligo di essere sempre accompagnata da una guardia armata nei suoi spostamenti. Dannazione! Perchè devo essere sorvegliata a vista anche quì? Non siamo a Staph! Pensò Olivia, infastidita. L'idea di dover consegnare la sua arma non le andava particolarmente a genio, benchè comprendesse razionalmente l'esigenza di sicurezza che stava dietro a quella regola, però era il fatto di dover avere sempre un piantone a seguire ogni suo passo a darle veramente fastidio! La guardia aveva detto che l'avrebbero trattata "con tutto il rispetto", e quindi da ospite, ma a lei quello sembrava più che altro il trattamento di norma riservato a un prigioniero che non si vuole che sfugga al controllo. Impossibile che una persona che era stata una schiava per tutta la vita potesse apprezzare una cosa del genere!

E tuttavia, non è che Olivia avesse molta scelta. Se si fosse rifiutata di obbedire alle regole, non le avrebbero permesso di parlare con i magistrati, anzi, probabilmente non le avrebbero nemmeno permesso di entrare in città. Ciò avrebbe significato fallire la missione ancora prima di averla iniziata, ed essere per questo punita severamente una volta rientrata a Staph. Olivia non poteva permettere che accadesse una cosa del genere, quindi si rassegnò a fare buon viso a cattivo gioco e ad accettare obtorto collo quell'imposizione. "Capisco. Se queste sono le regole, allora le seguirò..." disse Olivia, rivolgendosi alla guardia con il tono cordiale che aveva usato all'inizio, e dunque continuando a mantenere celate le sue emozioni "...se non posso tenere la mia spada, allora immagino che dovrete trasportarla per me." A quel punto non restava nient'altro da fare, se non attendere...


Citazione:Stato Fisico: Illesa
Stato Psicologico: E' irritata dall'idea di dover essere tenuta sotto sorveglianza, ma non lo da a vedere. Attende di essere portata al cospetto dei magistrati.
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11-08-2012, 02:19 PM
Messaggio: #7
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
Dunque attesero. Non molto, a dire il vero: la guardia fu rapida a tornare con la notizia che i Cinque avevano accordato il permesso di entrare alla novizia. La sua scorta annuì e le si rivolse:
Esattamente, datemi pure la vostra arma.
Prese la claymore con la mano libera dalla lancia e fece un cenno al suo compare all'esterno. Quello aprì il cancello e Olivia fu introdotta in quella peculiare città. La guardia la guidò attraverso la strada principale, senza svoltare mai, fino all'edificio di pietra al centro.
Il Palazzo di Giustizia.
Spiegò, confermando l'ipotesi della ragazza.
Attenda un attimo.
Si avvicinò al portone di legno e bussò tre volte con il manico della lancia. Da dentro, un'altro armigero aprì e lui invitò la giovane a seguirlo. Ancora una volta, la strada era dritta, un corridoio con armature vuote e piene a sorvegliare le pareti spoglie e un tappeto rosso sul pavimento. Oltre un'altra porta di legno, che fu aperta dopo lo stesso rituale di prima, si apriva una sala quadrata, con alcuni arazzi rossi e neri alle pareti e numerose guardie sparse ovunque. Dalla parte opposta alla porta, un palco in pietra ospitava cinque scranni, ognuno dei quali era occupato da un uomo. Anzi, no: su due di essi sedevano delle donne. Fu proprio una di queste a cominciare, non appena la guardia si piegò su un ginocchio in segno di rispetto:
Porgiamo il benvenuto alla Claymore. Se desideri farci delle domande riguardo al tuo compito o alle leggi di questa città, sei libera di chiedere, ma solo ora. Misura bene le tue parole e non lasciare nessuno dei tuoi dubbi da parte, perché non ti daremo udienza ancora se non per questioni della massima importanza.
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14-08-2012, 01:40 PM
Messaggio: #8
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
Citazione:Narrazione | pensiero | "parlato"
Come richiesto Olivia consegnò la sua spada alla guardia, dopodichè seguì l'uomo attraverso la città fino a raggiungere il Palazzo di Giustizia, che, come la ragazza aveva immaginato, era effettivamente il castello di pietra grigia che sorgeva proprio nel centro dell'abitato. Una volta giuntì lì, la guardia condusse Olivia all'interno dell'edificio, fino ad una sala decorata con arazzi rossi e neri alle pareti e piantonata da un gran numero di guardie. Nella sala. sul lato opposto rispetto all'ingresso, sopra un palco di pietra, c'erano cinque scranni su cui sedevano i cinque membri del consiglio giudicante, tre uomini e due donne. Fu proprio una delle donne a prendere la parola per darle il benvenuto, e per informarla che quella sarebbe stata la prima e unica occasione in cui il consiglio le avrebbe concesso un'udienza, e che quindi se aveva delle domande da porre era il caso che lo facesse subito.

Era ovvio che Olivia avesse delle domande. Dopotutto, l'uomo dell'Organizzazione... no, non il vecchio bacucco che declamava poesie incomprensibili, ma l'altro uomo, il suo assistente, non le aveva fornito uno straccio di informazione utile riguardo alla reale situazione di quella città. A onor del vero, le avevano spiegato che erano stati i committenti, vale a dire quei cinque giudici, a non voler fornire i dettagli del caso, e che quindi sarebbe stato necessario chiedere spiegazioni direttamente a loro. Dunque, ecco infine l'occasione per cercare di capire che diavolo stesse succedendo.

"Vostro Onore..." esordì Olivia, rivolgendosi alla donna con quello che ritenne essere un titolo appropriato per un magistrato "...prima di lasciare Staph, la sola cosa che mi è stata detta è che questa città ha un problema con uno Yoma, e nient'altro." una brevissima pausa, poi proseguì "Tuttavia, per poter assolvere al meglio al mio compito e risolvere il problema che vi affligge, ho bisogno di sapere esattamente con che cosa ho a che fare... e dunque devo chiedervi, Vostro Onore, di raccontarmi ciò che è successo quì, e che vi ha spinti a richiedere la nostra assistenza." concluse Olivia. La donna le aveva detto di "misurare bene le parole", ma senza avere nemmeno un frammento di indizio cui aggrapparsi, era assai difficile per la ragazza porre domande specifiche. Per questo Olivia aveva deciso di chiedere semplicemente alla donna di raccontarle tutta la storia, avendo cura però di formulare la sua richiesta nel modo e con il tono di voce più rispettosi che le era riuscito di concepire. In genere le persone in posizioni di potere non disdegnano i salamelecchi..., mi auguro che valga lo stesso anche per questi tipi. Pensò Olivia, sperando che la donna (ed i suoi colleghi) apprezzassero i suoi modi abbastanza da decidersi finalmente a vuotare il sacco. Se non avevano voluto fornire all'Organizzazione i dettagli sul loro problema era probabilmente perchè non volevano che degli estranei ficcassero il naso nei loro affari, ma non potevano pretendere che Olivia arrivasse lì e risolvesse i loro problemi se prima non si degnavano almeno di spiegarle quali erano, quei problemi!

A quel punto la ragazza non potè fare altro che attendere, in religioso silenzio, la reazione della donna (e dei suoi colleghi) alle sue parole...


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Stato Psicologico: Calma e concentrata. Cerca di convincere i magistrati a rivelarle ciò che sanno.
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14-08-2012, 02:31 PM
Messaggio: #9
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
La donna annuì brevemente, ma fu un uomo a prendere la parola al suo posto per rispondere alla domanda posta da Olivia:
Ci chiedi di raccontare tutta la storia. Ebbene, devi sapere che alcuni giorni fa, nella nostra città, è stato ritrovato un cadavere privo di interiora. Dai racconti, si è pensato subito che l'assassino fosse uno Yoma, tuttavia è stato il secondo cadavere a darcene conferma.
Si interruppe, lasciando parlare l'altra donna:
A quel punto abbiamo dato inizio alle indagini per scoprire l'identità del colpevole. Abbiamo impegnato molte e molte guardie nella ricerca, pur tuttavia non trovando nulla. Finché...
...finché non è giunto qui un uomo che diceva di poter risolvere il nostro problema.

Proseguì un altro uomo.
Sosteneva di aver trovato lo Yoma e di volercelo consegnare. Inizialmente siamo stati cauti e sospettosi, ma infine, non avendo alternative, abbiamo deciso di affidarci a costui.
L'uomo al centro, che fino ad allora era stato in silenzio, intervenne:
Subito ci ha condotto in casa di un cittadino, dove abbiamo scoperto chiari segni di sangue e persino la sua ultima vittima. Costui negava, ma non v'erano dubbi che fosse lo Yoma. L'abbiamo incarcerato. Dopo questi fatti, però, quando abbiamo stabilito che la sua pena dovesse essere la morte, nessuno ha avuto il coraggio di farsi avanti quale boia. Perfino le nostre guardie temono che lo Yoma possa ribellarsi durante l'esecuzione e scatenare il panico. Per questo abbiamo richiesto la tua presenza. Tu dovrai essere il boia.
Terminata la spiegazione, i Cinque tacquero. Avevano dato a Olivia le informazioni che aveva chiesto, e ora non avevano più motivo di parlare. O meglio, rimaneva una sola cosa da dire, e fu la prima donna a prendere la parola per farlo:
L'esecuzione si terrà domani sera. Fino ad allora, vi abbiamo preparato un alloggio qui nel Palazzo di Giustizia. Roger vi ci accompagnerà.
Era chiaramente un congedo, e la guardia che l'aveva portata lì, Roger, si mise in piedi, fece un inchino e retrocedette fino alla porta, invitando la novizia a imitarlo con un gesto.
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16-08-2012, 08:48 PM
Messaggio: #10
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
Citazione:Narrazione | pensiero | "parlato"
I salamelecchi sembrarono aver funzionato, perchè non soltanto la donna che per prima le aveva rivolto la parola, ma tutti e cinque i magistrati, a turno, risposero alla richiesta di Olivia raccontandole ciò che era accaduto nella loro città e che li aveva convinti a richiedere l'aiuto dell'Organizzazione. Quand'ebbero terminato la loro spiegazione, la congedarono dicendole che avevano preparato una stanza per lei lì al Palazzo di Giustizia, e che la guardia che l'aveva accompagnata fin lì (che ora aveva un nome: "Roger") le avrebbe indicato la strada. Dal momento che appariva evidente come i giudici non fossero intenzionati ad aggiungere nulla di più a quanto avevano già detto, Olivia non tentò di porre loro ulteriori domande e si limitò a fare esattamente come le era stato detto, voltandosi per seguire Roger dopo essersi congedata dai cinque con un inchino.

"Tu dovrai essere il boia", eh? Magari si trattasse davvero di una cosa tanto semplice... Pensò Olivia, mentre aspettava che Roger le facesse strada. La ragazza aveva ascoltato con grande attenzione il racconto dei cinque giudici, e la conclusione che ne aveva tratto alla fine era che quella storia, semplicemente, non stava in piedi. I magistrati l'avevano fatta chiamare affinchè fungesse da boia, in quanto nessuno del luogo era disposto a farlo perchè temevano che lo Yoma si ribellasse durante l'esecuzione? Ridicolo. E non si sono chiesti come mai allora non si è ribellato quando sono andati ad arrestarlo?? Olivia non aveva mai avuto a che fare con uno Yoma, prima di allora. Le sue conoscenze su di essi erano dunque puramente teoriche, frutto delle lezioni che le erano state impartite durante gli anni di addestramento nell'Organizzazione, tuttavia pur non potendo basarsi su sue esperienze pregresse era per lei del tutto assurda l'idea che potesse esistere un demone tanto stupido da lasciarsi catturare così, senza battere ciglio. Una volta vistosi scoperto, non sarebbe stato forse più logico per lo Yoma aprirsi la strada a forza tra le guardie per poi darsi alla fuga (o ucciderli tutti, nel caso che fosse stato forte abbastanza), invece di lasciarsi rinchiudere come un babbeo? Com'era possibile che i magistrati non l'avessero trovato nemmeno un pò strano? Ma c'era un particolare ancora più incredibile nel racconto dei cinque, ovvero la storia secondo la quale sarebbe stato un uomo a smascherare il demone permettendo così alle guardie di arrestarlo. Ah sì? e come diavolo avrebbe fatto quell'uomo a smascherare lo Yoma? Solamente noi, che siamo per metà umane e per metà demoni, siamo in grado di avvertire la presenza della bestia sotto la maschera dell'uomo. Nessun'altro può riuscirci. Pensò Olivia, ricordando ciò che le avevano insegnato. Non era forse quello il motivo per cui l'Organizzazione riceveva continuamente richieste d'aiuto provenienti da ogni angolo del continente? Era inconcepibile che una persona qualunque fosse riuscita in qualcosa che solo le guerriere sono in grado di fare. L'unica possibilità che le veniva in mente per dare credito a quella versione dei fatti era che l'uomo avesse per puro caso colto sul fatto la bestia mentre aggrediva qualcuno, venendo così a conoscenza della sua identità. Onestamente però ad Olivia quella sembrava un'eventualità veramente poco credibile, anche perchè in quel caso avrebbero dovuto spiegarle come mai il demone, vistosi scoperto (ancora!), non avesse subito eliminato lo scomodo testimone invece di lasciarlo libero di fuggire per andarlo a denunciare alle autorità! La sola spiegazione logica che mi viene in mente... era che colui il quale si era offerto di consegnare lo Yoma ai giudici in realtà non fosse altri che lo Yoma in persona, e che quello che era stato arrestato ed incarcerato al suo posto non fosse altro che un povero abitante usato dal demone come capro espiatorio! Doveva essere andata così, si disse Olivia, perchè era la sola spiegazione che per lei avesse un senso. Ma come posso fare a verificare se ho ragione? Si chiese la ragazza.

A quel punto Olivia alzò lo sguardo per osservare la guardia, Roger. L'idea di avere un piantone a sorvegliare ogni sua mossa (come le avevano annunciato al suo arrivo in città) continuava a darle fastidio, tuttavia forse poteva riuscire a trarre vantaggio da quella situazione, ad esempio provando ad ottenere dall'uomo ulteriori informazioni che non le era possibile ottenere dai giudici. "Mastro Roger?" disse Olivia, rivolgendosi alla guardia in tono cordiale: "Posso porvi alcune domande?"*

*il dialogo ha inizio dopo aver lasciato la sala del consiglio.


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Stato Psicologico: Calma e concentrata. E' convinta che il vero Yoma sia in libertà, e vuole interrogare la guardia, Roger, per scoprire se può darle un'indizio su come dimostrare la sua teoria.
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17-08-2012, 12:45 PM
Messaggio: #11
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
Mentre Olivia ragionava sulle parole dei Cinque, Roger cominciò a camminare verso la stanza. Uscì dalla sala grande e infilò un corridoio laterale, poi una scala. Mentre salivano, rimuginò un attimo sulla domanda della novizia:
Mi chiami pure Roger. Chieda pure, ma la avverto che sono solo una guardia, non penso di poterle fornire informazioni dettagliate su altro che il mio lavoro.
Rispose con fare gentile finendo la scalinata e dirigendosi verso una porta mentre ascoltava le richieste di Olivia.
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18-08-2012, 12:23 PM
Messaggio: #12
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
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"D'accordo, Roger..." rispose Olivia, notando con soddisfazione come la guardia sembrasse disposta a rispondere ad alcune domande "...mi domandavo, per caso voi eravate presente al momento della cattura dello Yoma?" chiese la ragazza. Quello che Olivia era realmente interessata ad ottenere erano informazioni sull'uomo che aveva consegnato "lo Yoma" ai magistrati. Vale a dire il vero Yoma, se la teoria che aveva formulato era corretta. Prima però era necessario capire se Roger era in possesso di suddette informazioni oppure no, ed ecco quindi il perchè della domanda. E' probabile che l'uomo che cerco fosse presente al momento dell'arresto, in modo da indicare con precisione alle guardie chi dovevano catturare. Perciò, se Roger era presente a sua volta dovrebbe averlo visto in faccia e sapermi dire qualcosa su di lui..., almeno è quello che spero... pensò Olivia. Si trattava ora di vedere se le sue congetture fossero fondate o meno.



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18-08-2012, 04:29 PM
Messaggio: #13
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
Sì, ero lì.
Rispose Roger raggiungendo la porta.
Ero a capo del corpo di spedizione per la cattura del mostro. Ma non è stato necessario l'intervento di tutti, siamo bastati io e un altro per catturarlo.
Sembrava lui stesso vagamente sorpreso di quanto liscia fosse andata la missione. Estrasse una chiave da un borsello legato in cintura dopo aver appoggiato la claymore al muro e la infilò nella toppa, armeggiando nel tentativo di aprire la porta.
Dannate serrature....
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19-08-2012, 04:49 PM
Messaggio: #14
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
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Heh... se fosse così facile catturare uno di quei demoni, non ci sarebbe alcun bisogno di noi. Pensò Olivia, quando Roger le rivelò che erano bastati lui e un'altra guardia per catturare il presunto Yoma. La cosa importante, comunque, era che la guardia aveva effettivamente preso parte all'arresto. Ottimo. Ora, bisognava scoprire se l'uomo a cui Olivia era interessata, vale a dire quello che lei riteneva essere il vero Yoma, fosse anch'egli presente o meno sulla scena. "Soltanto in due? Davvero notevole! Catturare uno Yoma con tanta facilità e senza alcuno spargimento di sangue, è certamente una cosa che non si vede tutti i giorni..." disse Olivia, fingendosi impressionata dal racconto di Roger "...e che mi dite dell'uomo che ha reso possibile tutto questo, colui che ha smascherato lo Yoma che si annidava in città..., era presente anche lui?" chiese la ragazza, focalizzandosi su ciò che realmente voleva sapere. Al posto dello Yoma io sarei stata presente, per assicurarmi di persona che il mio piano andasse a buon fine... spero solo che anche quella bestia abbia ragionato allo stesso modo. Si disse Olivia, mentre attendeva la reazione di Roger.



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19-08-2012, 07:24 PM
Messaggio: #15
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
Risparmi i complimenti. C'è qualcosa in questa storia che non mi convince.
Replicò Roger subito prima di lasciarsi andare a un'esclamazione soddisfatta per essere riuscito ad aprire la porta.
L'informatore? No, lui non c'era. I Cinque hanno preferito evitare di coinvolgere civili, e lui è stato subito ferventemente d'accordo, pare.
Spalancò la porta, mostrando una piccola ma accogliente stanza quadrata, con un letto, un comodino e una scrivania completa di sedia.
Ecco, questa sarà la vostra stanza. Non è splendida, ma ci si può vivere. Mi auguro che si troverà bene. Ha altre domande? Sa, ho altri impegni a cui badare, purtroppo....
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22-08-2012, 07:34 PM
Messaggio: #16
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
Citazione:Narrazione | pensiero | "parlato"
Hoo... allora c'è qualcuno che ragiona, in questa città. Pensò Olivia, quando sentì Roger affermare che in quella storia c'era qualcosa che non lo convinceva. Olivia aveva deciso di fingere di aver creduto al resoconto ufficiale degli avvenimenti, perché prima di mettere in dubbio pubblicamente l'operato dei Cinque (vale a dire di coloro che rappresentavano la legge in quella città) voleva aspettare di avere le prove che la sua teoria era corretta. Ecco perchè si era finta impresionata dal racconto di Roger e aveva rivolto all'uomo dei complimenti a cui in realtà non credeva minimamente, faceva parte della sua recita. Inoltre, forse per un suo pregiudizio personale, era convinta che le tutte guardie concordassero con le decisioni prese dai superiori e si limitassero a obbedire agli ordini senza porsi domande, e quindi voleva evitare di apparire impudente mettendosi (lei, straniera appena arrivata) a contestare il modo con cui venivano fatte le cose lì. Scoprire che invece c'era almeno una guardia che si poneva delle domande, fu per lei una gradita sorpresa. Chissà, forse poteva sfruttare la cosa a suo vantaggio...

Comunque, la sua previsione riguardo al comportamento del demone si rivelò essere errata: egli non era presente al momento dell'arresto del presunto Yoma. Questo significa forse che Roger non saprà dirmi molto di lui? Si domandò la ragazza. Il modo più rapido per sciogliere il dubbio sarebbe stato chiedere al diretto interessato lì presente, ma quest'ultimo sembrava ansioso di tornare alle sue mansioni dopo averle mostrato la stanza che le era stata preparata, e così Olivia decise di non insistere oltre con le domande, almeno per il momento. "Oh, andrà benissimo..." rispose la ragazza con un sorriso sincero, quando Roger le disse che la stanza non era splendida "ma ci si poteva vivere". Ovvio che l'uomo non avesse la minima idea di come Olivia avesse vissuto fino a quel momento, se pensava davvero che la ragazza potesse lamentarsi della sistemazione "... e no, per il momento non ho altre domande." disse Olivia. In fondo mancava ancora parecchio tempo all'esecuzione, poteva anche permettersi il lusso di sedersi per un paio d'ore a pensare alla sua prossima mossa....



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23-08-2012, 09:49 AM
Messaggio: #17
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
Roger si congedò con un mezzo inchino, di cui approfittò per metterle la chiave in mano. Forse per distrazione o forse volontariamente, lasciò la claymore al muro dove l'aveva poggiata in precedenza. Dopodiché attraversò il corridoio a ritroso e sparì per le scale. A questo punto, Olivia avrebbe potuto rilassarsi per qualche tempo e concedersi del tempo per pensare....

Citazione:Hai un post libero per riflettere sulla tua prossima mossa.
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26-08-2012, 10:05 AM
Messaggio: #18
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
Citazione:Narrazione | pensiero | "parlato"
Olivia osservò Roger che si allontanava percorrendo il corridoio, per poi sparire giù per le scale. Rimasta sola, la ragazza entrò nella stanza che le era stata preparata (non prima di aver recuperato la sua spada, che la guardia le aveva lasciato appoggiata al muro del corridoio) e richiuse la porta alle sue spalle. Dopo aver poggiato la sua arma sulla scrivania, Olivia andò a stendersi supìna sul letto con le mani dietro la nuca. L'Esecuzione del presunto Yoma era stata fissata dai magistrati per la sera del giorno successivo, dunque la ragazza poteva anche concedersi il lusso di spendere un pò di tempo per riposarsi dalla fatica del viaggio.

Mentre Olivia se ne stava distesa sul letto, a osservare il soffitto della stanza, cercava di pensare a quale sarebbe stata la sua prossima mossa. In realtà, non è che ci fosse molto da pensare: doveva assolutamente trovare un modo per incontrare l'informatore (era il termine usato da Roger), perchè solo così avrebbe potuto determinare con certezza se quella persona era, come lei riteneva, il vero Yoma. Non mi basta vederlo, devo arrivargli molto vicino per poter essere sicura... Pensò la ragazza. Olivia conosceva i suoi limiti. Dal momento che il suo vero obbiettivo era sempre stato quello di riuscire un giorno ad affrancarsi dalla schiavitù dell'Organizzazione, la ragazza, pur impegnandosi molto per apparire una guerriera modello in modo da non dar motivo agli uomini in nero di diffidare di lei, non si era mai davvero interessata a tutta la faccenda del "cacciare gli Yoma per proteggere l'umanità" (che era lo scopo in nome del quale l'Organizzazione giustificava i suoi metodi e le sue azioni), e quindi durante il suo addestramento si era concentrata di più sull'arte del combattimento con la spada e sul rendere il suo corpo agile e scattante, trascurando per contro di allenarsi sulla percezione dello Yoki. E il risultato fu che la sua capacità di percepire le aure demoniache era molto debole, anche rispetto a quella di alcune delle altre novizie. Ecco perchè era per lei assolutamente fondamentale arrivare a contatto diretto con l'informatore, altrimenti non avrebbe potuto avere la certezza di aver trovato il suo bersaglio.

(Sospiro) Beh, di sicuro non lo troverò restando quì... pensò Olivia, che dopo un paio d'ore decise che si era riposata abbastanza. A quel punto, la ragazza si rimise in piedi e uscì dalla stanza, chiudendo a chiave la porta. La sua spada rimase appoggiata sulla scrivania, perchè aveva deciso di non portarla con sè. Primo perchè in ogni caso la prima guardia che avesse incrociato per strada glie l'avrebbe probabilmente confiscata di nuovo, e secondo perchè per il momento intendeva continuare a fingere di aver creduto alla storia dei giudici. Visto che "lo Yoma" era già stato preso e incarcerato, non c'era motivo di girare armata, no? Olivia si infilò quindi la chiave nella tuta (così da non doverla tenere in mano) e percorse il corridoio diretta verso le scale. A seconda di chi avesse incontrato, e di quale fosse stato il loro atteggiamento, avrebbe deciso come procedere...


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26-08-2012, 10:13 AM
Messaggio: #19
La giustizia è uguale per tutti [Sir_Alric]
Olivia si diresse quindi verso il pianterreno. Nel corridoio principale del Palazzo di Giustizia c'erano tre persone: una guardia dall'aria seria, che sorvegliava una porta chiusa. Una donna, probabilmente una serva, che spazzava il pavimento. E infine un uomo dall'aria distinta, probabilmente un magistrato. Quest'ultimo si stava dirigendo con decisione verso la porta della sala dei Cinque, a cui montavano la guardia altri due soldati. Non aveva che l'imbarazzo della scelta: chi avrebbe avvicinato per ottenere le informazioni che desiderava?
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29-08-2012, 10:13 AM
Messaggio: #20
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Raggiunto il piano terra, Olivia si trovò davanti tre persone: un magistrato, una guardia, e una donna. Il Magistrato si stava dirigendo verso la sala del Consiglio, la guardia sorvegliava una porta chiusa, e la donna stava spazzando il pavimento del corridoio. Ora, da chi posso cominciare? Si chiese Olivia.

Il Magistrato, certamente, era la persona che sapeva di più, ma allo stesso tempo era anche il più difficile da approcciare. Olivia ricordava come, appena due ore prima, i Cinque le avessero detto che non le avrebbero concesso un'altra udienza a meno che non si trattasse di questioni della massima urgenza, e sebbene avvicinare il giudice nel corridoio non potesse considerarsi un'udienza formale, restava il fatto che la ragazza avrebbe dovuto avere un'ottima ragione per farlo. Intendiamoci, la caccia allo Yoma era sicuramente un'ottima ragione, ma per quanto concerneva i magistrati il caso era già stato chiuso (mancava solo l'epilogo, vale a dire l'esecuzione del presunto colpevole), e Olivia non aveva uno straccio di prova che dimostrasse il contrario (aveva solo una teoria che reputava corretta, ma che era ancora tutta da dimostrare). Non aveva intenzione di andare di fronte ai giudici a dire quello che pensava prima di essere certa di avere ragione. D'altro canto, fermare il magistrato solo per chiedergli casualmente qualche informazione sull'informatore non sembrava una buona idea. L'uomo (sempre ammesso che si degnasse di risponderle) probabilmente si sarebbe insospettito e avrebbe voluto sapere perchè le interessava saperlo, e Olivia non voleva dirglielo, non ancora.

La guardia che sorvegliava la porta aveva un'espressione seria in volto, non sembrava a prima vista particolarmente disposto ad intrattenere una conversazione. Inoltre, poteva sapere qualcosa come anche nulla, dipendeva tutto da se aveva avuto un ruolo nella cattura del presunto Yoma oppure no.

Lo sguardo di Olivia si posò quindi sull'ultima dei tre, la donna intenta a spazzare il pavimento. Probabilmente si trattava di un membro della servitù, e altrettanto probabilmente era la persona che sapeva di meno (ammesso e non concesso che sapesse qualcosa) però chissà, forse poteva dirle che cosa pensava la gente comune di tutta quella faccenda, senza contare che c'era anche la possibilità che avesse ascoltato involontariamente delle voci di corridoio... Probabilmente è un buco nell'acqua, però... però Olivia, pur non nutrendo grandi speranze, decise ugualmente di fare un tentativo. Per fortuna aveva tempo, se la donna non le avesse detto nulla di utile poteva sempre andare in cerca di qualcun'altro. Con quell'idea in mente, si diresse verso la donna: "Perdonate il disturbo..." disse la ragazza, rivolgendosi alla donna in modo gentile "...posso chiedervi una cosa?"


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