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QUEST Open Sea [Clayfax - Nardo]
12-04-2016, 10:01 PM
Messaggio: #1
Open Sea [Clayfax - Nardo]
Open Sea


I'm the Ocean, I'm the sea there is a world inside of me 




Camillah, dopo il suo allenamento nella sede dell'Organizzazione, era stata rispedita nel suo territorio di appartenenza nelle Terre dell'Ovest; per quei pochi giorni in cui poté effettivamente godere di una breve pausa, lasciata a sé, ebbe il modo di riflettere su ogni concetto che poteva passarle di mente. 
E per quanto magari la sua psiche potesse giungere a riflettere solo sulla pesante condizioni di un essere solitario, la natura rigogliosa che aveva intorno non poteva che farle pensare a quanto c'era di positivo nel mondo.
Poco ma pur sempre qualcosa.
Ad ogni modo fu richiamata con una certa urgenza, avrebbe dovuto incontrarsi con uno degli Uomini in Nero per un incarico ai confini con le Terre Centrali e con le Terre del Sud.
Poteva andare in qualsiasi posto per ciò che ne sapeva lei, il punto di incontro era un crocevia famoso proprio perché poteva portare in tre diverse Terre del continente.

Seayane invece era stata lasciata alle sue meditazioni, alle sue posizioni del loto e alle sue elucubrazioni mentali per quanto riguardava i risvegliati e la dolorosa natura che si portava in grembo.
Chissà se pensava ancora a quel caro umano o se lo aveva lasciato andare, se aveva abbandonato il suo doloroso ricordo per vivere finalmente in pace con sé stessa.
Anche nel suo caso, comunque, fu strappata da certi ragionamenti per essere convocata d'urgenza ad un famoso crocevia che incontrava Terre del Sud, Terre Centrali e Terre dell'Ovest.
Sembrava un avviso urgente, per cui era ovvio che dovesse sbrigarsi.

Giunsero entrambe con il calare della notte e a risplendere nel buio solo i loro occhi argentati e mai prima di allora il nome di Streghe dagli occhi d'argento poteva descriverle meglio.
Tra le due vi era una figura ammantata di nero, per Camillah fu facile riconoscerlo perché lo aveva conosciuto da poco ma per Seayene era un volto nuovo molto probabilmente.

Hughes si avvicinò alle due Guerriere, sollevato che fossero giunte così presto; pareva stanco, probabilmente lo era infondo per giungere lì da Staph era impegnativo per un essere umano normale ma era anche singolare pensare al fatto che rispetto a molta altra gente stava bene.
Probabilmente era abituato alle marce forzate.



Uh, tempestive. Perfetto...
Sarà meglio fare le presentazioni più tardi, coraggio camminiamo.

Disse lui, aprendo la strada verso Sud.

Vi scorterò per qualche miglio, spiegherò strada facendo.

Alzò lo sguardo al cielo, verso la luna, ora più splendente che mai. 
Non disse altro anche se era evidente ci fosse fretta, era ormai chiaro che tutto sommato Hughes fosse un uomo che voleva sentirsi... Diciamo desiderato,che facessero loro la domanda di inizio!




Turnazione:


Citazione:Camillah
Seayane

Come al solito, descrivete le vostre sensazioni, il viaggio, l'incontro con Hughes e con la compagna.
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12-04-2016, 11:24 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 13-04-2016 07:51 AM da clayfax.)
Messaggio: #2
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
Legenda:
Narrato Parlato Pensato


Non era passato molto tempo da quanto erano terminati gli allenamenti, che la bionda guerriera venne convocata e per cui fu costretta ad abbandonare la sua terra di competenza. Quel lago delle Streghe la affascinava e, in qualche modo, si sentiva a casa: più lì che non a Staph. Ogni volta che doveva allontanarsi da quel posto per partire per qualche missione le si stringeva il cuore.

Il viaggio non durò moltissimo, forse per via dei tanti pensieri che affollavano la mente della guerriera, e nel breve volgere di pochi giorni arrivò, sul far della notte, al luogo pattuito. Si trattava di uno dei più famosi crocevia della zona che metteva in comunicazione tre terre differenti del continente. Proprio in quel luogo si trovò difronte Hughes, l'uomo in nero che l'aveva allenata. Non se lo sarebbe mai aspettato, però pensò che non fosse propriamente un caso. Probabilmente aveva chiesto all'Anziano di poter testare le nuove qualità di Camillah in una missione vera per sincerarsi della corretta acquisizione della nuova tecnica. Chissà. O forse erano gli altri i motivi del suo coinvolgimento diretto. Ma presto lo avrebbe scoperto.

Con loro c'era anche un'altra ragazza come lei. Lo si capiva proprio da quello scintillio sinistro nei suoi occhi. Per un'attimo sperò si trattasse di Lune.. ma quando la nuova arrivata fu abbastanza vicino a loro la sua speranza venne smentita. Quasi calpestata. Doveva smetterla di alimentare false convinzioni e speranze: non avrebbe più rivisto la sua migliora amica nell'immediato. Doveva portare pazienza, tanto era sicura che prima o poi sarebbe riuscita a ritrovarla. Ma non ora.

Sebbene l'Uomo in Nero tagliò corto sui convenevoli, Camillah si presentò alla sua nuova compagna di missione. Esordendo con un sorriso e cercando di essere il più carina possibile. Erano giorni che non parlava più con qualcuno e le prime parole le uscirono impastate

Piacere di conoscerti, forse non ci siamo mai incontrate prima. Io sono Camillah, la numero 9 dell'organizzazione.

Dopo aver atteso una risposta dalla nuova ragazza, allora si sarebbe unita alla marcia notturna seguendo Hughes e chiedendo spiegazioni di quella convocazione.



Yoki Utilizzato: 0% (0/35 PLM).
Stato Fisico: Ottimale.
Stato Psicologico: Nostalgica. Curiosa per quella convocazione.
Abilità Utilizzate: Percezione dello yoki (Passiva), Yoki Straordinario (Passiva - Abilità Innata).
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13-04-2016, 10:07 PM
Messaggio: #3
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
[Immagine: yp10m.jpg]
[-Pensato-] [Parlato] [Parlato da altri]

Nella suo nuovo territorio, Seayne ebbe fortuna: non che le andasse molto a genio trovarsi in una zona meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli della città santa, visti i suoi trascorsi, tuttavia la catena montuosa che circondava il cosiddetto, ironia della sorte, “Lago delle Streghe” era talmente vasta e imponente che non le fu poi troppo difficile trovare in quota una piccola spelonca da poter utilizzare come rifugio, rimanendo sufficientemente lontana dai fedeli che venivano a rimirare i cosiddetti “Massi Erranti” da poter evitare incontri casuali senza bisogno di stare costantemente all’erta.
Così la guerriera albina, nell’attesa del prossimo incarico, poté dedicarsi completamente ai suoi esercizi spirituali senza timore di essere disturbata: la calda carezza del sole sulle alture, il vento che faceva frusciare l’erba dei prati, le accarezzava gentilmente il viso e fluttuare i lunghi capelli candidi, il cinguettio degli uccelli e il ronzio degli insetti erano le manifestazioni magiche della natura che si fondevano tra loro per formare un mantra che quotidianamente accompagnava Seayne mentre poco a poco si immergeva nella sua meditazione, potendo così godere della pace che, come aveva imparato di recente, quello stato donava alla sua mente di mezza demone, sempre sospesa a metà fra ragione e follia.
Stephan… il suo amato Stephan… Chissà dov’era, se stava bene o se aveva sofferto a causa sua e di Araldus per quanto successo a Rabona durante la sua fuga? Questo pensiero era un chiodo profondamente conficcato nell’anima della guerriera albina tuttavia Seayne si rese conto che, mano a mano che progrediva nel suo cammino spirituale, il ricordo dell’uomo amato che un tempo la faceva impazzire al solo pensiero, s’era raddolcito, lasciando al posto del desiderio ardente e inconfessato di rivederlo a tutti i costi, uno strascico di struggente malinconia.
La cosa meritava una più attenta considerazione ma Seayne non ne ebbe il tempo: le venne infatti ordinato di raggiungere al più presto un famoso crocevia che collegava le vie principali delle Terre del Sud, Terre Centrali e Terre dell'Ovest. Prestando la massima attenzione per non farsi scoprire mentre passava nei territori sotto la diretta autorità di Rabona – temeva infatti che la sua condanna a morte nella città santa fosse tutt’ora in vigore - si diresse a passo spedito verso il luogo dell’appuntamento, apprezzando comunque il paesaggio mutevole che incorniciava il suo cammino.
Seayne arrivò a destinazione al calare della notte. Due figure sembravano essere già sul posto: una di esse, a giudicare dall’innaturale riflesso argenteo dei suoi occhi, era sicuramente una guerriera, come poté poi giudicare Seayne dall’uniforme e dall’armatura che la compagna indossava; l’altra figura apparteneva a un uomo alto, avvolto in uno scuro mantello

-Probabilmente è un altro dei superiori! Il suo vestiario e soprattutto il suo portamento però non è quello di un accolito qualsiasi, sembra più… marziale degli altri!-

Uh, tempestive. Perfetto... Sarà meglio fare le presentazioni più tardi, coraggio camminiamo.
Vi scorterò per qualche miglio, spiegherò strada facendo.

Disse l’uomo misterioso mentre questi, nonostante Seayne notasse segni di stanchezza nella sua postura, iniziava a camminare, prendendo la strada che portava a Sud.

-Sembrerebbe un uomo robusto, abituato alle fatiche! Chissà da dove viene in realtà!-

Molto meno ermetica di lui si rivelò essere la sua nuova compagna ella era un po’ più bassa di lei, ma col corpo meglio proporzionato del suo; portava i biondi capelli sciolti ma con la lunga frangia centrale tirata all’indietro.
L’altra guerriera le sorrise e, con tono gentile nonostante una certa timidezza nel far uscire le parole, si presentò:

Piacere di conoscerti, forse non ci siamo mai incontrate prima. Io sono Camillah, la numero 9 dell'Organizzazione.

Lo sguardo di Seayne passò dal curioso al sereno; le pallide labbra della guerriera albina si dischiusero in un sorriso in risposta al saluto di Camillah, congiunse le mani all’altezza del petto e, con tono gentile, chinando leggermente il capo in segno di rispetto per la compagna di grado superiore, le rispose:

Lieta di conoscerti Camillah! Io sono Seayne, la numero 12. Spero che ci troveremo bene assieme!

Dopodiché si mise al passo assieme alla nuova compagna, seguendo il superiore, nel mentre Camillah gli chiedeva lumi sulla missione. Seayne avrebbe atteso l’eventuale risposta dell’uomo, riservandosi di chiedere poi dei chiarimenti se alcuni punti le fossero sembrati poco chiari.

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Stato Psicologico: Lieta di aver incontrato Camillah, spera di andare d’accordo con lei. Incuriosita dalla figura di Hughes, attende dall’uomo in nero i dettagli della missione.
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13-04-2016, 10:35 PM
Messaggio: #4
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
Sììì, sarete amiche per sempre!

Disse Hughes, saltellando sul posto mimando giubilo; probabilmente tutta quella camminata lo aveva reso tendenzialmente irritato e irritante. 
Si rimise in posa e riprese il passo come se nulla fosse successo ma si apprestò in fretta a spiegare il motivo della loro improvvisa convocazione.

Su, è una cosa importante.
Come avrete potete notare non vi trovate nel vostro territorio di competenza: infatti vi invierò nelle Terre del Sud e più precisamente... Ad Alessandro.

Avete mai sentito parlare di questo posto?

Chiese, interessato alla risposta.
Diede qualche secondo loro per rispondere e naturalmente se avessero avuto dubbio avrebbe provveduto a chiarire i loro dubbi non appena ce ne fosse stata la possibilità.

Ad ogni modo, in quella città c'è una situazione di emergenza... Errr... Diciamo che abbiamo leggermente sottostimato la cosa ed ora la situazione è parecchio peggiorata. 

Abbassò lo sguardo e si passò una mano tra i capelli chiari, probabilmente si vergognava della situazione.
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14-04-2016, 08:25 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 14-04-2016 08:26 AM da clayfax.)
Messaggio: #5
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
Legenda:
Narrato Parlato Pensato


La nuova ragazza le fece subito una buona impressione. La colpiva il fatto che fosse più alta di lei, ma soprattutto che fosse albina. Era la prima volta che vide una guerriera così. Ma quando Seayne le disse che sperava diventassero amiche, Camillah provò una fitta interiore. Senza saperlo aveva toccato un nervo scoperto e lo patì in silenzio, scurandosi in volto. Per fortuna, seguendo Hughes, poté nascondere il suo volto all'altra ragazza, affinché non intuisse nulla.

Non sapeva se sarebbero diventate amiche e questo non era un pensiero degno di Camillah. Questo dipendeva dai recenti eventi. Chissà se sarebbe riuscita a farsene una ragione. In ogni caso doveva lasciarsi alle spalle quell'accaduto e guardare avanti. Però dai, in fin dei conti a primo impatto quella ragazza già le piaceva, forse avrebbero potuto davvero diventare amiche prima o poi.

Poi, rivolgendosi a Hughes

Alessandro? Di cosa si tratta? Che tipo di complicazioni sono nate?

Se quella era la loro missione, allora aveva bisogno di conoscere tutta la verità.



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Stato Psicologico: Assorta nei sui pensieri, ma, nonostante tutto, curiosa.
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14-04-2016, 09:39 PM
Messaggio: #6
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
[Immagine: yp10m.jpg]
[-Pensato-] [Parlato] [Parlato da altri]

Camillah si voltò improvvisamente verso il superiore

-Forse che le sue parole l’abbiano infastidita?-

Impossibile a dirsi, dal momento che in quegli istanti non vedeva il volto della Numero 9. Invece il commento dell’uomo in nero sul saluto che le due guerriere si erano scambiate ebbe su Seayne lo stesso effetto delle gocce di pioggia su un vetro, cioè nessuno. La guerriera albina aveva da tempo imparato a non farsi turbare dalle bizzarrie dei superiori: finché si fosse mostrata deferente e non avesse mancato loro di rispetto non avrebbe avuto nulla da temere.
Quando il superiore rivelò la loro destinazione, Seayne incrociò le braccia al petto e poi commentò con voce mite, guardando l’uomo con espressione calma e attenta ma senza fissarlo negli occhi:

Sono stata nelle Terre del Sud nella mia ultima missione, ma non nella zona di Alessandro. Che posto è? Può dirci qualcosa al riguardo, signore?

Ignorando per il momento il commento della guerriera albina, l’uomo in nero proseguì:

Ad ogni modo, in quella città c'è una situazione di emergenza... Errr... Diciamo che abbiamo leggermente sottostimato la cosa ed ora la situazione è parecchio peggiorata.

Il linguaggio del corpo del superiore e il fatto che si fosse bloccato prima di dire, forse, qualcosa di troppo, fecero sospettare a Seayne che, qualunque cosa aspettasse lei e Camillah ad Alessandro, non sarebbe stata certo una cosa semplice da gestire. Del resto, se era stata convocata una guerriera a cifra singola, voleva dire che c’era da sistemare un Problema con la "P" maiuscola e la mente di Seayne ritornò alle spiegazioni di Duncan durante il loro viaggio verso Shaemoor:

-Ombre! Che ci sia da uccidere una risvegliata?-

Prima però che Seayne potesse profferire parola o esternare i suoi timori, Camillah si inserì nel discorso:

Alessandro? Di cosa si tratta? Che tipo di complicazioni sono nate?

In un paio di frasi, la compagna aveva sintetizzato le domande che Seayne voleva fare perciò, anche questa volta, la guerriera albina sarebbe rimasta in attesa delle risposte dell’uomo in nero prima di chiedere eventuali ulteriori chiarimenti.

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Stato Psicologico: Attenta alle spiegazioni di Hughes, attende dall’uomo in nero i dettagli della missione.
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14-04-2016, 10:59 PM
Messaggio: #7
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
L'Uomo in Nero soppesò attentamente le sue parole, c'era molto da dire e poco tempo per parlare e il fatto che le due fossero completamente ignare della locazione in cui erano dirette non agevolava affatto il compito. 

Decise dunque di dividere il suo discorso in due parti.


Alessandro è un bel posto, a dire il vero; sporge sul mare con un grande porto, ha numerose banchine, i contadini delle Terre del Sud per arrotondare capita che vengano ad Alessandro a pescare quando non è periodo di raccolta. 
Ritengo sia abbastanza importante anche perché è uno dei porti principali nelle Terre del Sud ma... C'è sempre un ma, poco difronte parrebbero esserci delle isole chiamate "Isole della Morte" da cui nessuno è mai tornato dove le leggende e le favole degli abitanti del luogo hanno iniziato a confondersi con l'esistenza degli Yoma. 


Sospirò, cercando le parole per introdurre la parte più difficile del discorso. 


Cara Camillah, come sai questo mondo è pieno di insidie! 
Voi siete state chiamate a combattere contro la minaccia degli Yoma ma state pur certe che non sono l'unica minaccia che mette a repentaglio la gente di questo mondo.
Animali allo stato brado, lupi, orsi, sciacalli... E delle volte, la natura stessa.
Capita di sovente che gli abitanti, impauriti, richiedano il nostro aiuto anche quando non è di nostra competenza. 
Avete presente quante sparizioni avvengono nelle Terre del Nord quando la temperatura si raffredda?
Ma non vuol dire che siano per forza Yoma, giusto? 
Dobbiamo effettuare una verifica prima di spedirvi in luoghi remoti, se non lo facessimo non avremmo abbastanza Guerriere da dispiegare in TUTTO il territorio...


Immaginate dunque dei villici impauriti ed ignoranti, dove ogni anno perdono le loro navi o a causa del mal tempo o a causa di qualche belva sottomarina di cui non sappiamo nulla, che scambiano per Yoma. 
Quante richieste potrebbero mandarci?
Ci avevano contattato a causa di... sparizioni? Letteralmente sparizioni, nessun cadavere; per quanto queste persone mancanti aumentassero non c'erano prove per un coinvolgimento diretto di qualcuno, quando abbiamo indagato sul luogo per meditare un vostro intervento non abbiamo rilevato nulla di interessante e li abbiamo ignorati per qualche tempo. 
Un altro falso allarme giusto?


Non esattamente. Poiché il sindaco era particolarmente insistente, abbiamo deciso di indagare nuovamente e... A quanto pare c'è davvero un problema ma credetemi, non so altro. 


Le informazioni sono talmente scarse e confuse che il confine tra mito e minaccia reale è estremamente labile; il vostro compito, in definitiva, è andare e mettere per sempre a tacere la minaccia.
...Se ce n'è una.


Nel dirlo si fermò deciso a fissarle, in particolare Camillah che era la caposquadra se così si poteva dire; a quanto pareva Hughes aveva sviluppato un certo interesse nello sviluppo di quel personaggio, certamente maggiore a quello che poteva avere per Seayane.
Probabilmente quello era l'ultima occasione di rivolgere domande all'Uomo in Nero prima che questo sparisse.
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15-04-2016, 08:44 AM
Messaggio: #8
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
Legenda:
Narrato Parlato Pensato


La situazione era strana. È vero che alle volte i racconti della gente del posto possono essere un po gonfiati da leggende strane o da eventi particolari isolati, ma questo non bastava di certo a dimostrare l'operato tipico degli yoma. Se però, l'organizzazione aveva in fine optato per coinvolgere delle guerriere, era evidente che qualcosa non convinceva anche loro. In somma, potevano aspettarsi di tutto: da un semplice finto allarmismo ad un confronto con dei veri mostri.

C'era qualcosa che continuava a rimanere oscuro per Camillah, per cui proferì parola

Quello che non capisco è dove si verifichino queste sparizioni. Capitano in città oppure sulle "isole della morte"? Succedono di frequente? Ci sono altri dettagli da conoscere?

Quelle erano alcune delle domande più ovvie ma ce n'erano anche altre

Come mai avete deciso di coinvolgerci direttamente in questa faccenda? Cosa vi turba o quali sospetti nutrite? Se è possibile avremmo bisogno di conoscere tutto ciò che potrebbe esserci d'aiuto in quest'indagine.

Una volta giunti in città, abbiamo dei contatti da incotrare o da evitare? È preferibile colloquiare con il sindaco oppure direttamente con le milizie cittadine?


Queste ultime erano domande inutili oppure, forse, avrebbero aiutato le due ragazze a non perder tempo nelle indagini. L'intuizione che Camillah aveva avuto era che Hughes non solo fosse molto dubbioso sugli accaduti, ma che anche potesse dubitare sull'utilità di qualche personaggio. Se l'organizzazione aveva davvero già svolto delle indagini preliminari, allora Hughes avrebbe già potuto dare a loro le giuste dritte.



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15-04-2016, 09:49 PM
Messaggio: #9
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
[Immagine: yp10m.jpg]
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La descrizione che Hughes fece di Alessandro richiamò maggiormente l’attenzione di Seayne sulle parole del superiore. La guerriera albina non era mai stata in una città di mare ed era sorta in lei la curiosità di vedere uno dei luoghi che il maestro Tahzay, vecchio marinaio, sicuramente aveva frequentato nel corso della sua vita.

La Numero 12 annuì poi alla citazione del superiore riguardo alle persone che scomparivano nel Grande Nord durante l’inverno: erano cose che succedevano quando degli imprudenti affrontavano a cuor leggero le Terre di Alphonse. Tuttavia le risposte che l’uomo in nero fornì alle domande di Camillah non contribuirono a chiarire la situazione: poteva trattarsi di un problema serio così come poteva essere una superstizione popolare alimentata dalla paura della gente. In ogni caso, era vero che la gente di Alessandro moriva e, di conseguenza, aveva paura, perciò la guerriera albina era comunque d’accordo con l’idea di dare un’occhiata per cercare di capire cosa stesse succedendo.

-Se ci sono degli yoma, Camillah e io dovremmo potercene occupare senza problemi. Se è qualcosa di peggio degli yoma… beh, faremo il possibile e, se non c’è nulla, almeno potremo rassicurare un po’ quella gente!-

A quel punto, esaurite le spiegazioni, l’uomo in nero fece correre il suo sguardo sulle due guerriere, soffermandosi più a lungo su Camillah, la più alta in grado tra le due e quindi la caposquadra di diritto la quale, evidentemente non del tutto soddisfatta delle informazioni ricevute, dimostrò agli occhi di Seayne la sua esperienza, anche nel trattare con i superiori, rivolgendo a Hughes una sequenza di domande molto precise, nel tentativo di ottenere qualche informazione utile in più.

Seayne, sempre a braccia conserte, annuì alle parole della compagna e, non trovando nulla da aggiungere a quanto era stato detto, riportò la sua attenzione sull’uomo in nero

-Uhm… giuste domande Camillah, anche se non capisco perché queste informazioni non ce le abbia fornite spontaneamente. Mah! Perché preoccuparsene in fondo? Se costui non ci dice tutto, forse non vuole o forse non può… Non ha importanza: vorrà dire che troveremo le nostre risposte da sole!-

A ogni buon conto, la guerriera albina si concentrò nuovamente sulla conversazione, drizzando le orecchie: qualunque informazione l’uomo in nero avesse fornito, sarebbe potuta rivelarsi utile…

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Stato Psicologico: Desiderosa di vedere Alessandro. Attende le eventuali risposte di Hughes alle domande di Camillah.
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17-04-2016, 07:20 PM
Messaggio: #10
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
Hughes tirò fuori dal taschino una bottiglietta che, poco ma sicuro, non conteneva certamente acqua e bevve avidamente ciò che poteva prima di rispondere alle due piccole sottoposte confuse. 

Diciamo che il fatto che il nostro uomo che abbiamo mandato qui prima di voi non è più tornato sia un motivo più che sufficiente per credere che ci sia qualcosa che non vada.
Cosa non va? Questo dovreste chiederlo a lui!

Disse, con un sorriso a dir poco malizioso lasciando intendere che probabilmente per rivolgergli quelle domande avrebbero dovuto rimettere insieme i pezzi... Sparsi nell'Oceano, molto probabilmente.


A chi chiedere informazioni? 
Non saprei, forse il Sindaco è la persona maggiormente aggiornata sulla situazione eppure potrebbe non dirvi nulla di rilevante ma solo ciò che lui vuole che sappiate. 
La milizia cittadina? Sì, forse ha una prospettiva più terra a terra ma a tal proposito, di certo non godiamo di una buona reputazione... Tutt'altro; potrebbero non essere estremamente collaborativi.


Insomma, come fare il vostro lavoro lo sapete voi: non avete bisogno che io vi guidi passo a posso nella vostra impresa, mano nella mano, vero?

Domanda ovviamente retorica; alzò le spalle dando loro la schiena e fece per andarsene ma all'ultimo uno scintillio nei suoi occhi si accese, aveva certamente qualcosa di importante da dire.
Lasciò da parte il suo sorriso sornione per una totale serietà, un velo cinico.


Un'ultima cosa.
Scordatevi delle Isole della Morte. Non vi è possibile e nemmeno concesso recarvici. 
Nessuno è tornato, hanno un nome abbastanza esplicito e siete in missione per aiutare Alessandro, non in una spedizione esplorativa dal fine dubbio. 

Sorrise nuovamente, quasi con fare candido.

E visto che mi avete disubbidito presentandovi subito anziché posticipare le formalità, d'ora in avanti vi chiamerete Lucciola (riferendosi a Seyane) e Rasoio (ovviamente intendeva Camillah) o Lama, Lama è al femminile. Preferibile.

Detto questo, sparì nell'oscurità della notte abbeverandosi di alcolico senza sosta; le parole di Hughes erano state quantomai confuse ma era convinto che qualcosa ad Alessandro stava andando storto, poco ma sicuro.
Aveva fornito una panoramica abbastanza generale ma proprio per questo, misteriosa: il problema poteva o non poteva esserci, poteva o non poteva trattarsi di uno Yoma o peggio, gli uomini del villaggio potevano o non potevano essere collaborativi...

Insomma, un grosso punto di domanda ma se fossero stati soltanto dubbi perché chiamare la numero 9 e la numero 12 per questa missione?




Citazione:Potete descrivere il viaggio fino ad Alessandro, la descrizione della cittadina spetterà però a me. 
Se avete intenzione di utilizzare qualche turno extra per arrivare ad Alessandro e di familiarizzare un po' tra voi potete farlo: mi basta un MP!
Come al solito, la turnazione è Invariata.
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17-04-2016, 10:13 PM
Messaggio: #11
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
Legenda:
Narrato Parlato Pensato


Hughes se n'era andato e alla fine non aveva lasciato nessun indizio utile per le indagini. Peccato, avrebbero dovuto arrangiarsi come potevano. Le uniche cose che avevano scoperto erano il fatto che l'organizzazione non fosse ben vista dalla milizia, e forse anche dai cittadini, che forse il sindaco non fosse molto propenso a raccontare loro tutta la verità e che un'uomo dell'organizzazione era stato messo a tacere. Era proprio questo il particolare più preoccupante. Ora era chiaro perché si erano stufati di mandare degli esploratori ed avevano preferito ingaggiare direttamente le guerriere: almeno loro avrebbero saputo difendersi! Questa faccenda non le piaceva affatto, però non poteva nemmeno tirarsi indietro.

Queste son le poche informazioni di cui disponiamo, e non tutte ci sono molto d'aiuto. Facciamo lo stesso molta cautela durante le indagini e cerchiamo di tenere gli occhi aperti. D'accordo?

Decise di soprassedere sui loro nuovi nomignoli attributi dall'uomo in nero e sul suo comportamento un pò infantile.. di certo era un personaggio strano.

Ora possiamo metterci in marcia per Alessandro.

Più lo ripeteva e più quel nome non la convinceva. Era un pò insolito per essere un nome di città. Durante il viaggio dall'orizzonte apparve dapprima una luna stanca e rossa, che poi col passare del tempo si alzò nella volta celeste facendosi sempre più vigorosa e brillante, trovando il suo giusto spazio tra tutti gli altri astri. La tranquillità di quella notte era soltanto rotta dai loro passi metallici. Fino a quel momento Camillah era stata silenziosa senza neanche pensare a nulla in particolare, però, ad un certo punto, le venne voglia di conoscere un pò meglio la sua nuova compagna. Era il suo spirito socievole che vinse alla fine.

Seayane, da quanto tempo sei una guerriera? Come sei arrivata all'organizzazione?

Era domande di pura curiosità e anche per rendere, forse, il viaggio più gradevole. In tanto, in lontananza sembrava delinearsi un bagliore luminoso che poteva indicare la loro meta.

Io arrivo da una cittadina delle terre del sud. Da quando ho perso la mia famiglia per colpa degli yoma, sono riuscita a rintracciare l'organizzazione e ho chiesto di farne parte per riuscire a trovare la mia vendetta contro quei mostri assetati di sangue.

Non era esattamente vero che avesse perso la famiglia, ma tanto non c'era bisogno di scendere nello specifico.



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18-04-2016, 09:28 PM
Messaggio: #12
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
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L’uomo in nero sembrava indugiare all’abitudine di bere bevande alcoliche e, alla fine, le informazioni che fornì alle due compagne non servirono granché a chiarire la situazione: il sindaco di Alessandro, pressato dalla paura e dalle insistenze della sua gente rischiava di far apparire lucciole per lanterne, mentre la milizia cittadina, forse meglio informata sui fatti, sembrava però ostile all’Organizzazione. Inoltre c’era l’ordine che vietava alle due guerriere di mettere piede e avventurarsi sulle Isole della Morte.

-Speriamo che ciò non si renda necessario!-

Poi, visto che l’uomo in nero si stava allontanando, Seayne decise di non dare troppo peso alla questione dei nomi che il superiore aveva appioppato loro come punizione per il fatto di essersi presentate senza il suo permesso!

-Che strano personaggio…-

Fu l’unico commento che a Seayne venne in mente, mentre accantonava la questione: c’erano ben altri problemi a cui pensare ora…
Poco dopo, fu Camillah a rompere il silenzio

Queste son le poche informazioni di cui disponiamo, e non tutte ci sono molto d'aiuto. Facciamo lo stesso molta cautela durante le indagini e cerchiamo di tenere gli occhi aperti. D'accordo?

Seayne ponderò per alcuni secondi le parole della compagna e tutto quanto era stato detto dall’inizio di quella missione, prima di rispondere:

Certo Camillah! Ho avuto l’impressione dalle sue parole che il nostro superiore abbia dovuto mandarci in missione senza avere un quadro completo della situazione e forse è per questo che hanno voluto mandare a investigare anche una guerriera a cifra singola come te. Nel dubbio, meglio non correre troppi rischi e penso che la cosa debba valere anche per noi!

Al che, la caposquadra concluse:

Ora possiamo metterci in marcia per Alessandro.

Seayne annuì e si mise al passo con la compagna.
Le due guerriere viaggiarono prevalentemente di notte, con la luna che illuminava il loro cammino e la divinità patrona di Seayne, la Grande Stella del Nord o Stella Polare come la chiamava la maggior parte degli uomini, che costituiva un punto di riferimento costante per guidare i loro passi.
Fu un viaggio in buona parte silenzioso: la prima impressione che Seayne aveva avuto della compagna era buona ma poi, dopo la frase ironica dell’uomo in nero, la guerriera albina aveva avuto la sensazione che la compagna si fosse un po’ chiusa in se stessa. Non volendo sembrare inopportuna e/o invadente, Seayne rispettò la riservatezza della compagna finché fu quest’ultima a rompere il silenzio:

Seayane, da quanto tempo sei una guerriera? Come sei arrivata all'organizzazione?
Io arrivo da una cittadina delle terre del sud. Da quando ho perso la mia famiglia per colpa degli yoma, sono riuscita a rintracciare l'organizzazione e ho chiesto di farne parte per riuscire a trovare la mia vendetta contro quei mostri assetati di sangue.


Seayne rimase sorpresa dalle parole di Camillah: neanche la sua amica Alicia le aveva mai rivolto domande così.. personali sul suo conto.

-Forse Camillah sta solo cercando di conoscermi: siamo in missione assieme e cominciare a sapere qualcosa l’una dell’altra può servire a creare un po’ di fiducia tra di noi, se non qualcosa di più…-

Seayne si passò la mano destra tra i selvaggi capelli bianchi e, fissando la compagna, rispose:

Io invece vengo dal Nord. Sono nata in un villaggio di minatori sulle montagne a Nord di Pieta. Mio padre e alcuni suoi compagni avevano scoperto una miniera d’oro e, assieme alle loro famiglie, vi avevano costruito vicino un piccolo villaggio. Quando avevo otto anni la comunità venne attaccata da un gruppo di yoma che vennero sterminati da due guerriere, ma non prima che tutti gli abitanti del mio villaggio, compresi i miei genitori, venissero uccisi tutti. Un uomo in nero mi trovò mentre vagavo sola e spaventata in mezzo alla neve e mi portò con se a Staph. Anch’io accettai tutto quello che mi venne fatto per desiderio di vendetta anche se…

Seayme si tolse il guanto sinistro per mostrare la candida mano a Camillah:

… nessuno si aspettava che la trasformazione privasse il mio corpo di ogni traccia di colore! Sono bianca come la mia terra in inverno…

Seayne emise una piccola risatina, per rassicurare la compagna e mostrarle che lei era la prima a scherzarci su e che la cosa ormai, dopo tanto tempo, non le dava più fastidio, prima di concludere.

Per il resto… io ho vent’anni quindi, tra addestramento e servizio attivo, sono una mezza demone da dodici anni.

Seayne finì il suo discorso mantenendo lo sguardo sereno nonostante la tristezza che il ricordo della sua famiglia le aveva causato, rivolgendo un lieve sorriso alla compagna anche per scacciare quei ricordi, mentre continuava a camminare accanto a Camillah…

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19-04-2016, 04:52 PM
Messaggio: #13
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
La numero 12 fu estremamente loquace e narrò di molte cose inerenti al suo passato, certo non fu tutto ma grazie alla cosa Camillah forse poteva farsi un'idea generale delle capacità della sua compagna.
Al contrario, la numero 9 fu abbastanza elusiva ed estremamente riassuntiva ma che giudizio trarne spettava solo a Seayane.
L'importante comunque era portare a termine il loro incarico.

A tal riguardo giunsero ad Alessandro al sorgere del sole ad Est; la notte cupa iniziò a schiarirsi e il cielo lentamente divenne variopinto e vagamente malinconico.
Il crepuscolo non era chiaro come si sarebbero aspettate, forse perché in lontananza oltre i tetti delle case si ergeva minaccioso l'infinito spazio color petrolio del mare; sul terreno aleggiava ancora una sottile nebbia, bassa e fine, mentre la rugiada sopra l'erba illuminava i radi prati. 
La strada era in discesa: come se loro si fossero trovate sopra di un colle che lentamente andava a distendersi fino a raggiungere il mare; la pendenza poteva permettere loro di studiare in modo approssimativo la situazione.

Alessandro era più grande di molti villaggi ma non poteva essere definita come città; all'estremità di un allungamento roccioso si trovava un faro di piccole dimensioni che illuminava loro la via e poco vicino una casa fortificata e amplia, poco più verso la baia vi era il molo seguito da numerose villette che, circa a metà, si "aprivano" lasciando spazio per una piazza dalle forme irregolari ma che probabilmente sarebbe dovuta essere circolare.
Là è dove vi era il Municipio: un edificio di grandi dimensioni e abbastanza appariscente.
Altre villette di legno circondavano la baia e il Municipio fino ad essere racchiuse a loro volta da un muretto di pietra alto mezzo metro appena.

I particolari erano molto confusi, data la lontananza e l'oscurità che ancora avvolgeva parte del posto; di fatto giunsero alle porte della città quando il sole aveva appena iniziato ad illuminare il luogo, troppo tardi per poter studiare la pianta di Alessandro dall'alto.

La vita nel villaggio era appena iniziata, i primi lavoratori uscivano di casa timidi e coperti giacché sebbene al sole ci fosse una temperatura mite all'ombra faceva ancora fresco. 
Non tirava una certa aria fredda solo a causa della temperature ma le occhiate che i villici rivolgevano alle due erano a dir poco gelidi; erano ritrosi e a volte, persino scontrosi.

Ad ogni modo ora dovevano decidere come muoversi e dove andare.
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20-04-2016, 08:38 AM
Messaggio: #14
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
Legenda:
Narrato Parlato Pensato


Povera Seayane. Non solo aveva assistito ad uno sterminio del suo villaggio, ma probabilmente aveva anche visto morire i suoi genitori. A differenza di Camillah, lei era certa di aver perso la sua famiglia. A questo punto non capiva se fosse stato meglio anche per lei aver avuto questa certezza per farsene una ragione, oppure continuare a soffrire avendo ancora quella speranza di ritrovarli. Comunque, in un modo o nell'altro, tutte le guerriere erano accumunate da un passato cruento e violento. Questi furono i pensieri che avvolsero le attenzioni della guerriera facendole perdere il senso del tempo. E presto il viaggio finì.

Alessandro non era per nulla come se la sarebbe immaginata Camillah. Si sarebbe aspettata una fiorente città in pietra sul mare, con un grande porto e alti bastioni di difesa.. invece dovette ricredersi e tutte queste sue aspettative crollarono. Chissà come mai se l'era immaginata così. Una cosa che però l'affascinava era invece quel faro che illuminava loro la via con luce alternata. Sembrava quasi che le salutasse e le accogliesse al villaggio.

La gente non sembrava essere molto cordiale con loro -quindi non si trattava solo della milizia- ma a questo non bisognava badare. Volenti o nolenti Camillah si sarebbe aspettata piena collaborazione. Questo almeno dalle alte sfere politiche e militari. Del resto erano lì per aiutarli!

Senti Seayne, se sei d'accordo farei che andare ad incontrare il sindaco. Del resto, per quel che ne sappiamo, è lui che insistentemente ha richiesto il nostro intervento. Iniziamo a sentire la versione ufficiale dei fatti, poi vediamo se rifarci anche alla milizia cittadina.

Camillah, se era possibile, cercava sempre di trovare un accordo con le compagne per far fronte unito.



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20-04-2016, 09:53 PM
Messaggio: #15
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
[Immagine: yp10m.jpg]
[-Pensato-] [Parlato] [Parlato da altri]

Le due compagne giunsero in vista di Alessandro alle prime luci dell’alba: anche se la strada che scendeva dolcemente verso l’abitato era ancora avvolta dalla foschia del mattino, Seayne poté valutare che il posto era più simile a un grande villaggio costituito per lo più da case basse e villette che a una città, almeno secondo il suo metro di valutazione.
La luce intermittente di un faro che segnalava ai naviganti l’approssimarsi del porto si rifletteva sulla rugiada mattutina che ricopriva l’erba dei prati ma, più di questo, più dell’abitato che sorgeva aggrappato al limite della linea di costa, l’attenzione di Seayne venne catturata dall’immensa distesa d’acqua che occupava tutto l’orizzonte…

-Oh Grande Stella del Nord! Così… questo è il mare! E’ immenso e… stupendo! Non pensavo potesse essere… così!-

Infatti Seayne, pur avendo sentito parlare molte volte del mare e aver cercato di immaginarlo nei suoi pensieri, non lo aveva mai visto e ora, essere al cospetto di quell’immensità, lei che era abituata al massimo a trovarsi davanti un fiume o un lago, era come vivere un sogno a occhi aperti.
La guerriera albina continuò a camminare fianco a fianco con Camillah, rapita e affascinata da quella visione, ascoltando il rumore all’inizio lontano ma sempre più vicino delle onde che si infrangevano sulla costa, finché le due guerriere si ritrovarono alle porte dell’abitato e gli sguardi e gli atteggiamenti poco gentili dei primi mattutini abitanti di Alessandro ruppero l’incanto, riportandola alla realtà.
A quel punto Camillah ruppe il silenzio:

Senti Seayne, se sei d'accordo farei che andare ad incontrare il sindaco. Del resto, per quel che ne sappiamo, è lui che insistentemente ha richiesto il nostro intervento. Iniziamo a sentire la versione ufficiale dei fatti, poi vediamo se rifarci anche alla milizia cittadina.

Seayne ci pensò su un attimo, prima di rispondere:

Sono d’accordo Camillah! E comunque correrei il rischio di parlare in ogni caso con la milizia. Infatti, se prestiamo fede alle parole del nostro superiore, incrociare quello che ci dirà il sindaco con quello che potrebbero, spero, dirci i capi della milizia cittadina, ci potrebbe permettere di escludere le informazioni poco pertinenti o le esagerazioni dovute alla paura o alla fantasia del sindaco dalle quali l’uomo in nero ci ha messe in guardia.

La guerriera albina prese un attimo fiato per poi concludere:

Come vuoi che ci muoviamo Camillah? Una di noi va dal sindaco e l’altra dalla milizia o andiamo entrambe prima dall’uno e poi dagli altri? Nel primo caso risparmieremmo tempo ma nel secondo una di noi potrebbe riuscire a carpire qualche informazione che l’altra potrebbe giudicare non importante, oppure porre una domanda alla quale l’altra non aveva pensato.

Seayne si guardò attorno, incrociando nuovamente gli occhi della gente, constatando che, per la prima volta, quell’ostilità che leggeva in quegli sguardi non le toccava più il cuore, come accadeva un tempo.
Così, con l’espressione serena e le braccia incrociate sul petto, la guerriera albina attese la risposta della caposquadra.

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20-04-2016, 10:04 PM
Messaggio: #16
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
Ovviamente salto il turno, di modo che le vostre Guerriere possano mettersi d'accordo sul da farsi.
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21-04-2016, 08:47 AM
Messaggio: #17
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
Legenda:
Narrato Parlato Pensato


Incrociare le versioni dei fatti sarebbe stata un'ottima idea, però Camillah era un po dubbiosa sul fatto di dividersi. Sicuramente, non conoscendo ancora così a fondo Seayane, preferiva muoversi insieme. Un conto poteva essere lanciarsi all'inseguimento di uno yoma, ma in quel caso forse era meglio registrassero entrambe le varie versioni dei fatti. In questo modo, l'operazione di verifica dei fatti sarebbe potuta essere più efficiente.

Dunque..

Finse una piccola pausa riflessiva

..sinceramente preferirei che ci muovessimo insieme piuttosto che dividerci. Dal momento che siamo concordi sul fatto di verificare le varie versioni dei resoconti, secondo me converrebbe che ad ogni colloquio fossimo in due: in questo modo potremmo svolgere meglio questo compito. Senza contare che a quanto pare non siamo le ben venute qui. Per cui sarebbe meglio rimanere unite per ora..

Ovviamente non voleva imporsi con la nuova ragazza albina, sebbene ne avesse l'autorità, ma preferiva che trovassero un accordo. Il più sensato possibile dato il momento.

Se invece ritieni di poter essere sufficiente ad un colloquio solitario con il sindaco o la milizia, fai pure. Ma in questo caso dimmi soltanto da chi vorrai andare e io mi recherò dall'altro.

Detto ciò, attese la replica della compagna. La guardava con fare deciso e notò solo in quel momento che avesse le braccia conserte.



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21-04-2016, 09:16 PM
Messaggio: #18
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
[Immagine: yp10m.jpg]
[-Pensato-] [Parlato] [Parlato da altri]

La preferenza di Camillah era per muoversi in coppia, almeno per il momento.
Seayne era incline a seguire le indicazioni della caposquadra e comunque, a dissipare i suoi ultimi dubbi, ci fu il richiamo di quest’ultima al clima poco amichevole che le circondava.

-In altre circostanze avrei forse insistito di più. Però siamo in un ambiente a noi sconosciuto e le scarne informazioni che abbiamo ci dicono che la situazione potrebbe rivelarsi difficile da gestire. Ha ragione Camillah, sarà opportuno restare assieme, almeno per il momento e poi… chissà, sono una sottoposta nuova per lei e forse vuole valutarmi per capire come penso e agisco…-

Così, la guerriera albina sciolse le braccia dalla posizione riflessiva che aveva assunto e rispose:

Hai ragione Camillah, meglio restare unite! Andiamo dal sindaco allora!

Così dicendo, Seayne si portò a fianco della compagna, con l’intenzione di mettersi al passo con lei e, mentre si dirigevano verso il municipio, con voce gentile e espressione del volto serena le avrebbe detto:

Camillah, se vorrai farmi delle altre domande per capire meglio chi sono, non ti fare problemi e parla liberamente. Io non l’ho fatto di mia iniziativa per timore di essere irrispettosa o invadente nei tuoi confronti, ma se lo desideri, non ho problemi a fare un po’ di conversazione, se ti va.
Sono stata anch’io una caposquadra e so cosa vuol dire avere la responsabilità della missione e della vita delle compagne che sono con te…

Seayne non si aspettava certo che Camillah abbandonasse la sua riservatezza così su due piedi: sperava solo che, durante quella missione la caposquadra, che le aveva fatto una buona impressione all’inizio, si aprisse un po’ di più con lei.

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26-04-2016, 12:15 AM
Messaggio: #19
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
Le due dunque decidono di dirigersi insieme prima al Municipio, dal sindaco, per sentire la sua opinione ed eventualmente dirigersi a far domande alla milizia.

La strada da percorrere fu breve e semplice, forse ad aiutarle era anche l'aver visto la possibile ubicazione dell'edificio dall'alto; le case di legno parevano numerose e sicure, più si addentravano verso il cuore della città e più queste divenivano solide dal punto di vista dei materiali utilizzati, tra cui anche la pietra.

Il breve ma intenso viaggio fu caratterizzato da due elementi in particolare: più si avvicinavano a riva e più l'aria si faceva frizzante, fresca e dal sapore salmastro come se lo stesso mare si infrangesse contro  di loro; sicuramente poi da qualche parte, qualche pescatore stava essiccando sotto sale ciò che aveva pescato, l'odore che portava il vento era forte.
Nonostante tutto, per quanto le donne fossero impegnate a svolgere i loro lavori e di badare ai figli (e specialmente, a recuperare quelli più curiosi che si fermavano in strada a guardarle, anche se si trattava di 3 ragazzi al massimo) e per quanto l'atmosfera fosse in fermento per la bella stagione, su Alessandro aleggiava un'atmosfera greve e tetra. 
C'era come l'impressione che qualcuno le stesse osservando...
Erano tutti presi dal lavoro ma c'era così poca gente per le strade, come se il posto fosse spopolato; c'erto, dovevano tener da conto che si trattava pur di prima mattina e di una cittadina portuale e che probabilmente aveva il grosso dei traffici proprio al porto.
Eppure, tutte quelle finestre sbarrate e chiuse ricordavano il sorriso mancato del vecchio che aveva perso troppi denti nella sua vita.


La piazza centrale era leggermente più movimentata anche se i pochi cenni di vita sparirono al loro arrivo (come pesci in presenza di squali), specialmente le case si facevano in pietra perché probabilmente erano di qualche nobile di buona casa; anche il Municipio era costruito interamente in pietra ed in alcuni punti, persino ornato.
Insomma, era un villaggio espanso e come una delle due aveva potuto constatare... Per niente simile ad una cittadina ma ora era evidente che non fosse affatto a causa della povertà ma per la distribuzione dei beni, o così pareva. 
Entrarono all'interno del Municipio, quasi completamente vuoto, e dovettero andare al secondo piano per incontrare un Sindaco che... Nemmeno sapeva del loro arrivo.

Quando entrarono nella stanza, scarsamente adornata, il Sindaco era preso a parlare con un'altra ragazza non benestante di affari forse un po' loschi e sobbalzò sorpreso di vederle; era quasi in imbarazzo, il poveretto.
Si trattava di un vecchino, un po' gobbo, sempre ripiegato in due sui libri che usava per amministrare Alessandro.
Il grande libro era chiuso sulla scrivania, con un sottile strato di polvere a ricoprirlo, mentre lui seduto su una poltroncina al lato di una finestra.
La ragazza le abbandonò ai loro discorsi.

Oh... Balbettò l'uomo. 
C'è da dire che non vi aspettavamo... Ehm, che sorpresa.

Le guardò, confuso. Era evidente che non sapeva proprio cosa dire.
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26-04-2016, 08:30 PM
Messaggio: #20
RE: Open Sea [Clayfax - Nardo]
Legenda:
Narrato Parlato Pensato


Passando in mezzo al villaggio, le due ragazze poterono rendersi conto di quale fosse la vita degli abitanti alle prime luci del giorno. La cosa che Camillah notò in particolar modo fu il fatto che molte abitazioni sembravano disabitate: probabilmente a seguito di tutti quei fatti che succedevano ad Alessandro la gente fuggiva o andava altrove.

Il municipio era quasi desolato e neanche una guardia era lì a presidiarlo. Che cosa strana. Le due ragazze dovettero arrangiarsi per capire dove fosse il sindaco, ma quando lo trovarono Camillah rimase sconcertata.

Ma come non ci aspettava!?

Secondo le loro informazioni era stato lui a richiedere insistentemente la loro presenza. Qualcosa non andava. Lanciò uno sguardo interrogativo a Seayne. Sperava che si riferisse semplicemente al fatto che non le aspettasse lì in quel momento. In ogni caso lo avrebbe scoperto presto.

Tornando a fissare il sindaco prese parola senza stare a perder tempo.

Buon giorno, siamo le guerriere dell'organizzazione a cui vi siete rivolti. Siamo venute fin qui per aiutarvi. Io sono Camillah mentre lei è Seayne.

Camillah tentò di decifrare qualunque espressione facciale del suo interlocutore al fine di capire se ci fossero particolari che potessero tradire i suoi veri pensieri.

Qual'è la situazione ad Alessandro?


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