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TRAMA The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
11-08-2015, 12:00 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 11-08-2015 12:54 PM da Duncan.)
Messaggio: #1
The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
The Forgotten II
Colei che non dovrebbe esistere.


E' mattino presto di quella che già si preannuncia come un'altra calda giornata estiva. Ci troviamo a due passi dal minuscolo villaggio di Ben, così chiamato dal nome del contadino che molto tempo fa decise per primo di stabilirsi con la moglie ed i due figli piccoli in questa tranquilla area dell'estremo sud-est di Toulouse. Una zona isolata lontana dalle principali vie di comunicazione e nella quale non succede mai nulla di interessante, ma che forse proprio per questo era sembrata all'uomo il posto giusto per costruire una semplice fattoria dove poter vivere in pace. Ora quella fattoria è cresciuta fino a diventare un villaggio, anche se forse il termine è un po' esagerato considerando che parliamo di appena cinque edifici di legno dai tetti di paglia, un piccolo granaio/magazzino, ed una minuscola cappella (l'unica struttura ad essere costruita in pietra), nei quali vivono i discendenti di Ben, ovvero una trentina di persone tra uomini, donne, anziani, e bambini.

[Immagine: 2rwus5l.jpg]
 

All'ombra di una grande quercia che sorge poco lontano dal villaggio, un gruppo di streghe dagli occhi d'argento, ciascuna in arrivo dal rispettivo distretto di competenza, si sta radunando alla spicciolata. La prima ad arrivare è l'albina Seayne, numero 19 in graduatoria. La seconda, mezz'ora più tardi, è Crystal, la numero 34. La terza, che arriva pochi minuti dopo, è Juliet, numero 36. Un quarto d'ora più tardi è la volta della quarta guerriera, una vecchia conoscenza di Seayne, la numero 35, Alicia. Poco dopo giunge anche la quinta, la numero 27, Syhlvia. Infine, un'ora dopo Syhlvia, è la volta della sesta e ultima guerriera, la numero 47, Anna.

Ora che sono tutte qui, le guerriere possono finalmente domandarsi che diavolo ci sono venute a fare in questo posto sperduto e totalmente privo di Yoma (se ne sono accertate mentre arrivavano, nessuna di loro ha percepito alcuna emanazione di yoki che non provenisse dalle compagne), ed in così gran numero per di più. Il messaggio di convocazione infatti non lo spiegava: conteneva soltanto le istruzioni su come arrivare qui e l'ordine di restare in attesa. In attesa di cosa però non era dato saperlo. Oh beh, almeno potevano ingannare il tempo chiacchierando un po' tra di loro...


Turnazione:

- Seayne
- Crystal
- Juliet
- Narratore (opzionale, nel caso qualcuno voglia rivolgere la parola alle PNG)
- Seayne
- Crystal
- Juliet
- Master 
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11-08-2015, 04:58 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 11-08-2015 06:43 PM da Nardo.)
Messaggio: #2
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
[Immagine: yp10m.jpg]
[-Pensato-] [Parlato] [Parlato da altri]

Il messaggero di Staph giunse mentre Seayne era immersa nella sua meditazione, cosa che faceva praticamente sempre da quando era ritornata nel suo territorio di competenza, salvo brevi interruzioni per allenarsi un po’ e concedersi quel poco di cibo che il suo corpo ibrido richiedeva. Nonostante la guerriera albina avesse apprezzato quel periodo di tranquillità e pace, sapeva che non sarebbe durato a lungo e che il dovere sarebbe venuto a reclamarla… Il messaggio che la convocava, conteneva indicazioni per raggiungere il villaggio di Ben, situato nell'estremo sud-est di Toulouse.

-Un bel viaggetto, non c’è che dire!-

Pensò la guerriera, tuttavia Seayne non era mai stata nelle terre del sud e l’idea di vedere nuovi territori un po’ la incuriosiva.

Per favore: riferite ai superiori che mi metto subito in cammino!

Furono le sue parole di congedo al messaggero, dopodiché nascose in un anfratto della piccola grotta dove viveva il portapergamene con gli insegnamenti del Maestro Tahzay e la sua vecchia, lacera uniforme, indossò armatura e spada e si mise in cammino.
Dopo alcuni giorni di marcia, resi gradevoli dal progressivo mutare del territorio, Seayne raggiunse il villaggio di Ben, non senza difficoltà viste le esigue dimensioni dell’abitato e la sua distanza dalle strade principali. Sospettando che, proprio per questi motivi, uno Yoma vi si fosse nascosto, la guerriera albina provò a sondare l’area con la sua percezione, la quale non rilevò nulla… o no?
Effettivamente, dopo circa mezz’ora dal suo arrivo uno yoki lo percepì, ma non proveniva dal paesello, bensì dalla strada che conduceva ad esso, percorsa poco prima dalla stessa Seayne. La guerriera albina tentò di nascondersi alla vista, sfruttando il lato di un edificio e fu così che vide arrivare presso una grande quercia la quale, come riportato nel suo messaggio, era il luogo esatto dove doveva presentarsi e attendere ordini, un’altra guerriera!

-Uh? Che sia una compagna per questa missione?-

Pensò Seayne mentre osservava un po’ meglio la nuova arrivata: era alta quanto lei ma, a differenza sua, i suoi biondi capelli erano corti e ondulati, mentre un ciuffo ribelle le incorniciava il volto che ricordava quello di una bambina. Un altro particolare che saltò agli occhi di Seayne fu che l’altra guerriera aveva le orecchie a punta, una caratteristica peculiare di alcune guerriere. Seayne, con la mano destra, si buttò all’indietro la grande massa disordinata di capelli bianchi e uscì allo scoperto, sorridendo alla nuova venuta e presentandosi per prima con voce gentile:

Buondì! Io sono Seayne, la Numero 19 dell’Organizzazione! Sei di passaggio o sei stata convocata qui anche tu?

Pochi minuti dopo, un altro yoki fu percepito e un’altra guerriera fece la sua comparsa: anche lei alta quanto Seayne, portava i capelli, lunghi e lisci, acconciati in una coda alta; un ciuffo laterale sporgeva dal lato sinistro arrivando quasi a coprirle l'occhio mentre il lato destro della sua testa sfoggiava una selva di minuscole treccine, infine due treccine più piccole le incorniciavano il viso, illuminato da un sorrisino appena accennato. Anche le sue orecchie erano particolari: quella sinistra era decorata con degli anellini, mentre nella destra sembrava esserci incastonato un… braccialetto?
Anche con la nuova arrivata Seayne decise di presentarsi per prima, ripetendo più o meno le stesse parole rivolte alla prima guerriera arrivata, omettendo però di chiedere se era stata convocata anche lei: era ovvio che lo fosse.

La quarta guerriera che arrivò, causò un tuffo al cuore per Seayne che le corse incontro per abbracciarla non appena la vide: si trattava infatti della sua amica…

ALICIA! Sei… sei proprio tu? Stai bene? Oh, come sono felice di rivederti!

Se Alicia gliel’avrebbe permesso, Seayne l’avrebbe stretta in un forte abbraccio, mentre attendeva che l’amica la rassicurasse sul suo stato di salute.

Entro un’ora, arrivarono altre due guerriere e, passato l’attimo di gioia e commozione, Seayne si sarebbe comunque presentata per prima. Dopodiché la Numero 19 avrebbe atteso un po’ per vedere se fossero arrivate altre compagne e, a quel punto, avrebbe tentato di richiamare l’attenzione di tutte quante per poi chiedere.

Bene! Credo che oramai siamo tutte qui… sei guerriere! So che a volte i capi organizzano delle squadre di più combattenti ma, onestamente, è la prima volta che mi trovo in una squadra così numerosa, perciò volevo innanzitutto chiedervi due cose.
Primo: qualcuna di voi sa perché siamo state mandate tutte qui?
Secondo: avete mai lavorato in squadra con altre guerriere? E, se sì, in quante eravate nella vostra squadra più numerosa?
Per quanto mi riguarda, io ho preso parte a una caccia con Alicia e un’altra guerriera, quindi eravamo tre in tutto.

Lo sguardo di Seayne si rivolse verso la compagna appena nominata: nonostante tutto, il ricordo della morte di Saphelia faceva ancora male…

Citazione:Yoki Utilizzato: 0% - Punti Limite: 0/35
Stato Fisico: Ottimale.
Stato Psicologico: Perplessa dalla convocazione di così tante guerriere. Felice di rivedere Alicia anche se questo le riporta in mente il doloroso ricordo della morte di Saphelia.
Abilità Utilizzate: Percezione dello Yoki (Attiva fino all arrivo di Crystal, poi Passiva).

I am the one, the only one! I am the god of kingdom come! Gimme the prize!
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11-08-2015, 06:50 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 11-08-2015 08:34 PM da Victoria.)
Messaggio: #3
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
Legenda:
narrato
parlato
pensato
parlato da altri



Neanche il tempo di esplorare un po' la zona a cui era stata assegnata, che Crystal era stata convocata per una nuova missione e nemmeno nel suo territorio, ma in un villaggio sperduto di nome Ben ai confini sud orientali di Toulouse.

Oh beh, poco male! Crystal di certo non piangeva all'idea di doversi allontanare da quella zona così arida e così vicina a "casa".
Per la neo promossa 34 la prospettiva di un viaggio era quanto mai allettante, seppur la portasse lontano dalle sue terre natali, nelle quali sperava un giorno di far ritorno.
Il messaggio che ricevette non diceva molto, solo come arrivare al villaggio e di attendere presso una quercia al limitare di esso, ma ciò non le dava pensiero alcuno, anzi era emozionata per la nuova missione e per il viaggio.
Crystal era uno spirito libero e ciò le era stato chiaro nel momento in cui, messo piede fuori dall'Organizzazione per la prima volta, si era messa a correre come una bambina che cerca di acchiappare una farfalla.
Si scrollò di dosso la sabbia del deserto e sistemò la spada dietro la schiena :-Capito Shirley? In marcia!- esclamò piena di entusiasmo.

Nessuna preoccupazione la attanagliò in quei giorni.
Non aveva più paura di dover comunicare con degli umani o affrontare Yoma, piuttosto la elettrizzava! Sentiva di essere migliorata e aver acquisito esperienza, molta esperienza in quel dannato labirinto e non stava nella pelle di poter testare le sue capacità.
Aveva ripensato in quel breve periodo di inattività a quello scontro, uno scontro che alla fine il suo cervello aveva risolto e questo le aveva dato un'importante lezione: non bastava essere forti, l'arguzia era la sua prima alleata e Crystal non l'avrebbe dimenticato.
Ma si era accorta anche di altri due aspetti. Il primo che anche l'eccessiva prudenza, inizialmente usata nella caccia, le si poteva ritorcere contro, tant'è che era finita a non esserlo per niente quando le era salito il sangue al cervello.
La seconda invece era più tecnica e riguardava il combattimento con lo Yoma. Aveva schivato troppo, giocando più in difesa che in attacco ancora una volta e, se non fosse stato per la sua buona abilità di leggere lo yoki, non avrebbe schivato il colpo premeditato del nemico, che si era chiaramente aspettato una nuova elusione da parte sua.

Oh ma questa missione sarebbe andata ancora meglio, avrebbe messo in pratica ciò che aveva imparato, o almeno questo era ciò che sperava.
E, contenendo a stento l'impazienza e mantenendo un sorriso sulle labbra, a stento fece caso all'ambiente circostante che passo dopo passo mutava, tranne quando finalmente notò vegetazione e non più solo rocce e sabbia.

Le ci volle qualche giorno, ma infine, allontanatasi dalle principali vie, si inoltrò per la campagna verso il villaggio di Ben.
L'impazienza non l'aveva resa tuttavia stupida e ora le sorgeva un dubbio. Aveva mantenuto attiva la sua percezione durante il viaggio ed era stata più attenta quando aveva abbandonato le terre che morfologicamente conosceva meglio, ma adesso che era lì, in mezzo al nulla, e non avvertiva proprio niente, non capiva quale poteva essere la minaccia.
Che la sua percezione avesse fatto cilecca? Beh, se così fosse stato allora era un bel problema, in quanto era l'arma migliore a disposizione del suo corpo mezzo demone.
Non si crucciò più di tanto, seppur non abbassò la guardia, e infine in lontananza poté scorgere la grande quercia alla quale era attesa e con essa... una stilla di yoki!
Drizzò le orecchie, come se avesse sentito il più sospetto dei rumori, e avanzò cauta, lasciando Shirley a riposo.
Quello yoki aveva qualcosa di diverso, che istintivamente riconduceva i suoi ricordi al test, quando aveva utilizzato la percezione per individuare la sorella nei sotterranei.

Non sbagliava e, giunta alla pianta, effettivamente una guerriera dai lunghissimi capelli albini, più chiari anche dei suoi, saltò fuori.
La sua figura era snella e longilinea, dava quasi l'idea di essere leggera, nonostante l'altezza che doveva essere all'incirca quella di Crystal.
Non fece molto caso comunque al suo aspetto e le labbra si piegarono in un sorrisetto enigmatico.
Allora ti eri nascosta, furbetta!
Pensò tra sé e sé divertita.
Strano per lei essere a cuor così leggero nell'incontrare una compagna, lei che era sempre stata intimorita dalle relazioni sociali. Eppure così si sentiva, tranquilla, di buon umore, probabilmente rallegrata dalla prospettiva della caccia.
C'era voluto un po', ma finalmente la farfalla stava sbucando dalla crisalide che per tanto tempo l'aveva protetta, pronta ad affrontare il mondo.

Ad ogni modo la compagna non si fece attendere e le rivolse la parola per prima, chiedendole se anche lei fosse stata convocata in quel luogo.

-Ehi compagna- la salutò con un sorriso ben disposto, più aperto del precedente :-Sono stata richiamata qua come te, presumo. Piacere di conoscerti, il mio nome è Crystal e sono la Numero 34- si presentò mascherando un certo orgoglio. Non doversi più riconoscere come Numero 42, del quale comunque non si era mai vergognata, ma come Numero 34 le dava una certa soddisfazione, seppur fosse ben a conoscenza che la strada da percorrere era ancora lunga.

Dopodiché conficcò Shirley in una zona all'ombra e si sedette appoggiando la schiena. Piegò il ginocchio destro e vi posizionò il rispettivo braccio, volgendo le ridenti iridi argentate alle fronde dell'albero.
Oh, come le piaceva guardare il cielo, le dava gioia e speranza.
Il suo momento di pace però non durò a lungo, che la sua percezione le rivelò l'arrivo di un'altra guerriera.
Anch'ella era alta quanto Crystal e Seayne, ma portava i lunghi capelli raccolti in una coda e altre ciocche legate in treccine. Singolari erano entrambe le orecchie forate in più punti. Tutti particolari che le davano un aspetto bizzarro, ma non per questo strano, anzi quell'atteggiamento e la sua figura le davano un'aria singolare.
Nel giro di poco più di un'ora arrivò anche una quarta guerriera, che fu accolta da un'allegra Numero 19, una quinta e perfino una sesta.

La biondina storse un po' la bocca per tutte quelle presenze, ma si rincuorò del fatto che almeno non si sarebbe ritrovata in silenzi imbarazzanti e che sarebbe riuscita ad essere lasciata un po' in pace a vagare per la sua testolina.

Decise che ormai erano fin in troppe, perciò, tornata in piedi e incastrata la claymore dietro la schiena, non poté non trattenere un commento :-Direi che siamo un bel numero. Mi chiedo in quante di noi saranno ancora a questo mondo una volta finito-
Un po' acida con quel ghignetto poco raccomandabile, ma dalla prima missione aveva appreso che anche esseri potenti come loro non erano immuni, e se non lo erano al proprio cuore, figuriamoci alle intemperie della vita.
Aveva fatto tutto ciò che era in suo potere per salvare Shirley e comunque non era servito; chi le assicurava che questa volta sarebbe riuscita a salvare la propria di vita?

-Colgo l'attimo per ripresentarmi: sono Crystal, la Numero 34- ripeté per poi passare a dare una propria risposta alle domande poste da Seayne :-Per quanto riguarda me, ho solo ricevuto l'ordine di recarmi qui e attendere e no, non ho mai lavorato in squadra-

Volse gli occhi dal taglio affilato alle compagne, scrutandole una ad una.
Attese.




Citazione:Yoki utilizzato: 0%
Stato fisico: ottimo
Stato psicologico: elettrizzata dalla prospettiva di mettere in pratica le proprie capacità; infastidita dalla presenza di così tante compagne, ma malinconica per il ricordo della sorte di Shirley e della fragilità della vita
Abilità utilizzate: percezione dello yoki (attiva fino all'arrivo di Juliet), lettura dello yoki (passiva)

"ciò che feci per sopravvivere uccise la mia anima"

[Immagine: claymore_priscilla_who_surpasses_the_aby...6b5fzm.jpg]
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12-08-2015, 05:10 PM
Messaggio: #4
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
Citazione:Narrato
"Parlato"
"Pensato"
"Sussurrato"
"Detto da altri"

Le cose non le erano andate troppo male. Era stata promossa di grado, divenendo la numero 36, e sembrava abbastanza promettente da poter salire ancora. Le era stato persino assegnato un territorio da sorvegliare, nelle familiari terre dell'Ovest. Juliet aveva preso il suo compito molto sul serio, sembrava un cane da guardia quando pattugliava la sua città - ed il paragone con un animale, trattandosi di lei, risultava sempre il più consono.
Tuttavia, la guerriera era nervosa. La missione precedente le aveva lasciato addosso uno strascico di sensi di colpa ed aggressività tale da forzarla a tenersi alla larga da qualsiasi essere vivente...
Col risultato di renderla ancora più nervosa. Quando sei solo non hai che la tua mente a farti compagnia, ed è in quel momento che tutti i tuoi pensieri, positivi ma soprattutto negativi, ti rimbombano nella testa e nelle orecchie.
Juliet camminava avanti e indietro sussurrando a se stessa parole positive per calmarsi, parole motivazionali. "Stai calma, non c'è niente di cui preoccuparti. Presto troverai il tuo sfogo. Non è stata colpa tua. Un giorno sarai in grado di proteggere", si ripeteva gesticolando. Si passava le mani pallide sul viso, intrecciava le dita sul grembo, inspirava ed espirava per darsi pace.
Per fortuna il peggio era passato. Durante il percorso per arrivare a Stra si era fermata in un boschetto per una notte; e l'inquietudine ed il nervosismo furono tali da farle abbattere a colpi di spada un albero di betulla, più un paio di giovani frassini a calci. Era normale che si comportasse così quando era turbata, per quanto strano o folle potesse sembrare. Lei non aveva ancora nulla da spartire con quella Samara. Era una... passionale, tutto qui. Emotiva.
Dopo un po' gli esercizi di respirazione sortirono il loro effetto, e la ragazza si sedette su un grosso masso con le mani intrecciate sulle ginocchia e la testa che penzolava in avanti.
Fu allora che il messaggero di Staph fece la sua comparsa.

Non le era stato comunicato altro se non le istruzioni per arrivare presso un villaggio di nome Ben e l'ordine di restare in attesa. La guerriera non gli avrebbe chiesto altro in ogni caso: aspettava con impazienza un'altra missione, nella sua città non si erano ancora verificati attacchi di Yoma e si annoiava. Voleva esercitarsi in un qualche modo, e quei poveri alberi ne avevano fatto le spese.

Arrivò al villaggio con qualche difficoltà, viste le dimensioni dell'area abitata (non erano neanche una decina di edifici) e la sua lontananza dalle principali vie di comunicazione. Sembrava il luogo ideale per l'attacco di uno Yoma, eppure... Non percepiva nulla.
Fu soltanto quando si trovò a circa 100 metri dalla grande quercia, luogo dove le era stato indicato di attendere, che la sua percezione tintinnò. Juliet portò fulminea la mano destra dietro la spalla sinistra, aggrappandosi all'impugnatura della spada; un gesto istintivo che un attimo dopo si rivelò inutile, dato che sotto il grande albero scorse nitidamente le figure di due guerriere. Provò subito sollievo, curiosità ed eccitazione: significava forse che stavolta non avrebbe lavorato da sola?
Poi i suoi passi si bloccarono di colpo. Dopo la precedente esperienza si ritrovava ad essere un po' sospettosa. Erano sane di mente? Non avrebbero tentato di farle bere del sangue? Chi poteva assicurarglielo?
Le osservò per una decina di secondi, a debita distanza... Sembravano a posto. E comunque lei non aveva paura. Perciò, rilassata l'espressione e mollata l'impugnatura della Claymore si avvicinò alle due.

La prima aveva dei capelli lunghissimi, anche più dei suoi, ed una figura incredibilmente snella. La seconda invece presentava un taglio corto e le orecchie a punta, una peculiarità che aveva osservato in alcune guerriere e, benchè quel tipo di orecchie fosse tipico degli Yoma, lo trovava particolare e gradevole. Era sempre bello notare delle differenze tra le guerriere, dato che i loro corpi erano trasformati per farle diventare soldatesse fotocopie.
E Juliet amava l'individualità.
La guerriera albina le si presentò come Seayne, numero 19. La neo-numero 36 si lasciò sfuggire un fischio. "E' un bel numero. Io sono Juliet, numero 36", si presentò a sua volta con il suo solito sorriso sicuro ed un tono abbastanza alto così che anche l'altra ragazza potesse udirlo.
Pensava che le presentazioni fossero finite, ma nel giro di novanta minuti arrivarono altre tre guerriere. Era felice all'idea di lavorare in compagnia, ma sentiva una strana inquietudine. Sei guerriere è un bel numero. Che genere di nemico le stava aspettando?
La guerriera dalle orecchie a punta sembrò averle letto nel pensiero. "Direi che siamo un bel numero. Mi chiedo in quante di noi saranno ancora a questo mondo una volta finito"
Juliet scoppiò a ridere, come si ride per una battuta molto divertente. Sì, valeva la pena scherzarci su piuttosto che lasciare spazio all'angoscia. "Se dovesse capitarmi qualcosa, spargete le mie ceneri in una taverna. Il mio spirito potrebbe animare le serate degli umani", scherzò.
Dopo aver atteso invano l'arrivo di altre compagne, Seayne richiamò l'attenzione di tutte. "Bene! Credo che oramai siamo tutte qui… sei guerriere! So che a volte i capi organizzano delle squadre di più combattenti ma, onestamente, è la prima volta che mi trovo in una squadra così numerosa, perciò volevo innanzitutto chiedervi due cose.
Primo: qualcuna di voi sa perché siamo state mandate tutte qui?
Secondo: avete mai lavorato in squadra con altre guerriere? E, se sì, in quante eravate nella vostra squadra più numerosa?
Per quanto mi riguarda, io ho preso parte a una caccia con Alicia e un’altra guerriera, quindi eravamo tre in tutto."

Nel gruppo, Seayne doveva essere quella col numero più basso. E a quanto pareva anche lei, con la sua esperienza, non aveva mai partecipato ad una missione con così tante guerriere.
Mentre Juliet era intenta a grattarsi pensosamente il mento, la guerriera con le orecchie a punta prese la parola. "Colgo l'attimo per ripresentarmi: sono Crystal, la Numero 34. Per quanto riguarda me, ho solo ricevuto l'ordine di recarmi qui e attendere e no, non ho mai lavorato in squadra" Memorizzò il suo nome: Crystal. Okay.
"Stessa cosa per me. Non ho ricevuto dettagli sulla missione, e non ho mai lavorato in squadra prima d'ora", rispose col suo tono squillante ed energico, incrociando le braccia mentre si appoggiava al tronco dell'albero. "Non ho mai lavorato in squadra prima d'ora"... Con altre guerriere, almeno. La precedente missione le balenò in mente un'altra volta, facendole abbassare lo sguardo per qualche secondo.


Citazione:Yoki utilizzato: 0%
Stato Fisico: Perfetto
Stato Psicologico: Nervosa, curiosa
Abilità utilizzate: Percezione dello Yoki (passiva)
Tecniche utilizzate: Nessuna
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12-08-2015, 06:37 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 12-08-2015 06:38 PM da Narratore.)
Messaggio: #5
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
Alicia non si sottrae all'abbraccio della numero 19, ma anzi ricambia affettuosamente. - Seayne! Ne è passato di tempo! Non ci vediamo da... - è sul punto di dire "dalla missione che abbiamo fatto insieme a Saphelia" ma all'ultimo corregge il tiro -... da un sacco. Non mi aspettavo che saremmo di nuovo andate in missione insieme. E' una sorpresa, ma ben accetta. - afferma la numero 35, che poi, al termine dell'abbraccio, aggiunge: - Io sto bene, non ti preoccupare. Anzi, semmai rischiavo di ammalarmi di noia! Il mio distretto è stato fin troppo tranquillo di recente, pensa che negli ultimi quattro mesi mi è capitato un solo incarico, per lo sterminio di un singolo Yoma. Ed era pure una schiappa! L'ho fatto fuori in un battibaleno e poi sono tornata ad annoiarmi. Finalmente però sembra che sia arrivato il momento per un po' d'azione, era ora! - Conclude la numero 35, rivolgendo al contempo un cenno di saluto alle altre due guerriere presenti in quel momento.

Più tardi, con l'arrivo anche di Syhlvia e Anna, il gruppo è ormai al completo e dunque Seayne si rivolge alle compagne per porre loro un paio di domande...

- Io sono la numero 35, Alicia... - dice Alicia ripresentantosi al gruppo.  - ...come ha detto Seayne ho già partecipato a una missione di gruppo, ma non ho idea del perchè ci troviamo qui ora. - afferma. - Io sono la numero 27, Syhlvia... - Dice subito dopo la guerriera di rango più alto dopo Seayne. - ...Ho già partecipato a diverse missioni insieme ad altre compagne, alcune andate bene e altre....no. Sul perchè ci troviamo qui, ne so quanto voi. - spiega. Infine, è la volta dell'ultima guerriera: - Io mi chiamo Anna. Sono la numero 47, e non ho idea di cosa ci faccio qui. - dice Anna, parlando tutto d'un fiato. E con questa, tutte le guerriere presenti hanno risposto alle domande di Seayne, sebbene nessuna di loro abbia potuto fornire alla numero 19 quei dettagli in più sul loro incarico che lei probabilmente sperava di sentire.



Nota del Master: Nel caso vi interessasse menzionarlo nella narrazione (ma non è certo obbligatorio, ve lo metto lì come spunto), vi metto qui sotto le descrizioni fisiche delle tre PNG così come appaiono nelle loro schede.

Citazione:
Alicia: Altezza: 1,80 m. Peso: 65 Kg | Snella, slanciata, e atletica. Capelli raccolti in una coda di cavallo, che raggiunge circa la metà della schiena, e con ciocche sfuggenti. Dita affusolate con unghie ben curate. Viso tondeggiante e leggermente allungato che mostra sempre un grande sorriso in presenza delle compagne.
Syhlvia: Altezza: 1,65 m. Peso: 45 Kg | Corporatura, altezza, e peso nella media. Capelli biondi che le ricadono poco oltre le spalle, grandi occhi argentei e viso d'angelo.
Anna: Altezza: 1,72 m. Peso: 47 Kg | E' alta, magra, con occhi grandi e capelli lunghi e mossi, raccolti in una treccia.
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13-08-2015, 03:13 PM
Messaggio: #6
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
[Immagine: yp10m.jpg]
[-Pensato-] [Parlato] [Parlato da altri]

Seayne ignorò il commento di Crystal, trovandolo un po’ pessimistico anche se in esso c’era un fondo di verità e rispose poi con un cenno affermativo del capo a ogni singola risposta delle compagne alla sua domanda. Alla fine il suo commento fu:

D’accordo! Grazie a tutte! Ora, visto che a nessuna di noi è stato detto il motivo di questa adunanza, proporrei di aspettare qui presso questa quercia, come da ordini ricevuti! Di solito quando una di noi si presenta in un posto abitato dagli umani, non passa molto tempo prima che l’intera comunità ne sia al corrente. Visto che qui siamo in sei e il paese è molto piccolo, non mi stupirei che gli abitanti ci avessero già notate da un pezzo e se, come credo, un messaggero del Quartier Generale ci sta aspettando, è molto probabile che entro poco saprà del nostro arrivo, se non lo ha già saputo!

Concluse la guerriera albina, ostentando un’espressione tranquilla anche se quella condizione di incertezza un po’la turbava. Non le sembrava il caso di far valere la sua posizione in graduatoria per obbligare le compagne ad attendere, perciò decise di non aggiungere altro a quanto detto finora, confidando che le altre guerriere non avrebbero fatto confusione.
A quel punto, Seayne avrebbe tentato di avvicinarsi ad Alicia per dirle:

Io invece, prima che ci inviassero in giro per i distretti, assieme a una compagna sono stata mandata in una città delle Terre Centrali, Durenor, per sgominare una setta che rapiva la gente per poi torturarla, ucciderla e, in molti casi, divorarne le interiora! C’erano effettivamente due yoma, dei quali un divoratore a comandare quei folli ma, quel che è peggio, colui che aveva dato inizio a tutto era un umano! Il supervisore ci disse che avevano mandato altre due guerriere tempo prima, ma erano state scoperte e una aveva perso la vita, almeno… siamo riuscite a vendicare la sua morte.

Poi, rivolgendo all’amica il suo solito, lieve sorriso, avrebbe concluso:

Sono contenta di vedere che ti sei ripresa Alicia!

Dopodiché, se Alicia o le altre compagne non avrebbero avuto qualcosa da dire o commenti da fare, nel qual caso avrebbe cercato educatamente di rispondere, Seayne avrebbe estratto la sua claymore dal fodero e si sarebbe seduta a terra sotto la quercia, assumendo la posizione del loto e poggiando la spada alla sua destra.
Non si sarebbe messa a meditare, ma avrebbe eseguito alcuni esercizi respiratori per cercare di calmare la sua apprensione e ingannare l’attesa che, sperava, fosse breve…

Citazione:Yoki Utilizzato: 0% - Punti Limite: 0/35
Stato Fisico: Ottimale.
Stato Psicologico: Tesa, cerca di calmarsi.
Abilità Utilizzate: Percezione dello Yoki (Passiva).

I am the one, the only one! I am the god of kingdom come! Gimme the prize!
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13-08-2015, 05:57 PM
Messaggio: #7
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
Legenda:
narrato
parlato
pensato
parlato da altri



Crystal ridacchiò sotto i baffi alla risposta di Juliet per la sua, cosiddetta, battuta dall'umorismo macabro.
Non era una persona negativa, ma dal suo test aveva aperto gli occhi.

Ascoltò le presentazioni delle compagne e il discorso di Seayne, annuendole quando ebbe finito :-Concordo, non vedo altro da fare-

Ciò detto, la giovane guerriera si rintanò nei propri pensieri tornando a conficcare la spada nel solco precedente.
Non aveva molta esperienza di gruppi, l'unico al quale avrebbe dovuto partecipare era quello del suo test e sarebbe stato formato solo da lei e da Shirley, sei guerriere le parevano quasi un'esagerazione.

Incrociò le braccia al petto e socchiuse gli occhi, mantenendo come in precedenza una gamba distesa e l'altra piegata.

Tuttavia... l'Organizzazione non mandava tante guerriere per nulla e inoltre era sempre ben informata sull'entità e quantità dei nemici da abbattere. No, se tutte loro erano state convocate indicava che il pericolo era serio, ma di quale tipo?
Molti Yoma? E se si, dove? Non ne aveva percepito neanche uno fin lì, se c'erano dovevano essere lontani.
Forse un... vorace? A quanto lei ne sapeva, il vorace era uno Yoma molto longevo e aggressivo, più potente dei demoni comuni e chiamato anche Yoma bulimico per via della sua insaziabile fame. Ma quanto potesse essere più forte, questo Crystal proprio non lo sapeva. Possibile lo fosse abbastanza da impegnarle dalla prima all'ultima?
Oppure... e un brivido le corse lungo la schiena, facendole aprire di scatto gli occhi d'argento brillante.
Un'altra guerriera.
Tra le tre ipotesi, quest'ultima era l'unica a preoccuparla seriamente. Uccidere una come lei, seppur considerata una ribelle, le faceva ribrezzo, ora sapeva che non strettamente una traditrice era una guerriera che si meritava la morte, ciò che non sapeva era se avrebbe avuto la volontà di compiere una seconda volta quel gesto, portando a cifra pari il numero di persone e Yoma da lei uccisi.

Il desiderio ardente che qualcuno le raggiungesse in quel momento si fece vivo.
Non poteva più attendere, doveva conoscere il loro obiettivo.
Voleva delle risposte e le voleva adesso.




Citazione:Yoki utilizzato: 0%
Stato fisico: ottimo
Stato psicologico: turbata al pensiero della natura del loro nemico
Abilità utilizzate: percezione e lettura dello yoki (passive)

"ciò che feci per sopravvivere uccise la mia anima"

[Immagine: claymore_priscilla_who_surpasses_the_aby...6b5fzm.jpg]
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13-08-2015, 08:36 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 13-08-2015 08:36 PM da Ophelia.)
Messaggio: #8
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
Citazione:Narrato
"Parlato"
"Pensato"
"Sussurrato"
"Detto da altri"

Una volta concluso lo scambio di informazioni, Seayne riprese la parola.
"D’accordo! Grazie a tutte! Ora, visto che a nessuna di noi è stato detto il motivo di questa adunanza, proporrei di aspettare qui presso questa quercia, come da ordini ricevuti! Di solito quando una di noi si presenta in un posto abitato dagli umani, non passa molto tempo prima che l’intera comunità ne sia al corrente. Visto che qui siamo in sei e il paese è molto piccolo, non mi stupirei che gli abitanti ci avessero già notate da un pezzo e se, come credo, un messaggero del Quartier Generale ci sta aspettando, è molto probabile che entro poco saprà del nostro arrivo, se non lo ha già saputo!"
Juliet fece spallucce, sedendosi a terra con le gambe incrociate. "Tanto ho tempo"
Chissà se all'Organizzazione avevano preso sul serio il suo rapporto sulla precedente missione. Chissà se avevano già mandato delle guerriere a scovare Samara. Sogghignò, osservando il folto gruppo.
"Magari siamo proprio noi"
Non percepiva la presenza di Yoma, e così doveva essere anche per le altre dato che se ne stavano tutte lì tranquille, anche le più forti della compagnia.
La sua percezione faceva abbastanza schifo: Juliet era più una di azione, specializzata nell'attacco. E così doveva essere... Meglio sentire gli Yoma solo da vicini ma poterli abbattere piuttosto che percepirli chilometri prima e non essere in grado di torcergli un pelo. Si sarebbe specializzata nel combattimento.
In ogni caso, la faccenda la eccitava. Non vedeva l'ora di scoprire che tipo di carne avrebbe tagliato stavolta. Yoma o guerriera? Guerriera o Yoma? O forse uno Yoma più potente? Tutte le possibilità la divertivano al sol pensiero, nessuna di esse la spaventava. Ovviamente non voleva morire, ma la sua idea restava sempre la stessa: morire in battaglia è un onore. Si sarebbe impegnata al massimo per restare in vita e conseguire i suoi obiettivi, ma in caso contrario non ne avrebbe fatto un dramma.
In realtà, la sua mente ancora non ci pensava sul serio. Era troppo ottimista per pensare seriamente alla morte.
Guardò un'altra volta le sue compagne. La prima volta con Jamilah, la seconda col gruppo di mercenari: nonostante la ragazza odiasse la solitudine, dovette ammettere che la presenza di altre persone le rendeva difficile concentrarsi sul nemico e dare il massimo, per via del fardello sulla protezione che si portava dietro. Tuttavia stavolta poteva essere diverso... Le sue compagne non erano umane, avevano delle chance di sopravvivere nettamente superiori. Promise a se stessa che stavolta non si sarebbe posta limiti.

Citazione:Yoki utilizzato: 0%
Stato Fisico: Perfetto
Stato Psicologico: In attesa di scoprire la natura della spedizione
Abilità utilizzate: Nessuna
Tecniche utilizzate: Nessuna
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15-08-2015, 05:56 PM
Messaggio: #9
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
Mentre attendono che succeda.... qualcosa che dia un senso alla loro presenza lì, passano alcune ore durante le quali le guerriere si rendono conto di essere diventate loro malgrado la principale attrazione del posto: praticamente l'intera popolazione del minuscolo villaggio si è radunata e ora osserva il gruppo tenendosi a debita distanza. Anziani, donne, bambini... persino gli uomini hanno interrotto il lavoro nei campi per venire ad assistere al bizzarro spettacolo. Del resto, sei streghe dagli occhi d'argento che bivaccano a due passi da casa non è cosa che si vede tutti i giorni, specialmente da queste parti. Ad un certo punto un uomo di mezza età che potrebbe essere il Capo Villaggio (lui però non si qualifica come tale) si avvicina alle guerriere per informarsi se per caso ci fossero degli Yoma nei paraggi, e si sente rispondere che no, può stare tranquillo perché non ci sono mostri nel raggio di chilometri e dunque non c'è nessun pericolo per lui ed i suoi compaesani. 

Finalmente, intorno a mezzogiorno, le guerriere vedono arrivare una grande carrozza trainata da quattro cavalli. O almeno quella che si presume essere una carrozza: in realtà, quel lugubre mezzo di trasporto nero come il peccato e dall'aspetto decrepito somiglia più ad un carro funebre che a qualsiasi altra cosa. Anche prima di vedere l'accolito/cocchiere seduto a cassetta, risulta evidente come esso provenga da Staph. Nessun'altro infatti avrebbe il coraggio di viaggiare su di un simile trabiccolo. La "carrozza" si ferma davanti al gruppo e l'accolito/cocchiere, un uomo pallido e ossuto che pare un becchino, scende per prendere in consegna le spade delle guerriere (che deposita in uno scompartimento per i bagagli), dopodiché dice alle ragazze di salire a bordo. Non occorre essere degli indovini per intuire come Seayne e compagne a questo punto debbano essere a dir poco perplesse: prima vengono convocate nei pressi di un villaggio nel bel mezzo del nulla, poi lasciate ad attendere per delle ore, ed infine fatte salire su di un carro funeb... ehm, carrozza, arrivata fin lì a prenderle per portarle chissà dove.

Una volta a bordo, giusto per rallegrare ulteriormente la gioiosa situazione, le guerriere si trovano di fronte l'inquietante figura del Maestro Duncan, che in quelle particolari circostanze pareva la scelta perfetta per il ruolo della salma. L'Uomo in nero attende che la carrozza riparta, allontanandosi da Ben ed i suoi curiosi abitanti, dopodiché si rivolge alle guerriere con il suo solito tono di voce freddo e tagliente: - Per quelle di voi che non mi conoscono, io sono il Maestro Duncan. - Annuncia. Prima le presentazioni, dunque, anche se in realtà probabilmente solo Juliet e Syhlvia non avevano mai visto l'uomo in nero prima. - Immagino vi starete chiedendo perché diamine siete qui. Il motivo è presto detto: mi servite per prendere parte ad una indagine segreta riguardante certi avvenimenti dei quali l'Organizzazione non è ancora stata informata, perché ci sono alcune... circostanze che voglio prima verificare di persona. - Spiega Duncan, per la verità restando parecchio sul vago. Quali avvenimenti? Quali circostanze? E che accidenti vuol dire che l'Organizzazione non ne sa niente? Invece di chiarirsi la faccenda sembra farsi ogni minuto che passa più misteriosa. Sta succedendo qualcosa di molto, molto insolito qui. Questo è poco ma sicuro. - E' per questa ragione che vi ho dato appuntamento in un luogo sperduto e lontano da occhi indiscreti anziché ordinarvi semplicemente di rientrare a Staph dove sareste state notate da tutti. - Aggiunge l'uomo in nero, rispondendo ad almeno una delle mille domande che sicuramente le guerriere si staranno ponendo in questo momento. In effetti ha senso, date le premesse, anche se certo "lontano dagli occhi indiscreti" è una affermazione che non tiene conto minimamente degli abitanti di Ben che le guerriere le hanno notate eccome, ma evidentemente di loro Duncan non si preoccupa. - In questo momento ci stiamo dirigendo a sud, verso un villaggio di nome Shaemoor. - Prosegue Duncan - Se le informazioni in mio possesso sono corrette, lì potremmo trovare quello che cerco. Vi avverto: può darsi che ci sarà da uccidere qualche Yoma, ma mi aspetto che vi ritroverete invece a dover gestire delle guerriere. Esiste anche la possibilità che avrete a che fare addirittura con delle risvegliate. - conclude l'uomo in nero, aggiungendo un particolare davvero inquietante ad una faccenda di per sé già poco rassicurante. A quel punto l'uomo in nero tace. Le guerriere probabilmente vorranno una spiegazione più approfondita, se ne rende conto (anche se lui preferirebbe che non facessero mai domande), ma prima di eventualmente fornirla vuole osservare la loro reazione alle sue parole. In particolare, vuole capire quante di loro abbiano familiarità con il termine "risvegliate"... 


Turnazione:
- Seayne
- Crystal
- Juliet
- Master
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16-08-2015, 04:39 PM
Messaggio: #10
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
[Immagine: yp10m.jpg]
[-Pensato-] [Parlato] [Parlato da altri]

L’attesa fu lunga: gli istanti divennero minuti, e i minuti ore, e ancora nessuno era venuto a dire a Seayne e alle sue compagne perché diavolo fossero state convocate lì. La guerriera albina non si mosse dalla sua posizione, continuando il suoi esercizi di rilassamento e respirazione per mantenersi calma, lasciando alle sue compagne l’onòre e l’ònere di rassicurare i paesani, i quali nel frattempo si erano radunati per assistere all’insolito spettacolo costituito da sei guerriere assieme, sul fatto che non vi fossero pericoli per loro e il loro villaggio. Questo ovviamente se non fosse stata interpellata direttamente, nel qual caso avrebbe risposto cercando di essere il più gentile possibile.
Fu verso mezzogiorno che la situazione cambiò: infatti le guerriere vennero raggiunte da una grande, nera e vecchia carrozza trainata da quattro cavalli; una vista certamente non tra le più rassicuranti. Il cocchiere, un uomo pallido ed estremamente magro scese dalla cassetta e chiese alle guerriere di consegnargli le spade: era palese che quel veicolo e quell’uomo provenissero da Staph perciò Seayne consegnò la claymore all’ometto senza profferire parola. Sistemate che ebbe le spade in uno scomparto del carro, il cocchiere disse alle guerriere di salire a bordo. Mentre si dirigeva verso l’accesso, Seayne avrebbe cercato di passare accanto a Crystal e, abbassando la voce per cercare di farsi udire solo da lei le avrebbe detto:

Sembra che qualcuno abbia preso alla lettera il tuo commento di prima, Crystal!

Per poi rassicurarla con il suo lieve sorriso e, a quel punto, la guerriera albina sarebbe salita a bordo.

-Bah! Perfino il carro merci guidato da Minsc era meglio di questo lugubre e scricchiolante carro funebre!-

Seayne aveva rinunciato a capirci qualcosa in tutta quella bizzarra situazione, tuttavia era convinta che, prima o poi, una spiegazione sarebbe saltata fuori anche se non si può dire che non rimase sorpresa quando, una volta salita a bordo, si trovò davanti la misteriosa figura del… Maestro Duncan? L’arbitro del duello tra lei e Angela?!
Seayne rivolse un rispettoso cenno di saluto col capo all’uomo in nero, prima di spostarsi e liberare l’ingresso al carro a favore delle compagne. La guerriera albina cercò di sistemarsi abbastanza vicino al supervisore: la sua presenza non la turbava più di tanto: in fondo era uno dei capi e se si fosse rivolta a lui col dovuto rispetto, perché averne paura? Inoltre da quella posizione avrebbe potuto udire meglio le parole del supervisore a dispetto degli scricchiolii del mezzo e avrebbe permesso alle altre compagne, nel caso fossero state intimorite dalla presenza dell’uomo, di frapporre lei, una compagna, tra lui e loro.
L’uomo in nero attese che il carro riprendesse la marcia, prima di iniziare a parlare, fornendo alle guerriere una stringata spiegazione del perché fossero state tutte convocate in quel posto sperduto, anziché al Qurtier Generale…

-Un’altra missione sotto copertura? No, stavolta è diverso! Sembrerebbe quasi che qualcuno gli abbia segnalato una situazione di potenziale pericolo e che, prima di dare l’allarme, lui volesse sincerarsene di persona! Ma perché così tante guerriere? Non sarebbe stato meglio chiamarne due o tre particolarmente veloci?-

La risposta a quell’ultima domanda venne dalle ultime parole del Maestro Duncan:

In questo momento ci stiamo dirigendo a sud, verso un villaggio di nome Shaemoor. Se le informazioni in mio possesso sono corrette, lì potremmo trovare quello che cerco. Vi avverto: può darsi che ci sarà da uccidere qualche Yoma, ma mi aspetto che vi ritroverete invece a dover gestire delle guerriere. Esiste anche la possibilità che avrete a che fare addirittura con delle risvegliate.

Quelle parole ebbero su Seayne l’effetto di uno schiaffo

-Gestire… delle guerriere? Non vorrà mica dire uccidere delle ribelli? Oh, no…-

Seayne non desiderava uccidere delle compagne, o ex compagne che fossero: ragazze che avevano sofferto come lei e forse anche più di lei. Tuttavia ciò era implicito nelle regole che le erano state imposte come guerriera e che lei aveva accettato il giorno in cui si era graduata. E poi, se le guerriere di cui parlava Duncan si fossero macchiate di qualche crimine? Mentre rifletteva su questo, le venne in mente uno degli aforismi che aveva studiato:

-Colui che ha realizzato la sua identità spirituale non ha interessi personali nell'adempiere i doveri prescritti né ha motivo di non compiere tali doveri. Egli non dipende da alcuno per nessuna cosa. Si devono dunque compiere il proprio lavoro e le proprie azioni per dovere, senza attaccamento ai frutti dell'azione, perché agendo senza attaccamento si raggiunge il Supremo!-

Che l’aiutò a mettere ordine ai suoi pensieri e sentimenti. A quel punto Seayne ripassò mentalmente le parole del Maestro. C’era un termine: “Risvegliate”, che lei non aveva mai udito e desiderava saperne di più, sia di quello che di altre cose, perciò si mise a sedere composta e, guardando verso il volto del supervisore, tentando di penetrare quella cappa oscura che lo avvolgeva, badando a non ostentare uno sguardo di sfida, con voce rispettosa gli chiese:

Perdonate Maestro Duncan, mi concedete alcune domande? Desidererei sapere se sarete direttamente voi il comandante “sul campo” oppure se dovremo essere noi ad agire per darvi la possibilità di cercare le informazioni delle quali avete bisogno. Le guerriere alle quali avete accennato sono delle ribelli? Sapreste almeno dirci qual’ era il loro numero in graduatoria quando se ne sono andate? E infine: chi o cosa sono queste “Risvegliate”? Perdonate la mia ignoranza, ma non ho mai sentito parlare di loro!

Chissà se Duncan avrebbe soddisfatto la sua curiosità…

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17-08-2015, 11:12 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 18-08-2015 10:13 AM da Victoria.)
Messaggio: #11
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
Legenda:
narrato
parlato
pensato
parlato da altri



Non solo Crystal dovette attendere ore per avere delle risposte, ma dovette anche subire le attenzioni di tutto il piccolo villaggio radunatosi attorno a loro, come se fossero un grande spettacolo, e in un certo senso lo erano: sei streghe dagli occhi d'argento non si vedono tutti i giorni, soprattutto in quel luogo sperduto, ma non per questo era disposta a comprenderli.
Era abbastanza nervosa di per sé senza doversi sorbire quelle occhiate, ma se ne stava lì, nella sua statica posizione a braccia incrociate, aspettando, aspettando e aspettando... e ignorando gli umani.
Come per miracolo, uno di loro infine decise di farsi avanti per sapere se ci fossero Yoma, non le interessava cosa avessero risposto le compagne, ma lei di certo li "incitò" ad andarsene :-Non ci sono pericoli, tornate alle vostre occupazioni- e allo stesso modo lei tornò ai suoi pensieri.

All'incirca a mezzodì, la situazione ebbe una svolta.
All'orizzonte comparve una carrozza trainata da ben quattro cavalli, ma carrozza non era esattamente il termine adatto e Crystal l'avrebbe definito più un carro funebre per l'aspetto e il suo colore nero non lasciava molti dubbi sulla sua provenienza.
Per continuare in bellezza, il cocchiere, o accolito, che prese le loro claymore pareva davvero un becchino col suo aspetto scheletrico.
Avvicinandosi all'entrata, Seayne le passò di fianco sussurrandole divertita :-Sembra che qualcuno abbia preso alla lettera il tuo commento di prima, Crystal!-

-Già, molto divertente da parte loro- mormorò in uno sbuffo, seguendola all'interno della carrozza o quello che era.

Sapeva di doversi preoccupare dell'obbiettivo della missione, ma non dell'Uomo in nero che le aveva convocate, perciò Crystal si ritrovò per un attimo disorientata quando riconobbe la figura del Maestro Duncan, il supervisore del suo tremendo test.
In quell'occasione non aveva avuto occasione di rivolgergli la parola, poiché non ce n'era stato alcun bisogno, ma sapeva che Minerva gli aveva riferito gli eventi avvenuti nel sotterraneo e dubitava che uno come lui fosse rimasto anche solo soddisfatto.
Prima Shirley che disobbedisce agli ordini, poi lei che sembra sparita nel nulla e infine Minerva mandata a risolvere la situazione una volta per tutte e di nuovo Crystal che si rifiuta al volere del Maestro.
Una pessima, pessima prova di sé.
Ancora ricordava ciò che le aveva detto Minerva: Personalmente, ritengo che il tuo atteggiamento ribelle andrebbe severamente punito.
E invece l'aveva scampata... che fosse giunto il momento della punizione?

Ad ogni modo ancora non aveva timore dell'Uomo in nero e, sedutasi nel primo posto disponibile, gli si rivolse con rispetto :-Salve, Maestro-

Ripresa la marcia per... chissà dove, Duncan spiegò sinteticamente il motivo per cui erano state radunate lì e la città verso la quale erano diretti, ma fu ciò che disse in seguito a destarla maggiormente :-Vi avverto: può darsi che ci sarà da uccidere qualche Yoma, ma mi aspetto che vi ritroverete invece a dover gestire delle guerriere. Esiste anche la possibilità che avrete a che fare addirittura con delle risvegliate-

Crystal alzò un sopracciglio ripetendo quella parola :-Risvegliate?- da come aveva posto quella parola, sembrava una minaccia più grave di uno Yoma, ma cosa poteva esserci di peggio? In quegli anni di addestramento non l'aveva mai udita.
Ma non era finita, no perché c'era di nuovo dentro, altre guerriere! Di questo passo sarebbe diventata una cacciatrice di streghe!
Una seconda Minerva, pensò con una sorta di disgusto.
Nonostante non avesse idea di cosa significasse quel termine, non ci voleva molto per comprendere che la situazione in generale non si prospettasse semplice.
Ascoltò le domande di Seayne e non ebbe altro da obiettare o aggiungere, avrebbero avuto le risposte?




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19-08-2015, 05:40 PM
Messaggio: #12
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
Citazione:Narrato
"Parlato"
"Pensato"
"Sussurrato"
"Detto da altri"

I minuti diventarono ore, e ancora non si vedevano novità all'orizzonte. Nessuna nuova guerriera, nessun messaggero, niente di niente.
Ancora seduta, Juliet osservò la situazione attuale: gli umani del villaggio osservavano a distanza il gruppo di streghe dagli occhi d'argento. Ormai era abituata a quella sensazione, e anzi, le piaceva parecchio. Gli sguardi di timore e ammirazione che gli umani erano soliti rivolgere a quelle come lei la facevano sentire imponente come una dea, anche se era solamente una numero 36. Da orgogliosa qual era, adorava sentirsi "più" rispetto ad altri.
Mentre si rialzava in piedi per sgranchirsi le gambe notò una figura staccarsi dal gruppo eterogeneo di umani: un uomo, forse il capovillaggio, si avvicinò alle guerriere per chiedere se ci fossero Yoma nei paraggi.
"Nessuno Yoma, potete tranquillizzarvi. Stiamo solo attendendo qualcuno. Tornate alle vostre attività", rispose gentilmente. Ormai poteva dire di aver superato del tutto l'impatto iniziale - e ribelle - col mondo umano nella sua nuova forma; aveva imparato a trattarci senza ostilità, potremmo dire. Inoltre ora come ora, segnata com'era dalla precedente missione, stava particolarmente attenta alla gestione della propria aggressività.

Verso mezzogiorno la situazione ebbe finalmente una svolta. Si trattava di una strana carrozza tutta nera e trainata da quattro cavalli, la quale si fermò davanti alle guerriere. Il cocchiere, un uomo dall'aspetto spettrale, raccolse le spade di tutte loro per riporle in un bagagliaio. Juliet gli affidò la propria solo dopo aver osservato le reazioni delle altre per accertarsi che quello fosse un mezzo di Staph - e a quanto pare, lo era.
L'uomo le fece salire a bordo, dove le attendeva un altro strano tipo dall'aspetto non molto più allegro. Stavolta ci arrivò da sola: tipi strambi del genere non potevano che essere uomini in nero dell'Organizzazione, lo sapeva bene.
Ed infatti.
"Per quelle di voi che non mi conoscono, io sono il Maestro Duncan. Immagino vi starete chiedendo perché diamine siete qui. Il motivo è presto detto: mi servite per prendere parte ad una indagine segreta riguardante certi avvenimenti dei quali l'Organizzazione non è ancora stata informata, perché ci sono alcune... circostanze che voglio prima verificare di persona. E' per questa ragione che vi ho dato appuntamento in un luogo sperduto e lontano da occhi indiscreti anziché ordinarvi semplicemente di rientrare a Staph dove sareste state notate da tutti. In questo momento ci stiamo dirigendo a sud, verso un villaggio di nome Shaemoor. Se le informazioni in mio possesso sono corrette, lì potremmo trovare quello che cerco. Vi avverto: può darsi che ci sarà da uccidere qualche Yoma, ma mi aspetto che vi ritroverete invece a dover gestire delle guerriere. Esiste anche la possibilità che avrete a che fare addirittura con delle risvegliate."
La guerriera era confusa. Quindi si trovavano lì ad insaputa dell'Organizzazione? Perchè le sembrava tutto così losco? Aveva un brutto presentimento. E poi...
"...risvegliate?" pensò ad alta voce. Si voltò per osservare le reazioni delle compagne, in particolare quelle col numero più basso che avrebbero dovuto saperne di più.
Ebbene, sembravano confuse almeno quanto lei.
Seayne le fece il favore di formulare ad alta voce le domande che lei aveva in testa. "Perdonate Maestro Duncan, mi concedete alcune domande? Desidererei sapere se sarete direttamente voi il comandante “sul campo” oppure se dovremo essere noi ad agire per darvi la possibilità di cercare le informazioni delle quali avete bisogno. Le guerriere alle quali avete accennato sono delle ribelli? Sapreste almeno dirci qual’ era il loro numero in graduatoria quando se ne sono andate? E infine: chi o cosa sono queste “Risvegliate”? Perdonate la mia ignoranza, ma non ho mai sentito parlare di loro!"
A tal punto Juliet rivolse lo sguardo nuovamente all'uomo in nero, attendendo le risposte che tutte aspettavano.

Citazione:Yoki utilizzato: 0%
Stato Fisico: Perfetto
Stato Psicologico: Calma; confusa dopo le parole di Duncan
Abilità utilizzate: Nessuna
Tecniche utilizzate: Nessuna
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20-08-2015, 12:21 PM
Messaggio: #13
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
Come previsto, le guerriere gli hanno fatto un sacco di domande. "Le guerriere" al plurale, perché sebbene tecnicamente sia stata la sola Seayne a prendere la parola, le espressioni sui volti delle altre gli hanno fatto capire che loro avrebbero voluto chiedergli esattamente le stesse cose. - Hmph. - sbuffa l'uomo in nero, seccato. Solo perché si aspettava di essere interrogato, non significa che la cosa gli piaccia, anzi. - Secondo te io mi trovo qui perché improvvisamente mi è venuta voglia di fare un viaggio in carrozza? - Domanda alla numero 19 - Non ho forse detto che ci sono delle circostanze che voglio verificare di persona? "Di persona" implica che verrò con voi, è ovvio. - Osserva, mettendo una particolare enfasi su quel "ovvio". Già gli secca dover rispondere a delle domande, se poi sono pure domande stupide... la cosa ovviamente non aiuta. - Inoltre, l'identità delle guerriere cui accennavo è ignota. Non sappiamo chi siano, nè da dove vengano, e dare una risposta a queste domande è uno degli obbiettivi dell'indagine. - Prosegue Duncan, rispondendo ad un altro paio di domande di Seayne. - E per quanto concerne la natura delle Risvegliate... - L'Uomo in nero fa una breve pausa per osservare nuovamente i volti delle guerriere, e l'espressione su quello di Syhlvia lo informa che la numero 27 sa già quello che lui sta per dire. - ... quello è il nome che viene dato alle guerriere che superano il limite. Durante il vostro addestramento, vi è stato detto che se abusate dei vostri poteri correte il rischio di diventare degli Yoma, ma ciò è inesatto. Una guerriera che supera il suo limite non diventa un misero Yoma, ma bensì un mostro molto più potente e temibile di quanto il più feroce degli Yoma potrebbe mai essere. Non esiste avversario peggiore che possiate incontrare. - conclude Duncan, svelando la terribile verità che si cela dietro quel termine apparentemente innocuo. - C'è altro? - chiede alla fine l'uomo in nero. "No" è la risposta che vuole sentire, perché è convinto di essere già stato più che esaustivo. Tuttavia, se proprio non possono fare a meno di chiedergli altro allora che lo facciano subito, così da evitare di seccarlo anche in seguito.


Turnazione Invariata.



Citazione:X Ophelia - Suggerimento: La percezione dello yoki è una abilità passiva, e come tale va sempre indicata nel box riassuntivo. Al turno prima ho fatto finta di nulla, ora te lo segnalo.
 
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20-08-2015, 04:33 PM
Messaggio: #14
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
[Immagine: yp10m.jpg]
[-Pensato-] [Parlato] [Parlato da altri]

Data l’impenetrabilità del cappuccio del superiore, lo sbuffo seccato che ne uscì fece capire a Seayne che, probabilmente, il Maestro Duncan non era dotato di grande pazienza, per cui drizzò le orecchie per non perdersi nemmeno una sillaba delle parole dell’uomo in nero ed evitare così di ripetere le sue domande. La risposta alla prima di esse suonò più come un rimprovero:

Secondo te io mi trovo qui perché improvvisamente mi è venuta voglia di fare un viaggio in carrozza? Non ho forse detto che ci sono delle circostanze che voglio verificare di persona? "Di persona" implica che verrò con voi, è ovvio!

Il tono di voce particolarmente calcato su quell’ultima parola fece perdere a Seayne qualsiasi voglia residua di fare domande. Era evidente che Duncan non aveva capito il significato di quella prima sua richiesta

-Quello che volevo sapere era se noi guerriere dovevamo comportarci come un gruppo di caccia, con lui che si limitava a seguirci e a osservare, oppure se sarà lui il nostro “caposquadra”. Oh… Non fa nulla! Penso che la questione si risolverà da sola non appena saremo arrivate!-

Seayne incassò il rimprovero del superiore senza fare una piega e si concentrò sulla risposta seguente:

Inoltre, l'identità delle guerriere cui accennavo è ignota. Non sappiamo chi siano, né da dove vengano, e dare una risposta a queste domande è uno degli obbiettivi dell'indagine.

-Ombre! E questo cosa vuol dire? Che ci siano davvero delle guerriere ribelli delle quali l’Organizzazione ha perso le tracce? E che costoro abbiano commesso un errore e adesso tocchi a noi stanarle?-

Ci sarebbe stato tempo per dare un senso a quegli interrogativi. Maestro Duncan stava ancora parlando:

E per quanto concerne la natura delle Risvegliate...

Vi fu un attimo di silenzio, un silenzio carico di tensione durante il quale a Seayne non sfuggì che l’espressione di Syhlvia, la numero 27, cambiò di colpo. Ma non ci fu il tempo di chiederle perché, da momento che Duncan continuò:

... quello è il nome che viene dato alle guerriere che superano il limite. Durante il vostro addestramento, vi è stato detto che se abusate dei vostri poteri correte il rischio di diventare degli Yoma, ma ciò è inesatto. Una guerriera che supera il suo limite non diventa un misero Yoma, ma bensì un mostro molto più potente e temibile di quanto il più feroce degli Yoma potrebbe mai essere. Non esiste avversario peggiore che possiate incontrare!

La verità contenuta in quelle parole ebbe su Seayne lo stesso effetto che ha su un umano una secchiata di acqua gelida…

-Allora è così! Questo accade in realtà! Ecco cos’era quella voce che urlava nel mio intimo quando la rabbia mi coglieva ed ecco perché era così difficile da reprimere! Non ero io ma quella parte di me che bramava di liberare tutta la mia potenza, anche a costo della mia anima umana!-

Tuttavia, riflettendoci un po’ su, quell’attimo di turbamento passò velocemente quando, forse grazie agli insegnamenti ereditati dal Maestro Tahzay, Seayne realizzò che:

-In realtà però, non è che cambi molto! Yoma o Risvegliata, debole o potente, comunque non sarei più io, ma un essere pericoloso che bisogna abbattere per il bene comune! Se le guerriere citate da Duncan sono delle risvegliate, allora per il loro stesso bene devono essere uccise! Non credo che, in coscienza, abbiano scelto per loro stesse quel destino infausto!-

Realizzato ciò, Seayne si rasserenò. Rispose con un cenno di diniego del capo all’ultima richiesta del Maestro Duncan e, pur non potendo assumere la posizione corretta per meditare, chiuse gli occhi assecondando le oscillazioni del carro, mentre cercava di eseguire i suoi esercizi respiratori: un atto che l’aiutava sempre a recuperare e mantenere la calma…

Citazione:Yoki Utilizzato: 0% - Punti Limite: 0/35
Stato Fisico: Ottimale.
Stato Psicologico: Sempre più tesa e preoccupata mano a mano che Duncan fa le sue rivelazioni. Riesce poi, grazie al suo addestramento “spirituale”, a riprendere la calma e a trovare uno scopo in quella missione.
Abilità Utilizzate: Percezione dello Yoki (Passiva).

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23-08-2015, 04:02 PM
Messaggio: #15
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
Legenda:
narrato
parlato
pensato
parlato da altri



Come era prevedibile, il Maestro Duncan non apprezzò molto dover rispondere a tutte quelle domande, come Crystal già sapeva non era un... uomo di molta pazienza.
Ciò che la incuriosì di più delle prime risposte fu l'identità delle guerriere, possibile che l'Organizzazione, che sapeva tutto di tutti, non fosse a conoscenza di neanche un accenno delle loro identità? Ed esattamente cosa significava che non sapevano da dove venivano? C'era qualcosa di molto intricato sotto ed era chiaro che non avrebbe avuto a che fare con Yoma giardinieri sfuggenti, sta volta la sua vita sarebbe stata davvero in pericolo.
Il lato positivo era che avrebbe potuto continuare con la scoperta del suo lato più oscuro. Finora aveva imparato a non assorbire il veleno, a rigenerarsi, a utilizzare lo yoki in attacco e tuttavia sentiva che non aveva combattuto seriamente, che poteva essere... più forte, ancora più forte di così. Ma sarebbe bastato?

-E per quanto concerne la natura delle Risvegliate...- già, quasi se ne stava dimenticando :-... quello è il nome che viene dato alle guerriere che superano il limite- Crystal sgranò gli occhi, incapace di pensare ad altro :-Durante il vostro allenamento, vi è stato detto che se abusate dei vostri poteri correte il rischio di diventare degli Yoma, ma ciò è inesatto. Una guerriera che supera il suo limite non diventa un misero Yoma, ma bensì un mostro molto più potente e temibile di quanto il più feroce degli Yoma potrebbe mai essere. Non esiste un avversario peggiore che possiate incontrare-

E' così allora che stanno le cose... e dire che un attimo prima pensavo a quanto forte potessi essere. Dovrò avere molto autocontrollo, sta volta un paio di schivate non basteranno, sarò costretta a dare fondo a tutte le mie riserve se voglio sopravvivere e restare quella che sono.

-C'è altro?- lo sentì chiedere di malavoglia.

-Se non c'è altro che dovremmo sapere, non per me- concluse.




Citazione:Yoki utilizzato: 0%
Stato fisico: ottimo
Stato psicologico: agitata per le rivelazioni del Maestro e per ciò che l'aspetta
Abilità utilizzate: percezione e lettura dello yoki (passive)

"ciò che feci per sopravvivere uccise la mia anima"

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25-08-2015, 08:09 PM
Messaggio: #16
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
Citazione:Narrato
"Parlato"
"Pensato"
"Sussurrato"
"Detto da altri"

L'uomo sbuffò, non sembrava troppo contento di dover dare loro delle spiegazioni. Certo le ragazze non possedevano una palla di cristallo, quindi qualcuno doveva pur dirglielo.
"Secondo te io mi trovo qui perché improvvisamente mi è venuta voglia di fare un viaggio in carrozza? Non ho forse detto che ci sono delle circostanze che voglio verificare di persona? "Di persona" implica che verrò con voi, è ovvio. Inoltre, l'identità delle guerriere cui accennavo è ignota. Non sappiamo chi siano, nè da dove vengano, e dare una risposta a queste domande è uno degli obbiettivi dell'indagine. E per quanto concerne la natura delle Risvegliate... quello è il nome che viene dato alle guerriere che superano il limite. Durante il vostro addestramento, vi è stato detto che se abusate dei vostri poteri correte il rischio di diventare degli Yoma, ma ciò è inesatto. Una guerriera che supera il suo limite non diventa un misero Yoma, ma bensì un mostro molto più potente e temibile di quanto il più feroce degli Yoma potrebbe mai essere. Non esiste avversario peggiore che possiate incontrare. C'è altro?"
Le mani di Juliet iniziarono a tremare. Perchè? Perchè non le avevano detto prima una cosa così importante? Questo spiegava molte cose...
Quindi le guerriere erano davvero dei mezzi mostri, con il rischio di diventarlo al 100%. Per giunta, più forti dei normali Yoma.
Perchè nascondere alle guerriere una verità così importante? Era così sospetto... Di certo non lo facevano per paura di turbare delle fragili donzelle. Rivelarlo già durante gli allenamenti forse avrebbe anche posto dei margini al problema, le ragazze avrebbero limitato lo Yoki per paura di diventare dei mostri. Non è forse la sincerità la base per ogni rapporto? Sembrava quasi che volessero volontariamente far nascere delle risvegliate.
E così se avesse oltrepassato il limite non sarebbe morta, ma le sarebbero spuntate zanne e artigli come un banale mostro. "Splendido, non c'è che dire." commentò sarcasticamente. Le mani smisero di tremare e Juliet alzò la testa per guardare l'Uomo in nero.
"Posso chiedere se ci sia un motivo per cui non siamo state informate prima della faccenda del Risveglio? Mi sembra una cosa abbastanza seria" chiese, inquietantemente seria.

Citazione:Yoki utilizzato: 0%
Stato Fisico: Perfetto
Stato Psicologico: Agitata
Abilità utilizzate: Percezione dello Yoki (passiva)
Tecniche utilizzate: Nessuna
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26-08-2015, 11:20 PM
Messaggio: #17
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
- Perché prima non era necessario che lo sapeste. - Taglia corto Duncan, eludendo la domanda di Juliet. L'Organizzazione ha molti segreti ed altrettanti validi motivi per volerli mantenere, ragione per cui di norma alle guerriere viene detto solo quello che si ritiene necessario debbano sapere, mentre tutto il resto è tenuto loro nascosto. Almeno finché le circostanze non suggeriscono agli uomini in nero l'opportunità di condividere una maggiore quantità di informazioni con le loro subordinate, come ad esempio nel caso specifico. C'è un motivo infatti se Duncan ha deciso di svelare alle guerriere la verità sul risveglio, un motivo che egli non manca di sottolineare cinicamente: - Ve lo sto dicendo ora perché dovete essere preparate a quello che potreste trovarvi davanti. Altrimenti morirete subito, e in quel caso non mi sareste di nessuna utilità. - Conclude l'uomo in nero. Per quanto lo riguarda non c'è nient'altro da dire, la discussione finisce lì. 

In un'atmosfera carica di inquietudine e foschi presagi per il futuro, la carrozza che trasporta l'uomo in nero e le guerriere prosegue quindi il suo viaggio verso Shaemoor...

*** 5 giorni dopo. ***

[Immagine: bz9s7.jpg]


Finalmente, poco prima di mezzogiorno in una magnifica giornata di sole, il gruppo giunge in vista della destinazione: Shaemoor. La lugubre carrozza di Staph si ferma in un boschetto poco lontano dal villaggio per far scendere l'uomo in nero e le guerriere al suo seguito, alle quali lo scheletrico accolito/cocchiere si premura di restituire le spade che aveva preso in consegna in precedenza. Visto da fuori, e agli occhi di un ignaro viaggiatore, Shaemoor appare assolutamente tranquillo e normale, un tipico villaggio di medie dimensioni simile a molti altri. Ma la realtà è ben diversa, come le guerriere non tardano a scoprire. Crystal in particolare, grazie alla sua percezione che è la migliore tra quella delle guerriere lì presenti, è la prima ad accorgersi della presenza di numerose emanazioni di yoki localizzate verso il centro dell'abitato. Dato che si muovono in continuazione, la numero 34 non è in grado di determinarne con precisione il numero, tuttavia Crystal ha la netta sensazione che la gran parte delle emanazioni appartengano a degli Yoma. Le rimanenti invece hanno una "impronta" diversa... guerriere forse? Probabile. In ogni caso, sarà meglio che la ragazza provveda ad informare il suo superiore (e le compagne meno dotate) di quello che sta succedendo...


Nuova Turnazione:
- Crystal
- Seayne
- Juliet
- Master



Citazione:Nota del Master: Seayne può avere un'idea della situazione, anche se con minore precisione rispetto a Crystal (ad esempio lei a questa distanza non nota le differenze tra i tipi di yoki) utilizzando la percezione in modo attivo. Juliet invece non è ancora in grado di percepire alcunchè. Per qualsiasi domanda mandatemi un MP. 

  
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27-08-2015, 12:49 PM
Messaggio: #18
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
Legenda:
narrato
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Segreti, segreti e ancora segreti.
In una organizzazione in cui anche tra gli umani solo pochi eletti erano alla luce di tutto, le guerriere erano solo marionette, strumenti nelle loro mani. Esseri pensanti che non dovevano pensare, esseri con capacità di spezzare l'umanità e anche tra loro guerriere vi erano caste al di fuori del grado, caste basate su quanto una guerriera pensava e soprattutto era devota. Minerva certamente sapeva più di lei.
In quanto a Crystal ora comprendeva quanto fosse un essere imperfetto: un esperimento riuscito male, nato per salvare e morto per distruggere la vita, un particolare che adesso cominciava a dubitare stesse bene all'Organizzazione... chissà se stavano cercando una soluzione a questo... difetto? D'altronde una guerriera impaurita come Shirley era stata eliminata non solo per tradimento, ma anche per selezione. Col suo carattere sarebbe stata inutile agli scopi degli uomini in nero.
Sì, c'era molto altro sotto, ma se avesse indagato la punizione sarebbe stata la morte
No, non era ancora abbastanza forte per opporsi, tuttavia se avesse portato a termine la missione con successo avrebbe acquisito un'esperienza importante.

I giorni passarono tra silenzi e dondolii della carrozza, dondolii continui che in breve si erano fatti noiosi, poi fastidiosi, ma Crystal aveva altre preoccupazioni a cui pensare, soprattutto si chiedeva cosa avrebbe incontrato, quanti nemici e come avrebbero agito entrambe le parti.

A distanza di cinque giorni dalla partenza, infine furono in vista di Shaemoor.
Il cocchiere fermò la carrozza al riparo di un boschetto poco lontano dalla città e Crystal seguì il Maestro Duncan all'esterno.
Si stiracchiò braccia e gambe; dopo tutto quel tempo passato in carrozza sentiva i muscoli indolenziti. Quasi il tempo di riscaldarsi, che l'accolito le porse la sua spada.
Rivedere Shirley le ricordò d'un tratto di non averla avuta a contatto, seppur vicina, in quei giorni e uno strano senso di possesso la invase, tant'è che quasi la strappò dalle mani dell'ometto biascicando un :-Grazie-

La stava riponendo dietro la schiena con stizza, quando una nuova e strana sensazione la fece scattare, una sensazione che non le presagiva nulla di buono.
Volse i grandi occhi argentati verso Shaemoor: poteva sembrare un comune villaggio, tranquillo e indaffarato nelle faccende di tutti i giorni, tuttavia non era così e Crystal lo sapeva bene. Lanciò un'occhiata alle sue compagne, notando che anche Seayne e qualcun'altra avevano avvertito qualcosa, forse però non quanto lei.

Mascherando dunque il suo orgoglio, si volse all'uomo in nero :-Maestro, percepisco un folto numero di yoki in movimento provenire dal centro di Shaemoor. La maggior parte appartengono a Yoma, la minoranza invece ha un'emanazione diversa, forse guerriere. A parte avvicinarmi, potrei provare a scoprire qualcosa in più concentrandomi meglio. Attendo istruzioni-
Non poté però mentire a se stessa di provare soddisfazione nel riuscire a rendersi utile così presto e, chissà, forse una parte di lei voleva riscattarsi agli "occhi" del Maestro Duncan.

Ora era curiosa, quale sarebbe stata la prossima mossa?
Lei non ne sapeva molto, ma non ci voleva una grande mente per comprendere che la situazione del villaggio non era normale.
Guerriere e Yoma in un singolo luogo. Perché tanti Yoma, se generalmente agivano singolarmente? E perché quelle guerriere l'avevano permesso? Se lei fosse stata una traditrice, non avrebbe permesso che quei demoni girassero liberamente in giro, avrebbe almeno ideato un piano per eliminarli senza dare nell'occhio.
Era tutto molto strano e... sospetto, si quella faccenda diventava mano a mano più sospetta.
Che lo yoki che aveva ricondotto a delle guerriere fossero in realtà di risvegliati? Se il Maestro non aveva mentito sulla loro potenza, e Crystal sapeva che non l'aveva fatto, allora il loro numero la preoccupava.
Poteva la loro squadra competere con tutti quei mostri?
Mise da parte i dubbi e attivò la percezione sul villaggio.
Per il momento poteva solo stare in guardia e dare più informazioni possibili.




Citazione:Yoki utilizzato: 0%
Stato fisico: ottimo
Stato psicologico: annoiata dal viaggio; preoccupata dalle entità percepite
Abilità utilizzate: percezione dello yoki (attiva su Shaemoor), lettura dello yoki (passiva)

"ciò che feci per sopravvivere uccise la mia anima"

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27-08-2015, 09:09 PM
Messaggio: #19
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
[Immagine: yp10m.jpg]
[-Pensato-] [Parlato] [Parlato da altri]

Con la testa china in avanti, i bianchi, disordinati capelli che le ricoprivano il volto quasi come un sudario, Seayne ascoltò la risposta del Maestro Duncan a Juliet. Dire che era una risposta ermetica era dir poco: dalle sue parole la guerriera albina concluse che l’uomo, anzi, gli uomini in nero centellinavano le informazioni che fornivano alle guerriere in missione: solo quel che bastava per cercare di evitare che le stesse ci lasciassero la pelle… forse. A quel punto calò il silenzio, interrotto solo dallo stridio lamentoso della struttura della vecchia carrozza: Seayne ormai ci si era abituata e il rumore, nonché il tremolio del carro non le davano più fastidio. La guerriera albina chiuse gli occhi e, continuando a respirare in maniera cadenzata, si ritrasse in se stessa… date le ultime rivelazioni, aveva molto su cui meditare.

Dopo cinque giorni di viaggio, sembrava che la comitiva avesse finalmente raggiunto, poco prima di mezzogiorno, la sua vera destinazione: il villaggio di Shaemoor. Mentre scendevano in un boschetto poco distante dall’abitato, Seayne diede una prima occhiata alla cittadina, illuminata da un sole splendente: sembrava tutto normale ma…

-Chissà quanto durerà questa pace...-

Pensò la guerriera albina mentre recuperava la sua claymore dal rachitico cocchiere, ringraziandolo con un cenno del capo. Non dovette attendere molto per avere una risposta alla sua domanda inespressa. Mentre scioglieva i muscoli vide infatti Crystal, la prima guerriera che aveva incontrato a Ben, dirigersi velocemente dal Maestro Duncan e dirgli:

Maestro! Percepisco un folto numero di yoki in movimento provenire dal centro di Shaemoor. La maggior parte appartengono a Yoma, la minoranza invece ha un'emanazione diversa, forse guerriere. A parte avvicinarmi, potrei provare a scoprire qualcosa in più concentrandomi meglio. Attendo istruzioni!

-Ombre! Cominciamo già?-

E, senza quasi pensarci, Seayne attivò la sua percezione dello yoki, orientandola verso dove riteneva vi fosse il centro del villaggio, constatando che Crystal non solo aveva ragione, ma anche che la compagna era in grado di discriminare i tipi di yoki che percepiva, mentre per lei erano tutti uguali.

-Crystal è la Numero 34 e ha già una percezione migliore della mia! Che potenziale latente che ha!-

Seayne era un po’ invidiosa della notevole capacità della compagna e del potenziale che questa poteva sviluppare in futuro, ma la sua invidia non era fonte di disprezzo, bensì di sincera ammirazione.

Brava Crystal! Molto bene!

Si complimentò la Numero 19. Ma in quel frangente le priorità erano altre: era il momento giusto per cercare di capire chi avesse comandato il gruppo sul campo, perciò Seayne con una mano si buttò il capelli all’indietro e si avvicinò al Maestro Duncan, rivolgendosi a lui con tono rispettoso ma fermo.

Maestro! Suggerirei di muoverci verso la direzione indicata da Crystal, con io, lei e Juliet davanti e Shylvia, Alicia e Anna di retroguardia e voi che camminate in mezzo a noi. A meno che non desideriate che tutte noi andiamo in avanscoperta e voi ci seguite di soppiatto, cercando di rimanere defilato dagli sguardi altrui per osservare quello che accade. In ogni caso preferirei che Anna rimanesse vicino a voi per protezione: non sappiamo ancora di preciso a cosa andremo incontro e, se le cose dovessero mettersi male, potrebbe aiutarvi ad allontanarvi più velocemente da qui.

Seayne sperava in tal modo di riuscire anche a proteggere la Numero 47, la più debole del gruppo, evitandole di esporsi direttamente al pericolo. La guerriera albina prese fiato, rivolgendosi poi direttamente alle compagne senza cambiare tono:

Ragazze! Abbiamo percepito molti yoki, ma non possiamo escludere che vi siano anche degli umani qui attorno; sappiamo tutte fin troppo bene di cosa si nutrono gli Yoma, perciò fate attenzione quando combattete, non vorrei che quelle bestie usassero gli uomini come ostaggi o, peggio, scudi umani!
Ancora una raccomandazione: se durante il combattimento mi sentirete gridare “ORA”, non guardate verso di me oppure chiudete gli occhi per qualche istante, se potete.


La guerriera albina fece un’ultima pausa, prima di concludere:

Un’ ultima cosa: prima di andare avanti, desidererei sapere e penso sia utile a tutte conoscere come ognuna di noi imposta il suo modo di combattere: io, per esempio, mi baso molto sulla mia velocità.

-E che la Grande Stella del Nord ci aiuti!-

Pensò Seayne mentre attendeva le risposte delle compagne e, soprattutto, del maestro Duncan cercando nel contempo di dominare la tensione che stava provando a causa delle troppe incognite di quella missione…

Citazione:Yoki Utilizzato: 0% - Punti Limite: 0/35
Stato Fisico: Ottimale.
Stato Psicologico: Tesa per l’imminente scontro carico di troppe incognite. Spera che Duncan faccia finalmente chiarezza riguardo chi comanda sul campo. In quanto più alta in grado, sente la responsabilità per la vita delle compagne. Ammirata dalla Percezione di Crystal.
Abilità Utilizzate: Percezione dello Yoki (Attiva, diretta verso il centro del villaggio).

I am the one, the only one! I am the god of kingdom come! Gimme the prize!
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28-08-2015, 11:09 PM
Messaggio: #20
RE: The Forgotten II [Nardo - Victoria - Ophelia]
Citazione:Narrato
"Parlato"
"Pensato"
"Sussurrato"
"Detto da altri"

La risposta dell'uomo fu secca. "Perché prima non era necessario che lo sapeste. Ve lo sto dicendo ora perché dovete essere preparate a quello che potreste trovarvi davanti. Altrimenti morirete subito, e in quel caso non mi sareste di nessuna utilità"
Juliet trattenne un ringhio, serrò la mascella e voltò la testa di scatto verso il mondo che si muoveva all'esterno della carrozza. Certo che sapeva quanto contassero realmente le guerriere per l'Organizzazione (relativamente poco, salvo forse quelle più potenti), tuttavia... Non sapeva come spiegarlo. Forse avrebbe voluto sentirsi più importante. In senso affettivo. Sì, era ridicolo, ma probabilmente la ragazza era ancora un tantino scossa emotivamente per gli eventi della precedente missione, non ragionava.
Calò il silenzio, nessuno proferì più parola per tutta la durata del viaggio. Persino Juliet, solitamente chiacchierona, tacque con la testa rivolta verso il finestrino per tutto il tempo. Neanche badava al paesaggio: in realtà stava pensando.

Cinque giorni dopo lo strazio finì: erano arrivati a destinazione. Era una bella giornata di sole, e la carrozza si era fermata presso un boschetto non molto lontano da Shaemoor per far scendere le guerriere e l'Uomo in Nero. Il cocchiere restituì le spade alle ragazze, una dopo l'altra.
Dopo aver ricevuto la propria Juliet la ripose lesta dietro la schiena; il suono metallico della spada che scivolava nel fodero le trasmise sicurezza. Senza la sua Claymore si sentiva quasi vulnerabile... Certo sapeva il fatto suo con il combattimento corpo a corpo, ma purtroppo per lei gli Yoma non si uccidevano a suon di pugni, quindi era irrilevante.
Shaemoor sembrava un normale villaggio, nè troppo grande nè troppo piccolo.
Non ebbe il tempo di fare ulteriori osservazioni sul posto, perchè la voce di Crystal la scosse dai suoi pensieri.
"Maestro, percepisco un folto numero di yoki in movimento provenire dal centro di Shaemoor. La maggior parte appartengono a Yoma, la minoranza invece ha un'emanazione diversa, forse guerriere. A parte avvicinarmi, potrei provare a scoprire qualcosa in più concentrandomi meglio. Attendo istruzioni."
"Eh...?" mormorò spaesata, con un'espressione interrogativa. Concentrò fulminea la propria percezione sul villaggio. Non sentiva niente.
"Maledizione... La mia percezione non funziona ancora a questa distanza"
Nel frattempo anche Seayne parve aver sentito qualcosa.
"Maestro! Suggerirei di muoverci verso la direzione indicata da Crystal, con io, lei e Juliet davanti e Shylvia, Alicia e Anna di retroguardia e voi che camminate in mezzo a noi. A meno che non desideriate che tutte noi andiamo in avanscoperta e voi ci seguite di soppiatto, cercando di rimanere defilato dagli sguardi altrui per osservare quello che accade. In ogni caso preferirei che Anna rimanesse vicino a voi per protezione: non sappiamo ancora di preciso a cosa andremo incontro e, se le cose dovessero mettersi male, potrebbe aiutarvi ad allontanarvi più velocemente da qui."
Dopodichè, la numero 19 si rivolse alle guerriere. "Ragazze! Abbiamo percepito molti yoki, ma non possiamo escludere che vi siano anche degli umani qui attorno; sappiamo tutte fin troppo bene di cosa si nutrono gli Yoma, perciò fate attenzione quando combattete, non vorrei che quelle bestie usassero gli uomini come ostaggi o, peggio, scudi umani!
Ancora una raccomandazione: se durante il combattimento mi sentirete gridare “ORA”, non guardate verso di me oppure chiudete gli occhi per qualche istante, se potete."

"Non abbiamo altra scelta" rispose ironicamente facendo spallucce, un debole tentativo di smorzare almeno in parte la tensione. Già, perchè sembravano, volendo usare un'espressione udita da qualche mercenario una volta, metaforicamente nella merda fino al collo. Tanti bersagli concentrati in un solo luogo, con guerriere che gli circolavano intorno fregandosene. Ormai non si stupiva più di nulla. Sempre che fossero guerriere, ovviamente. Non riusciva però a capire cosa avrebbe peggiorato la loro situazione, se il dover combattere contro delle guerriere oppure contro queste famose risvegliate. Probabilmente le risvegliate.
In ogni caso non era un problema per lei. Avrebbe combattuto, e poi chissà. Ci avrebbe rimediato una vittoria, una cicatrice o la propria testa sarebbe rotolata via sotto qualche bancarella del mercato.
Seayne fece un'altra domanda alle guerriere. "Un’ ultima cosa: prima di andare avanti, desidererei sapere e penso sia utile a tutte conoscere come ognuna di noi imposta il suo modo di combattere: io, per esempio, mi baso molto sulla mia velocità."
"Il mio tratto sviluppato meglio è la forza", rispose. Non aveva un vero e proprio stile di combattimento... Andava piuttosto alla cieca il più delle volte, pensava qualcosa un istante prima di attaccare e via. Forse avrebbe dovuto sviluppare un proprio stile. L'avrebbe fatto sicuramente, se fosse uscita viva da quella faccenda.


Citazione:Yoki utilizzato: 0%
Stato Fisico: Perfetto
Stato Psicologico: Arrabbiata; tesa dopo il rilevamento di Yoki da parte delle sue compagne
Abilità utilizzate: Percezione dello Yoki (attiva sul villaggio)
Tecniche utilizzate: Nessuna
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