Benvenuto ospite!  Log inRegistrati

Questa discussione è chiusa  
 
Valutazione discussione:
  • 1 voti - 2 media
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
TEST Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
23-01-2014, 03:27 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 16-02-2014 01:31 AM da Kelsier.)
Messaggio: #1
Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
Un Normale Pomeriggio a Staph
Nulla da segnalare!

Un normale giorno a Staph, perlomeno quello che può essere considerato un giorno normale per una Novizia, condito di ordini, allenamenti, apprendimenti... Eppure, qualcosa cambia, verso il tardo pomeriggio di questo particolare giorno, almeno per una novizia in particolare, Dua.

Tra i corridoi di Staph, Dua si trova davanti una figura ammantata di grigio, con un cappuccio tirato su che mette in ombra i suoi occhi e con un mantello lungo e tagliato in modo da creare strisce che paiono essere sempre in movimento. Le maniche sono tirate su, lasciando intravedere numerose e lunghe cicatrici su entrambe le braccia del Uomo in Nero, nonostante le mani siano coperte da guanti neri; in una di queste, stringe una Claymore. Sorride leggermente, quindi lancia la grossa spada verso la Novizia, probabilmente aspettandosi che questa la prenda al volo facilmente.

Seguimi, abbiamo un pò di strada da fare. Parleremo appena giunti a destinazione.

La sua voce è tranquilla, ma determinata. Nessuna traccia di disprezzo, solamente un semplice ordine che pare essere stato dato con la più naturale consapevolezza che non ci fosse nessuno spazio per insubordinazione o discussione.

~ ~ ~

Dopo aver corso per qualche ora fuori da Staph, il misterioso Uomo dell'Organizzazione si ferma in corrispondenza di una rupe. Dua è riuscita a stargli dietro, nonostante lui sia stato molto veloce, ma non è riposata, per niente; lui invece, pare non avere nemmeno il fiatone. E' tarda sera e il cielo è sereno, con la presenza di stelle e luna piena che rendono appena illuminato l'ambiente circostante.

Siamo arrivati.

Il misterioso Uomo in Nero si tira giù il cappuccio, rivelando biondi capelli e un viso avvenente, mentre si rivolge alla Novizia con un sorriso. Un Uomo dell'Organizzazione che sorride?

[Immagine: 19b60y.jpg]


Perdona la mia maleducazione, ma non volevo arrivare qui più tardi del necessario. Il mio nome è Kelsier e sarò il tuo esaminatore in questo tuo importante giorno.

Guardò attentamente Dua, cercando di cogliere qualsiasi tipo di reazione emotiva da parte sua, quindi continuò.

Già, stai per essere messa alla prova. Se supererai questo test, diverrai ufficialmente una guerriera graduata dell'Organizzazione.

Si voltò, segnando con un dito in direzione Sud, direzione che proseguiva parallelamente alla fine della rupe.

Se prosegui per questa direzione, in qualche minuto dovresti arrivare in vista di una cittadina diroccata. Entra e passa la notte lì. Domani mattina, quando il sole sarà alto nel cielo, torna qui.

Kelsier si avvicinò a Dua con un movimento fluido, poggiando delicatamente una mano sulla sua guancia destra.

Come hai notato, la Claymore che porti è affilata. Quella sarà la tua unica compagna stanotte... Sono sicuro che riuscirai a tornare qui. Attenderò il tuo ritorno e il tuo rapporto.

Il suo tono era gentile, ma pareva aver chiuso la discussione. Non aveva lasciato spazio a domande, non per cattiveria, ma probabilmente perché ogni domanda sarebbe stata superflua; il test pareva semplice, passare la notte in una cittadina abbandonata e poi tornare in quello stesso punto. Era davvero tutto?

Citazione:Descrivi pure le sensazioni provate da Dua, a partire dall'incontro con Kelsier, fino alla fine del suo discorso. Hai anche libertà di dare una descrizione dell'ambiente in cui avete viaggiato e di quello dove vi trovate, stando attenta a non discostarti troppo dall'ambientazione "tipo" delle Terre dell'Est (siete a pochi Kilometri da Staph) e a non dare descrizioni che vadano in conflitto con quelle da me fornite. Penserò poi io a descriverti la strada fino alla cittadina. Ricordati che Dua possiede solo la Claymore senza simbolo e le sue vesti da Novizia.
Trova tutti i messaggi di questo utente
23-01-2014, 05:30 PM
Messaggio: #2
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
Citazione:"Pensieri"
-Discorso-
 [Immagine: sst6.jpg]


"Uh?" 
Per Dua quella era stata una giornata anonima, molto simile alle altre tanto da farle dimenticare che giorno della settimana potesse mai essere ma aveva più importanza per una come lei?
Come sempre era più il tempo che passava a socializzare, completamente in vano, che quello ad allenarsi concretamente negli allenamenti.
Così non si stupì minimamente di trovarsi da sola ed isolata dalle altre in un corridoio senza nulla in particolare da fare. 
Quella situazione statica che perseverava da diversi mesi però fu rotta improvvisamente dall'arrivo di un uomo a dir poco bizzarro che le rivolse la parola.
Dua non sapeva se esserne felice o meno, o come comportarsi, se salutare o sorridere; insomma, che fare quando uno degli uomini in nero ti parlava e addirittura ti sorrideva?
Rabbrividì, panicando. 
-Ah...-
Non riuscì a dire niente ma ebbe almeno la lucidità di guardare cosa avesse tra le mani l'uomo: una claymore.
Subito dopo quella stessa spada le fu lanciata  contro, nella speranza che lei la prendesse al volo; fu stupita lei stessa di esserci riuscita.
"Certo che deve essere davvero forte per maneggiare quest'arma così!"
Non meno sconvolta da ciò, si limitò ad annuire intimidita dall'oscura presenza.

Dua non era una ragazza molto agile ma pensava di essere abbastanza resistente, la lunga corsa a cui l'aveva sottoposta l'uomo invece dimostrò l'esatto opposto.
Era ancora più nervosa di prima la povera ragazza, si sforzava di mantenere il sangue freddo per gestire al meglio la situazione ma l'assenza di ossigeno nei suoi polmoni sempre più infiammati le rendeva difficile tale processo.
Il paesaggio era abbastanza monotono e a dire il vero Dua era troppo occupata a pensare su cosa fare nel caso l'uomo in nero l'avesse rimproverata. O nel caso lui le avesse invece fatto i complimenti. O nel caso in cui... Insomma, stava progettando tutte le rispote possibili per ogni panorama possibile con cui quella vicenda sarebbe potuta evolversi.
Inutile dire che era solo causato da stress e panico.
"Devo smetterla, sto pensando troppo."

Finalmente Dua ebbe l'occasione di respirare a pieni polmoni quando l'Uomo ebbe la grazia di fermarsi; al contrario di lei non aveva il fiatone ma le sue capacità di recupero erano abbastanza buone e dopo una trentina di secondi in cui Dua si sforzava di riprendersi, ci riuscì.
Nonostante ciò, era comunque abbastanza provata dalla corsa; sentiva lo stomaco attorcigliarsi ma forse più per lo stress che per la lunga camminata in sé.
Poi avvenne qualcosa che Dua non si sarebbe mai aspettata: l'uomo si tolse il cappuccio e rivelò il proprio volto alla ragazza; la Novizia dovette sforzarsi molto per richiudere la mascella dopo la sonora sorpresa ricevuta.
Alla fine, quest'uomo, iniziò a blaterare qualcosa sul suo nome e su una prova che Dua avrebbe dovuto effettuare.
-Sì ma...-
Alzò un indice come a voler specificare qualcosa ma Kelsier continuò il suo lungo discorso senza lasciarla obbiettare.
Dua tacque.
Lui parlò di una direzione da seguire, di una notte da trascorrere in luoghi a lei sconosciuti, e poi di tornare su quella  bizzarra rupe.
Prese un respiro per parlare ma ancora una volta, Kelsier, non la lasciò intervenire.

Alla fine la Claymore si arrese, non disse nulla semplicemente perché l'uomo non l'avrebbe ascoltata.
Aveva solo la sua arma, nient'altro, e avrebbe dovuto affrontare quella nottata da sola; a ben vedere, era questo che più di tutto la terrorizava: essere completamente lontana da chiunque lei conoscesse...
...E non conosceva molta gente, anzi, quasi nessuno.

Passò qualche minuto in silenzio, a fissare Kelsier dai capelli biondi, poi dopo un profondo respiro accettò l'idea di doversi avviare.
"Rimani calma!"
-Tornerò.-
Un po' incerta, si avviò nella direzione indicata.



Citazione:Stato Fisico: Accaldata e un po' provata per la corsa, leggero mal di stomaco.
Stato Psicologico: Nervosa, si sforza di rimanere calma e concentrata. Non ha ancora capità l'entità della sua prova.
Yoki: 0%
Abilità: Percezione (passiva)

[Immagine: tumblr_nwk6rtcmjP1uhzkrko1_1280.gif]
Trova tutti i messaggi di questo utente
24-01-2014, 05:40 PM
Messaggio: #3
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
Kelsier è soddisfatto. Dua ha accettato le sue parole senza fare inutili domande, accettando il suo fato senza apparente timore. Sorride nuovamente mentre la novizia si allontana, quindi si sdraia a terra, puntellandosi la testa con mano e gomito. Avrebbe schiacciato un pisolino, poi avrebbe provveduto a controllarla da lontano... forse.

Dua avanza, rendendosi conto di aver cominciato a camminare in un piccolo sentiero discendente, costeggiato da un burrone da una parte e una parete rocciosa, mano a mano sempre più alta, su cui può appoggiare la mano, per aiutarsi a non fare passi falsi. Fortunatamente non si trova completamente al buio, grazie al cielo sereno, ma la visibilità è comunque scarsa.

Dopo qualche decina di minuti arriva a quella che dovrebbe essere la sua destinazione. Per prima cosa nota delle basse mura, irregolari, poiché pesantemente vittime del tempo e delle intemperie. Non nota portoni, ma con tutte le aperture e grossi buchi, pure visibili, Dua non dovrebbe incontrare nessun problema ad entrare; volendo, potrebbe anche scavalcare le mura, ma non sarebbe richiesto dalla situazione.

Da dove si trova, non riesce assolutamente a capire quanto potrebbe essere grossa quella cittadina, né se dotata di edifici abbastanza ben messi per fornirle qualche tipo di riparo; sta a lei, ora, decidere cosa fare.

Citazione:Hai la quasi completa libertà di descrivere l'interno della cittadina, basta che non concludi di trovare oggetti o materiali vari e che ti metti nell'ottica che l'universo Claymore verte su un'ambientazione simil Medievale.
Trova tutti i messaggi di questo utente
24-01-2014, 09:29 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 24-01-2014 09:31 PM da Lachesi.)
Messaggio: #4
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
[Immagine: wwjr.jpg]





Un po' incerta Dua si avviò lungo il sentiero dall'aria ben poco rassicurante che le era stato indicato; i passi erano ancor più incerti della mente nel far quel percorso, per la sua grande fobia di finire nel burrone che si apriva al suo fianco.
Grazie alle Divinità conosciute, però, alla sua sinistra vi era una parete rocciosa apparentemente solida che la aiutò nel faticoso percorso.
La sua spada a volte finiva per sbilanciarla ma con un esercizio di equilibrio, Dua, riuscì ad arrivare a destinazione.
Non pensava di avere un tempo limito con cui farlo, quindi si prese il tempo necessario e se ci fosse stata una tabella di marcia avrebbe sicuramente ritardato.

Il villaggio appariva, com'era ovvio che fosse, abbandonato in decadenza ed in rovina; il vento, la sabbia e le intemperie avevano mangiato via l'intonaco una volta colorato (forse) delle mura ed aveva aperto al suo interno una breccia.
I sassi fastidiosi sotto i suoi piedi nudi sembravano infastidirla ma con un leggero movimento del capo cercò di ignorare il problema per concentrarsi su come entrare nel suddetto villaggio.
Il mal di stomaco che aveva avvertito poco prima di iniziare il viaggio si ripresentò e Dua capì subito che era a causa dello stress; sapeva di dover passare solo una notte lì ma era tesa come la corda di un arco da caccia. 
A volte scopriva che a tremarle non erano solo le budella ma anche le mani.

"Prendi un profondo respiro." Si disse, poco prima di passare in una sottospecie di buca tra le mura per entrare.
"Un  miracolo che un mattone non mi sia caduto sulla testa."
Confusa e disorientata si guardò attorno, ammirando il poverissimo paesaggio che una città abbandonata poteva offrire.
Le vie una volta erano state in ciottolato, ormai dissestate, e le case avevano addirittura due piani. Non tutte, ovvio.
Ma Dua non sapeva come altro definire quel posto, data appunto la scarsità di ambientazioni che offriva; aveva persino pensato di esplorare il villaggio per trovare un'uscita migliore di quella che aveva usato come entrata...
...Aveva mosso dei mattoni e aveva il timore che ripassarci avrebbe significato far crollare su di sé le mura.

Arrivò in una piazzetta, al cui centro vi era un pozzo, chiuso con delle assi di legno assai pesanti, e probabilmente pieno solo di sabbia.
Alcune case circondavano il luogo, il legno delle porte era marcio e le finestre sembravano fatte di pietra tanta era la polvere su di esse.
"Preferisco evitare di dormire dentro di queste..."
Se proprio avesse dovuto scegliere una casa, avrebbe sicuramente optato una il cui tetto era già assente... Per evitare spiacevoli inconvenienti la notte.
Sbuffò, era in quel posto da meno di un'ora e già si stava annoiando!
Era completamente sola poi ma forse la vita di una Claymore era solitaria e non importava quanti sforzi lei facesse per familiarizzare.
O lei era molto brutta, o nessuno voleva socializzare; Dua aveva un po' di autostima, quindi optò per la seconda.
"Ma così- Pensò -E' terribilmente noioso."

Nella noia sentì di doversi sedere, in un primo momento fece per appoggiare le proprie formose natiche sul pozzo ma cambiò idea istantaneamente impaurita dall'idea di finirci dentro.
Si sedette quindi per terra, appoggiando la spada al suo fianco destro, guardando le case ormai vuote di vita e piene di morte.
Già si immaginava le persone che una volta vivevano lì; le sentiva vicine eppure lontante.




Citazione:Stato Fisico: Accaldata, leggero mal di stomaco.
Stato Psicologico: Nervosa ed annoiata, un po' malinconica.
Yoki: 0%
Abilità: Percezione (passiva)

[Immagine: tumblr_nwk6rtcmjP1uhzkrko1_1280.gif]
Trova tutti i messaggi di questo utente
25-01-2014, 04:56 PM
Messaggio: #5
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
Camminando un pò per quella cittadina, la novizia si rese conto che non era esattamente piccolissimo quel posto, anzi. E così, Dua si sedette, finalmente, anche se terribilmente annoiata. La notte pareva tranquilla, un normale essere umano avrebbe probabilmente avuto freddo, ma per una come lei ciò non era un problema. I suoi pensieri volsero all'immaginare quelli che potevano essere i fu abitanti di quel posto ormai in rovina...

~ ~ ~

Dopo un pò di tempo, tempo che aveva passato in compagnia della sua spada, i suoi pensieri e il leggero sibilo del vento, Dua sentì un rumore provenire dalla sua sinistra. Vide la sagoma di quella che sembrava una grossa lucertola; la stava fissando in modo famelico.

Normalmente una cosa del genere non sarebbe stata un grossissimo problema nemmeno per un ragazzo, se armato, ma...

Dua sentì altri sibili, provenire da altre direzioni. Altre sagome si muovevano verso di lei, parevano essercene decine. Che fare? Un paio non sarebbero state un problema, ma così tante, al buio, probabilmente sì. Sarebbe bastato scivolare la volta sbagliata per finire completamente circondata. C'era ancora spazio per scappare volendo, ma cosa avrebbe fatto Dua? Avrebbe lottato o avrebbe cercato di ritirarsi, cercando un altro posto?
Trova tutti i messaggi di questo utente
26-01-2014, 10:24 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 26-01-2014 10:25 PM da Lachesi.)
Messaggio: #6
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
[Immagine: yascher_011.jpg]

Dua sentiva di essere troppo nervosa per dormire, lasciandosi trasportare da pensieri sempre più tetri la cui oscurità andava di pari passo con il calar della notte.
Se di giorno si limitava a sentire la presenza di persone ormai morte da diverse decadi, la sera iniziò a ripensare a tutta quella brutta faccenda che era stata la sua vita.
Si chiese se avesse affrontato la sua stessa prova e di colpo si sentì fortemente in soggezione perché, se così fosse stato, lei sicuramente avrebbe fatto meglio di lei. Molto meglio.
Sospirò, affranta, pensando invece all'unica figura materna che lei avesse mai riconosciuto: sua madre. Per quanto tempo sua madre era stata uno yoma, per quanto tempo era stata cresciuta da uno Yoma? O, forse, era lei stessa figlia di uno di quei mostri?
L'idea la fece rabbrividire e si immaginò un racconto del terrore dove sua madre (lo yoma) con un bacio avrebbe strappato la lingua di Esbern, mangiandola e rendendolo muto.
Rabbrividì di nuovo.

E per quanto si fosse sentita troppo nervosa per dormire, le palpebre si fecero così pesanti da lasciarla crollare nel mondo dei sogni; non per molto, non abbastanza per essere riposata.
Nemmeno si accorse di essersi addormentata ma con gli occhi pesanti e sporchi di sonno si guardò attorno udendo un rumore insolito.
Contrasse le labbra, perplessa.
"Solo un'impressione?"
Sentì nuovamente il sibillio di una bestia, che vide in lontananza; la guardò attentamente indecisa se preoccuparsi o meno ma la reattività del suo corpo appena svegliato suggeriva la seconda scelta.
Diresse i suoi sguardi al cielo notturno e stellato di quella sera, riprendendo i suoi consueti pensieri malinconici ma un secondo sussurro la fece sussultare.
Vide altre di quelle bestie e si preoccupò.
Ora sapeva cosa fare e cosa temere.
"Oh no"
Lentamente si alzò in piedi, preoccupata e assonnata; prese la spada e studiò un percorso che le impedisse di scontrarsi con tali bestie.
"Non voglio combattere..."

Sentendo una strana fitta ora al petto, di paura, decise che l'idea migliore fosse una saggia e strategica ritirata.


Citazione:Stato Fisico: Fitta al petto.
Stato Psicologico: Nervosa, impaurita.
Yoki: 0%
Abilità: Percezione (passiva)

[Immagine: tumblr_nwk6rtcmjP1uhzkrko1_1280.gif]
Trova tutti i messaggi di questo utente
27-01-2014, 07:36 PM
Messaggio: #7
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]

Dua opta per fuggire da quella situazione, forse la scelta migliore, considerata la situazione. Riesce ad individuare con facilità una via, tra le decine di rettili, che potrebbe usare per allontanarsi da lì; dopo pochi secondi di scatto, riesce ad uscire dall'accerchiamento.

Nonostante il suo cuore abbia accelerato i propri battiti all'improvviso, per lo spavento soprattutto, Dua potrebbe ora tirare un sospiro di sollievo, se non notasse con la coda dell'occhio che qualcuna di quelle creature non ha intenzione di lasciarla andare così facilmente; tuttavia sono creature molto più lente della novizia, quindi Dua ha qualche secondo di tempo per scegliere da che parte andare.

Le vie disponibili sono due. Una è una larga strada che va in direzione nord. C'è, d'altra parte, un vicolo che si allontana verso ovest, all'ombra di costruzioni in pietra dall'aria piuttosto tetra. Che direzione prenderà la nostra spaventata novizia?

Citazione:Suggerimento: Questo non è propriamente un errore, te lo scrivo giusto per essere pignolo e per evitare cose simili in futuro. Nello Stato Fisico ti sei limitata a scrivere "Fitta al petto"; così non va bene, scrivendolo in questo modo parrebbe che a Dua stia per venire un infarto, quando dalla tua narrazione invece, si capisce che questa "fitta" non è altro che un'improvvisa sensazione che "stringe il petto", data da spaventi di un certo calibro o shock particolari. Per il resto, Dua sta benissimo, per cui per le prossime volte chiederei solo di essere un pochino meno vaga. Un esempio giusto sarebbe stato: "Stato Fisico: Buono, leggera fitta al petto dovuta probabilmente allo spavento.".
Trova tutti i messaggi di questo utente
28-01-2014, 07:55 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 28-01-2014 07:56 PM da Lachesi.)
Messaggio: #8
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
[Immagine: quxc.jpg]


Dua si allontanò abbastanza in fretta dal pozzo, che aveva scelto come riparo notturno, sospirando alla considerazione che la pace in quel luogo sarebbe stata ben difficile da raggiungere.
Con i piedi nudi calpestò la sabbia fredda, sentendo le polveri infiltrarsi tra i vestiti e la sua pelle completamente diafana delle gambe; un brivido le percorse la schiena a causa del fastidio.
Ansimando, per la tensione del momento, constatò con tristezza che alcune di quelle bestie non erano intente a lasciarla in pace; per quanto a lungo ancora Dua avrebbe dovuto fuggire?
Si guardò attorno, prima a destra e poi a sinistra, notò ormai che le vie di fuga erano soltanto due.

Erano speculari ma completamente diverse al tempo stesso: l'una larga, illuminata dalla fioca luce argentea della Luna mentre l'altra era stretta, insidiosa e turbolenta ripudiata da qualsiasi tipo di illuminazione.
Si voltò indietro e vide lo scintillio degli occhi gialli dei rettili, rabbrividendo decise di proseguire.
Essendo Dua una ragazza dall'animo spaventato, scelse ovviamente la via dall'aspetto più rassicurante sperando che l'illusione di un luogo migliore non fosse solamente, appunto, un'illusione.


Citazione:Stato Fisico: Leggeri fastidi intercostali dovuti allo stress.
Stato Psicologico: Nervosa ma speranzosa di aver scelto il luogo giusto dove rifugiarsi.
Yoki: 0%
Abilità: Percezione (passiva)



[Immagine: tumblr_nwk6rtcmjP1uhzkrko1_1280.gif]
Trova tutti i messaggi di questo utente
29-01-2014, 03:45 PM
Messaggio: #9
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
Dua, spaventata e sola, decide ovviamente di proseguire la sua fuga prendendo la via più larga, che va verso Nord.

Riesce a procedere velocemente, nonostante la strada, ricoperta da un sottile strato di sabbia, sia cosparsa di grossi ciottoli e pezzi di legno, grazie anche alla sommaria illuminazione fornita da luna e stelle. Dopo qualche minuto, è sicura di non essere più seguita da quei grossi rettili, quindi può tirare un sospiro di sollievo.

Si trova ora in quella che poteva essere una piazza, circondata da quelle che una volta dovevano essere state belle case a due o tre piani, ridotte ora a tristi e scuri ammassi di roccia e legno. Chissà chi aveva vissuto lì? E cosa poteva essere successo? Un terremoto, forse?

Dua ora doveva decidere cosa fare. Si sarebbe fermata nuovamente da qualche parte? Oppure avrebbe continuato a vagare per la cittadina?

Citazione:Non esagerare con le descrizioni dell'ambiente circostante in questo prossimo post, ma descrivi invece le sensazioni di Dua e le sue azioni e decisioni.
Trova tutti i messaggi di questo utente
30-01-2014, 10:23 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 30-01-2014 10:25 PM da Lachesi.)
Messaggio: #10
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
[Immagine: vwhx.jpg]



La luna argentea come i suoi occhi illuminava la piazza e le case, ormai dimenticate. Forse solo Dua si sarebbe ricordata di quei luoghi e, quando sarebbe morta, probabilmente il ricordo di quella Città Senza Nome sarebbe definitivamente scomparso dalla faccia della terra.
O forse, un giorno, un esploratore impavido avrebbe estratto dalla sabbia le mura e le case di quella Città e si sarebbe chiesto, come in parte stava facendo la ragazza-demone, come mai quel luogo fosse caduto così tanto in disgrazia.
Dua aveva la risposta, o meglio, ne aveva tante: era difficili non supporre che la città fosse stata abbandonata progressivamente da tutti i suoi cittadini, quando si trovava in un deserto arido e privo di acqua. Come se quella motivazione non fosse sufficiente, sicuramente la presenza dell'Organizzazione tanto vicina doveva aver convinto i pochi testardi ad andarsene.
Anche lei aveva fatto parte della razza umana, una volta, e sapeva cosa la gente pensava di loro.
"Che triste, però".

Molto triste, effettivamente, ma doveva decidere cosa fare in quel momento. Si era liberata di quei rettili viscidi ed ora le restava di aspettare l'alba.
Inizialmente la ragazza, un po' insicura, pensò che restare in uno spazio aperto fosse la soluzione migliore sia per riposare che per tutto il resto ma dopo appena dieci minuti di pausa, dopo essersi seduta al centro della piazzola, si alzò innervosita.
Era convinta che con così tanti pensieri per la testa non sarebbe mai riuscita a riposare a dovere, prima si era addormentata sicuramente per un caso fortuito e non sarebbe riuscita ad emulare quelle gesta di nuovo.
Tutto improvvisamente era calmo ma la città fantasma lasciava un alone di inquietudine sulla ragazza sola. C'era un solo modo con cui Dua poteva combattere quell'ansia, ed era camminare; aveva molta forza e resistenza, anche se nella notte del Deserto un umano avrebbe sofferto il freddo, lei non lo avvertiva.
Voleva camminare e pensare ai pascoli verdeggianti dove era cresciuta; si sarebbe rilassata così.


Citazione:Stato Fisico: Sta bene, si è ripresa dallo spavento e sembra in ottime condizioni fisiche.
Stato Psicologico: Nervosa e malinconica, vuole rimanere speranzosa.
Yoki: 0%
Abilità: Percezione (passiva)

[Immagine: tumblr_nwk6rtcmjP1uhzkrko1_1280.gif]
Trova tutti i messaggi di questo utente
31-01-2014, 06:35 PM
Messaggio: #11
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
Dua cammina a lungo per le vie della città in rovina, con la mente che si trova però da tutt'altra parte; d'altronde, chi non avrebbe pensato ad altro, in una situazione simile? La solitudine avrebbe potuto opprimerla, ma il pensare ai verdi pascoli della sua infanzia l'aiutava senz'altro.

Tuttavia, succede qualcosa che riporta i suoi pensieri alla realtà. Con un piede, prende contro qualcosa di molliccio, qualcosa che le era sfuggita. Un corpo.

[Immagine: 8z6n.jpg]

Una volta accortasi del corpo, Dua percepisce anche la tremenda puzza liberata da quel cadavere, che, a giudicare dall'odore e dall'aspetto, deve trovarsi lì da oltre una settimana. Alla "luce" di tutto ciò, cosa farà Dua? Mancano ancora diverse ore all'alba.
Trova tutti i messaggi di questo utente
31-01-2014, 09:34 PM
Messaggio: #12
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
[Immagine: blood_on_cloak_by_mohzart.jpg]




Il cielo era terso e sereno, nessun cenno di improvvise tempeste, la luce della Luna illuminava i costoni dei palazzi e si era finalmente lasciata alle spalle quelle terribili creature rettili che avevano tentato di tormentarla.
Cosa poteva andare storto fino all'alba?
"Cosa?"

Neanche a desiderarlo, qualcosa effettivamente accadde: incespicò in qualcosa la cui mollezza era talmente fibrosa e particolare che non prometteva nulla di positivo.
Dua non avrebbe mai voluto abbassare lo sguardo ma aspettare oltre, voleva solo dire peggiorare la situazione; aveva un terribile presentimento, la fronte era madida di sudore e il pallore del suo viso sembrava aumentare col passare del tempo.
Lentamente, molto lentamente, fece calare i suoi occhi argentati sul pavimento ed insiprando profondamente con le narici poté assaggiare tutto il sapore terribile e piccante della morte.
Una ragazza come lei giaceva in terra, morta (nessun dubbio riguardo ciò), senza aver avuto una degna sepoltura e immersa nel suo stesso sangue... Nel quale forse ci era annegata.
-Oh mio...-
Appoggiò la mano sinistra al muro più vicino per sostenersi e senza farsi troppi problemi rigettò tutto ciò che aveva nell'intestino insieme all'acido gastrico.
Ora l'odore di morte e carne putrefatta si mescolava a quello più acido del vomito e non era un insieme di cose che favoriva la presenza di Dua in quella strada.
Era talmente sconvolta che, riguardandola, ebbe un eccesso incontrollato di Yoki.
La cosa peggiore era senza ombra di dubbio aver calpestato il cadavere.
Fu per un attimo, il tempo di realizzare cosa fosse successo, e di poco. Se aveva rilasciato il 10% del suo potenziale era dir tanto.
Il tempo di respirare a fondo e riprese in mano la situazione.
-Perché sei morta?-
Chiese al cadavere.
Se avesse potuto scoprire di cosa la ragazza fosse deceduta, almeno sapeva cosa aspettarsi dal suo prossimo futuro; con lo sguardo sconvolto e raggrinzito dall'orrore, cercò di girare il corpo esamine della ragazza dalla pelle diafana per capire cosa le fosse successo.
Si avvalse della punta della spada, non voleva toccare quel corpo per un lungo periodo.


Citazione:Stato Fisico: Ha rigettato la colazione, destabilizzata e spossata.
Stato Psicologico: Esterrefatta, piena di orrore e molto spaventata.
Yoki: 0% -> 10% -> 0%
Abilità: Percezione (passiva)



[Immagine: tumblr_nwk6rtcmjP1uhzkrko1_1280.gif]
Trova tutti i messaggi di questo utente
01-02-2014, 11:51 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 02-02-2014 06:25 PM da Kelsier.)
Messaggio: #13
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
Lo shock per la scoperta del cadavere è troppo per Dua, che si ritrova a perdere per qualche istante il controllo del proprio Yoki, anche se di poco e a vomitare tutto ciò che contiene il suo stomaco, appoggiata contro un insicuro muro ricoperto di muschio. Una volta ripresasi, la novizia si appresta, con orrore, a girare il cadavere con la punta della propria spada, per capire come sia potuta morire una ragazza che probabilmente si è ritrovata nella sua stessa situazione, in un passato nemmeno troppo remoto.

Una risata che nulla ha di umano interrompe la ricerca di Dua. Una voce segue quella risata, una voce bestiale, quasi strascicante, ma chiara.

Posso dirti io come è morta. Quell'inutile carcassa nemmeno ha reagito, è rimasta bloccata dal terrore.

Un figura si avvicina dalla strada davanti a Dua, una forma senz'altro umanoide, ma che di umano, pare non avere quasi nulla. Occhi gialli e bestiali, denti aguzzi deformati in quello che pare essere un sorriso. La novizia lo riconosce per quello che davvero è, grazie anche ai chiari segnali che la sua percezione le manda; quello è uno Yoma!

[Immagine: 358478-zaki_yoma.jpg]

Dopo averle infilato una mano nella pancia, godendo appieno delle sue lancinanti urla di dolore, l'ho strangolata.

Un'altra risata, degna della più infima e crudele delle bestie, una risata che denota sadismo e malvagità. Dua nota che lo Yoma stringe nella sua mano destra una claymore, esattamente come la sua; probabilmente l'aveva presa a quella novizia morta. Un destino crudele per una povera novizia; spaventarsi troppo, così tanto da non riuscire nemmeno a reagire di fronte ad una seria minaccia di morte ed essere perfino torturata.

Sai, ti osservo da quando sei entrata... Aspettavo che ti addormentassi, per ucciderti all'improvviso, ma quelle dannate lucertole hanno rovinato tutto! Ma avendoti osservata ancora, oserei dire che sei praticamente allo stesso livello di quell'altra. Ora tremerai, piangerai, rimarrai paralizzata dal terrore... E io ti ucciderò, lentamente, proprio come quell'altra.

Lo Yoma ringhia, bofonchiando anche qualcosa che la novizia sente appena.

Chissà quante ancora di voi dovrò macellare, prima che quei bastardi mi lascino libero.

Lo Yoma pare estremamente sicuro di sé, infatti non ha ancora attaccato e pare non essere nemmeno in guardia. Cosa farà Dua?

Trova tutti i messaggi di questo utente
03-02-2014, 05:11 PM
Messaggio: #14
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
[Immagine: swnl.jpg]


Dua si sforzava di fare leva con la punta della spada per voltare il cadavere della novizia, e scoprirne le cause del decesso, quando un olezzo di morte e carne marcita uscì con prepotenza dal terreno.
Come se non bastasse lo spettacolo, e l'odore, una risata tetra e inquietante si levò nell'aria scura della notte e Dua, confusa, si guardò attorno spaventata.
Guardandosi attorno Dua riconobbe neglli scheletri morenti dei palazzi abbandonati, illuminati d'argento dalla luna, carcasse abbandonate e spolpate in un cimitero e nessun paragone calzava meglio in quella spaventosa circostanza; finalmente i suoi occhi argentei incontrarono quelli gialli e felini dello Yoma.
Lo spavento e la sorpresa furono talmente enormi da immobilizzarla in una posizione atterrita per diversi secondi.

Il racconto di come fosse stata sviscerata viva la sua compagna le fece rivoltare lo stomaco e se non avesse già sputato fuori le interiora prima, lo avrebbe fatto ora.
Come poteva essere così crudele? Poteva esistere nel mondo qualcosa di così violento?
A colpirla, infine, fu più l'ultima frase dello Yoma prima che avesse deciso di tacere.
Era troppo agitata e i pensieri scorrevano in lei troppo velocemente, tanto da non riuscirli a capire; era anche enormemente difficile per lei in quel momento controllare gli spasmi dovuti alla paura ma provò a darsi un contegno. In un primo momento pensò di fuggire ma con un profondo respirò si ritrovò a pensare:
"Gli yoma sono maestri nell'inganno!" Si disse, cercando di non dare troppo peso alle parole da lui spese prima.
Come reagire ad una situazione simile?

Strinse l'elsa della spada, sperando che questa le desse forza e ripensando a tutto ciò che aveva detto lo yoma rifletté sui rettili di prima; forse non l'aveva aggredita in quel momento perché erano abbastanza insidiosi da infastidire persino lui?
"Allora posso fuggire!"
Anche se in modo totalmente ingenuo e dettato più dalla paura, aveva ideato una strategia; aveva unito la codardia alla... Qualsiasi cosa fosse, tattica?
I metri che distavano dallo yoma erano sufficienti per farla fuggire, così con un balzo cercò di correre nella direzione in cui aveva allontanato i rettili.
Solo in un secondo momento si ricordò di poter rilasciare consapevolmente dello Yoki, sperando che lo sprint fosse sufficiente a distanziare abbastanza il nemico.


Citazione:Stato Fisico: Contrazioni muscolari dovuti alla paura. Occhi gialli e felini
Stato Psicologico: Terrorizzata, spera di farsi aiutare dai rettili.
Yoki: 10%
Abilità: Percezione (passiva)

[Immagine: tumblr_nwk6rtcmjP1uhzkrko1_1280.gif]
Trova tutti i messaggi di questo utente
05-02-2014, 04:14 PM
Messaggio: #15
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
Dua, era rimasta sì bloccata dalla paura, ma solo per qualche istante, tra l'incredulità di fronte alla fredda crudeltà dello Yoma e dalla mente che lavorava velocemente per trovare una via d'uscita da quella situazione; infine, la novizia aveva optato per la fuga, con la flebile speranza di usare come elementi di aiuto quelle grosse lucertole incontrate prima.

La spaventata novizia corre, corre con tutta la velocità di cui può far sfoggio, con gli occhi, ora dorati, che denotano terrore e disperazione. Cosa succederebbe, se il suo piano non funzionasse? Può davvero riuscire a sopravvivere contro quell'essere?

Dua non riesce più a percepire lo Yoki del suo inseguitore, continua a correre senza riuscire a vederlo. Nella fretta, la novizia inciampa più di una volta, tra detriti e sassi, seppur non ferendosi in alcun modo, in fondo è ancora notte e correre in questo modo non è proprio sicuro. Tuttavia macina metri su metri, con la crescente sicurezza di essere riuscita in qualche modo a seminare il mostro.

Questo gioco è durato abbastanza.

La stessa, mostruosa voce di prima le si rivolge con malcelata impazienza, seguita subito dopo da un acuto dolore alla spalla sinistra, che fa cadere in avanti la novizia e la inchioda a terra. [Ferita MEDIA]

La novizia si trova ora in pericolo, con la schiena completamente scoperta, pancia a terra e con la spalla sinistra che detona dolore. Se si guardasse la ferita, noterebbe che quello che sembra essere l'artiglio allungato dello Yoma, le ha trapassato la spalla, inchiodandola poi a terra. Che sia giunta la fine per Dua? Non lo vede, ma lo sente e percepisce avvicinarsi.

Ora stai buona lì, che ti taglio le gambe e poi le braccia, così da potermi poi dedicare a...

La malvagia e strascicante voce dello Yoma si interrompe con un urlo di dolore, seguito da imprecazioni volgari e rabbiose. Dua sente una nuova fitta di dolore alla spalla; l'artiglio dello Yoma non c'è più. Ora può muoversi!

Cosa farà ora la novizia? Cosa può essere successo allo Yoma? Fortunatamente, la ferita alla spalla pare non aver danneggiato in alcun modo le ossa, quindi dolore a parte, non ci sono grosse limitazioni fisiche dovute alla ferita.

Citazione:Limitati a descrivere le sensazioni e pensieri della PG, poi la sua decisione e azione. Mi raccomando il condizionale e non andare troppo avanti nel tempo con una qualsivoglia azione. Devi limitarti a descrivere cosa fa Dua nell'immediato. Penserò poi io a darti nuove informazioni e descrizioni.
Trova tutti i messaggi di questo utente
05-02-2014, 08:28 PM
Messaggio: #16
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
[Immagine: vw04.jpg]

Più calpestava il terreno con foga e più era convinta di aver fatto una buona scelta, più si lasciava alle spalle il cadavere della martire e più era convinta di lasciarsi alle spalle anche il suo infausto destino.
Il paesaggio scuro e martoriato scorreva veloce mentre Dua continuava imperterrita a correre, anche quando ormai le mancava il fiato ed il sapore aspro che le scorreva in gola somigliava a quello del sangue. Non le importava eppure, perché se il costo della sopravvivenza era quella fatica disumana era ben disposta a pagarlo.
Correva veloce tra le vie a volte piccole, strette e buie della Città Senza Nome avvertendo sempre meno l'odore e lo yoki del nemico; quella che provava era certezza assoluta che sarebbe sopravvissuta a dispetto di tutto.
Ed era la cosa più importante, dopotutto l'uomo in nero non aveva mai detto di dover uccidere qualcosa ma piuttosto di sopravvivere fino all'alba.
Nonostante fosse appena scivolata in terra, battendo il mento in terra, poteva alzarsi e poteva continuare a...

...Era talmente sicura di potercela fare che il colmo e la sorpresa di essere appena stata ferita, seguito dalla voce dello yoma furono un vero e proprio colpo al cuore e all'anima della Guerriera.
La fitta atroce alla spalla sinistra la fece urlare dal dolore, con la mano sinistra artigliò il pavimento sentendo le schegge di pietra e legno infiltrarsi nelle unghie come spilli affilati.
Per quanto doloroso fosse, non lo era abbastanza per farle dimenticare gli artigli dello yoma conficcati nella sua spalla.
-Ugh...Io... Io...-
Iniziò a singhiozzare, stringendo con la mano destra l'elsa della spada come se fosse stato un perfetto palliativo; sapendo di avere un'arma, inconsciamente, Dua riacquistò un po' di fede.
Doveva combattere per la vita.

Lo Yoma iniziò a farneticare qualcosa riguardo le sue gambe e le sue braccia e con tono lamentoso Dua si oppose: -No...! Non lo farai...-
Avrebbe davvero voluto interromperlo ma fu qualcos'altro a farlo, qualcosa che lei di spalle non poteva vedere; avvertì lo yoma in difficoltà e dopo un primo momento di gioia temette che lei avesse cambiato solo nemico, in magari qualcosa di più forte.
"Non posso permettermi di dargli le spalle..."
La fuga non aveva funzionato, e seppur con le lacrime agli occhi tentò con fatica di girarsi e di ammirare la minaccia incombente.
Al tempo stesso, provava a tentoni, ad allontanarsi quanto bastasse per farla rimettere in piedi; in una posizione più consona per la difesa, insomma.
Guardò la sua ferita, grondante di sangue, e pensò di doversi rigenerare prima o dopo.
"...Non ora"
Stava tremando come una foglia spinta dal vento invernale ma voleva vivere.


Citazione:Stato Fisico: Occhi gialli e felini, ricoperti di lacrime. Ferita di entità media (perforazione del tessuto muscolare) alla spalla sinistra.
Stato Psicologico: Terrorizzata e confusa; stringere la spada le da forza d'animo.
Yoki: 10%
Abilità: Percezione (passiva)

[Immagine: tumblr_nwk6rtcmjP1uhzkrko1_1280.gif]
Trova tutti i messaggi di questo utente
06-02-2014, 06:10 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 06-02-2014 06:11 PM da Narratore.)
Messaggio: #17
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
Dua riesce a girarsi e quello che vede le dà una nuova, piccola speranza. Lo Yoma, a quanto pare era stato morso ad una caviglia da una di quelle grosse lucertole, distogliendo momentaneamente la sua attenzione dalla terrorizzata novizia.

Muori, dannata!

La povera lucertola, che aveva salvato Dua, muore con la testa spiccata dal proprio corpo da un fendente della Claymore in possesso del mostro, non prima comunque di essere perforata in più punti dagli artigli della mano sinistra dello stesso.

Gli occhi ferini dello Yoma denotano una furia animalesca, il suo divertimento era stato interrotto da uno stupido rettile troppo cresciuto. Ma era davvero finita lì?

Dua nota con la coda dell'occhio che altre lucertolone stavano arrivando dalla loro destra. Anche lo Yoma doveva essersene accorto, perché si rivolge alla novizia con voce furente.

Sei fortunata. Sono costretto ad ucciderti in fretta, puttanella.

Questione di attimi, quindi. Oltre una decina di lucertolone stanno arrivando e lo Yoma stava nuovamente dedicando la sua attenzione alla novizia, anche se gli artigli della sua mano sinistra erano ancora infilzati nel cadavere della lucertola decapitata. Cosa avrebbe fatto Dua?
Trova tutti i messaggi di questo utente
06-02-2014, 08:19 PM
Messaggio: #18
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
[Immagine: IV7G000A.jpg]


Dua dovette sgranare e stropicciarsi gli occhi un paio di volte per togliersi le lacrime dagli occhi, prima di poter osservare attonita la scena ora non più offuscata.
Ciò che le si presentò davanti al volto aveva un che di assurdo e al tempo stesso buffo; non avrebbe mai pensato che un rettile come quello potesse mettere in difficoltà un demone come quello Yoma.
Sorrise, mentre un'ultima lacrima di commozione le scese lungo la gote arrossata, pensando: "Ho ancora una speranza!"

Sì, il suo pittoresco piano dettato più dalla paura che dal ragionamento aveva avuto successo e per quanto le dispiacesse per la prima martire di quelle lucertole, vedeva le sue amiche avanzare con aria sicura.
Inoltre, se una di quelle bestie aveva potuto ferire lo Yoma poteva benissimo farlo anche lei; perché dunque non tentare di reagire?

Incoraggiata da questo ragionamento, forse un po' troppo euforica, decise di mettersi in piedi e di stringere con entrambe le mani la sua claymore sentendo il caldo umido del sangue scorrerle sulla spalla ferita e dolorante; pensò di avere tutto il tempo a disposizione per caricare un fendente dall'alto verso il basso sulla testa dello yoma, visto che il suddetto nemico era impigliato e ferito.
Probabilmente le azioni di Dua erano dettate dall'entusiasmo e dalla forte carica di adrenalina del momento... La quale, per altro, le fece aumentare lo Yoki in circolo del 10% senza che lei lo volesse realmente.

Citazione:Stato Fisico: Occhi gialli e felini, ricoperti di lacrime. Ferita di entità media (perforazione del tessuto muscolare) alla spalla sinistra.
Stato Psicologico: Confusa ma stranamente fiduciosa.
Yoki: 10% >20%
Abilità: Percezione (passiva)

[Immagine: tumblr_nwk6rtcmjP1uhzkrko1_1280.gif]
Trova tutti i messaggi di questo utente
07-02-2014, 05:13 PM
Messaggio: #19
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
Dua decide di cogliere l'occasione e reagisce, attaccando lo Yoma con un fendente verticale. Tuttavia, lo Yoma non era poi così indifeso come aveva potuto pensare la spaventata ma speranzosa novizia. Il mostro infatti, ringhiando dalla sorpresa, solleva la propria Claymore orizzontalmente, mandandola ad impattare contro la spada di Dua. Tuttavia, il colpo di Dua risulta abbastanza pesante, così pesante da riuscire ad arrivare a ferire la spalla destra del mostro.

UUAAAAAARRRGH!

Lo Yoma urla di dolore, ma reagisce con violenza. Liberando le dita della mano sinistra dalla carcassa della Lucertola morta, dà una pesante artigliata a Dua, che subisce dei graffi all'altezza del seno. [Ferita LEGGERA]

Come reagirà Dua?
Trova tutti i messaggi di questo utente
07-02-2014, 08:16 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 07-02-2014 09:26 PM da Lachesi.)
Messaggio: #20
RE: Un normale pomeriggio a Staph [Lachesi]
[Immagine: dhjl.jpg]



Così euforica dall'idea di poter sconfiggere il nemico, Dua si era lanciata su di esso facendo leva con il peso di tutto il suo corpo; anche se in quel momento non poteva rendersene conto, era cosciente che non era una ragazza agile tanto quanto le altre ed i suoi movimenti potevano spesso apparire lenti ed impacciati.
Fu quindi logico e sensato che lo Yoma riuscisse a sorprenderla per tempo e a parare il furioso attacco disperato della ragazza ma fu altrettanto logico che la forza di un solo braccio non poteva contenere l'ira furiosa della Claymore.
In effetti, il colpo andò a segno anche se non bastò a terminare la misera vita dello Yoma ma ovviamente Dua era tutto meno che una persona logica.
Non pensò al fatto che, logicamente, il nemico reagisse né arrivò a tutte le conclusione tratte precedentemente con il cervello.

Il suo volto si macchiò con un piccolo sorriso, di vittoria e di rivalsa, e credendo di avere la situazione sotto controllo abbassò le difese quel tanto di tempo necessario per far sì che lo yoma la ferisse.
-Agh...-
Esclamò lei, sconvolta; aveva visto il movimento rotatorio del polso nemico muoversi verso di lei ma i suoi muscoli semplicemente non reagirono per tempo.
Con un volto sbigottito si ritrovò ad arretrare perché non si era aspettata, fra tutto, una reazione dello Yoma. Lo aveva dato per spacciato ed ingenuamente non aveva pensato a cosa sarebbe successo poi.
-Ma...-
Ansimò, coprendosi la ferita al seno con la mano sinistra.
Ancora una volta ebbe l'impulso di scappare ma non aveva motivo per farlo e specialmente, non aveva speranze di soppravvivenza dando le spalle ad un avversario che come aveva appena veduto, era capace di attacchi a distanza.
Ogni mossa era una mossa azzardata, se agiva per prima rischiava di esporsi e fuggire non era una soluzione.
Decise di aspettare e di non far nulla, con la scusa di reagire in base alle azioni del nemico nascose il fatto di aver paura di fare una mossa sbagliata.


Citazione:Stato Fisico: Occhi gialli e felini, sporchi. Ferita di entità media (perforazione del tessuto muscolare) alla spalla sinistra e lacerazione del tessuto muscolare all'altezza del seno, ferita leggera.
Stato Psicologico: Sorpresa dal fatto che lo Yoma abbia reagito, paura di sbagliare.
Yoki: 20%
Abilità: Percezione (passiva)

[Immagine: tumblr_nwk6rtcmjP1uhzkrko1_1280.gif]
Trova tutti i messaggi di questo utente
Questa discussione è chiusa  


Vai al forum:


Utente(i) che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)