ClaymoreGDR Forum - Gioco di Ruolo di CLAYMORE

Versione completa: Il processo [Majin - clayfax]
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Il processo
Obiezione!

Dopo diversi giorni di viaggio in cui non ha spiccicato parola, Peter stabilisce improvvisamente a poche ore da Staph di fermarsi e ringhiare alle sue due scorte.
Bene, voi restate qui. Non un altro passo. Se quando torno vedo che vi siete mosse anche di una sola spanna, giuro che vi faccio lavorare ai restauri della fortezza.
E con questo se ne va verso il Quartier Generale, bofonchiando tra sé. Fortunatamente ha avuto il buon senso di abbandonarle vicino a un'oasi, cosa che permetterà loro di rifocillarsi in caso ne abbiano bisogno... ma sempre tenendo conto dell'avvertimento. Perché le ha piantate in asso? Cosa ha intenzione di fare? Nessuno lo sa. Non loro due, perlomeno. L'unica cosa che possono fare è aspettare il suo ritorno, e magari discutere tra loro....

Turnazione libera


Citazione:Avete a disposizione un numero a piacere di turni che potete gestire come preferite. Avrete un bel po' di tempo per parlarvi e riflettere, quindi consiglio di sfruttarlo. Quando riterrete di avere finito, inviatemi un MP: basterà che lo faccia uno di voi due, mettetevi d'accordo per favore. Se avete dubbi o domande, potete chiedere via MP. Grazie.
Legenda
Narrato Parlato Pensato


Camillah era contenta perché finalmente solo più poche ore la dividevano da Staph. Il viaggio in compagnia di Lune era stato molto piacevole. Avevano scherzato e chiaccherato a sufficienza, condividendo dubbi e perplessità. Eppure Camillah percepiva il turbamento che l'amica provava, anche se lo mascherava bene.

Improvvisamente, il loro misterioso e silenzioso compagno di viaggio le ordinò di stare lì ed aspettare. Senza ulteriori spiegazioni si dileguò. Che cosa stava succedendo? Perché le guerriere non potevano far ritorno a Staph? Che cosa aveva in mente Peter? Un dubbio s'insinuò nei pensieri della giovane guerriera ed era qualcosa che c'entrava coi recenti fatti accaduti: o si trattava della missione segreta di Duran oppure di quello spiacevole incidente che aveva coinvolto un essere umano.
Camillah divenne scura in volto. Pensierosa. Ma per il momento non si poteva fare altro che attendere.

Questa cosa non promette nulla di buono.

Camillah sperava di sbagliarsi.


Yoki Utilizzato: 0% (0 su 35 PLM).
Stato Fisico: Ottimale. Giusto qualche cicatrice, ma sarebbe guarita con il tempo.
Stato Psicologico: Desiderosa di ritornare a casa. Sorpresa per la reazione di Peter e turbata.
Abilità Utilizzate: Percezione dello yoki (Passiva), Legame con Lune (Passiva - Abilità Innata).
Citazione:Narrato.
«Parlato»
Pensato.


Il viaggio fu spedito, per fortuna colorato dalla compagnia di Camillah. Peter, invece, era una pessima compagnia, soprattutto per il suo carattere. A Lune non importava, voleva stare fra sé e i propri pensieri, cercando di riflettere su quanto accaduto. Troppo strano che l'uomo in nero non avesse avuto nulla da ridire sulla morte di Hayao. Il suo comportamento in vista della fortezza dell'Organizzazione, però, la mise in allarme.

Non vogliono che ci avviciniamo al quartier generale. No, non vogliono che "io" mi avvicini. O forse Peter ha scelto di lasciarci da sole per vedere come ci comportiamo. Ho ucciso un umano, merito di essere punita, se scappassi non farei che mettere nei guai anche Camillah. Verrebbe punita per non avermi fermato, o peggio, accusata di tradimento. 

Lune non poteva in alcun modo rischiare di coinvolgere la sua unica amica. Già una volta aveva provato a difenderla. E se fosse stata coinvolta, nonostante tutto? Se Lune avesse confessato apertamente il suo crimine e anche Camillah fosse stata condannata?

Nessuno mi ha visto, neppure Camillah. E lei sicuramente cercherebbe di proteggermi. Non direbbe mai che sono stata io, non volontariamente. Perciò gli uomini in nero potrebbero pensare che stia mentendo per coprirmi. È una situazione complicata, Lune, complicatissima!


Non si sentiva in colpa per aver ucciso l'umano, quanto per aver tradito la fiducia dell'Organizzazione. Proprio lei, che solitamente cercava di eccellere per essere vista come la migliore, la più fedele. 

«Sì, penso che qualcosa non andrà per il verso giusto. Che quella yoma sia maledetta.»


Lune ripensò a quanto aveva detto a Camillah. Alle parole esatte che aveva pronunciato in quell'abitazione. Forse, con un po' di fortuna e astuzia, Lune poteva proteggere Camillah.

«Quando mi ha ricattata ho dovuto consegnarle la mia spada. Non mi aspettavo che poi l'avrebbe usata per trafiggere il povero Hayao. E solo grazie alla mia velocità sono riuscita a strapparle nuovamente la spada dalle mani, per poi finirla una volta per tutte. Ma per Hayao ormai era troppo tardi. Spero che nessuna delle due venga incolpata dell'accaduto.»


Mentire anche a Camillah era l'unico modo perché alla ragazza non venissero strane idee, o discorsi differenti da quelli che Lune aveva pianificato. Lei era come prima cosa una bugiarda, e questa volta, fedeltà o meno all'Organizzazione, avrebbe mentito a tutti per impedire che potesse capitare il peggio.

«Aspettiamo che torni Peter, poi vedremo il da farsi. Se... se le cose dovessero sfuggire di mano... ricordati di fare la scelta giusta e non ti esporre, d'accordo? Quello che è successo è solo colpa mia, siamo intesi?»


Citazione:Yoki: 0% (0/40 Punti Limite)
Stato fisico: Ottimale
Stato psicologico: Cupa e pensierosa.
Abilità usate: Percezione dello Yoki (passiva), Legame con Camillah (Innata, passiva), Quicksilver (Passiva).
Legenda
Narrato Parlato Pensato


La guerriera ascoltò Lune attentamente. Ma qualcosa non le tornava in questa versione dei fatti. Si avvicinò all'amica e parlo piano per non farsi sentire se non solo dalla compagna. In quella zona l'organizzazione poteva avere lunghe orecchie.

Lune, sinceramente questa versione dei fatti mi lascia qualche perplessità: quando me ne avevi parlato durante la mia rigenerazione mi avevi detto che si era trattato di un incidente e che lo avevi ucciso tu. Adesso, invece, è stato lo yoma con la tua spada. Permettimi, ma qualcosa non torna.

Se fosse stato realmente come mi hai detto ora non saresti così assillata e turbata da questa questione.

Camillah aspettava una valida spiegazione.

Lune, non devi mentirmi. Sono la tua amica. Di me puoi fidarti. Cosa è successo veramente durante il tuo combattimento?

La guerriera la squadrò dritta negli occhi, cercava di cogliere qualunque particolare.


Yoki Utilizzato: 0% (0 su 35 PLM).
Stato Fisico: Aspetto normale. Giusto qualche cicatrice, ma sarebbe guarita con tempo.
Stato Psicologico: Turbata. Qualcosa non la convinceva in quest'ultima versione dei fatti.
Abilità Utilizzate: Percezione dello yoki (Passiva), Legame con Lune (Passiva - Abilità Innata).
Citazione:Narrato.
«Parlato»
Pensato.


«Fidati di me.»

Lune sorrise, un sorriso che cercò di essere il più convincente possibile, anche se non aveva alcuna voglia di sorridere...

«Quello che è successo... è che Hayao è morto. All'Organizzazione non interessa nulla di un uomo, ma se trapelasse che si tratta di una nostra colpa, ci condannerebbe a morte. Per fortuna è stato lo yoma a ucciderlo, capisci? Non io, non tu, ma lo yoma.»

Che altro aggiungere? Non c'era altro da dire. Camillah doveva accettare quella nuova versione. A Lune non importava cosa avrebbe potuto pensare l'amica di fronte alla sua scelta, ciò che invece la preoccupava era salvare la vita di entrambe, ad ogni costo.

«Non ci sono altre versioni, capisci? È stato un incidente, e la colpa è di quel mostro.»


Citazione:Yoki: 0% (0/40 Punti Limite)
Stato fisico: Ottimale
Stato psicologico: Cupa e pensierosa.
Abilità usate: Percezione dello Yoki (passiva), Legame con Camillah (Innata, passiva), Quicksilver (Passiva).
Legenda
Narrato Parlato Pensato


La guerriera non era per niente soddisfatta. Anzi, era scocciata del fatto che Lune non volesse dirle la verità. Però capiva il suo punto di vista e intuì che dovesse avere in mente un'idea -o una versione dei fatti- che potesse coprirle in qualche modo. In realtà Camillah non era coinvolta direttamente nell'accaduto. La sua unica colpa imputabile, poteva essere quella di non essere riuscita a proteggere quel ragazzo. In ogni caso la missione l'avevano portata a termine con successo e questo doveva essere il loro punto di forza: avevano salvato molte vite in quella cittadina.

Non sono per nulla convinta, ma credo di capirne le tue ragioni.

Camillah aveva capito che Lune si stava creando un alibi di ferro, modificando la vera versione dei fatti. Per riuscire nel suo intento era costretta a nascondere la verità anche a lei. In questo modo poteva proteggere entrambe. Camillah conosceva bene la capacità della compagna nel tessere inganni attraverso la sua abile dialettica, ma questa volta doveva lasciarla fare senza intromettersi. Ed il modo migliore per farlo era "il non sapere", così, in caso di verifiche da parte dell'organizzazione, Camillah poteva essere sincera, senza compromettere la posizione di Lune.

Mi fiderò di te, come faccio sempre. Spero che tu sappia quello che stai per fare. Ma ci tengo a farti sapere che m'infastidisce questa cosa.

Detto questo, fece un passo indietro. Incrociò le braccia e rimase in attesa di quel che sarebbe successo.


Yoki Utilizzato: 0% (0 su 35 PLM).
Stato Fisico: Ottimale. Giusto qualche cicatrice, ma sarebbe guarita con tempo.
Stato Psicologico: Infastidita, ma decisa a seguire la volontà di Lune.
Abilità Utilizzate: Percezione dello yoki (Passiva), Legame con Lune (Passiva - Abilità Innata).
Fu un'attesa lunga, molto lunga. Passarono interi giorni prima che le due guerriere rivedessero Peter, e quando tornò non era solo: con lui c'erano un altro Uomo in Nero e una guerriera. L'accolito si limitò a grugnire una volta a portata di voce, poi cedette la parola al suo accompagnatore.
Avanti, facciamo le cose alla svelta.


Turnazione
Hayez
L'oasi era davvero un toccasana climatico, notò Hayez scendendo dalla carrozza. Il Deserto di Staph non era mai stato il suo luogo preferito in cui viaggiare, soprattutto considerando che era reduce da un viaggio per le più fresche Terre Centrali. Tenendo un faldone di documenti in pergamena sotto il braccio, tenuti insieme da un nastro di corda, Hayez si scostò per lasciar uscire la Guerriera che era con loro.
Lune e Camillah stavano lì, a godersi loro malgrado la freschezza del posto. Hayez sospirò: era una brutta faccenda, quella.

Non essere così freddo, Peter. sorrise Hayez al brusco richiamo dell'accolito Come ti ho già anticipato, il caso mi pare tutto da ricostruire ancora.

In realtà, Hayez si era fatto una sua idea su come si fossero svolti i fatti, ma doveva fornire l'evidenza. Era un peccato che... l'incidente fosse avvenuto in un posto non controllato.
Accantonò il pensiero, e con un sorriso si avvicinò a Lune e Camillah.

Buongiorno, ragazze. Passato un buon periodo di riposo? Trovo quest'oasi davvero fresca, e... Sto divagando. Piuttosto, conoscete Niobe?

L'Uomo in Nero si fece allora teatralmente di lato, rendendo visibile un'alta figura di Guerriera dai capelli ondulati color del platino, alcune treccine agghindate che cadevano sparutamente come colorati colpi di sole tra i capelli. Al polso destro, curiosamente, portava un nastro inanellato da noci di pesco forate, quasi fosse un braccialetto. La giovane donna alzò il volto gentile ma triste, e guardò in loro direzione.

Niobe. la chiamò Hayez. Mi faresti l'onore di aprire la procedura?



Turnazione:

Niobe
Lune
Camillah
La sabbia del deserto le era cara e familiare, quasi come una vecchia amica che l'abbracciava al suo ritorno. Assegnata alle Terre Centrali, Niobe aveva spesso nostalgia di quella infinita distesa dorata che per molti anni aveva chiamato casa.
Il viaggio era stato triste, così come il compito per cui Hayez l'aveva chiamata: non si sarebbe mai abituata a certe cose.
Era scesa dalla carrozza per ultima, lasciando che gli uomini andassero incontro per primi alle sue compagne: le avevano seguite per anni, di certo era bene lasciare che le confortassero. Hayez come sempre fu davvero gentile, ed anche nella rudezza di Mastro Peter sapeva scorgere una triste nota di dolore nobilmente celato.
Già sapeva che avrebbe pianto quella sera, nel silenzio del suo amato giaciglio a Staph.
Il suo nome le risuonò nelle orecchie lontano e distante mentre guardava l'orizzonte, e ci mise qualche istante a capire che Hayez la stava chiamando: voleva fosse lei a parlare per prima.

... Nemmeno lui se la sente, alla fine?


Pover'uomo. Avrebbe pianto lacrime anche per lui.
Era insolito che fosse una Guerriera ad aprire, beh... un processo: lei era lì per un altro motivo, in realtà. Ma non era il caso di parlarne, e neanche di pensarci.


Avanzò nel terreno più denso dell'oasi a passi leggeri, cercando di esibire un sorriso amichevole di fronte alle compagne. Lune e Camillah: le conosceva, come conosceva tutte. Erano loro, a non conoscere lei.

Lune. Camillah. Le salutò con voce soffice. Io sono Niobe.

Era sufficiente: non avevano certo bisogno di mura, tra loro. Non quel giorno, non in quella situazione.
Spostò allora lo sguardo su Lune: il suo volto si era fatto più maturo da quand'era una Novizia, notò, quando lei guardava le giovani allenarsi dall'alto del suo nascondiglio. Giorni passati, ma sempre cari.

Lune, sei sotto accusa per la morte di un umano nella tua ultima missione. Annunciò tristemente. Mastro Hayez e io siamo qui per... stabilire la verità.

Non esistevano eccezioni. Per nessuna Guerriera e per nessun motivo. Si abbandonò a scrutare il candido collo di Lune: così sottile... non avrebbe sofferto.

Sei una delle migliori, il nostro orgoglio. Aggiunse con un certo calore: era vero. Per questo l'Organizzazione ti ha concesso di discolparti davanti a due Uomini in Nero e a me, la numero Uno dell'Organizzazione.

Ah... l'aveva detto. Non aveva potuto fare altrimenti: era giustissimo informarla dei suoi diritti e privilegi.
Nonché della sua presenza per... altri motivi.
Ma Niobe era certa che non sarebbe accaduto.
Le uniche lacrime che avrebbe versato le avrebbe piante sulla tomba di Lune.

Lune, Camillah... Per favore, diteci cosa accadde. Sappiate che... sono dalla vostra parte.

Lo era.
Non avrebbe fatto soffrire Lune, e avrebbe offerto la sua spalla a Camillah. Avrebbe avuto bisogno anche lei di una spalla su cui piangere, allora.
Citazione:Narrato.
«Parlato»
Pensato.


Percepii il disappunto di Camillah e questo la fece soffrire, ma tenne i suoi sentimenti celati nel suo cuore. Doveva essere forte, doveva esserlo per entrambe. Ebbero comunque modo di parlare fra di loro, scambiarsi qualche frase, anche se per lo più il tempo passò lento e senza che di Peter ci fosse più alcuna traccia. Dopo alcuni giorni eccolo di ritorno. Lune ebbe la conferma dei propri sospetti quando lo vide in compagnia di un altro uomo in nero e di una guerriera. Quest'ultima sembrava molto dolce e comprensiva, almeno dal tono della sua voce, ma Lune non si fidava. Sapeva perché era qui. Quando scoprì che era la numero Uno, ebbe la sua conferma.

"Vogliono essere sicuri che non succeda nulla. Ma se avessi voluto sarei potuta scappare. Farò leva su questo."

Aveva avuto tutto il tempo di prepararsi, perciò seppe cosa dire.

«Vi ringrazio per questa opportunità. Mi assumerò le mie responsabilità.»

Chinò il capo, un volto contrito. Doveva dimostrare la propria innocenza, ma senza che sembrasse una recita. In parte lo era, contrita. Era davvero dispiaciuta di trovarsi in quella situazione, non dovette fingere con troppa difficoltà.

«Inizio con il dire che sono consapevole del mio fallimento e che se fossi stata più forte e veloce avrei potuto evitare che le cose fossero andate come sono andate. Inizierò con il descrivervi l'ambiente in cui ci trovavamo. Era stretto e angusto, poco ideale ad un combattimento, ma anche a manovre evasive. Lo yoma, uno dei nostri due bersagli, aveva preso in ostaggio una guardia cittadina che ci aveva accompagnato e che avevamo lasciato indietro per proteggerlo da un eventuale combattimento. Camillah non era presente, impegnata a combattere contro un altro yoma nelle cantine dell'abitazione, perciò ero sola, con lo yoma e il suo ostaggio.»

Fin qui, tutto vero. Le bugie migliori erano quelle che contenevano gran parte di verità. Lune avrebbe alterato la storia il minimo indispensabile. Chinò lo sguardo, in modo da sembrare ancora più dispiaciuta.

«Lo yoma mi ha ricattato. Mi ha detto di lanciarle la spada, altrimenti avrebbe ucciso l'umano. Vagliai le mie possibilità e mi resi conto che non sarei stata in grado di colpire il mostro senza ferire l'umano. Perciò, per salvarlo, le lanciai la mia spada. Ma il mostro, nella sua perversione, usò la mia arma per uccidere l'umano, dopo averlo spinto via da sé.»

Era ovvio che fosse stata la spada ad uccidere Hayao, ma dando la colpa allo yoma, Lune discolpava se stessa, scrollandosi quella responsabilità di dosso.

«In seguito combattei contro il mostro. Non aveva più un ostaggio come scudo, perciò usai le mie capacità per prendere lo yoma di sorpresa. Non si aspettava una mia reazione così tempestiva. Dopo una breve collutazione riuscii a recuperare la mia spada, non senza subire numerose ferite. Dopo aver sconfitto il mostro ho prestato assistenza immediata alla povera guardia ma ormai non c'era più niente da fare. Ho deciso di non occuparmi del corpo perché non volevo cercare di occultare la mia colpevolezza. Era ovvio che se l'avessi fatto avrei commesso un tradimento verso l'Organizzazione, che doveva sapere che non ero stata in grado di salvare quella vita.»

Inoltre non era scappata. Questo poteva significare solo che Lune era in buona fede. Questo, perlomeno, doveva trapelare.

«Maestri, mi dispiace, non sono stata all'altezza di quella prova.»

Colpevole, sì, ma non di aver ucciso l'umano. Era stato lo yoma. Iniziò ad autoconvincersi che quella fosse la verità. Sì, nella sua mente tutto stava evolvendo. Doveva essere la verità. Sì, in fondo lo era. Era stato lo yoma, non lei. Come potevano punirla per qualcosa che non aveva fatto?


Citazione:Yoki: 0% (0/40 Punti Limite)
Stato fisico: Ottimale
Stato psicologico: Contrita.
Abilità usate: Percezione dello Yoki (passiva), Legame con Camillah (Innata, passiva), Quicksilver (Passiva).
Legenda
Narrato Parlato Pensato


Non appena Camillah vide che insieme agli uomini in nero ci fosse anche un'altra guerriera capì che le cose stavano prendendo un brutta piega. Si preoccupò. Poteva sentire il suo cuore pulsare: sembrava che le vibrasse addirittura il petto. Però cercò di rimanere impassibile, anche se era seriamente preoccupata per Lune.
L'aria che percepiva dagli sguardi e dai gesti dei nuovi tre arrivati trasportava con sé un senso di profonda tristezza. Il che poteva significare una sola cosa.. e non era un processo. Guardò l'amica, come se cercasse di capirne i sentimenti. Non sapeva cosa fare.

Lune, spero che tu sappia davvero cosa fare..

Pregò in cuor suo che non si arrivasse a tanto. Una soluzione doveva esistere.

Dopo che ascoltò quello che avevano da dire i due uomini in nero e Niobe, Camillah riuscì a ritrovare un barlume di speranza. Lune non era ancora fuori pericolo, ma in quella circostanza sapeva che l'amica poteva sfruttare al meglio le sue doti oratorie per tirarsi fuori dai guai. In questo era sempre stata eccezionale.

Sebbene Camillah sapesse che qualcosa non andava nelle versioni dei fatti che Lune aveva appena raccontato si limitò ad ascoltare, finché non tocco a lei dire la sua versione dei fatti dicendo la semplice verità dal suo punto di vista.

Confermo quello che ha detto. Ci siamo divise per inseguire i due yoma perché non volevamo che nessuno di loro riuscisse a scapparci. Per questo non ho avuto modo di partecipare al suo scontro. Io sono finita nel seminterrato a cercare di fronteggiare il mio yoma e, con qualche difficoltà per gli spazi ristretti ed una buona dose di ferite, sono poi riuscita a sconfiggerlo. A quel punto ero esausta e sono stata costretta a procedere direttamente con la rigenerazione. Là dove avevo sconfitto il mostro.

I segni delle cicatrici che aveva addosso e sul volto parlavano chiaramente. Questo avvalorava ulteriormente la sua tesi sincera.

Anche io mi sento responsabile. Se fossi riuscita a risolvere in fretta il mio scontro, forse, avrei potuto aiutarla e tutto questo non sarebbe mai accaduto. Sono profondamente dispiaciuta per questo. Me ne scuso, Maestri.

Era vero. Lo pensava davvero.


Yoki Utilizzato: 0% (0 su 35 PLM).
Stato Fisico: Ottimale. Giusto qualche cicatrice, ma sarebbe guarita con tempo.
Stato Psicologico: Seriamente preoccupata e dispiaciuta.
Abilità Utilizzate: Percezione dello yoki (Passiva), Legame con Lune (Passiva - Abilità Innata).
Peter rimase silenzioso tutto il tempo, ascoltando a braccia incrociate le presentazioni di Hayez e Niobe e le testimonianze delle due guerriere. Per una volta sembrava veramente star considerando attentamente ogni parola detta. Quando infine anche Camillah ebbe detto la sua, dopo una breve pausa fu l'accolito tarchiato il primo a prendere la parola. 
Sappiamo che il luogo dello scontro è quello che dite, e che quella guardia ha un grosso buco in pancia, sicuramente opera di una delle nostre spade. La tua storia potrebbe funzionare... ma non mi è chiaro perché lo Yoma, una volta ottenuta la spada, abbia deciso di esporsi uccidendo l'ostaggio. Che tra l'altro, aveva ottenuto per una vostra negligenza, vorrei far notare.
Portandosi una mano alla testa, forse confuso da quell'eccesso di riflessione, Peter grugnì.
Anche se non l'hai ammazzato di persona, farti fregare in un modo così stupido secondo me basta e avanza a farti epurare. Ma qui la decisione deve prenderla il grande capo Hayez....
Ed è a Hayez che si rivolse lo sguardo dell'accolito, in attesa di una reazione dell'Uomo in Nero a quel che è stato detto finora.

Turnazione
Hayez
Hayez era rimasto tutto il tempo taciturno, impassibile dietro il suo caratteristico sorriso stampato sul volto. Ma dentro la sua testa la realtà era ben diversa.
La resa dei fatti fornita da Lune era... problematica. Hayez aveva analizzato minuziosamente il luogo del delitto ed i cadaveri, e si rendeva conto che la numero Sei non aveva lasciato buchi evidenti nella sua ricostruzione.
Non che ci credesse realmente, ovvio.
Lune era... ben nota per la sua capacità di manipolare le informazioni, un'abilità che era stata ben utile sia a lei che all'Organizzazione in varie occasioni. L'Uomo in Nero dubitava che la sua resa dei fatti fosse esule da queste sue tipiche correzioni.
Peter non aveva tutti i torti, comunque: la numero Sei non aveva negato di aver commesso un errore madornale. L'evidenza probatoria, però, non era stringente.

Brutta situazione... La realtà è che Lune potrebbe aver fatto realmente come ha detto.

Negligenza non equivaleva strettamente a colpa. Inoltre, in quel determinato periodo l'Organizzazione aveva un effettivo bisogno di personale, ma proprio per questo non poteva mostrarsi debole.
Tutto questo fece infine scemare il sorriso di Hayez dalle labbra.

Sì, la negligenza di Lune è certamente grave. D'altra parte, però, noi condanniamo a morte solo in caso di omicidio. Ti posso assicurare, Peter, che la testimonianza di Lune non è attaccabile: dobbiamo presumere che sia stata sincera.

Questo era pacifico. Che fare, dunque? Assolverla? Darle una punizione più lieve? Oppure...
Hayez rigettò l'ultima idea, neanche del tutto formata: no, non si sarebbe potuto fare, non con Camillah presente. Vi era solo una soluzione attuabile.

Numero Sei. Declamò Hayez. Lune dagli Occhi d'Argento. Come incaricato dell'Anziano, ti assolvo formalmente dall'accusa di omicidio. Sei nonostante ciò riconosciuta colpevole di gravi inadempienze e pertanto di concorso colposo in omicidio. Ti sei macchiata di una mancanza enormemente vicina alla rottura delle regole dell'Organizzazione. Inoltre, agli occhi degli umani una Claymore si è dimostrata incapace di proteggere un essere umano. Per loro ciò fa poca differenza.

In realtà l'Organizzazione aveva abbastanza potere da poter superare tranquillamente lo scandalo, ma il punto era piuttosto l'evitare emulazioni.

Allo scopo di dissuadere altre Guerriere dal mancare nel difendere gli umani loro protetti, verrai punita per il tuo cattivo lavoro. Alzò l'indice destro, e lo puntò contro Lune. Ti condanno pertanto a presentarti all'Anziano di Staph ed intraprendere missioni di pulizia del territorio ad alto rischio. Il pericolo che affronterai sarà di lezione alle tue compagne, e la tua sopravvivenza dipenderà unicamente dalle tue abilità.

Era la tipica punizione per le Guerriere di rango disobbedienti: lo scopo era renderle assai più morigerate, in quanto ci si aspettava fossero capaci di superare simili missioni. Altrimenti...

Niobe, accompagna Peter e Lune fino a Staph in carrozza. Camillah, tu rimani qui: non ti è concesso condividere con lei la punizione, te lo dico subito. Parti per il tuo Territorio appena puoi.

E così, il verdetto era stato emesso.
Citazione:
Majin ha annunciato allo Staff il suo ritiro dal GDR


Di conseguenza Lune diventa un NPC gestito dai Master. A clayfax sarà data in tempi brevi una nuova Abilità Innata per supplire l'inagibilità di quella attuale.

A Lune non fu concesso di salutare. Niobe fu silenziosamente imperiosa, e Peter anche meno gentile. Dovette salire sulla carrozza, e in pochi minuti la vettura divenne un punto all'orizzonte. Solo Camillah e Hayez erano rimasti lì, silenziosi.



Turnazione:

clayfax



(Clayfax, sei libero di andartene o fare domande ad Hayez. Purtroppo abbiamo dovuto abbreviare la giocata a causa dell'abbandono di Majin. Hayez è disponibile anche a delucidazioni via PM).
Legenda
Narrato Parlato Pensato


Mentre era in attesa del verdetto, Camillah era profondamente agitata e terrorizzata. Cercò in tutti i modi di dissimulare questo suo stato interiore, sforzando la propria muscolatura affinché non la tradisse. Non appena sentì Hayez definitivamente scongiurare la pena capitale, potè rilassarsi e, impercettibilmente, tirare un gran sospiro di sollievo osservando l'amica. Avrebbe voluto saltarle addosso dalla felicità tanto era contenta. Una punizione sarebbe stata d'obbligo, ma almeno non avrebbe costretto le due ragazze a scelte affrettate e dalle conseguenze inevitabili. Se le cose fossero andate diversamente, cosa avrebbe fatto Camillah? Impulsiva com'era avrebbe potuto fare di tutto. Chissà, forse anche una ribellione pur di difendere Lune. Troppi dubbi e interrogativi, ma per fortuna non c'era stato bisogno di arrivare a tanto.

Sembrava tutto che si stesse per risolvere per il meglio quando Hayez ordinò l'immediata separazione delle due amiche, dirottandone una nel suo territorio di competenza e l'altra incontro alla sua punizione ed al suo destino. Camillah non ebbe nemmeno il tempo di reagire e, imbambolata, non riuscì a fare niente per impedire ciò. In un baleno si ritrovò da sola con Hayez, mentre quella carrozza si allontanava da lei.. portandole via l'unica amica che le era rimasta. Non avrebbe mai dimenticato quella scena, come lo stesso dolore che avrebbe provato nei giorni a seguire.

LUNEEEEEEEEE...!!!

le sue guance si coprirono di lacrime e le si formò un nodo alla gola che le soffocò quell'inutile richiamo. Chissà quanto tempo sarebbe passato prima di riuscire a rivedere l'amica. Si lasciò cadere a terra sulle ginocchia, delusa, turbata e arrabbiata. Non poteva fare proprio nulla. Nulla.


Yoki Utilizzato: 0% (0 su 35 PLM).
Stato Fisico: Ottimale. Giusto qualche cicatrice, ma sarebbe guarita con tempo.
Stato Psicologico: Delusa, turbata e arrabbiata.
Abilità Utilizzate: Percezione dello yoki (Passiva).
MISSIONE CONCLUSA


clayfax, a breve riceverai la tua valutazione con la nuova Abilità Innata. Se non l'hai già fatto, aggiorna pure la scheda con un capitolo relativo a questa missione. Grazie.
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