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TEST Il Macellaio di Modigliani [GingerAle]
16-07-2021, 02:05 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 16-07-2021 02:06 PM da Ufizu.)
Messaggio: #1
Il Macellaio di Modigliani [GingerAle]
Il Macellaio di Modigliani
Carne fresca a tutte le ore

Staph è stata benedetta da una serie di giornate relativamente fresche, che hanno reso gli allenamenti giornalieri un po' meno tremendi. Forse Zireael sperava addirittura di riuscire a riposarsi per una buona volta, ma i suoi sogni sono interrotti bruscamente da una manata sulle spalle che la tira letteralmente giù dal giaciglio.
Diamine, ragazza, mettiti in piedi! Non ho tutto il giorno. Avanti, muoversi, muoversi! Perché mi tocca ogni volta svegliare quelle più lente?
La serie di improperi che segue non è degna di essere citata, ma è chiaro che provenga da Peter, un accolito tozzo e non proprio bello da vedere con cui Zireael ha già avuto il dispiacere di scambiare qualche parola. O meglio, lui ha lanciato insulti e lei li ha subiti. Nulla di nuovo, insomma. Una volta che la novizia è pronta, l'uomo la conduce per vie traverse - e forse facendo un giro eccessivamente complicato per il gusto di vedere la sua espressione quando si perde - fino al cancello della fortezza, dove li aspetta un altro accolito.
Buongiorno, Zireael. Spero che Peter non sia stato troppo scontroso. Avevo bisogno di te per una questione urgente.
Duran parla con tono pacato e gentile, il che fa borbottare il suo compare. Lui lo ignora e prosegue.
Maestro Ufizu ha ricevuto una richiesta d'aiuto dal villaggio di Modigliani, al confine con le Terre del Centro. Pare che ci siano state numerose morti recentemente, e tutto fa pensare a uno Yoma. Un lavoretto semplice, ottimo per testare una delle nostre novizie. Tu sei stata la scelta del Maestro, e naturalmente non ci sono state discussioni al riguardo.
Più che ovvio che lui non se ne aspetti dalla ragazza.
Peter ti fornirà una spada. Dovresti già sapere la strada. Per qualsiasi altra domanda, chiedi pure a me. Premetto che la lettera non era troppo dettagliata, perciò potrebbe essere necessario interrogare i locali.


Citazione:Descrivi la scena dal punto di vista di Zireael, includendo le sue reazioni all'incontro con gli accoliti. Se hai domande che non puoi fare a Duran (ossia non interne alla ruolata) scrivi pure a me via MP. Grazie.
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18-07-2021, 03:39 PM
Messaggio: #2
RE: Il Macellaio di Modigliani [GingerAle]


È facile trovarla, se non si allena sta in disparte continuando ad allenarsi per fatti suoi, mima attacchi e difese servendosi di una spada invisibile, schiva nemici ed ostacoli altrettanto incorporei, oppure cerca ristoro sul suo giaciglio, lontano da schiamazzi ritenuti da lei inutili. In questa occasione è sul proprio giaciglio, i capelli argentei sparsi in un groviglio disordinato attorno alla testa, apparentemente rilassata, ma con i muscoli tesi, perché lei in guardia ci sta sempre. A Staph anche i muri, le porte, i pavimenti, hanno occhi e orecchie, ma di lei fino ad ora nessuno ha mai avuto di che lamentarsi. La si potrebbe accusare solamente di non sorridere molto, ma che te ne fai dei sorrisi lì, in ogni caso? 
Ha gli occhi chiusi e riposa, i sensi sono sempre concentrati su qualunque cosa essi riescano a percepire e captare. Le compagne, i rumori a lei ormai familiari. Ma è l'abitudine ad impigrire la mente, non bisogna mai lasciarsi sopraffare da essa, bisogna sempre osservare e ascoltare tutto come se non lo si conoscesse abbastanza. Le braccia sono distese ai lati del corpo, una gamba piegata, l'altra distesa, il respiro regolare. La divisa da novizia un po' sgualcita, non ne ha avuto particolare cura, a parte tenerla integra e pulita, ma per il resto starebbe benissimo pure indossando un sacco di tela grezza, poco le importa anche di quello che ha addosso. A Staph importa solo una cosa: sopravvivere e imparare il più possibile. 
Al momento la sua mente è vuota, ha solo registrato in sottofondo, nel torpore che cerca di attanagliarla ma al quale non vuole darla vinta, dei passi. Sospira. C'è solo lei in quell'angolino del dormitorio. Una mano la scrolla malamente.
«Yaaaaaaawwwwwwwn» 
Uno sbadiglio che non cura nemmeno di coprire, seppure ci sia stato un tempo in cui se l'avesse fatto sotto gli occhi del patrigno questi le avrebbe mollato un sonoro ceffone da farle girare la testa tre volte sull'esile collo. Ora non è più tanto esile e indifesa però. Questo pensiero le fa inarcare appena l'angolo delle labbra in modo un po' maligno. 
Mentre sbadiglia alza pure le braccia per accompagnare il tutto con una bella stiracchiata. Perde l'equilibrio per via della forza con cui quello la sta smuovendo via dal suo letto e rotola su un fianco. Si ribalta sì, ma non impreparata. Sembra un gatto, con le mani contro il fresco pavimento e l'espressione seccata di un felino ingiustamente disturbato. Potrebbe anche soffiare, se solo potesse. 
«Seh-» 
Risponde, scattando in piedi con un grugnito poco femmineo. 
«Peter… qual buon vento ti porta?» 
"Sicuramente quello di una scoreggia."
Lo saluta inchinandosi con uno svolazzare di mano e un piegamento da ballerina di danza classica, ovviamente ed ironicamente pomposa. Qualcuno deve pur far partire quella giornata nel modo giusto, ci pensa lei alle buone maniere, ancora ricorda qualcosa. 
"Te la faccio vedere io la lentezza, lurida blatta!"
Con una faccia da 'sta mano po' esse fero e po' esse piuma, in parte celata dalla lunga chioma che comincia a intrecciare alla meno peggio per stare più comoda. 
Si prende tutti gli insulti soffermandosi sulle cose utili, gli occhi argentei ora del tutto svegli. Non ha bisogno di grandi preparativi, eccetto la sistemata ai capelli che semmai la fa sembrare ancora di più una scappata di casa. In tutto quel siparietto di improperi coloriti da cui negli anni ha tratto beneficio anche lei per la sua collezione, capisce che Peter la sta portando da qualche parte. 
"Avrà cagato, stamattina? Cammina più impettito del solito…"
«Mh» 
Mugugna infastidita quando più volte non ha memoria di essere passata di lì e neppure di dove conduca l'intricato percorso. Ma non dice nulla, lo lascia fare. Se lui si voltasse la vedrebbe continuare a camminare seria e composta, la lunga treccia che le serpeggia sulla schiena. Non è una compagnia particolarmente stimolante, lei, o forse non lo è con i tipi come lui, meglio non farli agitare o contrariare. 
Non fa domande, se ci saranno risposte le avrà a breve, se non ci saranno ci penserà dopo. 
Una parvenza di chiarezza c'è non appena si profila il cancello della fortezza davanti al quale ad attenderla c'è Duran. 
Raddrizza le spalle e cerca di darsi un contegno un po' più da adulta. Lei lì a volte sembra un po' più giovane delle altre, sembra una pivella, lo sa e questo la ferisce nell'orgoglio. Non è altissima, e questo non la aiuta di certo a rendersi più credibile davanti alle altre. O perlomeno questa è la percezione che lei ha di sé stessa, ma è ben lungi dall'ammetterlo ad alta voce.
«Mhmh»
Grugnisce in risposta a Duran, forse questo le darà un'aria ancora più da dura, oppure risulterà solo un po' comico. Sono i dettagli ulteriori ad interessarla, ha un'aria più attenta e vispa quando l'uomo prosegue. Lei annuisce dando segno di averlo seguito e di aver inteso tutte le istruzioni. Non è tipa da sprechi lei, non lo fa nemmeno con le parole, si è capito. 
Alla notizia che si voglia testarla ha due reazioni contrastanti. La prima è il sollievo, quantomeno si sono presi la briga di valutare le sue potenzialità, dall'altra il timore. Schiude le labbra per la sorpresa e anche gli occhi si sgranano un po'. 
«Non rallenterò ulteriormente la missione.»
Risponde in tono pacato quando ha recuperato il controllo delle proprie emozioni, rivolgendosi esclusivamente a Duran, mentre Peter è relegato in secondo piano. Non ha altre domande da fare, se vi fossero altri dettagli utili glieli avrebbero forniti, secondo lei. 
«Grazie, Duran. Se è tutto, parto immediatamente.» 
Aggiunge subito sempre con lo stesso tono pacato, con un cenno del capo a mo di saluto. 
Si gira verso Peter, interrogativa, solleva il palmo della mano sinistra che è impaziente di stringere una spada. Gli rivolge un sorriso quasi tenero, come quello di una bambina che stia chiedendo la sua bambola preferita. Il solito campanello d'allarme che ha nella testa al benché minimo cambiamento di una situazione lo sente già, ma sarebbe una stupida a sottovalutare uno yoma, ammesso che ce ne sia davvero solo uno. Non vede l'ora di stringere quella spada, per sentirsi più sicura di sé. Aspetterà dunque con pazienza che le venga fornita, prima di mettersi in viaggio. 



Citazione:Yoki utilizzato: 0%
Stato fisico: illesa
Stato psicologico: infastidita da Peter, inizialmente sorpresa e timorosa alla notizia del suo test, impaziente di partire, concentrata
Abilità in Uso: Percezione dello Yoki (Passiva)

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19-07-2021, 05:00 PM
Messaggio: #3
RE: Il Macellaio di Modigliani [GingerAle]
Duran annuisce con un lieve sorriso che sembra intendere soddisfazione alla prontezza della novizia. Peter naturalmente è molto meno felice, ma comunque le consegna una spada. Una affilata, non come quelle da allenamento. Un simbolo ancora non ce l'ha, ma potrebbe essere quella che permetterà a Zireael di ottenerne uno. Con la missione affidatale e l'arma in mano, la ragazza può dunque mettersi in marcia.

Citazione:Modigliani dista quasi una settimana da Staph. Sentiti libera di descrivere il viaggio, ricordandoti di non uscire dalle descrizioni delle località che puoi trovare nel Regolamento. Concludi il post una volta arrivata in vista della meta. Per qualsiasi dubbio o domanda, scrivimi pure via MP. Grazie.
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19-07-2021, 06:43 PM
Messaggio: #4
RE: Il Macellaio di Modigliani [GingerAle]

La soddisfazione di Duran non passa inosservata agli occhi argentei della ragazzina, la quale abbraccia destino e spada. Preso commiato dal suo superiore ha rivolto dunque l'attenzione a Peter, carpendo anche il disagio di questi: ovviamente non osa commentare nulla. Una volta che lo scorbutico Peter le fornisce la spada affilata si degna di guardarlo. 
«Ti ringrazio.»
Poi si specchia nella lama che deforma appena i suoi lineamenti, gli occhi innaturalmente più grandi, il viso allungato. Non c'è vanità ma solo una muta riflessione che quella spada potrebbe appartenerle davvero una volta che avrà portato a termine la missione, se ci riuscirà. Un patto con sé stessa e con quella spada. Soppesa l'arma e prova qualche movimento trovandola di suo gradimento.
Per il momento è soddisfatta e si sente più sicura, la nube di preoccupazione che offuscava viso e animo si dissolve appena.
"Se mi volto non parto più."
Stringe di più la mancina attorno all'impugnatura della spada e da bravo soldatino si incammina verso l'uscita della fortezza, lasciandosi alle spalle il cancello e la struttura severa che fino ad ora è sempre stata la sua casa. 
Nonostante queste giornate a Staph siano risultate più fresche il deserto è sempre il deserto e toccherà inoltrarsi nel suo territorio arido e sabbioso per un po'. 
«Se cammino a passo svelto posso raggiungere l'oasi di Salmon prima che Peter impari a contare fino a 100.»
Solleva la spada volgendo il viso proprio verso la sua imponente lama, se manca un compagno di viaggio fa comodo trovarsene uno. 
«Spero proprio non ci siano tempeste di sabbia, è che quando ti va tutta tra le chiappe poi è una gran bella rottura di scatole, meh.»
Paradossalmente parla più mentre è da sola, forse perché non c'è nessuno a giudicarti, a soppesare le tue reazioni.
«Cioè, non è che mi lamento, mi hanno nutrita, vestita, messo qualcosa dentro che mi ha fatto crescere sana e forte. Cosa potrebbe andare bene di me per loro? E cosa no? Avrò fatto bene a parlare poco? O dovrei fare più domande? Farmi più domande? Cioè, boh. Piuttosto che pensare a queste cose dovrei concentrarmi sul test.»
Bofonchia a mezza voce tutte queste cose fra una duna e l'altra, più si allontana dalla fortezza però più il silenzio torna a farla da padrone. Meglio procedere con cautela e rimanere concentrata sulla direzione giusta da prendere. Se i suoi sensi non la ingannano l'oasi dovrebbe trovarsi nella direzione che ha preso. Nel deserto c'è più vita di quanta ce ne aspetterebbe, anche di notte. Alcuni animali non pensa di averli mai visti, di altri ne ha sentito parlare. Osserva curiosa, ma senza rallentare la propria andatura, non finché scorgerà l'oasi.
«Prima tappa.»
Dopo circa tre giorni di cammino finalmente rallenta. Sospira, un po' sollevata per non essersi persa e perché conta di essere circa a metà del suo percorso. Fortuna che il suo organismo non soffre caldo né freddo ed al momento non patisce fame né sete, tuttavia però deve mettere in conto che non mangerà per altri tre o quattro giorni, per cui una volta approdata all'oasi si concederà un piccolo boccone di cibo ed un sorso d'acqua. Non parla con nessuno degli eventuali viaggiatori, si tiene per i fatti suoi, discreta come sempre.
Questo sarà il suo riposo, dopodiché rifocillatasi con dosi irrisorie per qualunque essere umano, ma non per lei, partirà diretta alla zona meridionale del deserto, puntando verso ovest. L'intenzione è quella di attraversare l'area attorno a Guernica. E così fa. Il viaggio prosegue spedito anche tra le valli e i fiumiciattoli, un paesaggio sicuramente più gradevole del deserto e più popolato. Agli animali strambi si sostituiscono gli agglomerati di case di piccoli villaggi, il suono delle voci umane, il nitrito dei cavalli che lì vengono allevati in abbondanza. Le mette buon umore e accelera il passo, si fa strada sul viso anche un sorriso appena accennato. Come nell'oasi anche qui tende a mantenersi per i fatti suoi senza socializzare con gli abitanti del posto, tanto le toccherà farlo una volta giunta al villaggio. 
Trascorsi tre giorni di intenso cammino sa di essere quasi arrivata, ha raccolto qualche briciola da mangiare camminando per non perdere tempo prima di addentrarsi nel villaggio designato come sua meta. A preannunciarle la comparsa di Modigliani sono le piantagioni di canna da zucchero e poi infine il profilo del centro abitato, la strada che percorre diventa più regolare e curata man mano che si avvicina. Non manca molto prima che giunga a destinazione. Rinsalda la presa sulla spada e inspira profondamente.
"Finalmente."


Citazione:Yoki utilizzato: 0%
Stato fisico: illesa
Stato psicologico: dapprima tesa all'idea di lasciare la fortezza, diventa più risoluta durante il viaggio 
Abilità in Uso: Percezione dello Yoki (Passiva)

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20-07-2021, 06:22 PM
Messaggio: #5
RE: Il Macellaio di Modigliani [GingerAle]
Il viaggio è un'occasione per Zireael di vedere il mondo, o almeno quel piccolo angolo in cui si trova: tutto sommato Modigliani è lontana, abbastanza da permetterle di esplorare zone di cui aveva solo sentito parlare. Certo, non è una gita di piacere e la sua unica compagna è a dir poco silenziosa, ma ciò non toglie che è la prima volta da anni che le è consentito andarsene in giro da sola fuori da Staph, senza un qualche accolito che la prenda a calci in culo nel momento stesso in cui si lascia distrarre da un lucertolone o una carovana. Le persone la evitano, ogni tanto perfino un animale gira al largo, e le occhiate curiose non mancano, ma non ci sono pericoli o situazioni degne di nota fino all'arrivo in quei campi costellati di canne da zucchero. Forse c'è una piccola accelerazione nel passo dovuta alla vicinanza della meta, forse quella serie quasi infinita di verde le fa perdere il senso del tempo per un attimo, fatto sta che la novizia è alle porte del villaggio in men che non si dica, e viene accolta da un gruppetto di uomini che hanno tutta l'aria di essere stati scelti per la loro stazza. Tutti eccetto uno, che sembrerebbe quasi un bambino in mezzo a quella dozzina di omoni se non fosse per la folta barba bianca.
Ah, la Claymore. Perdona il comitato di benvenuto, abbiamo ritenuto una buona idea lasciare le donne e i bambini nelle loro case.
Poco ma sicuro che quella non sia l'unica motivazione, ma come scusa può andare. Il capo villaggio fa un gesto agli altri per farli rilassare, poi uno a Zireael per farsi seguire verso un edificio che dev'essere la sua dimora, anche se non è poi così diverso dagli altri.
Il mio nome è Bert, e sono il capo villaggio. Nel tempo che ti ci è voluto ad arrivare ci sono state una dozzina di vittime, e non intendo dartene la colpa ma spero aiuti a visualizzare quanto disperata è la situazione. Sono a disposizione per qualsiasi cosa, ma per favore, abbiamo bisogno che tu tolga di mezzo questo Yoma alla svelta.
Bert si siede su una poltrona sgualcita, massaggiandosi gli occhi con aria stressata, e attende la reazione della novizia. Finora, nessuna traccia di Yoki, quindi se non altro lui e il suo manipolo di buttafuori sono puliti.
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20-07-2021, 07:53 PM
Messaggio: #6
RE: Il Macellaio di Modigliani [GingerAle]

Sì, è stato decisamente un viaggio piacevole. La pressione esercitata dalla fortezza di Staph si è man mano allentata e la novizia giunge nei pressi della sua destinazione rinfrancata nello spirito e nel corpo. Nonostante ciò resta ben vigile e all'erta. Butta la spada in spalla come se fosse un innocente fagotto, vuole darsi un'aria più rassicurante e amichevole agli occhi di quegli uomini che le fanno da comitato d'accoglienza prima ancora che possa mettere davvero piede nel villaggio.
«Mmmh»
Corruga la fronte accigliandosi nello scrutarli tutti, uno ad uno. Si ferma senza incedere verso di loro, ha notato la loro stazza e l'anzianità di Barba Bianca e potrebbe essere facile provocarli, dopotutto stanno attraversando un momento drammatico. Tutto di lei lascia intendere che ha optato per un approccio diplomatico e pacifico. Non vuole invadere il loro territorio, lei strega dagli occhi d'argento, senza prima aver ricevuto un invito da quello che quantomeno potrebbe rivelarsi il capobranco, perché ce n'è sempre uno. Nel frattempo la sua aria un poco accigliata è dovuta anche alla percezione dello yoki che va a sintonizzarsi sulle tracce lasciate dalle persone che l'accolgono. Non pensa assolutamente che lo yoma possa essere tanto stupido, ma la prudenza non è mai troppa. La sua rapida rassegna di tracce non le porta nulla di allarmante, almeno questi energumeni sono tutti umani fin nel midollo.
Alla spiegazione che le viene fornita solleva la mano destra posandola brevemente sul petto acerbo.
«Zireael.»
Suona come zirèl, con una zeta dolce. Il suo nome scorre musicale come l'acqua in un ruscello, e forse la fanciulla cerca di guadagnarsi ancora un po' di fiducia da quegli omaccioni. Ha sorvolato sulla reale motivazione del benvenuto al testosterone che le è stato approntato.
"Sono preoccupati, è giusto. D'altronde io sono il mostro pagato per uccidere l'altro mostro."
La sua espressione resta assolutamente pacifica dunque e si sofferma più a lungo sul capovillaggio dalla barba bianca. Questi fa cenno di avanzare e lei lo fa, dirigendosi verso la sua dimora. Abbassa la spada ed entra lentamente, gli occhi che si soffermano vagamente sugli interni dell'abitazione, prima di tornare su Bert.
«…»
Fa per aprire bocca ma la rivelazione su quelle ulteriori morti durante il suo viaggio la blocca.
«Capisco perfettamente.»
Commenta poi mantenendo la calma e la lucidità necessarie per dipanare la matassa che le hanno appioppato. Quella notizia però è come un sasso gettato sulla superficie di uno stagno che ne agita le acque.
"Non va bene."
Ma questo disappunto lo tiene per sé, il viso resta composto e velato da una leggera curiosità rivolta al proprio interlocutore.
«Farò tutto il possibile, mastro Bert.»
"Mastro? Ma che cazzo dico? Beh, perlomeno Lazlo sarebbe felicissimo di vedermi così tutta impettita manco avessi una scopa ficcata su per il culo. È che mi dispiace tanto per questa gente. Spero di non crepare, quantomeno. Una dozzina, una fottuta dozzina. Si è dato alla pazza gioia a quanto pare. Fanculo. Io ti meno brutto bastardo."
Infila una ciocca di capelli quasi bianchi dietro un orecchio puntuto.
«I corpi delle vittime - »
Inizia con una calma innaturale dovuta al fatto che cerca di aggrapparsi alla ragione per analizzare tutto senza farsi prendere dall'emozione e dalla sua inesperienza. Talmente ingenua poi che pensava davvero di non trovarsi davanti tutti quei morti? Che tenera.
«- mancavano le interiora? Erano tutti squartati?»
Lo dice con una naturalezza tale, come se parlassero del tempo. Sai mai che magari non li ha mangiati tutti lo yoma e magari erano solo dei poveri cristi sfortunati?
«Dove ha colpito quello che supponiamo sia lo yoma e da quanto tempo sono cominciate queste morti? C'è qualcosa che potete rivelarmi sulle persone uccise? Erano imparentate? Vivevano nella stessa dimora? C'è stato uno schema oppure casualità nella selezione delle vittime? Un momento della giornata in cui il mostro colpisce con più facilità?»
Queste le prime domande che rivolge, ovviamente non a raffica ma adagio, lasciando che l'uomo possa o meno risponderle se possibile. Lei intanto sta in piedi, la spada dietro di sé, non vuole offrirla alla vista dell'uomo mentre parlano.
«Nutrite qualche sospetto su chi potrebbe celarsi dietro queste morti? Avete notato qualcosa di strano?»
Altre domande, a cui darà tutto il tempo al capovillaggio di rispondere sempre se lo vorrà o sarà in grado di farlo.
Stacca gli occhi da lui guardandosi di nuovo attorno e poi torna a posare gli occhi argentei su Bert.
«Chi altro vive con voi, mastro Bert?»
Già che c'è perché non sondare le persone che vivono in quella casa. Lei sa bene che uno yoma è come una serpe cullata in seno, visto che ci è passata. Dopo qualche secondo passa un lampo di scusa negli occhi argentei.
«Perdonate l'invadenza, non voglio mancarvi di rispetto né insinuare nulla di offensivo, ma devo cominciare da qualche parte e ho bisogno di quante più informazioni per trovare la bestia che si cela dietro le vostre perdite.»
Detto questo tace definitivamente. La sua percezione è sempre all'erta e proiettata a carpire qualsiasi traccia possa rivelarsi o non rivelarsi.
"Penso di non aver parlato così tanto in tutta la mia vita, ora scoppio come un rospo troppo molesto."
Che fatica. Però si da virtualmente una pacca sulla spalla per come finge bene di starci bene in mezzo alla gente. Qualcosa a Staph l'ha imparato, vedi Peter.


Citazione:Yoki utilizzato: 0%
Stato fisico: illesa
Stato psicologico: colta alla sprovvista dalle morti nel villaggio / arrabbiata con lo yoma / concentrata sulla risoluzione del caso / determinata
Abilità in Uso: Percezione dello Yoki (Attiva -> comitato d'accoglienza / area dimora di Bert)

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22-07-2021, 02:33 PM
Messaggio: #7
RE: Il Macellaio di Modigliani [GingerAle]
Bert si aspetta la serie di domande ed è sollevato dal fatto che Zireael sembri aver capito che gli anni pesano su di lui almeno quanto le recenti morti. Con la calma che ci si può aspettare da qualcuno in questa situazione, il capo villaggio risponde ai quesiti uno per uno.
Sì, i corpi sono... sono stati tutti trovati privi di interiora. Le ferite erano più, si fa per dire, pulite in certi casi, più violente in altri, ma in generale corrispondevano alle storie. La prima vittima è stata tre settimane fa... ci è voluto un po' perché capissimo con cosa avevamo a che fare, ma poi abbiamo inviato la richiesta il prima possibile. Capisco che ti ci sia voluto del tempo ad arrivare e spero solo che tu riesca a risolvere il problema.
Un lungo sospiro prima di riprendere.
Il villaggio non è molto grande. Le uccisioni sono avvenute perlopiù all'interno - vale a dire, non nei campi - ma non in un'area specifica, almeno per quanto io ne capisca. C'è stato il caso dei due fratelli... e uno di madre e figlio... ma per il resto non mi risultano parentele, e tra madre e figlio sono passate quasi due settimane. Non riesco a pensare a uno schema che risulti in una cosa del genere... ma posso dire che fino alla settimana scorsa gli attacchi erano tutti notturni. Quando sono riuscito a convincere qualcuno a montare una pattuglia, abbiamo passato due giorni di pace... poi un'altra vittima, in pieno giorno.
Bert è chiaramente indispettito dalla cosa, oltre che addolorato. Sperava di aver risolto la situazione, ma evidentemente non è stato così.
Sinceramente non saprei chi sospettare... un po' per il fatto che non esco spesso di casa, e un po' perché puntare dita non è il mio forte. So che a volte serve una mano ferma, ma... le mie non sono più quelle del taglialegna, diciamo.
Il capo villaggio si concede una risata cupa mentre mostra una mano tremante.
Capisco, capisco... io non ho famiglia, perciò l'unica persona che vive con me è Greta, la mia assistente. A volte ho bisogno di un appoggio, e lei è sempre gentile. Dovresti trovarla in cucina, o se preferisci posso chiamarla qui.


Citazione:Piccola pignoleria: "poveri cristi" non è esattamente un'espressione adeguata all'ambientazione. Niente di grave, ma ci tenevo a precisarlo. A parte quello, sentiti libera di interrogare Greta o di lasciare la casa di Bert, stai solo attenta a non prenderti troppe libertà con le descrizioni. Se hai dubbi, manda pure un MP a Ufizu. Grazie.
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22-07-2021, 04:21 PM
Messaggio: #8
RE: Il Macellaio di Modigliani [GingerAle]

Continua a osservare Bert con la sua aria tranquilla, cerca anche di sembrare un po' più umana a livello emotivo e non troppo distaccata, come se per lei contasse solamente dare un guadagno e lustro all'Organizzazione oltre che a sé stessa (beh, certo in parte è anche così, ma c'è una partecipazione emotiva da parte della novizia). La cosa non le viene difficile perché quell'uomo le fa davvero compassione, e così pure è sinceramente dispiaciuta per le morti nel villaggio.
Non interrompe mai, continua a tenere la spada appoggiata a terra dietro di sé, con la mano sinistra avvolta attorno all'impugnatura. Il suo corpo esile fasciato nella divisa semplicissima da non graduata mostra chiaramente i segni della transizione a mezza yoma, cioè esile ma guarnito da una bella sfilza di muscoli, seppure meno evidenti rispetto ad altre colleghe. Spera tanto che questo ad esempio non scoraggi Bert. È anche per tale motivo che sta cercando di tenersi salda e decisa, per infondere più fiducia nel "cliente".
«Sono davvero dispiaciuta, mastro Bert. Più che cercare di fare il possibile vi prometto invece che stanerò il mostro e vi porterò la sua testa. Ci riuscirò, signore.»
Non sorride però una luce più mite nel suo sguardo dovrebbe confermare all'uomo che lo sta dicendo sul serio, è una promessa la sua, dettata dai propri sentimenti oltre che per obbligo professionale.
«Quindi lo yoma ha consolidato la sua permanenza tra voi, si è fatto più audace tanto da colpire in pieno giorno. Ha preso il posto di qualcuno che vive, mangia e dorme tra voi. Potrebbe essere il vostro vicino, un vostro amico.»
Cerca di preparare l'uomo a questa eventualità, come a scusarsi se dovrà dare la caccia a qualcosa che ha le sembianze di qualche affetto del capovillaggio o semplicemente di un membro della sua comunità.
«Capisco anche il vostro dispiacere, siete il capo di questo villaggio e alla vostra saggezza è assicurata la sicurezza di queste persone, ma non c'è nulla di cui biasimarvi perché si tratta di qualcosa al di là delle vostre forze. Per questo ci sono io. Avete fatto bene ad avvisarci subito.»
Tenta di consolarlo come può.
«Sto pensando a quale strategia adottare per scovare al più presto questo flagello.»
"Che diamine. Mangia tanto e anche più spesso di quanto mi aspettassi. Non ho molto tempo prima che colpisca di nuovo… potrebbe farlo in qualsiasi momento, anzi."
Adesso mette anche l'altra mano attorno all'impugnatura della spada, ci si appoggia leggermente.
"Potrei per cominciare visitare il villaggio, se c'è qualcosa di strano lo avvertirò. È inevitabile, per lui."
Sposta il peso del corpo da un piede all'altro e sospira.
«In ogni caso, dato che avete radunato gli uomini più forti per accogliermi, lo yoma saprà del mio arrivo, quasi sicuramente. Quindi non credo sia possibile coglierlo di sorpresa, per ora.»
Prosegue, fissando per un attimo il soffitto mentre continua a pensare.
«Servirebbe un espediente per farlo uscire allo scoperto, ma questo nel caso in cui non riesca a seguire le sue tracce. In ogni caso, avrei il vostro appoggio qualora fosse necessario? Non ho intenzione di mettere in pericolo gli abitanti del villaggio, ma è solo per avvertirvi che qualunque richiesta vi faccia sarebbe unicamente per riportare in sicurezza la comunità.»
Conclude, sempre pacata nel tono. Preferisce prospettare tutte le possibili eventualità al capovillaggio fin da subito.
«Sì, avrei piacere di vedere la vostra assistente, dopodiché andrò a caccia.»
Gli conferma poi, annuendo una volta.
«Se permettete dunque, andrei un attimino in cucina.»
La cucina. Cerca di scacciare quell'ombra che le offusca la mente per un attimo. Le pare di vederla anche ora, la sua balia o quella che era la sua balia, attripparsi di interiora.
Lascerebbe un attimo Bert per affacciarsi sulla soglia della cucina, la spada bassa tenuta nella mano sinistra, gli occhi argentei che vagano alla ricerca di Greta. Busserebbe con le nocche su una parete o su una porta nel caso fosse aperta o chiusa, insomma andrebbe ad avvisare chi è in cucina della sua presenza.
«Greta? Mi chiamo Zireael. Scusate il disturbo, saprete già chi sono e perché sono qui. Vorrei solamente sapere se come mastro Bert non avete notato nulla di strano negli abitanti del villaggio, se conoscevate qualcuna delle vittime, se avete insomma qualcosa che ritenete importante da segnalarmi.»
Andrebbe a rivolgerle parola qualora non fosse preceduta da Greta o interrotta. Pausa.
«Mh e già che ci sono, potrei avere un mantello leggero se possibile, con un ampio cappuccio? Ve lo renderò quando avrò finito.»
"Potrebbe evitare di creare subito agitazione nelle persone intorno a me se giro per il villaggio, preferisco tenere la acque chete, almeno in superficie. Certo alla lunga mi riconoscerebbero, ma perché non rendermi meno appariscente almeno di primo acchito?"
Anche con lei il tono cerca di essere amichevole e tranquillo. Non entrerebbe del tutto nella cucina, sia per far capire che non si tratterrà in quella casa ancora per molto sia per consentire a Bert di udire cosa si dicono lei e Greta e un po' per non intimorire la donna. In tutto questo mantiene all'attivo la sua percezione focalizzandosi su Greta automaticamente, per forza di cose. Non resta perciò che concludere questa ultima formalità con l'assistente e uscire non appena potrà.

Citazione:Yoki utilizzato: 0%
Stato fisico: illesa
Stato psicologico: emotivamente partecipe con il dispiacere di Bert / concentrata
Abilità in Uso: Percezione dello Yoki (Attiva -> Greta)

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23-07-2021, 02:50 PM
Messaggio: #9
RE: Il Macellaio di Modigliani [GingerAle]
Bert annuisce solennemente alla promessa e all'avvertimento di Zireael.
Ti ringrazio e... capisco perfettamente. C'erano brave persone tra le vittime... voglio dire, erano tutte brave persone, ma alcune più vicine a me di altre. Perdere un conoscente per salvarne altri non è piacevole, ma temo sia inevitabile a questo punto.
Un profondo sospiro mentre segue il ragionamento ad alta voce della ragazza, poi un cenno di assenso.
Farò il possibile per aiutarti, naturalmente. Se hai bisogno, mi troverai qui.
Il capo villaggio congeda la novizia con un gesto e un ringraziamento, lasciandola andare in cucina. Greta - che non emana la minima traccia di Yoki, con probabile sollievo di Zireael - è una donna in carne di mezz'età, che nonostante la sorpresa iniziale si rivolge alla ragazza con un sorriso.
Oh, benvenuta! Ehm... qualcosa di strano? Non proprio... insomma, io non sono una tanto da pettegolezzi, ma c'è sicuramente stato un aumento di clienti alla locanda da quando... è cominciata questa situazione. Vediamo... Jennifer è più preoccupata di altri, ma in fondo è normale quando sei incinta... Simir ha fatto tardi con le consegne ultimamente, credo che abbia paura a uscire prima dell'alba. Oh, e Zan... ha preso molto male la morte di sua moglie, temo. Ma niente di così strano, la situazione pesa su tutti....
La domestica fa una pausa e si stringe nelle spalle, pulendosi le mani con un panno.
Il villaggio non è grande, ci si conosce un po' tutti. Non so bene cosa segnalarti, insomma ci sono risse ogni tanto ma così tante vittime... non credo che nessuno avesse un motivo per ammazzarle, a parte mangiare. E purtroppo io non so riconoscerli con un'occhiata, gli Yoma.
Una risata per allentare un po' la tensione, e la donna annuisce alla richiesta.
Certo, certo. Un momento.
Sparisce in un'altra stanza e poco dopo fornisce un mantello con cappuccio, un po' corto ma fortunatamente della taglia giusta per la novizia. Greta si offre di aiutarla a indossarlo, e poi le rifila una pacca sulla spalla degna di un taglialegna.
Fagliela vedere, eh?
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23-07-2021, 03:54 PM
Messaggio: #10
RE: Il Macellaio di Modigliani [GingerAle]

Greta viene passata al setaccio dalla percezione della strega dagli occhi d'argento, la quale per il momento può essere certa che in quella casa non vi sia alcuna traccia di yoma. Puntigliosa, forse troppo, un lato di sé che sta scoprendo proprio in questo momento, visto che di missioni non ne ha mai affrontate. Ma è qualcosa, la certezza assoluta, che le garantisce quella consapevolezza di controllo su tutto o … quasi, almeno lei si illude che sia così. Il controllo. Con il caos non si scherza perché rende le cose difficili e soprattutto pericolose.
Sono tanti pensieri quelli che le attraversano la mente in quei brevi attimi in cui Greta le parla e sembra anche non temerla troppo come alcune persone che ha incontrato lungo il cammino. La novizia decide che di Bert e Greta può fidarsi e accenna all'ombra di un sorriso in direzione di quella che le ricorda:
«Marie-»
La sua balia. Ma non è lei, ovviamente. Ci resta un po' a fissarla, imbambolata e persa nei propri incubi traumatici, ricordi oscuri di un'infanzia tragicamente interrotta. Poi scrolla la testa, la treccia che oscilla sulla schiena. Ascolta tutto dall'inizio alla fine annuendo di tanto in tanto.
«Volevo dire, grazie Greta, per tutto.»
Intanto quella le ha messo pure il mantello addosso.
"Wow, così sembro pure graduata! Mi piacciono i mantelli delle numerate."
Un attimo di rivalsa sul suo essere ancora una piccola guerriera ingenua e inesperta.
«Può andare, sì!»
Fa una prova abbassando la spada che essendo di grandi dimensioni spunterà un pochino da sotto, ma di certo non si illude di camuffarsi per lungo tempo, solo per evitare che venga additata immediatamente qualora voglia fare le sue indagini tranquilla, visto che la spada non può ancora inserirla nell'apposita sezione sulla schiena.
«Ci vediam- ahm!»
Si piglia la pacca di Greta e siccome non se l'aspetta le si mozza il fiato, non la tocca nessuno da un bel po', eccetto per allenamenti durissimi e angherie degli adepti di Staph. Solleva la mano destra accompagnando il saluto e si affaccia di nuovo nella sala dove ha lasciato Bert.
«Tornerò presto. Nel frattempo state al sicuro, attendete il mio ritorno.»
Spera proprio che ci sia un suo ritorno. Deglutisce avviandosi un po' rigida verso l'ingresso e qualora non venisse ulteriormente trattenuta si avventurerebbe fuori in strada. Prima di varcare la soglia solleverebbe il cappuccio del mantello a coprire i segni inconfondibili del suo essere una novizia dell'Organizzazione, ovvero i lunghi capelli quasi bianchi e gli occhi argentei, appena appena ombreggiati dalla falda dell'indumento ma facilmente riconoscibili qualora la si fermasse e ci si ponesse a distanza ravvicinata. La spada viene tenuta su in fianco, il braccio un poco piegato per impedire alla lama di fuoriuscire troppo, mentre i lembi dell'indumento vengono chiusi sulla divisa candida.
"Cominciamo."
Un lungo sospiro e chiuderebbe la porta dietro di sé, per prendere la via verso la locanda, andrà alla ricerca di quell'edificio sospinta dal fatto che vi sono riunite molte persone e quindi il suo primo obbiettivo è quello di fare una ricerca a tappeto su qualche traccia invisibile e impercettibile soprattutto ai più, ma si spera non per lei. Si limita quindi per ora, qualora non trovasse ostacoli sulla via, a cercare la presenza di questo edificio e a restarsene fuori in un primo momento, alla ricerca di tracce di yoma o qualunque cosa possa insospettirla.
"La locanda è molto popolata, potrebbe essere una tentazione per una bestia molto affamata. Fare un tentativo non nuoce."
Questo quello che per il momento è un proposito della novizia.
Per quanto riguarda la percezione ha abbandonato il bersaglio preciso di poc'anzi ovvero Bert e la sua assistente, dunque viene naturalmente mantenuta a livello passivo nel raggio massimo che le è consentito dalla propria sensibilità, attorno a sé, senza precludersi alcuna direzione da cui possa arrivare (come no) una traccia.
Camminerebbe a passo deciso, non eccessivamente rapido, ma ha fretta, questo sì. Solo che non può permettersi un'analisi frettolosa della situazione e della ricerca di una scia.
"Sarà come andare a pesca, no? Devo avere pazienza."
Solo che lei a pesca non ci è mai andata e uno Yoma non è un merluzzo, quindi non sa manco lei se ci ha preso con quel paragone.

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25-07-2021, 09:21 PM
Messaggio: #11
RE: Il Macellaio di Modigliani [GingerAle]
Con un cenno d'assenso di Greta, la novizia inizia dunque la sua ricerca dalla locanda, probabilmente il posto più visitato del villaggio. In effetti, può vedere alcune persone entrare e uscire mentre si avvicina, e c'è abbastanza brusio da far pensare che all'interno ci sia almeno una dozzina di abitanti. L'edificio è grande, a due piani e con tanto di insegna, non lontano dalla casa del capo villaggio. Sicuramente un posto ideale per far chiasso, e forse per cercare prede se sei uno Yoma. Questo è il ragionamento che porta Zireael ad avvicinarsi in cerca di tracce, e... si rivela abbastanza corretto: i suoi sensi colgono qualcosa, ma è flebile, appena presente. Certo non uno Yoma, ma... uno Yoki residuo, che suggerisce il passaggio di una di quelle creature. Ore, forse giorni fa. Purtroppo la traccia si perde poco oltre la porta, non lasciandole molti indizi su dove possa essere andato il mostro, ma forse questa conferma le basterà. Finora nessuno l'ha notata, forse grazie al suo nuovo mantello, perciò la ragazza è libera di muoversi per Modigliani come preferisce.
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26-07-2021, 11:10 AM
Messaggio: #12
RE: Il Macellaio di Modigliani [GingerAle]

Il passo non è rapidissimo perché non vuole essere colta alla sprovvista da qualsivoglia indizio utile che i propri sensi carpiranno. Non perde troppo tempo ad osservare eventuali passanti, tenendo gli occhi bassi sul selciato ed alzandoli quel tanto che basta per vedere dove sta andando e se ci sono pericoli in vista. C'è un misto di timore che ogni tanto l'eccitazione febbrile da cacciatrice addestrata qual è cerca di far affondare nelle profondità del suo animo.
"È giusto avere paura, mi impedirà di fare scelte troppo avventate. Ma non deve ostacolarmi nella caccia."
Questo il mantra che si ripete nella sua testa. Intanto la via scorre attorno a lei e così ha modo di conoscere meglio quel villaggio, Modigliani. La sua impressione è che tutte quelle morti abbiano reso il brusio delle voci meno baldanzoso, come se quel velo di morte rendesse tutto più offuscato, ovattato. Hanno tutti paura, lei compresa.
"Però ho una spada e le mie abilità da combattente. Sono meno vulnerabile di queste persone. E contano su di me. Se morissi che fine farebbero? Non posso deluderli, men che meno me stessa. Però … non sono mai stata responsabile di nessuno, è un gran peso. Ma tutto questo mi spaventa solo perché è … nuovo. Non ho mai vissuto una situazione simile, dovrò solo abituarmi a questo ulteriore capitolo della mia vita. Lo hanno fatto tutte prime di me, perché non dovrei riuscirci? Sono arrivata fino a qui, vuol dire che sono più forte di quelle che sono cadute, prima di giungere a questo."
Tutta questa sfilza di pensieri alla fine riesce a quietare le proprie insicurezze, assieme al fatto che davanti a lei comincia a profilarsi un edificio con una bella insegna inconfondibile, la taverna. Ben prima che lei si avvicini ulteriormente però c'è qualcosa che solletica i suoi sensi, oltre al vociare della gente all'interno, forse almeno una dozzina di persone.
"Yoki!"
Rallenta il passo ancora di più leggermente eccitata, lo sguardo argento che percorre la facciata della taverna, soffermandosi sulla porta, le finestre del piano terra e poi quelle dei piani superiori. Fa ancora altri passi nel tentativo di percepire meglio quella traccia. La percezione di yoki, stimolata da quella piccola traccia si focalizza su di essa
"È… una traccia residua, dannazione. Potrebbe essere passato di qui da un bel pezzo. Ore, giorni...chissà."
Guarda la porta adesso, perché le pare che quella traccia di yoki si perda proprio lì vicino.
«Mmmh»
Rimane a pensarci qualche secondo, mentre si fa di lato, evitando di ingombrare il centro della strada e soprattutto la porta della taverna.
"Potrei controllare se vi sono altre tracce intorno all'edificio, per cominciare."
Questa le sembra la cosa più urgente da fare, per il momento, così cercherebbe di perlustrare il perimetro esterno dell'edificio, girandoci attorno qualora possibile, se non vi fossero ostacoli o edifici attaccati, alla ricerca di ulteriori tracce che possano indirizzarla verso una direzione. Nel farlo getterebbe lunghe occhiate alle vie limitrofe, nel tentativo di figurarsi quanto sia facile muoversi attorno alla taverna sia di giorno che di notte. Cerca di farsi dei punti di riferimento da ricordare per spostarsi più rapidamente nel villaggio, quindi sarebbero occhiate volte a controllare anche la presenza di altre attività lì nei dintorni, qualunque cosa di rilevante.


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Stato psicologico: sta provando ad approcciarsi in modo razionale alle proprie insicurezze e responsabilità / eccitata dalla traccia di yoki appena carpita
Abilità in Uso: Percezione dello Yoki (Attiva -> traccia di yoki / perimetro taverna)

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