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QUEST E' l'ora di bullarsi [Autogestita - Vick_Svarta_Blixten]
25-12-2015, 03:23 AM
Messaggio: #3
RE: E' l'ora di bullarsi [Autogestita - Vick_Svarta_Blixten]
La battaglia è finalmente cominciata...
Finirà?...

Parlato L'altra Gaia


Uno spettatore sarebbe rimasto alquanto deluso da ciò che stava succedendo in quel momento, in quel posto. L'occhio umano non avrebbe di certo colto i movimenti delle due entità che si stavano confrontando ad incredibile velocità, ma qualsiasi orecchio avrebbe sofferto per quelle che sembravano piccole esplosioni, strindenti, come il suono di un martello contro un'incudine, solo molto maggiore.

Le due "guerriere" scattavano, paravano l'attacco o il contrattacco dell'altra, indietreggiavano e scattavano nuovamente, tutto a velocità altissima. L'immobilità dell'ambiente circostante rendeva il tutto ancora più strano, niente polvere, niente sassolini che vibravano per via dei potenti colpi, niente di niente, solo rumori improvvisi e assordanti.

Maledizione.

Gaia attaccava, si difendeva, contrattaccava e si difendeva freneticamente. Sapeva di non potersi permettere la minima disattenzione. Era conscia che lei e quell'altra erano dannatamente e fastidiosamente alla pari, quindi quel combattimento, seppur mentale, sarebbe mai finito? E se avesse perso, cosa sarebbe successo?

Nemmeno il tempo di pensare ad una risposta, che si ritrovò quel viso così simile al suo vicino alla faccia, seguito subito dopo da un colpo di spada che, seppur intercettato a malapena dalla sua spada, le squassò dolorosamente la spalla destra e la mandò a volare per qualche metro, anche se atterrò elegantemente in piedi. Fu subito pronta a difendersi nuovamente, ma non servì; l'altra era immobile, nello stesso punto dove l'aveva appena colpita. Stava sorridendo e alzò un sopracciglio come per schernirla, prima di cominciare a parlare.

Sei in difficoltà? Ma come, mia medesima, davi tanta aria alla bocca fino a poco fa e ora non dici nulla?

Fu quasi impercettibile il tic di rabbia che mosse l'occhio destro della guerriera piumata, ma eloquente fu il basso ringhio che provenne dalla sua gola. Era evidente che la sua copia abbronzata volesse provocarla e Gaia sapeva di non dover cedere a sciocche provocazioni; eppure, voleva farlo. E lo fece.

Scattò e attaccò frontalmente, apparentemente senza una strategia. Sicuramente l'avversaria sperava in ciò, quindi avrebbe parato il colpo per poi contrattaccare duramente; questo è ciò che avrebbe fatto anche Gaia in effetti. Per l'appunto, il fendente della guerriera piumata venne intercettato dalla lama dell'avversaria, che con abilità e destrezza, cominciò a far scivolare la lama di Gaia a lato, cosa che avrebbe favorito un contrattacco probabilmente fatale.

Fortuna che so come pensi.

Gaia aveva ovviamente immaginato che le cose si sarebbero sviluppate in quel modo, quindi lasciò andare la propria spada all'improvviso, cosa che per un istante sbilanciò leggermente l'avversaria e, dopo aver chiuso a pugno la mano destra, fece passare tra le braccia della sua copia un montante che la raggiunse in pieno mento.

Hah! Hai vis...!?

La guerriera piumata non riuscì a finire la frase. L'avversaria aveva sì accusato in pieno il duro colpo, ma mentre veniva sbalzata verso l'alto, aveva colpito Gaia in pieno stomaco col proprio ginocchio, cosa che le aveva svuotato completamente i polmoni di tutta l'aria, facendola poi volare a terra poco più indietro.

Puah!

Gaia si alzò immediatamente e cercò con lo sguardo la propria spada. Non la vide da nessuna parte, finché non si accorse di averla in mano. Non ricordava di averla afferrata nuovamente, com'era possibile ciò? Guardò verso la sua avversaria, che si stava rialzando a sua volta, disarmata, visibilmente dolorante e arrabbiata. In un istante, la spada riapparve nella sua mano destra, così velocemente che sembrava ci fosse sempre stata; che fosse successo così anche con lei?

Ooooh, che succede? Non sorridi più? I denti li hai ancora tutti?

Gaia era osservò con crudele divertimento l'espressione sempre più arrabbiata della sua avversaria e si rimise in guardia, pronta a ricominciare a danzare. La sua copia respirò profondamente, quindi si costrinse a sorridere e parlò con tono apparentemente tranquillo.

Bel colpo, lo ammetto. Non sarai nuovamente così fortunata, mia medesima. Continuiamo?

La guerriera piumata sorrise determinata e si preparò a scattare.

Non chiedo di meglio!

Entrambe le guerriere scomparvero. Avevano ricominciato a danzare ad altissima velocità, scambiandosi colpi, parate, contrattacchi, fendenti... Nessuna delle due riusciva ad andare in vantaggio sull'altra. Dopo svariati minuti, che a Gaia sembrarono un'eternità, le due guerriere si fermarono per qualche secondo, col respiro affannoso. Entrambe presentavano svariati piccoli tagli su tutto il corpo, ma non usciva sangue da nessuno di questi; niente di nuovo, anche se il dolore pare "reale".

Con un grugnito, la guerriera piumata attaccò nuovamente, con violenza. Non combatteva come le avrebbe insegnato qualsiasi maestro di scherma, non saggiava con cautela, non stimava il terreno, non valutava attentamente. Non poteva dare alla sua avversaria tempo per pensare e non aveva bisogno di saggiare la forza del suo nemico; era pari a lei in tutto, la peggior sfida che potesse avere.

Gaia quindi permise solo all'istinto di guidarla. Non l'istinto animale, quello che l'aveva guidata tante volte, ma l'istinto della combattente, quello che si crea dopo anni di scherma e battaglie, dopo allenamenti estenuanti e combattimenti contro svariati Yoma. Ruotò in una sequenza di attacchi che procedevano come torrenti che confluivano in un fiume più grande. Purtroppo per lei, la sua avversaria combatteva esattamente allo stesso modo.

Sei... brava... disse l'altra Gaia con un grugnito, indietreggiando davanti ad un fendente della guerriera piumata, che le lasciò un taglio sul mento. La spada di Gaia guizzò nell'aria, riflettendo la luce immobile delle fiamme di quel falò davanti al quale doveva essersi addormentata. L'altra Gaia schivò e rispose con un fendente verticale, che Gaia anticipò, costrastandola. Ricevette un graffio lungo il fianco, ma lo ignorò. Lo scambio però la fece indietreggiare di un passo e diede all'avversaria l'opportunità di vibrare un calcio all'indirizzo della gamba sinistra di Gaia, che riuscì a schivarlo a malapena.

Con questo scambio, le due entità si allontanarono con un saltello, andando a trovarsi ad una decina di metri l'una dall'altra. Gaia sosprirò, guardando in quegli occhi così simili ai suoi e trovandovi pensieri equivalenti; anche lei si stava stufando.

Finiamola disse la guerriera piumata, mettendosi in posizione.

Pensavo la stessa cosa replicò l'altra, mettendosi nella stessa posizione.

Avrebbero utilizzato entrambe La Tempesta del Fulmine Rosso. Come sarebbe finita?

Entrambe sorrisero, entrambe chiusero gli occhi. Entrambe li riaprirono allo stesso momento ed entrambe scomparverò con un sonoro boato.


~ Continua...
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RE: E' l'ora di bullarsi [Autogestita - Vick_Svarta_Blixten] - Vick_Svarta_Blixten - 25-12-2015 03:23 AM

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