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		<title><![CDATA[ClaymoreGDR Forum - Gioco di Ruolo di CLAYMORE - TERRE DEL NORD]]></title>
		<link>https://www.claymoregdr.org/</link>
		<description><![CDATA[ClaymoreGDR Forum - Gioco di Ruolo di CLAYMORE - https://www.claymoregdr.org]]></description>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 13:12:19 +0000</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Ritorno a Casa [Autogestita - Nardo]]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-Ritorno-a-Casa-Autogestita-Nardo</link>
			<pubDate>Mon, 05 Feb 2018 20:46:01 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-Ritorno-a-Casa-Autogestita-Nardo</guid>
			<description><![CDATA[<span style="color: #000000;"><img src="http://i46.tinypic.com/yp10m.jpg" border="0" alt="[Immagine: yp10m.jpg]" /><br />
[<span style="font-style: italic;">-Pensato-</span>]	[<span style="font-weight: bold;">Parlato</span>]	[<span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: bold;">Parlato da altri</span></span>]<br />
<br />
Il messaggero dell’Organizzazione raggiunse Seayne pochi giorni dopo che la guerriera albina era tornata al suo rifugio montano nelle Terre Centrali. Non recava con sé notizie di Caterina o di Stephan ma, comunque, ciò che le comunicò suscitò in lei una forte emozione:<br />
<br />
<span style="font-style: italic;">-Promossa a Numero 11… Nuovo territorio di competenza: Pieta, nelle Terre del Nord. Finalmente… Torno a casa!-</span><br />
<br />
Era da quando l’Organizzazione aveva schierato nuovamente le sue guerriere sul campo che Seayne covava in sé la speranza di riuscire ad ottenere il Numero 11, non tanto per il rango, cosa della quale le importava poco o nulla, non dipendendo la cosa da lei, quanto per ottenere quel determinato territorio da pattugliare.<br />
Così, lieta per lo sviluppo inatteso della situazione, in breve raccolse le sue cose e, dopo aver inciso con il pomo acuminato della sua claymore, su una parete della sua spelonca la scritta:<br />
<br />
<div style="text-align: center;"><span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">Edoras… Monti Bianchi</span></span></div>
<br />
come indizio se qualcuno fosse venuto a cercarla, in una bella mattinata soleggiata Seayne si mise in cammino verso le Terre del Nord, verso il villaggio nel quale aveva trascorso i primi anni della sua vita, prima che lo stesso venisse devastato da un’orda di yoma, che vennero sì uccisi da una coppia di guerriere esperte ma giunte troppo tardi per salvare gli abitanti. Per quanto ne sapeva Seayne, era l’unica sopravvissuta di quella strage, che segnò la fine della sua vita come essere umano e l’inizio di quella come mezza demone:<br />
<br />
<span style="font-style: italic;">-Chissà cosa troverò… quando arriverò a Edoras.-</span><br />
<br />
Realisticamente, Seayne non si aspettava molto. L’ultima immagine che ricordava del suo villaggio era un’immagine di devastazione e morte. Non c’era motivo di credere che adesso, dopo dieci lunghi anni, la situazione fosse migliorata, semmai il contrario. Comunque, la guerriera albina non si perse d’animo: camminò per giorni, mangiando e riposando lo stretto necessario ignorando, com’era oramai solita fare, i viandanti che la scansavano e rispondendo con un cenno del capo a coloro che le rivolgevano un saluto. Non aveva bisogno di chiedere indicazioni, conosceva benissimo la strada e quindi decise di non fermarsi nei centri abitati o in qualche locanda che era stata eretta lungo la strada: non intendeva disturbare coloro che potevano rimanere beatamente ignari del suo passaggio.<br />
Tuttavia, una volta varcato l’ideale confine delle Terre del Nord, la nuova Numero 11 si concesse una deviazione: c’era qualcuno che voleva andare a trovare e la cosa avrebbe richiesto solo mezza giornata di cammino in più. Così, dopo un altro giorno di marcia, Seayne giunse in vista del villaggio di Lore e là si fermò, accampandosi in mezzo al bosco nell’attesa che facesse buio.<br />
<br />
<span style="font-style: italic;">-Potrei recarmi in paese per vedere come sta il prete ma… non ne ho voglia! Lui non c’entra ma dopo le ultime settimane ne ho abbastanza del clero di Rabona… forse passerò a trovarlo un altro giorno.-</span><br />
<br />
Scese le tenebre, badando a non farsi scorgere, Seayne oltrepassò Lore e si avviò sulle pendici dei monti vicini, fino a inoltrarsi su un sentiero ben preciso e raggiungere in poco tempo il luogo dove aveva seppellito il corpo di Saphelia, la sua prima Caposquadra. Seayne notò con sollievo che la claymore che segnava il luogo di sepoltura della sua compagna era sempre lì, conficcata al suo posto anche se leggermente ricoperta dalla polvere portata dal vento e dalle intemperie; il tumulo stesso era oramai ricoperto d’erba, segni che nessuno era venuto a disturbare l’eterno riposo della guerriera.<br />
Una lacrima solcò la guancia destra di Seayne: <br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Ciao Saphelia… Vedi? Sono tornata… Adesso sono di pattuglia in queste terre e ti prometto che verrò a trovarti più spesso. Spero… spero tanto che tu e Alicia stiate meglio là dove siete, a danzare in cielo attorno alla Grande stella del Nord assieme alle altre stelle e mi auguro che nessuno venga a disturbare il vostro sonno…</span><br />
<br />
Il ricordo delle Guerriere Dimenticate le era infatti tornato in mente. A Seayne mancavano molto Saphelia e Alicia, le prime e uniche vere amiche che aveva mai avuto tra le guerriere e sperava con tutta se stessa che nessuno ne profanasse i corpi per trasformarli in delle immagini distorte di quelle che erano state un tempo, dotandole di una effimera scintilla di vita… se si poteva definire vita il destino di una Dimenticata.<br />
Seayne si inginocchiò e, con la testa china, le mani giunte e gli occhi chiusi mormorò una preghiera per l’anima delle amiche, poi si rialzò, preparandosi a ripartire:<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Ora devo andare Saphelia. Se tutto va come penso, avrò molto da fare una volta tornata a casa. Ma tornerò a trovarti appena posso…. Tu e Alicia intanto vegliate su di me, d’accordo?</span><br />
<br />
E, dopo aver usato un brandello di una sua vecchia uniforme a mo’ di straccio per ripulire il più possibile la claymore della sua prima Caposquadra, in modo tale che si notasse almeno il simbolo inciso, Seayne si rimise in cammino.<br />
<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite><span style="font-weight: bold;">Yoki Utilizzato:</span> 0% - <span style="font-weight: bold;">Punti Limite:</span> 0/35<br />
<span style="font-weight: bold;">Stato Fisico:</span> Ottimale.<br />
<span style="font-weight: bold;">Stato Psicologico:</span> Felice per la sua nuova destinazione alla quale desidera arrivale al più presto. Si commuove davanti alla tomba di Saphelia.<br />
<span style="font-weight: bold;">Abilità Utilizzate:</span> Percezione dello Yoki (Passiva).</blockquote>
</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="color: #000000;"><img src="http://i46.tinypic.com/yp10m.jpg" border="0" alt="[Immagine: yp10m.jpg]" /><br />
[<span style="font-style: italic;">-Pensato-</span>]	[<span style="font-weight: bold;">Parlato</span>]	[<span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: bold;">Parlato da altri</span></span>]<br />
<br />
Il messaggero dell’Organizzazione raggiunse Seayne pochi giorni dopo che la guerriera albina era tornata al suo rifugio montano nelle Terre Centrali. Non recava con sé notizie di Caterina o di Stephan ma, comunque, ciò che le comunicò suscitò in lei una forte emozione:<br />
<br />
<span style="font-style: italic;">-Promossa a Numero 11… Nuovo territorio di competenza: Pieta, nelle Terre del Nord. Finalmente… Torno a casa!-</span><br />
<br />
Era da quando l’Organizzazione aveva schierato nuovamente le sue guerriere sul campo che Seayne covava in sé la speranza di riuscire ad ottenere il Numero 11, non tanto per il rango, cosa della quale le importava poco o nulla, non dipendendo la cosa da lei, quanto per ottenere quel determinato territorio da pattugliare.<br />
Così, lieta per lo sviluppo inatteso della situazione, in breve raccolse le sue cose e, dopo aver inciso con il pomo acuminato della sua claymore, su una parete della sua spelonca la scritta:<br />
<br />
<div style="text-align: center;"><span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">Edoras… Monti Bianchi</span></span></div>
<br />
come indizio se qualcuno fosse venuto a cercarla, in una bella mattinata soleggiata Seayne si mise in cammino verso le Terre del Nord, verso il villaggio nel quale aveva trascorso i primi anni della sua vita, prima che lo stesso venisse devastato da un’orda di yoma, che vennero sì uccisi da una coppia di guerriere esperte ma giunte troppo tardi per salvare gli abitanti. Per quanto ne sapeva Seayne, era l’unica sopravvissuta di quella strage, che segnò la fine della sua vita come essere umano e l’inizio di quella come mezza demone:<br />
<br />
<span style="font-style: italic;">-Chissà cosa troverò… quando arriverò a Edoras.-</span><br />
<br />
Realisticamente, Seayne non si aspettava molto. L’ultima immagine che ricordava del suo villaggio era un’immagine di devastazione e morte. Non c’era motivo di credere che adesso, dopo dieci lunghi anni, la situazione fosse migliorata, semmai il contrario. Comunque, la guerriera albina non si perse d’animo: camminò per giorni, mangiando e riposando lo stretto necessario ignorando, com’era oramai solita fare, i viandanti che la scansavano e rispondendo con un cenno del capo a coloro che le rivolgevano un saluto. Non aveva bisogno di chiedere indicazioni, conosceva benissimo la strada e quindi decise di non fermarsi nei centri abitati o in qualche locanda che era stata eretta lungo la strada: non intendeva disturbare coloro che potevano rimanere beatamente ignari del suo passaggio.<br />
Tuttavia, una volta varcato l’ideale confine delle Terre del Nord, la nuova Numero 11 si concesse una deviazione: c’era qualcuno che voleva andare a trovare e la cosa avrebbe richiesto solo mezza giornata di cammino in più. Così, dopo un altro giorno di marcia, Seayne giunse in vista del villaggio di Lore e là si fermò, accampandosi in mezzo al bosco nell’attesa che facesse buio.<br />
<br />
<span style="font-style: italic;">-Potrei recarmi in paese per vedere come sta il prete ma… non ne ho voglia! Lui non c’entra ma dopo le ultime settimane ne ho abbastanza del clero di Rabona… forse passerò a trovarlo un altro giorno.-</span><br />
<br />
Scese le tenebre, badando a non farsi scorgere, Seayne oltrepassò Lore e si avviò sulle pendici dei monti vicini, fino a inoltrarsi su un sentiero ben preciso e raggiungere in poco tempo il luogo dove aveva seppellito il corpo di Saphelia, la sua prima Caposquadra. Seayne notò con sollievo che la claymore che segnava il luogo di sepoltura della sua compagna era sempre lì, conficcata al suo posto anche se leggermente ricoperta dalla polvere portata dal vento e dalle intemperie; il tumulo stesso era oramai ricoperto d’erba, segni che nessuno era venuto a disturbare l’eterno riposo della guerriera.<br />
Una lacrima solcò la guancia destra di Seayne: <br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Ciao Saphelia… Vedi? Sono tornata… Adesso sono di pattuglia in queste terre e ti prometto che verrò a trovarti più spesso. Spero… spero tanto che tu e Alicia stiate meglio là dove siete, a danzare in cielo attorno alla Grande stella del Nord assieme alle altre stelle e mi auguro che nessuno venga a disturbare il vostro sonno…</span><br />
<br />
Il ricordo delle Guerriere Dimenticate le era infatti tornato in mente. A Seayne mancavano molto Saphelia e Alicia, le prime e uniche vere amiche che aveva mai avuto tra le guerriere e sperava con tutta se stessa che nessuno ne profanasse i corpi per trasformarli in delle immagini distorte di quelle che erano state un tempo, dotandole di una effimera scintilla di vita… se si poteva definire vita il destino di una Dimenticata.<br />
Seayne si inginocchiò e, con la testa china, le mani giunte e gli occhi chiusi mormorò una preghiera per l’anima delle amiche, poi si rialzò, preparandosi a ripartire:<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Ora devo andare Saphelia. Se tutto va come penso, avrò molto da fare una volta tornata a casa. Ma tornerò a trovarti appena posso…. Tu e Alicia intanto vegliate su di me, d’accordo?</span><br />
<br />
E, dopo aver usato un brandello di una sua vecchia uniforme a mo’ di straccio per ripulire il più possibile la claymore della sua prima Caposquadra, in modo tale che si notasse almeno il simbolo inciso, Seayne si rimise in cammino.<br />
<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite><span style="font-weight: bold;">Yoki Utilizzato:</span> 0% - <span style="font-weight: bold;">Punti Limite:</span> 0/35<br />
<span style="font-weight: bold;">Stato Fisico:</span> Ottimale.<br />
<span style="font-weight: bold;">Stato Psicologico:</span> Felice per la sua nuova destinazione alla quale desidera arrivale al più presto. Si commuove davanti alla tomba di Saphelia.<br />
<span style="font-weight: bold;">Abilità Utilizzate:</span> Percezione dello Yoki (Passiva).</blockquote>
</span>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il Mostro della Montagna [Vick_Svarta_Blixten - Lachesi]]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-Il-Mostro-della-Montagna-Vick-Svarta-Blixten-Lachesi</link>
			<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 18:02:02 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-Il-Mostro-della-Montagna-Vick-Svarta-Blixten-Lachesi</guid>
			<description><![CDATA[<div style="text-align: center;"><span style="color: #cc3333;"><span style="font-size: xx-large;">Il Mostro della Montagna</span></span>. </div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-style: italic;">Il terrore vive in una grotta</span>.</div>
<br />
<div style="text-align: justify;">Nelle terre del nord, l'area montuosa attorno al monte Sistina è un vasto territorio nevoso e poco ospitale, dove la ridotta presenza umana, composta perlopiù da minatori, boscaioli, e qualche solitario cacciatore, si concentra in pochi villaggi abbarbicati sulle pendici delle montagne come rifugi solitari. La vita da queste parti è solitamente piuttosto dura, ma per gli abitanti del villaggio di Baclava da qualche tempo lo è diventata ancora di più. Questo perché a creare notevoli difficoltà, oltre al clima rigido, ci si è messo anche un mostro orripilante che ha preso di mira le carovane che portano merci e rifornimenti in queste zone impervie, minacciando così di fatto la sopravvivenza stessa del villaggio. Consapevoli di non essere in grado di dare battaglia alla creatura, gli abitanti di Baclava si sono rivolti ad una certa Organizzazione di individui poco raccomandabili, affinché mandino qualcuno a risolvere il problema... </div>
<br />
<span style="font-weight: bold;">Dua</span> <br />
<div style="text-align: justify;">A seguito della tua recente promozione al rango di guerriera numero 23 sei stata trasferita su al nord, nella regione del Monte Sistina che d'ora in avanti sarà il tuo distretto di competenza. Nemmeno il tempo di ambientarti però che subito è arrivata per te una doccia gelata, e non a causa del clima rigido. Il tuo contatto dell'Organizzazione ti ha infatti informata di un problema nei pressi del villaggio di Baclava, ma ti ha anche detto in faccia senza tanti giri di parole che tu non sei in grado di risolverlo. Non deve essere stato piacevole sentir mettere in dubbio in tal modo le tue capacità, specialmente dopo che sei appena stata ritenuta meritevole di una promozione! Comunque, il tuo contatto ti ha ordinato di recarti a Baclava per un sopralluogo e di restare lì, senza prendere iniziative, in attesa che arrivino rinforzi. Questo è successo due settimane fa. Da allora sei rimasta accampata in una piccola grotta nei pressi del villaggio, uscendone di tanto in tanto per recarti in paese a cercare di raccogliere informazioni sul nemico.... ottenendo tuttavia perlopiù commenti poco lusinghieri sul tuo conto pronunciati da alcuni abitanti che si domandano, in buona sostanza, a che caspita servi visto che te ne stai tutto il giorno a non fare nulla mentre c'è un mostro in circolazione libero di uccidere impunemente. Altra cosa, questa, che probabilmente non ti ha fatto piacere. Sul mostro in questione invece hai scoperto ben poco: le voci che lo riguardano sono confuse, e provengono dai racconti di sopravvissuti ancora sotto shock. Alcuni parlano di un insetto, altri di un grosso serpente, altre ancora di una donna sconosciuta.... perciò perfino l'aspetto del tuo nemico ti è ignoto. Alla fine, l'unica cosa concreta che sei riuscita a scoprire è che "probabilmente" la creatura vive da qualche parte sul monte a nord-ovest del villaggio, dove è noto che si trova una grande spelonca. Finalmente, dopo una lunga attesa, il mattino del quindicesimo giorno la tua percezione individua uno yoki molto potente, appartenente ad una guerriera, in avvicinamento da sud-est. Con un'aura del genere, non può che trattarsi di una tra le prime dieci. Che i rinforzi promessi siano infine arrivati a salvarti dalla noia, dall'inattività, e dai commenti dei paesani? </div>
<br />
<span style="font-weight: bold;"><span style="font-size: small;">Gaia</span></span><br />
<div style="text-align: justify;">Dopo la tua seconda sconfitta consecutiva nell'arena, dovuta per la verità più ad un giudizio di Hughes che non ad una tua mancanza, stavi rientrando a Cezanne, tua area di competenza, quando un messaggero di Staph ti ha raggiunta e ti ha dirottata verso le terre del nord. Pare che intorno al Monte Sistina si annidi un risvegliato che la guerriera di stanza lì, la numero 23 Dua, non è in grado di affrontare da sola, e quindi ti è stato ordinato di andare a darle man forte. Anche se chiaramente, data la differenza di rango, sarai tu ad assumere il comando una volta lì. Dopo un viaggio di due settimane, il mattino del quindicesimo giorno arrivi finalmente in vista del villaggio di Baclava. Ti converrà innanzitutto cercare Dua così da farti ragguagliare sulla situazione. Dopodiché, potrai decidere il da farsi. </div>
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Turnazione</span>: <br />
- Dua<br />
- Gaia<br />
- Master]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;"><span style="color: #cc3333;"><span style="font-size: xx-large;">Il Mostro della Montagna</span></span>. </div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-style: italic;">Il terrore vive in una grotta</span>.</div>
<br />
<div style="text-align: justify;">Nelle terre del nord, l'area montuosa attorno al monte Sistina è un vasto territorio nevoso e poco ospitale, dove la ridotta presenza umana, composta perlopiù da minatori, boscaioli, e qualche solitario cacciatore, si concentra in pochi villaggi abbarbicati sulle pendici delle montagne come rifugi solitari. La vita da queste parti è solitamente piuttosto dura, ma per gli abitanti del villaggio di Baclava da qualche tempo lo è diventata ancora di più. Questo perché a creare notevoli difficoltà, oltre al clima rigido, ci si è messo anche un mostro orripilante che ha preso di mira le carovane che portano merci e rifornimenti in queste zone impervie, minacciando così di fatto la sopravvivenza stessa del villaggio. Consapevoli di non essere in grado di dare battaglia alla creatura, gli abitanti di Baclava si sono rivolti ad una certa Organizzazione di individui poco raccomandabili, affinché mandino qualcuno a risolvere il problema... </div>
<br />
<span style="font-weight: bold;">Dua</span> <br />
<div style="text-align: justify;">A seguito della tua recente promozione al rango di guerriera numero 23 sei stata trasferita su al nord, nella regione del Monte Sistina che d'ora in avanti sarà il tuo distretto di competenza. Nemmeno il tempo di ambientarti però che subito è arrivata per te una doccia gelata, e non a causa del clima rigido. Il tuo contatto dell'Organizzazione ti ha infatti informata di un problema nei pressi del villaggio di Baclava, ma ti ha anche detto in faccia senza tanti giri di parole che tu non sei in grado di risolverlo. Non deve essere stato piacevole sentir mettere in dubbio in tal modo le tue capacità, specialmente dopo che sei appena stata ritenuta meritevole di una promozione! Comunque, il tuo contatto ti ha ordinato di recarti a Baclava per un sopralluogo e di restare lì, senza prendere iniziative, in attesa che arrivino rinforzi. Questo è successo due settimane fa. Da allora sei rimasta accampata in una piccola grotta nei pressi del villaggio, uscendone di tanto in tanto per recarti in paese a cercare di raccogliere informazioni sul nemico.... ottenendo tuttavia perlopiù commenti poco lusinghieri sul tuo conto pronunciati da alcuni abitanti che si domandano, in buona sostanza, a che caspita servi visto che te ne stai tutto il giorno a non fare nulla mentre c'è un mostro in circolazione libero di uccidere impunemente. Altra cosa, questa, che probabilmente non ti ha fatto piacere. Sul mostro in questione invece hai scoperto ben poco: le voci che lo riguardano sono confuse, e provengono dai racconti di sopravvissuti ancora sotto shock. Alcuni parlano di un insetto, altri di un grosso serpente, altre ancora di una donna sconosciuta.... perciò perfino l'aspetto del tuo nemico ti è ignoto. Alla fine, l'unica cosa concreta che sei riuscita a scoprire è che "probabilmente" la creatura vive da qualche parte sul monte a nord-ovest del villaggio, dove è noto che si trova una grande spelonca. Finalmente, dopo una lunga attesa, il mattino del quindicesimo giorno la tua percezione individua uno yoki molto potente, appartenente ad una guerriera, in avvicinamento da sud-est. Con un'aura del genere, non può che trattarsi di una tra le prime dieci. Che i rinforzi promessi siano infine arrivati a salvarti dalla noia, dall'inattività, e dai commenti dei paesani? </div>
<br />
<span style="font-weight: bold;"><span style="font-size: small;">Gaia</span></span><br />
<div style="text-align: justify;">Dopo la tua seconda sconfitta consecutiva nell'arena, dovuta per la verità più ad un giudizio di Hughes che non ad una tua mancanza, stavi rientrando a Cezanne, tua area di competenza, quando un messaggero di Staph ti ha raggiunta e ti ha dirottata verso le terre del nord. Pare che intorno al Monte Sistina si annidi un risvegliato che la guerriera di stanza lì, la numero 23 Dua, non è in grado di affrontare da sola, e quindi ti è stato ordinato di andare a darle man forte. Anche se chiaramente, data la differenza di rango, sarai tu ad assumere il comando una volta lì. Dopo un viaggio di due settimane, il mattino del quindicesimo giorno arrivi finalmente in vista del villaggio di Baclava. Ti converrà innanzitutto cercare Dua così da farti ragguagliare sulla situazione. Dopodiché, potrai decidere il da farsi. </div>
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Turnazione</span>: <br />
- Dua<br />
- Gaia<br />
- Master]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La Negromante [Ophelia]]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-La-Negromante-Ophelia</link>
			<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 20:29:53 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-La-Negromante-Ophelia</guid>
			<description><![CDATA[<span style="color: #000000;">Nelle terre del Nord, il territorio assegnato in sorte alla Numero 29 non è proprio il massimo: una zona montuosa nel bel mezzo della quale sorge il massiccio del Vulcano Cascina! Per fortuna esso sembra sia in un periodo di quiescenza e, a parte qualche sbuffata di fumo dalla bocca principale, qualche occasionale tremore del terreno e qualche borbottio proveniente dal cratere, non sembra che il vulcano per adesso rappresenti un pericolo.  <br />
<br />
Così, Juliet, hai avuto tutto il tempo di pattugliare la zona e fissarti bene in mente la posizione dei villaggi che sorgono alla base ma anche di quei rari insediamenti abbarbicati alle pendici del vulcano, sprezzanti del pericolo che questo rappresenta, e dei sentieri più agevoli per raggiungerli… o per fuggire da essi in caso di problemi! Ed è proprio lungo un sentiero che da Amsel, un villaggio a circa un quarto dell’altezza del vulcano, noto nella zona per le sue fonti termali, sale verso il cratere principale che hai trovato un riparo: infatti, grazie a Kathrina, una ragazza orfana del villaggio suddetto e alla sua nonna, hai appreso che lungo il sentiero che sale verso la cima del vulcano, a metà dell’altezza dello stesso, sorge un piccolo monastero, il quale poteva ospitare al massimo una decina di monaci ma che oramai è disabitato, nel quale due anni prima altre due guerriere avevano sconfitto uno yoma che terrorizzava la zona. Seguendo le indicazioni delle due donne non è stato difficile per te raggiungere il luogo e constatare che, nonostante il lungo abbandono, la costruzione è ancora in buone condizioni, forse perché l’edificio è stato costruito in una sorta di piccola gola secondaria del rilievo, il che sembra averlo in qualche modo riparato dai danni prodotti dalla montagna irrequieta. Il tetto del monastero, il sentiero che vi conduce e il bosco circostante sono spesso ricoperti da un inquietante strato di neve grigiastra, tendente al nero in alcuni punti, dovuta al mescolarsi della neve fresca con la cenere espulsa dal vulcano.<br />
<br />
Da quando ti sei sistemata, non è successo nulla di particolare: il vulcano pare – per fortuna – addormentato e nessuno yoma ha osato farsi vedere ma, questa mattina, le cose sembrano cambiare. La tua percezione infatti ha rilevato una debole fonte di yoki che sembra avvicinarsi al tuo rifugio!<br />
La prudenza impone almeno un controllo della situazione, così esci dall’edificio da una porta secondaria e, non appena riesci ad appostarti in un punto dal quale puoi tener d’occhio il sentiero senza uscire allo scoperto, alle tue orecchie arriva un:<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">EEEEK!<br />
<br />
</span>Gridato da una vocina acuta e seguito da un tonfo sordo. Aguzzando la vista, scopri che la fonte di quel grido, nonché dello yoki da te avvertito è… una guerriera! Una guerriera molto bassa di statura, la quale dev’essere scivolata sul ghiaccio e che si è poi prontamente rialzata, massaggiandosi vigorosamente il sedere sul quale dev’essere caduta.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Ahia! Che male! Dannato ghiaccio! Devo fare più attenzione! Che cavolo di posto per vivere!<br />
</span><br />
Ricomponendosi e cercando di darsi un po’ di dignità, la bassa guerriera che porta i ricci capelli color biondo grano lunghi fino alle spalle riprende a camminare con prudenza e, giunta al breve bivio che dal sentiero porta al monastero, prende decisamente questa direzione, dirigendosi verso le porte del tuo rifugio.<br />
<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite>Nel tuo prossimo post descrivi brevemente le giornate che Juliet passa nella sua zona utilizzando pure, se ti servono, gli elementi citati nel mio post e nella descrizione del tuo territorio (Vedi il link sul mio ultimo MP). Riallacciati poi al racconto partendo da quello che Juliet ha visto riguardo la nuova arrivata e descrivendo poi come intendi gestire la situazione.<br />
Se hai domande o bisogno di chiarimenti sono sempre disponibile via MP.</blockquote>
</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="color: #000000;">Nelle terre del Nord, il territorio assegnato in sorte alla Numero 29 non è proprio il massimo: una zona montuosa nel bel mezzo della quale sorge il massiccio del Vulcano Cascina! Per fortuna esso sembra sia in un periodo di quiescenza e, a parte qualche sbuffata di fumo dalla bocca principale, qualche occasionale tremore del terreno e qualche borbottio proveniente dal cratere, non sembra che il vulcano per adesso rappresenti un pericolo.  <br />
<br />
Così, Juliet, hai avuto tutto il tempo di pattugliare la zona e fissarti bene in mente la posizione dei villaggi che sorgono alla base ma anche di quei rari insediamenti abbarbicati alle pendici del vulcano, sprezzanti del pericolo che questo rappresenta, e dei sentieri più agevoli per raggiungerli… o per fuggire da essi in caso di problemi! Ed è proprio lungo un sentiero che da Amsel, un villaggio a circa un quarto dell’altezza del vulcano, noto nella zona per le sue fonti termali, sale verso il cratere principale che hai trovato un riparo: infatti, grazie a Kathrina, una ragazza orfana del villaggio suddetto e alla sua nonna, hai appreso che lungo il sentiero che sale verso la cima del vulcano, a metà dell’altezza dello stesso, sorge un piccolo monastero, il quale poteva ospitare al massimo una decina di monaci ma che oramai è disabitato, nel quale due anni prima altre due guerriere avevano sconfitto uno yoma che terrorizzava la zona. Seguendo le indicazioni delle due donne non è stato difficile per te raggiungere il luogo e constatare che, nonostante il lungo abbandono, la costruzione è ancora in buone condizioni, forse perché l’edificio è stato costruito in una sorta di piccola gola secondaria del rilievo, il che sembra averlo in qualche modo riparato dai danni prodotti dalla montagna irrequieta. Il tetto del monastero, il sentiero che vi conduce e il bosco circostante sono spesso ricoperti da un inquietante strato di neve grigiastra, tendente al nero in alcuni punti, dovuta al mescolarsi della neve fresca con la cenere espulsa dal vulcano.<br />
<br />
Da quando ti sei sistemata, non è successo nulla di particolare: il vulcano pare – per fortuna – addormentato e nessuno yoma ha osato farsi vedere ma, questa mattina, le cose sembrano cambiare. La tua percezione infatti ha rilevato una debole fonte di yoki che sembra avvicinarsi al tuo rifugio!<br />
La prudenza impone almeno un controllo della situazione, così esci dall’edificio da una porta secondaria e, non appena riesci ad appostarti in un punto dal quale puoi tener d’occhio il sentiero senza uscire allo scoperto, alle tue orecchie arriva un:<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">EEEEK!<br />
<br />
</span>Gridato da una vocina acuta e seguito da un tonfo sordo. Aguzzando la vista, scopri che la fonte di quel grido, nonché dello yoki da te avvertito è… una guerriera! Una guerriera molto bassa di statura, la quale dev’essere scivolata sul ghiaccio e che si è poi prontamente rialzata, massaggiandosi vigorosamente il sedere sul quale dev’essere caduta.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Ahia! Che male! Dannato ghiaccio! Devo fare più attenzione! Che cavolo di posto per vivere!<br />
</span><br />
Ricomponendosi e cercando di darsi un po’ di dignità, la bassa guerriera che porta i ricci capelli color biondo grano lunghi fino alle spalle riprende a camminare con prudenza e, giunta al breve bivio che dal sentiero porta al monastero, prende decisamente questa direzione, dirigendosi verso le porte del tuo rifugio.<br />
<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite>Nel tuo prossimo post descrivi brevemente le giornate che Juliet passa nella sua zona utilizzando pure, se ti servono, gli elementi citati nel mio post e nella descrizione del tuo territorio (Vedi il link sul mio ultimo MP). Riallacciati poi al racconto partendo da quello che Juliet ha visto riguardo la nuova arrivata e descrivendo poi come intendi gestire la situazione.<br />
Se hai domande o bisogno di chiarimenti sono sempre disponibile via MP.</blockquote>
</span>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[My Sweet Shadow [Quest Autogestita - Lachesi]]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-My-Sweet-Shadow-Quest-Autogestita-Lachesi</link>
			<pubDate>Sun, 23 Aug 2015 19:38:40 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-My-Sweet-Shadow-Quest-Autogestita-Lachesi</guid>
			<description><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;"><span style="color: #cc3333;"><span style="font-size: x-large;">My Sweet Shadow</span></span></span></div>
<div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;"><span style="color: #cc3333;"><span style="font-size: large;"><span style="font-style: italic;">It's Sad to See You Go</span></span></span></span></div>
<br />
<br />
<br />
<div style="text-align: center;"><img src="http://img06.deviantart.net/26bb/i/2014/037/5/7/yin_and_yang_by_kelogsloops-d720rej.jpg" border="0" alt="[Immagine: yin_and_yang_by_kelogsloops-d720rej.jpg]" /></div>
<br />
<br />
<br />
<br />
<div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;"><span style="color: #cc3333;"><span style="font-style: italic;">Prologo</span></span></span></div>
<br />
<br />
<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite><span style="font-weight: bold;">"Pensieri"</span><br />
<span style="font-weight: bold;">-Discorso-</span></blockquote>
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">"Perché?"<br />
"Avrebbe parlato"</span><br />
<span style="font-weight: bold;">"Non avrebbe potuto."</span><br />
<span style="font-weight: bold;">"Avrebbe trovato il modo, saremmo state scoperte"</span><br />
<span style="font-weight: bold;">"Shh, si sta svegliando."</span><br />
<br />
<div style="text-align: center;"><span style="font-style: italic;">***</span></div>
<br />
Si svegliò di soprassalto, come in seguito ad un forte e traumatizzante incubo; la fronte madida di sudore le pareva di aver dormito in un bagno di sudore freddo e ghiacciato.<br />
Era sicura di aver sentito sua madre e sua sorella Elise parlare, ma doveva essere uno sbaglio sicuramente; il lettino, nel quale era stata adagiata, poggiava dolcemente vicino ad una finestrella.<br />
Osservandola non vide niente, l'oscurità della notte copriva con un velo tutto quanto, gli unici accenni di colore erano i suoi riflessi.<br />
Le scappò un urlo.<br />
<span style="font-weight: bold;">"Ma cosa..!"</span><br />
Si passò una mano tra i capelli mori che aveva, con una certa frenesia; quand'era stata l'ultima volta che li aveva visti di quel colore?!<br />
Iniziò a tremare, dal nervoso, le mancava il fiato; si passò una mano sul petto e con frenesia iniziò a slacciarsi la camicetta da notte.<br />
Con le mani affusolate cominciò a cercare dei segni ma l'unica cosa che sentiva erano i suoi soffici polpastrelli tastare la sua pelle delicata.<br />
Un sospiro di sollievo, non aveva trovato ciò che stava cercando: la cicatrice; certo, però, che era strano.<br />
<br />
La madre, destata nel cuore della notte dall'incubo della figlioletta, entrò in camera come a volerla rassicurare ma vedendola in quelle condizioni con le vesti quasi strappate di lasciò sfuggire un singulto preoccupato.<br />
Accorse sul letto ed iniziò a stringere forte in un abbraccio caloroso Dua. <br />
<span style="font-weight: bold;">"Cosa stai facendo? Cosa stai facendo?"</span><br />
Non le sembrava una vera e propria voce, quella, era davvero sua madre? Si staccò da lei, quasi la scacciò per guardarla bene negli occhi: aveva sempre avuto gli occhi castani?<br />
Sì, era lei. <br />
Era proprio lei.<br />
Ma gli Yoma erano furbi, maestri di mimetizzazione, quella non era sua madre!<br />
<span style="font-weight: bold;">"Vai via!" </span>Gridò, in preda al panico, trovando le sue braccine stanche e deboli <span style="font-weight: bold;">"Tu sei uno di loro! Sei uno Yoma!"</span><br />
La madre sgranò gli occhi, sconvolta, poco a poco si rattristò enormemente e strinse la piccola Dua più forte.<br />
<span style="font-weight: bold;">"Oh, povera povera la piccola mia!" Rispose, dolcemente. "Quel che han fatto ad Esbern ti ha segnato così tanto?</span><br />
<span style="font-weight: bold;">Ma ormai lui se n'è andato, ok?<br />
Hai fatto solo un brutto incubo."</span><br />
Dua non rispose, la donna le raccolse il viso e lo accarezzò dolcemente. <span style="font-weight: bold;">"Siamo io e te ora, non ti farei mai del male. Sei solo sconvolta, prima... Il rogo, poi quelle Streghe! Non sono cose adatte ad una bambina."</span><br />
Continuo a stringerla, ad accarezzarla e baciarla sul capo con fare amorevole fino a quando Dua non si lasciò calmare.<br />
Aveva una logica il discorso della madre, aveva appena vissuto un'esperienza traumatica e la sua amica di infanzia nonché sua sorella -Elise- se n'era andata, lasciandole sole. <br />
Era stressata, impaurita, era normale aver sognato di avere la forza di quelle sterminatrici per uccidere quei mostri! <br />
Senz'altro era normale, una piacevole illusione di potere ma pur sempre un'illusione.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">"Ti senti meglio?" </span><br />
Le chiese, la madre, preoccupata.<br />
<span style="font-weight: bold;">"S-sì, scusa, sto meglio ora... Era solo un brutto sogno. Ho... Ho un po' freddo, ora."</span><br />
La madre le sorrise, scompigliandole i capelli; si alzò, aprì le ante dell'armadio e tirò fuori dei vestiti nuovi per la ragazza, chiedendole di coprirsi e cambiare quella tunica ormai da buttare.<br />
Il modo di fare della donna era alquanto rilassante per la ragazza la quale, dopo qualche attimo di pensiero, si svestì e cominciò ad indossare i vestiti nuovi che le aveva portato sul letto la madre.<br />
Anche se lei non era presente in quella stanza, Dua, poteva sentire ancora il suo profumo aleggiare nella stanza e quell'odore le creava una sorta di placebo che leniva tutti i suoi dolori.<br />
Una volta rivestita si guardò allo specchio, chiedendosi quando sarebbe cresciuta di statura, anche nei suoi sogni era bassa! <br />
<span style="font-weight: bold;">"Sigh"</span><br />
Un brivido di freddo le percorse la schiena, si raggomitolò nel suo maglione, chiedendosi come mai avesse così tanto freddo; aveva anche un vago giramento di testa, era convinta di aver sentito delle persone parlare mentre dormiva ma ciò non era possibile.<br />
<br />
Scrollò le spalle, togliendosi quelle spiacevoli sensazioni di dosso, si avviò con passo deciso in cucina trovando la madre intenta a cucinare; si voltò verso di lei molto lentamente, una bambola rotta, le diede un secchio di legno pesante in mano.<br />
<span style="font-weight: bold;">"Su, vai a prendere dell'acqua nel pozzo in piazza o non posso cucinare!"</span><br />
<span style="font-weight: bold;">"Ora?"</span><br />
La donna non rispose, e Dua si chiese se fosse il caso che lei si avventurasse nel centro abitato al buio da sola.<br />
Se ne fece una ragione, raccolse il pesante contenitore trovandolo più piccolo di quanto si ricordasse, ed uscì confidando nella buona sorte che non l'aveva mai contraddistinta. <br />
Tenne lo sguardo basso, timido e remissivo come faceva sempre, fisso sul selciato della strada; il pozzo non era tanto lontano ma la strada pareva infinita, sentì il calpestio di scarpe di altre persone e incuriosita volse lo sguardo attorno a sé.<br />
Era mattina, il tempo pareva essere corso più in fretta di quanto pensava, ma qualcosa le diceva di non fissare nessuna di quelle persone negli occhi; paura del confronto, probabilmente, così continuò a camminare lentamente con lo sguardo basso. <br />
<br />
Giunse nei prezzi del pozzo e raccolse quanta più acqua possibile, con un certo sforzò si girò di scatto per tornare immediatamente a casa ma nel trambusto non vide un passante.<br />
Lo urtò e gli versò tutta l'acqua addosso.<br />
<span style="font-weight: bold;">"Oh, cielo mi scusi signor... Signor.."</span><br />
Uno strano vuoto di memoria, che cercò di riparare riconoscendolo dallo sguardo.<br />
<span style="font-weight: bold;">"...Gh!"</span><br />
Gli occhi azzurri... Gli occhi azzurri non erano inconsueti ma il resto della faccia era come cera al sole, si stava sciogliendo! O stava semplicemente mutando? <br />
Più Dua cercava di riconoscere in quei tratti qualcuno, più quei tratti diventavano liquidi ed inconsistenti; i capelli divennero biondi, la pelle brunastra, i denti appuntiti.<br />
Infine, la pelle gli scivolò letteralmente di dosso.<br />
Dua urlò, schifata, lanciandogli addosso il secchio pur di allontanarlo; l'uomo era stranamente passivo, così la ragazzina poté scappare sbattendo contro un'altra persona.<br />
Deformata, anche lei, anzi tutti lo erano!<br />
In un attimo si sentì minuscola tra quei mostri di cera che aumentavano di dimensione come se si stessero rigonfiando come un'infezione di pus; si ritrovò a correre tra una foresta di gambe e arti decomposti.<br />
Non era facile fuggire, con quel freddo ghiacciato, le faceva male la gamba e diamine, era tutto così assurdo!<br />
<br />
A gattoni iniziò a trascinarsi in un angolo, sentendo un certo prurito alla mano sinistra; si raggomitolò in un angolo, iniziando a grattarsi il palmo che le arrecava fastidio.<br />
Era una bella sensazione, grattarsi, i suoni erano un po' gelatinosi e la sua pelle pareva bucata in qualche modo; quando abbassò lo sguardo tra le sue mani le vide piene di sangue.<br />
O meglio, quella destra era coperta del sangue della sinistra; quella ferita era effettivamente... Bucata, dai vermi e dai cagnotti.<br />
Piccoli fili bianchi e senzienti, si dimenavano sotto la pelle di Dua.<br />
Non aveva idea di cosa lei avesse mangiato ma vomitò tutto.<br />
Rialzando lo sguardo, cercando di non pensare all'immagine dei vermi sotto la sua pelle, vide lei: Elise.<br />
Albina, in armatura.<br />
<span style="font-weight: bold;">"E...Elise."</span><br />
Nessuna risposta.<br />
<span style="font-weight: bold;">"Elise! Cosa ci fai tu qui! Di già? Rispondi ti prego! Hai visto che roba in piazza, io..."</span><br />
<span style="font-weight: bold;">"Alzati."</span><br />
<span style="font-weight: bold;">"Cos..."</span><br />
<span style="font-weight: bold;">"Svegliati!"</span><br />
Disse la sorellastra, con una crescente rabbia. <span style="font-weight: bold;">"Svegliati!!"</span><br />
Elise prese Dua per le spalle ed iniziò a spintonarla.<span style="font-weight: bold;"> "SVEGLIATI!"</span><br />
Dua spinse via Elise, i suoi tratti somatici non erano quelli umani ma erano...<br />
...Uno Yoma.<br />
<br />
<br />
Si svegliò di soprassalto, come in seguito ad un forte e traumatizzante incubo; la fronte madida di sudore, le pareva di aver dormito in un bagno di sudore freddo e ghiacciato.<br />
Questa volta nessuna coperta, nessuna finestra scura ma solo una landa ghiacciata e desolante; nessuna rassicurante bugia, solo la realtà.<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite><span style="font-weight: bold;">Yoki:</span> 0%<br />
<span style="font-weight: bold;">Stato Psicologico: </span>Sogno vivido<br />
<span style="font-weight: bold;">Stato Fisico:</span> Sconosciuto<br />
<span style="font-weight: bold;">Abilità Utilizzate: </span>Nessuna.</blockquote>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;"><span style="color: #cc3333;"><span style="font-size: x-large;">My Sweet Shadow</span></span></span></div>
<div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;"><span style="color: #cc3333;"><span style="font-size: large;"><span style="font-style: italic;">It's Sad to See You Go</span></span></span></span></div>
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<div style="text-align: center;"><img src="http://img06.deviantart.net/26bb/i/2014/037/5/7/yin_and_yang_by_kelogsloops-d720rej.jpg" border="0" alt="[Immagine: yin_and_yang_by_kelogsloops-d720rej.jpg]" /></div>
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<div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;"><span style="color: #cc3333;"><span style="font-style: italic;">Prologo</span></span></span></div>
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<blockquote><cite>Citazione:</cite><span style="font-weight: bold;">"Pensieri"</span><br />
<span style="font-weight: bold;">-Discorso-</span></blockquote>
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<span style="font-weight: bold;">"Perché?"<br />
"Avrebbe parlato"</span><br />
<span style="font-weight: bold;">"Non avrebbe potuto."</span><br />
<span style="font-weight: bold;">"Avrebbe trovato il modo, saremmo state scoperte"</span><br />
<span style="font-weight: bold;">"Shh, si sta svegliando."</span><br />
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<div style="text-align: center;"><span style="font-style: italic;">***</span></div>
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Si svegliò di soprassalto, come in seguito ad un forte e traumatizzante incubo; la fronte madida di sudore le pareva di aver dormito in un bagno di sudore freddo e ghiacciato.<br />
Era sicura di aver sentito sua madre e sua sorella Elise parlare, ma doveva essere uno sbaglio sicuramente; il lettino, nel quale era stata adagiata, poggiava dolcemente vicino ad una finestrella.<br />
Osservandola non vide niente, l'oscurità della notte copriva con un velo tutto quanto, gli unici accenni di colore erano i suoi riflessi.<br />
Le scappò un urlo.<br />
<span style="font-weight: bold;">"Ma cosa..!"</span><br />
Si passò una mano tra i capelli mori che aveva, con una certa frenesia; quand'era stata l'ultima volta che li aveva visti di quel colore?!<br />
Iniziò a tremare, dal nervoso, le mancava il fiato; si passò una mano sul petto e con frenesia iniziò a slacciarsi la camicetta da notte.<br />
Con le mani affusolate cominciò a cercare dei segni ma l'unica cosa che sentiva erano i suoi soffici polpastrelli tastare la sua pelle delicata.<br />
Un sospiro di sollievo, non aveva trovato ciò che stava cercando: la cicatrice; certo, però, che era strano.<br />
<br />
La madre, destata nel cuore della notte dall'incubo della figlioletta, entrò in camera come a volerla rassicurare ma vedendola in quelle condizioni con le vesti quasi strappate di lasciò sfuggire un singulto preoccupato.<br />
Accorse sul letto ed iniziò a stringere forte in un abbraccio caloroso Dua. <br />
<span style="font-weight: bold;">"Cosa stai facendo? Cosa stai facendo?"</span><br />
Non le sembrava una vera e propria voce, quella, era davvero sua madre? Si staccò da lei, quasi la scacciò per guardarla bene negli occhi: aveva sempre avuto gli occhi castani?<br />
Sì, era lei. <br />
Era proprio lei.<br />
Ma gli Yoma erano furbi, maestri di mimetizzazione, quella non era sua madre!<br />
<span style="font-weight: bold;">"Vai via!" </span>Gridò, in preda al panico, trovando le sue braccine stanche e deboli <span style="font-weight: bold;">"Tu sei uno di loro! Sei uno Yoma!"</span><br />
La madre sgranò gli occhi, sconvolta, poco a poco si rattristò enormemente e strinse la piccola Dua più forte.<br />
<span style="font-weight: bold;">"Oh, povera povera la piccola mia!" Rispose, dolcemente. "Quel che han fatto ad Esbern ti ha segnato così tanto?</span><br />
<span style="font-weight: bold;">Ma ormai lui se n'è andato, ok?<br />
Hai fatto solo un brutto incubo."</span><br />
Dua non rispose, la donna le raccolse il viso e lo accarezzò dolcemente. <span style="font-weight: bold;">"Siamo io e te ora, non ti farei mai del male. Sei solo sconvolta, prima... Il rogo, poi quelle Streghe! Non sono cose adatte ad una bambina."</span><br />
Continuo a stringerla, ad accarezzarla e baciarla sul capo con fare amorevole fino a quando Dua non si lasciò calmare.<br />
Aveva una logica il discorso della madre, aveva appena vissuto un'esperienza traumatica e la sua amica di infanzia nonché sua sorella -Elise- se n'era andata, lasciandole sole. <br />
Era stressata, impaurita, era normale aver sognato di avere la forza di quelle sterminatrici per uccidere quei mostri! <br />
Senz'altro era normale, una piacevole illusione di potere ma pur sempre un'illusione.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">"Ti senti meglio?" </span><br />
Le chiese, la madre, preoccupata.<br />
<span style="font-weight: bold;">"S-sì, scusa, sto meglio ora... Era solo un brutto sogno. Ho... Ho un po' freddo, ora."</span><br />
La madre le sorrise, scompigliandole i capelli; si alzò, aprì le ante dell'armadio e tirò fuori dei vestiti nuovi per la ragazza, chiedendole di coprirsi e cambiare quella tunica ormai da buttare.<br />
Il modo di fare della donna era alquanto rilassante per la ragazza la quale, dopo qualche attimo di pensiero, si svestì e cominciò ad indossare i vestiti nuovi che le aveva portato sul letto la madre.<br />
Anche se lei non era presente in quella stanza, Dua, poteva sentire ancora il suo profumo aleggiare nella stanza e quell'odore le creava una sorta di placebo che leniva tutti i suoi dolori.<br />
Una volta rivestita si guardò allo specchio, chiedendosi quando sarebbe cresciuta di statura, anche nei suoi sogni era bassa! <br />
<span style="font-weight: bold;">"Sigh"</span><br />
Un brivido di freddo le percorse la schiena, si raggomitolò nel suo maglione, chiedendosi come mai avesse così tanto freddo; aveva anche un vago giramento di testa, era convinta di aver sentito delle persone parlare mentre dormiva ma ciò non era possibile.<br />
<br />
Scrollò le spalle, togliendosi quelle spiacevoli sensazioni di dosso, si avviò con passo deciso in cucina trovando la madre intenta a cucinare; si voltò verso di lei molto lentamente, una bambola rotta, le diede un secchio di legno pesante in mano.<br />
<span style="font-weight: bold;">"Su, vai a prendere dell'acqua nel pozzo in piazza o non posso cucinare!"</span><br />
<span style="font-weight: bold;">"Ora?"</span><br />
La donna non rispose, e Dua si chiese se fosse il caso che lei si avventurasse nel centro abitato al buio da sola.<br />
Se ne fece una ragione, raccolse il pesante contenitore trovandolo più piccolo di quanto si ricordasse, ed uscì confidando nella buona sorte che non l'aveva mai contraddistinta. <br />
Tenne lo sguardo basso, timido e remissivo come faceva sempre, fisso sul selciato della strada; il pozzo non era tanto lontano ma la strada pareva infinita, sentì il calpestio di scarpe di altre persone e incuriosita volse lo sguardo attorno a sé.<br />
Era mattina, il tempo pareva essere corso più in fretta di quanto pensava, ma qualcosa le diceva di non fissare nessuna di quelle persone negli occhi; paura del confronto, probabilmente, così continuò a camminare lentamente con lo sguardo basso. <br />
<br />
Giunse nei prezzi del pozzo e raccolse quanta più acqua possibile, con un certo sforzò si girò di scatto per tornare immediatamente a casa ma nel trambusto non vide un passante.<br />
Lo urtò e gli versò tutta l'acqua addosso.<br />
<span style="font-weight: bold;">"Oh, cielo mi scusi signor... Signor.."</span><br />
Uno strano vuoto di memoria, che cercò di riparare riconoscendolo dallo sguardo.<br />
<span style="font-weight: bold;">"...Gh!"</span><br />
Gli occhi azzurri... Gli occhi azzurri non erano inconsueti ma il resto della faccia era come cera al sole, si stava sciogliendo! O stava semplicemente mutando? <br />
Più Dua cercava di riconoscere in quei tratti qualcuno, più quei tratti diventavano liquidi ed inconsistenti; i capelli divennero biondi, la pelle brunastra, i denti appuntiti.<br />
Infine, la pelle gli scivolò letteralmente di dosso.<br />
Dua urlò, schifata, lanciandogli addosso il secchio pur di allontanarlo; l'uomo era stranamente passivo, così la ragazzina poté scappare sbattendo contro un'altra persona.<br />
Deformata, anche lei, anzi tutti lo erano!<br />
In un attimo si sentì minuscola tra quei mostri di cera che aumentavano di dimensione come se si stessero rigonfiando come un'infezione di pus; si ritrovò a correre tra una foresta di gambe e arti decomposti.<br />
Non era facile fuggire, con quel freddo ghiacciato, le faceva male la gamba e diamine, era tutto così assurdo!<br />
<br />
A gattoni iniziò a trascinarsi in un angolo, sentendo un certo prurito alla mano sinistra; si raggomitolò in un angolo, iniziando a grattarsi il palmo che le arrecava fastidio.<br />
Era una bella sensazione, grattarsi, i suoni erano un po' gelatinosi e la sua pelle pareva bucata in qualche modo; quando abbassò lo sguardo tra le sue mani le vide piene di sangue.<br />
O meglio, quella destra era coperta del sangue della sinistra; quella ferita era effettivamente... Bucata, dai vermi e dai cagnotti.<br />
Piccoli fili bianchi e senzienti, si dimenavano sotto la pelle di Dua.<br />
Non aveva idea di cosa lei avesse mangiato ma vomitò tutto.<br />
Rialzando lo sguardo, cercando di non pensare all'immagine dei vermi sotto la sua pelle, vide lei: Elise.<br />
Albina, in armatura.<br />
<span style="font-weight: bold;">"E...Elise."</span><br />
Nessuna risposta.<br />
<span style="font-weight: bold;">"Elise! Cosa ci fai tu qui! Di già? Rispondi ti prego! Hai visto che roba in piazza, io..."</span><br />
<span style="font-weight: bold;">"Alzati."</span><br />
<span style="font-weight: bold;">"Cos..."</span><br />
<span style="font-weight: bold;">"Svegliati!"</span><br />
Disse la sorellastra, con una crescente rabbia. <span style="font-weight: bold;">"Svegliati!!"</span><br />
Elise prese Dua per le spalle ed iniziò a spintonarla.<span style="font-weight: bold;"> "SVEGLIATI!"</span><br />
Dua spinse via Elise, i suoi tratti somatici non erano quelli umani ma erano...<br />
...Uno Yoma.<br />
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Si svegliò di soprassalto, come in seguito ad un forte e traumatizzante incubo; la fronte madida di sudore, le pareva di aver dormito in un bagno di sudore freddo e ghiacciato.<br />
Questa volta nessuna coperta, nessuna finestra scura ma solo una landa ghiacciata e desolante; nessuna rassicurante bugia, solo la realtà.<br />
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<blockquote><cite>Citazione:</cite><span style="font-weight: bold;">Yoki:</span> 0%<br />
<span style="font-weight: bold;">Stato Psicologico: </span>Sogno vivido<br />
<span style="font-weight: bold;">Stato Fisico:</span> Sconosciuto<br />
<span style="font-weight: bold;">Abilità Utilizzate: </span>Nessuna.</blockquote>
]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Andrea Alone [Hotenshi, Quest Veloce]]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-Andrea-Alone-Hotenshi-Quest-Veloce</link>
			<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 13:03:36 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-Andrea-Alone-Hotenshi-Quest-Veloce</guid>
			<description><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="color: #ff3333;"><span style="font-weight: bold;">Andrea Alone</span></span></div>
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">Ovvero come si ammazza il tempo</span></span></div>
<br />
Narrato/pensato<br />
<span style="font-weight: bold;">Parlato</span><br />
<span style="font-style: italic;">Parlato altri</span><br />
<br />
<br />
Noia. Noia noia noia noia noia. Nooooooooia. Dopo quell'irritantissima missione con le tre ragazzine non ho avuto più nessuna notizia dall'Organizzazione. Una palla tremenda. Niente Yoma da uccidere, quindi nessun divertimento, nessuna battaglia, niente di niente. All'inizio mi sono allenata, e vabbe'. Ma, non ci crederete, anche allenarsi dopo un po' mi ha rotto. Davvero, è una cosa che faccio sempre e mi piace, però ogni tanto devo pur menare qualcuno, accidenti. E se mi scasso di allenarmi, che faccio? Be', continuo lo stesso. Però cerco di essere creativa. Si dice così, no? Sono in mezzo ai boschi, diamine. Sventolare la spada è la cosa più stupida che posso fare per diventare più forte. Quindi che mi invento? Esco fuori e do un'occhiata in giro. E sapete cosa? Ho deciso di tornare al mio vecchio lavoro. No, non il Capitano o quello che è. No. Dico spaccar legna. Per allenarmi, ovviamente. Mica mi serve un fuoco. Be', comunque prendo e vado a prendere a pugni un albero. Già, altro che ascia, adesso mi basta toccarli quasi che cascano. Me ne porto a casa una manciata e inizio a lavorarci. Non che abbia chissà che strumenti, ma qualcosa mi ricordo di come si faceva. Alla fine ho una bella catasta di assi da una parte, talmente grande che è più alta della casupola. Be', non ci voleva molto. Devo dire che mi ero quasi scordata di quanto mi piacesse fare 'sti lavori manuali. E' quello che mi ha fatto diventare forte, è un ottimo allenamento e in più fai qualcosa di più di ingrossarti i muscoli. Fantastico, insomma. Allora ci penso un po' su e mi dico: accidenti, ho un sacco di legna e nessun bisogno di un fuoco. E che ci faccio allora? Una casa, ovviamente. Sì be' ne ho già una. Però è piccola e ci sto appena. Quindi via, ris... rist... quello che è! BUTTA GIU' TUTTO E RIFAI! Hahahahahahahaha sì! Questo sì che mi diverte. Spacca quello schifo che c'era, tieni il letto anche se non è grande abbastanza perché è l'unico mobile, prendi a piantare assi per terra... cazzo. Va bene piantarle per terra, ma come le metto una sopra l'altra? Mi serve un martello. E chiodi. E... roba. Adesso vado nella foresta e vedo se trovo una pietra. <br />
<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite>Yoki utilizzato: 0%<br />
Stato fisico: Illesa.<br />
Stato psicologico: Tremendamente annoiata dall'assenza di missioni, si diverte a rievocare le sue mansioni di un tempo spaccando legna e ristrutturando la casa (circa).<br />
Abilità utilizzate: Percezione dello Yoki (passiva); Trapianto (Innata, passiva).</blockquote>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="color: #ff3333;"><span style="font-weight: bold;">Andrea Alone</span></span></div>
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">Ovvero come si ammazza il tempo</span></span></div>
<br />
Narrato/pensato<br />
<span style="font-weight: bold;">Parlato</span><br />
<span style="font-style: italic;">Parlato altri</span><br />
<br />
<br />
Noia. Noia noia noia noia noia. Nooooooooia. Dopo quell'irritantissima missione con le tre ragazzine non ho avuto più nessuna notizia dall'Organizzazione. Una palla tremenda. Niente Yoma da uccidere, quindi nessun divertimento, nessuna battaglia, niente di niente. All'inizio mi sono allenata, e vabbe'. Ma, non ci crederete, anche allenarsi dopo un po' mi ha rotto. Davvero, è una cosa che faccio sempre e mi piace, però ogni tanto devo pur menare qualcuno, accidenti. E se mi scasso di allenarmi, che faccio? Be', continuo lo stesso. Però cerco di essere creativa. Si dice così, no? Sono in mezzo ai boschi, diamine. Sventolare la spada è la cosa più stupida che posso fare per diventare più forte. Quindi che mi invento? Esco fuori e do un'occhiata in giro. E sapete cosa? Ho deciso di tornare al mio vecchio lavoro. No, non il Capitano o quello che è. No. Dico spaccar legna. Per allenarmi, ovviamente. Mica mi serve un fuoco. Be', comunque prendo e vado a prendere a pugni un albero. Già, altro che ascia, adesso mi basta toccarli quasi che cascano. Me ne porto a casa una manciata e inizio a lavorarci. Non che abbia chissà che strumenti, ma qualcosa mi ricordo di come si faceva. Alla fine ho una bella catasta di assi da una parte, talmente grande che è più alta della casupola. Be', non ci voleva molto. Devo dire che mi ero quasi scordata di quanto mi piacesse fare 'sti lavori manuali. E' quello che mi ha fatto diventare forte, è un ottimo allenamento e in più fai qualcosa di più di ingrossarti i muscoli. Fantastico, insomma. Allora ci penso un po' su e mi dico: accidenti, ho un sacco di legna e nessun bisogno di un fuoco. E che ci faccio allora? Una casa, ovviamente. Sì be' ne ho già una. Però è piccola e ci sto appena. Quindi via, ris... rist... quello che è! BUTTA GIU' TUTTO E RIFAI! Hahahahahahahaha sì! Questo sì che mi diverte. Spacca quello schifo che c'era, tieni il letto anche se non è grande abbastanza perché è l'unico mobile, prendi a piantare assi per terra... cazzo. Va bene piantarle per terra, ma come le metto una sopra l'altra? Mi serve un martello. E chiodi. E... roba. Adesso vado nella foresta e vedo se trovo una pietra. <br />
<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite>Yoki utilizzato: 0%<br />
Stato fisico: Illesa.<br />
Stato psicologico: Tremendamente annoiata dall'assenza di missioni, si diverte a rievocare le sue mansioni di un tempo spaccando legna e ristrutturando la casa (circa).<br />
Abilità utilizzate: Percezione dello Yoki (passiva); Trapianto (Innata, passiva).</blockquote>
]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Warriors [Nemas]]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-Warriors-Nemas</link>
			<pubDate>Sat, 03 Jan 2015 20:20:59 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-Warriors-Nemas</guid>
			<description><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="color: #cc3333;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-weight: bold;">Warriors</span></span></span></div>
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;">Estrai la spada e dimostra chi sei.</span></div>
<br />
<br />
<br />
Dopo il suo primo vivacissimo incontro con uno Yoma da Guerriera, Rebecca era stata spedita nelle Terre del Nord nei pressi della città di Dabi.<br />
Il paesaggio era estremamente monotono: alberi, neve, altri alberi e altra neve ancora.<br />
Faceva discretamente freddo ma l'unica cosa che poteva consolare la Guerriera era che non molto lontano da lei vi era un noto centro abitato, che era appunto Dabi.<br />
Ciò nonostante, come riparo per la notte, non aveva trovato assolutamente nulla e si era dovuta accontentare di sedersi su di un vecchio tronco marcio caduto da chissà quanto tempo.<br />
In lontananza si udì un ululato.<br />
<br />
Era sola in mezzo al nulla, al centro di una foresta dimenticata dagli uomini e circondata unicamente da cose che probabilmente volevano ucciderla.<br />
Improvvisamente, sentì il suono dei passi di un uomo che si avvicina, dalla nebbia emerge infine lui: un uomo alto leggermente più di Rebecca.<br />
Ha un lungo cappotto nero che lo ricopre e lo scalda, alla cintola porta una scimitarra riposta nel fodero.<br />
Rebecca non dubita di chi sia, anche se non ne conosce il nome.<br />
La guarda con freddezza, sguardo leggermente lucido.<br />
<span style="font-weight: bold;">-Sei tu...-</span> La osserva.<br />
<span style="font-weight: bold;">-...La numero 43? Immagino proprio di sì. Ho un compito per te, stupida.-</span><br />
Qualcosa da dire?<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite><span style="font-style: italic;">Descrivi le sensazioni del tuo personaggio, i suoi pensieri possono essere rivolti sia verso l'Uomo in Nero come anche verso il panorama che circonda Rebecca.</span><br />
<span style="font-style: italic;">Sei liberi di inserire qualsiasi considerazione riguardo la tua Missione precedente come anche riguardo al rango raggiunto in seguito al Test. Fammi un bel post e per qualunque dubbio, sentiti libero di contattarmi privatamente!</span></blockquote>
<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Turnazione:</span><br />
Nemas<br />
Master]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="color: #cc3333;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-weight: bold;">Warriors</span></span></span></div>
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;">Estrai la spada e dimostra chi sei.</span></div>
<br />
<br />
<br />
Dopo il suo primo vivacissimo incontro con uno Yoma da Guerriera, Rebecca era stata spedita nelle Terre del Nord nei pressi della città di Dabi.<br />
Il paesaggio era estremamente monotono: alberi, neve, altri alberi e altra neve ancora.<br />
Faceva discretamente freddo ma l'unica cosa che poteva consolare la Guerriera era che non molto lontano da lei vi era un noto centro abitato, che era appunto Dabi.<br />
Ciò nonostante, come riparo per la notte, non aveva trovato assolutamente nulla e si era dovuta accontentare di sedersi su di un vecchio tronco marcio caduto da chissà quanto tempo.<br />
In lontananza si udì un ululato.<br />
<br />
Era sola in mezzo al nulla, al centro di una foresta dimenticata dagli uomini e circondata unicamente da cose che probabilmente volevano ucciderla.<br />
Improvvisamente, sentì il suono dei passi di un uomo che si avvicina, dalla nebbia emerge infine lui: un uomo alto leggermente più di Rebecca.<br />
Ha un lungo cappotto nero che lo ricopre e lo scalda, alla cintola porta una scimitarra riposta nel fodero.<br />
Rebecca non dubita di chi sia, anche se non ne conosce il nome.<br />
La guarda con freddezza, sguardo leggermente lucido.<br />
<span style="font-weight: bold;">-Sei tu...-</span> La osserva.<br />
<span style="font-weight: bold;">-...La numero 43? Immagino proprio di sì. Ho un compito per te, stupida.-</span><br />
Qualcosa da dire?<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite><span style="font-style: italic;">Descrivi le sensazioni del tuo personaggio, i suoi pensieri possono essere rivolti sia verso l'Uomo in Nero come anche verso il panorama che circonda Rebecca.</span><br />
<span style="font-style: italic;">Sei liberi di inserire qualsiasi considerazione riguardo la tua Missione precedente come anche riguardo al rango raggiunto in seguito al Test. Fammi un bel post e per qualunque dubbio, sentiti libero di contattarmi privatamente!</span></blockquote>
<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Turnazione:</span><br />
Nemas<br />
Master]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Tre modi per... [Hotenshi]]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-Tre-modi-per-Hotenshi</link>
			<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 00:26:08 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-Tre-modi-per-Hotenshi</guid>
			<description><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="color: #cc3333;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-weight: bold;">Tre modi per...</span></span></span></div>
<div style="text-align: right;"><span style="color: #999999;"><span style="font-style: italic;">Come se non ne bastasse uno...</span></span></div>
<br />
<br />
<br />
E' una mattina cupa e nuvolosa e minaccia di piovere da un momento all'altro. Una luce fioca filtra da una finestra senza vetri insieme a forti raffiche di vento che penetrano fra gli spifferi e fanno sussultare una porta sgangherata. Dei brividi ti salgono lungo la schiena. Non è decisamente un luogo ospitale quello in cui sei stata mandata ma, adesso, questo è il tuo territorio. Ormai Staph è un ricordo lontano.<br />
<br />
Ti trovi in una piccola capanna lontano dalla civiltà, esattamente dove ti hanno spedito per iniziare il tuo nuovo servizio nella regione di Bramante. La tua modesta abitazione è situata al limitare del bosco, isolata e distante una decina di chilometri dal villaggio che si trova giù a valle.<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Turnazione:</span><br />
Andrea<br />
Narratore<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Nota:</span> descrivi il luogo in cui ti trovi, quello che stai facendo e le tue sensazioni da quando sei arrivata sul posto. Racconta anche come hai vissuto l'allontanamento da Staph.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="color: #cc3333;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-weight: bold;">Tre modi per...</span></span></span></div>
<div style="text-align: right;"><span style="color: #999999;"><span style="font-style: italic;">Come se non ne bastasse uno...</span></span></div>
<br />
<br />
<br />
E' una mattina cupa e nuvolosa e minaccia di piovere da un momento all'altro. Una luce fioca filtra da una finestra senza vetri insieme a forti raffiche di vento che penetrano fra gli spifferi e fanno sussultare una porta sgangherata. Dei brividi ti salgono lungo la schiena. Non è decisamente un luogo ospitale quello in cui sei stata mandata ma, adesso, questo è il tuo territorio. Ormai Staph è un ricordo lontano.<br />
<br />
Ti trovi in una piccola capanna lontano dalla civiltà, esattamente dove ti hanno spedito per iniziare il tuo nuovo servizio nella regione di Bramante. La tua modesta abitazione è situata al limitare del bosco, isolata e distante una decina di chilometri dal villaggio che si trova giù a valle.<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Turnazione:</span><br />
Andrea<br />
Narratore<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Nota:</span> descrivi il luogo in cui ti trovi, quello che stai facendo e le tue sensazioni da quando sei arrivata sul posto. Racconta anche come hai vissuto l'allontanamento da Staph.]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Mangia che ti passa! [DarkGreen]]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-Mangia-che-ti-passa-DarkGreen</link>
			<pubDate>Sun, 31 Aug 2014 09:54:40 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-Mangia-che-ti-passa-DarkGreen</guid>
			<description><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;"><span style="color: #ff3333;"><span style="font-size: large;">Mangia che ti passa!</span></span></span></div>
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;"><span style="color: #cccccc;"><span style="font-size: medium;">Bene, e ora che si fa?</span></span></span></span></div>
<br />
Hered, alba. <br />
Lentamente la cittadina sta iniziando a svegliarsi, i primi uomini escono a darsi una lavata e si preparano per il lavoro. Nessuna donna o bambino in vista, il villaggio è composto da una ventina di minatori stanziati lì per poter raggiungere facilmente la cava, pochi minuti più a Sud-Ovest.<br />
La sua posizione, vicinissima alle Terre dell'Ovest, rende il clima più mite e oggi sembra che il tempo reggerà, anche se non mancano le nuvole in cielo.<br />
Una normalissima giornata di lavoro ha inizio per gli abitanti del piccolo agglomerato, dopo una colazione frugale. Oggi niente marce fino alla cava, però: è prevista la prelavorazione delle pietre da spedire. Gli uomini sono contenti quando si prevede quel genere di operazione: vuol dire che presto caricheranno i carri e dirigeranno verso Pieta, per poi disperdersi ciascuno al proprio villaggio d'origine per una meritata vacanza.<br />
Ma non tutto potrebbe andare come previsto, stavolta....<br />
<br />
Poco fuori dall'accampamento, Bosco Piccone.<br />
Una figuretta si staglia fra quelle imponenti degli alberi, osservando le baracche di legno dei minatori. Gli abitanti di quel posto sembrano pochi, il che da una parte è bene, dall'altra potrebbe non essere abbastanza.<br />
Semiramide girovaga ormai da diversi giorni, e se all'inizio sentiva un leggero languorino, ora ha una fame da lupi. Il suo piatto preferito, le dice lo stomaco, si compone di interiora umane. <br />
Bisogna però stare attenti: lei lo sa, quando gli umani iniziano a sparire qualcuno chiama l'Organizzazione per epurare la minaccia... e lei non vuole essere epurata. <br />
Dovrà inventarsi qualcosa per impedire alla notizia di trapelare... di raggiungere Staph... forse, un villaggio così piccolo offre un grosso vantaggio da questo punto di vista.<br />
<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite>Eccoci qua, la tua prima missione da Risvegliata ha inizio. Penso sia abbastanza chiaro cosa devi fare: contrariamente al solito, il tuo obiettivo è mangiarti gli umani, anziché uccidere gli Yoma. Puoi aggiungere qualche dettaglio alle mie descrizioni, se vuoi, basta che rimani fedele a ciò che ho scritto e alla zona in cui ti trovi (Terre del Nord). Semiramide comincia in forma umana, quindi se e quando vorrai trasformarti dovrai specificarlo.<br />
Per qualsiasi dubbio o domanda, contattami pure via MP. Grazie.</blockquote>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;"><span style="color: #ff3333;"><span style="font-size: large;">Mangia che ti passa!</span></span></span></div>
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;"><span style="color: #cccccc;"><span style="font-size: medium;">Bene, e ora che si fa?</span></span></span></span></div>
<br />
Hered, alba. <br />
Lentamente la cittadina sta iniziando a svegliarsi, i primi uomini escono a darsi una lavata e si preparano per il lavoro. Nessuna donna o bambino in vista, il villaggio è composto da una ventina di minatori stanziati lì per poter raggiungere facilmente la cava, pochi minuti più a Sud-Ovest.<br />
La sua posizione, vicinissima alle Terre dell'Ovest, rende il clima più mite e oggi sembra che il tempo reggerà, anche se non mancano le nuvole in cielo.<br />
Una normalissima giornata di lavoro ha inizio per gli abitanti del piccolo agglomerato, dopo una colazione frugale. Oggi niente marce fino alla cava, però: è prevista la prelavorazione delle pietre da spedire. Gli uomini sono contenti quando si prevede quel genere di operazione: vuol dire che presto caricheranno i carri e dirigeranno verso Pieta, per poi disperdersi ciascuno al proprio villaggio d'origine per una meritata vacanza.<br />
Ma non tutto potrebbe andare come previsto, stavolta....<br />
<br />
Poco fuori dall'accampamento, Bosco Piccone.<br />
Una figuretta si staglia fra quelle imponenti degli alberi, osservando le baracche di legno dei minatori. Gli abitanti di quel posto sembrano pochi, il che da una parte è bene, dall'altra potrebbe non essere abbastanza.<br />
Semiramide girovaga ormai da diversi giorni, e se all'inizio sentiva un leggero languorino, ora ha una fame da lupi. Il suo piatto preferito, le dice lo stomaco, si compone di interiora umane. <br />
Bisogna però stare attenti: lei lo sa, quando gli umani iniziano a sparire qualcuno chiama l'Organizzazione per epurare la minaccia... e lei non vuole essere epurata. <br />
Dovrà inventarsi qualcosa per impedire alla notizia di trapelare... di raggiungere Staph... forse, un villaggio così piccolo offre un grosso vantaggio da questo punto di vista.<br />
<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite>Eccoci qua, la tua prima missione da Risvegliata ha inizio. Penso sia abbastanza chiaro cosa devi fare: contrariamente al solito, il tuo obiettivo è mangiarti gli umani, anziché uccidere gli Yoma. Puoi aggiungere qualche dettaglio alle mie descrizioni, se vuoi, basta che rimani fedele a ciò che ho scritto e alla zona in cui ti trovi (Terre del Nord). Semiramide comincia in forma umana, quindi se e quando vorrai trasformarti dovrai specificarlo.<br />
Per qualsiasi dubbio o domanda, contattami pure via MP. Grazie.</blockquote>
]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[The Secret Path [claire83 - Lachesi - La X di Miria]]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-The-Secret-Path-claire83-Lachesi-La-X-di-Miria</link>
			<pubDate>Mon, 04 Aug 2014 14:16:41 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-The-Secret-Path-claire83-Lachesi-La-X-di-Miria</guid>
			<description><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-weight: bold;"><span style="font-style: italic;">The Secret Path</span></span></span></span><br />
<span style="font-style: italic;"><span style="font-size: large;">Behold, the secret path awaits you. The passage, only seen by a few, enter without fear, beloved one of the Earth, and return to where you belong.</span></span></div>
<br />
<span style="font-style: italic;">Veniste svegliate a notte fonda e vi venne detto di presentarvi all'esterno delle mura di Staph, armate ed equipaggiate; finalmente, pareva che una nuova missione stesse per essere intrapresa.</span><br />
<br />
Una figura incappucciata e accucciata vi attende, già conosciuta da Dua, con il suo personale e bellissimo sorriso. Il suo strano mantello grigio a strisce si muove leggermente, smosso dalla leggera brezza ora presente. Le sue braccia sono piene di cicatrici e le mani sono coperte da guanti senza dita neri.<br />
<br />
Kelsier si alza con grazia e si tira indietro il cappuccio, rivelando un viso avvenente, bello e uno sguardo penetrante. I suoi biondi capelli quasi stonano con i colori dei suoi abiti e i suoi occhi verdi vi guardano attentamente. Sorride ancor di più all'indirizzo della neo promossa numero 32 e comincia a parlare.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Per chi di voi ancora non ha avuto il piacere di conoscermi, io sono Kelsier ed è sempre un piacere trovarmi davanti a delle bellezze come voi.</span><br />
<br />
Il suo sguardo si concentra per un attimo su Morgana e fa un passo nella sua direzione.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Tu devi essere Morgana, la nostra nuova numero 25. Ricordavo che tu avessi una capigliatura diversa, ricordavo male? Tuttavia, la tua bellezza non delude.</span><br />
<br />
Kelsier fa due passi indietro e osserva nuovamente le tre guerriere presenti davanti a lui, quindi ricomincia a parlare, questa volta con tono serio.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">E' arrivata una richiesta d'aiuto dalle Terre del Nord. A Fresendorf, una cittadina vicina ad Alphonse, sono sparite molte persone, cittadini e non, e dopo inutili ricerche, il sindaco Ruthgard ha finalmente deciso di chiedere la nostra assistenza. Pare abbiano scoperto delle catacombe non troppo lontano dalla città e si siano insospettiti; insomma, sarebbero dovute essere abbandonate e invece... Be', maggiori informazioni ve le darà Ruthgard stesso.</span><br />
<br />
Un nuovo, sfavillante sorriso fa capolino sul viso del uomo, che parla quindi in tono allegro.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Abbiamo deciso di mandare addirittura tre guerriere, per via del numero insolitamente alto dei dispersi. Io... Noi, confidiamo nelle vostre capacità, a fronte dei vostri ultimi risultati. Morgana, tu sarai la Caposquadra. Dua, numero 32 e Angelica, numero 34, eseguite gli ordini, portate a termine il lavoro e tornare indietro, vive.</span><br />
<br />
Kelsier si avvicina alla numero 34 e le parla all'orecchio, dolcemente.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Hai superato il tuo Test in maniera eccellente... Mi raccomando, abbiamo ottimi piani per te. Buona fortuna.</span><br />
<br />
Si sposta quindi verso Dua, parlando anche a lei all'orecchio e accarezzandole delicatamente una guancia.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Sei maturata dal tuo Test. Spero che te la caverai anche questa volta; abbi fiducia in te. Buona fortuna.</span><br />
<br />
Infine si muove verso la Caposquadra, parlando anche a lei all'orecchio e accarezzandole delicatamente l'unica ciocca più lunga del resto dei capelli.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Morgana, so cos'è successo nella tua ultima missione e mi dispiace.</span> Il suo tono sembra davvero dispiaciuto. <span style="font-weight: bold;">Per la prima volta comanderai una squadra e avrai la responsabilità delle tue compagne. Buona fortuna.</span><br />
<br />
Detto ciò, Kelsier si muove agilmente all'indietro e pare scomparire letteralmente tra le ombre. La sua voce rimbomba poco dopo, all'improvviso.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Fesendorf si trova a 4 giorni di cammino ad est di Alphonse. Andate.</span><br />
<br />
<br />
Turnazione:<br />
claire83<br />
Lachesi<br />
La X di Miria (d'ora in avanti scriverò X)<br />
<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite>Avete tre turni a testa, uno per conoscervi e/o dirvi qualcosa e gli altri per descrivere il viaggio che vi aspetta, ovvero circa 6 giorni a velocità sostenuta. Descrivete le vostre sensazioni, i vostri pensieri, le reazioni alle parole di Kelsier e via discorrendo (E' sera inoltrata quando incontrate il MiB). Concludete il terzo post arrivando alle Terre del Nord. (Passerete dal clima desertico e secco di Staph e dell'Est al clima sempre più freddo del Nord, tenetelo a mente.)</blockquote>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="color: #800000;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-weight: bold;"><span style="font-style: italic;">The Secret Path</span></span></span></span><br />
<span style="font-style: italic;"><span style="font-size: large;">Behold, the secret path awaits you. The passage, only seen by a few, enter without fear, beloved one of the Earth, and return to where you belong.</span></span></div>
<br />
<span style="font-style: italic;">Veniste svegliate a notte fonda e vi venne detto di presentarvi all'esterno delle mura di Staph, armate ed equipaggiate; finalmente, pareva che una nuova missione stesse per essere intrapresa.</span><br />
<br />
Una figura incappucciata e accucciata vi attende, già conosciuta da Dua, con il suo personale e bellissimo sorriso. Il suo strano mantello grigio a strisce si muove leggermente, smosso dalla leggera brezza ora presente. Le sue braccia sono piene di cicatrici e le mani sono coperte da guanti senza dita neri.<br />
<br />
Kelsier si alza con grazia e si tira indietro il cappuccio, rivelando un viso avvenente, bello e uno sguardo penetrante. I suoi biondi capelli quasi stonano con i colori dei suoi abiti e i suoi occhi verdi vi guardano attentamente. Sorride ancor di più all'indirizzo della neo promossa numero 32 e comincia a parlare.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Per chi di voi ancora non ha avuto il piacere di conoscermi, io sono Kelsier ed è sempre un piacere trovarmi davanti a delle bellezze come voi.</span><br />
<br />
Il suo sguardo si concentra per un attimo su Morgana e fa un passo nella sua direzione.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Tu devi essere Morgana, la nostra nuova numero 25. Ricordavo che tu avessi una capigliatura diversa, ricordavo male? Tuttavia, la tua bellezza non delude.</span><br />
<br />
Kelsier fa due passi indietro e osserva nuovamente le tre guerriere presenti davanti a lui, quindi ricomincia a parlare, questa volta con tono serio.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">E' arrivata una richiesta d'aiuto dalle Terre del Nord. A Fresendorf, una cittadina vicina ad Alphonse, sono sparite molte persone, cittadini e non, e dopo inutili ricerche, il sindaco Ruthgard ha finalmente deciso di chiedere la nostra assistenza. Pare abbiano scoperto delle catacombe non troppo lontano dalla città e si siano insospettiti; insomma, sarebbero dovute essere abbandonate e invece... Be', maggiori informazioni ve le darà Ruthgard stesso.</span><br />
<br />
Un nuovo, sfavillante sorriso fa capolino sul viso del uomo, che parla quindi in tono allegro.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Abbiamo deciso di mandare addirittura tre guerriere, per via del numero insolitamente alto dei dispersi. Io... Noi, confidiamo nelle vostre capacità, a fronte dei vostri ultimi risultati. Morgana, tu sarai la Caposquadra. Dua, numero 32 e Angelica, numero 34, eseguite gli ordini, portate a termine il lavoro e tornare indietro, vive.</span><br />
<br />
Kelsier si avvicina alla numero 34 e le parla all'orecchio, dolcemente.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Hai superato il tuo Test in maniera eccellente... Mi raccomando, abbiamo ottimi piani per te. Buona fortuna.</span><br />
<br />
Si sposta quindi verso Dua, parlando anche a lei all'orecchio e accarezzandole delicatamente una guancia.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Sei maturata dal tuo Test. Spero che te la caverai anche questa volta; abbi fiducia in te. Buona fortuna.</span><br />
<br />
Infine si muove verso la Caposquadra, parlando anche a lei all'orecchio e accarezzandole delicatamente l'unica ciocca più lunga del resto dei capelli.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Morgana, so cos'è successo nella tua ultima missione e mi dispiace.</span> Il suo tono sembra davvero dispiaciuto. <span style="font-weight: bold;">Per la prima volta comanderai una squadra e avrai la responsabilità delle tue compagne. Buona fortuna.</span><br />
<br />
Detto ciò, Kelsier si muove agilmente all'indietro e pare scomparire letteralmente tra le ombre. La sua voce rimbomba poco dopo, all'improvviso.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Fesendorf si trova a 4 giorni di cammino ad est di Alphonse. Andate.</span><br />
<br />
<br />
Turnazione:<br />
claire83<br />
Lachesi<br />
La X di Miria (d'ora in avanti scriverò X)<br />
<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite>Avete tre turni a testa, uno per conoscervi e/o dirvi qualcosa e gli altri per descrivere il viaggio che vi aspetta, ovvero circa 6 giorni a velocità sostenuta. Descrivete le vostre sensazioni, i vostri pensieri, le reazioni alle parole di Kelsier e via discorrendo (E' sera inoltrata quando incontrate il MiB). Concludete il terzo post arrivando alle Terre del Nord. (Passerete dal clima desertico e secco di Staph e dell'Est al clima sempre più freddo del Nord, tenetelo a mente.)</blockquote>
]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Io sono Leggenda [Morgana, Angela, Semiramide]]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-Io-sono-Leggenda-Morgana-Angela-Semiramide</link>
			<pubDate>Sun, 11 May 2014 08:49:48 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-Io-sono-Leggenda-Morgana-Angela-Semiramide</guid>
			<description><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="color: #993333;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-weight: bold;">Io sono Leggenda</span></span></span></div>
<br />
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;">"... o perlomeno ci provo!"</span></div>
<br />
<br />
Tre guerriere si sono riunite per una missione piuttosto semplice, uccidere qualche yoma nelle Terre del Nord, in prossimità di un villaggio chiamato Bridge Town. Angela, la caposquadra, guida il gruppo formato da Morgana e Semiramide, due compagne con meno esperienza ma di buone speranze. Riecheggiano ancora forti nelle vostre menti le parole di Cort, poco prima che partiste dalla sede dell'Organizzazione: <br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">«Angela, stai procedendo bene, lo storico dei tuoi successi cresce... vediamo come te la cavi come caposquadra. Trascinatevi a Bridge Town e scoprite chi ha mandato questa lettera di soccorso. Sperando che abbia di che pagarci. Altrimenti dovrò mandare qualcun altro a fare un altro tipo di lavoro...»</span><br />
<br />
Fin troppo gentile, il <span style="font-style: italic;">buon </span>vecchio Cort, per non tramare qualcosa... e anche la lettera di soccorso suona strana:<br />
<br />
<span style="font-style: italic;"><span style="color: #959494;"><span style="font-family: Verdana, Arial, sans-serif">Sono rimasto solo io. Là fuori non c'è più nessuno di cui possa fidarmi, lo sento. Affiderò la mia vita a questo piccione viaggiatore, lo spedirò verso Est, verso Staph... arriverà in tempo? Il denaro non mi manca, ma il tempo, il tempo no, quello non sarà forse sufficiente. Eravamo una piccola colonia ai confini delle terre settentrionali, eravamo in sei, uniti dallo spirito comune per l'avventura... poi i mostri ci hanno divorato, prendendo il nostro posto. Sarei scappato ma l'inverno troppo rigido aveva bloccato ogni strada. Avrei urlato se il terrore non mi avesse paralizzato... e salvato. E poi lo spirito di sopravvivenza mi ha costretto a fare qualcosa, qualsiasi cosa pur di restare vivo. Ho finto di essere io pure uno Yoma; ridendo come loro; muovendomi come loro; mangiando quel che mangiavano loro. La mia mente vacilla giorno dopo giorno. Questo inverno non sembra voler finire.</span></span> </span><br />
<br />
Tutto intorno a voi c'è uno spesso manto di neve, che ricopre parzialmente anche il sentiero di terra battuta sul quale vi siete inoltrate. Dietro di voi c'è un'immensa vallata, di fronte a voi e sui lati troneggiano delle alte montagne rocciose, anch'esse imbiancate. Il cammino conduce verso un passo montuoso, unico passaggio verso Bridge Town. Purtroppo la neve non rende agibile il passaggio... ma voi siete Guerriere dell'Organizzazione, troverete un modo per superare l'angusto passo. La prima difficoltà che incontrate è proprio questa: una parete di neve e ghiaccio alta quattro metri, proprio di fronte a voi e lungo l'unica strada che potrebbe condurvi a destinazione.<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Turnazione</span><br />
Angela<br />
Morgana<br />
Semiramide<br />
<br />
<br />
<br />
Nel primo post potete raccontare del vostro viaggio fino a qui, parlare fra di voi, conoscervi meglio, descrivere meglio il circondario... insomma avete carta bianca, nei limiti della coerenza! Potete anche fare due turnazioni, l'importante è che mi avvisiate. Quando invece volete andare avanti con la missione provate a cimentarvi contro la parete di neve e ghiaccio e descrivetemi come intendete superarla.<br />
<br />
Chi di voi non ha ancora finito di aggiornare la scheda faccia quello, prima di postare. Fatelo il prima possibile, perché la missione (e il conteggio dei 3 giorni per postare) partono da ora. <br />
<br />
Buona missione!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="color: #993333;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-weight: bold;">Io sono Leggenda</span></span></span></div>
<br />
<div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;">"... o perlomeno ci provo!"</span></div>
<br />
<br />
Tre guerriere si sono riunite per una missione piuttosto semplice, uccidere qualche yoma nelle Terre del Nord, in prossimità di un villaggio chiamato Bridge Town. Angela, la caposquadra, guida il gruppo formato da Morgana e Semiramide, due compagne con meno esperienza ma di buone speranze. Riecheggiano ancora forti nelle vostre menti le parole di Cort, poco prima che partiste dalla sede dell'Organizzazione: <br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">«Angela, stai procedendo bene, lo storico dei tuoi successi cresce... vediamo come te la cavi come caposquadra. Trascinatevi a Bridge Town e scoprite chi ha mandato questa lettera di soccorso. Sperando che abbia di che pagarci. Altrimenti dovrò mandare qualcun altro a fare un altro tipo di lavoro...»</span><br />
<br />
Fin troppo gentile, il <span style="font-style: italic;">buon </span>vecchio Cort, per non tramare qualcosa... e anche la lettera di soccorso suona strana:<br />
<br />
<span style="font-style: italic;"><span style="color: #959494;"><span style="font-family: Verdana, Arial, sans-serif">Sono rimasto solo io. Là fuori non c'è più nessuno di cui possa fidarmi, lo sento. Affiderò la mia vita a questo piccione viaggiatore, lo spedirò verso Est, verso Staph... arriverà in tempo? Il denaro non mi manca, ma il tempo, il tempo no, quello non sarà forse sufficiente. Eravamo una piccola colonia ai confini delle terre settentrionali, eravamo in sei, uniti dallo spirito comune per l'avventura... poi i mostri ci hanno divorato, prendendo il nostro posto. Sarei scappato ma l'inverno troppo rigido aveva bloccato ogni strada. Avrei urlato se il terrore non mi avesse paralizzato... e salvato. E poi lo spirito di sopravvivenza mi ha costretto a fare qualcosa, qualsiasi cosa pur di restare vivo. Ho finto di essere io pure uno Yoma; ridendo come loro; muovendomi come loro; mangiando quel che mangiavano loro. La mia mente vacilla giorno dopo giorno. Questo inverno non sembra voler finire.</span></span> </span><br />
<br />
Tutto intorno a voi c'è uno spesso manto di neve, che ricopre parzialmente anche il sentiero di terra battuta sul quale vi siete inoltrate. Dietro di voi c'è un'immensa vallata, di fronte a voi e sui lati troneggiano delle alte montagne rocciose, anch'esse imbiancate. Il cammino conduce verso un passo montuoso, unico passaggio verso Bridge Town. Purtroppo la neve non rende agibile il passaggio... ma voi siete Guerriere dell'Organizzazione, troverete un modo per superare l'angusto passo. La prima difficoltà che incontrate è proprio questa: una parete di neve e ghiaccio alta quattro metri, proprio di fronte a voi e lungo l'unica strada che potrebbe condurvi a destinazione.<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Turnazione</span><br />
Angela<br />
Morgana<br />
Semiramide<br />
<br />
<br />
<br />
Nel primo post potete raccontare del vostro viaggio fino a qui, parlare fra di voi, conoscervi meglio, descrivere meglio il circondario... insomma avete carta bianca, nei limiti della coerenza! Potete anche fare due turnazioni, l'importante è che mi avvisiate. Quando invece volete andare avanti con la missione provate a cimentarvi contro la parete di neve e ghiaccio e descrivetemi come intendete superarla.<br />
<br />
Chi di voi non ha ancora finito di aggiornare la scheda faccia quello, prima di postare. Fatelo il prima possibile, perché la missione (e il conteggio dei 3 giorni per postare) partono da ora. <br />
<br />
Buona missione!]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Introduzione alla Terre del Nord]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-Introduzione-alla-Terre-del-Nord</link>
			<pubDate>Tue, 26 Nov 2013 16:44:50 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-Introduzione-alla-Terre-del-Nord</guid>
			<description><![CDATA[<div style="text-align: center;"><span style="color: #cc3333;"><span style="font-size: xx-large;">Terre del Nord - Alfonse</span></span></div>
<br />
<div style="text-align: justify;">Situate all'estremità settentrionale del continente, le terre di Alfonse sono il regno del gelo e dell'inverno. La neve, infatti, è l'elemento costante che ricopre come un candido manto le fitte foreste e le impervie montagne sferzate dai gelidi venti del nord. Non è facile vivere quì, ed è per questo motivo che Alfonse è meno popolata rispetto a Toulouse, Lautrec, e Mucha, sebbene non sia certo desolata come Staph. </div>
<br />
<div style="text-align: justify;">Gli abitanti del nord, temerari temprati dalle avversità che sono riusciti ad adattarsi a vivere in questo clima ostile, conducono un'esistenza semplice ma tutto sommato felice riuscendo a sopravvivere grazie soprattutto agli esigui raccolti della stagione estiva, quando il vento sembra placarsi appena e la neve, sebbene a fatica, si scioglie, e alla caccia. Anche se non mancano i piccoli villaggi e le comunità isolate, la maggior parte della popolazione di Alfonse si concentra in alcune grandi città come ad esempio Pieta, la più grande città del nord (soprannominata "La città dell'Inizio" in quanto è il primo insediamento che i viaggiatori incontrano provenendo da sud), e Dabi. </div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;"><span style="color: #cc3333;"><span style="font-size: xx-large;">Terre del Nord - Alfonse</span></span></div>
<br />
<div style="text-align: justify;">Situate all'estremità settentrionale del continente, le terre di Alfonse sono il regno del gelo e dell'inverno. La neve, infatti, è l'elemento costante che ricopre come un candido manto le fitte foreste e le impervie montagne sferzate dai gelidi venti del nord. Non è facile vivere quì, ed è per questo motivo che Alfonse è meno popolata rispetto a Toulouse, Lautrec, e Mucha, sebbene non sia certo desolata come Staph. </div>
<br />
<div style="text-align: justify;">Gli abitanti del nord, temerari temprati dalle avversità che sono riusciti ad adattarsi a vivere in questo clima ostile, conducono un'esistenza semplice ma tutto sommato felice riuscendo a sopravvivere grazie soprattutto agli esigui raccolti della stagione estiva, quando il vento sembra placarsi appena e la neve, sebbene a fatica, si scioglie, e alla caccia. Anche se non mancano i piccoli villaggi e le comunità isolate, la maggior parte della popolazione di Alfonse si concentra in alcune grandi città come ad esempio Pieta, la più grande città del nord (soprannominata "La città dell'Inizio" in quanto è il primo insediamento che i viaggiatori incontrano provenendo da sud), e Dabi. </div>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'uomo Nero [BlackGhost-Zephirus]]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-L-uomo-Nero-BlackGhost-Zephirus</link>
			<pubDate>Sun, 03 Feb 2013 16:32:40 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-L-uomo-Nero-BlackGhost-Zephirus</guid>
			<description><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;"><span style="color: #8b0000;">[SIZE="5"]L'uomo Nero[/SIZE]</span><br />
<span style="font-style: italic;"><span style="color: silver;">[SIZE="5"]...sono io![/SIZE]</span></span></span></div>
<br />
Angela si trova davanti a una porta nera, unico ornamento di un muro completamente spoglio altrimenti. Un accolito, Peter, l'ha portata lÃ¬ per una strada che non si ricorda e poi se n'Ã¨ andato imprecando. Non le ha nemmeno dato il tempo di finire la sua diatriba col ragno e con la sua tela... ma i pensieri della guerriera vengono interrotti dal ritorno dell'uomo in nero, accompagnato da una sua compagna.<br />
<span style="font-weight: bold;">Nadia. Diciannove.</span><br />
Sputa Peter indicandola col pollice. <br />
<span style="font-weight: bold;">Una posizione piÃ¹ di te, Angela. Sfortuna, eh? Per un numeretto si beccherÃ  il comando.</span><br />
Ridendo malignamente le ficca entrambe a forza nella porta nera, senza dar loro il tempo di presentarsi decentemente. L'interno Ã¨ un corridoio nero, illuminato fiocamente da torce poste fra quadri cupi. Lo attraversano fino a una porta nera... la stessa di prima? No, non Ã¨ possibile. La aprono e ne hanno conferma: non si trovano all'esterno, ma in una stanza quadrata, con altri quadri alle pareti, sopra a scaffali stracolmi di libri fra cui sfreccia un accolito impegnatissimo. Sulla parete di fronte a loro, un unico dipinto campeggia: il ritratto di un uomo in nero, in abiti raffinati, con una folta barba e capelli neri e una benda a coprirgli gli occhi. Lo stesso uomo in nero, o forse in grigio, che siede sulla poltrona sotto il quadro. Lo stesso uomo in nero che inizia a parlare in versi:<br />
<br />
<div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;">Chi tra voi, mie guerriere,<br />
teme noi uomini in nero?<br />
Non siamo mica fiere<br />
non mi sbaglio, nevvero?<br />
Eppure le bambine<br />
son tanto spaventate<br />
e son cosÃ¬ carine<br />
se son terrorizzate.<br />
I loro genitori<br />
per meglio minacciarle<br />
ricoprono d'allori<br />
le piÃ¹ assurde ciarle<br />
e dicon che rapiamo<br />
le povere infante<br />
e poi ce le mangiamo.<br />
Ma un misero birbante<br />
lo sta davver facendo<br />
e tutti van dicendo<br />
ch'Ã¨ lui, sÃ¬, l'Uomo Nero.<br />
Ma questo non Ã¨ vero.</span></div>
<br />
L'anziano lascia cadere il discorso che sembrava iniziato per proseguire ben oltre... lasciando dedurre alle guerriere le conclusioni di quelle parole. Ci pensa Duran a informarle sulla loro destinazione:<br />
<span style="font-weight: bold;">Thosk Ã¨ un villaggio delle Terre del Nord. La gente sostiene che l'Uomo Nero sta rapendo le bambine... quello stesso Uomo Nero che dovrebbe stare solo nelle leggende. Ma il capovillaggio non intende farsi fregare. Andate a vedere chi ha ragione.</span><br />
Con questo, le congeda. Un paio di parole ancora le raggiungono mentre stanno per andarsene:<br />
<br />
<div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;">Nadia, a te il comando<br />
Io or e qui demando.</span></div>
<br />
CosÃ¬ Nadia e Angela tornano a uscire dalla Galleria, e possono partire per il Nord.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Turnazione</span><br />
<span style="font-style: italic;">Zephirus<br />
BlackGhost</span><br />
<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite>Descrivete l'incontro con gli uomini in nero. Potete inoltre dedicare il post al primo giorno di viaggio, con libertÃ  di descrivere il paesaggio (ricordate di essere nelle Terre dell'Est). Il post del Narratore vi farÃ  giungere a Thosk, dopo otto giorni di viaggio. Se desiderate avere piÃ¹ post per fare meglio conoscenza, inviatemi un MP.</blockquote>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;"><span style="color: #8b0000;">[SIZE="5"]L'uomo Nero[/SIZE]</span><br />
<span style="font-style: italic;"><span style="color: silver;">[SIZE="5"]...sono io![/SIZE]</span></span></span></div>
<br />
Angela si trova davanti a una porta nera, unico ornamento di un muro completamente spoglio altrimenti. Un accolito, Peter, l'ha portata lÃ¬ per una strada che non si ricorda e poi se n'Ã¨ andato imprecando. Non le ha nemmeno dato il tempo di finire la sua diatriba col ragno e con la sua tela... ma i pensieri della guerriera vengono interrotti dal ritorno dell'uomo in nero, accompagnato da una sua compagna.<br />
<span style="font-weight: bold;">Nadia. Diciannove.</span><br />
Sputa Peter indicandola col pollice. <br />
<span style="font-weight: bold;">Una posizione piÃ¹ di te, Angela. Sfortuna, eh? Per un numeretto si beccherÃ  il comando.</span><br />
Ridendo malignamente le ficca entrambe a forza nella porta nera, senza dar loro il tempo di presentarsi decentemente. L'interno Ã¨ un corridoio nero, illuminato fiocamente da torce poste fra quadri cupi. Lo attraversano fino a una porta nera... la stessa di prima? No, non Ã¨ possibile. La aprono e ne hanno conferma: non si trovano all'esterno, ma in una stanza quadrata, con altri quadri alle pareti, sopra a scaffali stracolmi di libri fra cui sfreccia un accolito impegnatissimo. Sulla parete di fronte a loro, un unico dipinto campeggia: il ritratto di un uomo in nero, in abiti raffinati, con una folta barba e capelli neri e una benda a coprirgli gli occhi. Lo stesso uomo in nero, o forse in grigio, che siede sulla poltrona sotto il quadro. Lo stesso uomo in nero che inizia a parlare in versi:<br />
<br />
<div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;">Chi tra voi, mie guerriere,<br />
teme noi uomini in nero?<br />
Non siamo mica fiere<br />
non mi sbaglio, nevvero?<br />
Eppure le bambine<br />
son tanto spaventate<br />
e son cosÃ¬ carine<br />
se son terrorizzate.<br />
I loro genitori<br />
per meglio minacciarle<br />
ricoprono d'allori<br />
le piÃ¹ assurde ciarle<br />
e dicon che rapiamo<br />
le povere infante<br />
e poi ce le mangiamo.<br />
Ma un misero birbante<br />
lo sta davver facendo<br />
e tutti van dicendo<br />
ch'Ã¨ lui, sÃ¬, l'Uomo Nero.<br />
Ma questo non Ã¨ vero.</span></div>
<br />
L'anziano lascia cadere il discorso che sembrava iniziato per proseguire ben oltre... lasciando dedurre alle guerriere le conclusioni di quelle parole. Ci pensa Duran a informarle sulla loro destinazione:<br />
<span style="font-weight: bold;">Thosk Ã¨ un villaggio delle Terre del Nord. La gente sostiene che l'Uomo Nero sta rapendo le bambine... quello stesso Uomo Nero che dovrebbe stare solo nelle leggende. Ma il capovillaggio non intende farsi fregare. Andate a vedere chi ha ragione.</span><br />
Con questo, le congeda. Un paio di parole ancora le raggiungono mentre stanno per andarsene:<br />
<br />
<div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;">Nadia, a te il comando<br />
Io or e qui demando.</span></div>
<br />
CosÃ¬ Nadia e Angela tornano a uscire dalla Galleria, e possono partire per il Nord.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Turnazione</span><br />
<span style="font-style: italic;">Zephirus<br />
BlackGhost</span><br />
<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite>Descrivete l'incontro con gli uomini in nero. Potete inoltre dedicare il post al primo giorno di viaggio, con libertÃ  di descrivere il paesaggio (ricordate di essere nelle Terre dell'Est). Il post del Narratore vi farÃ  giungere a Thosk, dopo otto giorni di viaggio. Se desiderate avere piÃ¹ post per fare meglio conoscenza, inviatemi un MP.</blockquote>
]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Urla, torce e forconi [WolfSoul - Nardo - sagaraluca21]]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-Urla-torce-e-forconi-WolfSoul-Nardo-sagaraluca21--2471</link>
			<pubDate>Sun, 30 Dec 2012 18:01:04 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-Urla-torce-e-forconi-WolfSoul-Nardo-sagaraluca21--2471</guid>
			<description><![CDATA[<div style="text-align: right;">[SIZE="4"]<span style="color: darkred;"><span style="font-weight: bold;">Urla, torce e forconi</span></span>[/SIZE]<br />
[SIZE="2"]<span style="font-weight: bold;">Avete mai visto della gente<br />
davvero disperata?</span>[/SIZE]</div>
<br />
<br />
<br />
<br />
Lore, nel cuore delle Terre del Nord. Un villaggio come tanti, che vive di agricoltura d'estate e di legname, frutti secchi e cacciagione d'inverno.<br />
In un mattino nuvoloso e ventoso, con la neve che scendeva fine e non disturbante ed il Sole che si affacciava alto oltre le nuvole, tre Claymore ed un uomo in nero si incontrarono ad un incrocio ad un chilometro dal villaggio in questione.<br />
L'uomo in nero era strano davvero: nonostante il clima freddo, era vestito solo con una camicia bianca ed una giacca nera sopra, pantaloni neri e scarpe nere, piÃ¹ un cappello a cilindro, guanti bianchi, un bastone dal pommello d'oro, e... due occhialini a pince-nez che oscuravano gli occhi retrostanti.<br />
Al veder giungere la Guerriera albina e quella sorridente con la coda di cavallo, sorrise loro; la terza, anch'essa con una coda di cavallo ma dotata di uno sguardo assai freddo, era giÃ  al suo fianco.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«Numero 26, Seayne, e numero 32, Alicia... ben arrivate. Lei Ã¨ la numero 23, Saphelia, mentre io mi chiamo Hayez.Â»</span><br />
<br />
La presentazione era d'obbligo, perchÃ© le tre ragazze erano giunte per vie diverse: Saphelia aveva seguito Hayez dopo essersi ripresa dalla fallimentare missione al Sud, mentre le altre due erano partite da Staph dietro ordine di un altro uomo in nero, un giovane dai lunghi capelli neri di nome Brera; l'appuntamento era all'incrocio per Lore, ed ora si trovavano tutte lÃ¬.<br />
Hayez comunque non parve badare al freddo nÃ© alle cerimonie, e infatti passÃ² subito al sodo.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«Il Capovillaggio di Lore, il paese alle mie spalle, ci ha chiesto di recente un intervento: molti suoi compaesani sono stati trovati nei boschi circostanti disgraziatamente privi di budella, un pÃ² troppi per pensare ad un solo Yoma. Caso semplice, vero? Preoccupa solo il fatto che abbia accennato ad una certa intemperanza da parte della sua gente... ma immagino sia normale, poveracci. Dubito ci sia altro da aggiungere: buona caccia, stanate gli Yoma e fateli fuori.Â»</span><br />
<br />
Hayez battÃ¨ le mani facendo chiaro gesto di sbarazzarsene, e fu quasi sul punto di andar via quando, come un ripensamento, si volse verso Saphelia.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«Dimenticavo... Saphelia, questa volta sarai la Capogruppo, dato il tuo numero: lasciati alle spalle le brutte esperienze e non farti abbattere, d'accordo?Â»</span><br />
<br />
Detto ciÃ², l'uomo in nero agitÃ² la destra per salutare le tre Claymore, e si allontanÃ² verso il sentiero.<br />
Solo quando fu certo che le ragazze non potessero piÃ¹ vederlo in volto, il suo sorriso divenne sinistro.<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Turnazione:</span><br />
<br />
<span style="font-style: italic;">WolfSoul<br />
Nardo<br />
sagaraluca21</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right;">[SIZE="4"]<span style="color: darkred;"><span style="font-weight: bold;">Urla, torce e forconi</span></span>[/SIZE]<br />
[SIZE="2"]<span style="font-weight: bold;">Avete mai visto della gente<br />
davvero disperata?</span>[/SIZE]</div>
<br />
<br />
<br />
<br />
Lore, nel cuore delle Terre del Nord. Un villaggio come tanti, che vive di agricoltura d'estate e di legname, frutti secchi e cacciagione d'inverno.<br />
In un mattino nuvoloso e ventoso, con la neve che scendeva fine e non disturbante ed il Sole che si affacciava alto oltre le nuvole, tre Claymore ed un uomo in nero si incontrarono ad un incrocio ad un chilometro dal villaggio in questione.<br />
L'uomo in nero era strano davvero: nonostante il clima freddo, era vestito solo con una camicia bianca ed una giacca nera sopra, pantaloni neri e scarpe nere, piÃ¹ un cappello a cilindro, guanti bianchi, un bastone dal pommello d'oro, e... due occhialini a pince-nez che oscuravano gli occhi retrostanti.<br />
Al veder giungere la Guerriera albina e quella sorridente con la coda di cavallo, sorrise loro; la terza, anch'essa con una coda di cavallo ma dotata di uno sguardo assai freddo, era giÃ  al suo fianco.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«Numero 26, Seayne, e numero 32, Alicia... ben arrivate. Lei Ã¨ la numero 23, Saphelia, mentre io mi chiamo Hayez.Â»</span><br />
<br />
La presentazione era d'obbligo, perchÃ© le tre ragazze erano giunte per vie diverse: Saphelia aveva seguito Hayez dopo essersi ripresa dalla fallimentare missione al Sud, mentre le altre due erano partite da Staph dietro ordine di un altro uomo in nero, un giovane dai lunghi capelli neri di nome Brera; l'appuntamento era all'incrocio per Lore, ed ora si trovavano tutte lÃ¬.<br />
Hayez comunque non parve badare al freddo nÃ© alle cerimonie, e infatti passÃ² subito al sodo.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«Il Capovillaggio di Lore, il paese alle mie spalle, ci ha chiesto di recente un intervento: molti suoi compaesani sono stati trovati nei boschi circostanti disgraziatamente privi di budella, un pÃ² troppi per pensare ad un solo Yoma. Caso semplice, vero? Preoccupa solo il fatto che abbia accennato ad una certa intemperanza da parte della sua gente... ma immagino sia normale, poveracci. Dubito ci sia altro da aggiungere: buona caccia, stanate gli Yoma e fateli fuori.Â»</span><br />
<br />
Hayez battÃ¨ le mani facendo chiaro gesto di sbarazzarsene, e fu quasi sul punto di andar via quando, come un ripensamento, si volse verso Saphelia.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«Dimenticavo... Saphelia, questa volta sarai la Capogruppo, dato il tuo numero: lasciati alle spalle le brutte esperienze e non farti abbattere, d'accordo?Â»</span><br />
<br />
Detto ciÃ², l'uomo in nero agitÃ² la destra per salutare le tre Claymore, e si allontanÃ² verso il sentiero.<br />
Solo quando fu certo che le ragazze non potessero piÃ¹ vederlo in volto, il suo sorriso divenne sinistro.<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Turnazione:</span><br />
<br />
<span style="font-style: italic;">WolfSoul<br />
Nardo<br />
sagaraluca21</span>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Neve Nera [Jurking1985 - Vick_Svarta_Blixten]]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-Neve-Nera-Jurking1985-Vick-Svarta-Blixten</link>
			<pubDate>Tue, 01 May 2012 20:36:31 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-Neve-Nera-Jurking1985-Vick-Svarta-Blixten</guid>
			<description><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;">[SIZE="5"]<span style="color: #8b0000;">Neve Nera</span>[/SIZE]</span><br />
<span style="font-weight: bold;"><span style="font-style: italic;">[SIZE="2"]<span style="color: silver;">Cenere alla Cenere</span>[/SIZE]</span></span><br />
&lt;div style="background: #fef6d2; border: 1px solid #efe3ae; margin: 6px 0px 0px 0px; padding: 6px 8px 6px 10px; width:60px;"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/rrlqwjc5xCo"  type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="60" height="25" backgound="red"&gt;&lt;/embed&gt;<br />
&lt;/div&gt;</div><span style="font-weight: bold;"><div style="text-align: center;"><span style="color: DarkRed;">OBIETTIVI SBLOCCABILI</span></div></span><div style="text-align: center;">&lt;div style="padding: 5px; border: 1px solid #fafafa; width:250px;"&gt;&lt;img src="http://www.claymorefan.org/ClaymoreFAN_GDR/Immagini/obiettivi/icona_nevenera_01.png" alt="Non son poi cosÃ¬ cattive... [20PE]" width="80" height="80" /&gt; &lt;img src="http://www.claymorefan.org/ClaymoreFAN_GDR/Immagini/obiettivi/icona_neve01.png" alt="L'Enigmista [50PE]" width="80" height="80" /&gt; &lt;img src="http://www.claymorefan.org/website/imgs/gdr/obiettiviout/icon_obiettivo.png" alt="Obiettivo Segreto [80PE]" width="80" height="80" /&gt;&lt;/div&gt;</div>
&lt;img style="float:left; padding-right:5px; padding-bottom:5px;" src="http://i48.tinypic.com/2dj59fr.png" width="300" height="352" /&gt;Il brusco risveglio e l'ordine di raggiungere la grande Sala del Consiglio percorrendo i neri corridoi dell'Organizzazione sono ormai un ricordo, visto che ora vi ritrovate giÃ  in cammino nelle terre di Alphonse con la neve che vi arriva alle ginocchia. Non si puÃ² dire che la strada per giungere a destinazione sia scorrevole, anzi: non vi sono piÃ¹ sentieri che portano alla cittÃ  di Amsel, la vostra meta. Sono mesi che di qui non passa nessuno e la natura si Ã¨ ripresa ciÃ² che era suo, ricoprendo di gelidi cristalli il paesaggio immobile ed immacolato che ora state deturpando con il vostro incedere lento e faticoso. I leggeri e timidi riflessi del lago che state costeggiando sul versante est vi accompagnano in quest'arduo cammino, mentre una brezza gelida ma leggera sferza i vostri visi, arrossati.<br />
<br />
Mentre sprofondate passo dopo passo con le prime luci dell'alba, le parole di Domino rimbombano ancora nelle vostre teste, come se foste ancora in quella tenebrosa stanza, ad ascoltarlo. Ã in piedi davanti a voi, con delle catene avvolte intorno alle braccia che lascia penzolare; sono arrugginite, consunte e una di loro gronda sangue, le cui gocce ritmicamente si abbandonano alla gravitÃ , esplodendo poi in una macchia una volta giunte a terra. Lo scoppiettio delle fiaccole attaccate alle varie colonne portanti, si aggiunge all'orchestra dando vita ad una sinfonia tutt'altro che piacevole e rassicurante. Domino vi guarda senza proferir parola, mentre le sue mani si intrattengono con il gelido ferro, provocando quel rumore sinistro che da sempre spaventa le reclute di qualsiasi generazione, un rumore che vuol dire solo una cosa: punizione. Il silenzio tombale rotto solo dal suo passatempo attuale, raggelerebbe il sangue di chiunque. Fa una smorfia serrando le mascelle e i pugni, gonfiando cosÃ¬ i muscoli della braccia, per poi dar aria ai polmoni.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«Terra dell'Armonia... dopo aver dimostrato il tuo valore a sud, sarai la caposquadra di questa spedizione nelle terre di Alphonse, ad Amsel. Sono sicuro che non avrai problemi a muoverti per quelle lande selvagge, abbandonate dagli Dei e, ora, persino dagli uomini.Â»</span><br />
<br />
Un ghigno prende vita sul suo volto sfigurato e le catene si fanno notare ancora una volta, piÃ¹ rumorose e feroci.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«Porterai con te... lei, la No.35.Â»</span> dice, indicandola usando una delle catene a mo di frusta. Il rumore Ã¨ talmente forte che vi fa sussultare, riecheggiando per un lungo istante prima di svanire nel nulla.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«Questo non Ã¨ un viaggio di piacere. Ci Ã¨ stata mandata una richiesta di caccia alla yoma, presso il villaggio termale di Amsel, arroccato sulle pendici del vulcano Enok, che in questo periodo Ã¨ in piena attivitÃ . Sono mesi che gli abitanti convivono con l'incubo yoma, tanto che il turismo Ã¨ praticamente cessato, gettando cosÃ¬ l'attivitÃ  di questa cittadina, sull'orlo del tracollo. Arrivate a destinazione e parlate con Kamu, Ã¨ lui che ci ha assoldato.Â»</span><br />
<br />
Distoglie lo sguardo da voi, guardandosi le mani, che rivolge con i palmi verso l'alto. Sono callose, rovinate ed insanguinate, mentre le catene che le avvolgono provocano altre ferite, che paiono non infastidire perÃ² l'uomo in nero. Fa due passi avvicinandosi a Gaia, per poi tornare a fissarvi con il suo unico occhio.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«Terra, hai anche il dovere di tenere sotto controllo la tua compagna. Qualsiasi passo falso, per lei, significa perdere la testa. Sei autorizzata a procedere con la sua esecuzione qualora dovesse essere necessario.Â»</span><br />
<br />
Si avvicina ancora di piÃ¹ alla numero trentacinque, alzando il pugno destro dinnanzi alla sua faccia, stringendolo. Gli anelli della catena stridono tra loro provocando un rumore fastidioso, mentre dal la morsa fuoriesce un rivolo di sangue che va a percorrere tutta la catena penzolante, la quale finisce per riversare a terra altro sangue.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«I nostri occhi sono puntati su di te, notte e giorno. Non ho creduto ad una sola parola del tuo ultimo rapporto, ma l'anziano ha deciso di sbatterti semplicemente in prigione. Fosse stato per me, ti avrei staccato la testa dal collo con queste mani.Â»</span><br />
<br />
Una piccola pausa per fissare attentamente il suo sguardo sul volto della guerriera e per calmarsi un attimo, per poi riprendere a parlare.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«Vedi di trattare con rispetto le altre guerriere, non come hai fatto con Aphrodite. Per tua fortuna Ã¨ una combattente onesta, insopportabile, ma suo malgrado onesta e non ha approfittato delle condizioni svantaggiose in cui ti trovavi. Fosse stata scelta da me la tua avversaria, stai sicura che ti avrebbe sicuramente reciso quella testaccia piena di sterco.Â»</span><br />
<br />
Rabbia. Non riusciva mai a contenerla.<br />
<br />
Ringhiando per il disappunto si congeda, per sparire oltre la grande porta d'ingresso. I suoi passi pesanti e furiosi riecheggiano per qualche istante accompagnati dal tintinnio di quelle catene penzolanti avvolte intorno all'avambraccio. Dopo qualche istante, il silenzio.<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite>Siete in viaggio nelle terre del nord. Avete piena libertÃ  di descrizione del paesaggio che vi circonda; sentitevi libere di interagire e di far conoscenza. Nel mio prossimo post, giungerete ai piedi del vulcano.</blockquote>
<br />
<span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">Turnazione</span><br />
Jurking1985<br />
Vick_Hetki_Pureva</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;">[SIZE="5"]<span style="color: #8b0000;">Neve Nera</span>[/SIZE]</span><br />
<span style="font-weight: bold;"><span style="font-style: italic;">[SIZE="2"]<span style="color: silver;">Cenere alla Cenere</span>[/SIZE]</span></span><br />
&lt;div style="background: #fef6d2; border: 1px solid #efe3ae; margin: 6px 0px 0px 0px; padding: 6px 8px 6px 10px; width:60px;"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/rrlqwjc5xCo"  type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="60" height="25" backgound="red"&gt;&lt;/embed&gt;<br />
&lt;/div&gt;</div><span style="font-weight: bold;"><div style="text-align: center;"><span style="color: DarkRed;">OBIETTIVI SBLOCCABILI</span></div></span><div style="text-align: center;">&lt;div style="padding: 5px; border: 1px solid #fafafa; width:250px;"&gt;&lt;img src="http://www.claymorefan.org/ClaymoreFAN_GDR/Immagini/obiettivi/icona_nevenera_01.png" alt="Non son poi cosÃ¬ cattive... [20PE]" width="80" height="80" /&gt; &lt;img src="http://www.claymorefan.org/ClaymoreFAN_GDR/Immagini/obiettivi/icona_neve01.png" alt="L'Enigmista [50PE]" width="80" height="80" /&gt; &lt;img src="http://www.claymorefan.org/website/imgs/gdr/obiettiviout/icon_obiettivo.png" alt="Obiettivo Segreto [80PE]" width="80" height="80" /&gt;&lt;/div&gt;</div>
&lt;img style="float:left; padding-right:5px; padding-bottom:5px;" src="http://i48.tinypic.com/2dj59fr.png" width="300" height="352" /&gt;Il brusco risveglio e l'ordine di raggiungere la grande Sala del Consiglio percorrendo i neri corridoi dell'Organizzazione sono ormai un ricordo, visto che ora vi ritrovate giÃ  in cammino nelle terre di Alphonse con la neve che vi arriva alle ginocchia. Non si puÃ² dire che la strada per giungere a destinazione sia scorrevole, anzi: non vi sono piÃ¹ sentieri che portano alla cittÃ  di Amsel, la vostra meta. Sono mesi che di qui non passa nessuno e la natura si Ã¨ ripresa ciÃ² che era suo, ricoprendo di gelidi cristalli il paesaggio immobile ed immacolato che ora state deturpando con il vostro incedere lento e faticoso. I leggeri e timidi riflessi del lago che state costeggiando sul versante est vi accompagnano in quest'arduo cammino, mentre una brezza gelida ma leggera sferza i vostri visi, arrossati.<br />
<br />
Mentre sprofondate passo dopo passo con le prime luci dell'alba, le parole di Domino rimbombano ancora nelle vostre teste, come se foste ancora in quella tenebrosa stanza, ad ascoltarlo. Ã in piedi davanti a voi, con delle catene avvolte intorno alle braccia che lascia penzolare; sono arrugginite, consunte e una di loro gronda sangue, le cui gocce ritmicamente si abbandonano alla gravitÃ , esplodendo poi in una macchia una volta giunte a terra. Lo scoppiettio delle fiaccole attaccate alle varie colonne portanti, si aggiunge all'orchestra dando vita ad una sinfonia tutt'altro che piacevole e rassicurante. Domino vi guarda senza proferir parola, mentre le sue mani si intrattengono con il gelido ferro, provocando quel rumore sinistro che da sempre spaventa le reclute di qualsiasi generazione, un rumore che vuol dire solo una cosa: punizione. Il silenzio tombale rotto solo dal suo passatempo attuale, raggelerebbe il sangue di chiunque. Fa una smorfia serrando le mascelle e i pugni, gonfiando cosÃ¬ i muscoli della braccia, per poi dar aria ai polmoni.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«Terra dell'Armonia... dopo aver dimostrato il tuo valore a sud, sarai la caposquadra di questa spedizione nelle terre di Alphonse, ad Amsel. Sono sicuro che non avrai problemi a muoverti per quelle lande selvagge, abbandonate dagli Dei e, ora, persino dagli uomini.Â»</span><br />
<br />
Un ghigno prende vita sul suo volto sfigurato e le catene si fanno notare ancora una volta, piÃ¹ rumorose e feroci.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«Porterai con te... lei, la No.35.Â»</span> dice, indicandola usando una delle catene a mo di frusta. Il rumore Ã¨ talmente forte che vi fa sussultare, riecheggiando per un lungo istante prima di svanire nel nulla.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«Questo non Ã¨ un viaggio di piacere. Ci Ã¨ stata mandata una richiesta di caccia alla yoma, presso il villaggio termale di Amsel, arroccato sulle pendici del vulcano Enok, che in questo periodo Ã¨ in piena attivitÃ . Sono mesi che gli abitanti convivono con l'incubo yoma, tanto che il turismo Ã¨ praticamente cessato, gettando cosÃ¬ l'attivitÃ  di questa cittadina, sull'orlo del tracollo. Arrivate a destinazione e parlate con Kamu, Ã¨ lui che ci ha assoldato.Â»</span><br />
<br />
Distoglie lo sguardo da voi, guardandosi le mani, che rivolge con i palmi verso l'alto. Sono callose, rovinate ed insanguinate, mentre le catene che le avvolgono provocano altre ferite, che paiono non infastidire perÃ² l'uomo in nero. Fa due passi avvicinandosi a Gaia, per poi tornare a fissarvi con il suo unico occhio.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«Terra, hai anche il dovere di tenere sotto controllo la tua compagna. Qualsiasi passo falso, per lei, significa perdere la testa. Sei autorizzata a procedere con la sua esecuzione qualora dovesse essere necessario.Â»</span><br />
<br />
Si avvicina ancora di piÃ¹ alla numero trentacinque, alzando il pugno destro dinnanzi alla sua faccia, stringendolo. Gli anelli della catena stridono tra loro provocando un rumore fastidioso, mentre dal la morsa fuoriesce un rivolo di sangue che va a percorrere tutta la catena penzolante, la quale finisce per riversare a terra altro sangue.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«I nostri occhi sono puntati su di te, notte e giorno. Non ho creduto ad una sola parola del tuo ultimo rapporto, ma l'anziano ha deciso di sbatterti semplicemente in prigione. Fosse stato per me, ti avrei staccato la testa dal collo con queste mani.Â»</span><br />
<br />
Una piccola pausa per fissare attentamente il suo sguardo sul volto della guerriera e per calmarsi un attimo, per poi riprendere a parlare.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Â«Vedi di trattare con rispetto le altre guerriere, non come hai fatto con Aphrodite. Per tua fortuna Ã¨ una combattente onesta, insopportabile, ma suo malgrado onesta e non ha approfittato delle condizioni svantaggiose in cui ti trovavi. Fosse stata scelta da me la tua avversaria, stai sicura che ti avrebbe sicuramente reciso quella testaccia piena di sterco.Â»</span><br />
<br />
Rabbia. Non riusciva mai a contenerla.<br />
<br />
Ringhiando per il disappunto si congeda, per sparire oltre la grande porta d'ingresso. I suoi passi pesanti e furiosi riecheggiano per qualche istante accompagnati dal tintinnio di quelle catene penzolanti avvolte intorno all'avambraccio. Dopo qualche istante, il silenzio.<br />
<blockquote><cite>Citazione:</cite>Siete in viaggio nelle terre del nord. Avete piena libertÃ  di descrizione del paesaggio che vi circonda; sentitevi libere di interagire e di far conoscenza. Nel mio prossimo post, giungerete ai piedi del vulcano.</blockquote>
<br />
<span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">Turnazione</span><br />
Jurking1985<br />
Vick_Hetki_Pureva</span>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Prigione di Ghiaccio [Majin - Clayfax]]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-Prigione-di-Ghiaccio-Majin-Clayfax--1539</link>
			<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 13:51:56 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-Prigione-di-Ghiaccio-Majin-Clayfax--1539</guid>
			<description><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="color: DarkRed;"><span style="font-weight: bold;">Prigione di Ghiaccio</span></span></span><br />
<span style="color: Gray;"><span style="font-style: italic;">PerchÃ¨ quando fa freddo... fa freddo!<br />
</span></span></div>
<span style="color: DarkRed;"><br />
"Dirigetevi a nord e raggiungete la cittÃ  di Zubor"</span>  le parole di Domino fanno eco nella vostra mente sin da quando siete  state svegliate bruscamente cinque giorni fa nel cuore della notte da  questo individuo, sempre disponibile e gentile con tutte. Le su parole  parevano un ringhio continuo e la sua espressione decisamente poco  amichevole mentre vi consegnava una consunta pergamena per poi  congedarsi senza aggiungere altro.<br />
<br />
Il lungo cammino dalle terre dell'est vi ha permesso di ammirare i piÃ¹  svariati paesaggi e di assaporare i piÃ¹ bizzarri climi, dal caldo  torrido del deserto di Staph al glaciale e pungente vento delle terre  del nord, che sicuramente vi accompagnerÃ  per tutta questa avventura.<br />
<br />
<div style="text-align: center;"><img src="http://i52.tinypic.com/x2s2eq.jpg" border="0" alt="[Immagine: x2s2eq.jpg]" /><br />
</div>
 <br />
La mattina del sesto giorno, dopo aver camminato senza sosta in  compagnia l'una dell'altra, giungete su una sommitÃ  collinare dalla  quale potete intravedere con fatica la cittÃ  di Zubor, avvolta dalla  foschia. Intorno a voi la desolazione di una terra priva di calore e  vitalitÃ , coperta in ogni sua parte da metri e metri di ghiaccio e neve.  L'unica cosa che attira la vostra attenzione Ã¨ il vulcano che si impone  maestoso sopra la cittadina, gettandola nell'ombra, complice il fumo  che vi fuoriesce di continuo.<br />
<br />
Fate una sosta ammirando il panorama, quando Lune srotola la pergamente  affidatale da Domino, la quale dovrebbe contenere le informazioni sulla  missione. Legge ad alta voce il suo contenuto: pare che un gruppo di  esploratori umani abbia rinvenuto quello che ai loro occhi sembra essere  uno yoma ibernato nel ghiaccio da chissÃ  quali secoli e spaventati da  ciÃ², hanno pensato di contattare l'Organizzazione per sventare una  qualsiasi minaccia futura. Leggendo la pergamena apprendete che il  vostro compito Ã¨ quello di raccogliere informazioni a riguardo e  recuperare il corpo del mostro. Niente di piÃ¹ e niente di meno.<br />
<br />
Decidete di rimettervi in cammino, raggiungendo cosÃ¬ le porte della  cittÃ  cinta di mura, notando con stupore che sono chiuse e controllate  da due guardie armate di lancia, vestite da capo a piedi di pellicce che  le riparano dal freddo pungente.<br />
<br />
La vostra missione comincia qui. Trovate un modo per entrare in cittÃ  ed iniziate a cercare informazioni.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Turnazione</span><br />
<span style="font-style: italic;">Majin<br />
clayfax</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="color: DarkRed;"><span style="font-weight: bold;">Prigione di Ghiaccio</span></span></span><br />
<span style="color: Gray;"><span style="font-style: italic;">PerchÃ¨ quando fa freddo... fa freddo!<br />
</span></span></div>
<span style="color: DarkRed;"><br />
"Dirigetevi a nord e raggiungete la cittÃ  di Zubor"</span>  le parole di Domino fanno eco nella vostra mente sin da quando siete  state svegliate bruscamente cinque giorni fa nel cuore della notte da  questo individuo, sempre disponibile e gentile con tutte. Le su parole  parevano un ringhio continuo e la sua espressione decisamente poco  amichevole mentre vi consegnava una consunta pergamena per poi  congedarsi senza aggiungere altro.<br />
<br />
Il lungo cammino dalle terre dell'est vi ha permesso di ammirare i piÃ¹  svariati paesaggi e di assaporare i piÃ¹ bizzarri climi, dal caldo  torrido del deserto di Staph al glaciale e pungente vento delle terre  del nord, che sicuramente vi accompagnerÃ  per tutta questa avventura.<br />
<br />
<div style="text-align: center;"><img src="http://i52.tinypic.com/x2s2eq.jpg" border="0" alt="[Immagine: x2s2eq.jpg]" /><br />
</div>
 <br />
La mattina del sesto giorno, dopo aver camminato senza sosta in  compagnia l'una dell'altra, giungete su una sommitÃ  collinare dalla  quale potete intravedere con fatica la cittÃ  di Zubor, avvolta dalla  foschia. Intorno a voi la desolazione di una terra priva di calore e  vitalitÃ , coperta in ogni sua parte da metri e metri di ghiaccio e neve.  L'unica cosa che attira la vostra attenzione Ã¨ il vulcano che si impone  maestoso sopra la cittadina, gettandola nell'ombra, complice il fumo  che vi fuoriesce di continuo.<br />
<br />
Fate una sosta ammirando il panorama, quando Lune srotola la pergamente  affidatale da Domino, la quale dovrebbe contenere le informazioni sulla  missione. Legge ad alta voce il suo contenuto: pare che un gruppo di  esploratori umani abbia rinvenuto quello che ai loro occhi sembra essere  uno yoma ibernato nel ghiaccio da chissÃ  quali secoli e spaventati da  ciÃ², hanno pensato di contattare l'Organizzazione per sventare una  qualsiasi minaccia futura. Leggendo la pergamena apprendete che il  vostro compito Ã¨ quello di raccogliere informazioni a riguardo e  recuperare il corpo del mostro. Niente di piÃ¹ e niente di meno.<br />
<br />
Decidete di rimettervi in cammino, raggiungendo cosÃ¬ le porte della  cittÃ  cinta di mura, notando con stupore che sono chiuse e controllate  da due guardie armate di lancia, vestite da capo a piedi di pellicce che  le riparano dal freddo pungente.<br />
<br />
La vostra missione comincia qui. Trovate un modo per entrare in cittÃ  ed iniziate a cercare informazioni.<br />
<br />
<span style="font-weight: bold;">Turnazione</span><br />
<span style="font-style: italic;">Majin<br />
clayfax</span>]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Relazioni Pericolose [avatarxrevenge - Vick_Svarta_Blixten]]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-Relazioni-Pericolose-avatarxrevenge-Vick-Svarta-Blixten</link>
			<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 16:14:02 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-Relazioni-Pericolose-avatarxrevenge-Vick-Svarta-Blixten</guid>
			<description><![CDATA[<div style="text-align: right;"><div style="text-align: right;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="color: DarkRed;"><span style="font-weight: bold;">Relazioni pericolose.</span></span></span><br />
<span style="font-style: italic;">Quando la penna ferisce pi&#249; della spada.</span><br />
<br />
</div></div>
    Le ruote del carro, trainato da due mansueti cavalli, cigolano indolenti mentre la fitta foschia vi avvolge con il suo gelido abbraccio. &#200; il tipico benvenuto delle Terre di Alphonse.<br />
<br />
  Siete partite da poco dai confini con le Terre dell&#8217;Est alla volta di Pieta, scortando un grosso forziere in bella vista su di un logoro carro di legno. I vostri visi sono celati dal cappuccio di un lungo mantello di stoffa marrone che copre il vostro corpo vestito di abiti dozzinali, sembrate proprio dei comunissimi umani in viaggio. Legata alla cintura portate una classica daga da soldato, lunga poco meno di 40 cm, dentro una fodera di pelle rovinata dall&#8217;uso. <br />
<br />
  Alla partenza avete ricevuto ordini ben precisi da un uomo in nero, piccolo e peloso, che vi ha scritto tutto ci&#242; che c&#8217;&#232; da sapere su di una pergamena consegnata alla caposquadra: Eleanor.<br />
<br />
  <span style="font-weight: bold;">Contenuto della pergamena</span>:<br />
  <blockquote><cite>Citazione:</cite><span style="font-style: italic;">Mi congratulo per la vostra recente graduazione all&#8217;interno dei ranghi della nostra amatissima Organizzazione. Devo subito mettere alla prova la vostra devozione alla causa affidandovi una missione della massima urgenza. Abbiamo recentemente perso un carico destinato alle ambasciate delle Terre del Nord contenente importanti missive. Tali documenti sono strettamente confidenziali e devono essere recuperati prima che possano cadere in mani sbagliate. Ne va della rispettabilit&#224; dell&#8217;Organizzazione.<br />
Uno dei nostri messaggeri &#232; stato ritrovato impiccato poco oltre il confine.<br />
  Per questa missione viaggerete mascherate da comuni civili e assumerete regolarmente un farmaco inibitore che render&#224; i vostri occhi castani, ma sopprimer&#224; la vostra percezione dello Yoki. Crediamo infatti che un gruppo di briganti stia scorrazzando sulla strada per Pieta compiendo razzie a discapito dei viaggiatori. Dovrete fare da esca, scovarli e recuperare tutte le missive. Ancor meglio se riuscirete a disperdere questi balordi. Sarete ricompensate per il vostro impegno.<br />
<br />
  Buona fortuna,<br />
  Cugino It.<br />
<br />
  PS: Le vostre spade sono nascoste sotto il carro, coperte da alcune assi di legno.<br />
  PPS: Non avete licenza di uccidere umani, non ve lo dimenticate.<br />
  PPPS: Gaia, se avrai successo la tua gamba sar&#224; sanata dai nostri medici.</span></blockquote>
  <span style="font-weight: bold;">Turnazione</span>:<br />
<span style="font-style: italic;">Avatar<br />
Vick<br />
<br />
</span><span style="font-weight: bold;">Note del Master:<br />
</span>La vostra percezione dello Yoki &#232; disabilitata, inoltre il farmaco produce gli stessi effetti visti nel manga con Claire a Rabona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right;"><div style="text-align: right;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="color: DarkRed;"><span style="font-weight: bold;">Relazioni pericolose.</span></span></span><br />
<span style="font-style: italic;">Quando la penna ferisce pi&#249; della spada.</span><br />
<br />
</div></div>
    Le ruote del carro, trainato da due mansueti cavalli, cigolano indolenti mentre la fitta foschia vi avvolge con il suo gelido abbraccio. &#200; il tipico benvenuto delle Terre di Alphonse.<br />
<br />
  Siete partite da poco dai confini con le Terre dell&#8217;Est alla volta di Pieta, scortando un grosso forziere in bella vista su di un logoro carro di legno. I vostri visi sono celati dal cappuccio di un lungo mantello di stoffa marrone che copre il vostro corpo vestito di abiti dozzinali, sembrate proprio dei comunissimi umani in viaggio. Legata alla cintura portate una classica daga da soldato, lunga poco meno di 40 cm, dentro una fodera di pelle rovinata dall&#8217;uso. <br />
<br />
  Alla partenza avete ricevuto ordini ben precisi da un uomo in nero, piccolo e peloso, che vi ha scritto tutto ci&#242; che c&#8217;&#232; da sapere su di una pergamena consegnata alla caposquadra: Eleanor.<br />
<br />
  <span style="font-weight: bold;">Contenuto della pergamena</span>:<br />
  <blockquote><cite>Citazione:</cite><span style="font-style: italic;">Mi congratulo per la vostra recente graduazione all&#8217;interno dei ranghi della nostra amatissima Organizzazione. Devo subito mettere alla prova la vostra devozione alla causa affidandovi una missione della massima urgenza. Abbiamo recentemente perso un carico destinato alle ambasciate delle Terre del Nord contenente importanti missive. Tali documenti sono strettamente confidenziali e devono essere recuperati prima che possano cadere in mani sbagliate. Ne va della rispettabilit&#224; dell&#8217;Organizzazione.<br />
Uno dei nostri messaggeri &#232; stato ritrovato impiccato poco oltre il confine.<br />
  Per questa missione viaggerete mascherate da comuni civili e assumerete regolarmente un farmaco inibitore che render&#224; i vostri occhi castani, ma sopprimer&#224; la vostra percezione dello Yoki. Crediamo infatti che un gruppo di briganti stia scorrazzando sulla strada per Pieta compiendo razzie a discapito dei viaggiatori. Dovrete fare da esca, scovarli e recuperare tutte le missive. Ancor meglio se riuscirete a disperdere questi balordi. Sarete ricompensate per il vostro impegno.<br />
<br />
  Buona fortuna,<br />
  Cugino It.<br />
<br />
  PS: Le vostre spade sono nascoste sotto il carro, coperte da alcune assi di legno.<br />
  PPS: Non avete licenza di uccidere umani, non ve lo dimenticate.<br />
  PPPS: Gaia, se avrai successo la tua gamba sar&#224; sanata dai nostri medici.</span></blockquote>
  <span style="font-weight: bold;">Turnazione</span>:<br />
<span style="font-style: italic;">Avatar<br />
Vick<br />
<br />
</span><span style="font-weight: bold;">Note del Master:<br />
</span>La vostra percezione dello Yoki &#232; disabilitata, inoltre il farmaco produce gli stessi effetti visti nel manga con Claire a Rabona.]]></content:encoded>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Riflesso Omicida [Nemas]]]></title>
			<link>https://www.claymoregdr.org/Thread-Riflesso-Omicida-Nemas</link>
			<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 12:45:50 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.claymoregdr.org/Thread-Riflesso-Omicida-Nemas</guid>
			<description><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="font-size: 15pt;"><span style="color: DarkRed;"><span style="font-weight: bold;">Riflesso Omicida</span></span></span></div>
<br />
L'incedere lento, lo sguardo fisso, la solitudine nel cuore. La   guerriera avanza spostandosi con fatica nella boscaglia che attraversa  ormai da giorni. I pini completamente ricoperti di neve giacciono  immobili, come anziani sulle proprie sedie, consumati dal tempo. Nulla  si muove nel bosco, nessun suono, nessun profumo. Tutto sembra essersi  fermato nello spazio e nel tempo: l'unica cosa ancora in movimento, Ã¨  una guerrierea, che con fatica, da giorni attravera questa pianura  pallida come  la sua pelle e gelida come il suo sguardo, il quale fa  trasparire tutta  la sua determinazione. Ã trascorsa ormai una settimana  da  quando ha lasciato l'Organizzazione su ordine di Domino, il suo   mandante, per far fronte ad una missione.<br />
<br />
<div style="text-align: center;"><img src="http://www.claymorefan.org/board/../ClaymoreFAN_GDR/quest/foresta.jpg" border="0" alt="[Immagine: foresta.jpg]" /><br />
</div>
 <br />
<span style="font-weight: bold;">"Copriti bene."</span> Le parole dell'uomo in nero riecheggiano ancora   sarcastiche nella tua mente, mentre procedi nel tuo viaggio sperando di   giungere velocemente alla meta con gli ordini ben chiari: ti sei recata   nelle terre del nord, per raggiungere il villaggio di Ghihal, situato   quasi al centro delle terre di Alphonse; la particolaritÃ  di questo   luogo, oltre che essere sperduto e freddo, Ã¨ quella di possedere un   enorme lago che, in questo periodo dell'anno risulta essere   completamente ghiacciato. Mercanti e viandanti scelgono quindi di   attraversarlo, approfittando di questa situazione per raggiungere i   villaggi molto piÃ¹ velocemente. Non mancano perÃ² di certo leggende e   storie macabre su genti cadute in disgrazia nell'attraversare il Lago   Frosne. Devi raggiungere il villaggio che Ã¨ situato esattamente sulla   sponda opposta del lago che inizi ad intravedere da dietro gli ultimi  pini innevati, che ormai da giorni, costituiscono il panorama che hai  attorno.<br />
<div style="text-align: center;"> </div>
Al momento, il tuo compito, Ã¨ quello di giungere nei pressi del  lago uscendo dalla fitta boscaglia che stai attraversando, perchÃ¨ Ã¨ da  lÃ¬ che inizierÃ  il tuo cammino verso il villaggio.<br />
<br />
Descrivi come preferisci ciÃ² che ti circorda fino al raggiungimento  dello specchio d'acqua, facendo risaltare lo stato d'animo della tua  guerriera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right;"><span style="font-size: 15pt;"><span style="color: DarkRed;"><span style="font-weight: bold;">Riflesso Omicida</span></span></span></div>
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L'incedere lento, lo sguardo fisso, la solitudine nel cuore. La   guerriera avanza spostandosi con fatica nella boscaglia che attraversa  ormai da giorni. I pini completamente ricoperti di neve giacciono  immobili, come anziani sulle proprie sedie, consumati dal tempo. Nulla  si muove nel bosco, nessun suono, nessun profumo. Tutto sembra essersi  fermato nello spazio e nel tempo: l'unica cosa ancora in movimento, Ã¨  una guerrierea, che con fatica, da giorni attravera questa pianura  pallida come  la sua pelle e gelida come il suo sguardo, il quale fa  trasparire tutta  la sua determinazione. Ã trascorsa ormai una settimana  da  quando ha lasciato l'Organizzazione su ordine di Domino, il suo   mandante, per far fronte ad una missione.<br />
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<div style="text-align: center;"><img src="http://www.claymorefan.org/board/../ClaymoreFAN_GDR/quest/foresta.jpg" border="0" alt="[Immagine: foresta.jpg]" /><br />
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<span style="font-weight: bold;">"Copriti bene."</span> Le parole dell'uomo in nero riecheggiano ancora   sarcastiche nella tua mente, mentre procedi nel tuo viaggio sperando di   giungere velocemente alla meta con gli ordini ben chiari: ti sei recata   nelle terre del nord, per raggiungere il villaggio di Ghihal, situato   quasi al centro delle terre di Alphonse; la particolaritÃ  di questo   luogo, oltre che essere sperduto e freddo, Ã¨ quella di possedere un   enorme lago che, in questo periodo dell'anno risulta essere   completamente ghiacciato. Mercanti e viandanti scelgono quindi di   attraversarlo, approfittando di questa situazione per raggiungere i   villaggi molto piÃ¹ velocemente. Non mancano perÃ² di certo leggende e   storie macabre su genti cadute in disgrazia nell'attraversare il Lago   Frosne. Devi raggiungere il villaggio che Ã¨ situato esattamente sulla   sponda opposta del lago che inizi ad intravedere da dietro gli ultimi  pini innevati, che ormai da giorni, costituiscono il panorama che hai  attorno.<br />
<div style="text-align: center;"> </div>
Al momento, il tuo compito, Ã¨ quello di giungere nei pressi del  lago uscendo dalla fitta boscaglia che stai attraversando, perchÃ¨ Ã¨ da  lÃ¬ che inizierÃ  il tuo cammino verso il villaggio.<br />
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Descrivi come preferisci ciÃ² che ti circorda fino al raggiungimento  dello specchio d'acqua, facendo risaltare lo stato d'animo della tua  guerriera.]]></content:encoded>
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